venerdì, Settembre 18, 2026
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Catania, Mantovano “Governo al lavoro come a Caivano”

CATANIA (ITALPRESS) – “Mentre le forze di polizia continuano a contrastare la criminalità, il governo, in piena intesa con i Comuni e con la Regione, lavora per offrire vere alternative alle piazze di spaccio, creando luoghi di aggregazione sportiva e culturale di alto livello, come già avvenuto a Caivano. L’obiettivo è fornire a bambini, adolescenti e giovani delle opportunità concrete, che li allontanino dall’attrazione esercitata dal crimine, offrendo invece modelli positivi e spazi di crescita”. Lo ha detto a Palazzo degli Elefanti il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, al termine della riunione operativa con il sindaco di Catania, Enrico Trantino, sul progetto Caivano da realizzare a San Cristoforo.

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Un bando da 1,5 milioni per il settore vitivinicolo del Lazio

ROMA (ITALPRESS) – L’assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio ha pubblicato l’avviso pubblico a sostegno del settore vitivinicolo per realizzazione di progetti finalizzati alla “Promozione sui mercati dei Paesi terzi” per la campagna 2025/2026. La dotazione finanziaria assegnata dal MASAF alla Regione Lazio è di oltre 1 milione e mezzo di euro.

Il sostegno è concesso per azioni di promozione e comunicazione realizzate sul mercato esterno all’Unione Europea tramite presentazione di progetti di ambito regionale (Lazio) o progetti multiregionali con capofila la nostra regione, con l’obiettivo di sostenere attività volte al miglioramento della competitività del settore della produzione vitivinicola e all’apertura, alla diversificazione e al consolidamento dei mercati di commercializzazione della produzione vinicola laziale.

Con questo avviso pubblico – spiega l’assessore all’Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e al Bilancio, Giancarlo Righinidesideriamo accompagnare le imprese del settore nel loro processo di internazionalizzazione che va sviluppato con campagne strategiche e azioni mirate. I mercati esteri, e in particolare quelli fuori dall’Unione Europea, infatti, rappresentano un terreno fertile dove investire per far conoscere le eccellenze del nostro territorio che hanno tutte le carte in regola per primeggiare nei più importanti contesti internazionali”, conclude Righini.

Per la realizzazione di tali obiettivi di sviluppo possono essere finanziati progetti che abbiano ad oggetto azioni di: Pubbliche relazioni, promozione e pubblicità, che mettano in rilievo gli elevati standard dei prodotti vinicoli, in particolare in termini di qualità, sicurezza alimentare o ambiente. La partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale. La realizzazione di campagne di informazione, in particolare sui regimi di qualità relativi alle denominazioni di origine, alle indicazioni geografiche e alla produzione biologica.

La realizzazione di studi di mercati nuovi o esistenti, necessari all’ampliamento e al consolidamento degli sbocchi di mercato; studi per valutare i risultati delle attività di informazione e promozione. Gli operatori interessati possono partecipare singolarmente, oppure in associazione temporanea con altri produttori o aggregandosi a progetti promossi dalle associazioni vitivinicole. I progetti ammessi al sostegno devono avere durata annuale, le azioni potranno essere svolte a partire dal 16 ottobre 2025 e terminare al 15 ottobre 2026.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Leasys lancia il noleggio a lungo termine in Italia con canone variabile

