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Allarme AME, in Italia una donna su dieci è obesa. Incidenza in aumento

ALBANO LAZIALE (ITALPRESS) – Erano attesi da tempo e ora sono disponibili anche in Italia. L’ingresso di nuovi farmaci, e in particolare degli agonisti del recettore GLP-1 (GLP-1RA) e ora anche il dual agonist (GLP1 + GIP) che mimano ormoni naturali prodotti nell’intestino che stimola il rilascio di insulina e che favoriscono il controllo dei livelli di zucchero nel sangue nel paziente con diabete di tipo 2, si stanno dimostrando efficaci e sicuri anche nel contrasto del peso in contesti di obesità. Questi farmaci stanno dunque cambiando lo scenario di approccio e cura in questo setting di pazienti e sul tema se ne discute al “3° AME Obesity Update: trattamento dell’obesità e delle sue complicanze” (Albano Laziale, Roma, 28-29 Giugno), promosso da AME (Associazione Medici Endocrinologi), presso l’auditorium dell’Ospedale Regina Apostolorum – Gruppo Lifenet Healthcare.
Negli ultimi decenni, specie in corso e nel post pandemia, l’obesità ha subito una forte crescita con un incremento del 38% tra il 2003 e il 2023, secondo gli ultimi dati Istat, coinvolgendo all’incirca 6 milioni di italiani, soprattutto giovani adulti (+1,6 milioni), con percentuali passate dal 2,6% al 6,6% nella fascia di età 18-34, a discapito soprattutto delle donne una incidenza triplicata (si stima che il 10% della popolazione femminile sia obesa) – a fronte di numeri “solo” raddoppiati nell’uomo. Non va meglio nella forbice tra 35 e 44 in cui si osserva una crescita dal 6,4% al 9,8% e tra gli over 74 con tassi incrementati dall’11% del 2003 al 13,8% del 2023. Oggi nuovi farmaci consentono di meglio gestire e controllare l’obesità.
“I nuovi farmaci – spiega Andrea Frasoldati, Presidente AME – rappresentano uno strumento terapeutico innovativo in grado di modificare la storia naturale della malattia, in sinergia con un ampio armamentario di altre opzioni di trattamento come il counselling dietologico e psicoterapico, la chirurgia bariatrica quando indicata. A portare il “peso” maggiore dell’obesità sono tradizionalmente le donne che pagano un prezzo più alto, rispetto all’uomo, in temini di stigma sociale e di colpevolizzazione, a causa di barriere culturali e modelli estetici dominanti, talora di implicazione sessista, che hanno portato a idealizzare una bellezza femminile tendente alla magrezza. Diversamente dal maschio in cui qualche chilo in eccesso viene erroneamente interpretato come segno di benessere. Non vanno poi trascurate le implicazioni sulla fertilità e gravidanza nella donna con obesità esposta a importanti rischi per sè e per il nasciturò.
Difficoltà al concepimento, problemi a portare a termine la gravidanza, aborto spontaneo, parto pretermine, distacco di placenta, diabete gestazionale, disordini di natura fetale (bambini di più grandi o di più piccole dimensioni rispetto all’età gestazionale), ipoglicemia neonatale: sono solo alcune delle problematiche che possono insorgere nella donna con obesità alla ricerca di una maternità.
“I nuovi trattamenti farmacologici, specificatamente gli analoghi recettoriali del GLP1- prosegue Silvia Irina Briganti, membro della commissione obesità AME – possono essere finalizzati anche a ridurre il peso “in vista” di una eventuale gravidanza. Tuttavia, al riguardo, gli studi sono pochi per la difficoltà a effettuare studi clinici randomizzati in questa specifica fascia di popolazione e per la recente introduzione in Italia, pertanto le ridotte evidenze, soprattutto in termini di sicurezza, spingono ad un uso cautelativo. La somministrazione di GLP1 e dual agonist richiede, ad esempio, l’”obbligo” di sospensione di semaglutide e tirzepatide nei due mesi che precedono il concepimento o in caso della liraglutide, oggi in dismissione, di un paio di settimane. A tale proposito le donne vanno correttamente informate per evitare che incorrano in rischi soprattutto di malformazioni fetali, così come della necessità di seguire un percorso terapeutico ben definito, multidisciplinare e che coinvolga più figure professionali, in primo luogo l’endocrinologo e il ginecologo, lungo tutta la gravidanza. Quindi le donne devono essere parte attiva di un attento programma, oltre che terapeutico, anche di counselling e educazionale”.
Spesso nella gestione dell’obesità si trascura la possibile implicazione con un disturbo compulsivo, una fame emotiva, che spinge la persona a ricercare il cibo come atto compensatorio-consolatorio o come valvola antistress e un sedativo dell’ansia.
