domenica, Settembre 27, 2026
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Ucraina, Metsola “La possibilità di una vera pace ora è realistica”

ROMA (ITALPRESS) – “L’importante incontro di ieri a Washington potrebbe segnare la svolta verso un percorso di pace in Ucraina che tutti abbiamo desiderato e per cui abbiamo lavorato. Dopo il vertice in Alaska tra Stati Uniti e Russia, l’impegno di Trump e Zelensky e i leader dell’Unione Europea, significa che una possibilità di vera pace è ora realistica. Difficile, ma non impossibile. L’Unione Europea è fondamentalmente un progetto di pace”. Lo scrive su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci siamo sempre battuti e sempre ci impegneremo per la pace. Conosciamo fin troppo bene il costo della guerra. La vera pace deve essere costruita su solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina, affinché duri e non venga semplicemente rimandata a una guerra più grande in futuro”, aggiunge.

“Sappiamo che la pace deve basarsi sul principio che nulla riguarda l’Ucraina senza l’Ucraina. Sappiamo che un’Ucraina che non è sostenuta, che non ha la forza di scoraggiare coloro che vorrebbero prenderla con la forza, non sarà in grado di trovare quella pace sfuggente. Questo è ciò che l’Europa afferma fin dal primo giorno. Ecco perché siamo al fianco dell’Ucraina. Ecco perché l’Europa continuerà a fare la sua parte”, conclude Metsola.

– foto IPA Agency –

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Brescia, arrestato un latitante ricercato da quasi un anno

BRESCIA (ITALPRESS) – Nei giorni scorsi, gli Agenti della Squadra “Volanti” della Polizia di Stato di Brescia, hanno individuato e tratto in arresto un 28enne cittadino tunisino ed Irregolare sul Territorio Nazionale con a carico numerosi precedenti penali e/o di polizia per reati di varia natura e gravità, dando così esecuzione ad un Ordine di Carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Brescia, dovendo egli scontare 3 anni e 7 mesi di reclusione.

Il Provvedimento è stato adottato a seguito di alcune Sentenze di condanna divenute definitive per reati di spaccio di sostanze stupefacenti, evasione, resistenza a Pubblico Ufficiale, immigrazione clandestina ed illecito reingresso sul Territorio Nazionale. L’uomo, latitante da oltre 9 mesi e già inadempiente ad un precedente Ordine di Allontanamento dal Territorio Nazionale, è stato rintracciato dalla Polizia mentre aveva preso alloggio presso una struttura alberghiera della Città. Il malvivente veniva pertanto condotto presso gli Uffici della Questura di Brescia ove, al termine delle procedure di identificazione, veniva arrestato e condotto presso la Casa Circondariale “Nerio Fischione” per la conseguente espiazione della condanna. Sono ora in corso indagini al fine di individuare eventuali complicità ed appoggi che hanno consentito a costui di garantirsi la latitanza sino al suo arresto odierno.

– foto ufficio stampa Polizia di Stato di Brescia –

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Gaza, media “Almeno 18 morti e decine di feriti negli ultimi attacchi israeliani”

GAZA (PALESTINA) (ITALPRESS) – Almeno 18 civili, tra cui bambini e donne, sono stati uccisi e decine di altri sono rimasti feriti nelle prime ore di questa mattina a seguito di attacchi aerei e bombardamenti di artiglieria israeliani su varie località e quartieri della Striscia di Gaza. Lo riporta l’agenzia Wafa.

– foto IPA Agency –

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Ucraina, Tajani “Accolta la proposta italiana, vertice alla Casa Bianca positivo”

ROMA (ITALPRESS) – “È stata una giornata positiva, un’altra tessera importante per la costruzione del mosaico della pace. Soprattutto, perché tutti si sono ritrovati d’accordo sul principio di garantire la sicurezza all’Ucraina e questo rafforza la posizione di Zelensky nella trattativa con Putin”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un’intervista a Il Giornale, spiegando che “nella sostanza è stata accolta la proposta italiana di garantire, attraverso un sistema di mutuo soccorso in caso di attacco esterno, l’indipendenza dell’Ucraina.Puntiamo sulla sicurezza di Kiev, che è la nostra sicurezza. I Paesi amici dell’Ucraina, anche gli Usa, dovranno intervenire in sua difesa in caso di attacco. Sarebbe positivo che Putin dicesse di sì”.

