giovedì, Ottobre 29, 2026
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Milan, infortunio per Goncalo Ramos: salta il Bournemouth, derby a rischio

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(Adnkronos) –
Infortunio per Goncalo Ramos. Oggi, mercoledì 21 ottobre, l’attaccante del Milan si è fermato in allenamento alla vigilia della sfida contro il Bournemouth di Europa League e salterà sicuramente la trasferta europea in programma domani. Il portoghese ha riportato, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, un affaticamento al soleo del polpaccio sinistro e domani si sottoporrà a esami strumentali per capire l’entità del problema. 

La sua presenza è da considerare in dubbio anche per il match di Serie A contro l’Udinese, con Amorim che spera di ritrovarlo tra i convocati per la sfida del Dall’Ara contro il Bologna, per poi schierarlo in campo dal primo minuto nel derby contro l’Inter. 

 

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sport

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Inps, Ricci: “”La collaborazione con le imprese per estendere la domanda virtuale di maternità””

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Francesco Ricci, direttore regionale Inps Emilia-Romagna, spiega il ruolo del territorio nella sperimentazione della domanda virtuale di congedo di maternità obbligatoria, che punta a semplificare le procedure per le lavoratrici e le aziende. “La direzione regionale Emilia-Romagna può mettere a disposizione il proprio ecosistema di competenze, di strumenti e di relazioni”. La collaborazione già consolidata con imprese, associazioni e consulenti del lavoro sarà fondamentale per raggiungere gli obiettivi del progetto e favorirne l’estensione a tutto il territorio nazionale.

Inps, Sciarrino: “”Domanda virtuale di maternità, una semplificazione per lavoratrici e aziende””

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Maria Sciarrino, direttore centrale Ammortizzatori sociali Inps, illustra il progetto di virtualizzazione della domanda di congedo di maternità obbligatoria, che punta a ridurre gli adempimenti per le lavoratrici e le imprese e a semplificare il lavoro degli operatori dell’Istituto. “Una forma di semplificazione, di proattività che va incontro alle lavoratrici, alle aziende e semplifica anche il lavoro degli operatori di sede, concentrandosi soltanto su situazioni eccezionali”. La sperimentazione partita da Bologna è in fase di coprogettazione con le aziende, con l’obiettivo di estendere successivamente il nuovo modello a tutto il territorio nazionale.

Inps, Pone: “”Congedo di maternità, i dati digitali per eliminare la domanda””

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Antonio Pone, direttore centrale Entrate contributive Inps, spiega come l’integrazione delle banche dati possa consentire di semplificare l’accesso al congedo di maternità attraverso la virtualizzazione della domanda. Il progetto utilizza il certificato medico di gravidanza e le informazioni contributive del flusso UniEmens per predisporre la pratica, lasciando alla lavoratrice la conferma dell’effettiva fruizione. “Abbiamo pensato un qualcosa di davvero innovativo, non togliere la carta ma cambiare il processo e in questo caso togliere addirittura la domanda”. Un modello che punta a ridurre gli adempimenti e a rendere il servizio più immediato.

Inps, D’Angelo: “”La tecnologia per semplificare il congedo di maternità””

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Massimiliano D’Angelo, direttore centrale Tecnologia, informatica e innovazione Inps, illustra il valore della tecnologia nel progetto di virtualizzazione della domanda di congedo di maternità obbligatoria. L’iniziativa punta a utilizzare le informazioni già disponibili all’Istituto per ridurre gli adempimenti a carico di lavoratrici e imprese. “Innovare significa anche eliminare una domanda, non soltanto digitalizzarla”. L’obiettivo è superare le procedure tradizionali, rendendo più semplice l’accesso alle tutele attraverso l’integrazione dei dati già in possesso dell’Inps.

Eleonora Giorgi, la nipotina porterà il suo nome: a dicembre nascerà la figlia di Andrea Rizzoli

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(Adnkronos) – Eleonora Giorgi, durante le sue ultime interviste in televisione, aveva raccontato quanto la nascita di Gabriele, il nipotino avuto dal figlio Paolo Ciavarro e da Clizia Incorvaia, le avesse cambiato la vita. E chissà quanto sarebbe stata felice oggi, sapendo che a dicembre sarebbe diventata nonna per la seconda volta, questa volta di una femminuccia. Una bambina che porterà proprio il suo nome: Eleonora. 