“Se l’aspetto emotivo non è conosciuto o non viene riconosciuto – precisa Simonetta Marucci, Coordinatrice Commissione Rapporti Slow Medicine di AME – si rischia di fallire nell’approccio al paziente, anche nel caso in cui si impeghi il farmaco, il quale è un supporto allo stile di vita non il sostituto. La fame emotiva caratterizza 1 obeso su 3 (35%) con disturbo alimentare compulsivo, cui si aggiunge una fascia grigia con manifestazioni sottosoglia, che possono preludere alla manifestazione di una patologia conclamata. Recenti studi sembrano dimostrare l’efficacia degli agonisti GLP1 anche nel trattamento di forme obesità in cui prevale l’aspetto compulsivo, ad esempio nel Binge Eating Disorder (BED, Disturbo da Alimentazione Incontrollata), grazie al meccanismo di azione a livello centrale che va a impattare sui centri che regolano fame, sazietà, piacere e mangiare edonico legato più a gratificazione che alla nutrizione. Oggi obiettivo della ricerca clinica è confermare l’efficacia di farmaci GLP1 anche a lungo termine e l’aderenza terapeutica stante che l’abbandono della terapia, come noto, porta a un effetto rebound del peso. Attualmente queste terapie sono legate ad almeno due criticità: la prescrivibilità, consentita solo a pazienti diabetici, l’elevato costo, non sostenibile per tutti i pazienti e comunque non in continuità, rendendo di fatto il farmaco “selettivo”. Quindi anche le forme di obesità da disturbo compulsivo richiedono un approccio multidisciplinare che preveda il confronto fra medico internista, endocrinologo, nutrizionista/dietista con una azione di counselling educativi sul paziente, in sinergia con percorso piscologico/psichiatrico di almeno due anni seguito da un periodo di follow-up dilazionato nel tempo all’interno di servizi dedicati, pubblici, ambulatoriali residenziali per i casi più gravi, ricordando che i disturbi alimentarsi sono classificati nel DSM V come malattie mentali ma si caratterizzano anche per una gravità a livello fisico, endocrinologico, cardiologico, e non solo, con un impatto sulla salute mentale”.
Sono diminuiti nel corso del tempo pregiudizi di tipo culturale, sociale, etico, religioso, sessuale. Non verso l’obesità ritenuti in cresciti a livello mondiale, similmente ai numeri della patologia, con un discrimine maggiore, come detto, per le donne.
“Assistiamo, nei confronti dei pazienti con obesità, a pregiudizi e stigmatizzazione esternalizzata – afferma Anna Nelva, Coordinatrice Commissione Lipidologia e Metabolismo di AME – che si ripercuotono ad esempio sul mondo del lavoro portando a stimare che la persona con patologia sia priva di disciplina e di organizzazione, con effetti penalizzanti in termini di assunzione ma anche di avanzamento di carriera o a pregiudizi in ambito sociale, famigliare, in contesti scolastici con atti di bullismo fino a ripercussioni in contesti assistenziali in cui un paziente con obesità potrebbe ricevere follow-up meno ravvicinati rispetto a persone normopeso. Dall’altro l’internalizzazione dei pregiudizi induce la persona con obesità ad accettare stereotipi negativi che ne minano l’autostima e innescano stati d’ansia e depressione, a loro volta causa di alterazioni dell’alimentazione che peggiorano l’obesità stessa, oltre che di maggiore difficoltà a accedere alle cure appropriate. Società, personale sanitario, educatori, Società Scientifiche, Istituzioni devono unire gli sforzi per contrastare pregiudizi e stigma che fanno ritenere l’obesità una conseguenza di scelte e comportamenti individuali determinati dal libero arbitrio, non da condizione patologica quale è l’obesità. Bisognerà lavorare anche per rimuovere i pregiudizi che spesso circondano chi si avvale di terapia farmacologica o della chirurgia bariatrica, come se avesse scelto ‘la via più facilè invece di affrontare il problema con volontà e autocontrollo. La disponibilità di questi nuovi farmaci così efficaci nel contrastare l’obesità è diventata anche un’occasione per una riflessione fra i clinici sugli effetti causali rilevanti di caratteristiche genetiche e pressioni di un ambiente obesogeno, oltre a far accrescere la consapevolezza su questa condizione. Per permettere al paziente con obesità di avere il massimo beneficio dalle attuali possibilità di cura, comunque, sarà necessaria una forte azione di supporto sociale e sanitario, oltre che un aiuto per superare i pregiudizi internalizzati riguardanti il pesò.
“Occorre un cambio di visione anche istituzionale per la cura del paziente obeso, altamente complesso – conclude Marco Chianelli, Coordinatore Commissione Obesità AME e responsabile scientifico del Congresso -. A livello governativo va posta una maggiore partecipazione attraverso l’inclusione dell’obesità in percorsi diagnostici terapeutici e con processi che possano riguardare ambienti importanti come la scuola, dove la cultura della corretta alimentazione e dell’attività fisica devono essere promosse sin dall’infanzia o negli ambienti di lavoro. A livello di sistema sanitario nazionale invece, non soltanto pubblico ma anche quello privato, il ruolo maggiore si gioca sulla gestione di oltre sei milioni di pazienti obesi, una vera pandemia, indagando con cura le diverse componenti che concorrono al sovrappeso e obesità: genetiche, ambientali, psicoemotive. Solo un approccio sistemico e collaborativo, con la partecipazione attiva di tutti gli attori impegnati nella gestione di obesità e il sovrappeso contente e consentirà di affrontare la sfida globale contro questa “pandemia”.

