sabato, Ottobre 3, 2026
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Schifani “Mio bilancio da presidente della Regione molto positivo. Ricandidatura? Non mi aspetto sgambetti”

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PALERMO (ITALPRESS) – “Molto positivo. Abbiamo, di recente, consegnato il deficit al passato, con un attivo di oltre due miliardi. Un risultato importantissimo. Sono concentratissimo sui termovalorizzatori, siamo al quaranta per cento del percorso, la strada è tracciata. Mancano ancora diverse tappe, ma il traguardo cambierà in meglio e per sempre la vita dei siciliani. Non mi fermo un minuto”. Così Renato Schifani, in una intervista su Live Sicilia definisce il bilancio della sua amministrazione da quando è presidente della Regione Siciliana.

Sono “ottimi, con tutti, senza distinzione. C’è un clima sereno e franco, nel rispetto delle singole posizioni, orientato verso una visione strategica comune. Non colgo tensioni, né sbavature. Il risultato di avanzo di amministrazione di oltre due miliardi di euro è un successo del mio governo che avrà ricadute positive su tutta la coalizione di centrodestra e quindi non vedo nessun motivo che possa ingenerare eventuali incomprensioni. La stessa cosa posso dire per Forza Italia”. Così invece sui rapporti con gli alleati di governo e con il suo partito. “La coalizione ha garantito il bis per i governatori uscenti, senza problemi. Lo stiamo vedendo nelle Marche al voto col presidente uscente, Francesco Acquaroli e con il collega Roberto Occhiuto in Calabria. Per rispondere con nettezza alla sua domanda: non mi aspetto sgambetti e sono sereno”, assicura.

“È il frutto di un lavoro che il mio governo porta avanti dall’inizio della legislatura, iniziato con l’assessore Falcone e proseguito con Dagnino, che ringrazio. Negli ultimi due anni, grazie alle politiche economiche espansive messe in campo, il bilancio della Regione si è migliorato complessivamente di 6,2 miliardi di cui oltre 4 miliardi per azzerare il disavanzo registrato al 31 dicembre 2022, quando ci siamo insediati, e 2,2 miliardi quale avanzo al 31 dicembre del 2024. In due anni abbiamo avuto entrate tributarie extra per oltre 5 miliardi di euro”, dice rispondendo ad una domanda sull’azzeramento del disavanzo della Regione Siciliana. Un risultato che “conferma che la Sicilia cresce, come certificano da tempo Istat e Bankitalia, con il maggiore aumento di Pil tra tutte le Regioni italiane e con le principali agenzie di rating che premiano la nostra affidabilità finanziaria. Lo sa che in questi anni, grazie all’operatività della nostra finanziaria, l’Irfis, abbiamo immesso liquidità a favore di imprese e famiglie per oltre un miliardo di euro?” rivela Schifani.

“Assolutamente no”. Renato Schifani non teme che la manovra quater possa impantanarsi all’Ars. “Confido nel senso di responsabilità, non sto registrando alcun ostruzionismo nell’opposizione che svolge il suo ruolo, nel confronto dialettico. Spero che l’iter si concluda entro un paio di settimane, anche perché c’è da preparare la finanziaria”, ha spiegato. Alla domanda su quanto ammonterà la finanziaria, Schifani risponde: “Al momento non parlerei di numeri, ma della filosofia attraverso la quale verrà costruita. In virtù dell’extra gettito rispetto alle previsioni, ormai consolidato negli ultimi anni, faremo una manovra più espansiva rispetto al passato. La nostra idea è quella di procedere sulla rotta segnata dello sviluppo che porta poi alla crescita del Pil. Proseguiremo con le semplificazioni e gli incentivi alle assunzioni, rendendo meno oneroso, nel perimetro delle nostre competenze, il carico fiscale e amministrativo per le imprese. Le maggiori entrate, derivanti dall’avanzo di amministrazione di oltre 2 miliardi, invece potranno essere utilizzabili solo dopo la parifica del rendiconto da parte della Corte dei Conti, che avverrà presumibilmente nella prossima primavera. La Sicilia sta crescendo e continuerà a crescere, grazie alle politiche di questo governo”.

Renato Schifani si dice “preoccupato” in merito al recente arresto di un dirigente dell’Asp di Palermo e del rappresentante di due onlus per sospetta corruzione. “Perché il singolo evento rischia di essere parte di sistemi più ampi, in ogni settore della pubblica amministrazione. Il legislatore è intervenuto. Ci sono delle norme, come la rotazione dei dirigenti, che stiamo applicando. Dobbiamo tenere alta la guardia”. Sulla nomina del nuovo direttore dell’Asp di Palermo, il Presidente della Regione Siciliana rivela: “E’ un dossier, non collegato alla cronaca recente, che affronteremo e risolveremo a breve. Direi: immediatamente. Stiamo accelerando, stavolta ci siamo”.