È Andrea Rizzoli, figlio primogenito di Eleonora e Angelo Rizzoli, a diventare papà per la prima volta insieme alla moglie Serena Meriggioli, make up artist. Una notizia che assume un significato ancora più profondo proprio oggi, 21 ottobre, giorno in cui l’attrice avrebbe compiuto 73 anni. Scomparsa il 3 marzo del 2025, dopo aver affrontato con coraggio e col sorriso la battaglia contro il tumore al pancreas, Eleonora Giorgi ha lasciato un’eredità che va oltre la sua carriera nel cinema. Oggi per la sua famiglia resta il ricordo di una donna che, anche nei momenti più difficili della sua vita, è rimasta accanto ai propri figli, partecipando in prima fila ai loro traguardi. La nascita della piccola Eleonora sarà uno di questi.  

Così come lo è stato il matrimonio del primogenito Andrea Rizzoli, il 2 maggio 2024. Un giorno che la famiglia aveva scelto di anticipare di qualche mese proprio per le condizioni di salute di Eleonora. Il desiderio era per tutti quello di condividere, come più volte avevano raccontato, quel momento insieme, senza rimandarlo, nonostante l’incertezza e la paura che li accompagnava ogni giorno. Alla fine, Eleonora c’era. Ed è stata lei ad accompagnare il figlio all’altare, indossando un lungo abito floreale sui toni del bianco e del blu e sfoggiando quel sorriso che, anche durante la malattia, non aveva mai smesso di indossare. E, con l’orgoglio di una mamma felice, Giorgi aveva condiviso sui social una foto insieme al figlio: “Il mio Andrea si è sposato”. 

Oggi Rizzoli si prepara ad accogliere una nuova vita, sua figlia. E quel nome scelto non sarà certo un caso. Si chiamerà Eleonora, come la nonna che non potrà conoscere ma di cui sentirà tanto parlare. Forse un modo per averla ancora vicina e per far sì che continui a sentire il suo nome tra le mura di casa. 

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Sanpellegrino riqualifica l’Oasi di Gabbianello, inaugurato nuovo percorso per ciechi

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(Adnkronos) – Acqua Panna, brand del Gruppo Sanpellegrino, e il Comune di Barberino di Mugello hanno presentato oggi gli interventi realizzati nell’Oasi di Gabbianello al termine di un progetto di riqualificazione idrologica ed ecosistemica. L’iniziativa, sostenuta da Acqua Panna, con un investimento di oltre 2 milioni di euro, ha portato all’ampliamento del 28% dell’area umida rispetto alla situazione iniziale, al miglioramento del sistema di captazione dell’acqua dal torrente Tavaiano, a interventi di riforestazione e alla creazione di percorsi e punti di osservazione dell’avifauna pensati per la fruizione responsabile dell’Oasi. Il progetto, nato per rispondere a un’esigenza concreta della comunità locale, è parte di F.O.N.T.E. – acronimo di Futuro, Origine, Natura, Territori, Ecosistemi – il programma con cui il Gruppo Sanpellegrino dà continuità e una visione di lungo periodo ai progetti di tutela dell’acqua e della biodiversità nei territori in cui è presente. Alla presentazione hanno partecipato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, l’assessore all’Economia, attività produttive, politiche del credito e turismo della Regione Toscana, Leonardo Marras, la sindaca di Barberino di Mugello, Sara Di Maio e il vicesindaco con delega all’Ambiente e al Lago di Bilancino, Paolo Tagliaferri, l’amministratore delegato del Gruppo Sanpellegrino, Michel Beneventi, il direttore generale, Ilenia Ruggeri, e il direttore dello Stabilimento di Acqua Panna, Silvia Galvanin. 