MILANO (ITALPRESS) – Leasys, joint venture tra Stellantis e Credit Agricole Personal Finance & Mobility, lancia una novità nel mercato italiano del noleggio a lungo termine: il canone smart, una soluzione che supera il concetto tradizionale di canone fisso, offrendo a clienti la possibilità di adattare il canone mensile della propria auto alle loro esigenze lungo tutta la durata del contratto. In un contesto economico e lavorativo sempre più incerto e in continua evoluzione, in cui famiglie, professionisti e imprese cercano soluzioni flessibili per la gestione della propria mobilità, il canone smart introduce una nuova modalità di pagamento più flessibile e personalizzabile.
Tradizionalmente, un contratto di noleggio a lungo termine ha una durata media compresa tra i 3 e i 5 anni. In un arco temporale così esteso, è naturale che le esigenze finanziarie possano cambiare: un’azienda può avere picchi di fatturato stagionali, un libero professionista può affrontare periodi di maggiore o minore attività, e un privato può voler pianificare con maggiore serenità le proprie spese. L’introduzione di un canone modulabile nel tempo nasce dalla volontà di rispondere proprio a queste necessità, un’esigenza sempre più sentita, anche in Italia, dai clienti che stipulano un contratto di noleggio a lungo termine sulla vettura.
Destinato a clienti privati, liberi professionisti e aziende, il canone smart non solo elimina l’esborso iniziale tipico dell’acquisto di un’auto, ma consente anche una gestione più serena e personalizzata degli oneri economici nel tempo, proprio come avviene in altri settori, dove la flessibilità è ormai un requisito fondamentale.
Al momento della sottoscrizione del contratto il cliente può scegliere tra due differenti strutture di pagamento: un piano a cadenza stagionale o un piano decrescente.
Il piano di pagamento su base stagionale è ideale per chi ha entrate variabili durante l’anno, e desidera allineare i costi di mobilità ai propri flussi di cassa. E’ pensata per tutti quei professionisti o partite IVA che dispongono di entrate economiche strettamente legate alla stagionalità della propria attività, è può rappresentare un beneficio concreto nell’organizzazione delle spese annuali.
Con il piano di pagamento decrescente il canone si riduce progressivamente nel tempo: pensato per chi preferisce sostenere un impegno economico maggiore nei primi mesi, per poi alleggerire l’impatto nel lungo periodo, man mano che il contratto si avvicina alla scadenza.
In fase di lancio, il canone smart sarà disponibile su Noleggio Chiaro, la formula di noleggio per privati e professionisti che consente di conoscere in anticipo il valore di riacquisto dell’auto a fine contratto. Parallelamente, è già in fase di sviluppo un piano volto a estendere progressivamente la disponibilità del canone smart ad altri prodotti dell’offerta Leasys.
-news in collaborazione con Leasys –
-foto ufficio stampa Leasys –
(ITALPRESS).

Il Marocco è il primo hub africano per le infrastrutture digitali

RABAT (MAROCCO) (ITALPRESS) – Con 23 datacenter operativi, il Marocco si afferma come il primo polo per le infrastrutture digitali in Africa, superando l’Africa del Sud. Lo rivela Global Finance Magazine, che attribuisce il sorpasso alla rapida trasformazione digitale avviata nel 2020 con l’impulso dell’Agenzia per lo Sviluppo Digitale (ADD).

Il governo marocchino ha sostenuto il settore con incentivi fiscali previsti dalla nuova Carta Nazionale per gli Investimenti. Determinante, inoltre, una legge del 2021 che obbliga l’archiviazione locale dei dati sensibili, favorendo il rimpatrio di numerosi archivi digitali. I principali operatori – Maroc Telecom, Inwi, Medasys e N+One – controllano la maggior parte delle strutture, mentre le grandi banche gestiscono centri propri e le realtà minori optano per il noleggio.

Le regioni più dinamiche sono Casablanca-Settat e Rabat-Salé-Kénitra, grazie a connettività estesa e infrastrutture energetiche affidabili. Il Paese attira anche investimenti esteri: la sudcoreana Naver ha annunciato un maxi centro dati per l’intelligenza artificiale da 500 MW destinato ai mercati europei. Il progetto sfrutterà il basso costo dell’elettricità e la rete di cavi sottomarini del Regno. Il boom dei datacenter è parte di una digitalizzazione più ampia, che include fintech, IA e servizi pubblici online, come mostrato al recente Gitex Africa di Marrakech, con oltre 1.400 espositori e 45.000 visitatori da 130 Paesi.

-Foto Yabiladi.com-
(ITALPRESS).

Report annuale Arera, in Italia consumi e produzione energia elettrica in ripresa

ROMA (ITALPRESS) – La soglia ISEE per il 2024 è tornata al limite ordinario e le famiglie ammesse ad accedere a meccanismo del bonus sono state circa 4,1 milioni, con una riduzione del 40,5% rispetto al 2023, mentre le agevolazioni sono state erogate a 4,5 milioni di famiglie di cui 2,8 milioni per l’energia elettrica e 1,7 milioni per il gas. L’importo erogato stimato corrispondente ai bonus riconosciuti è pari a circa 360 milioni di euro per i bonus elettrici e a circa 93 milioni di euro per i bonus gas diretti. Questi alcuni dati emersi nel corso della presentazione della Relazione annuale 2024 di Arera. A fronte del perdurare dell’andamento rialzista dei prezzi energetici, la legge di bilancio 2024 ha previsto anche per il I trimestre del 2024 il riconoscimento di una componente straordinaria (CCS) per i bonus elettrici, a carico del bilancio dello Stato. Al 31 dicembre 2024 i nuclei familiari con bonus attivo per disagio fisico erano 77.175, in aumento del 16% rispetto all’anno precedente come probabile conseguenza dell’aumento dei costi dell’energia e di una crescente consapevolezza circa l’esistenza del beneficio.

