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Ecco il report calcio della Figc, Gravina “Uno strumento di analisi senza eguali”

ROMA (ITALPRESS) – Lo stato attuale del mondo del ‘pallone’ in Italia, ma anche le prospettive future. È online sul sito della Figc la 15ª edizione del ReportCalcio, il rapporto annuale sul calcio italiano e internazionale sviluppato dal Centro Studi della Federazione in collaborazione con Arel (Agenzia di Ricerche e Legislazione) e PwC Italia. Il documento – che rappresenta un elemento fondamentale del percorso di trasparenza avviato dal 2011 dalla Federcalcio – si propone di rappresentare lo scenario del calcio italiano, descrivendone la dimensione, la struttura e l’articolazione, esaminando i principali scenari e stimando le evoluzioni future. Oltre alla presentazione dei dati e dei trend più rilevanti, il ReportCalcio rappresenta un vero e proprio osservatorio permanente sulla Football Industry, con l’approfondimento sui diversi profili di interesse più attuali che stanno caratterizzando il settore, in Italia e nel contesto internazionale. Diversi gli argomenti affrontati, dal censimento del sistema e dal profilo delle Nazionali (sportivo, commerciale e mediatico) al calcio giovanile e dilettantistico, dall’impiantistica sportiva all’analisi dell’impatto diretto, indiretto e indotto – a livello economico e occupazionale – prodotto dal calcio all’interno del Sistema Paese.

“ReportCalcio, grazie alla fondamentale collaborazione di Arel e PwC Italia, è uno strumento di trasparenza e di analisi senza eguali – dichiara il presidente della Figc, Gabriele Gravina – per numero di informazioni e per profondità degli argomenti trattati è di gran lunga lo studio più completo ed esaustivo sul movimento calcistico italiano, che rappresenta sempre il primo riferimento sportivo nazionale per numero di tesserati, valore economico generato e diffusione di progettualità in ambito sociale. È un documento che, oltre ad analizzare nel dettaglio tutti i trend del nostro movimento, individua strategie e propone soluzioni di medio-lungo termine, anche grazie ad un approfondito studio di benchmarking internazionale, al fine di garantire uno sviluppo reale e stabile all’intero sistema. Le nostre priorità sono: investire nell’impiantistica in maniera decisa, anche grazie al processo di candidatura per Euro2032 che sta stimolando percorsi virtuosi in diverse città d’Italia, e nelle riforme sulla sostenibilità economico-finanziaria, perché il miglioramento dello scenario di criticità nelle ultime due stagioni sportive è dovuto all’aumento del valore della produzione e non è ancora così strutturato da mettere in sicurezza i conti del calcio italiano”.

‘I segnali di ripresa registrati nell’ultima stagione – sottolinea Federico Mussi, partner di PwC Italia – sono significativi e confermano la centralità del calcio professionistico nel sistema economico e sociale italiano. Rafforzare la sostenibilità economica e la competitività internazionale del calcio italiano richiede un impegno concreto e coordinato come investire in infrastrutture moderne, migliorare la governance finanziaria e adottare modelli gestionali più resilienti. Una strategia necessaria per costruire un futuro solido e sostenibile’.

Considerando la dimensione sportiva, i tesserati per la Figc nel 2023-2024 ammontano a quasi 1,5 milioni; la Federcalcio incide da sola per circa il 30% dei tesserati attivi nelle 50 Federazioni sportive italiane e ‘rappresenterebbe’ il secondo Comune italiano per popolazione. I numeri evidenziano uno scenario in netta ripresa dopo l’emergenza sanitaria; i soli calciatori tesserati nel 2023-2024 ammontano a 1.131.906, dato superiore a quello registrato nel pre Covid-19 e in crescita del 2,1% rispetto al 2022-2023.

Il principale patrimonio del Sistema Calcio è rappresentato dall’attività giovanile, che coinvolge quasi 900.000 giovani calciatori e calciatrici, con quasi un ragazzo su 4 tra i 5 e i 16 anni tesserato per la Figc (il 22,7%, rispetto al 14,4% del 2020-2021 e al 21,7% del 2022-2023) e una crescita nei numeri del Settore Giovanile e Scolastico di oltre 130.000 giovani calciatori tesserati in più negli ultimi 15 anni. Nel 2023-2024 si sono disputate quasi 600.000 partite ufficiali (una ogni 54 secondi, dato record dal 2015-2016) all’interno di 15.000 campi da gioco. Passando alla pratica calcistica (comprendendo i calciatori tesserati e coloro che giocano a calcio anche al di fuori dei contesti agonistici), questo sport, in tutte le sue varianti (compreso a 5 e a 8), viene praticato dal 20,3% degli sportivi (4,3 milioni di persone), e rimane uno sport popolare soprattutto tra i più giovani: lo pratica quasi un bambino su 2 tra i 3 e i 10 anni. Il ruolo giocato dal calcio italiano quale strumento educativo e veicolo di inclusione, integrazione e pari opportunità può essere ulteriormente rappresentato in diversi scenari approfonditi all’interno del ReportCalcio.