Secondo Tajani, dopo l’incontro in Alaska, “Putin non è vincitore, in 3 anni non ha raggiunto la conquista dell’Ucraina che voleva in tre giorni. Si parla con lui per cercare una pace giusta, non mortificante per l’Ucraina”. Comunque “si è aperto un dialogo che ha permesso il bilaterale a Washington. Ma la luce è in fondo a un tunnel molto lungo e il confronto Trump-Putin non è risolutivo. Il presidente ucraino non può arrendersi a tutte le richieste del russo”. Sulle condizioni di Putin, che vorrebbe tutto il Donbass, il ministro chiosa: “L’unico che può parlare di Donbass e Crimea è Zelensky, non si possono fare accordi sulla sua testa. Noi siamo al suo fianco”.

– foto IPA Agency –

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Contrasto allo spaccio di droga a Catania, la Polizia arresta 11 persone

CATANIA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha intensificato, negli ultimi giorni, le attività di controllo e repressione del fenomeno dello spaccio di droga in città. Nella settimana di Ferragosto, infatti, i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Catania hanno passato in rassegna tutti i quartieri catanesi per monitorare, palmo a palmo, soprattutto quelle aree cittadine in cui, in passato, sono stati registrati casi di spaccio di sostanze stupefacenti, in modo da individuare eventuali pusher e da eliminare dal mercato potenziali fonti di guadagno per la criminalità. Inoltre, sono stati effettuati molteplici controlli su strada e sono state eseguite, in momenti differenti della giornata, alcune perquisizioni a sorpresa in diverse abitazioni, in particolar modo nei quartieri di San Berillo Nuovo, Librino, San Cristoforo e San Giovanni Galermo. Grazie alle diverse e capillari attività di controllo, gli agenti della Squadra Mobile hanno arrestato complessivamente 11 persone, tutte catanesi, ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva, e hanno sequestrato oltre 1.200 dosi di stupefacenti tra crack, cocaina e marijuana, per un potenziale giro d’affari di svariate migliaia di euro. La droga è stata posta sotto sequestro per le dovute analisi scientifiche e per la successiva distruzione disposta dall’Autorità Giudiziaria.

Tra le droghe sequestrate figura anche una tipologia di marijuana, già oggetto di recenti attività repressive, risultata alterata da pericolosi cannabinoidi sintetici, in grado di produrre devastanti effetti allucinogeni negli assuntori. Nello specifico si tratta di una droga di nuova generazione che può mettere a rischio gravemente la salute, causando persino la morte. L’alterazione viene spesso effettuata a partire dalla cannabis priva di THC, secondo metodologie empiriche che comportano elevati ed incontrollati dosaggi delle sostanze adulteranti. Durante le attività sono state sequestrate e smantellate anche piazze di spaccio, dotate di crack room, porte blindate, grate e sofisticati sistemi di videosorveglianza, in grado di effettuare la selezione degli assuntori finalizzata a scongiurare sorprese da parte delle Forze di Polizia.

– foto ufficio stampa Polizia di Stato –

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Pippo Baudo, quando la Mafia attentò al simbolo della tv italiana

ROMA (ITALPRESS) – “La notizia della morte di Pippo Baudo ha riportato alla memoria un episodio che molti avevano relegato nel fondo della coscienza collettiva: l’attentato alla sua villa, fatta saltare in aria negli anni Ottanta. Non fu soltanto un atto criminale, ma un gesto simbolico: la mafia aveva compreso che colpire un volto amato e familiare come quello del conduttore significava intaccare la fiducia stessa di un Paese. Perché la mafia non si limita a uccidere o minacciare: sa che il vero potere si esercita attraverso i simboli”. Così Angelo Argento, presidente di Cultura Italiae. “L’attentato a Baudo, volto rassicurante della tv italiana, era un avvertimento al mondo dello spettacolo e al pubblico che vi si specchiava: nessuno è al riparo, neppure chi incarna la leggerezza e la normalità”, sottolinea Argento.