L’Oasi di Gabbianello, istituita nel 1997 sulle sponde del Lago di Bilancino e riconosciuta come Area Naturale Protetta di Interesse Locale dalla Regione Toscana, si estende su 25 ettari di cui 8 occupati da stagni e riunisce alcuni degli habitat umidi più significativi della Toscana interna. La sua posizione ne fa un punto di sosta e rifugio per gli uccelli migratori che attraversano l’Appennino. Negli ultimi anni, però, l’area ha risentito di periodi di siccità e della progressiva riduzione della profondità degli specchi d’acqua dovuta all’accumulo di sedimenti. Grazie al progetto di riqualificazione idrologica ed ecosistemica, la zona umida dell’Oasi è stata ampliata di 2,19 ettari complessivi, con la creazione di una nuova area di 1,52 ettari a est e di un laghetto di 0,67 ettari a nord. Su altri 7,32 ettari di prati sono state realizzate opere per favorire l’allagamento stagionale e il naturale assorbimento dell’acqua nel terreno, contribuendo a creare condizioni favorevoli alla formazione di nuovi habitat per gli anfibi. Sono stati inoltre effettuati interventi sui canali di alimentazione della zona umida, per favorire una gestione più efficace dell’acqua nei periodi di ridotta disponibilità idrica. Con il coordinamento scientifico di Etifor, spin-off dell’Università di Padova, e dell’Università degli Studi di Firenze, sono stati realizzati interventi per consolidare gli argini e le scarpate, tra cui palizzate in legno di castagno e la messa a dimora di alberi e arbusti autoctoni. L’inserimento di piante igrofile e flottanti ha inoltre arricchito la vegetazione acquatica, mentre piccole scalette in pietra, posizionate nei tombini, agevolano la risalita degli anfibi. L’esecuzione tecnica degli interventi è stata affidata ad Agriambiente. Grazie alla quiete dell’area protetta e alla varietà dei suoi ambienti, Gabbianello ospita una significativa presenza di avifauna. Nel corso del 2024 sono state registrate 146 specie di uccelli, 59 delle quali utilizzano l’Oasi per nidificare, per una stima di quasi 400 nidi l’anno.  

Nello stesso periodo sono state rilevate la prima nidificazione certa in Toscana della canapiglia, un’anatra rara, e del mignattaio, una specie di ibis, nell’Oasi. A Gabbianello nidifica regolarmente anche il moriglione, anatra tuffatrice classificata ‘vulnerabile’ nella Lista Rossa italiana. Sulle isole vegetate al centro della laguna è presente una garzaia in cui aironi guardabuoi, nitticore, garzette e cormorani nidificano insieme sui rami dei salici. Uno studio del 2025 ha, inoltre, rilevato 6 specie ‘a rischio di estinzione’, tra cui il tarabusino, e 17 ‘vulnerabili’ come il saltimpalo, secondo la Lista Rossa Iucn italiana. L’Oasi ospita anche diverse specie di anfibi, vertebrati particolarmente esposti alla perdita e all’alterazione degli habitat. In collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze, vengono monitorate cinque specie target, considerate indicatori dello stato dell’ecosistema: la rana agile, il tritone punteggiato, la raganella italiana, il rospo comune, classificato ‘vulnerabile’ in Italia e il tritone crestato italiano, specie protetta di interesse europeo. Il monitoraggio di avifauna, anfibi e variabili idrologiche consentirà di valutare nel tempo gli effetti degli interventi. Il progetto ha inoltre migliorato la fruizione dell’Oasi attraverso un nuovo percorso educativo, realizzato in collaborazione con Arts & Altro Project. Pannelli illustrati, un leggio tattile per le persone cieche e ipovedenti, contenuti digitali accessibili tramite QR code e Nfc e una sezione dedicata ai più piccoli accompagnano visitatori, scuole e famiglie alla scoperta dell’Oasi. A guidare i bambini lungo il percorso è Gabi, la mascotte ispirata al gabbianello. 