La crescita del calcio femminile: le giocatrici tesserate sono più che raddoppiate tra il 2008 e il 2024, arrivando a sfiorare le 50.000, mentre le sole tesserate tra i 10 e i 15 anni sono più che triplicate (da 6.628 a 19.958). La Figc, la prima Federazione sportiva italiana ad aver introdotto il professionismo femminile, nel 2023-2024 ha investito per lo sviluppo del movimento oltre 9 milioni di euro (+21,8% rispetto al 2022-2023), e il settore sta acquisendo sempre più interesse e notorietà nel nostro Paese, con in parallelo una significativa crescita del livello di interesse generato: 17 milioni di persone nel nostro Paese si dichiarano interessate al calcio femminile e altri 7 milioni sono i tifosi appassionati, mentre gli ascolti tv sui canali generalisti della Serie A femminile negli ultimi 3 anni sono più che raddoppiati (da 138.000 a 318.000), toccando il record storico nella finale di Coppa Italia 2024 (530.000 telespettatori). Il movimento del calcio femminile produce inoltre un valore complessivo di 3,2 miliardi in termini di impatto sul PIL Italiano, supportando la creazione di circa 11.800 posti di lavoro. Il calcio continua inoltre a rappresentare un’importante agenzia educativa: tra il 2016 e il 2024 sono stati coinvolti circa un milione di studenti nelle iniziative svolte negli Istituti Scolastici dalla Figc (con progetti sportivi e socio-educativi realizzati in sinergia con il Ministero dell’Istruzione e del Merito), con 41.870 classi e 43.150 insegnanti.

Numeri di grande impatto e in significativa crescita (tra il 2022-2023 e il 2023-2024 gli studenti coinvolti sono aumentati del 64%, passando da 80.627 a 132.404) e che pongono la Figc tra le primarie organizzazioni sportive del Paese per quanto concerne il coinvolgimento dei giovani in ambito scolastico nonché una delle Federazioni calcistiche europee con il maggior numero di studenti coinvolti all’interno delle progettualità svolte nelle scuole. Il calcio continua anche a rappresentare un importante veicolo di inclusione e integrazione, con quasi 60.000 giovani calciatori nati all’estero, ovvero il 10% degli studenti stranieri iscritti nelle scuole italiane (5-16 anni), provenienti da circa 150 diversi Paesi. Considerando in particolare i calciatori tesserati provenienti da zone di guerra, ai 1.957 giocatori di nazionalità ucraina (in crescita di quasi 3 volte negli ultimi 3 anni) si aggiungono circa 700 altri calciatori tesserati in Italia e provenienti da aree geografiche colpite da guerre e conflitti (tra cui Afghanistan, Siria, Somalia, Sudan e Yemen), dato più che raddoppiato negli ultimi 3 anni, con in parallelo lo sviluppo di programmi di accoglienza e progetti sportivi organizzati dalla Federazione a favore dei rifugiati e richiedenti asilo (es. Ucraina e Afghanistan), ma anche in termini più generali a sostegno delle aree più svantaggiate del territorio (es. Caivano, Corviale, Tamburi e progetti nelle carceri giovanili).

La Figc rappresenta inoltre la prima federazione sportiva al mondo ad aver istituito al suo interno una Divisione per l’Attività Paralimpica e Sperimentale; nel 2024-2025 sono oltre 4.000 i tesserati per la Dcps (più che raddoppiati rispetto al periodo Covid-19), con lo svolgimento di attività per calciatori e calciatrici con disabilità cognitive e patologie psichiatriche. Il calcio italiano rappresenta poi un crescente catalizzatore per attrarre investimenti dall’estero, con 27 proprietà straniere nel calcio professionistico (oltre un club su 4), di cui 16 provenienti dagli Usa. Tra il 2011 e il 2024, l’investimento complessivo delle proprietà stranieri (in termini di ricapitalizzazioni) è stato pari a quasi 5 miliardi di euro. Il calcio continua inoltre a costituire una delle grandi passioni degli italiani, con oltre 30 milioni di interessati (Over 18), e risulta essere lo sport più seguito sia dagli uomini (79%) che dalle donne (41%). Per l’84% della popolazione italiana, questo sport rappresenta una tradizione che appartiene alla storia d’Italia, e per il 77% costituisce un settore economico di grande importanza strategica. L’audience Tv nel 2023-2024 ha superato i 470 milioni di telespettatori in Italia e quella cumulata a livello mondiale ha sfiorato i 2,8 miliardi; considerando la sola Serie A, 710 milioni di fan seguono la Top Division italiana in tutto il mondo, con una crescita del 75% rispetto al 2021-2022. Il 67% dei fan nel mondo ritiene inoltre che la massima serie italiana sia un simbolo del Made in Italy a livello internazionale.

