Cartelli e installazioni davanti alle scuole e nei parchi per invitare gli adulti a lasciare ai bambini lo spazio necessario per sperimentare, affrontare piccoli ostacoli e conquistare progressivamente la propria autonomia. È l’obiettivo della campagna “Il rischio di crescere”, che prenderà il via giovedì 10 settembre, in coincidenza con la riapertura delle scuole, in quattro comuni della provincia di Verona.
L’iniziativa coinvolgerà San Pietro in Cariano, Fumane, Pescantina e Sant’Anna d’Alfaedo e si rivolgerà in particolare alle famiglie dei bambini delle scuole dell’infanzia e primarie.
A promuoverla sono le amministrazioni comunali insieme ai plessi scolastici che partecipano al progetto triennale “Scarpe con i Lacci” della cooperativa Hermete, selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa e cofinanziato da Fondazione San Zeno.
“Il rischio di crescere”: cartelli nei parchi e davanti alle scuole
La campagna utilizzerà un linguaggio ispirato alla segnaletica stradale per richiamare l’attenzione degli adulti sul rapporto tra protezione e autonomia durante l’infanzia.
Le installazioni compariranno nei pressi di scuole, parchi e istituzioni, mentre cartoline e poster saranno distribuiti anche nelle biblioteche e negli studi medici.
L’idea di fondo è che eliminare sistematicamente ogni piccolo rischio dalla quotidianità dei più giovani possa privarli di occasioni utili per imparare a conoscere i propri limiti, sviluppare capacità pratiche e acquisire sicurezza.
“Restituire all’infanzia lo spazio per inciampare e superare gli ostacoli significa regalare ai bambini e alle bambine la forza per imparare a correre da soli”, spiega Valentina Salzani, pedagogista della cooperativa Hermete e coordinatrice educativa del progetto.
Dalle scarpe con i lacci al gioco all’aperto
Il progetto “Scarpe con i Lacci” parte proprio da piccoli gesti della vita quotidiana. Il nome scelto richiama, ad esempio, il progressivo abbandono delle scarpe con i lacci a favore di quelle con gli strappi, più semplici da utilizzare ma che richiedono meno esercizio della manualità fine.
Secondo Salzani, l’obiettivo non è esporre i bambini a situazioni pericolose, ma evitare di eliminare automaticamente ogni difficoltà.
“Proviamo a non eliminare lacci, bottoni, recintare una buca, imbottire uno spigolo, appianare un dosso”, sottolinea la pedagogista. “Perché imparino a riconoscere i rischi e a difendersi. O anche solo ad allacciarsi le scarpe”.
Il percorso ha coinvolto scuole, famiglie, associazioni, educatori, medici e amministrazioni, raccogliendo differenti punti di vista sui bisogni dei bambini a scuola, in famiglia e negli spazi pubblici.
Autonomia dei bambini, il confronto coinvolge anche le famiglie
Sul tema interviene anche Giulia Cangiano, pediatra e presidente dell’Associazione Culturale Pediatri, secondo la quale una maggiore autonomia può contribuire ad aumentare l’apertura dei bambini verso il mondo.
Tra gli aspetti sui quali richiama l’attenzione ci sono il prolungamento dell’utilizzo di pannolino, ciuccio e biberon, ma anche le abitudini alimentari, il movimento e le opportunità di giocare liberamente all’aperto.
La campagna intende quindi rivolgersi soprattutto al mondo degli adulti, invitandolo a riflettere sul confine tra tutela e possibilità di fare esperienza.
A ideare la comunicazione è stato il creativo Simone Schiaffella di Eclettica, che ha scelto di reinterpretare i cartelli stradali proprio per lanciare un “segnale di allerta” agli adulti: crescere comporta inevitabilmente anche l’esposizione a piccoli rischi, che possono diventare occasioni per sviluppare capacità e autostima.
