venerdì, Settembre 18, 2026
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Quasi il 40% dei detenuti nelle carceri dell’Emilia-Romagna ha una diagnosi cronica

BOLOGNA (ITALPRESS) – Malattie croniche, disturbi psichici e comportamentali, rischio sovrappeso e obesità. Sono le principali patologie dei detenuti nelle carceri dell’Emilia-Romagna. Lo dicono i dati presentati oggi in Regione a Bologna, in Terza Torre, durante il convegno “Cure senza confini. Sfide e innovazioni in Sanità Penitenziaria”, un’occasione per i professionisti del settore di condividere esperienze, modelli e risultati, e di lanciare una sfida verso proposte innovative che possano migliorare la qualità della vita delle persone detenute.

Un quadro clinico (nella scheda allegata i numeri della salute in carcere) che deve fare i conti anche con un crescente sovraffollamento, 128 detenuti ogni 100 posti disponibili. Bologna (164%), Ferrara (161%), Ravenna (159%) e Modena (153%) gli istituti penitenziari con i tassi di sovraffollamento più elevati.

Tra i dati più rilevanti presentati questa mattina, quello relativo ai disturbi psichici e comportamentali: nelle carceri emiliano-romagnole ne soffre il 28,6% dei detenuti. A preoccupare anche il rischio sovrappeso e obesità: 48,3%, di cui 32,5% in sovrappeso e 15,8% obeso, contro il 43% in Italia. Inoltre, il 39,4% del totale dei detenuti in Emilia-Romagna presenta almeno una patologia cronica delle quattro individuate dall’Oms (malattie cardiovascolari, diabete mellito, malattie neoplastiche e respiratorie croniche).

“Quest’anno– sottolineano gli assessori alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, e al Welfare, Isabella Conti, intervenuti all’inizio dell’evento- la Regione Emilia-Romagna ha stanziato complessivamente oltre 18 milioni di euro per l’assistenza sanitaria in carcere: 10,8 milioni provenienti dal Fondo sanitario nazionale e 7,2 milioni di euro da quello regionale. Con un problema, non piccolo: le risorse nazionali destinate alla sanità penitenziaria sono immutate dal 2008, anno di trasferimento delle competenze, nonostante il rilevante aumento della popolazione detenute nelle carceri italiane e dell’Emilia-Romagna”.

“C’è bisogno di garantire la salute e il benessere, e quindi la dignità stessa, delle persone detenute, che scontano condizioni di sovraffollamento non degne di una società civile – proseguono gli assessori -. Occorre però superare la visione riduttiva della sanità come mera risposta al bisogno biologico del detenuto, dell’urgenza dell’intervento: c’è bisogno di strutturare un sistema che porti alla garanzia della salute, secondo una prospettiva più ampia e di lungo respiro. É necessario, insomma, un nuovo modello culturale e organizzativo. L’innovazione in sanità penitenziaria rappresenta una sfida complessa e multilivello che richiede un approccio sistemico e interistituzionale”.

Tanti gli interventi già in essere per migliorare le condizioni di vita dei detenuti: sul fronte sanità, quelli destinati a prevenzione, assistenza e cura della popolazione carceraria; per il welfare, tutte le azioni per favorire il reinserimento nella società; le attività culturali, a partire dai laboratori teatrali. E ancora: il lavoro, con tanti interventi formativi per l’inclusione socio-lavorativa degli adulti e le attività di orientamento, l’accompagnamento individuale e la formazione per i minori, fino all’istruzione, con i percorsi di alfabetizzazione ai diplomi tecnici, professionali o artistici a cura dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna.

-Foto regione Emilia Romagna-
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Ecco le commissioni d’esame per la maturità, oltre 520mila gli studenti coinvolti

ROMA (ITALPRESS) – Sul sito del ministero dell’Istruzione e del Merito sono disponibili, da oggi, le commissioni dell’Esame conclusivo del II ciclo di istruzione. Il motore di ricerca con le commissioni è all’indirizzo https://matesami.pubblica.istruzione.it/

Quest’anno saranno 524.415 gli studenti coinvolti nelle prove (511.349 candidati interni e 13.066 esterni), mentre le commissioni sono 13.900 per un totale di 27.698 classi. Questa la ripartizione dei candidati per tipologia di percorso di studio. Licei, 268.577; Istituti Tecnici, 169.682; Istituti Professionali: 86.156. Le commissioni d’esame sono composte da un presidente esterno, da tre membri esterni e tre interni all’istituzione scolastica.