I top club di calcio rappresentano le prime aziende in Italia per seguito sui social media, con circa 300 milioni di fan e follower, 3 miliardi di interazioni e 3,3 miliardi di visualizzazioni su YouTube, mentre la raccolta delle scommesse sul calcio ha ormai superato i 16,1 miliardi di euro (in 19 anni è cresciuta di 8 volte) e il gettito erariale ha raggiunto i 401,6 milioni, dato record tra quelli registrati dal 2006. I dati analizzati, relativi alla dimensione sportiva e all’interesse generato, producono degli importanti riflessi anche a livello economico e fiscale; il calcio costituisce infatti un sempre più rilevante settore industriale del nostro Paese. I ricavi diretti totali ammontano a quasi 7 miliardi di euro, e la contribuzione fiscale e previdenziale del solo settore professionistico negli ultimi 17 anni ha sfiorato a livello aggregato i 20 miliardi di euro; per ogni euro ‘investito’ dal Governo italiano nel calcio (considerando i contributi erogati alla Figc con il filtro di Coni e Sport e Salute), il Sistema Paese ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a € 20,5, rappresentando in questo senso un formidabile moltiplicatore di investimenti. Rispetto alle oltre 50.000 società ed enti presenti nel Sistema Sportivo del nostro Paese, i 99 club di calcio professionistico nel 2022 pesano da soli per oltre il 70% della contribuzione fiscale prodotta dal comparto sportivo italiano nel suo complesso, dato in leggera diminuzione rispetto al 76,9% del 2021, che rappresentava l’incidenza record tra quelle registrate a partire dal 2015.

Considerando, oltre al valore diretto, anche l’impatto indiretto e indotto prodotto dal calcio sull’intera catena di attivazione di valore e sui settori industriali coinvolti, l’incidenza di questo sport sul PIL italiano è stimabile in 12,4 miliardi (dato in crescita di oltre un miliardo di euro rispetto al 2022-2023), con 141.000 posti di lavoro attivati (rispetto ai 129.094 del 2022-2023). In sintesi, il calcio genera € 1,2 ogni € 200 di PIL e sostiene 6 lavoratori ogni 1.000 occupati. I principali settori coinvolti in termini di impatto sul PIL riguardano il calcio professionistico, con 5,2 miliardi (+3,6%; per ogni milione di euro di valore della produzione si generano € 1,14 milioni di contributo al PIL nazionale e si sostengono 8 posti di lavoro), il calcio giovanile e dilettantistico e la Figc (2,9 miliardi), le scommesse sul calcio (1,8 miliardi), i quotidiani sportivi e broadcaster (1,2 miliardi) e il turismo calcistico (1,3 miliardi). Relativamente a questo ultimo settore, sono stati stimati i consumi sostenuti dai 21,3 milioni di spettatori totali presenti negli stadi nel 2023-2024 (calcio professionistico maschile e Nazionali); si stima che il 43% degli spettatori sia rappresentato da italiani che provengono da fuori regione e il 25% da tifosi stranieri; la spesa turistica totale ammonta a 1,3 miliardi (+33,2%), suddivisa in costi connessi all’accommodation (314 milioni), alla ristorazione (542 milioni) e alle altre spese (trasporti e shopping, con 443 milioni).

IL POTENZIALE DI CRESCITA PER IL FUTURO: L’IMPIANTISTICA SPORTIVA: I numeri appena descritti testimoniano quanto il calcio rappresenti un asset strategico del Sistema Paese, a livello sportivo, economico e sociale, ma evidenziano allo stesso tempo un importante potenziale di sviluppo ancora inespresso, con riferimento in particolare al cruciale tema dell’impiantistica sportiva applicata al calcio. L’avvio di un programma di investimento per la realizzazione di una nuova generazione di impianti calcistici nel nostro Paese appare infatti sempre più imprescindibile, al fine di ridurre il sempre crescente gap accumulato con le principali realtà internazionali: negli ultimi 18 anni (2007-2024) infatti in Europa sono stati realizzati un totale di 226 nuovi impianti, con un investimento pari a 25,3 miliardi di euro; le principali nazioni in termini di nuovi stadi sono Polonia e Turchia (oltre 30 nuovi impianti), davanti alla Germania (19) e alla Russia (16). L’Italia con i 6 nuovi stadi inaugurati in questo periodo (Juventus, Udinese, Frosinone, Albinoleffe, Südtirol e Atalanta) ha intercettato solo una minima parte di questo potenziale, incidendo per appena l’1% degli investimenti totali prodotti in Europa, lasciando in eredità un profilo infrastrutturale fortemente critico.