 

“L’Oasi di Gabbianello è un esempio concreto di quello che possiamo realizzare quando imprese, istituzioni e mondo scientifico condividono una visione e lavorano insieme per un obiettivo comune. Per il Gruppo Sanpellegrino prendersi cura dell’acqua significa anche contribuire alla vitalità degli ecosistemi e generare valore alle comunità che li abitano. Siamo quindi orgogliosi di restituire al territorio un luogo riqualificato, più accessibile e aperto alla scoperta della natura”, ha dichiarato Michel Beneventi, amministratore delegato del Gruppo Sanpellegrino. “Il progetto realizzato nell’Oasi di Gabbianello è un esempio concreto del modo in cui lavoriamo con il programma F.O.N.T.E.: nasce dall’ascolto delle esigenze del territorio e si sviluppa attraverso il dialogo con le istituzioni locali e le collaborazioni con il mondo scientifico. A Gabbianello abbiamo portato anche l’esperienza maturata con i nostri partner nella tenuta di Acqua Panna, mettendo a sistema competenze e soluzioni per rispondere alle sfide specifiche delle comunità in cui siamo presenti. Con l’ampliamento delle zone umide abbiamo contribuito a creare condizioni più favorevoli alla gestione dell’acqua nell’Oasi e alla disponibilità di nuovi habitat per anfibi e uccelli migratori. Un monitoraggio rigoroso ci permetterà di valutarne gli effetti nel tempo e di accompagnare l’evoluzione dell’area”, ha dichiarato Ilenia Ruggeri, direttore generale del Gruppo Sanpellegrino. 

“L’Oasi di Gabbianello rappresenta un patrimonio di straordinario valore naturale e ambientale per il nostro territorio e per l’intera Toscana – ha commentato la sindaca del Comune di Barberino di Mugello Sara Di Maio – Il completamento di questo importante progetto di riqualificazione dimostra come la sinergia tra pubblica amministrazione, aziende private e mondo scientifico possa produrre risultati concreti e virtuosi anche per la tutela dell’ambiente. Grazie a questi interventi, non solo sono stati preservati e rafforzati biodiversità e habitat naturali dell’Oasi, ma restituiamo a tutti uno spazio ancora più ricco, accogliente e pienamente accessibile. Ora il nostro lavoro prosegue – continua la Sindaca: a queste importanti opere seguirà un ulteriore intervento dell’amministrazione del valore di circa 800.000 euro provenienti dai fondi dedicati alle aree interne che servirà a completare la riqualificazione dell’Oasi. Nel frattempo, avvieremo le procedure per l’assegnazione della gestione della struttura. Desidero esprimere un sentito ringraziamento al gruppo Sanpellegrino per la profonda attenzione e la responsabilità dimostrate verso il nostro territorio, alla Regione Toscana per il continuo supporto e all’Università degli Studi di Firenze per il prezioso apporto scientifico. Un grazie sincero a tutti coloro che hanno reso possibile questo bellissimo traguardo”. 

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cronaca

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San Giovanni Lupatoto, palazzetto da 3,05 milioni: 300 posti per seguire volley e basket

Il palazzetto di San Giovanni Lupatoto amplia gli spazi sportivi di viale Olimpia: l’investimento è di 3 milioni e 50mila euro, con una tribuna da 300 spettatori. Il progetto, sostenuto anche dal PNRR, comprende una struttura antisismica ed efficiente e si accompagna alla sistemazione degli accessi.

La nuova palestra è pensata soprattutto per pallavolo e pallacanestro, con ambienti a disposizione delle società e delle associazioni locali per allenamenti e partite. Come riporta Daily Verona Network, la capienza della tribuna consentirà di accogliere il pubblico secondo le prescrizioni del CONI e delle federazioni delle discipline interessate.

Palazzetto di San Giovanni Lupatoto e accessi al polo sportivo

L’intervento riguarda anche l’area esterna. Sono in fase di completamento i lavori del parcheggio, insieme alla revisione della viabilità di ingresso e dei percorsi per chi arriva a piedi. La sistemazione prevede l’eliminazione delle barriere architettoniche, superfici drenanti per gli stalli e nuove piantumazioni: sono previste sedici essenze arboree.

