martedì, Ottobre 27, 2026
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Di Benedetto (Codau): “Dare rilevanza a tutti gli atenei, indipendentemente dalle dimensioni”

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(Adnkronos) – “Il nuovo corso del Codau nasce con l’obiettivo primario di dare rilevanza a tutti gli atenei, poiché ciascuno di essi, indipendentemente dalle dimensioni e dalla collocazione geografica, svolge un ruolo fondamentale nel proprio contesto”. Lo ha detto Pietro Di Benedetto, vicepresidente del Codau e direttore generale dell’Università degli Studi dell’Aquila, intervenendo in occasione della riunione della Giunta del Codau, ospitata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma. Di Benedetto ha sottolineato la necessità di riconoscere il contributo di tutte le realtà universitarie, comprese quelle di dimensioni più contenute e collocate lontano dai principali poli accademici. 

“Molti atenei rappresentano l’unico fattore abilitante del territorio, consentendo a giovani di talento, che altrimenti non avrebbero la possibilità di trasferirsi nelle grandi università o al Nord, di accedere all’istruzione superiore, arricchire la propria preparazione e, auspicabilmente, reinvestire le nuove competenze acquisite a beneficio della comunità locale”, ha spiegato Di Benedetto. Il vicepresidente del Codau ha quindi richiamato la necessità di una collaborazione tra università differenti per dimensioni, caratteristiche e natura giuridica. “Ciascuna università affronta problematiche specifiche, ma l’elemento qualificante sta nel saper individuare, all’interno della diversità, le linee di continuità e di indirizzo necessarie per garantire la funzione amministrativa in realtà differenti per natura e dimensione, siano esse pubbliche o private”, ha affermato Di Benedetto. 

“È fondamentale procedere uniti, evitando che siano soltanto gli atenei leader o più grandi a trainare il gruppo: ogni università può dare il proprio contributo”, ha aggiunto Di Benedetto, ricordando come le università debbano rispondere contemporaneamente alle esigenze degli studenti e dei territori e confrontarsi con “un quadro normativo spesso alluvionale, torrentizio e di complessa interpretazione e applicazione”. Questo sarà lo spirito che animerà anche il Convegno Nazionale dal titolo ‘Oltre il Pnrr. Continuità e Competitività per l’Università italiana’, che si terrà all’Università della Calabria dal 15 al 17 novembre dove tutti gli attori del sistema discuteranno insieme ai direttori generali di tutte le tematiche che affrontano ogni giorno. 

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Colitti (Codau): “Progressioni in deroga, importante concludere le procedure entro dicembre”

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(Adnkronos) – “Siamo estremamente felici che sia arrivata la nota del Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur), da noi sollecitata, che definisce i limiti e le indicazioni da seguire per completare le progressioni in deroga”. Lo ha dichiarato Lucia Colitti, vicepresidente vicaria del Codau e direttrice generale dell’Università degli Studi di Roma ‘Foro Italico’, in occasione della terza riunione itinerante della Giunta dell’Associazione, ospitata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma. Al centro del confronto con il Ministero, la disciplina delle progressioni economiche e verticali in deroga e la necessità di completare le relative procedure entro la scadenza prevista per dicembre. 

“Da tempo stiamo lavorando al documento relativo alla disciplina delle progressioni economiche e verticali in deroga. Ci siamo confrontati intensamente al nostro interno e abbiamo interloquito direttamente con il Ministero dell’Università e della Ricerca, fino a ottenere una nota esplicativa valida per tutti gli atenei”, ha spiegato Colitti, sottolineando l’importanza di disporre di indicazioni condivise per portare a termine le procedure nei tempi previsti. La vicepresidente vicaria ha richiamato in particolare le ricadute di questo risultato sulle università di minori dimensioni, che dispongono di risorse più limitate rispetto ai grandi atenei. “Si tratta di un passaggio particolarmente importante per le università di minori dimensioni, che dispongono di fondi accessori e punti organico limitati rispetto ai grandi atenei”, ha osservato Colitti. 