La pubblicazione delle commissioni rappresenta un’altra tappa di avvicinamento alle prove di giugno. Si parte mercoledì 18 giugno, alle 8.30, con il primo scritto, italiano, comune a tutti gli indirizzi. Si prosegue il 19 giugno con la seconda prova, che riguarda le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio.

È previsto, poi, un colloquio che ha l’obiettivo di accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale di ciascun candidato. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha realizzato una pagina informativa sugli Esami di Stato (https://www.istruzione.it/esami-di-stato/) consultabile da studenti, famiglie, personale della scuola.

– Foto IPA Agency –

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FlixTrain, accordo da 2,4 miliardi per 65 nuovi treni europei ad alta velocità

ROMA (ITALPRESS/30SCIENCE.COM) – FlixTrain, sussidiaria di Flix SE, azienda globale specializzata in tecnologia per i viaggi, ha annunciato un ordine per 65 nuovi treni europei ad alta velocità, che segna un’importante espansione della sua flotta. L’accordo da 2,4 miliardi include convogli e manutenzione di Talgo e locomotive Siemens Vectron, con oltre 1 miliardo già impegnati.

Questo investimento strategico risponde alla crescente domanda di viaggi in treno veloci. Con una crescita prevista del 45% del mercato ferroviario tedesco ad alta velocità entro il 2030 e un valore del mercato europeo più ampio di 27 miliardi nel 2023, FlixTrain mira a sfruttare questo potenziale sostanziale. Solo nel 2024, l’azienda ha ampliato la propria offerta del 40%, registrando una crescita significativa del numero di passeggeri.

“Stiamo perseguendo una strategia a lungo termine con FlixTrain e nei prossimi anni amplieremo significativamente i nostri servizi”, ha dichiarato André Schwämmlein, Ceo e co-fondatore di Flix. “Prevediamo non solo di aumentare la nostra quota di mercato, ma anche di far crescere significativamente il mercato stesso”, ha aggiunto.

I nuovi treni, basati sulla piattaforma Talgo 230, raggiungeranno velocità fino a 230 km/h e saranno dotati di accesso senza barriere architettoniche – una novità assoluta per i treni a lunga percorrenza tedeschi – oltre a aria condizionata, Wi-Fi moderno e sistemi di informazione in tempo reale per i passeggeri. I treni saranno alimentati da locomotive Siemens Vectron. Fondamentalmente i treni supporteranno le operazioni transfrontaliere in tutta Europa, grazie al loro design universale. Questo è in linea con la visione europea di FlixTrain.

-Foto IPA Agency-
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Longar “Intensificare gli scambi commerciali tra Slovenia e Sicilia”

PALERMO (ITALPRESS) – L’obiettivo di questo incontro in Sicilia è quello di “intensificare le relazioni anche nel settore dell’economia. Dobbiamo individuare settori dove si può sviluppare un po’ più di collaborazione tra le imprese slovene, tra l’economia slovena e tra le imprese siciliane”. Lo ha sottolineato l’ambasciatore della Repubblica di Slovenia in Italia, Matjaz Longar, al termine dell’incontro con l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, presso la sede di Confcommercio, a Palermo, alla presenza di imprenditori e presidenti di categorie produttive. “Abbiamo visto che c’è tanta volontà, ci sono molte idee che possiamo sviluppare e naturalmente lavoreremo anche con le Camere di Commercio in Slovenia, con altre istituzioni per vedere dove si possa sviluppare questa collaborazione. Sono molto soddisfatto per quest’incontro”. vbo/gtr

Viterbo, incendio alla facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia: evacuati studenti e docenti

VITERBO (ITALPRESS) – Vasto incendio nella facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia a Viterbo, Dall’edificio sono stati evacuati studenti, professori e personale e non si registrano feriti. Da accertare le cause del rogo. Il comune di Viterbo, attraverso i propri canali ufficiali, invita la popolazione “a non avvicinarsi al luogo delle operazioni. Sul posto la polizia locale sta provvedendo a bloccare le strade di accesso”.