– foto ufficio stampa Associazione Medici Endocrinologi –
(ITALPRESS).

Obesità femminile in aumento, ma nuovi farmaci fanno ben sperare

ALBANO LAZIALE (ITALPRESS) – Negli ultimi decenni, specie in corso e nel post pandemia, l’obesità ha subito una forte crescita con un incremento del 38% tra il 2003 e il 2023, secondo gli ultimi dati Istat, coinvolgendo circa 6 milioni di italiani, a discapito soprattutto delle donne che presentano un’incidenza triplicata a fronte di numeri “solo” raddoppiati nell’uomo.
Oggi nuovi farmaci consentono di meglio gestire e controllare l’obesità. Di questo si è parlato in occasione del “3° AME Obesity Update: trattamento dell’obesità e delle sue complicanze” ad Albano Laziale, promosso da Ame, Associazione Medici Endocrinologi.
mgg/gtr
(video in collaborazione con AME)

QuiEuropa Magazine – 28/6/2025

ROMA (ITALPRESS) – In questo numero:
– Il Consiglio Europeo si divide su Israele
– Difesa, dalla Commissione procedure più semplici per gli investimenti
– Nel 2025 mercato dell’auto in calo
sat/gsl

Portolano “Investire nella sicurezza per il futuro del Paese”

ROMA (ITALPRESS) – In un’intervista a Il Sole 24 Ore, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, sottolinea la necessità “di essere in grado di affrontare possibili minacce attuali e future: servono investimenti tecnologici e infrastrutturali che rispondano agli impegni presi con la Nato e al bilanciamento delle asimmetrie che – purtroppo – ancora esistono tra le forze armate”.

L’accento è posto su un rafforzamento trasversale delle capacità operative. “Oggi è nuovamente necessario potenziare quelle capacità che sono e restano indispensabili per sostenere un eventuale conflitto convenzionale. A queste si aggiungono gli investimenti per assetti strategici legati ai domini cyber e spazio, ai droni, alla difesa aerea e missilistica integrata, alla digitalizzazione, allo spettro elettromagnetico e alla dimensione cognitiva”, sottolinea il generale.

Ma dove e come investire concretamente? “Abbiamo bisogno di rafforzare specifiche capacità operative: la componente terrestre – forze corazzate, artiglieria, genio -, le capacità di contrasto alle minacce aeree e missilistiche, anche balistiche, nonché le capacità di ingaggio di precisione a lunga distanza. Ma anche logistica e scorte di armamento e munizionamento”, spiega.

Un altro fronte prioritario è la cybersicurezza: “Con l’attuale livello di digitalizzazione è essenziale continuare a investire in maniera importante nel dominio cibernetico e negli abilitanti strategici, primo tra tutti quello spaziale”.

