(Adnkronos) – “Il 40% della popolazione italiana online utilizza regolarmente agenti di intelligenza artificiale come ChatGpt, Claude o Gemini, con livelli di penetrazione e tempo di utilizzo vicini a quelli degli Stati Uniti.Il 100% della popolazione online fa ricerche su Google e nel 22% dei casi la risposta incorpora un’elaborazione con AI Overview. Che sia in modo consapevole o implicito, la penetrazione dell’intelligenza artificiale è altissima”. Lo ha spiegato Fabrizio Angelini, Chief Executive Officer di Sensemakers, intervenuto a Intersections 2026, il più grande evento italiano dedicato a marketing, comunicazione, creatività e tecnologia, che si è svolto all’Allianz MiCo di Milano.
Il cambio di paradigma più rilevante riguarda l’impatto sul mercato dei media, del lavoro pubblicitario e dell’e-commerce. “Negli Stati Uniti vediamo che nel 22% delle risposte complessive i modelli Llm (Large language model) incorporano pubblicità, con picchi che arrivano al 46% nel settore gaming e a oltre il 30% nel travel – ha illustrato il Ceo di Sensemakers – L’AI sta alterando i fenomeni di scoperta e propensione d’acquisto verso le marche: nel 16% dei casi ha avuto un impatto diretto su una transazione economica, dimostrando che gli utenti si fidano dei consigli dell’AI per finalizzare gli acquisti”.
A spingere questa fruizione continua è stata anche la svolta nei dispositivi di consumo. “Fino all’estate i prompt arrivavano prevalentemente da desktop, con un approccio più ponderato. Oggi lo smartphone ha superato il computer: la maggioranza delle interazioni avviene in mobilità e ci vede coinvolti H24 su tutti i dispositivi integrati con sistemi di intelligenza artificiale”, ha concluso Angelini.
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