Il presidente di Cultura Italiae ricorda anche altre due episodi contro personaggi dello spettacolo: l’autobomba contro Costanzo e il caso Tortora: “In tutti e tre i casi il messaggio mafioso era identico: la vulnerabilità non ha confini. Non importa quanto sei famoso, amato, rispettato. La mafia può distruggere la tua casa, attentare alla tua vita, infangare il tuo nome. È una strategia del terrore che va oltre il sangue: mira a colonizzare le coscienze, a insinuare sfiducia nello Stato e nelle istituzioni, a contaminare la cultura popolare. Oggi, di fronte alla scomparsa di Baudo, questa lezione torna attuale. La mafia aveva capito prima di molti altri che il consenso non si conquista solo con i proiettili e con i soldi, ma con la gestione dei simboli. E proprio per questo la risposta non può limitarsi alle manette o ai processi. Serve una battaglia culturale che protegga e rilanci quei simboli positivi: la memoria delle vittime, la dignità di chi è stato ingiustamente colpito, la forza di chi ha resistito. La mafia colpisce i simboli per piegare le coscienze. La società civile deve fare l’opposto: trasformare quei simboli in bandiere di resistenza e di libertà. È l’unico modo per ricordare che la cultura, la verità e la giustizia restano più forti di ogni intimidazione”, conclude Argento.

– foto IPA Agency –

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Ucraina, Merz “No a cessioni territoriali, l’Ue parla con una sola voce”. Macron “Continui la pressione sulla Russia”

ROMA (ITALPRESS) – “Questi sono giorni fatali per l’Ucraina e l’Europa. Ma noi europei parliamo con una sola voce. Questo è diventato chiaro oggi. Ci siamo consultati con il presidente Trump in un dialogo molto aperto e abbiamo sostanzialmente trasmesso questi messaggi: un vero negoziato può aver luogo solo in un vertice a cui partecipi anche l’Ucraina. Un vertice del genere è concepibile solo se le armi tacciono”. Così sui social il cancelliere tedesco Friedrich Merz.

“Un vertice del genere deve essere preparato con cura: non sappiamo se il presidente russo avrà il coraggio di parteciparvi. Pertanto, è necessaria la persuasione. Nessuna cessione territoriale deve essere imposta all’Ucraina. E abbiamo accolto con grande favore l’annuncio del presidente Trump che avrebbe fornito garanzie di sicurezza all’Ucraina e le avrebbe coordinate con gli europei”, aggiunge Merz.

“A Washington, insieme al presidente Zelensky e ai nostri partner, abbiamo ribadito al presidente Trump la nostra determinazione a continuare a unire i nostri sforzi per una pace solida e duratura, che tuteli gli interessi dell’Ucraina e la sicurezza dell’Europa. Tale pace richiederà necessariamente la concessione all’Ucraina di solide garanzie di sicurezza, sulle quali abbiamo deciso di lavorare in modo molto concreto con gli Stati Uniti. È anche chiaro per noi che la pressione sulla Russia dovrà continuare finché questa pace non sarà stata raggiunta”. Così, sui social, il presidente francese Emmanuel Macron.

– foto IPA Agency –

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Webuild, contratto per galleria Santomarco su linea alta velocità Sa-Rc