Portolano insiste su un messaggio chiave: “Un maggiore impegno della nazione in termini economici deve essere letto come un investimento per tutto il Paese”. Un altro tema cruciale è quello dell’organico: “Oggi abbiamo personale altamente formato, ma in numero inadeguato per sostenere un conflitto come quello russo-ucraino. La prontezza operativa dipende da forze numericamente adeguate”.

“Sono allo studio proposte per aumentare gli organici e creare un bacino di riserva ben addestrato, pronto a integrare la Difesa già in tempo di pace”. Sulle prospettive strategiche dell’Alleanza Atlantica, Portolano osserva: “Il vertice Nato dell’Aia ha segnato un cambio di passo. La fluidità degli scenari richiede un’evoluzione strategica, puntando su deterrenza credibile e interoperabilità rafforzata. Ma è necessaria anche una cooperazione sinergica tra Nato e Unione Europea, con un ruolo più attivo del pilastro europeo dell’Alleanza”.

Riguardo alla difesa europea, aggiunge: “Va sviluppata con gli stessi criteri della Nato. Più che un nocciolo duro, serve un’architettura operativa in grado di coordinare le capacità. Gli Stati devono contribuire con personale, sistemi e investimenti”.

Un ultimo punto riguarda l’approvvigionamento di materie prime strategiche: “La dipendenza industriale dall’estero è una delle principali vulnerabilità. È un tema su cui il ministro Crosetto ha acceso i riflettori, ponendolo sul tavolo nazionale e degli alleati”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Il custode del convento di Assisi “Servono accordi duraturi per una pace vera”

ROMA (ITALPRESS) – “L’insegnamento di san Francesco è ancora oggi la fonte da cui scaturisce un’ampia disponibilità da parte di noi frati del Sacro Convento e, sono sicuro, di tutta la compagine civile ed ecclesiale assisana, a ospitare dei colloqui di pace che speriamo aiutino a porre fine alla barbarie ormai imperante in Terra Santa e in tanti altri luoghi del mondo. Certo, per incontrarsi occorre la disponibilità al dialogo e al pensare la pace insieme. Non occorre porre precondizioni all’ascolto dell’altro. Occorre giungere disarmati a parlarsi, come san Francesco e il Sultano, per riuscire ad essere disarmanti”. Così fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, in un intervento sul Corriere dell’Umbria.

“In questo senso apprezzo molto ciò che Papa Leone XIV sta dicendo fin dal giorno della sua elezione e che di recente ha espresso in modo estremamente chiaro e forte”, aggiunge.

Quindi, citando le parole del Santo Padre, prosegue: “‘Come si può credere, dopo secoli di storia, che le azioni belliche portino la pace e non si ritorcano contro chi le ha condotte? Come si può pensare di porre le basi del domani senza coesione, senza una visione d’insieme animata dal bene comune? Come si può continuare a tradire i desideri di pace dei popoli con le false propagande del riarmo, nella vana illusione che la supremazia risolva i problemi anziché alimentare odio e vendetta?’. Quindi siano benvenuti ad Assisi coloro che vogliono fare pace. Noi frati ci impegniamo in primo luogo nella preghiera per questo. E in ogni caso, ad Assisi, a Roma o in qualsiasi altro luogo nel mondo si giunga ad accordi duraturi perché sia pace vera e non semplicemente equilibrio della deterrenza”, conclude fra Marco Moroni.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Riapre l’Hotel Adriano Rooftop, si rinnova la storica ospitalità romana

ROMA (ITALPRESS) – Nel cuore del centro storico di Roma, a due passi da piazza Navona e via Condotti, lo storico Hotel Adriano riapre con un’identità rinnovata grazie alle sue 4 stelle e al Rooftop.

Fondato nel 1965 dalla famiglia Ricci, l’albergo celebra i suoi 60 anni con un elegante rebranding e l’inaugurazione di un suggestivo rooftop. Il nuovo rooftop panoramico regala una vista unica sui capolavori della città eterna: dal Pantheon a Trinità dei Monti, da Villa Borghese all’Altare della Patria.

Aperto da aprile a ottobre e comodamente accessibile anche a persone con disabilità, grazie a un moderno ascensore panoramico in vetro a scrigno. Un luogo pensato per brunch, incontri di lavoro, cocktail al tramonto ed eventi riservati, con “The Gin Corner” – primo Gin Bar d’Italia – aperto anche agli ospiti esterni.

L’Hotel Adriano Rooftop dispone di 37 camere completamente rinnovate e tutte diverse tra di loro grazie ad una cura particolare dedicata ai singoli arredamenti: 24 Superior, 6 Deluxe con terrazza o balcone privato, 2 eleganti Suite e 5 Executive ai piani alti con vista spettacolare sulla Roma antica.

