giovedì, Settembre 17, 2026
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Malattie del rene, oltre 2 mld di risparmi per Ssn con prevenzione e diagnosi

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(Adnkronos) – Un valore che compare in fondo a un referto delle analisi delle urine può dire, con anni di anticipo, quali pazienti perderanno la funzione renale e finiranno in dialisi. È la proteinuria, la quantità di proteine disperse nelle urine, e sulla sua corretta lettura si gioca buona parte della prognosi di chi soffre di glomerulonefriti, un gruppo eterogeneo di malattie che danneggiano il filtro del rene e colpiscono spesso persone giovani. Il problema è che, nella pratica clinica quotidiana, si tratta di un valore misurato e interpretato in modo non uniforme. Per questo è stata presentata oggi a Milano, presso la Sala Stampa Nazionale, una consensus nazionale coordinata da Helaglobe, realtà specializzata in consulenza, ricerca e comunicazione scientifica, che ha riunito 43 esperti di diverse discipline, tra nefrologi, reumatologi ed economisti, coordinati da 9 rappresentanti firmatari del documento. Il risultato è un corpus di raccomandazioni condivise valide per tutte le forme di glomerulonefrite. 

Criteri più rigidi per i nuovi trattamenti. Il lavoro nasce in un momento di forte innovazione terapeutica. «Sono anni importanti per il trattamento delle glomerulonefriti primitive e secondarie: abbiamo a disposizione strategie terapeutiche che cambiano la prognosi dei nostri pazienti – ha spiegato Gabriella Moroni, professore associato di Nefrologia della Humanitas University di Milano –. Ma per scegliere le cure giuste per il paziente giusto, è indispensabile avere chiaro il valore prognostico delle variabili cliniche». Da qui il messaggio al centro del documento: la proteinuria è un valore dinamico. «Non va valutata in una singola occasione, ma regolarmente, poiché sappiamo che è la variabile che meglio si associa all’andamento della malattia e che ci permette di stabilire più correttamente la prognosi del paziente». 

Quando, allora, scatta l’allarme? “La presenza di proteinuria, indipendentemente dal valore, va sempre indagata – ha chiarito la professoressa Roberta Fenoglio, Scdu Nefrologia-Dialisi e Cmid presso l’ospedale San Giovanni Bosco di Torino –. Diventa un segnale di allarme quando i livelli sono consistenti e si associano a un’attività infiammatoria del sedimento urinario o a una riduzione del filtrato glomerulare”.  

 

Quattro miliardi l’anno, e la metà si spende alla fine. Alla dimensione clinica il panel ha affiancato quella economica, con un dato che colloca la questione tra le priorità di sistema. «Oggi la malattia renale cronica costa al Servizio Sanitario Nazionale circa 4 miliardi di euro l’anno, il 3,2% della spesa sanitaria complessiva, e oltre la metà di questi costi si concentra nelle fasi terminali, cioè quando la proteinuria non è stata controllata – ha dichiarato il professor Andrea Marcellusi, ricercatore Tenure Track (Rtt) presso il Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Milano. «Il salto è enorme: un paziente in fase iniziale costa qualche migliaio di euro, un paziente che finisce in dialisi tra i 30 e i 50mila euro l’anno. La proteinuria è il marcatore che ci dice chi rischia di fare questo salto» ha aggiunto Marcellusi. Di qui la lettura in chiave di investimento: “Alcune stime ci dicono che ritardare di cinque anni la progressione, anche solo nel 10% dei pazienti in stadio avanzato, vale fino a 2,5 miliardi di euro di risparmio per un Servizio Sanitario Nazionale sottoposto a una pressione importante, sia per l’invecchiamento della popolazione sia per le innovazioni in arrivo. Ridurre precocemente la proteinuria non è solo un obiettivo clinico: è un investimento per tutto il sistema”. 

Dal documento alla pratica. L’obiettivo dichiarato della consensus, realizzata con il contributo non condizionante di Otsuka Pharmaceutical Italy, è ora quello di tradurre le raccomandazioni in pratica clinica quotidiana, favorendo una maggiore uniformità nella gestione delle glomerulonefriti sul territorio nazionale e migliorando la valutazione del rischio, la personalizzazione delle cure e gli esiti a lungo termine. «La composizione del panel non è stata casuale: riflette la natura delle glomerulonefriti, un gruppo di patologie molto eterogenee la cui gestione richiede competenze ed esperienze che non si limitano al dato nefrologico» ha spiegato la professoressa Margherita Zen, UOC di Reumatologia, Dipartimento di Medicina (Dimed), Università di Padova. 

Dello stesso avviso, Davide Cafiero, Managing Director di Helaglobe, che ha commentato: «Mettere allo stesso tavolo nefrologi, reumatologi e un economista sanitario non è una scelta di forma. Significa accettare che su queste patologie nessuna singola specialità ha il quadro completo, e costruire un linguaggio comune a partire da lì. È la parte più difficile di un lavoro come questo, ed è anche quella che ne determina l’impatto che vorremmo vedere poi realizzato a beneficio dei pazienti e di tutto il Servizio Sanitario Nazionale». 

 

“L’innovazione terapeutica sta trasformando la gestione delle malattie renali, migliorando outcome clinici e qualità di vita dei pazienti. Tuttavia, il suo impatto è massimo quando si accompagna a diagnosi precoce e prevenzione. La proteinuria rappresenta un marcatore fondamentale per identificare tempestivamente i pazienti a rischio, anche tra i più giovani», ha dichiarato Lorenza Macrina, Medical Affairs & Qa Director di Otsuka Pharmaceutical Italy. «Per questo abbiamo sostenuto questa consensus: promuovere consapevolezza e diffondere raccomandazioni condivise significa favorire l’identificazione precoce dei pazienti a rischio e consentire un accesso più tempestivo alle opportunità terapeutiche oggi disponibili”. 

Il documento è stato sviluppato con metodologia Real-Time Delphi, un’evoluzione della classica metodologia Delphi che consente ai membri del panel di esprimere il proprio giudizio sulle singole affermazioni visualizzando in tempo reale le valutazioni degli altri esperti, con possibilità di rivedere la propria posizione. Il risultato è un processo di convergenza più rapido e trasparente rispetto ai tradizionali round sequenziali. 

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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