“Stiamo seguendo con apprensione l’evolversi del grande incendio che sta interessando la facoltà di agraria dell’università della Tuscia a Viterbo. Ho sentito telefonicamente il magnifico rettore Stefano Ubertini, al quale ho rivolto solidarietà e vicinanza da estendere a tutti i docenti e gli studenti dell’ateneo viterbese. Fortunatamente sembra che tutte le persone siano state evacuate in tempo e che sia stata scongiurata quella che poteva essere una tragedia. Al Rettore e a tutta la comunità accademica ho assicurato il pieno sostegno della Regione Lazio in questo momento difficile: l’Università della Tuscia è un fiore all’occhiello del sistema universitario del Lazio e non faremo mancare l’appoggio per una ripartenza delle attività che sia più rapida possibile. Ringrazio tutti gli uomini e le donne dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine che hanno prontamente messo in sicurezza l’area”. Lo ha dichiarato l’assessore all’Università della Regione Lazio, Luisa Regimenti.

“E’ stato colpito il cuore pulsante della Città, un importante punto di riferimento per lo sviluppo scientifico e della formazione nel settore agrario. Certamente un’eccellenza tra le università di agraria di tutta Italia”. E’ quanto dichiara Roberto Petretti, presidente dell’Ordine dei Dottori degli Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Viterbo. “I Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Viterbo– aggiunge Petretti – si stringono all’intera comunità scientifica e alla città, con la speranza che non ci siano feriti e che, dopo le dovute indagini, si possa pensare a una ricostruzione veloce”.

-Foto profilo X Vigili del Fuoco-
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Dal Gruppo CAP le soluzioni IA per ridurre le perdite d’acqua

MILANO (ITALPRESS) – Una rivoluzione tecnologica al servizio della sostenibilità: Gruppo CAP, green utility pubblica che gestisce il servizio idrico integrato nella Città metropolitana di Milano, presenta il nuovo sistema predittivo per la gestione della rete idrica basato sull’intelligenza artificiale.

Il progetto, sviluppato nell’ambito del PNRR per la riduzione delle perdite idriche, permetterà di pianificare con precisione gli interventi di sostituzione delle condotte più a rischio, con importanti benefici in termini ambientali, economici e operativi.

Il cuore del sistema è un modello di machine learning che analizza una vasta quantità di dati – storici e in tempo reale – per stimare la probabilità di guasti sulle condotte gestite, complessivamente oltre 6.500 km di rete idrica in tutta la Città metropolitana di Milano. Tra i dati utilizzati: materiali, diametri, pressione, numero e frequenza delle riparazioni, ma anche condizioni climatiche e traffico urbano.

“La trasformazione digitale è il motore della nostra evoluzione verso un servizio idrico sempre più efficiente e sostenibile – afferma Michele Tessera, direttore Digital Hub di Gruppo CAP – . Il nostro obiettivo è passare da una gestione reattiva a una visione predittiva, sfruttando tecnologie avanzate e sistemi di analisi dei dati che ci permettono di monitorare la rete in tempo reale e ottimizzare le decisioni operative. Grazie ai fondi del PNRR, nel 2024 abbiamo compiuto importanti passi avanti: dall’installazione di 646 misuratori di portata intelligenti alla creazione di distretti idrici su oltre 4.200 km di rete in 82 Comuni. Il futuro ci vedrà sempre più impegnati nell’adozione di smart meter, nella modellazione idraulica della rete e in soluzioni digitali per la ricerca avanzata delle perdite. Innovare per noi significa migliorare l’efficienza, ridurre l’impatto ambientale e valorizzare ogni singola goccia d’acqua”.

Il sistema, chiamato DSS – Decision Support System, è integrato con la piattaforma dati di Gruppo CAP e utilizza un’interfaccia cartografica che tematizza la rete con una scala cromatica di priorità, per supportare le decisioni di pianificazione annuale e triennale. Gli operatori possono impostare vincoli di budget, vincoli spaziali e scenari operativi per ottimizzare gli interventi sul campo, anche in ottica di efficienza logistica e contenimento dei costi.