L’età media di inaugurazione degli impianti, infatti, passa dai 56 anni della Serie A ai 74 della Serie B, la percentuale di posti coperti in Serie B e C si attesta tra il 49% e il 37%, per poi salire in Serie A al 77%, mentre nel solo 22% degli stadi della prima serie professionistica vengono utilizzati impianti con fonti rinnovabili di energia, e appena l’8% degli stadi del calcio professionistico italiano non risulta di proprietà pubblica. Numeri che testimoniano l’esigenza sempre più attuale di nuovi investimenti, considerando anche gli importanti effetti indotti connessi all’introduzione di una nuova generazione di impiantistica sportiva in Italia, che potrebbe apportare un grande valore aggiunto al settore calcio, ma anche all’intero Sistema Paese. In particolare, si stima che, laddove finalizzati, i 31 progetti di realizzazione di nuovi stadi di calcio in Italia attualmente in fase di programmazione o di effettiva realizzazione (820.000 posti a sedere) comporterebbero un investimento complessivo pari a 5,1 miliardi di euro, con un impatto aggiuntivo sul PIL di 6,1 miliardi, principalmente nei settori economici di costruzioni, manifattura e attività professionali, e la creazione di circa 80.000 nuovi posti di lavoro.

Il moltiplicatore della spesa è pari a 1,21, mentre le entrate fiscali prodotte ammonterebbero ad oltre 1,8 miliardi di euro; con riferimento a questi progetti, si stima anche un impatto positivo in termini di potenziale aumento dell’affluenza degli spettatori agli stadi (+1,2 milioni) e di riflessi economici diretti (ticketing, spesa turistica e sponsorizzazioni, per un totale pari ad un incremento di 562 milioni di euro).

IL PROFILO ECONOMICO-FINANZIARIO DEL CALCIO PROFESSIONISTICO Il calcio professionistico maschile continua ad evidenziare un significativo squilibrio a livello economico-finanziario; la perdita aggregata dei club partecipanti ai campionati di Serie A, B e C registrata nei 17 anni analizzati nel ReportCalcio ha raggiunto i 9,3 miliardi di euro, con un significativo impatto delle 3 stagioni segnate dal Covid-19 (in cui era stato registrato un ‘rosso’ complessivo pari a 3,6 miliardi, in media circa 3,3 milioni al giorno). Nei 17 anni di orizzonte temporale del ReportCalcio, l’80% dei bilanci è stato inoltre chiuso in perdita (1.289 bilanci in ‘rosso’ rispetto ai 1.609 analizzati), dato che sale all’82,6% nel periodo Covid-19. I debiti aggregati nella fase pre pandemia sono raddoppiati, passando dai 2,4 miliardi di euro del 2007-2008 ai 4,8 del 2018-2019, per poi crescere fino ai 5,5 miliardi del 2023-2024; nel 2007-2008 i ricavi erano in grado di coprire il 97% dell’indebitamento, nel 2023-2024 questa percentuale è scesa all’83%.

Nelle ultime due stagioni sportive si è tuttavia assistito a un miglioramento dello scenario di criticità, grazie a un importante aumento del valore della produzione, che ha superato i 4,5 miliardi di euro, dato record nella storia del calcio italiano, crescendo ad un ritmo molto più sostenuto rispetto all’aumento dei costi. In particolare, tra il 2021-2022 e il 2023-2024 il fatturato è cresciuto del 32,3%, in confronto al +7,2% del costo del lavoro, la cui incidenza sul valore della produzione è scesa dal 69,8% al 56,6%. Il livello di perdita in 3 anni si è così dimezzato, passando da 1,4 miliardi di euro a 731 milioni. Nell’ultimo anno, l’aumento del valore della produzione ha contraddistinto quasi tutte le categorie: i ricavi da sponsor e attività commerciali hanno superato per la prima volta nella storia del ReportCalcio il miliardo di euro (+11,1% rispetto al 2022-2023, e nei 17 anni analizzati sono più che triplicati). I diritti televisivi si sono mantenuti sostanzialmente stabili a quota 1,5 miliardi (-0,4%), mentre i ricavi da ticketing hanno ritoccato nuovamente il record storico del calcio italiano, sfiorando il mezzo miliardo di euro (478 milioni), grazie anche alla significativa crescita dell’affluenza di spettatori allo stadio nel post Covid-19: considerando i campionati nazionali e le coppe europee, il dato di affluenza nel 2023-2024 ha toccato i 21 milioni di spettatori, dato record nella storia del ReportCalcio, rispetto ai 20,3 del 2022-2023 e ai 15,8 milioni del pre Covid-19.

La media spettatori della sola Serie A, in particolare, è stata la più alta tra quelle dalla stagione 1992-1993, con 31.172 tifosi e il miglior dato in termini di affluenza totale (oltre 11,8 milioni) tra quelli registrati dal 1978-1979. La Serie A per il secondo anno consecutivo ha così superato la Liga spagnola in termini di affluenza (14,42 milioni di spettatori considerando campionato, coppe nazionali ed europee), rimanendo dietro solo a Bundesliga (14,44 milioni) e Premier League (18,5 milioni). Nella top 10 dei club delle Top League europee con maggior affluenza totale nel campionato 2023-2024 figurano inoltre 3 società italiane: l’Inter al secondo posto (1,4 milioni, solo il Manchester United ha fatto meglio), il Milan al quinto (1,3 milioni) e la Roma al settimo (1,2 milioni). I risultati economici e in termini di affluenza si connettono anche alla crescita della competitività internazionale del calcio italiano. Dopo le 3 finali di coppe europee 2022-2023, con il raggiungimento del record storico del Ranking Uefa per club e il secondo posto in Europa, nel 2023-2024, l’Italia ha ottenuto il primo posto nel Ranking Uefa stagionale, con 21.000 punti (davanti a Germania con 19.357 e Inghilterra con 17.375), grazie anche alla vittoria dell’Atalanta in Europa League (primo titolo europeo nella sua storia e primo successo di un club italiano dalla Coppa Uefa vinta dal Parma nel 1999) e al raggiungimento della finale di Conference League da parte della Fiorentina.

