La Mela di Verona torna al centro del confronto tra agricoltori e istituzioni: alla 75ª Festa della Mela di Belfiore è stato rilanciato il percorso verso l’Indicazione geografica protetta. L’associazione promotrice riunisce quasi 200 produttori, con il sostegno dei Comuni e delle organizzazioni agricole.
Come riferisce VeronaOggi, l’incontro è stato promosso dal Comune di Belfiore, guidato da Alessio Albertini. Il riconoscimento resta un obiettivo da raggiungere: il confronto ha consolidato l’impegno dei soggetti coinvolti, senza annunciare il completamento dell’iter.
Mela di Verona: produttori e territorio
A presentare il lavoro dell’associazione è stato il presidente Fabio Sgreva. Attorno al progetto si ritrovano anche Palù, Zevio e Ronco all’Adige, insieme a Belfiore: il cosiddetto quadrilatero della mela concentra circa il 55% della produzione veneta. Coldiretti ha sostenuto il dialogo tra cooperative e imprese private per valorizzare il marchio comune.
La dimensione provinciale è rilevante: i dati 2024/2025 riportati dalla testata indicano 4.060 ettari coltivati a melo, 199.341 tonnellate di prodotto e un valore della produzione stimato in 133,6 milioni di euro.
Le varietà e il lavoro tra imprese
Ulteriori elementi arrivano dal resoconto di Adige.tv: nel gennaio 2025 le aziende aderenti al marchio rappresentavano oltre mille ettari e una capacità produttiva potenziale di 42 mila tonnellate. Fra le varietà commercializzate figuravano Granny Smith, Gala e Golden. Sono numeri riferiti alle imprese del marchio, distinti dai totali provinciali.
Al confronto hanno partecipato anche Confagricoltura e CIA Verona. Per la Provincia, Luca Trentini ha sottolineato l’importanza di coinvolgere gli istituti agrari e far conoscere ai giovani le prospettive delle coltivazioni locali. Il percorso riguarda quindi sia il mercato sia la trasmissione delle competenze agricole.
La candidatura si inserisce nella valorizzazione delle produzioni enogastronomiche veronesi. Sullo sfondo rimane la contrazione delle superfici: Adige.tv riporta il passaggio da 4.418 ettari a melo nel 2014 a 4.075 nel 2023, pari a un calo dell’8%.