I consumi di energia elettrica sono aumentati del 2,3%, la ripresa ha interessato quasi tutti i settori eccetto l’industria (-0,5%). La domanda italiana è stata soddisfatta per l’83,7% dalla produzione nazionale netta (escludendo l’energia destinata ai pompaggi) e per il restante 16,3% dal saldo con l’estero. La produzione nazionale lorda è cresciuta del 3,2% e si attesta a 273,3 TWh con le rinnovabili ancora in aumento (+14,9%), spinta principalmente dell’aumento nella produzione idroelettrica (+30,2%) che con 52,8 TWh è tornata ad avvicinarsi ai massimi degli ultimi dieci anni, che compensano il calo del termoelettrico (-6%). Inoltre, per il terzo anno di seguito sono stati registrati oltre 351 eventi meteo estremi che hanno causato danni (lo stesso livello del 2023) rispetto, ad esempio, ai 60 del 2015.

Complessivamente, per l’anno 2024, i costi derivanti dall’incentivazione delle fonti rinnovabili sono risultati pari a circa 8,9 miliardi (erano 7 miliardi nel 2023 e 6,4 miliardi nel 2022) a fronte di una quantità di energia elettrica incentivata pari a circa 35,5 TWh, il 36% della quale è stata prodotta da impianti fotovoltaici, il 25% da impianti eolici, il 22% dalle biomasse, il 14% da impianti idrici e, infine, il 2% dalla fonte geotermica.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE BESSEGHINI

“Il nostro sistema è fortemente interconnesso. Il passaggio di grandi quote di fornitura del Gnl ci espone a situazioni di crisi come quella che stiamo vivendo in questi giorni. Dobbiamo guardare con attenzione e, per quanto possibile, già predisporci ad avere strutture che ci permettano di compensare eventuali difficoltà che potrebbero manifestarsi per le forniture che arrivano da quell’area che pure rappresenta una parte importante dei nostri approvvigionamenti”. Così il presidente di Arera, Stefano Besseghini, a margine della presentazione della Relazione 2024 dell’Autorità, parlando delle possibili ripercussioni dovute ai conflitti internazionali in corso.

“A partire dal 1° luglio 2025, la bolletta di energia elettrica e gas naturale in Italia cambierà volto. Si tratta di una riforma profonda, frutto di un lungo percorso di ascolto e analisi condotto dall’Autorità, con l’obiettivo di offrire ai consumatori uno strumento in grado di coniugare le esigenze di sintesi e di comprensibilità con la necessaria completezza informativa. La nuova bolletta nasce per migliorare il rapporto del cittadino con il mercato dell’energia, rendendo più semplice l’accesso ai dati sui consumi, alle condizioni economiche sottoscritte e all’evoluzione dei propri comportamenti energetici”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Calabria, Gallo “Con il Governo Occhiuto -77% di ettari di bosco andati in fumo, siamo un modello Nazionale”

CATANZARO (ITALPRESS) – Sulla gestione della prevenzione degli incendi in Calabria, il Partito Democratico non sa di cosa parla. La nostra regione negli ultimi anni è diventata un modello nazionale tanto che ‘Tolleranza Zero’, l’operazione ideata e messa in campo dalla Regione Calabria per arginare gli incendi, contrastare gli incendiari e i piromani, e monitorare il territorio attraverso l’utilizzo dei droni, è diventata una buona pratica che la Protezione civile nazionale ha voluto diffondere anche nelle altre Regioni Italiane”. Lo afferma in una nota Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura e alla Forestazione della Regione Calabria.

“Agli esponenti del Pd basterebbe ricordare quando in tutti gli anni in cui erano alla guida della Regione, invocavano addirittura l’aiuto dell’esercito per le devastazioni incendiarie subite nei nostri territori. Basti pensare che soltanto in nove mesi del 2017, la Calabria fu devastata con oltre 400 km quadrati andati in fumo. Vale a dire che nella nostra regione furono ridotti in cenere l’equivalente di 60mila campi di calcio di zone boschive. Poco meno della superficie totale bruciata a livello nazionale: 514 km, secondo i dati diffusi ieri dall’Ispra”.