Grazie alle positive performance dei club italiani nelle coppe europee (con ben 6 finali raggiunte in appena 3 anni), l’Italia ha potuto qualificare 5 club all’edizione 2024-2025 di Champions League, competizione nel corso della quale l’Inter ha raggiunto la finale (la seconda in 3 stagioni).

IL PERCORSO VERSO IL FUTURO: UN CALCIO SEMPRE PIÙ MODERNO, GIOVANE, SOSTENIBILE E COMPETITIVO I numeri del ReportCalcio permettono di rappresentare il valore generato da questo sport, al fine anche di rafforzare il ruolo della pubblicazione quale strumento per accompagnare i processi di decision-making nel calcio italiano. Lo sviluppo sostenibile, in questo senso, non rappresenta più solo una scelta, ma una necessità; l’ambizione è quella di costruire un calcio sempre più moderno, giovane e inclusivo, libero dalla violenza e da qualsiasi forma di discriminazione. Uno sport sempre aperto alla società civile, in grado di accompagnare il percorso di trasformazione economica, sociale, infrastrutturale e digitale del nostro Paese, ma anche un calcio più competitivo a livello internazionale, dal punto di vista organizzativo e sportivo.

-Foto Report Figc-
(ITALPRESS).

Università di Bergamo, si conclude il progetto sulla fisica delle gocce

STOCCARDA (GERMANIA) (ITALPRESS) – Si conclude tra oggi, giovedì 31 luglio e domani, venerdì 1° agosto presso l’Università di Stoccarda il progetto Dropit – International Research Training Group GRK2160, iniziativa di ricerca collaborativa tra l’Università degli studi di Bergamo, l’Università di Stoccarda e, in qualità di partner associato, l’Università di Trento.

Nato nel 2016 con il finanziamento della Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG), il progetto ha avuto una durata di 9 anni e ha rappresentato un modello virtuoso di cooperazione scientifica bilaterale e formazione dottorale internazionale, coinvolgendo oltre 20 docenti e contribuendo al conseguimento del titolo di PhD per circa 40 giovani ricercatori. Le attività di DROPIT hanno spaziato dallo studio teorico alla modellazione numerica dei fenomeni legati alla dinamica delle gocce, con importanti ricadute anche in ambito industriale.

Nel corso della prima giornata, i due portavoce del progetto per le Università di Stoccarda e Bergamo, i proff. Bernhard Weigand e Gianpietro Cossali, hanno ripercorso le tappe fondamentali del programma di ricerca, evidenziandone l’impatto scientifico e formativo.

Accanto a loro, sono intervenuti il Rettore dell’Università di Stoccarda, Peter Middendorf, e il Rettore dell’Università di Bergamo, Sergio Cavalieri, che hanno sottolineato il valore strategico della collaborazione tra i due Atenei, confermata anche dal recente avvio di un programma congiunto di doppia laurea magistrale nell’ambito dell’ingegneria meccanica (Mechatronics a Stoccarda e Mechatronics and Smart Technology Engineering a Bergamo); che si aggiunge al programma di doppio titolo nel corso di laurea magistrale in International Management and Marketing attivato a partire dall’anno accademico 2023-2024.

A margine dell’evento, si è tenuto anche un incontro istituzionale tra i due Rettori, occasione per rafforzare i rapporti di cooperazione accademica e scientifica e gettare le basi per nuove progettualità internazionali tra i due Atenei. “Dropit è un esempio emblematico di come la collaborazione tra università europee possa produrre ricerca di eccellenza, formare giovani scienziati e contribuire alla crescita dell’innovazione scientifica e tecnologica” ha dichiarato il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Sergio Cavalieri. Con la chiusura del progetto, si apre una nuova fase di valorizzazione dei risultati e consolidamento della rete internazionale di competenze sviluppata negli ultimi nove anni.

-Foto Unibg-
(ITALPRESS).

