(Adnkronos) –
“Capire significa non fermarsi alla colpa ma domandarsi la causa”. Luciana Littizzetto, nella letterina inviata dallo studio di Che tempo che fa, si rivolge ai genitori dei ragazzi – giovani e giovanissimi – protagonisti delle violenze e dei saccheggi dello scorso weekend in particolare a Milano. “Caro papà e cara mamma, paparanza e mammaranza”, esordisce. “Proprio in questi tempi di repressione e di pene sempre più severe, a noi adulti è rimasto il compito più difficile. Capire, capire. Che non è giustificare, non è assolvere. Capire è non fermarci alla colpa, domandarci la causa. Lo dobbiamo fare noi genitori, ma anche voi politici, di maggioranza e opposizione. Ci concentriamo sul colpevole, sulla sua punizione, perché è più facile, più immediata, raccoglie applausi: ordine e disciplina, autorità dello Stato. Uno Stato autoritario ma sempre meno autorevole che delega alla polizia la gestione dei problemi”, aggiunge.
“Un paese che sta regredendo, i deboli sempre più ai margini anche da ragazzini. Capire significa vedere che prima della vetrina sfasciata forse ci sono dei destini già sfasciati in partenza. Non si distruggono i negozi per ribellarsi alla cultura, si sfascia perché si è vuoti di senso. Si è soli, pieni di rabbia e di furore. Rompi tutto perché non hai uno straccio di futuro, non hai più niente da perdere. Ti rimane farti vedere, una foto da pubblicare sui social, un passamontagna che ti fa sentire un eroe. Tanto, ormai… E il ‘tanto, ormai’ che ci ha rubato ogni pensiero di cambiamento e di futuro”, il passaggio centrale della letterina.
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