Dall’insediamento del presidente Occhiuto e a partire dall’estate 2022 è stata avviata invece una gestione ordinaria e sistemica della prevenzione antincendi, portata avanti anche grazie alla preziosa collaborazione dell’Arma dei Carabinieri, attraverso l’utilizzo dei droni e della Control Room, un sistema di monitoraggio e telecontrollo, all’interno della Cittadella regionale, finalizzato a garantire maggiore tempestività negli interventi. Grazie a questo innovativo sistema di monitoraggio e di prevenzione, solo nel 2024, la Calabria ha avuto -77% di ettari di bosco andati in fumo rispetto al 2021. Questo perché attraverso l’uso dei droni i roghi sono stati individuati prima e, con l’ottimizzazione delle risorse operative sul territorio, si è potuto agire tempestivamente per non far degenerare gli incendi. È chiaro che in ambito nazionale, la nostra regione per le caratteristiche del territorio, è certamente tra le più colpite dall’emergenza incendi, ma è anche vero che rispetto al passato i numeri dei roghi e delle devastazioni boschive sono enormemente diminuiti” continua Gallo.

“Ci vuole coraggio ad affermare il contrario e davvero poca memoria per non avere coscienza di come sia stato gestito il fenomeno ai tempi dei governi regionali Pd. I calabresi sanno perfettamente che la loro sicurezza ambientale sarà garantita anche nei prossimi mesi col massimo dell’impegno e della professionalità, nonostante i problemi dei roghi connessi all’aumentare delle temperature estive, perché c’è un sistema imponente sul piano delle forze umane e tecnologiche messo in campo dall’attuale governo regionale, che, a differenza dell’immobilismo del passato, ha già dimostrato di essere efficace” conclude.

-Foto regione Calabria-
(ITALPRESS).

Bankitalia, in Liguria economia in debole crescita e prevale l’incertezza

GENOVA (ITALPRESS) – Una debole crescita del 0,5%, leggermente inferiore al dato italiano e in rallentamento rispetto al 2023, con una parola d’ordine ancora dominante: incertezza. È la fotografia dell‘economia della Liguria nel 2024 scattata dalla Banca d’Italia che oggi ha presentato il suo rapporto annuale nella sede di Genova.

“Ci troviamo in un contesto generale di domanda debole a livello globale, di tensioni geopolitiche e commerciali che rendono la situazione piuttosto incerta e che non fanno fare alcuna previsione sul futuro prossimo. Le prospettive sono ragionevolmente improntate ad una certa prudenza”, commenta la direttrice della sede genovese di Bankitalia, Raffaella Di Donato.

Sale marginalmente la produzione industriale, rallentano le costruzioni dato l’impatto minore delle agevolazioni fiscali connesse, ma le opere pubbliche continuano a sostenere il settore. Stazionaria l’attività nel terziario, con una piccola crescita delle presenze turistiche grazie agli stranieri. Nonostante le incertezze a livello globale i traffici mercantili accennano a crescere.

L’occupazione in Liguria si è stabilizzata, con un incremento degli autonomi e un marginale calo dei dipendenti. “Un segnale positivo – osserva Di Donato – è il recupero del potere d’acquisto che in termini reali si situa intorno all’1,4% e questo risente sia dell’aumento delle retribuzioni sia del fatto che l’inflazione ha avuto un impatto negativo inferiore rispetto agli altri anni”. Il credito al consumo continua a crescere sostenendo la spesa delle famiglie, i mutui si sono leggermente ridotti. “Chiaramente adesso il tasso fisso ha incorporato l’andamento di più lungo periodo dei tassi e quindi aumenta la preferenza del tasso fisso rispetto al tasso variabile. E non sbagliano gli italiani a fare questo”, commenta la direttrice. Sul lato del risparmio “c’è stato un leggero calo dei depositi per quanto riguarda le famiglie – aggiunge Di Donato – ma a fronte di questo abbiamo rilevato un aumento degli investimenti, soprattutto in titoli di stato, che, seppure non in maniera così tumultuosa come l’anno precedente, hanno continuato ad aumentare. Qui c’è stato un effetto di quantità, cioè di nuove sottoscrizioni, sia un effetto di prezzo. È vero, c’è una diminuzione della parte più liquida, però ci sono investimenti, soprattutto in titoli”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Libia, il Governo Dabaiba sotto accusa per lo stallo politico