“Voglio innanzitutto ringraziare l’assessore Daniela Faraoni e il dirigente generale Salvatore Iacolino per il grande lavoro e per il continuo confronto portato avanti, con grande responsabilità e professionalità, con il territorio, con i sindaci e con la commissione Salute dell’Ars. Adesso il Piano è all’attenzione del ministero. Detto questo, per rispondere alla sua domanda sulle polemiche: avevamo l’obbligo di tagliare 367 posti letti a causa del calo di nascite. Abbiamo depennato quelli che, pur risultando autorizzati, non era mai stati attivati e quindi senza nessun nocumento per i cittadini. Il nuovo Piano costituisce l’occasione per valorizzare le risorse disponibili e adattarle alle esigenze degli utenti. È anche uno strumento per contenere la mobilità extra-regionale e ridurre le liste d’attesa”, ha poi ribadito rispondendo alla domanda sulla bozza della nuova Rete ospedaliera che è stata approvata dalla sua giunta e già trasmessa al ministero. “I conti in ordine e la nuova Rete ospedaliera sono un buono viatico. Adesso dobbiamo migliorare le prestazioni dei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Un percorso sul quale l’assessore Faraoni con i dirigenti generali dei due dipartimenti stanno lavorando alacremente. Siamo sulla buona strada” conclude parlando del piano di rientro sanitario.

“Abbiamo fatto un altro passo in avanti per il mantenimento di una struttura che consideriamo di eccellenza. Adesso spetterà ai ministeri della Salute e dell’Economia la risposta definitiva. Siamo fiduciosi anche perché in questi mesi non sono mancate le continue interlocuzioni con Roma”, così sulla cardiochirurgia a Taormina.

“Aspettiamo, da un giorno all’altro, l’aggiudicazione della gara la cui gestione abbiamo affidato a Invitalia. È un progetto a cui il mio governo lavora sin dall’inizio della legislatura, con tenacia e senso di responsabilità. Parliamo di un’opera attesa da oltre quattordici anni, rimasta bloccata a causa di fallimenti e ritardi”, ha concluso facendo il punto sul nuovo Polo pediatrico di Palermo.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Trump presenta il piano globale per la pace a Gaza: “Netanyahu lo ha accettato, se Hamas non lo farà Israele avrà carta bianca”

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WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il presidente americano Donald J. Trump ha presentato un piano globale per porre fine al conflitto nella Striscia di Gaza. L’obiettivo dichiarato è la creazione di una Gaza “deradicalizzata e libera dal terrorismo”, che non rappresenti più una minaccia per i Paesi vicini, attraverso un processo di smilitarizzazione e riqualificazione a beneficio della popolazione locale. Il piano prevede un cessate il fuoco immediato, con la sospensione di tutte le operazioni militari e il congelamento delle linee di battaglia, a condizione che entrambe le parti accettino l’accordo. Entro 72 ore dall’accettazione da parte di Israele, dovrà avvenire la restituzione di tutti gli ostaggi, vivi o deceduti. Contestualmente, Israele rilascerà 250 ergastolani e 1.700 detenuti di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre 2023, comprese donne e minori. Per ogni ostaggio israeliano deceduto saranno restituiti i resti di 15 cittadini palestinesi.

Una volta completato lo scambio, i membri di Hamas che rinunceranno alla lotta armata otterranno l’amnistia, mentre a chi vorrà lasciare Gaza sarà garantito un passaggio sicuro. Immediatamente saranno inviati aiuti umanitari consistenti, coerenti con l’accordo del 19 gennaio 2025, comprendenti riabilitazione di infrastrutture, ospedali e panifici, oltre a mezzi per rimuovere le macerie. La distribuzione degli aiuti avverrà tramite Nazioni Unite, Mezzaluna Rossa e altre istituzioni internazionali neutrali, con la riapertura del valico di Rafah.

La governance della Striscia sarà affidata a un comitato tecnocratico palestinese e apolitico, affiancato da esperti internazionali e supervisionato da un nuovo organismo transitorio, il “Consiglio per la Pace”, presieduto dallo stesso Trump insieme ad altri leader, tra cui l’ex premier britannico Tony Blair. Questo organismo gestirà i fondi e definirà il quadro di sviluppo fino a quando l’Autorità Nazionale Palestinese non avrà completato il suo programma di riforme e potrà riprendere il controllo.

Il piano prevede inoltre un programma economico di rilancio, con la creazione di una zona economica speciale e l’attrazione di investimenti internazionali per favorire occupazione e crescita. Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza, ma sarà incentivata la permanenza con nuove opportunità di sviluppo. Hamas e le altre fazioni non avranno alcun ruolo politico o amministrativo, mentre tutte le infrastrutture militari e offensive saranno smantellate e sottoposte a un processo di dismissione controllato da osservatori indipendenti. Sul piano della sicurezza, sarà istituita una Forza di Stabilizzazione Internazionale (ISF), con il coinvolgimento di Stati Uniti, Paesi arabi e partner internazionali. L’ISF formerà e supporterà nuove forze di polizia palestinesi, coordinandosi con Israele, Egitto e Giordania per proteggere i confini e prevenire il contrabbando di armi. Le Forze di Difesa Israeliane si ritireranno progressivamente in base a un calendario concordato, mantenendo una cintura di sicurezza finché Gaza non sarà considerata stabilizzata.