La componente di Business Intelligence consente inoltre di generare report dettagliati su ogni tratto di rete selezionato, evidenziando le variabili che hanno determinato la priorità di sostituzione, offrendo una visione trasparente e tracciabile delle scelte. Il nuovo DSS entrerà in funzione già a partire dai prossimi mesi, rappresentando un passo avanti fondamentale nella strategia di digitalizzazione e sostenibilità di Gruppo CAP, in linea con il proprio Piano di Sostenibilità.

Il nuovo DSS si inserisce in una più ampia strategia digitale di Gruppo CAP, che include anche l’introduzione di un assistente virtuale intelligente per migliorare l’esperienza del cliente. Attivo sul sito aziendale e potenziato dall’AI generativa, il chatbot è in grado di fornire risposte rapide e accurate alle principali richieste – dalla voltura all’invio delle letture – con un tasso di precisione che si avvicina al 98%.

Basato su tecnologia Microsoft Azure e alimentato dai documenti ufficiali dell’azienda, il sistema migliora la qualità del servizio e riduce i tempi d’attesa. Entro la fine del 2025, l’assistente sarà ulteriormente potenziato per guidare gli utenti nella compilazione delle pratiche online, mentre moduli di AI generativa dedicati al personale di CAP verranno implementati nei software gestionali per semplificare ulteriormente i flussi informativi interni e l’analisi dei documenti.

– Foto Ufficio stampa Gruppo CAP –

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La Scogliera Sa conferma il proprio supporto all’opas di Banca Ifis su illimity Bank Spa

MILANO (ITALPRESS) – La Scogliera SA, titolare del 50,64% del capitale sociale di Banca Ifis Spa, in relazione all’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria promossa dalla controllata su illimity Bank Spa esprime attraverso il suo Amministratore Delegato, Ernesto Furstenberg, e il padre Sebastien Furstenberg, Presidente del Consiglio di Amministrazione, in qualità di azionisti di controllo di La Scogliera SA, holding di controllo del Gruppo Banca Ifis “il proprio impegno all’Offerta, ribadendo la bontà del razionale strategico, rappresentato al mercato, nel documento d’offerta, pubblicato il 9 maggio, e guidato da una logica industriale in grado di esprimere significative economie di scala e generare, a regime, sinergie complessive annue per 75 milioni lordi”.

La società ricorda “il solido ed efficiente track-record del management della controllata, che, forte del successo dei precedenti processi di integrazione, e dell’avvenuto raggiungimento degli obiettivi economico-finanziari, ha permesso al Gruppo Banca Ifis di superare i target del Piano Industriale 2022-2024 con utili netti cumulati di 463 milioni di Euro (+11% vs target) e dividendi distribuiti ai soci di Banca Ifis per 295 milioni di Euro (+47% vs target); e – conferma il proprio supporto all’operazione, nonostante le importanti rettifiche di valore di illimity Bank”. 

Come espresso l’8 gennaio scorso, “l’operazione di sistema in questione si inserisce nella visione di lungo periodo di La Scogliera SA, volta ad assicurare al Gruppo Banca Ifis una prospettiva di crescita industriale sostenibile e duratura, mantenendo i livelli di redditività ed efficienza che da anni caratterizzano il gruppo, accettandosi, allo scopo, la possibile diluizione della propria partecipazione nella controllata Banca Ifis, ferma l’intenzione di continuare a esercitarvi il controllo”.

In questo contesto, La Scogliera SA auspica che “l’adesione all’Offerta da parte degli attuali soci di illimity sia sufficientemente ampia da consentire, nel più breve tempo possibile, l’avvio del processo di fusione tra le due entità che rappresenta, a giudizio della scrivente, una condizione essenziale affinché tutti gli stakeholders possano compiutamente beneficiare dell’integralità delle sinergie delineate nel documento d’offerta”.

-Foto ufficio stampa Banca Ifis-
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Gravina “Concentrati sulla qualificazione ai Mondiali. Acerbi? C’è dispiacere”

ROMA (ITALPRESS) – “Caso Acerbi? È una scelta del giocatore, ognuno di noi sente quello che è il proprio senso di appartenenza e non entro nelle valutazioni soggettive. C’è dispiacere per non poterlo utilizzare sotto il profilo tecnico, ma abbiamo calciatori che possono sostituirlo”. Lo ha detto il presidente della Figc, Gabriele Gravina, nel corso della conferenza stampa di presentazione delle Finali Giovanili Tim, parlando della decisione del difensore dell’Inter di rifiutare la convocazione di Spalletti. “Non dobbiamo cercare alibi. Se commentiamo le difficoltà, perdiamo di vista gli aspetti positivi. Nel calcio si vince e si perde, ma dobbiamo dare tutto”, ha aggiunto Gravina.