Tajani “Lista russofobi inaccettabile, l’Italia non si fa intimidire”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo convocato ieri alla Farnesina l’ambasciatore russo, abbiamo manifestato profondo sconcerto per questa lista di proscrizione dei russofobi. È inaccettabile, è un’offesa a tutto il popolo italiano. Non ci facciamo intimidire da una lista del ministero russo”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa presso l’Unità di Crisi della Farnesina.
xb1/sat/mca3

Tajani “In Parlamento si può migliorare proposta su Ius sanguinis”

ROMA (ITALPRESS) – “In Parlamento si può sempre migliorare tutto, la proposta porta la prima firma del presidente del Consiglio e che io ho sostenuto convintamente. Il dibattito parlamentare serve a questo. Siamo favorevoli anche a modificare in meglio un testo legislativo ma che deve mantenere la sua impalcatura”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa presso l’Unità di Crisi della Farnesina, parlando della riforma dello Ius sanguinis.

xb1/sat/mca3

Expo Osaka, Barbaro “Italia e Giappone insieme nella tutela delle biodiversità”

OSAKA (GIAPPONE) (ITALPRESS) – L’Expo di Osaka ha offerto l’occasione per un confronto tra Italia e Giappone sulle rispettive politiche ambientali, grazie al convegno che si è tenuto oggi presso il Padiglione Italia. A margine dell’iniziativa, il Sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro, ha incontrato il Viceministro giapponese dell’Ambiente, Kiyoshi Igarashi, per rafforzare il dialogo bilaterale in tema di sostenibilità ambientale e tutela della biodiversità, confermando la piena sintonia tra i due Paesi.

“Italia e Giappone – ha dichiarato Barbaro – sono uniti da legami storici profondi e da una visione condivisa del futuro. È su queste radici che possiamo costruire società più eque, inclusive e sostenibili. Oggi, a Osaka, rinnoviamo l’impegno comune per affrontare le grandi sfide ambientali del nostro tempo”.

Il convegno, dal titolo “Italia e Giappone per la Biodiversità e la Sostenibilità terrestre e marina – Sfide e percorsi condivisi verso il 2030”, ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Commissario Aggiunto per l’Italia a Expo 2025 a Osaka il Ministro Plenipotenziario Elena Sgarbi, del Professore Stefano Laporta, Presidente di ISPRA, e del Professore Masahide Kimoto, Presidente del National Institute for Environmental Studies. Centrale il sostengo all’iniziativa da parte dell’Ambasciata d’Italia a Tokyo, nella figura dell’Ambasciatore Gianluigi Benedetti, e del Consolato d’Italia a Osaka con il Console Filippo Manara.

Tra i principali temi trattati: la tutela della biodiversità terrestre e marina e l’attuazione del Quadro Globale Kunming-Montreal, con l’obiettivo “30×30”, ovvero la protezione di almeno il 30% delle aree terrestri e marine entro il 2030. Attualmente, in Giappone, i parchi nazionali coprono il 6% del territorio nazionale, che sale al 20% includendo le aree protette regionali.

Riportare la natura su un percorso di rigenerazione è un obiettivo ormai condiviso a livello globale, per arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030.

In Italia, il Parlamento è impegnato nella riforma della legge quadro sulle aree protette, che necessita di un aggiornamento a quasi 35 anni dalla sua promulgazione. La revisione mira a snellire e velocizzare le nomine, rafforzare la governance delle Aree marine protette (AMP), introdurre una visione strategica unitaria, potenziare le attività di educazione ambientale e valorizzare le aree protette come vere e proprie bioinfrastrutture al servizio della comunità, sempre nel rispetto dell’ambiente. L’obiettivo è portare il nuovo testo al Senato, dove l’iter risulta più avanzato, dopo la pausa estiva.

Il Giappone, da parte sua, sta espandendo le aree protette e promuovendo il concetto di “Siti di coesistenza con la natura”: territori in cui la biodiversità è tutelata grazie all’impegno di imprese private, comunità locali e altri attori.

Altri temi affrontati nel corso dell’incontro hanno riguardato il contrasto ai rifiuti marini, lo sviluppo di uno strumento giuridicamente vincolante sulla plastica, il rafforzamento della governance oceanica attraverso l’Accordo BBNJ e il ruolo delle Convenzioni regionali, nonché il contrasto alle specie aliene invasive (IAS). Su quest’ultimo punto è emersa la volontà comune – già espressa anche durante il G7 Ambiente di Venaria Reale – di rafforzare la cooperazione internazionale e coinvolgere attivamente il settore privato.

“Ogni azione efficace di tutela – ha sottolineato Barbaro – nasce da uno sguardo condiviso e da una collaborazione autentica. Credo fermamente che il segreto per affrontare le minacce ambientali risieda nella sinergia tra popoli, istituzioni e culture. Il multilateralismo non è solo coordinamento tra Stati: è scambio, ascolto e convergenza di strumenti e visioni”.

“È un grande onore porgere i miei saluti in occasione di questo incontro dedicato agli sforzi congiunti di Italia e Giappone per la conservazione e l’utilizzo sostenibile della biodiversità marina e terrestre. Mi auguro sinceramente che l’incontro di oggi rappresenti un nuovo e importante passo verso la realizzazione di un mondo ‘nature positive’”, ha concluso Kiyoshi Igarashi.