Gli ambienti comuni sono stati valorizzati da un design contemporaneo e raffinato, con una sala colazioni caratterizzata da un buffet con prodotti artigianali e una meeting room attrezzata per eventi aziendali e privati. Al “The Gin Corner”, la grande novità è l’introduzione dell’House Gin firmato The Gin Corner, creato con l’eccellente Gin GUD, un distillato ultra-premium prodotto in Colle Val d’Elsa, in provincia di Siena. Oltre a questa esclusiva, gli ospiti potranno degustare cocktail d’autore accompagnati da proposte di assaggi ispirati ai piatti tipici della tradizione romana.

L’Hotel Adriano Rooftop è il risultato di un importante investimento, realizzato dalla Famiglia Ricci, con l’obiettivo di innovare radicalmente la qualità dell’offerta in linea con le mutate esigenze della domanda alberghiera. La famiglia, attraverso le partecipate della propria Holding, è attiva anche nei settori dell’hospitality open air, della gestione immobiliare e del commercio di veicoli industriali e autobus nonché presente in altre strutture alberghiere a Roma e nel Salento.

– Foto screeshot sito Hotel Adriano –

(ITALPRESS)

Iran, Araghchi “Se Trump è interessato ad un accordo non insulti Khamenei”

ROMA (ITALPRESS) – “La complessità e la tenacia degli iraniani sono notoriamente riconoscibili nei nostri magnifici tappeti, tessuti con innumerevoli ore di duro lavoro e pazienza. Ma come popolo, la nostra premessa di base è molto semplice e diretta: conosciamo il nostro valore, apprezziamo la nostra indipendenza e non permettiamo mai a nessun altro di decidere il nostro destino. Se il presidente Trump è sinceramente interessato a un accordo, dovrebbe mettere da parte il tono irrispettoso e inaccettabile nei confronti della guida suprema dell’Iran, il grande Ayatollah Khamenei, e smettere di ferire i suoi milioni di fedeli seguaci”. Così il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, sui social, rincarando poi la dose.

“Il grande e potente popolo iraniano, che ha mostrato al mondo che il regime israeliano non ha altra scelta se non quella di correre da ‘papà’ per evitare di essere annientato dai nostri missili, non accetta con gentilezza minacce e insulti. Se le illusioni portano a errori peggiori, l’Iran non esiterà a svelare le sue reali capacità, il che certamente porrebbe fine a qualsiasi illusione sulla potenza dell’Iran. La buona volontà genera buona volontà e il rispetto genera rispetto”, conclude Araghchi.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Raccolta fondi della Shro per la ricerca contro il cancro

VICO EQUENSE (NAPOLI) (ITALPRESS) – Imprenditori, medici, istituzioni e cittadini uniti per sostenere la ricerca sul cancro. Il gala dinner 2025 della Sbarro Health Research Organization (SHRO) ha raccolto 200mila euro che oltre al supporto alla ricerca consentiranno anche la formazione di giovani scienziati tra Italia e Stati Uniti. Nel corso della serata, sono state premiate sei figure che, nei rispettivi ambiti – accademico, imprenditoriale e istituzionale – si sono distinte per il loro contributo al bene comune. Tra i premiati, Francesco Calcara, presidente e Ceo di Hyundai Italia, Raffaele De Nigris, amministratore delegato del Gruppo De Nigris, Marco Marchi, fondatore e presidente di Liu Jo, e Francesco Saverio Mennini, capo Dipartimento della Programmazione del ministero della Salute. Hanno inviato un videomessaggio di ringraziamento e saluto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il senatore Francesco Zaffini, presidente della commissione Sanità e Lavoro del Senato, che hanno voluto sottolineare il valore scientifico e umano dell’iniziativa.
Il premio è firmato dall’artista Lello Esposito.
“In un tempo in cui la ricerca ha bisogno non solo di fondi, ma di fiducia collettiva, questa serata è stata un segnale forte – ha dichiarato il professor Antonio Giordano, presidente e fondatore di SHRO -. Siamo grati a ogni singola persona che ha partecipato, contribuendo a costruire un ponte concreto tra scienza e speranza. Il nostro lavoro continua e il sostegno ricevuto ci permette di andare avanti con ancora più determinazione”. Il gala ha potuto contare sul prezioso sostegno di sponsor e partner. A ribadire la centralità del fare squadra per la ricerca Giancarlo Arra, vicepresidente SHRO, che ha ricordato come il gala dinner rappresenti molto più di una raccolta fondi: “Quest’anno, grazie al contributo di oltre trenta realtà imprenditoriali, siamo riusciti a raccogliere 200.000 euro che ci permetteranno di attivare nuove borse di studio e sostenere i progetti di ricerca in corso nei nostri laboratori tra Philadelphia, Napoli, Siena e Torino con il nuovo centro SHRO creato a Candiolo. Voglio ringraziare personalmente i miei colleghi imprenditori che hanno scelto di non tirarsi indietro, ma di essere protagonisti di una ricerca scientifica indipendente, trasparente, e che investe oltre il 90% delle risorse direttamente nelle attività di laboratorio”.
(ITALPRESS).
-Foto: ufficio stampa Shro-

