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Variazioni di Bilancio all’Ars, maggioranza unita ma spunta l’emendamento Mpa

PALERMO (ITALPRESS) – Decine di emendamenti sono stati presentati al Disegno di legge “Variazioni urgenti al bilancio della Regione per l’esercizio finanziario 2025 e per il triennio 2025-2027” presentato dal Presidente Renato Schifani su proposta dell’Assessore per l’economia, Alessandro Dagnino.

Alla scadenza del termine di presentazione sono fioccati quelli delle forze d’opposizione, con soppressioni e modifiche degli articoli. Richieste nella norma, che rientrano nel normale confronto politico, soprattutto da parte di Pd e Movimento 5 stelle.

Ma a sfogliare il Fascicolo degli emendamenti, pubblicato sul sito dell’Ars, sorprende che un emendamento, quello all’articolo 11, sia firmato da quattro parlamentari dell’Mpa, forza che sostiene l’attuale maggioranza di centrodestra che guida la Regione Siciliana e che ha dimostrato di accogliere la richiesta del governo di blindare la manovra.

Nessun emendamento, infatti da Forza Italia, Fdi, Lega e Dc, compatte a sostegno dell’attuale compagine politica. Uno sgambetto al Governatore da parte dell’Mpa, forse dopo che è naufragata la richiesta di rimpasto in Giunta avanzata proprio dal Movimento autonomista di Raffaele Lombardo.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Turismo Magazine – 31/5/2025

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– 15 milioni in viaggio per il ponte del 2 giugno
– Viaggi d’affari, frenata ad aprile
– L’arte di Bramante in mostra all’Aeroporto di Fiumicino

mgg/azn

Il 6 giugno Mattarella in visita da Papa Leone XIV

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si recherà venerdì 6 giugno alle 9.15 in Vaticano per una visita ufficiale a papa Leone XIV. Lo rende noto il sito web del Quirinale.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Cambia la giuria di X Factor, Francesco Gabbani al posto di Manuel Agnelli

MILANO (ITALPRESS) – Nasce la nuova giuria di X Factor 2025: Achille Lauro, Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi sono i quattro giudici dell’edizione attesa per settembre su Sky e in streaming su Now. Già annunciata la conferma di Giorgia in conduzione.

L’annuncio ufficiale della giuria in un video diffuso sui social di X Factor. Per Francesco Gabbani è un esordio assoluto in un talent show: cantautore, polistrumentista e artista multiplatino, in carriera ha pubblicato sei album in studio collezionando 13 dischi di platino e 4 dischi d’oro.

Al Festival di Sanremo ha vinto in due occasioni: nel 2016 nella categoria Nuove Proposte con “Amen” (con cui si è aggiudicato anche il Premio della Critica Mia Martini nella sua sezione e il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo, oltre al disco di platino) e l’anno successivo tra i Big con “Occidentali’s Karma” (sei dischi di platino, un singolo con cui ha battuto ogni tipo di record di visualizzazioni e streaming e che per settimane è rimasto in vetta alla classifica di airplay radiofonico), ed è stato il primo artista nella storia del Festival a vincere per due anni consecutivi prima tra le Nuove Proposte e poi tra i Big; nel 2020, poi, è arrivato secondo con “Viceversa” (3 dischi di platino).

Con i suoi brani supera le 700 milioni di visualizzazioni su YouTube, ha scritto canzoni per grandi artisti, tra i quali Mina, Celentano e Ornella Vanoni e colonne sonore originali. Ha inoltre condotto in tv, in prima serata, due edizioni di “Ci vuole un fiore”.

Nel febbraio 2025, dopo la nuova partecipazione al Festival di Sanremo con “Viva la vita”, ha pubblicato “Dalla tua parte”, sesto album in studio entrato direttamente al primo posto della classifica top 20 Cd, Vinili e Musicassette e al secondo posto della classifica degli album più venduti in Italia (classifica Top of The Music FIMI/GfK).

È attualmente in tour, in autunno lo attendono diverse date live, tra cui quella del 1° ottobre all’Arena di Verona. Si completa così, quando manca sempre meno all’inizio delle registrazioni delle audizioni, il cast di questa stagione dello show Sky Original prodotto da Fremantle. Esce dal quartetto Manuel Agnelli, uno dei giudici col più alto numero di edizioni all’attivo, che l’anno scorso ha portato alla vittoria uno dei suoi artisti, la giovanissima Mimì.