MILANO (ITALPRESS) – Il Gruppo Webuild, in consorzio, si è aggiudicato il contratto da 1,6 miliardi di valore complessivo (di cui il 60% in quota Gruppo Webuild) sulla nuova linea AV/AC Salerno Reggio-Calabria per la realizzazione del “Raddoppio Paola-Cosenza” che si estenderà per circa 22,2 km in Calabria, quasi tutti in sotterraneo. Opera principale del progetto, commissionato da Rfi sarà la nuova Galleria Santomarco, lunga oltre 15 km, uno degli interventi strategici della linea.
Il progetto contribuirà a migliorare significativamente la capacità e l’efficienza del collegamento ferroviario tra la costa tirrenica e l’entroterra calabrese, garantendo una migliore accessibilità a Cosenza e potenziando l’itinerario merci Bari-Taranto-Gioia Tauro. La nuova Galleria Santomarco si svilupperà a circa 100 metri da quella già esistente a binario unico, che sarà dismessa una volta completati i lavori. Per lo scavo della galleria, a doppia canna e a singolo binario, si prevede l’impiego di 4 talpe meccaniche. I lavori saranno realizzati da Webuild alla guida del consorzio con Ghella, Pizzarotti e Seli, la controllata del Gruppo specializzata nel tunnelling, e si stima che verranno occupate fino a 1.500 persone, tra personale diretto e di terzi. Il tracciato attraverserà la provincia di Cosenza, passando per i comuni di Paola, San Lucido, Rende, Montalto Uffugo, San Vincenzo la Costa e San Fili. Nel complesso, è prevista la costruzione di nove ponti e due viadotti ferroviari: un viadotto, lungo 350 metri, attraverserà l’autostrada A2, un secondo, di 205 metri, scavalcherà il torrente Settimo. Sarà realizzata anche una nuova stazione a Montalto Uffugo, a servizio del territorio e del polo universitario di Rende. L’opera rappresenta un tassello fondamentale per il completamento della nuova linea alta velocità/alta capacità Salerno-Reggio Calabria, che contribuirà allo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno nell’ambito del corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete Ten-T, asse strategico per la connessione del Sud della penisola con il Nord Italia e l’Europa. La realizzazione dell’intera linea garantirà l’accesso al trasporto ferroviario veloce e ad alta capacità ad aree che oggi ne sono escluse, come Cilento, Vallo di Diano, costa jonica, alto e basso cosentino e il Reggino, favorendo la crescita economica e turistica. Una volta ultimata, l’opera permetterà di ridurre i tempi di percorrenza tra Roma e Reggio Calabria. Sulla stessa linea Salerno-Reggio Calabria, Webuild sta già realizzando il lotto 1A Battipaglia-Romagnano, che rappresenta il primo tassello dell’intera infrastruttura e prevede la realizzazione di 35 km di nuova linea, includendo il bivio per l’interconnessione alla tratta Potenza-Metaponto. In totale ad oggi sono circa 60 i km di linea che il Gruppo Webuild realizzerà sulla tratta ad alta velocità tra Salerno e Reggio Calabria. Il raddoppio della tratta Paola Cosenza della linea alta velocità/alta capacità Salerno-Reggio Calabria rientra tra 19 i progetti che Webuild sta realizzando nel Sud Italia, isole comprese, tra i quali le grandi opere che prevedono la realizzazione di oltre 320 chilometri di linea ferroviaria ad alta velocità ed alta capacità. Per la realizzazione di questi progetti Webuild occupa ad oggi nel Mezzogiorno 8.700 persone, tra personale diretto e di terzi, con il coinvolgimento di 7.600 aziende della filiera da inizio lavori.
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-Foto: ufficio stampa Webuild-

Scoperta una maxi piantagione di marijuana nella Locride

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Una vera e propria fabbrica della droga a cielo aperto, mimetizzata tra le impervie campagne della Locride. È qui che i Carabinieri hanno rinvenuto un’imponente piantagione di marijuana, composta da oltre duemila arbusti di Cannabis Sativa, coltivati con tecniche avanzate e serviti da un complesso sistema di irrigazione.

La scoperta è avvenuta nel corso di un’attività di rastrellamento condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Caulonia, insieme ai colleghi dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria”. La coltivazione, per dimensioni e organizzazione, aveva assunto i connotati di un’impresa agricola illegale, pronta a immettere sul mercato enormi quantitativi di droga.