“I piccoli atenei hanno visto in questa misura una grande occasione per valorizzare le persone e le loro competenze e, di conseguenza, migliorare la qualità dell’azione amministrativa”, ha aggiunto Colitti, definendo l’arrivo della nota ministeriale “un grandissimo risultato, raggiunto già in occasione della nostra terza riunione di Giunta”. E di questi temi si parlerà anche in occasione del prossimo Convegno Nazionale dal titolo ‘Oltre il Pnrr. Continuità e Competitività per l’Università italiana’, che si terrà all’Università della Calabria dal 15 al 17 novembre dove tutti gli attori del sistema discuteranno insieme ai direttori generali di tutte le tematiche che affrontano ogni giorno. 

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Rago (Lum): “Il sistema delle università non statali è in forte crescita”

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(Adnkronos) – “Il sistema delle università non statali è in forte crescita e rappresenta oggi circa il 30% del panorama universitario italiano complessivo: non si tratta più di una realtà di nicchia, ma di un comparto di notevole peso in grado di offrire un contributo rilevante al sistema nazionale della formazione e della ricerca”. Lo ha detto Antonella Rago, direttrice generale dell’Università Lum Giuseppe Degennaro e rappresentante delle università non statali all’interno del Codau, intervistata in occasione della riunione della Giunta dell’Associazione, ospitata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma. 

Rago ha richiamato il contributo delle università non statali alla formazione e alla ricerca, sottolineando il ruolo del comparto nello sviluppo del sistema universitario nazionale. Si tratta, ha spiegato, di un contributo che si realizza “sia attraverso la formazione di professionalità di eccellenza per il futuro, sia mediante progetti di ricerca ricchi e strutturati”. La rappresentante delle università non statali ha inoltre indicato nella collaborazione tra gli atenei uno degli obiettivi da perseguire all’interno del Codau. “Il nostro obiettivo è consolidare ulteriormente queste relazioni, costruire un network solido ed essere competitivi mettendo a fattor comune le nostre buone pratiche a beneficio dell’intero sistema universitario nazionale”, ha concluso Rago. 

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cronaca

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Volo cancellato? Rimborsi entro 7 o 14 giorni, anche con le agenzie online: le novità Ue

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(Adnkronos) – Un volo viene cancellato, il biglietto è stato acquistato online e comincia il rimpallo: la compagnia aerea invita a rivolgersi alla piattaforma di prenotazione, l’intermediario rimanda al vettore e il passeggero resta senza soldi. È una situazione sulla quale l’Unione europea vuole intervenire fissando responsabilità più chiare e tempi precisi per i rimborsi, comprese le commissioni pagate al momento dell’acquisto. 

Il Parlamento europeo ha approvato il 20 ottobre, con 652 voti favorevoli, 2 contrari e 8 astensioni, l’accordo sulle nuove disposizioni per rafforzare i diritti dei viaggiatori. Il provvedimento riguarda aerei, treni, autobus e trasporti marittimi, ma introduce novità particolarmente rilevanti per chi compra voli attraverso agenzie online e piattaforme di prenotazione. 

Con le nuove regole, il passeggero non dovrà più districarsi tra compagnie aeree, piattaforme di prenotazione e servizi di assistenza per ottenere un rimborso. Gli intermediari saranno tenuti a chiarire fin dall’acquisto le procedure per la restituzione del denaro, mentre i sistemi di reclamo diventeranno più uniformi in tutta l’Unione europea. 

Il testo interviene su un problema diverso da quello affrontato dalla riforma europea dei diritti dei passeggeri aerei, approvata dal Parlamento a luglio. Quella revisione ha mantenuto le compensazioni per i ritardi superiori alle tre ore e introdotto nuove garanzie sui bagagli e sull’assistenza. Il voto di ottobre riguarda soprattutto la possibilità di far valere concretamente i diritti, anche quando il viaggio è stato acquistato attraverso un intermediario. 

Biglietti comprati online: chi deve restituire i soldi?
 

Quando un viaggiatore acquista un biglietto su una piattaforma, il pagamento può coinvolgere più soggetti. Il portale gestisce la prenotazione, la compagnia aerea opera il volo e talvolta il denaro passa attraverso conti differenti prima di arrivare al vettore. 