– Foto Ufficio stampa del Sottosegretario di Stato Sen. Claudio Barbaro –

(ITALPRESS)

Aggiudicati i lavori per lo scavalco di Calvecchia a San Donà sulla SS14

SAN DONA’ (VENEZIA) (ITALPRESS) – “Con soddisfazione oggi, insieme con Anas e il Comune di San Donà di Piave, abbiamo annunciato l’aggiudicazione dei lavori del nuovo scavalco della rotatoria di Calvecchia: un intervento importante e atteso dal territorio che andrà a risolvere un nodo stradale cruciale ovvero la viabilità di collegamento tra il litorale, l’Autostrada A4, il polo commerciale e la zona industriale. Si tratta di un’opera dal valore complessivo di oltre 21 milioni di euro, interamente finanziata con fondi Anas, cui va un sentito ringraziamento per l’importante lavoro e presidio sul territorio. La consegna dei lavori è prevista a settembre 2025 con la conclusione dell’intervento, salvo imprevisti, entro la fine del 2027. Un passo decisivo nel completamento della Variante alla Strada Statale 14 “della Venezia Giulia”, nel territorio di San Donà, oltre che una risposta concreta ad una situazione viabilistica che da anni penalizza residenti, pendolari, turisti e le attività economiche”.

Lo ha detto la Vicepresidente e Assessore alle Infrastrutture e trasporti, Elisa De Berti, oggi a San Donà di Piave, in provincia di Venezia, in occasione dell’aggiudicazione da parte di Anas dei lavori di realizzazione dello scavalco della rotatoria di Calvecchia, ad est della città di San Donà.

“Nel dettaglio, la realizzazione del nuovo viadotto di 138 metri consentirà di separare i flussi veicolari, alleggerendo il traffico sulla rotatoria esistente, situata in un nodo di forte interferenza tra i flussi locali e quelli provenienti dall’autostrada A4 e dalle zone commerciali, migliorando in modo significativo la fluidità della circolazione – ha concluso la Vicepresidente -. Un passo concreto verso un sistema infrastrutturale più sicuro, efficiente ed integrato con lo sviluppo urbano ed economico del territorio che migliorerà non solo la mobilità, ma anche la vivibilità e l’attrattività dell’area sud-orientale di San Donà”.

“Il nuovo scavalco di Calvecchia, a San Donà di Piave, è un’opera viabilistica molto attesa, destinata a migliorare significativamente la qualità della vita dei residenti dell’entroterra, da Ceggia fino a Noventa di Piave, e a potenziare l’accessibilità alle spiagge del Veneto orientale, da Bibione fino a Cavallino – ha dichiarato l’Assessore al Bilancio e al Patrimonio, Francesco Calzavara -. Questo intervento infrastrutturale, inserito nel DNA della mobilità del territorio, contribuirà a snellire il traffico, ridurre le lunghe attese agli incroci e rendere più fluido il collegamento tra l’autostrada e la costa. In particolare, sarà fondamentale nei periodi estivi, quando il flusso turistico verso le località balneari aumenta in modo esponenziale. Il nuovo scavalco, quindi, non è solo una risposta funzionale a esigenze viarie, ma anche un investimento strategico per il turismo, l’economia e la vivibilità di tutta l’area del Basso Piave”.

– Foto Ufficio stampa Regione Veneto –

(ITALPRESS)

Aeroporti di Puglia e Wizz Air attivano nuovi voli per Skopje e Katowice

BARI (ITALPRESS) – La compagnia Wizz Air avvierà da Bari un nuovo collegamento per Skopje (Macedonia). Il volo, operato con un aeromobile Airbus A320, prevede, dal 27 ottobre al 12 dicembre, due frequenze settimanali, ogni lunedì e venerdì. Dal 15 dicembre, sino al 27 marzo 2026, le frequenze passeranno a tre, con l’aggiunta del volo del mercoledì.

Particolare soddisfazione è stata espressa dal Presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile, per il quale “il lancio del nuovo collegamento Wizzair per Skopje, novità assoluta per la Puglia, mai sino ad ora, collegata con la Macedonia, rientra nella strategia di ampliare il mercato aereo alle vicine aree dei Balcani, storicamente legate alla nostra regione. Una strategia di ampio respiro, che vuole puntare a mercati emergenti e ad alto potenziale di crescita, anche in periodi al di fuori della tradizionale stagione turistica. Un’esigenza, condivisa con la Regione Puglia, per dar forza alla quale Wizzair si dimostra un partner commerciale strategico grazie alla capillarità e all’efficienza dei collegamenti verso le più importanti destinazioni dell’Est Europa che, oltre al potenziale turistico, rappresentano una straordinaria opportunità per le imprese pugliesi, attive in quelle aree. Aeroporti di Puglia sente molto forte l’impegno a garantire la migliore accessibilità aerea per la Puglia, rispondendo così alla crescente domanda di collegamenti aerei a servizio di un territorio che dimostra una grande propensione allo sviluppo. Per questo – ha concluso il presidente Vasile – sono certo che vi siano tutte le premesse perché anche questo nuovo volo possa nascere sotto i migliori auspici”.