Il polo di viale Olimpia ospita già impianti per atletica, BMX e calcio. Il palazzetto aggiunge spazi per le discipline al coperto, mentre è attesa anche l’apertura delle nuove piscine comunali. Il quadro descritto riguarda dunque più strutture e comprende l’accessibilità dell’intera area, oltre agli ambienti dedicati all’attività agonistica e agli allenamenti.

Il sindaco Attilio Gastaldello, che segue anche sport e lavori pubblici, lega l’opera alla riqualificazione urbana di Pozzo. Nella sua valutazione, l’investimento deve sostenere il lavoro delle associazioni e offrire ai più giovani luoghi in cui praticare sport e condividere esperienze. Sicurezza sismica e sostenibilità energetica sono tra le caratteristiche indicate per il nuovo edificio.

Gli investimenti negli spazi per lo sport

Nel territorio veronese il rinnovo delle strutture interessa anche il capoluogo: i progetti per il Centro Castagnetti e l’impianto di via Belluzzo prevedono rispettivamente un milione di euro e 330mila euro. Interventi di Comuni diversi, accomunati dall’attenzione a sicurezza, accessibilità e consumi degli impianti utilizzati dagli sportivi.

Palloni sportivi, foto di repertorio: Marcus Quigmire / Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0.

Arte, tributo a Jeff Koons al Palazzo Reale di Palermo

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(Adnkronos) – L’universo dell’artista più famoso, quotato e rivoluzionario del mondo Jeef Koons, sbarca in Sicilia per la prima volta. L’esposizione è ideata, organizzata e promossa dalla Fondazione Federico II in sinergia internazionale con Weng Contemporary di Zugo in Svizzera, punto di riferimento per le edizioni di arte contemporanea e Bernardaud, storica maison francese dell’alta porcellana di Limoges. 

Al Palazzo Reale di Palermo con Jeff Koons Tribute la Fondazione Federico II celebra la grandezza dell’artista più Pop del panorama mondiale. Un racconto, ambientato e allestito lungo gli ambienti degli Appartamenti Reali, che procede come un viaggio attraverso 15 opere tra prototipi e edizioni limitate in dimensione mid size e con l’uso della porcellana, delle cromature e smalti così come del legno nel caso della ballerina. 

Jeff Koons è l’artista vivente più pagato al mondo. Christie’s ha venduto una sua scultura per 91,1 milioni di dollari, la più alta cifra mai pagata per l’opera di un artista vivente. Innegabilmente è l’artista contemporaneo per antonomasia. Appartiene a quella élite ristretta popolata da mostri sacri dell’arte contemporanea come Pistoletto, Cattelan, Ai Weiwei, Anish Kapoor, Tony Cragg, Richard Long, William Kentridge, Jenny Saville. 

 

Nonostante l’aspetto giocoso e infantile, le opere sono realizzate con grande precisione e hanno un valore economico molto elevato. Questo contrasto tra un soggetto apparentemente semplice e la sua trasformazione in un’opera sofisticata è tipico dello stile di Koons. Indaga i concetti di consumo e desiderabilità nella società contemporanea e il suo lavoro intende abbattere le barriere tra l’opera e l’osservatore trasmettendo insieme un messaggio di inclusione, democratizzazione dell’arte e valorizzazione della esperienza umana. Utilizzando oggetti facilmente riconoscibili e trasformandoli in opere monumentali, L’artista mette in discussione il confine tra arte, commercio e cultura di massa. Il suo stile, quindi, unisce semplicità, spettacolarità, colori vivaci e perfezione tecnica. Le sue opere possono apparire divertenti e accessibili, ma allo stesso tempo invitano a riflettere sul valore che attribuiamo agli oggetti, alle immagini della cultura popolare e all’arte contemporanea. 

Il fulcro del percorso è incentrato sulla celebre serie Celebration, un progetto monumentale iniziato da Koons nei primi anni Novanta. L’intera collezione trae ispirazione dalle grandi decorazioni gonfiabili che tradizionalmente addobbano i cortili delle case nella Pennsylvania centro-meridionale, trasformando oggetti quotidiani ed effimeri in vere e proprie icone eterne. 