Se il volo viene cancellato, questa catena può complicare la restituzione della somma pagata. Il passeggero può trovarsi a dover dimostrare chi abbia incassato il prezzo del biglietto, quali costi aggiuntivi siano stati applicati e a chi spetti materialmente effettuare il rimborso. 

Le nuove disposizioni puntano a chiarire queste responsabilità. In caso di cancellazione, quando il passeggero ha diritto alla restituzione del prezzo, il rimborso dovrà comprendere anche le commissioni di intermediazione, evitando che una parte della spesa rimanga trattenuta dalla piattaforma. 

Il termine ordinario previsto è di sette giorni. Quando invece l’intermediario ha acquistato il biglietto pagando la compagnia attraverso un proprio conto, il rimborso al passeggero potrà richiedere fino a quattordici giorni, per consentire il trasferimento delle somme lungo la catena dei pagamenti. 

Per esempio, se un viaggiatore acquista un volo da 180 euro e paga altri 20 euro di commissioni di prenotazione, la tutela prevista dal nuovo accordo riguarda l’intera somma di 200 euro, nei casi in cui il biglietto deve essere integralmente rimborsato. 

Le piattaforme dovranno inoltre spiegare le procedure applicabili prima che il cliente concluda l’acquisto. La compagnia aerea, a sua volta, dovrà rendere noto se collabora con gli intermediari nella gestione dei rimborsi. 

È prevista una disciplina particolare per le microimprese, come alcune piccole agenzie di viaggio, che potranno beneficiare di un’eccezione a determinate condizioni, purché il cliente venga informato fin dall’inizio della prenotazione. 

Un altro intervento riguarda le prenotazioni effettuate attraverso sistemi automatizzati che permettono a un intermediario di acquistare biglietti senza dichiarare chiaramente il proprio ruolo alla compagnia. Le nuove regole mirano a impedire queste pratiche, rendendo riconoscibili i soggetti coinvolti nella vendita. 

L’obiettivo è evitare che l’assenza di un rapporto trasparente tra vettore e piattaforma si traduca, in caso di problemi, in una difficoltà aggiuntiva per il passeggero. 

Un modulo europeo per chiedere rimborsi e compensazioni
 

Le difficoltà non terminano necessariamente quando il viaggiatore individua il soggetto al quale presentare la richiesta. I sistemi di reclamo cambiano da compagnia a compagnia e da un mezzo di trasporto all’altro, con moduli, procedure e canali di comunicazione differenti. 

L’accordo introduce formulari standardizzati europei per richiedere rimborsi e compensazioni, utilizzabili anche quando il viaggio è stato effettuato in treno, autobus o nave. I passeggeri potranno presentare le richieste attraverso questi moduli oppure mediante procedure equivalenti messe a disposizione dal vettore. 

Sarà possibile utilizzare canali elettronici, ma anche modalità tradizionali come la posta. La tutela riguarda quindi anche chi non utilizza abitualmente applicazioni digitali o incontra difficoltà con le procedure online. 

La differenza rispetto alle regole attuali sta soprattutto nell’accessibilità delle richieste. Ottenere un rimborso non dovrebbe richiedere la conoscenza delle procedure interne di ciascun operatore, né costringere il passeggero a ricominciare ogni volta da un sistema differente. 

Rimborso e compensazione restano comunque due diritti distinti. Il primo consiste nella restituzione del prezzo del biglietto quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa. La seconda è una somma aggiuntiva riconosciuta in determinate circostanze, per esempio nel trasporto aereo quando il ritardo all’arrivo supera la soglia prevista e non sussistono cause di esonero. 

I nuovi formulari non rendono automatico il riconoscimento di tutte le richieste. Servono a semplificare il percorso attraverso il quale il passeggero può esercitare i diritti che gli spettano. 

L’accordo interviene anche sulle autorità incaricate di vigilare sul rispetto delle norme. Gli organismi nazionali dovranno poter utilizzare reclami, ispezioni, verifiche e richieste di informazioni per individuare violazioni e intervenire nei confronti degli operatori. 

