(Adnkronos) – Giallo di Pietracatella, perde consistenza l’ipotesi di ingestione accidentale della ricina da parte di Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara Di Vita. Infatti fonti vicine alle indagini sottolineano come i riscontri delle autopsie evidenzino quantità di veleno, trovate nei reperti biologici, pari a 140 volte la dose minima letale. I risultati delle indagini e le testimonianze raccolte finora rafforzerebbero la pista dell’omicidio, la quantità del veleno assunto farebbe escludere un’ingestione accidentale.
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