mercoledì, Ottobre 28, 2026
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Mobile di Verona verso l’IGP europea: proposta una mostra a Casa Veneto, a Bruxelles

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Il Mobile di Verona punta alla tutela europea e a una vetrina a Bruxelles. Dopo il superamento della fase nazionale, Polato e Ruzza rilanciano la promozione a Casa Veneto. Barbera propone una mostra con il Consorzio: il riconoscimento definitivo e l’esposizione restano ancora da concretizzare.

La proposta per il Mobile di Verona a Casa Veneto, riportata da Verona News il 28 ottobre, nasce a margine dell’assemblea di Confindustria Verona alle Gallerie Mercatali. Durante l’incontro con il ministro Adolfo Urso, i rappresentanti istituzionali hanno incontrato il presidente del Consorzio di tutela Marco Negri e il direttore Nicolò Fazioni.

L’europarlamentare Daniele Polato e l’assessore regionale Diego Ruzza indicano nella sede veneta a Bruxelles un’occasione per far conoscere questa manifattura a istituzioni, operatori e pubblico europeo. La consigliera Claudia Barbera suggerisce un’esposizione da costruire insieme al Consorzio. Non è ancora un appuntamento fissato: tempi e organizzazione dovranno essere definiti.

Mobile di Verona, il passaggio europeo resta da completare

La produzione veronese ha superato la fase nazionale dell’iter per l’indicazione geografica protetta dei prodotti artigianali e industriali. Il prossimo passaggio riguarda la valutazione europea, necessaria per arrivare alla registrazione definitiva.

Il sistema descritto dall’EUIPO per le indicazioni geografiche artigianali e industriali richiede tre elementi: provenienza da un territorio definito, qualità o reputazione riconducibili a quell’origine e almeno una fase produttiva svolta nell’area. Sono ammesse sia lavorazioni manuali sia produzioni realizzate con strumenti digitali o macchinari.

La tutela comprende anche controlli sulla conformità al disciplinare e sull’utilizzo della denominazione nel mercato, commercio elettronico incluso. Le autorità competenti vengono individuate dai singoli Stati membri.

La registrazione a livello dell’Unione compete all’EUIPO. Una volta ottenuta, il nome può essere utilizzato dai produttori dell’area che rispettano il disciplinare. È quindi uno strumento collettivo: collega la riconoscibilità commerciale del prodotto alle caratteristiche della sua origine, senza riservarla a una sola azienda.

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