“La macchina di X Factor è pronta a ripartire, con alle spalle una stagione appassionante, conclusasi con lo spettacolo meraviglioso della finale in Piazza del Plebiscito a Napoli – afferma Antonella d’Errico, Executive Vice President Content Sky Italia -. E oggi con grande entusiasmo diamo il benvenuto a Francesco Gabbani, due volte trionfatore a Sanremo, che ha firmato successi amati dal grande pubblico oltre ad essere uno stimato autore per importanti artisti, tra cui Mina, Celentano e Ornella Vanoni. Sono certa che Francesco, insieme a Lauro, Jake e Paola saprà accogliere, far crescere e valorizzare il talento dei tanti giovani artisti che anche quest’anno porteranno la loro musica e i loro sogni sul palco di X Factor. Un grande in bocca al lupo quindi ai nostri giudici e a Giorgia per questa nuova edizione. E un ringraziamento sincero a Manuel Agnelli, che con la sua straordinaria competenza e originalità ha contribuito negli anni a rendere unico X Factor”.

“La squadra di X Factor lavora tutto l’anno ma è in questo periodo – con la partenza delle Audizioni – che la partita entra nel vivo: comincia ora la ricerca dei talenti in tutta Italia. Un viaggio che, attraverso il racconto di una generazione e delle tendenze musicali, rinnova ogni anno un format storico – sottolinea Marco Tombolini, CEO di Fremantle -. A questa avventura partecipa, quest’anno, un nuovo giudice, Francesco Gabbani che – sono sicuro – saprà arricchire con la sua competenza musicale un tavolo già di altissimo livello grazie a Paola, Lauro e Jake. A Francesco un caloroso benvenuto a X Factor. Al suo predecessore Manuel Agnelli, che ha lasciato un segno indelebile nella storia del programma, un sincero grazie e un grande arrivederci”.

La conduttrice Giorgia e l’inedito tavolo dei giudici di X Factor 2025 formato da Achille Lauro, Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi, saranno impegnati tra pochi giorni nelle prime Audizioni, le cui registrazioni inizieranno la prossima settimana all’Allianz Cloud di Milano. Tutte le informazioni per partecipare come pubblico sono sul sito ufficiale xfactor.sky.it.

– Foto Ufficio stampa Sky Italia –

(ITALPRESS)

Morto l’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini

MILANO (ITALPRESS) – “Ci ha lasciato il presidente Ernesto Pellegrini. Per undici anni ha guidato l’Inter con saggezza, onore e determinazione, lasciando una impronta indelebile nella storia del nostro club. FC Internazionale Milano e tutto il popolo nerazzurro si stringono attorno ai suoi familiari”.

Lo annuncia l‘Inter in un post sui social. L’ex presidente, il numero 1 dell’Inter dei record, aveva 84 anni e guidò la società dal 1984 al 1995. Qualche minuto dopo la notizia della scomparsa, la società nerazzurra ha pubblicato un ricordo dell’ex presidente sul sito ufficiale.

“Ci ha lasciato il presidente Ernesto Pellegrini. Per undici anni ha guidato l’Inter con saggezza, onore e determinazione, lasciando una impronta indelebile nella storia del nostro club. FC Internazionale Milano e tutto il popolo nerazzurro si stringono attorno ai suoi familiari”, scrive l’Inter ricorda l’ex numero 1 deceduto oggi all’età di 84 anni, proprio nel giorno della finale di Champions League che attende i nerazzurri a Monaco di Baviera, contro il Psg.

“Ci sono colpi di fulmine inevitabili, fatti apposta per far scattare la scintilla di un amore duraturo, eterno, totale. Per Ernesto Pellegrini fu un affollato Inter-Juventus: 4 aprile 1954. Aveva 14 anni e la quantità di spettatori a San Siro quasi gli impedirono di scorgere quello che accadeva in campo. Un peccato, perchè sul terreno di gioco i nerazzurri si imposero per 6-0, con una doppietta di quel meraviglioso giocatore che era Nacka Skoglund – prosegue l’Inter nel suo ricordo per il presidente della squadra dei record –. Ernesto Pellegrini, nato a Milano nel 1940, seguiva con gli occhi pieni di gioia le mosse del fuoriclasse svedese anche per le strade di Milano: lo osservava in Piazza dei Mercanti, dove Skoglund andava a farsi lucidare le scarpe. Rapito da tanta classe splendente, il giovane Ernesto maturò una passione e ammirazione infinite: ‘Ero innamorato dei colori nerazzurri, orgoglioso. E sognavo: un giorno…’”.

