(Adnkronos) – Cinque grandi realtà dell’emergenza-urgenza italiana fanno rete sull’intelligenza artificiale e avviano un percorso comune verso un modello di “intelligenza condivisa nel soccorso”. Ares 118 (Lazio), Seus 118 (Sicilia), Areu (Lombardia), Azienda Zero (Piemonte) e Areus (Sardegna) hanno sottoscritto a Roma la ‘Dichiarazione di Intenti di Roma’, un documento che pone le basi per la condivisione di esperienze, casi d’uso, conoscenze, risultati e criticità legati all’impiego dell’Ai nell’emergenza-urgenza. L’iniziativa, ospitata dalla Sala Tevere della Regione Lazio, nasce dalla consapevolezza “che l’intelligenza artificiale nell’emergenza sanitaria non sia soltanto una questione tecnologica. La sfida è trasformare le esperienze maturate nei diversi territori in conoscenza condivisa, in grado di sostenere l’innovazione e migliorare nel tempo qualità, sicurezza, efficienza e capacità di risposta”, si legge nella nota.
“Al centro del confronto c’è il concetto di ‘intelligenza condivisa’, sviluppato a partire dai principi della Carta di Catania, sottoscritta nell’aprile scorso, e ora tradotto nella Dichiarazione d’intenti di Roma. L’obiettivo è costruire una rete nella quale le diverse organizzazioni possano mettere in comune esperienze, risultati e conoscenze, mantenendo al tempo stesso la propria autonomia e responsabilità. Un modello – sottolineano gli esperti – nel quale l’intelligenza artificiale sia utilizzata per supportare, e non sostituire, la decisione dei professionisti. L’emergenza sanitaria genera ogni giorno una grande quantità di informazioni, decisioni, tempi di intervento, soluzioni e lezioni apprese. Molte delle sfide sono comuni: dalla comprensione della richiesta di soccorso alla mobilitazione delle risorse, dal supporto agli equipaggi al coordinamento tra più soggetti, fino alla condivisione delle informazioni con l’ospedale. La prospettiva indicata dalla ‘Dichiarazione di Intenti di Roma’ non è quindi quella di concentrare tutti i dati in un unico sistema, ma di condividere la capacità di apprendere dai dati, attraverso il dialogo tra sistemi e organizzazioni. Non centralizzazione, ma interoperabilità. Non uniformità dei modelli organizzativi, ma capacità di condividere conoscenze e buone pratiche”.
Il direttore generale di Ares 118, Narciso Mostarda, dichiara: “Il confronto di Roma ha confermato che la sfida dell’AI nell’emergenza è trasformare l’esperienza dei professionisti in conoscenza condivisa, mantenendo autonomia territoriale e responsabilità decisionale. Il valore dell’innovazione non si misura dalla novità tecnologica, ma dalla capacità di produrre cambiamenti concreti in termini di qualità, sicurezza, efficienza e risposta. Nell’emergenza, quando la conoscenza viaggia più velocemente, il tempo guadagnato può diventare tempo utile per il paziente”. Nel corso dell’incontro è intervenuto Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio.
Nel corso dell’incontro, dopo l’apertura istituzionale affidata al presidente di Seus Sicilia, Riccardo Castro, e al direttore generale di Ares 118, Narciso Mostarda, si sono alternati un panel tecnico dedicato allo stato dell’arte e alle prospettive dell’intelligenza artificiale nell’emergenza sanitaria e gli interventi delle società scientifiche e delle reti di volontariato, con la moderazione affidata a Niccolò Di Raimondo.
Sono state inoltre approfondite le modalità di utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di Ares 118 nell’ambito del 116117, Numero Europeo Armonizzato (Nea) per l’accesso alle cure mediche non urgenti e agli altri servizi sanitari territoriali a bassa intensità.
Marco Iacobelli ha quindi presentato la Dichiarazione d’intenti sull’intelligenza condivisa nel soccorso. A seguire, il confronto con i vertici delle realtà dell’emergenza presenti all’incontro: Narciso Mostarda (Ares 118), Riccardo Castro (Seus 118), Massimo D’Angelo (Azienda Zero Piemonte), Massimo Lombardo (Areu Lombardia) e Angelo Maria Serusi (Areus Sardegna).
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