TRIPOLI (LIBIA) (ITALPRESS) – Politici libici accusano il Governo di Unità Nazionale di essere il principale responsabile nel sostenere la divisione all’interno dell’Alto Consiglio di Stato, con l’obiettivo di ostacolare il raggiungimento di una soluzione politica globale in Libia, poiché qualsiasi soluzione politica richiede l’approvazione sia del Parlamento che dell’Alto Consiglio di Stato. “L’obiettivo principale della divisione all’interno dell’Alto Consiglio di Stato è bloccare la soluzione politica. Questa divisione continuerà finché rimarrà in carica il Governo di Unità Nazionale, che la sostiene e ne trae vantaggio,” ha dichiarato Belkacem Gzait, membro dell’Alto Consiglio di Stato, in un’intervista a Italpress.

Gzait ha sottolineato che questa situazione non è nuova in Libia, ricordando che le divisioni precedenti non hanno impedito i progressi politici. “Nel dicembre 2015, il Parlamento e il Congresso Nazionale Generale erano divisi, ma ciò non ha impedito la firma dell’Accordo di Skhirat. Anche l’Alto Consiglio di Stato era diviso quando fu nominato il governatore della Banca Centrale Libica, Nagy Issa, ma la decisione fu comunque adottata, anche se mancavano le corrette procedure legali,” ha aggiunto il politico libico. Il membro del Blocco del Consenso Nazionale nell’Alto Consiglio di Stato ha affermato che “dire che la divisione all’interno dell’Alto Consiglio di Stato impedisce la soluzione politica è, in realtà, un tentativo di ostacolare i progressi e mantenere lo status quo,” sottolineando che “la comunità internazionale non considera questa divisione un vero ostacolo a una soluzione politica”.

Parlando del ruolo della missione Onu, Gzait ha spiegato che il suo lavoro ha subito un periodo di stallo e rinvii sotto la guida dell’ex inviato speciale Abdullah Bathily, ma ha osservato un cambiamento positivo con l’arrivo dell’americana Stephanie Khoury alla missione. “Con l’arrivo di Khoury abbiamo notato una maggiore determinazione e serietà nel cercare di trovare una soluzione politica, anche se i progressi sono stati lenti a causa della complessità del panorama politico libico, che è difficile da comprendere per chi viene dall’esterno,” ha dichiarato il responsabile libico. Ha aggiunto che la Missione delle Nazioni Unite in Libia “è il volto della comunità internazionale e, quando la comunità internazionale è divisa o non è seriamente intenzionata a sostenere una soluzione politica, il lavoro della missione diventa quasi impossibile, ed è proprio quello che è accaduto nel periodo passato”. Il politologo ha concluso dicendo: “Durante i nostri ripetuti incontri con la vice capo missione e il suo team, abbiamo notato una reale volontà di comprendere e avanzare verso una soluzione politica, ma questi sforzi non porteranno frutti se non ci sarà una chiara volontà internazionale che sostenga concretamente il percorso di soluzione”.

– foto Staff Belkacem Gzait –

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Il Giappone è la meta preferita per i viaggi di nozze, Perù destinazione emergente

MILANO (ITALPRESS) – Campane a festa per i Millennials. Sono loro (70%) i grandi protagonisti dei viaggi di nozze 2024, ma età e tempi difficili non spengono il sogno né dei Nativi Digitali della Gen Z (8%), né degli inossidabili Boomer e Gen X (22%). Giunto alla sua seconda edizione, l’Osservatorio Viaggi di Nozze di CartOrange ridisegna la mappa cordiforme delle destinazioni e delle esperienze più ricercate in luna di miele, con un sorprendente ritorno del Sudamerica, oltre a una convinta riconferma dell’Estremo Oriente.

Due tendenze allineate anche all’andamento 2025. Il campione relativo all’ultima stagione è rappresentato da 1683 viaggi a tema prenotati e realizzati attraverso il leader italiano del mercato honeymooner, dove il budget medio risulta nel 2024 di 5.062 euro a persona (+5,3%) per un pacchetto di 15 giorni orientato al solo tour (55% dei casi, a fronte di un 30% che include un soggiorno relax a fine itinerario). L’identikit degli sposi corrisponde a una coppia di circa 38 anni – appartenente, dunque, alla generazione Millennial – già abituata a viaggiare fianco a fianco e, per questo, molto attenta a ogni dettaglio della propria luna di miele (significativa è però la crescita degli sposi over 50, pari al 17%).