“Figlio di contadini, lavoratore intraprendente: nel 1965 si mise in proprio, iniziando un’avventura imprenditoriale che ora dà lavoro a migliaia persone. Una storia di successo e di determinazione, di dedizione. Il richiamo dell’Inter era forte, fortissimo. Nel 1984, quando ne ebbe l’opportunità, Pellegrini realizzò il suo sogno che cullava da quando era bambino, dai tempi di Skoglund: diventare il presidente dell’Inter – ricorda il club -. Rilevò la società da Fraizzoli, con una stretta di mano, diventando il diciassettesimo presidente della storia nerazzurra. Undici anni, fino al 1995, prima di passare il testimone a Massimo Moratti. Undici anni con lo Scudetto dei record del 1989, la Supercoppa Italiana, le due Coppe Uefa (1991 e 1994). L’Inter dei tedeschi: prima Rummenigge, poi Matthàus, Brehme, Klinsmann. L’Inter di Trapattoni, con Zenga-Bergomi-Ferri-Berti, insomma con quella formazione che possiamo ancora recitare a memoria, con Serenza-Diaz a chiudere l’11 e la filastrocca, oltre alle azioni di gioco, tramutate sempre in gol. Non solo campo, non solo lavoro. La voglia di restituire, di dare agli altri: la Fondazione Pellegrini, il ristorante Ruben, azioni concrete per dare da mangiare alle persone in difficoltà. Per dare dignità. Nel 2020 l’Inter lo ha introdotto nella Hall of Fame del Club, consegnandogli il Premio Speciale. Un riconoscimento alla passione, alla dedizione, alla bontà di una persona che ha segnato la storia, non solo dell’Inter”, conclude il club nerazzurro.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Schlein “Inaccettabili accuse di antisemitismo per critiche a Netanyahu”

ROMA (ITALPRESS) – “Non è accettabile che chiunque critichi un governo che sta violando tutti i principi internazionali sia accusato di essere antisemita. Criticare il governo di Netanyahu è doveroso”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, ad Agorà weekend su RaiTre.

“Saremo in piazza il 7 giugno: perchè sono inaccettabili le cose che stiamo vedendo e ci riguarda tutti quello che sta accadendo a Gaza”, aggiunge la leader Dem.

– foto IPA agency –

(ITALPRESS)

Schlein “Inaccettabili accuse di antisemitismo per critiche a Netanyahu”

ROMA (ITALPRESS) – “Non è accettabile che chiunque critichi un governo che sta violando tutti i principi internazionali sia accusato di essere antisemita. Criticare il governo di Netanyahu è doveroso”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, ad Agorà weekend su RaiTre.
“Saremo in piazza il 7 giugno: perchè sono inaccettabili le cose che stiamo vedendo e ci riguarda tutti quello che sta accadendo a Gaza”, aggiunge la leader Dem.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).

Risalita del turismo cinese verso l’estero, l’Italia tra le mete più attrattive

ROMA (ITALPRESS) – Il turismo cinese verso l’estero è ripartito, registrando trend assolutamente positivi: nel 2024 +44,6% rispetto all’anno precedente. Tra le mete scelte e maggiormente apprezzate c’è l’Italia, motivo per cui Enit ha partecipato alla fiera ITB China a Shangai, la principale esposizione dedicata al mercato turistico cinese che riunisce più di 700 espositori da oltre 80 Paesi.

Un mercato importante per il nostro settore turistico: nel 2024 i viaggiatori cinesi in Italia, circa 176 mila, sono aumentati del +24,7% in confronto al ’23, per un totale di pernottamenti pari a 2,4 milioni (+14,1%) ed una spesa complessiva di 226,6 milioni di euro (+10,2%). La motivazione principale del viaggio è di natura personale: la vacanza coinvolge oltre il 53% dei turisti, seguita da visita a parenti (16,2%) e studio/formazione (12%).

I vacanzieri cinesi prediligono le attività culturali, il 70% ha scelto le città d’arte come destinazione, generando qui circa l’81% della spesa totale in Italia ed il 78,4% dei pernottamenti complessivi. Quasi il 21% degli arrivi dalla Cina, invece, è stata legata a motivi professionali.

Segnali incoraggianti arrivano anche dall’anno in corso: tra gennaio e aprile 2025 gli arrivi aeroportuali dalla Cina in Italia sono complessivamente 67.680 e registrano un incremento del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2024.