L’Italia del volley batte 3-0 la Cina e sigla la quinta vittoria in Nations League

ROMA (ITALPRESS) – Dopo il successo nella gara d’esordio alla Now Arena contro la Polonia, gli azzurri hanno battuto per 3-0 (25-18 25-15 25-19) la Cina con una ottima prestazione, conquistando la quinta vittoria (su sei gare) nella Volleyball Nations League e il conseguente secondo posto momentaneo nella classifica generale con 13 punti.

Per l’Italia di Ferdinando De Giorgi è il secondo successo di fila, in altrettanti match giocati nella Week 2 (Pool 5). La Cina di Heynen ha provato, nei primi minuti del primo set, a mettere in difficoltà la nazionale tricolore, ma gli azzurri si sono dimostrati solidi e con una certa superiorità in tutti i fondamentali.

L’Italia ha trovato risposte positive in tutti i suoi elementi che questa sera sono scesi in campo, con Balaso concreto in difesa, Michieletto e Lavia hanno messo a terra punti importanti, supportati dai centrali Galassi e Sanguinetti efficaci a muro. Positivo anche l’apporto di Rychlicki autore di 15 punti. Top scorer del match Michieletto con 16 punti con il 61% in attacco.

Per l’Italia di De Giorgi stasera, alle ore 23 italiane (diretta su DAZN e in streaming su VBTV), c’è ora l’esame Brasile, attualmente primo in classifica. “Quella contro la Cina è stata una partita nella quale volevamo essere concreti e continui su alcuni aspetti. Sapevamo che con la battuta potevamo creare difficoltà alla squadra cinese, perché loro sono una formazione che quando riceve bene gioca molto rapido, ma sulla palla alta fanno molta fatica. Quindi uno degli obiettivi era tenerli il più possibile lontani dalla rete per sfruttare questa situazione, e credo che lo abbiamo fatto molto bene e con continuità”, ha detto il ct azzurro a fine gara.

“E’ la quinta vittoria e il ranking è importante. C’è grande equilibrio, quindi è fondamentale vincere quante più partite possibile per qualificarsi alle finali. Abbiamo visto tante gare equilibrate quindi oggi era importantissimo aggiungere questi tre punti alla classifica. Ora c’è il Brasile. Sarà una sfida sicuramente bella e importante. La squadra brasiliana è molto forte e dovremo avere davvero il gusto della sfida. Sarà sicuramente un tipo di partita diverso rispetto a quella di oggi, sia per intensità sia per livello tecnico e ci prepareremo al meglio”, ha aggiunto De Giorgi.

A fargli eco Riccardo Sbertoli: “Penso che sia stata una buona gara, anche se dobbiamo migliorare qualcosina. L’approccio e il controllo in ogni momento della partita sono un buon biglietto da visita per dove vogliamo arrivare. Oggi tutti abbiamo fatto una buona prestazione. Il mio ruolo è questo: ogni volta che vengo chiamato in causa cerco di dare il massimo e aiutare la squadra. Sono felice della prestazione; torniamo da questa partita soddisfatti e a livello personale sono anche contento perché mi sono divertito”. “In questa competizione, dove si giocano tante partite ravvicinate contro avversari molto diversi, come la Cina o la Polonia, è importante avere una certa adattabilità. Giochiamo contro avversari che propongono una pallavolo ‘diversa’ e quindi serve concentrazione massima a ogni situazione. Ora forse è ancora presto per stilare una classifica attendibile, ci godiamo però la buona posizione attuale”, ha concluso Sbertoli.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)