Se Hamas dovesse rifiutare la proposta, Trump prevede comunque l’avvio degli aiuti e della riqualificazione nelle aree considerate libere dal terrorismo. Parallelamente sarà promosso un processo di dialogo interreligioso volto a favorire tolleranza e coesistenza tra israeliani e palestinesi. Secondo il presidente Usa la piena attuazione del piano potrebbe infine aprire la strada a un percorso credibile verso l’autodeterminazione palestinese e, in prospettiva, alla nascita di uno Stato riconosciuto.

TRUMP “NETANYAHU LO HA ACCETTATO”

“Netanyahu ha accettato il piano di pace per Gaza. Lo ringrazio per questo”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in conferenza stampa alla Casa Bianca dopo l’incontro con il primo ministro israeliano. “Lui è un guerriero, lotta per il suo Paese, ma adesso è il momento della pace”, ha aggiunto. “Se Hamas non accetterà l’accordo, Israele avrà il pieno sostegno per quello che deve fare. Ma sono fiducioso”, ha aggiunto.

NETANYAHU “IL PIANO DI TRUMP UN PASSO CRUCIALE”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, intervenendo oggi alla conferenza congiunta con il presidente Donald Trump alla Casa Bianca, ha ringraziato gli Stati Uniti per il sostegno nella gestione della crisi a Gaza e ha ribadito la sua ferma opposizione alla creazione di uno Stato palestinese. “Voglio ringraziare il Presidente Trump per avermi ospitato nuovamente alla Casa Bianca e per la sua amicizia e leadership”, ha detto Netanyahu. Il premier ha sottolineato l’importanza del piano di pace proposto da Trump per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza, riportare tutti gli ostaggi e smilitarizzare l’area: “Crediamo che questo piano rappresenti un passo cruciale verso la sicurezza e la stabilità della regione“. Netanyahu ha inoltre espresso apprezzamento per il coinvolgimento dei Paesi arabi e musulmani e per il coordinamento internazionale che accompagna l’accordo, auspicando che l’attuazione del piano possa aprire un nuovo capitolo di pace e cooperazione in Medio Oriente: “Spero che possiamo finalmente costruire un futuro di pace e prosperità per tutti”.

“Non avremmo raggiunto questo punto di svolta senza il coraggio e il sacrificio dei nostri soldati. Combattono come leoni”, ha affermato Netanyahu, sottolineando il ruolo delle operazioni recenti – citate come Rising Line e Midnight Hammer – nel colpire programmi militari iraniani. Il premier ha inoltre definito il piano presentato dagli Stati Uniti coerente con i “cinque principi” del governo israeliano per porre fine alla guerra e gestire il periodo successivo alla sconfitta di Hamas. “Ecco il nostro piano, approvato in Consiglio dei Ministri: tutti i nostri ostaggi, sia quelli vivi sia quelli deceduti, torneranno immediatamente a casa”, ha detto Netanyahu, ribadendo l’impegno a collaborare con gli alleati per smilitarizzare la Striscia e garantire la sicurezza della regione.

IL VIDEO DELL’INCONTRO TRA TRUMP E NETANYAHU

 

HAMAS “ESCLUSI DA PIANO TRUMP PER GAZA”

Un alto funzionario di Hamas, Taher al-Nunu, ha dichiarato all’emittente qatariota “Al-Arabi” che “Hamas non ha preso parte ai negoziati sul piano americano” per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza. “Finora non ci sono state discussioni dirette o indirette sul piano promosso dagli Stati Uniti e Hamas ne è a conoscenza solo attraverso indiscrezioni stampa “. Al-Nunu ha aggiunto che “Hamas è pronta a rilasciare gli ostaggi nell’ambito di un accordo globale che porrà fine alla guerra e porterà al ritiro di Israele da Gaza”.

LE FAMIGLIE DEGLI OSTAGGI “SERATA DI SPERANZA, ORA ATTUARE L’ACCORDO”

“Le famiglie degli ostaggi sperano di tirare un sospiro di sollievo alla luce dello storico annuncio del presidente Trump e del primo ministro Netanyahu. La prova ora è l’immediata attuazione dell’accordo. Questa è una serata di grande speranza per l’intero popolo israeliano, per le famiglie in lutto e in particolare per gli ostaggi e le loro famiglie che vivono un incubo continuo da due anni. È anche un sospiro di sollievo per decine di migliaia di soldati in servizio regolare e di riserva che potranno tornare a casa sani e salvi”. E’ quanto si legge in una dichiarazione diffusa dal forum delle famiglie degli ostaggi, che ha ringraziato Trump per “la significativa svolta, la leadership e il coraggio”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Trump riceve Netanyahu alla Casa Bianca “Fiducioso su pace a Gaza” / Video

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ROMA (ITALPRESS) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è arrivato alla Casa Bianca per il suo incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Mentre saluta Netanyahu, i giornalisti chiedono a Trump se è fiducioso sulle possibilità di pace a Gaza. “Lo sono”, risponde Trump.