La quasi totalità dei passeggeri (96,3%) viaggia per motivi turistici e le principali città di partenza sono Shanghai e Pechino, che insieme generano oltre la metà dei flussi diretti in Italia, con una maggiore concentrazione per i soggiorni di 4 -7 notti (37,9%) e di 2 settimane (35,3%). Per i prossimi 6 mesi del 2025 si stima una crescita degli arrivi aeroportuali del +27% rispetto a maggio-ottobre 2024, con oltre il 96% degli arrivi legati al turismo.

Secondo le ultime stime Enit, gli operatori turistici cinesi hanno segnato un aumento delle vendite verso l’Italia per il periodo estivo con incrementi medi del 22% rispetto all’estate 2024 (con picchi anche del 50%).

“L’Italia è una destinazione attrattiva per il mercato cinese, che ci sceglie specialmente per turismo. Il nostro Paese è in grado di offrire esperienze culturali, sportive, enogastronomiche ma anche legate allo shopping, al lusso ed al benessere. Anche questo 2025 sta registrando numeri in forte crescita e le previsioni lasciano intendere che il trend migliorerà ancora. Ci aspettiamo un’estate ed una seconda parte dell’anno con numerosi turisti provenienti dalla Cina che investiranno nelle nostre strutture e sui territori, generando valore aggiunto per tutta la comunità”, dichiara Ivana Jelinic, Ad di Enit.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

In mostra a Erice le opere di Niki Berlinguer “La signora degli arazzi”

ERICE (TRAPANI) (ITALPRESS) – Dal 7 giugno al 2 novembre prossimo, la città di Erice ospita una mostra di grande pregio dedicata a Niki Berlinguer, raffinata interprete dell’arazzo nel Novecento italiano. In esposizione opere tessili che reinterpretano capolavori di maestri come Caravaggio, Van Gogh, Mirò, Klee e Hartung, insieme a lavori originali come Uccello di fuoco (1982) e Primavera (1983).

Attiva tra gli anni Cinquanta e la metà degli anni Novanta, la Berlinguer lavorò con maestri come Mastroianni, Perilli, Guttuso, Dorazio e Vedova, dando vita ad un linguaggio artistico personale che fondeva tradizione artigianale e pittura materica. Figura di spicco dell’arte italiana post-bellica, fu pioniera nella trasposizione tessile della pittura, con opere uniche, che esaltano il colore, le trame a vista e le trasparenze.

Seconda moglie di Mario Berlinguer, il papà di Enrico, rimasto vedovo in giovane età, Ninna, così era affettuosamente chiamata l’artista in famiglia, fu una donna di grande carisma, capace di trasmettere ai nipoti Bianca, Laura, Marco e Maria Stella, che saranno presenti all’inaugurazione, i valori di libertà creativa e coscienza artistica al femminile.

Ad accogliere la mostra sono i tre attori principali dell’offerta culturale di Erice: il Comune, nelle sale del museo Cordici, la Fondazione Majorana, negli spazi del museo Wigner-San Francesco e la Diocesi di Trapani che, per la prima volta, apre le porte della chiesa ericina di San Pietro all’arte laica.

Contestualmente, prosegue la mostra romana, de “La Signora degli arazzi”. Inaugurata lo scorso ottobre alla Casina delle Civette di Villa Torlonia,l’esposizione era in programma fino allo scorso aprile, ma in virtù del grande successo proseguirà fino al prossimo mese di settembre.

Il catalogo, edito da Il Cigno Arte, con introduzione di Bianca Berlinguer, ospita i contributi critici del curatore Claudio Crescentini e di altri illustri esponenti del mondo della cultura.
Grazie al Centro Internazionale Antinoo per l’Arte – Centro Documentazione Marguerite Yourcenar, sarà inoltre proiettata l’ultima intervista rilasciata da Niki Berlinguer nel 1994, realizzata da Maura Cosenza con riprese di Gianni De Santis: una testimonianza rara per riscoprire la visione e l’anima di un’artista che ha saputo “tessere” la pittura con la forza del presente.

– Foto Italcommunications –

(ITALPRESS)

De Rossi “Un orgoglio allenare la Roma, traumatico lasciarla”

ROMA (ITALPRESS) – “Non deve chiederlo a me. Avevamo impostato un progetto di lungo periodo. Nella mia testa c’era l’idea di crescere insieme a una squadra giovane e alcuni giocatori più esperti con l’obiettivo di lottare per lo scudetto nel 2027, l’anno del centenario. E invece…”.

Daniele De Rossi una risposta sul perchè del suo esonero non ce l’ha, del resto la decisione l’ha presa la proprietà e nell’intervista al Corriere della Sera, l’ex capitano e allenatore giallorosso, non ha problemi ad ammettere che sì, quel licenziamento dopo appena 4 gare di campionato è stato un trauma.