Non dobbiamo cercare alibi in questo momento, siamo tutti concentrati sull’obiettivo della qualificazione ai Mondiali e siamo consapevoli delle difficoltà che stiamo vivendo. Abbiamo perso alcuni giocatori di riferimento, il momento è di difficoltà, ma ci appelleremo al grande senso di orgoglio dei nostri ragazzi. Indossare la maglia della Nazionale è un grande orgoglio che deve generare entusiasmo nei tifosi e che ha determinato nel 2021 un risultato straordinario e impensabile alla vigilia. Insieme dobbiamo centrare questa qualificazione che manca da un po’ di tempo”, ha aggiunto Gravina.

-Foto IPA Agency-
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La Puglia si conferma prima in Italia per la qualità delle acque di balneazione

BARI (ITALPRESS) – La Puglia si conferma prima in Italia, per il quinto anno consecutivo, per qualità delle acque di balneazione (eccellenti per il 99,7%), seguita da Friuli Venezia Giulia (99,6%), Sardegna (98,7%), Toscana (98,2%). È il risultato delle analisi microbiologiche condotte nel corso di quattro anni (2021-2024) dal Snpa, il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (la rete che coordina le varie Agenzie regionali per l’ambiente presenti sul territorio nazionale, tra cui l’Arpa Puglia – comunicato stampa ed infografica Snpa https://www.snpambiente.it/snpa/mare-e-laghi-eccellente-oltre-il-95 -delle-acque-di-balneazione-italiane/).

Buone notizie anche per l’intero litorale italiano monitorato dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente. Come riportato dal comunicato stampa Snpa, “in Italia oltre 5mila (5100, ndr) chilometri di litorale, pari al 95,7% della costa monitorata, rientrano nella classe di qualità eccellente. Altri 152 km – il 2,8% del totale – sono in qualità “buona”, mentre solo 31 km (0,6%) rientrano nella classe “sufficiente” e 35 km (0,7%) in quella “scarsa”.

È quanto emerge dalle attività di monitoraggio condotte ogni anno da Snpa – Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, composto dall’Ispra e dalle Arpa/Appa. In base ai dati raccolti nell’ultimo quadriennio, la stragrande maggioranza delle acque di balneazione costiere italiane raggiunge il livello più alto previsto dal sistema di classificazione europeo.

Tutte le regioni presentano una qualità delle acque di balneazione costiere complessivamente molto alta, con percentuali di costa in classe “eccellente” o “buona” sempre superiori al 90% (le differenze su questi valori sono attribuibili anche alle specifiche caratteristiche territoriali di ciascuna regione). Le percentuali più elevate di costa “eccellente” si trovano in Puglia (99,7%), Friuli-Venezia Giulia (99,6%), Sardegna (98,7%). In termini assoluti, le regioni con più chilometri di costa di qualità “eccellente” sono Sardegna (1.391 km), Puglia (880 km), Calabria (621 km). Si conferma in crescita la qualità delle acque di balneazione italiane.

Nel 2023 era “eccellente” il 95,5%, nel 2024 il 95,6%, quest’anno il 95,7%. Quella di qualità “scarsa” era lo 0,8% sia nel 2023 che nel 2024 ed è risultata lo 0,7% quest’anno. I dati offerti dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente non conteggiano le coste della Sicilia, dove il monitoraggio è effettuato dal sistema sanitario regionale. Ottimi risultati anche per laghi e fiumi balneabili presenti in 11 regioni/province autonome italiane (per un totale di 675 km): in classe “eccellente” il 90% (pari a 607 km), “buona” il 3,7% (25 km), sufficiente lo 0,7% (5 km), scarsa 0,5% (3 km).