Sempre Wizzair con la programmazione della “Summer 2026”, a partire dal prossimo mese di marzo, avvierà un collegamento quadrisettimanale – lunedì, mercoledì, venerdì e domenica – con la città polacca di Katowice.

“Siamo in presenza di un passaggio molto importante per l’Aeroporto del Salento – ha aggiunto il presidente di Aeroporti di Puglia, Vasile. Il nuovo collegamento rientra nel piano di espansione del network internazionale dell’aeroporto di Brindisi al quale le nostre strutture, di concerto con la Regione Puglia, stanno dando grande impulso. I mercati emergenti dell’est europeo sono quelli su cui stiamo puntando con estrema decisione. Il collegamento che oggi annunciamo – ha concluso il presidente Vasile – intercetta la crescente domanda del mercato polacco che in questi ultimi anni si è distinto tra i più dinamici mercati fonte per il turismo pugliese che nel Salento ha da sempre un elemento di forte attrattiva”.

– Foto Ufficio stampa Aeroporti di Puglia –

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500 nuovi alloggi per gli studenti di UniCal

CATANZARO (ITALPRESS) – L’Università della Calabria compie un nuovo e importante passo per ampliare l’offerta abitativa per i suoi studenti: sono partiti in questi giorni i lavori per il completamento della residenza universitaria in contrada Rocchi, con la realizzazione di 504 posti letto. In un momento in cui il tema della residenzialità universitaria è al centro dell’agenda nazionale, tra proteste studentesche per il caro affitti e difficoltà crescenti per le famiglie a basso reddito, l’Unical si distingue come un modello virtuoso a livello nazionale: è infatti l’unico ateneo in Italia a garantire un alloggio a tutti gli studenti fuori sede idonei, senza richiedere alcun pagamento anticipato o diretto da parte loro.

– Foto Ufficio stampa Unical –

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Moda e sostenibilità, a Palermo uno sportello di supporto alle imprese

PALERMO (ITALPRESS) – Corsa contro il tempo per affrontare i cambiamenti imposti dall’Ue con i nuovi adempimenti previsti da gennaio 2026.
Nasce a Confartigianato Palermo uno sportello per aiutare le imprese della moda nella transizione verso un settore più sostenibile, tracciabile e in regola con le nuove norme europee. E’ questa l’iniziativa promossa da Confartigianato Palermo
e Mythos, che continua il suo lavoro capillare al fianco delle aziende associate, in sinergia con il Consorzio Cobat Tessile, per affrontare i cambiamenti imposti dalla normativa europea sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) e
sulla strategia per un tessile sostenibile e circolare. Il funzionario di riferimento sarà appositamente formato e farà da trait d’union con il consorzio. Lo sportello
aperto presso Confartigianato Palermo sarà a servizio anche di tutte le imprese siciliane iscritte al Distretto Regionale Mythos. Durante l’incontro – con imprenditori in presenza e collegati da remoto – sono stati illustrati gli adempimenti previsti per il settore, in vista dell’entrata in
vigore, da gennaio 2026, di nuove regole su smaltimento, etichettatura, sostenibilità e, soprattutto, del Passaporto Digitale del Prodotto (DPP).
Al tavolo dei relatori, erano presenti la presidente della categoria della Moda di Confartigianato Palermo, nonchè presidente di Mythos, Flavia Pinello, Michele Priori, Direttore Generale di Cobat Tessile e il vice segretario dell’associazione,
Fabio Pellerito. Il DPP è una vera e propria carta d’identità digitale del capo di abbigliamento, che racchiude tutte le informazioni sulla sua vita: dalla provenienza delle materie
prime alla produzione, fino alle modalità di smaltimento o riciclo. Accessibile tramite QR code o codice univoco, il DPP renderà più trasparente e tracciabile l’intera
filiera. Dal 2027 sarà obbligatorio per il tessile, ma già da gennaio 2026 sarà richiesto su base volontaria, permettendo alle aziende di distinguersi e mettersi in regola in anticipo.
Confartigianato Palermo e Mythos, con il supporto tecnico di Cobat Tessile, accompagnano le imprese in un percorso virtuoso di consapevolezza e innovazione, con l’obiettivo di: informare sui nuovi obblighi normativi; ridurre gli sprechi; favorire il riutilizzo dei materiali; valorizzare la sostenibilità come asset competitivo. L’introduzione del DPP, unita a misure come il Piano Italia Moda, punta non solo a rafforzare la filiera delle PMI e degli artigiani del Made in Italy, ma anche a certificare la legalità e la sostenibilità delle imprese, proteggendo il comparto da pratiche illecite e migliorandone la reputazione a livello globale.
Il DPP fa parte di un insieme di adempimenti che entreranno in vigore in momenti differenti, a partire da gennaio 2026, come la responsabilità estesa del produttore, il cui mancato rispetto comporterà conseguenze significative per le imprese sul piano normativo e commerciale.

– Foto IPA Agency –

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