“So che nel calcio senza i risultati il tempo non te lo dà nessuno, ma tutto è stato accantonato davvero troppo presto. Le stagioni ormai cominciano a metà agosto, noi abbiamo fatto il ritiro con 16 ragazzi della Primavera, il mercato aperto e la squadra ancora tutta da costruire. Gli ultimi 4-5 acquisti li ho allenati solo per pochi giorni”.

Aveva realizzato il suo sogno, allenare la Roma, poi all’improvviso quello stesso sogno è stato spezzato. “Due sensazioni fortissime. Ma voglio tenermi l’onore e la felicità di averla allenata ed esserne stato all’altezza. Averla lasciata così presto, mi lascia la possibilità di riprovarci un giorno. Non lo vivo come un assillo, ma tanti allenatori, ultimo Ranieri, sono tornati nello stesso club più di una volta. Come diceva Califano: non escludo il ritorno”.

“Cosa rimprovero ai Friedkin? Forse di non avermi parlato prima di prendere una decisione così drastica. E anche io avrei dovuto alzare più spesso il telefono visto il rapporto che avevamo. Ma li continuo a ringraziare perché mi hanno concesso di allenare la squadra del mio cuore. La decisione finale di esonerarmi l’hanno presa loro, ma credo sia stata tanto indirizzata, anche con versioni non rispondenti al vero, da chi oggi non c’è più. E non ha lavorato per il bene della Roma”.

Per diversi mesi la Roma non ha voluto più vederla neanche in tv. “In quel momento per me era fonte di sofferenza. Se una donna che ami alla follia ti lascia, non riesci a guardarla camminare felice, mano nella mano, con un altro uomo. Ma ormai è passato: sono tornato a vedere la Roma e ad essere contento delle sue vittorie”.

E non ha mai pensato che avrebbe fatto bene come Ranieri. “No, perché nessun tecnico è uguale a un altro. Certamente l’intelligenza, l’esperienza e il pragmatismo di Ranieri sono stati fondamentali in quel momento. Posso solo dire che le mie emozioni vedendo l’Olimpico pieno di bandiere contro il Bilbao in Europa League, non sono state inferiori alle sue. Sarei voluto essere in mezzo a quel mare giallorosso: è stata una delle manifestazioni più belle, nella sua semplicità, che una tifoseria abbia mai messo in scena. Nessuna coreografia artificiale: ognuno con una bandiera mezza giallo e mezza rossa, come quando si era bambini”.

Con la Roma ha ancora un contratto di due anni. “Sì, ma spero di farne presto uno con un altro club. Il contratto non è un vincolo per me”, dice De Rossi che affronta anche l’argomento stadi. “A Roma c’è chi vorrebbe bloccare il progetto dei Friedkin da un miliardo per difendere una mini area abbandonata dove sono cresciuti alcuni alberi. Lo stadio a Tor di Valle saltò anche per salvaguardare una sconosciuta tribunetta storica semi distrutta dove bivaccavano i topi nella sporcizia. Per me è follia. Anche il progetto di Lotito sul Flaminio, inutilizzato da anni, incontra difficoltà. Paesi meno ricchi e sviluppati del nostro hanno impianti migliori. Tutto per colpa della burocrazia”.

Ora De Rossi cerca “Un progetto stimolante, una piazza passionale che viva per il calcio e dei dirigenti che abbiano una grande voglia di lavorare con me”. Per lui i tre concetti fondamentali del calcio sono: “Capacità di fare gli uno contro uno in ogni zona del campo, coraggio e un’organizzazione che consenta di dominare il gioco”.

I tecnici che lo hanno influenzato di più sono “Spalletti, Luis Enrique e Conte, ossessionato dalla vittoria”. L’ultima volta che si è emozionato “è quando ho incrociato gli occhi commossi di mio padre il giorno in cui ho annunciato di aver preso l’Ostia Mare, la società dove 61 anni prima lui aveva cominciato a tirare i primi calci al pallone”.

Il rimpianto è “Non aver vinto uno scudetto con la Roma ed essere arrivato al Boca Juniors troppo tardi”. Il sogno trovarsi “a 70 anni felice della carriera da tecnico come oggi lo sono di quella da calciatore”. Ci saranno mai altri due come Totti e De Rossi nella Roma? “Magari ce ne saranno due meno innamorati della Roma, ma che vinceranno più di noi. Più forti di me ci saranno, di Francesco la vedo dura”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)