Le analisi dei laboratori delle Agenzie ambientali si basano su due parametri microbiologici, le concentrazioni di Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Nel corso della stagione balneare 2024 (da aprile a settembre), i tecnici del Snpa hanno prelevato oltre 22mila campioni di acqua di mare e circa 2.000 campioni di acque di fiumi e laghi, per un totale di più di 24mila campioni. I punti in cui il Snpa svolge il monitoraggio sono 4.028 in mare e 371 in laghi e fiumi.

La classificazione in vigore in questa stagione balneare si basa sulle campagne di monitoraggio svolte nei quattro anni precedenti ed è quella che viene comunicata anche all’Agenzia europea per l’ambiente. I prelievi poi proseguono per tutta l’attuale stagione balneare, avviati già da diverse settimane. Gli esiti vengono pubblicati sui siti delle singole Arpa/Appa e sul portale Acque del Ministero della Salute. In caso di superamenti dei limiti di legge, i risultati vengono trasmessi alle autorità locali per l’emanazione di divieti temporanei di balneazione. In caso di acque soggette a fioriture algali le Arpa/Appa svolgono anche un monitoraggio di sorveglianza per identificare eventuali organismi potenzialmente tossici (cianobatteri, alghe come Ostreopsis). Inoltre, le Agenzie per l’ambiente effettuano anche prelievi straordinari in caso di anomalie, ad esempio presenza di schiume e colorazioni anomale, con indagini volte anche ad accertare eventuali contaminazioni chimiche (tensioattivi e idrocarburi)”.

Lungo i 1000 km circa di costa pugliese la Regione Puglia ha individuato, ai sensi dell’attuale normativa di riferimento, ben 676 “acque” (tratti) destinate alla balneazione, che corrispondono ad un totale lineare pari a circa 800 km: in particolare sono state individuate n. 254 acque di balneazione in provincia di Foggia, n. 46 in provincia di Bat, n. 78 in provincia di Bari, n. 88 in provincia di Brindisi, n. 139 in provincia di Lecce e n. 71 in provincia di Taranto (gli elenchi di tali acque, distinti per provincia, sono riportati nelle delibere di Giunta regionale dal n. 2465 al n. 2470 del 16 Novembre 2010 e s.m.i.). Arpa Puglia effettua il monitoraggio delle acque di balneazione regionali controllandone la qualità. Durante il periodo stagionale di monitoraggio in ogni “punto stazione” sono misurati in campo diversi parametri meteo-marini, mentre in laboratorio sono analizzati i campioni per la determinazione della carica batterica, calcolata, come dalle altre Agenzie italiane, rispetto a valori soglia di due parametri microbiologici: “Enterococchi intestinali” ed “Escherichia coli”; in relazione ai campioni raccolti, si stima che ogni anno l’Agenzia pugliese effettui circa 8.500 determinazioni analitiche di laboratorio

Per quanto riguarda la Puglia, lo 0,3% di acque di balneazione in classe di qualità “non eccellente” riguarda i seguenti siti: “Foce Fiume Lauro” (30 m a sinistra) nella laguna di Lesina, “Fogna Cit.na Molfetta (500 m a sud)” lungo il litorale dell’omonima cittadina e “Spiaggia libera Ginosa Marina-Fiume” in provincia di Taranto, tutti e tre classificati in qualità comunque “buona”. Il primo dei tre siti citati è relativo a un’acqua di transizione (nella fattispecie la laguna di Lesina), gli altri due riguardano le acque marino-costiere (lungo il litorale di Molfetta e di Ginosa Marina). Tutti i dati sono sempre disponibili sul sito istituzionale di Arpa Puglia, all’indirizzo web https://www.arpa.puglia.it/pagina2885_balneazione.html , dove è possibile, utilizzando una mappa interattiva, visualizzare la localizzazione geografica delle acque di balneazione nonché dei singoli punti di monitoraggio, a cui sono associati i risultati analitici più aggiornati; alla stessa pagina web sono inoltre riportati i dati, in forma tabellare e sotto forma di bollettino mensile, anche per i periodi precedenti a quello visualizzato. Proprio in virtù del monitoraggio effettuato, Arpa Puglia ha in disponibilità e elabora una notevole mole di dati, che consente di fornire un quadro sulla situazione annuale e sulla serie storica a proposito dello stato di qualità delle acque di balneazione pugliesi.