IL VIDEO DELL’INCONTRO TRA TRUMP E NETANYAHU

 

HAMAS “ESCLUSI DA PIANO TRUMP PER GAZA”

Un alto funzionario di Hamas, Taher al-Nunu, ha dichiarato all’emittente qatariota “Al-Arabi” che “Hamas non ha preso parte ai negoziati sul piano americano” per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza. “Finora non ci sono state discussioni dirette o indirette sul piano promosso dagli Stati Uniti e Hamas ne è a conoscenza solo attraverso indiscrezioni stampa “. Al-Nunu ha aggiunto che “Hamas è pronta a rilasciare gli ostaggi nell’ambito di un accordo globale che porrà fine alla guerra e porterà al ritiro di Israele da Gaza”.

IL PIANO DI TRUMP IN 21 PUNTI

Il piano in 21 punti di Trump per porre fine alla guerra è stato presentato la scorsa settimana ai leader arabi e musulmani dal presidente americano, apparso sempre più fiducioso sul raggiungimento di un’intesa. In un messaggio su Truth, Trump ha detto che c’è una reale possibilità di “grandezza in Medio Oriente. Tutti sono a bordo per qualcosa di speciale. Per la prima volta in assoluto. Ce la farò”. In un’intervista ad Axios e alla tv israeliana Channel 12, Trump ha detto che i colloqui sono “nella fase finale” e ha auspicato un accordo possa essere annunciato entro i prossimi due giorni, dopo il suo incontro con Netanyahu alla Casa Bianca. “Tutti si sono uniti per raggiungere un accordo, ma dobbiamo ancora farlo”, ha detto in un’intervista telefonica, aggiungendo: “È stato fantastico lavorare con i paesi arabi su questo, e Hamas si unirà a loro. (Hamas) nutre un grande rispetto per il mondo arabo”. “Il mondo arabo vuole la pace, Israele vuole la pace e Bibi vuole la pace”, ha detto Trump, usando il soprannome di Netanyahu. “Se ci riusciremo, sarà un grande giorno per Israele e per il Medio Oriente“, ha concluso.

Cautela da parte del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha confermato domenica la collaborazione di Israele con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per promuovere il piano di Washington per porre fine alla guerra a Gaza. In un’intervista a Fox News, Netanyahu ha detto: “Ci stiamo lavorando. Non è ancora stato finalizzato, ma in realtà stiamo lavorando con la squadra del presidente Trump, proprio mentre parliamo”. “Spero che ce la faremo, perché vogliamo liberare i nostri ostaggi, liberarci dal dominio di Hamas, disarmarli, smilitarizzare Gaza e dare inizio a un nuovo futuro per i gazawi e gli israeliani, e per l’intera regione”, ha continuato il premier. Una fonte che ha familiarità con la questione ha detto domenica al quotidiano Times of Israel che il piano di Trump non è stato ancora presentato ad Hamas. La fonte ha detto che i Paesi arabi hanno presentato le modifiche raccomandate al piano che gli è stato presentato e che gli Stati Uniti avrebbero dovuto finalizzare la proposta domenica. Uno dei punti di contesa riguarda il ruolo dell’Autorità nazionale palestinese, su cui Israele ha messo il veto su un potenziale ruolo nell’enclave palestinese, mentre il piano di Trump prevede che subentri in una data non specificata una volta che avrà “completato il suo programma di riforme”.

NETANYAHU HA PARLATO CON PREMIER QATAR “SCUSE PER ATTACCO A DOHA”

“Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha parlato telefonicamente con il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, e si è scusato per la violazione della sovranità del Qatar nell’attacco di Doha – avvenuto due settimane fa per colpire la leadership di Hamas -, esprimendo rammarico per l’uccisione di un agente della sicurezza qatariota nell’attacco”. Lo riferisce il giornalista di Axios Barak Ravid su X, citando, una fonte a conoscenza dei dettagli. “La conversazione ha avuto luogo durante un incontro tra Netanyahu e il presidente Trump alla Casa Bianca”, aggiunge.

In queste ore è in corso a Washington l’incontro fra Trump e Netanyahu e, secondo i media israeliani, una delegazione qatariota di alto rango è arrivata oggi da Doha a Washington per concludere un accordo per il rilascio degli ostaggi. Secondo l’annuncio, la delegazione dovrebbe arrivare alla Casa Bianca, probabilmente durante la permanenza di Netanyahu. Prima di ricevere Netanyahu, Trump ha parlato al telefono con l’emiro del Qatar, Tamim Bin Hamad al-Thani. Secondo fonti americane citate da Sky News Arabia, il Qatar ha informato Washington di essere in grado di persuadere Hamas ad accettare il piano di Donald Trump e a consegnare le armi.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Tutto pronto per l’incontro tra Trump e Netanyahu alla Casa Bianca “Accordo su Gaza vicino”

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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riceverà nel pomeriggio il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, alla Casa Bianca e alle 13:15 locali terranno una conferenza stampa. Gli occhi sono puntati su un possibile annuncio relativo al conflitto in corso nella Striscia di Gaza.