 

Tra i pezzi forti dell’esposizione spicca il leggendario Balloon Dog Blue, una famosissima e straordinaria opera in porcellana di Limoges cromata. Il lavoro richiama con nostalgia i classici animali a forma di palloncino regalati durante le feste di compleanno per bambini. Questa raffinata versione in porcellana omaggia e, al tempo stesso, rielabora l’omonima scultura monumentale in metallo cromato da cui trae origine, creando un dialogo unico tra scala e materiale. 

Il viaggio nell’universo pop e concettuale dell’artista prosegue con altre creazioni iconiche, tra cui: i luccicanti e geometrici Diamonds (I Diamanti); la graziosa e malinconica Seated Ballerina (La Ballerina Seduta) e numerosi altri capolavori in formato mid-size come la straordinaria Lobster (aragosta) che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea recente. 

Per la prima volta, i visitatori potranno ammirare da vicino un corpus di opere iconiche, audaci e magnetiche che hanno consacrato Koons come l’artista pop dell’arte contemporanea più rivoluzionario del pianeta. 

 

Ospitare Jeff Koons al Palazzo Reale non è una semplice provocazione, ma una profonda riflessione sulla luce, sullo splendore e sulla sacralità dell’immagine. Le superfici cromate e specchianti di Koons, concepite dall’artista per riflettere lo spettatore e renderlo parte integrante dell’opera, creano un legame concettuale potente e inaspettato con l’oro eterno dei mosaici bizantini della Cappella Palatina. I Normanni utilizzavano lo splendore della foglia d’oro negli Appartamenti Reali e nello spazio sacro per elevare lo spirito verso il trascendente. Oggi Koons usa la lucentezza e lo splendore per ancorare l’uomo alla sua realtà terrena. Due epoche distanti più di mille anni che, nello stesso Palazzo, celebrano oggi con linguaggi differenti il trionfo della luce e dello stupore visivo.  

“Con Jeff Koons Tribute, – sottolinea Gaetano Galvagno presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana e della Fondazione Federico II – il Palazzo Reale di Palermo si conferma, ancora una volta, baricentro di contaminazioni culturali, capace di far dialogare la sua storia millenaria con le espressioni più moderne e contemporanee dell’arte. Ospitare per la prima volta in Sicilia le opere di un’icona mondiale come Jeff Koons rappresenta un traguardo di altissimo profilo istituzionale e culturale per la Fondazione Federico II. Questo progetto è il frutto di una prestigiosa sinergia internazionale tra la Fondazione Federico II, Weng Contemporary di Zugo e la storica maison francese Bernardaud. È un evento culturale di respiro internazionale nato per conquistare i grandi collezionisti e accendere lo stupore dei visitatori più curiosi”. 

Nelle sale di Palazzo Reale le forme lucide, pop e specchianti di Jeff Koons dialogano con la storia arabo-normanna. Una provocazione estetica e intellettuale che dimostra la potenza di un linguaggio universale, capace di abbattere le barriere del tempo, unire mondi opposti e generare pura meraviglia. 

 

“Jeff Koons incarna il lusso di prendere sul serio il superfluo. L’arte di Koons – spiega Gabriele Accornero, curatore d’arte e assistente all’organizzazione – sembra nascere da un paradosso: prendere ciò che è più comune, seducente e apparentemente vuoto e trasformarlo in qualcosa che pretende di essere guardato con attenzione. Palloncini, giocattoli, oggetti kitsch e immagini della cultura pop diventano nelle sue mani superfici scintillanti, quasi perfette, su cui il desiderio si riflette come in uno specchio. Koons non combatte la cultura di massa: la invita al museo a scoprire che, dietro una superficie apparentemente frivola, siamo noi stessi — con i nostri desideri, le nostre ossessioni e il nostro bisogno di meraviglia — a essere messi in mostra”. 