La cooperazione tra autorità di Paesi diversi diventa particolarmente rilevante quando il viaggio coinvolge più Stati. Un biglietto può essere acquistato su una piattaforma con sede in un Paese, utilizzato per un volo operato da una compagnia di un altro Stato e riguardare una destinazione differente. 

L’applicazione uniforme delle norme europee dipende anche dalla capacità delle autorità nazionali di scambiarsi informazioni e coordinare i controlli. 

Più tutele per le persone con disabilità
 

Un’altra parte dell’accordo riguarda i viaggiatori con disabilità o mobilità ridotta, per i quali l’accessibilità del trasporto non dipende soltanto dalla possibilità di acquistare un biglietto. 

Le nuove disposizioni rafforzano le garanzie sull’assistenza durante il viaggio e intervengono in particolare sul ruolo degli accompagnatori. 

Quando una compagnia aerea richiede, per ragioni di sicurezza, che una persona con disabilità viaggi accompagnata e non è in grado di fornire direttamente l’assistenza necessaria, l’accompagnatore scelto dal passeggero dovrà poter viaggiare gratuitamente, sedendo accanto alla persona assistita. 

Il provvedimento mira a evitare che una condizione imposta per consentire il viaggio si trasformi in un costo aggiuntivo per chi ha bisogno di supporto. 

Le disposizioni ampliano inoltre gli obblighi relativi agli standard di qualità del servizio. Le norme esistenti prevedono già garanzie per l’assistenza alle persone con disabilità e mobilità ridotta; l’accordo estende alcuni obblighi di definizione e pubblicazione degli standard a ulteriori operatori, comprese compagnie aeree e imprese di trasporto in autobus. 

È prevista anche una valutazione dell’applicazione delle nuove regole entro cinque anni, per verificare se gli interventi abbiano effettivamente migliorato le condizioni di viaggio. 

Il tema interessa direttamente la possibilità di utilizzare il trasporto pubblico in autonomia. Un servizio può essere formalmente accessibile, ma diventare difficile da utilizzare quando mancano informazioni, assistenza adeguata o procedure chiare in caso di imprevisti. 

Il rafforzamento dei controlli punta anche a ridurre la distanza tra le garanzie previste dalla normativa e quelle effettivamente offerte dai gestori dei servizi. 

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Belardinelli (Contram): “Carenza tecnici e autisti, puntiamo collaborazioni con atenei per giovani”

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(Adnkronos) – “Stiamo cercando di trovare un equilibrio finanziario nei bilanci, in modo da assicurare sia il cofinanziamento da parte dell’azienda sia il completo utilizzo di tutti i finanziamenti pubblici, sia quelli provenienti dal Pnrr sia quelli del Piano nazionale della mobilità sostenibile, oltre alle altre risorse europee e regionali. Questo ci ha dato l’occasione di inserire nella flotta anche mezzi moderni, come gli autobus elettrici, ormai utilizzabili sia in ambito urbano sia in ambito extraurbano. Si tratta di una grande sfida per le aziende, che devono attrezzare i propri depositi per le ricariche elettriche e formare il personale, anche quello delle officine”. Così Stefano Belardinelli, rappresentante di Contram, alla 20esima edizione del Convegno Nazionale Asstra, in programma ieri e oggi al Parco dei Principi Grand Hotel Roma, dal titolo ‘Mobilità di valore, valore alla mobilità’.  

Belardinelli ha poi analizzato come l’evoluzione tecnologica ha alimentato un fabbisogno di personale: “Registriamo una carenza sia di personale qualificato e tecnico. Stiamo cercando di sviluppare importanti collaborazioni con le università, parlando ai giovani già durante il loro percorso di studi, offrendo loro la possibilità di fare uno stage in azienda e mostrando che il trasporto pubblico locale non è un settore tradizionale, legato soltanto alla conservazione e quindi poco attrattivo per le nuove generazioni”. 

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economia

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Non fu overdose ma omicidio, Ursula Turri soffocata con un cuscino: condannato l’ex compagno in appello

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(Adnkronos) –
Quattordici anni e otto mesi di reclusione per Fabio Picciolo, 63 anni, ex dipendente del Comune di Barga (Lucca), condannato in appello per l’omicidio volontario dell’ex compagna Ursula Turri, operatrice socio-sanitaria di 49 anni. La sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Firenze ribalta l’assoluzione pronunciata in primo grado dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Lucca nel febbraio 2024.  