Il piano in 21 punti di Trump per porre fine alla guerra è stato presentato la scorsa settimana ai leader arabi e musulmani dal presidente americano, apparso sempre più fiducioso sul raggiungimento di un’intesa. In un messaggio su Truth, Trump ha detto che c’è una reale possibilità di “grandezza in Medio Oriente. Tutti sono a bordo per qualcosa di speciale. Per la prima volta in assoluto. Ce la farò”. In un’intervista ad Axios e alla tv israeliana Channel 12, Trump ha detto che i colloqui sono “nella fase finale” e ha auspicato un accordo possa essere annunciato entro i prossimi due giorni, dopo il suo incontro con Netanyahu alla Casa Bianca. “Tutti si sono uniti per raggiungere un accordo, ma dobbiamo ancora farlo”, ha detto in un’intervista telefonica, aggiungendo: “È stato fantastico lavorare con i paesi arabi su questo, e Hamas si unirà a loro. (Hamas) nutre un grande rispetto per il mondo arabo”. “Il mondo arabo vuole la pace, Israele vuole la pace e Bibi vuole la pace”, ha detto Trump, usando il soprannome di Netanyahu. “Se ci riusciremo, sarà un grande giorno per Israele e per il Medio Oriente“, ha concluso.

Cautela da parte del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha confermato domenica la collaborazione di Israele con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per promuovere il piano di Washington per porre fine alla guerra a Gaza. In un’intervista a Fox News, Netanyahu ha detto: “Ci stiamo lavorando. Non è ancora stato finalizzato, ma in realtà stiamo lavorando con la squadra del presidente Trump, proprio mentre parliamo”. “Spero che ce la faremo, perché vogliamo liberare i nostri ostaggi, liberarci dal dominio di Hamas, disarmarli, smilitarizzare Gaza e dare inizio a un nuovo futuro per i gazawi e gli israeliani, e per l’intera regione”, ha continuato il premier. Una fonte che ha familiarità con la questione ha detto domenica al quotidiano Times of Israel che il piano di Trump non è stato ancora presentato ad Hamas. La fonte ha detto che i Paesi arabi hanno presentato le modifiche raccomandate al piano che gli è stato presentato e che gli Stati Uniti avrebbero dovuto finalizzare la proposta domenica. Uno dei punti di contesa riguarda il ruolo dell’Autorità nazionale palestinese, su cui Israele ha messo il veto su un potenziale ruolo nell’enclave palestinese, mentre il piano di Trump prevede che subentri in una data non specificata una volta che avrà “completato il suo programma di riforme”.

HERZOG PRONTO A CONCEDERE LA GRAZIA A NETANYAHU

Il presidente di Israele, Isaac Herzog, ha dichiarato in un’intervista alla radi dell’esercito che potrebbe concedere la grazia al primo ministro Benjamin Netanyahu – su cui pendono tre processi per presunta corruzione – , affermando che il “caso pesa molto sulla società israeliana”. “Se ci sarà qualsiasi novità, la renderò pubblica in piena trasparenza”, ha affermato, aggiungendo che “considererà ciò che è meglio per lo Stato”. Netanyahu è sotto processo in tre casi per presunta corruzione. Affronta accuse di frode e violazione della fiducia nel caso 1000 e nel caso 2000, e accuse di corruzione, nonché frode e violazione della fiducia nel caso 4000. Il premier ha sempre negato qualsiasi illecito e sostiene che tutte le accuse siano state fabbricate nel tentativo di in un colpo di stato politico guidato dalla polizia e dai PM.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Torna la Biotech Week, al via la tredicesima edizione

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MILANO (ITALPRESS) – Un fatturato 2023 di oltre 47,5 miliardi di euro, pari al 2,23% del PIL nazionale; 4.888 imprese con una forte concentrazione nel Nord Italia (73% del valore prodotto, 48% delle aziende). Circa 80.000 addetti occupati, concentrati in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. E’ questa la fotografia del comparto scattata da Assobiotec, l’Associazione nazionale di Federchimica per lo sviluppo delle biotecnologie. Un settore sempre più centrale per l’economia italiana, capace di trasformare profondamente sanità, agricoltura, industria e ambiente, in linea con l’approccio integrato One Health.
Dal 29 settembre al 6 ottobre, l’Italia celebra le biotecnologie con la XIII edizione della European Biotech Week: una settimana di eventi aperti al pubblico, con circa 100 appuntamenti gratuiti in tutta Italia.
Grazie alla collaborazione con enti di ricerca, Università, aziende, scuole e altre realtà pubbliche e private, il programma propone iniziative multidisciplinari e adatte a tutte le età in “formato” on- site, online e ibridi.
Attività ludico-didattiche per i più piccoli, per scoprire il ruolo delle biotecnologie nella vita quotidiana; webinar e dibattiti su temi di attualità come l’Intelligenza Artificiale, le Tecniche di Evoluzione Assistita; il Novel food, la Longevity economy; le Terapie Avanzate…Ma anche eventi orientati al lavoro, con testimonianze di professionisti del settore, per aiutare i giovani a trasformare la passione per la scienza in una carriera.
Anche quest’anno, l’iniziativa è coordinata e promossa da Assobiotec – Federchimica.
“La Biotech Week festeggia quest’anno la sua XIII edizione, confermando l’Italia come il Paese con il maggior numero di iniziative a livello europeo – commenta Fabrizio Greco, Presidente di Assobiotec – Federchimica (nella foto) -. E’ un’occasione unica per scoprire da vicino una tecnologia che l’Unione Europea ha definito tra le più promettenti del XXI secolo. Un settore che offre soluzioni concrete alle grandi sfide della nostra società: dalla salute alla sostenibilità ambientale. L’obiettivo è avvicinare il pubblico alla scienza in modo accessibile, stimolante e concreto”.