– foto ufficio stampa Carabinieri Reggio Calabria –

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Verso un vertice tra Putin e Zelensky, Trump “Tra le garanzie di sicurezza non può esserci la Nato”

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Gli incontri di Washington sembrano avere dato un’accelerazione nelle trattative per la pace in Ucraina, anche se restano molti i nodi da sciogliere. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver contattato il presidente russo Vladimir Putin e di aver iniziato a organizzare degli incontri strategici per raggiungere l’accordo sulla fine del conflitto. “Ho chiamato Putin e ho iniziato a organizzare un incontro, in un luogo da definire, fra Putin e Zelensky – ha scritto sul suo social Truth -. Dopo questo incontro, avremo un trilaterale con me e i due presidenti”. L’annuncio è giunto al termine di una giornata intensa in cui Trump, Zelensky e i leader europei si sono incontrati nella East Room della Casa Bianca per i colloqui multilaterali, dopo che Trump aveva incontrato Putin in Alaska.

Ci sarà “una certa forma” di garanzia per la sicurezza dell’Ucraina, ma “questa forma” non può essere rappresentata dalla Nato, ha però precisato Trump. Secondo il tycoon, la visione russa è che con la Nato significherebbe avere “il tuo nemico che siede sul tuo confine”.

“Sono dei leader molto bravi”, ha commentato. Secondo Trump, i leader europei “sono molto più preoccupati” degli Stati Uniti perché “non hanno l’oceano” che li separa dal teatro
di guerra in Ucraina.

Gli armamenti dati dagli Stati Uniti all’Ucraina adesso “sono pagati dalla Nato”, a differenza di quanto accadeva “con l’amministrazione Biden”. “Noi vendiamo equipaggiamento militare alla Nato e la Nato paga subito. Non come con Biden”, ha concluso Trump.

Il presidente americano ha poi confermato la disponibilità a un incontro trilaterale se prima l’incontro Putin-Zelensky “andrà bene”. “Ho sentito il presidente Putin, stiamo cercando di organizzare un incontro con il presidente Zelensky. Vedremo come andranno le cose, e se tutto andrà bene allora parteciperò ad una riunione trilaterale”.

Il capo della Casa Bianca ha poi escluso l’invio di militari Usa in Ucraina. “Avete la mia parola”. “Spero che il presidente (russo) Putin si comporti bene”, ha detto. “Se non lo farà, la situazione diventerà molto dura”, ha aggiunto. Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, deve invece “dimostrare una certa flessibilità” e deve “fare quello che deve fare” per mettere fine alla guerra, secondo Trump.

LE PAROLE DI ZELENSKY “IMPORTANTI NEGOZIATI A WASHINGTON”

“Ieri si sono svolti importanti negoziati a Washington con il presidente degli Stati Uniti e i leader europei. Un passo davvero significativo verso la fine della guerra e la garanzia della sicurezza dell’Ucraina e del nostro popolo. Stiamo già lavorando sul contenuto specifico delle garanzie di sicurezza. Oggi continuiamo il coordinamento a livello di leader, ci saranno discussioni e stiamo preparando i formati appropriati. Continueremo a lavorare anche domani. Anche i consiglieri per la sicurezza nazionale sono in costante contatto ora. Ci saranno garanzie di sicurezza”. Così su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Ringrazio tutti i partner per la loro determinazione e il loro sostegno. L’Ucraina percepisce questa forza. Faremo di tutto per rendere realtà il percorso verso la pace, grazie al partenariato, grazie alle garanzie di sicurezza e grazie al coraggio del popolo ucraino”, ha aggiunto Zelensky.

MINISTRO UCRAINO “TRILATERALE PUO’ ESSERE LA SVOLTA”

“Mentre a Washington era in corso un duro lavoro per promuovere la pace, guidato dai presidenti Zelensky e Trump, con la partecipazione dei leader europei e della Nato, Mosca ha continuato a fare l’opposto della pace: più attacchi e distruzione. Durante la notte, la Russia ha lanciato 270 droni, oltre a missili balistici e da crociera, contro l’Ucraina. Ci sono stati danni alle infrastrutture energetiche e feriti tra i civili. Ciò dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale porre fine alle uccisioni, raggiungere una pace duratura e garantire solide garanzie di sicurezza. In questo senso, il futuro incontro tra i leader di Ucraina, Stati Uniti e Russia può segnare una svolta sulla strada della pace. Siamo grati agli Stati Uniti e al Presidente Trump per il loro impegno nel processo di pace”. Così il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha.

