L’ospedale di Negrar mantiene il riconoscimento UNICEF di struttura amica delle bambine e dei bambini, ottenuto nel 2018. La valutazione ha riguardato assistenza alle famiglie, sostegno all’allattamento e accoglienza. Nel 2025 al Sacro Cuore Don Calabria sono nati 709 bambini.
La conferma della certificazione Baby Friendly Hospital è arrivata dopo una verifica condotta nel maggio scorso. Secondo quanto riferisce Adige TV nella notizia del 30 settembre, il gruppo di valutazione ha effettuato 75 interviste: 50 a operatori e operatrici, 13 a madri e 12 a donne in gravidanza. Il percorso ha compreso anche un colloquio con la dirigenza, la visita degli spazi di degenza e l’esame della documentazione.
Ospedale di Negrar, la valutazione dell’accoglienza
Le testimonianze delle neo-mamme raccolte nella verifica hanno evidenziato l’aiuto concreto ricevuto durante il ricovero, la disponibilità del personale e un ambiente percepito come familiare. La valutazione ha preso in considerazione anche l’accompagnamento durante il percorso nascita e il sostegno ai genitori dopo le dimissioni.
Paolo Bonetti, direttore della Pediatria e della Patologia Neonatale, ed Ermanna Fattori, responsabile del progetto Baby Friendly Hospital, hanno collegato il risultato al lavoro quotidiano dell’équipe. Per Alessandra Ghidini, responsabile dell’Ostetricia e della Sala Parto, la conferma rappresenta un impegno da mantenere nell’assistenza alle famiglie.
I dati del punto nascita nel 2025
Fra i numeri riportati dalla struttura, oltre l’80% delle madri ha scelto l’allattamento al seno. Tutte hanno adottato il rooming in, cioè la permanenza del neonato nella stanza della madre durante il ricovero. Sono stati inoltre 106 i cesarei con la presenza del papà in sala, definiti dalla struttura «dolci».
Il riconoscimento riguarda il percorso materno-infantile e si affianca alle altre attività dell’IRCCS, già raccontate nell’approfondimento sulla chirurgia robotica all’ospedale di Negrar. La certificazione Baby Friendly è legata agli standard UNICEF e OMS per l’accoglienza e la tutela dei più piccoli: al centro restano l’organizzazione delle cure e il supporto alle famiglie.