– foto ufficio stampa Federchimica Assobiotec –
(ITALPRESS).

Torna la Biotech Week, al via la tredicesima edizione

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MILANO (ITALPRESS) – Un fatturato 2023 di oltre 47,5 miliardi di euro, pari al 2,23% del PIL nazionale; 4.888 imprese con una forte concentrazione nel Nord Italia (73% del valore prodotto, 48% delle aziende). Circa 80.000 addetti occupati, concentrati in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. E’ questa la fotografia del comparto scattata da Assobiotec, l’Associazione nazionale di Federchimica per lo sviluppo delle biotecnologie. Un settore sempre più centrale per l’economia italiana, capace di trasformare profondamente sanità, agricoltura, industria e ambiente, in linea con l’approccio integrato One Health.
Dal 29 settembre al 6 ottobre, l’Italia celebra le biotecnologie con la XIII edizione della European Biotech Week: una settimana di eventi aperti al pubblico, con circa 100 appuntamenti gratuiti in tutta Italia.
Grazie alla collaborazione con enti di ricerca, Università, aziende, scuole e altre realtà pubbliche e private, il programma propone iniziative multidisciplinari e adatte a tutte le età in “formato” on- site, online e ibridi.
Attività ludico-didattiche per i più piccoli, per scoprire il ruolo delle biotecnologie nella vita quotidiana; webinar e dibattiti su temi di attualità come l’Intelligenza Artificiale, le Tecniche di Evoluzione Assistita; il Novel food, la Longevity economy; le Terapie Avanzate…Ma anche eventi orientati al lavoro, con testimonianze di professionisti del settore, per aiutare i giovani a trasformare la passione per la scienza in una carriera.
Anche quest’anno, l’iniziativa è coordinata e promossa da Assobiotec – Federchimica.
“La Biotech Week festeggia quest’anno la sua XIII edizione, confermando l’Italia come il Paese con il maggior numero di iniziative a livello europeo – commenta Fabrizio Greco, Presidente di Assobiotec – Federchimica (nella foto) -. E’ un’occasione unica per scoprire da vicino una tecnologia che l’Unione Europea ha definito tra le più promettenti del XXI secolo. Un settore che offre soluzioni concrete alle grandi sfide della nostra società: dalla salute alla sostenibilità ambientale. L’obiettivo è avvicinare il pubblico alla scienza in modo accessibile, stimolante e concreto”.

– foto ufficio stampa Federchimica Assobiotec –
(ITALPRESS).

Elezioni regionali, Acquaroli rieletto nelle Marche “Determinati a continuare il lavoro iniziato” / Video

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ANCONA (ITALPRESS) – Francesco Acquaroli è stato rieletto presidente della Regione Marche. L’ex sindaco di Pesaro Matteo Ricci ha chiamato il governatore uscente Francesco Acquaroli, ammettendo la sconfitta alle elezioni regionali delle Marche. “Ringrazio la nostra classe dirigente, del centrodestra marchigiano, che è stata unita e coesa nella sfida di una terra, In questi cinque anni abbiamo iniziato ad affrontare in maniera approfondita, cercando una discontinuità con il governo precedente. E’ stato un lavoro importante, abbiamo avuto tante soddisfazioni, e intorno alla coalizione di questi cinque anni si sono unite tante forze civiche”. Così il neo riconfermato presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, parlando dal suo comitato elettorale. “Ringrazio anche il governo nazionale che in questi anni ha dato sempre il giusto ascolto alla nostra Regione. Siamo determinati a continuare il lavoro iniziato”, ha aggiunto.

I RISULTATI IN VALLE D’AOSTA

IL VIDEO DELLE PAROLE DI ACQUAROLI

MELONI “COMPLIMENTI E BUON LAVORO”

“Francesco Acquaroli vince le elezioni regionali nelle Marche confermandosi Presidente. Gli elettori hanno premiato una persona che in questi anni ha lavorato senza sosta per la sua regione e i suoi cittadini. Sono certa che continuerà nel suo impegno con la stessa passione e determinazione. Complimenti Francesco e buon lavoro”. Così su X il premier Giorgia Meloni.

SALVINI “RISPOSTA CHIARA AGLI INSULTI DELLA SINISTRA”

“Agli insulti e alle polemiche della sinistra, i Marchigiani hanno dato una risposta chiara: GRAZIE”. Così su X il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

TAJANI “SODDISFATTO DEL RISULTATO DI FORZA ITALIA”

“Sono molto soddisfatto del risultato di Forza Italia nelle Marche che si prefigura in crescita anche rispetto alle elezioni europee e rispetto alle altre regionali. Straordinario anche il risultato in Val d’Aosta, il migliore della storia di Forza Italia nella regione. Abbiamo superato il Partito Democratico, mentre nelle Marche abbiamo superato il Movimento 5 Stelle. Forza Italia sta lavorando bene, c’è una crescita generale, gode di buona salute sia a livello nazionale che territoriale, al nord, al centro e al Sud”. Così il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, parlando con i giornalisti fuori da Palazzo Chigi. “Non esiste più il centrosinistra, esiste solo la sinistra, il nostro compito è occupare sempre più lo spazio al centro”, ha aggiunto.