Modalità ed entità dell’investimento riflettono d’altra parte la volontà di vivere un’esperienza memorabile, senza lesinare comfort, servizi personalizzati e momenti esclusivi, nonostante un buon 10% delle coppie promesse tenda oggi ad avere già figlie a coinvolgerli nel proprio viaggio, estendendo addirittura la possibilità ai propri buddymooner (6%). Soluzioni facilitate da una programmazione sempre più anticipata (154 giorni prima, rispetto ai 146 del 2023). L’azienda si conferma punto di riferimento nel dare forma ai sogni e ai desideri anche della Gen Z attenta al budget (spendono in media 4.068 Ç) e con una forte propensione alla personalizzazione, sceglie partenze ravvicinate al matrimonio, soprattutto nei mesi di giugno, settembre e ottobre. Le mete preferite? Giappone, Indonesia e Stati Uniti, con un occhio sempre aperto sull’estensione mare. Spicca l’uso della lista nozze digitale, scelta dal 22% di loro: un segnale chiaro della naturalezza con cui vivono l’esperienza anche online.

Se 12-16 giorni si confermano un periodo di tempo adeguato per staccare dalla routine (43% dei casi contro un 7% appena a favore di una vacanza da 22-26 giorni), così come per riuscire a immergersi in una nuova cultura o in un ambiente incontaminato, le partenze continuano però a essere concentrate fra i classici mesi di agosto e settembre: una scelta motivata in Italia dal tradizionale calendario delle ferie lavorative, ma anche dalle condizioni ambientali favorevoli delle mete predilette. Ciononostante, quest’anno la curva comincia a dare qualche segno di cedimento (2/3%) a favore della bassa stagione (con un picco a ottobre dell’11%), giustificabile in parte per la maggior attenzione al rapporto qualità/prezzo, ma anche per i benefici legati al viaggiare nei periodi meno affollati.

Non a caso il nuovo trend lascia emergere un format di viaggio più compatto – nel 22% dei casi fra i 7 e gli 11 giorni – condizionato da budget contenuti e ferie limitate, senza trascurare i vantaggi alternativi della bassa stagione. Anteponendo un soggiorno dinamico alla semplice esperienza balneare – il 55% dei pacchetti venduti non include più il mare – nella Top 10 delle destinazioni 2024 prevalgono dunque Paesi a forte vocazione esplorativa, scelti per la possibilità di esperienze autentiche, ma anche e soprattutto per l’impatto dei propri straordinari paesaggi: in ordine, Giappone (24% contro il 22% del 2023), Stati Uniti (11% contro il 12% del 2023) e Indonesia (stabile all’8%, ma ora in vantaggio di una posizione sul Sudafrica, che scende dall’8% al 6%), seguiti a maggior distanza da Thailandia (in crescita dal 3% al 4%), Maldive e Australia (entrambe in calo dal 4% al 3%), mentre entra all’ottavo posto in classifica un brillante Perù (2%), eguagliando il tasso di preferenza di Namibia e Tanzania. Escono dalla Top 10 Giordania (dal 4%) e Mauritius (dal 2%). Il Paese mediorientale risente delle tensioni geopolitiche, mentre Mauritius perde terreno anche a causa della mancanza di comode connessioni dirette.

Debutta il Perù (2%) grazie al suo appeal dinamico e coinvolgente, mentre l’Australia (3%) continua ad alimentare il grande sogno avventuroso, ma risulta penalizzata da costi e logistica. La Thailandia risale dal 3% al 4%, mostrando il carattere vincente di un’offerta in cui mare, cultura e cibo riescono a essere ben armonizzati beneficiando oltretutto del ritorno nel luglio 2024 del volo diretto Milano-Bangkok, tuttavia risulta frenata da prezzi percepiti elevati. Il Sudafrica (6%) supera Namibia e Tanzania grazie ai tour premium, mentre gli Stati Uniti calano leggermente (dal 12% all’11%), penalizzati da un’inflazione che non corrisponde a un miglioramento percepito dell’offerta. La regina indiscussa dei viaggi di nozze resta l’Asia, con il 44% (+ 38% l’anno precedente), spinta dalla versatilità delle esperienze garantite di mete come Giappone, Indonesia e Thailandia. L’Africa mantiene il secondo posto per aree di destinazione, ma cala leggermente dal 21 al 18% a causa di collegamenti aerei meno diretti e meno vantaggiosi nel rapporto qualità/prezzo rispetto ad altre aree nel mondo (Asia in primis), oltre che per una percezione spesso inadeguata del suo effettivo livello di sicurezza.

