venerdì, Ottobre 30, 2026
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Borgo Roma, restaurata la lapide di Giambattista Rossi: torna visibile al nuovo ingresso

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La lapide dedicata a Giambattista Rossi è stata restaurata con il contributo dei figli e ricollocata accanto al nuovo ingresso del Policlinico di Borgo Roma. Alla cerimonia del 30 ottobre la famiglia e i vertici AOUI hanno ricordato il presidente degli Istituti Ospitalieri dal 1962 al 1977.

La memoria di Giambattista Rossi torna nel percorso quotidiano di chi entra al Policlinico di Borgo Roma. Venerdì 30 ottobre 2026 si è svolta la cerimonia di scopertura della lapide commemorativa dell’avvocato, restaurata con il contributo dei figli e sistemata a fianco del nuovo ingresso dell’ospedale.

La lastra in marmo rosso era stata collocata il 12 giugno 1998, quando il policlinico venne intitolato a Rossi, morto il 5 marzo dello stesso anno. L’esposizione all’aperto, davanti al vecchio ingresso, l’aveva deteriorata. Dopo il restauro, la direzione AOUI e la famiglia hanno concordato la nuova posizione, che rende nuovamente visibile la dedica a pazienti, familiari, professionisti e studenti.

Alla cerimonia erano presenti il direttore amministrativo Roberto Sembeni, la direttrice del Dipartimento di direzione medica Giovanna Ghirlanda e i figli Stefano, Francesca e Simone Rossi, insieme alla madre Paola Polettini e ad altri familiari. La famiglia ha espresso il desiderio che il ricordo dell’attività pubblica del padre prosegua anche in vista del centenario della nascita, nel 2028.

Il policlinico e gli studi medici universitari a Verona

Rossi, originario di Isola della Scala, fu presidente degli Istituti Ospitalieri dal 1962 al 1977. Durante il suo mandato promosse la costruzione del policlinico di Borgo Roma, iniziata nel 1963 e conclusa sei anni dopo. Alla realizzazione della struttura affiancò l’impegno per portare in città gli studi universitari di Medicina.

Nella ricostruzione storica diffusa dall’AOUI, il 31 ottobre 1968 segna la firma della convenzione che metteva a disposizione dell’Università di Padova i locali di Borgo Roma per gli insegnamenti del secondo triennio. Il percorso degli studi medici veronesi si sviluppò poi fino all’autonomia dell’Università di Verona, arrivata nel 1982.

Sembeni ha richiamato la capacità di Rossi di unire progetto ospedaliero, formazione universitaria e organizzazione delle attività sanitarie. Ghirlanda ne ha ricordato invece il ruolo a partire dalla propria esperienza di studentessa di Medicina e, successivamente, di professionista al policlinico.

All’impegno nella sanità Rossi affiancò iniziative nella cooperazione e nei servizi alla persona. Fu tra i fondatori della MAG nel 1978 e sostenne realtà cittadine attive nell’accoglienza e nella solidarietà sociale. La lapide restaurata ricorda questo intreccio tra amministrazione pubblica, ospedale e vita della comunità veronese.

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