CONTE E SCHLEIN “L’IMPEGNO NON E’ BASTATO, NOSTRA PROPOSTA NON HA CONVINTO”

“Il responso delle urne nelle Marche premia la continuità con la presidenza uscente di Acquaroli. Ai cittadini marchigiani abbiamo offerto una seria proposta alternativa per realizzare un cambiamento. Dobbiamo prendere atto che questa proposta non ha convinto la maggioranza dei votanti come pure dobbiamo prendere atto che è calata sensibilmente l’affluenza, un dato molto preoccupante che mina alle radici la qualità della nostra democrazia e deve farci tutti riflettere. Tengo a ringraziare personalmente Matteo Ricci, che si è speso con grandissimo impegno per far conoscere questo nuovo progetto politico. Ringrazio anche gli elettori che ci hanno dato fiducia e la mia comunità, che ha affrontato con grande responsabilità un percorso che si è rivelato faticoso. Faccio gli auguri di buon lavoro a Francesco Acquaroli, nella speranza che in questo secondo mandato possa dare ai marchigiani una politica regionale all’altezza delle loro aspettative, nell’interesse comune”. Lo scrive Giuseppe Conte, Presidente del Movimento 5 Stelle.

“Congratulazioni a Francesco Acquaroli che ha vinto riconfermandosi alla guida della regione Marche. A nome di tutto il partito ci tengo a ringraziare Matteo Ricci per la campagna elettorale generosa e per il progetto di cambiamento che ha pazientemente costruito insieme a tutte le altre forze politiche e civiche alleate. Sarà uno strumento prezioso per impostare il lavoro di opposizione che ci aspetta in regione. Sapevamo che non sarebbe stato facile nelle Marche, dove il centrodestra governava già da cinque anni. Ci abbiamo messo tanto impegno ma stavolta non è bastato, ringrazio tutte e tutti i candidati e coloro che si sono dati da fare per la campagna elettorale. Ora ci aspettano altre cinque regioni al voto fino alla fine di novembre e il nostro impegno unitario con la coalizione progressista al fianco dei nostri candidati continua con grande determinazione”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

I DATI DELL’AFFLUENZA DEFINITIVA

L’affluenza definitiva delle elezioni regionali nelle Marche è del 50,01% contro il 59,75% delle ultime regionali. Ad Ancona l’affluenza ha raggiunto quota 50,41% (precedente 60,50%), ad Ascoli Piceno 48,97% (precedente 57,7%) a Fermo il 51,22% (precedente 61,2%), a Macerata 47,02% (precedente 56,6%) e a Pesaro Urbino 52,38% (precedente 62,3%).

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Elezioni regionali, prima proiezione nelle Marche: Acquaroli al 51% e Ricci al 45%. Spoglio in corso in Valle d’Aosta, testa a testa UV-Centrodestra

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ANCONA (ITALPRESS) – Seggi chiusi alle ore 15,00 nelle Marche, dove sono già in corso le operazioni di spoglio per i risultati che decreteranno la composizione nella XII legislatura del Consiglio regionale e l’elezioni del presidente della Regione. Secondo gli Exit poll realizzati dal consorzio Opinio per Rai (copertura campione 100%), il presidente delle Marche Francesco Acquaroli, ricandidato per il centrodestra, ottiene tra il 49% e il 53% dei consensi, mentre lo sfidante del centrosinistra Matteo Ricci tra il 45% e 49%.

In Valle d’Aosta, per le elezioni regionali sono state scrutinate al momento 35.027 schede (53,88%), l’Union Valdotaine è al 30,94%, il PD al 8,01% e gli autonomisti di Centro al 14,34%. Il centrodestra unito (Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega) si attesta al 30,34%. Per ottenere il premio di maggioranza la soglia è del 42%. Per il rinnovo del Consiglio regionale l’affluenza è stata del 62,98%, pari a 65.014 votanti su 103.223 aventi diritto al voto. Per il rinnovo del Consiglio comunale di Aosta ha votato il 57,64%, pari a 16.480 votanti su 28.590 aventi diritto di voto. Per le elezioni regionali il Comune con l’affluenza più alta è stato Valgrisenche, con il 90,42% di votanti; il Comune con l’affluenza più bassa è stato Courmayeur, con il 50,57% di votanti. Nel 2020 (le elezioni si svolgevano su due giornate) l’affluenza finale per il rinnovo del Consiglio regionale era stata del 70,50%, pari a 72.705 votanti; per il rinnovo del Consiglio comunale di Aosta era stata del 64,22%, pari a 18.282 votanti. Tutti i 44 Comuni in cui era presente una sola lista hanno raggiunto la percentuale del 40% di elettori votanti, prevista dalla legge per la validità della consultazione.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Elezioni regionali, seggi aperti fino alle 15 nelle Marche. In corso lo spoglio in Valle d’Aosta, affluenza al 62,98%