A fronte della leggera involuzione economica degli Stati Uniti, il Nord America (15%) riesce a conservare il suo status di ‘classico’ in virtù delle buone possibilità di combinare estensioni sia nei Caraibi che in Polinesia, confinando l’Oceania (5%) a una dimensione più di nicchia. Europa (stabile al 9%) e Medioriente (in calo dal 6 al 3%): nonostante la prima subisca a propria volta gli effetti di una crescente inflazione, la vicinanza territoriale delle destinazioni offre una valida alternativa in caso di viaggi nozze brevi o posticipati, o comunque per scali suggestivi da abbinare a tour verso altre aree continentali. Il Medioriente non riesce invece a fugare le insicurezze dovute ai conflitti regionali in corso e, laddove metta sul piatto mete alternative, queste risultano meno attrattive in termini di esperienze rispetto alle destinazioni di lungo raggio.

Non tutti gli italiani accordano però lo stesso livello di preferenza rispetto alle Top 10. Nel Nord-Est l’approccio risulta più sensibile alla diversificazione intercontinentale e all’inclusione di mete europee nelle tre ultime posizioni di classifica (Islanda, Norvegia e Grecia), mentre nel Nord-Ovest, il 2% del campione premia l’Argentina al 9° posto, incuneandola inaspettatamente fra Tanzania (3%) e Namibia (2%). Il Paese albiceleste ottiene un analogo risultato fra gli sposi del Centro Italia, sensibili anche al fascino del Grande Nord in virtù di una Norvegia al 5° posto in classifica, con ben il 4% delle preferenze. Sud e Isole, infine, accordano posizione di privilegio specificatamente alle metropoli di New York (ottava in classifica col 2% delle preferenze) e Dubai (nona col 2%), subendo il fascino di un’altra grande isola dell’Oceano Indiano: il Madagascar, decimo col 2% di preferenze. Chi vive all’estero mostra una percezione ancora più forte del Giappone come top destination (42%), ma porta nel cuore l’Italia (settima col 4% delle preferenze) e, in linea generale, predilige destinazioni sofisticate.

Nell’Osservatorio 2024 non può essere poi trascurato l’impatto generale del viaggio combinato rispetto alla meta prioritaria della luna di miele: incide per il 33% delle vendite (in particolare nel Nord-Ovest/Sud-Isole), quasi sempre con integrazione di una destinazione mare. Il dato, però, appare in leggera flessione su arco storico per via del generale aumento dei costi. In ordine decrescente nella Top 10 delle estensioni: Maldive (13%), Polinesia Francese (10%), Mauritius (7%), Thailandia (7%), Aruba (6%), Seychelles (5%), Indonesia (5%), Zanzibar (3%), Messico (3%), Isole Fiji (3%). In forte calo anche l’apertura della lista nozze in agenzia (15% contro il 23% del 2023), soluzione prediletta maggiormente nel Centro-Sud. Grazie all’articolata lettura favorita dal secondo Osservatorio di CartOrange, il mercato italiano dei viaggi di nozze lascia trasparire una sostanziale resilienza rispetto alle trasformazioni sociopolitiche ed economiche in corso, i cui effetti non paiono in grado di deviare o alterare nel 2025 la fotografia dell’ultima stagione di rilevamenti.

– foto xp2/Italpress –

(ITALPRESS).

Vanni “Nel fioretto puntiamo al bersaglio grosso, non abbiamo paura”

GENOVA (ITALPRESS) – “Non vogliamo nasconderci, puntiamo al bersaglio grosso, gli avversari sono molto agguerriti. Ma devo essere sincero, noi rispettiamo tutti, ma i nostri primi avversari siamo noi stessi: se noi andiamo lisci e liberi non abbiamo paura di nessuno”. Lo ha detto Simone Vanni, commissario tecnico del fioretto azzurro, alla vigilia della gara a squadre degli Europei di scherma in corso di svolgimento a Genova.

gm/mca2
(Fonte video: Federscherma)