sabato, Ottobre 17, 2026
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Inflazione a Verona al 4,5% a settembre: casa ed energia trainano i rincari delle famiglie

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A settembre l’inflazione a Verona sale al 4,5% annuo, sopra il 4,2% nazionale. Casa ed energia crescono del 13,1%, i trasporti del 7,6%. Federconsumatori chiede interventi su fisco e bollette per difendere il potere d’acquisto; i dati comunali mostrano un aumento mensile complessivo dello 0,2%.

L’inflazione a Verona accelera a settembre 2026: i prezzi al consumo aumentano del 4,5% rispetto a settembre 2025, contro il 3,8% registrato ad agosto. Il dato supera di tre decimi la media italiana, salita dal 3,3% al 4,2%. È il quadro richiamato da Federconsumatori Verona nella nota sui rincari, con la richiesta di rafforzare le misure a sostegno delle famiglie.

Il bollettino dell’Ufficio comunale di statistica conferma i valori locali. Rispetto ad agosto, l’indice generale cresce dello 0,2%: l’aumento mensile rallenta quindi rispetto al precedente 0,8%, mentre il confronto su dodici mesi evidenzia un’accelerazione. Si tratta di due misure diverse, che descrivono rispettivamente il movimento più recente dei prezzi e la distanza dai livelli dell’anno precedente.

Inflazione a Verona: casa e trasporti pesano sui bilanci

La divisione che comprende abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili segna il rialzo annuo maggiore, 13,1%, con un aumento del 2,3% sul mese precedente. Seguono i trasporti, in crescita del 7,6% su base annua e dello 0,2% mensile. Per alimentari e bevande analcoliche le variazioni sono rispettivamente del 2,3% e dello 0,5%.

Il dato medio degli alimentari nasconde differenze tra prodotti. La nota dell’associazione segnala rincari annui del 27,1% per le bacche fresche, del 23,4% per gli ortaggi a frutto e del 19% per quelli a foglia o a stelo. Segnala anche diminuzioni: burro e altre materie grasse del latte scendono del 14,5%, gli agrumi freschi del 13,8%. Sono confronti annuali, da distinguere dagli aumenti mensili riportati nelle altre tabelle.

Federconsumatori collega la pressione sui bilanci familiari alle tensioni internazionali e ai costi energetici. L’associazione teme ulteriori difficoltà con l’inverno e sostiene che stipendi e pensioni non abbiano recuperato il potere d’acquisto perso. Si tratta della sua valutazione sulle prospettive dei consumi, distinta dai dati già rilevati.

Tra le richieste al Governo figurano accise mobili, una rimodulazione dell’IVA sui beni essenziali, un bonus energia più consistente e accessibile a una platea più ampia e un fondo contro la povertà energetica e alimentare. L’associazione sollecita inoltre controlli sulle filiere, misure fiscali per i redditi bassi e medi e una tassazione degli extraprofitti delle imprese energetiche. Le proposte sono rivolte alla prossima legge di bilancio.

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