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ANCONA (ITALPRESS) – Si sono riaperti alle 7,00 di oggi i seggi per le elezioni regionali nelle Marche. La prima giornata di voto si è conclusa ieri alle ore 23.00, quando si era recato a votare il 37,71% degli aventi diritto, rispetto al 42,72 del 2020. Hanno già espresso il loro voto 499.917 marchigiani. Le urne si chiuderanno definitivamente alle ore 15.00. Successivamente, inizierà lo spoglio delle schede regionali. La prima giornata di voto ha fatto registrare un’affluenza del 37,72 nella circoscrizione di Ancona (rispetto al 42,96% del 2020). In quella di Ascoli Piceno la percentuale è stata di 36,26% (41,07% nel 2020), in quella di Fermo 38,37% (43,05% nel 2020), in quella di Macerata 35,82% (40,51% nel 2020), in quella di Pesaro e Urbino 40,07% (45,34% nel 2020). Queste le percentuali registrate alle 23.00 nei capoluoghi regionale e provinciali: Ancona 37,89%, Ascoli Piceno 38,74%, Fermo 43,06%, Macerata 39,81%, Pesaro 42,88%.

Alle ore 23 di ieri, domenica 28 settembre 2025, si sono chiusi i seggi per le elezioni regionali della Valle d’Aosta e del Comune capoluogo. Per il rinnovo del Consiglio regionale l’affluenza è stata del 62,98%, pari a 65.014 votanti su 103.223 aventi diritto al voto. Per il rinnovo del Consiglio comunale di Aosta ha votato il 57,64%, pari a 16.480 votanti su 28.590 aventi diritto di voto. Per le elezioni regionali il Comune con l’affluenza più alta è stato Valgrisenche, con il 90,42% di votanti; il Comune con l’affluenza più bassa è stato Courmayeur, con il 50,57% di votanti. Nel 2020 (le elezioni si svolgevano su due giornate) l’affluenza finale per il rinnovo del Consiglio regionale era stata del 70,50%, pari a 72.705 votanti; per il rinnovo del Consiglio comunale di Aosta era stata del 64,22%, pari a 18.282 votanti. Tutti i 44 Comuni in cui era presente una sola lista hanno raggiunto la percentuale del 40% di elettori votanti, prevista dalla legge per la validità della consultazione. Dalle ore 8.00 di oggi, lunedì 29 settembre 2025, hanno avuto inizio le operazioni di spoglio delle schede per il rinnovo del Consiglio regionale. Domani si procederà con lo spoglio delle schede per il rinnovo dei Consigli comunali.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Elezioni regionali, riaprono i seggi nelle Marche. Cominciato lo spoglio in Valle d’Aosta, affluenza al 62,98%

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ANCONA (ITALPRESS) – Si sono riaperti alle 7,00 di oggi i seggi per le elezioni regionali nelle Marche. La prima giornata di voto si è conclusa ieri alle ore 23.00, quando si era recato a votare il 37,71% degli aventi diritto, rispetto al 42,72 del 2020. Hanno già espresso il loro voto 499.917 marchigiani. Le urne riapriranno domani, alle ore 7.00 per chiudersi definitivamente alle ore 15.00. Successivamente, inizierà lo spoglio delle schede regionali. La prima giornata di voto ha fatto registrare un’affluenza del 37,72 nella circoscrizione di Ancona (rispetto al 42,96% del 2020). In quella di Ascoli Piceno la percentuale è stata di 36,26% (41,07% nel 2020), in quella di Fermo 38,37% (43,05% nel 2020), in quella di Macerata 35,82% (40,51% nel 2020), in quella di Pesaro e Urbino 40,07% (45,34% nel 2020). Queste le percentuali registrate alle 23.00 nei capoluoghi regionale e provinciali: Ancona 37,89%, Ascoli Piceno 38,74%, Fermo 43,06%, Macerata 39,81%, Pesaro 42,88%.

Alle ore 23 di ieri, domenica 28 settembre 2025, si sono chiusi i seggi per le elezioni regionali della Valle d’Aosta e del Comune capoluogo. Per il rinnovo del Consiglio regionale l’affluenza è stata del 62,98%, pari a 65.014 votanti su 103.223 aventi diritto al voto. Per il rinnovo del Consiglio comunale di Aosta ha votato il 57,64%, pari a 16.480 votanti su 28.590 aventi diritto di voto. Per le elezioni regionali il Comune con l’affluenza più alta è stato Valgrisenche, con il 90,42% di votanti; il Comune con l’affluenza più bassa è stato Courmayeur, con il 50,57% di votanti. Nel 2020 (le elezioni si svolgevano su due giornate) l’affluenza finale per il rinnovo del Consiglio regionale era stata del 70,50%, pari a 72.705 votanti; per il rinnovo del Consiglio comunale di Aosta era stata del 64,22%, pari a 18.282 votanti. Tutti i 44 Comuni in cui era presente una sola lista hanno raggiunto la percentuale del 40% di elettori votanti, prevista dalla legge per la validità della consultazione. Dalle ore 8.00 di oggi, lunedì 29 settembre 2025, hanno avuto inizio le operazioni di spoglio delle schede per il rinnovo del Consiglio regionale. Domani si procederà con lo spoglio delle schede per il rinnovo dei Consigli comunali.

– foto IPA Agency –

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