LAVROV “TRUMP VUOLE UN RISULTATO A LUNGO TERMINI”

Al vertice in Alaska “c’era una buona atmosfera. Questo si riflette nelle dichiarazioni rilasciate dopo i colloqui dai presidenti Putin e Trump. È stata sicuramente una conversazione utile. Era chiaro che il capo degli Stati Uniti e il suo team desiderano sinceramente raggiungere un risultato che sia a lungo termine, sostenibile e affidabile”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, in un’intervista al canale televisivo Russia-24. “Voglio sottolineare ancora una volta: non abbiamo mai parlato semplicemente di conquistare alcuni territori. Né la Crimea, né il Donbass, né la Novorossiya come territori sono mai stati il nostro obiettivo. Il nostro obiettivo era proteggere le persone, il popolo russo, che ha vissuto su queste terre per secoli, che ha scoperto queste terre, ha versato sangue per loro sia in Crimea che nel Donbass, ha fondato città, porti, fabbriche, impianti”, ha aggiunto.

“Non rifiutiamo nessuna forma di lavoro, né bilaterale né trilaterale, il presidente ne ha parlato ripetutamente. La cosa principale è che qualsiasi formato sia incluso per il bene di un passo dopo passo, gradualmente, partendo dal livello degli esperti e poi attraversando tutte le fasi necessarie per preparare i vertici. Questo è il tipo di approccio serio che sosterremo sempre”, ha aggiunto.

USHAKOV “PUTIN E TRUMP PROSEGUIRANNO COLLOQUI”

Yury Ushakov, collaboratore del presidente russo Vladimir Putin, confermando la conversazione telefonica tra il leader russo e il presidente americano Donald Trump, definendola “molto franca e costruttiva”, ha reso noto che il leader russo ha espresso “la sua sincera gratitudine al collega statunitense per l’ospitalità e la perfetta organizzazione del vertice in Alaska, nonché per i progressi compiuti verso una risoluzione pacifica della crisi ucraina. Il presidente degli Stati Uniti ha informato la sua controparte russa dei colloqui appena conclusi alla Casa Bianca con Vladimir Zelensky e i leader di diversi paesi europei. Putin e Trump hanno quindi ribadito il loro impegno a proseguire i colloqui diretti tra le delegazioni russa e ucraina”.

“A questo proposito, tra le altre cose, hanno discusso la possibilità di esplorare le opportunità per coinvolgere funzionari di alto rango sia ucraini che russi in questi colloqui diretti. È significativo che abbiano concordato di rimanere in contatto sulla questione ucraina e su altre urgenti questioni internazionali e bilaterali. Il presidente russo – ha concluso Ushakov – ha sottolineato l’importanza degli sforzi personali e dell’impegno di Donald Trump nel trovare soluzioni per una soluzione duratura in Ucraina”.

MELONI SODDISFATTA “OCCIDENTE UNITO”

“L’Occidente unito, per costruire la pace e garantire la sicurezza delle nostre Nazioni e dei nostri popoli”, ha dichiarato Giorgia Meloni.

VON DER LEYEN “SOLIDE GARANZIE”

“Al Consiglio europeo di oggi, convocato dal presidente Antonio Costa, stiamo discutendo dei progressi compiuti nei nostri sforzi per la pace in Ucraina. A Washington sono proseguiti i colloqui su solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina, ponendo fine allo spargimento di sangue, alle sanzioni e al ritorno dei bambini rapiti. Il nostro lavoro e la nostra stretta cooperazione continuano”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

LA CINA SOSTIENE LA PACE

“La Cina sostiene tutti gli sforzi volti a una risoluzione pacifica della crisi ed è lieta di vedere che Russia e Stati Uniti mantengono i contatti, migliorano le loro relazioni e promuovono una soluzione politica della crisi ucraina”. Lo ha detto Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri cinese, durante una conferenza stampa.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).