giovedì, Ottobre 29, 2026
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Verona, impianto cocleare su misura con il robot: inserimento a un millimetro al secondo

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All’AOUI di Verona il braccio robotico inserisce l’impianto cocleare a un millimetro al secondo. Il Centro dell’orecchio bionico ha iniziato a usarlo in aprile; in tre pazienti la tecnica è stata associata alla mappatura personalizzata delle frequenze. L’obiettivo dichiarato è ridurre il trauma ai tessuti.

Un impianto cocleare scelto sulla base dell’anatomia del paziente e inserito con un braccio robotico che procede a un millimetro al secondo: è il percorso descritto dall’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona per il Centro regionale dell’orecchio bionico. La novità riguarda l’impiego della robotica nell’otorinolaringoiatria e la sua integrazione con strumenti di personalizzazione dell’impianto.

Secondo il comunicato dell’AOUI del 29 ottobre, il primo paziente è stato trattato con la tecnica robotica nello scorso aprile. In tre pazienti all’inserimento assistito sono state associate l’analisi morfologica della coclea e la definizione della distribuzione delle frequenze mediante algoritmi personalizzati.

Impianto cocleare: anatomia e precisione del robot

Il procedimento parte dalla misurazione della coclea attraverso un software. La lunghezza varia da persona a persona e orienta la scelta dell’impianto e la regolazione delle frequenze con il metodo ABF, Anatomical Based Fitted. Il braccio Otoarm-Otodrive esegue poi l’inserimento lungo la traiettoria stabilita, con movimento lento e controllato.

Marco Carner, responsabile del Centro, spiega che l’obiettivo è limitare il trauma e preservare le strutture cocleari residue. Per il medico la personalizzazione richiede soprattutto di usare i dati anatomici e le esigenze del singolo paziente per prendere decisioni più precise. Il beneficio viene presentato dall’équipe come una riduzione del danno ai tessuti e un miglioramento dei risultati uditivi, non come una garanzia universale di recupero per qualsiasi forma di sordità.

L’intervento descritto dura circa un’ora e si svolge in anestesia generale. Nel percorso illustrato dall’azienda, l’accensione dell’impianto avviene già il giorno successivo, con dimissione nella stessa giornata. Il controllo successivo è annuale e può essere effettuato anche a distanza, tramite telemedicina. Si tratta del protocollo comunicato dal Centro per i pazienti candidati all’impianto cocleare.

L’AOUI indica circa 15–20 interventi di questo tipo all’anno e ribadisce che il lavoro del personale specializzato resta indispensabile anche con l’assistenza del robot. Il Centro segue oltre un migliaio di pazienti, per il 75% provenienti da fuori regione. Nell’équipe operano Luca Sacchetto, direttore dell’unità di Otorinolaringoiatria, Marco Carner, Luca Bianconi, Valerio Arietti e Athena Arsie, insieme al personale tecnico e logopedico.

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