“I dati diffusi dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente confermano, ancora una volta, l’eccellenza delle acque di balneazione della Puglia – dichiara Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia -. Con il 99,7% delle acque classificate nella massima categoria qualitativa, la nostra regione si colloca al primo posto a livello nazionale per il quinto anno consecutivo. È un risultato di cui andiamo orgogliosi, frutto del lavoro rigoroso e continuo svolto da Arpa Puglia, in collaborazione con la Regione, il sistema dei controlli ambientali e tutte le istituzioni coinvolte nella tutela del mare. Il monitoraggio accurato dei nostri 676 tratti di costa balneabile, pari a circa 800 km, viene effettuato con metodologie scientifiche consolidate, che prevedono analisi microbiologiche su due parametri fondamentali: Escherichia coli ed enterococchi intestinali. Ogni anno Arpa Puglia effettua circa 8.500 determinazioni analitiche di laboratorio, su campioni raccolti sistematicamente lungo tutta la costa regionale, per garantire che le condizioni del nostro mare siano sempre trasparenti, sicure e documentate. L’eccellenza pugliese si inserisce in un quadro nazionale anch’esso molto positivo: oltre il 95% della costa italiana monitorata rientra nella classe di qualità ‘eccellente’, con punte di assoluto rilievo in regioni come Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Toscana. Questo dimostra che l’Italia ha saputo costruire un sistema solido ed efficiente per il controllo della qualità delle acque marine e interne, che si avvale di oltre 24.000 campioni raccolti ogni anno in 4.400 punti di prelievo tra mare, laghi e fiumi. La qualità delle acque è uno dei principali indicatori della salute ambientale di un territorio’.

‘In Puglia, anche i pochi tratti che non rientrano nella classe ‘eccellente’ – e che comunque risultano ‘buoni’ – sono oggetto di particolare attenzione e monitoraggio. La scelta di istituire il Centro Regionale Mare di Arpa Puglia ed il lavoro in sinergia coni Dipartimenti provinciali, sta restituendo risultati scientifici e ambientali di assoluto rilievo. Questo importante traguardo non è un punto di arrivo, ma uno stimolo ulteriore a rafforzare l’alleanza tra cittadini, istituzioni, imprese e comunità scientifica per proteggere il nostro patrimonio marino. La bellezza delle coste pugliesi e italiane, che attira ogni anno milioni di visitatori, deve essere accompagnata dalla consapevolezza che la tutela dell’ambiente non è solo un adempimento, ma anche una responsabilità culturale e civile. Ringrazio tutto il personale di Arpa Puglia per la competenza, dedizione e la passione con cui svolge questo delicato compito. Continueremo a garantire trasparenza, rigore scientifico e vicinanza ai territori, perché il nostro mare resti un bene comune, pulito e sicuro per tutti”.

Per il quinto anno consecutivo, la Puglia si conferma ai vertici nazionali per la qualità delle acque di balneazione – ha sottolineato Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia -. È un risultato che ci riempie di gioia e che premia tutti gli investimenti fatti dalla Regione, l’impegno costante di Arpa Puglia attraverso il monitoraggio continuo e di tutti i pugliesi che ogni giorno si prendono cura del nostro meraviglioso territorio. Tutti quanti, insieme, abbiamo contribuito a questo successo: è merito della collaborazione e della visione condivisa di una intera regione che crede nella qualità e nel rispetto dell’ambiente come pilastri del proprio sviluppo. Questo riconoscimento è anche uno stimolo a proseguire con determinazione sulla strada della sostenibilità, della tutela ambientale e della valorizzazione delle nostre coste. Le nostre acque limpide e sicure rappresentano un patrimonio prezioso, da proteggere e tramandare alle future generazioni”.

“La bellezza della Puglia, con le sue acque cristalline e incontaminate, non è solo una meraviglia da ammirare, ma rappresenta un patrimonio da difendere con passione”, ha dichiarato l’assessora all’Ambiente della Regione Puglia, Serena Triggiani, che sottolinea con orgoglio un traguardo significativo: per il quinto anno consecutivo, la Puglia si colloca al primo posto in Italia per qualità delle acque di balneazione.