La vicenda risale al 19 novembre 2019, quando il corpo senza vita della 49enne venne trovato nel letto della sua abitazione di via Fontana, a Barga. In una prima fase si era ipotizzato un decesso legato all’assunzione di sostanze stupefacenti. Gli approfondimenti investigativi e gli accertamenti medico-legali portarono però a una conclusione diversa: secondo la ricostruzione dell’accusa, la donna era stata soffocata con un cuscino. La consulenza del medico legale Stefano Pierotti fu uno degli elementi che contribuirono a delineare l’ipotesi dell’omicidio.  

Fin dalle prime fasi delle indagini, l’attenzione degli investigatori si concentrò sull’ex compagno. Il quadro accusatorio si fondava su diversi elementi indiziari, tra cui la presunta debolezza dell’alibi dell’uomo, l’assenza di segni di effrazione nell’abitazione e alcuni elementi relativi a possibili accessi all’appartamento dopo la morte della donna. Tra gli aspetti esaminati anche una chiave rinvenuta dai carabinieri sul pavimento della camera da letto. Nonostante questi elementi, nel febbraio 2024 Picciolo era stato assolto in primo grado con rito abbreviato. La Procura e la parte civile, rappresentata dall’avvocato Paolo Mei per i familiari di Turri, avevano impugnato la decisione, ottenendo un nuovo esame del caso in appello. 

Il procedimento davanti alla Corte fiorentina ha comportato una rinnovazione dell’istruttoria: sono stati nuovamente ascoltati i principali testimoni e altri quattro dichiaranti, i cui precedenti verbali erano stati acquisiti nel primo giudizio. Al centro dell’esame anche le analisi informatiche e telefoniche, con l’audizione di quattro consulenti che avevano studiato tabulati, cellulari e celle telefoniche riferibili alla vittima e all’imputato. Al termine della requisitoria, il sostituto procuratore generale Fabio Origlio aveva chiesto una condanna a 16 anni di reclusione, partendo da una richiesta di 24 anni per omicidio volontario e considerando la riduzione di un terzo prevista dal rito abbreviato. La Corte ha infine inflitto a Picciolo la pena di 14 anni e otto mesi. 

Nel dispositivo letto dalla presidente della Corte sono state riconosciute provvisionali risarcitorie pari a 80mila euro per il padre della vittima, Gianluigi Burri, 100mila euro per la figlia Bruna e 30mila euro per il fratello Leonardo, per un totale di 210mila euro. La quantificazione definitiva del danno sarà stabilita in sede civile. Disposto inoltre il pagamento delle spese legali relative ai due gradi di giudizio. 

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Minaccia di avvelenare la marmellata, David Sirca a processo per tentata estorsione a Zuegg

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(Adnkronos) – Si è aperto a Verona un nuovo processo per David Sirca, il cosiddetto ‘Acquabomber’. L’informatico triestino, 51 anni, è imputato per tentata estorsione ai danni del gruppo alimentare Zuegg. Secondo l’accusa, avrebbe inviato tre e-mail minatorie all’azienda, chiedendo 100mila euro per evitare la contaminazione delle confezioni di marmellata con solfato di tallio, una sostanza altamente tossica. 

Nel corso dell’udienza del 20 ottobre è stato ascoltato il legale rappresentante dell’azienda, che ha ricostruito le minacce ricevute e i danni economici provocati dal ritiro precauzionale dei prodotti dagli scaffali. Stando a quanto riportato dal ‘Corriere del Veneto’, dopo il rifiuto dell’azienda di pagare, l’uomo avrebbe sostenuto di aver manomesso un vasetto in un supermercato della Val di Fassa, accompagnando la minaccia con un video. L’allarme avrebbe spinto l’azienda e i distributori a ritirare preventivamente i prodotti. 

Il caso si aggiunge alle altre vicende giudiziarie che coinvolgono Sirca. Nel maggio 2026, il tribunale di Cuneo lo ha condannato a tre anni per tentata estorsione nei confronti di tre aziende produttrici di acqua minerale e di una cantina vinicola. Secondo Rai News, questa pena si somma alla precedente condanna di quattro anni pronunciata a Roma, portando a sette anni il totale delle pene da scontare. 

Il soprannome ‘Acquabomber’ richiama le minacce rivolte negli anni a diverse aziende del settore alimentare e delle bevande. Per il procedimento relativo a Zuegg, tuttavia, le contestazioni devono essere distinte dalle condanne già pronunciate in altri processi. 

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X Factor 2026, al via i live: Marco Mengoni super ospite e l’X Pass di Giorgia

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(Adnkronos) – Le luci dell’X Factor Arena stanno per riaccendersi. Dopo le appassionanti e serrate fasi di selezione, il percorso di X Factor 2026 entra nella sua fase più attesa e spettacolare. I Live Show prenderanno il via oggi giovedì 22 ottobre in prima serata su Sky e in streaming su NOW, in diretta dal Teatro Repower di Assago.  

A fare gli onori di casa ci sarà Giorgia pronta a guidare i ragazzi e ad accompagnare il pubblico nel cuore della gara. Al tavolo dei giudici, quattro personalità che sin dalle selezioni sono apparse forti e complementari: Francesco Gabbani, la new entry di quest’anno Irama, Jake La Furia e Paola Iezzi. La loro missione è quella di gestire le proprie squadre e sfidarsi a colpi di talento, seguendo da vicino ogni dettaglio della preparazione dei loro artisti, dalla scelta dei brani alla costruzione delle performance. 

Lo faranno sin dal primo Live Show, nel quale i 12 concorrenti si divideranno in due manche di cover. I meno votati di ciascuna manche andranno al ballottaggio e a quel punto la parola spetterà ai giudici: se almeno tre di loro voteranno la stessa persona, sarà eliminata; se invece si divideranno a metà scatterà il Tilt. Sempre nel corso del primo Live verranno inoltre svelati i nomi dei due artisti su cui Giorgia avrà puntato con i propri ‘Škoda X Pass’: si tratta di due degli artisti eliminati nel corso delle Last Call, che proporranno un loro cavallo di battaglia dopodiché saranno giudicati dal pubblico da casa che, con un televoto flash, sceglierà il proprio preferito. Il vincitore di questo ballottaggio tornerà in gara, entrando direttamente nella squadra che sarà rimasta senza un concorrente al termine delle due manche del Live Show 1. 

E per aprire gli appuntamenti dei Live Show il ritorno di un pezzo di storia del programma: Marco Mengoni torna sul palco dell’X Factor Arena con un set inedito, realizzato in esclusiva per il programma. La gara tra i 12 concorrenti ufficiali si svilupperà esibizione dopo esibizione, con l’obiettivo finale di raggiungere il palco dell’Unipol Forum di Assago, che giovedì 3 dicembre ospiterà la finalissima. 

Le quattro squadre intanto sono pronte a sfidarsi all’X Factor Arena del Teatro Repower di Assago. Il team di Francesco Gabbani schiera il suo X Pass Giacomo Calò, ventiduenne di Nardò, la diciottenne genovese Alice Fregoso e la band toscana Scraffs. Jake La Furia porterà invece ai Live la ventenne di Fano, Veronica Bruganelli, il ventisettenne napoletano Alex Fontana e il suo X Pass Martina Cerutti, in arte Alìa, dicianonovenne di Desenzano del Garda. Per quanto riguarda le scelte di Paola Iezzi, la rosa comprende il suo X Pass Camilla Guerini, ventitreenne bresciana, la band alternative rock sassarese Mad-Dog e il diciannovenne palermitano Manuel Gargano. Infine, la squadra di Irama è composta dalla band Le Distanze, dal venticinquenne pratese Danny Anania, in arte Lenanie, e dalla ventunenne campana Patrizia Napolano. 

Nelle settimane successive torneranno, tra le altre, le puntate a tema, la celebre giostra e la serata degli inediti, il primo vero traguardo di stagione per tutti i cantanti in gara.  