“Questo primato non è frutto del caso, ma il risultato di un impegno approfondito e strutturato nella salvaguardia dell’ambiente terrestre e marino, così come della biodiversità che caratterizza i nostri paesaggi. Il successo nella gestione delle acque di balneazione è attribuibile al lavoro incessante svolto in collaborazione con Arpa Puglia e Acquedotto Pugliese, che garantiscono il corretto funzionamento degli impianti di depurazione e monitorano costantemente gli scarichi che raggiungono il mare. È fondamentale riconoscere anche il ruolo delle Forze dell’Ordine, che attraverso azioni di deterrenza e repressione dei reati ambientali, contribuiscono a mantenere alta la qualità del nostro ambiente, proteggendo così la salute dei cittadini e degli ecosistemi. La regione vanta una straordinaria varietà di paesaggi costieri e una ricca biodiversità terrestre e marina, sempre più apprezzata da turisti e viaggiatori. Tuttavia, il mantenimento di questa preziosa eredità naturale richiede un impegno costante, che deve manifestarsi attraverso azioni quotidiane, sia a livello individuale che collettivo. In questo contesto, stiamo avviando iniziative specifiche di sensibilizzazione rivolte all’opinione pubblica, mirate a promuovere la cura delle nostre spiagge. È essenziale che tutti, residenti e visitatori, si sentano parte di questo grande progetto di valorizzazione e tutela della nostra amata regione, affinché la bellezza naturale della Puglia continui a incantare e affascinare chiunque la visiti”, ha concluso Triggiani.

-Foto ufficio stampa Regione Puglia-
(ITALPRESS).

A maggio il 9% in più di arrivi via mare in Italia, i dati Unhcr sugli sbarchi

ROMA (ITALPRESS) – Sono 7.178 le persone sbarcate sulle coste italiane nel mese di maggio 2025. Il dato mostra un aumento del 9% rispetto al mese precedente (6.578). Lo rende noto l’Unhcr.

Da gennaio sono stati registrati 22.971 arrivi via mare, un aumento del 9% rispetto allo stesso periodo del 2024 (21.113). Le persone arrivate sulle coste italiane a maggio sono partite da Libia, Tunisia, Turchia e Algeria. La Libia è stata anche questo mese il primo Paese di partenza, con circa il 93% di tutti gli arrivi via mare in Italia. Il 74% delle persone arrivate a maggio sono sbarcate a Lampedusa. Altri porti di sbarco includono Ancona, Genova, Salerno, Ravenna, Carrara, Livorno, Ortona, Bari, La Spezia, Roccella Ionica, Crotone, Pozzallo, Porto Empedocle, Porto Pino, Cagliari, Portopalo di Capopassero.

Da inizio anno, le nazionalità di origine prevalenti sono state: Bangladesh (33%), Eritrea (16%), Egitto (10%), Pakistan (10%), Etiopia (5%), Siria (5%), Sudan (3%), Somalia (3%), Guinea (2%) e Nigeria (1%). Tre persone sono decedute e 6 risultano disperse in base alle testimonianze raccolte dal nostro staff su quattro incidenti avvenuti nel mese di maggio lungo la rotta del Mediterraneo centrale.

“L’UNHCR è presente nei luoghi di sbarco dove continua a supportare con team dedicati le autorità italiane, in collaborazione con le agenzie nazionali ed europee e gli altri partner, per fornire informazioni ai nuovi arrivati e per una pronta individuazione e la tempestiva presa in carico dei minorenni e delle persone più vulnerabili presso servizi e cure specializzati – si legge in una nota -. L’UNHCR continua a sollecitare gli Stati a potenziare risorse e capacità per adempiere efficacemente alle proprie responsabilità. In particolare, rinnova il suo appello alla collaborazione per rafforzare i meccanismi di ricerca e soccorso in mare e per promuovere un più ampio accesso a percorsi sicuri e regolari nell’Unione Europea per le persone in cerca di protezione internazionale”.

Infine, l’UNHCR avverte che “la riduzione dei finanziamenti umanitari a livello globale sta colpendo duramente i rifugiati e le comunità che li ospitano. Fra le conseguenze, si allontana anche la prospettiva di soluzioni a lungo termine, complicando la gestione delle frontiere, aumentando i rischi di traffico e abuso e incoraggiando gli spostamenti successivi, con il numero di morti in mare che potrebbe aumentare”.

-Foto UNHCR-
(ITALPRESS).