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Meteo a Verona, giovedì 22 ottobre asciutto e più fresco: nuove piogge da venerdì pomeriggio

Il meteo a Verona torna asciutto giovedì 22 ottobre: l’aggiornamento ARPAV delle 9 indica schiarite sempre più ampie e temperature in diminuzione. Venerdì le nubi aumenteranno, con piogge sparse dal pomeriggio. Nel fine settimana resta una tendenza variabile, con attendibilità più contenuta.

Il bollettino Meteo Veneto aggiornato alle 9 del 22 ottobre descrive una giornata senza precipitazioni, dopo la residua nuvolosità irregolare delle prime ore. Gli spazi di sereno si allargheranno nel corso della mattinata. Il quadro interessa anche il Veronese, mentre le indicazioni su neve e venti in quota riguardano i settori montani specificati da ARPAV.

Meteo a Verona: giovedì schiarite e temperature in calo

Le minime sono previste in diminuzione anche marcata e anche le massime scenderanno. Nell’interno i venti saranno deboli e variabili. In quota, invece, inizieranno forti da nord, con probabili episodi di Foehn nelle valli e localmente sulla fascia pedemontana, prima di attenuarsi nel pomeriggio.

Dopo la fase perturbata e l’allerta per vento a Verona riferita al 21 ottobre, cambia dunque lo scenario delle precipitazioni. L’aggiornamento odierno indica piogge assenti per giovedì, con attendibilità buona. Non sono riportate temperature previste puntuali per la città.

Venerdì nuove piogge, weekend ancora variabile

Venerdì 23 il cielo passerà da poco nuvoloso nelle prime ore a molto nuvoloso verso sera. Dal pomeriggio sono attesi fenomeni sparsi, anche con possibili rovesci locali. Le temperature diminuiranno moderatamente, salvo limitate controtendenze. La previsione ha attendibilità buona.

Il limite delle nevicate sarà sui 1.500–1.800 metri, localmente più basso sulle Dolomiti. Sabato 24 sono previste fasi di pioggia sparse soprattutto nei settori orientali, alternate a schiarite: quota neve intorno a 1.500–1.800 metri sulle Prealpi e 1.300–1.600 sulle Dolomiti.

Per domenica 25 la tendenza indica nubi e schiarite, con possibili precipitazioni modeste soprattutto nell’entroterra. L’attendibilità del fine settimana è discreta: distribuzione e tempi dei fenomeni restano da seguire nei successivi aggiornamenti. La successione di perturbazioni atlantiche mantiene il quadro regionale dinamico, senza una stabilizzazione duratura già delineata.

Di Pasquale (Tta): “Idrogeno troppo caro, servono fondi per i costi operativi”

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(Adnkronos) – “L’idrogeno è una tecnologia sicuramente interessante, ma probabilmente oggi presenta costi operativi molto alti, mentre la tecnologia elettrica ha un costo significativamente più basso, pari a circa 0,30 euro al chilometro, e un grado di maturità tecnologica superiore. Il tema è che in entrambi i casi sono richiesti investimenti in infrastrutture e un modello di finanza pubblica che finanzi anche la gestione dei costi operativi emergenti legati alle nuove tecnologie”. Lo afferma Maxmilian Di Pasquale, direttore generale di TUA, in occasione della 20esima edizione del Convegno Nazionale Asstra, in programma il 21 e 22 ottobre al Parco dei Principi Grand Hotel Roma, dal titolo “Mobilità di valore, valore alla mobilità”. 

Di Pasquale si è poi soffermato su come incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico: “I fattori sono molteplici, sia endogeni, quindi riconducibili a ciò che viene fatto all’interno dell’azienda, sia esogeni, legati al sistema complessivo. Fondamentalmente, il fattore determinante è la corsia dedicata, la corsia protetta. Si tratta quindi di un fattore esterno, che dimostra come il trasporto pubblico debba essere considerato un sistema in cui collaborano le aziende, l’amministrazione comunale, la Regione, gli enti proprietari e tutti gli attori coinvolti. Bisogna iniziare a ripensare le aziende come piattaforme in grado di promuovere la mobilità, offrendo la possibilità di vivere tutta l’esperienza di viaggio all’interno di un unico ecosistema integrato”. 

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economia

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