Il Tributo prevede anche un video di sintesi sul metodo di lavoro del Maestro. Nei filmati realizzati all’interno dello studio dell’artista, l’obiettivo cattura Koons intento a spiegare la propria visione, mentre sullo sfondo i suoi collaboratori portano avanti l’attività senza sosta. Questa scena restituisce l’immagine di un’efficienza tipica del mondo aziendale, ma testimonia anzitutto che la creazione artistica, esattamente come l’aspirazione, non è una merce di poco valore: richiede competenza tecnica, rinunce e costante impegno.  

”Per aumentare il potere seduttivo dei manufatti è necessario riprodurli da zero, poiché questo è l’unico modo per renderli impeccabili”. Di rimando, l’acciaio imita la consistenza della gomma, le materie plastiche simulano la natura di un fiore, la riproduzione digitale si traveste da tela e il dipinto evoca la precisione di uno scatto fotografico. ”Maggiore è la capacità di mutare forma di un elemento, più ampie diventano le sue potenzialità”. L’ideatore di alcune tra le opere plastiche più quotate sul mercato globale non ha mai modellato la materia con le proprie mani; eppure, possiede la chiara consapevolezza di quale direzione prendere e a quali maestranze affidarsi per concretizzarla. Il Tributo a Jeff Koons è accompagnato da un catalogo Edizioni Fondazione Federico II oltre che da opere presentate al Bookshop. 

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cultura

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Lavoro, la logistica automatizzata debutta a Piacenza: al via la prima edizione di Agv Expo

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(Adnkronos) – La logistica automatizzata sta vivendo la sua definitiva consacrazione, trasformandosi da disciplina ingegneristica di nicchia a investimento industriale strategico e mainstream. In risposta a questa rapidissima espansione, Mediapoint & Exhibitions annuncia il lancio di Agv Expo 2026, la prima fiera e mostra-convegno su scala europea ufficialmente registrata e interamente dedicata ai veicoli a guida automatica (AGV), ai robot mobili autonomi (AMR) e alle tecnologie collegate. L’appuntamento è fissato dal 22 al 24 ottobre presso il quartiere fieristico di Piacenza Expo. 

“Il settore della logistica automatizzata ha raggiunto un livello di maturità e un’importanza strategica tali da richiedere una piattaforma espositiva e congressuale europea interamente dedicata – afferma Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & Exhibitions – I veicoli a guida automatica e i robot mobili autonomi non rappresentano più tecnologie sperimentali o di nicchia per pochi pionieri, oggi sono veri e propri investimenti industriali mainstream, indispensabili per qualunque azienda voglia rimanere competitiva, efficiente e sicura sul mercato globale. Con il lancio di Agv Expo vogliamo offrire a costruttori, sviluppatori software e utilizzatori finali uno spazio concreto in cui l’intera catena di fornitura possa riunirsi, condividere competenze e individuare soluzioni pratiche alle sfide future. La contemporaneità con T3 Expo, inoltre, corona questa visione, creando per la prima volta un ponte diretto e senza interruzioni tra il trasporto su gomma e l’intralogistica intelligente”. 

 

L’adozione dell’automazione intralogistica non è più solo una scelta legata alla produttività, ma una necessità di sopravvivenza per le imprese europee. Secondo le ultime analisi macroeconomiche rilasciate a settembre 2026 da Mordor Intelligence, il mercato dell’automazione dei magazzini in Europa ha superato una soglia critica (attestandosi a 6,79 miliardi di dollari nel corrente anno), spinto da una crisi del personale senza precedenti. I dati confermano una carenza strutturale di oltre 1,1 milioni di magazzinieri in Europa, con il 75% delle aziende di gestione e distribuzione in grave difficoltà nel reclutamento di personale operativo. Parimenti, lo scenario nazionale non è esente da criticità. Come evidenziato nel workshop promosso a Roma a settembre da Federtrasporto e Freight Leaders Council, il comparto logistico italiano si trova dinnanzi a una sfida epocale: sarà necessario reclutare ben 150mila nuovi lavoratori qualificati entro il 2029. A fronte di questo fabbisogno, il sistema formativo tradizionale riesce a coprire meno della metà delle richieste delle aziende. Diventa perciò evidente come l’adozione di robot mobili autonomi (AMR) e l’automazione dei magazzini, che saranno mostrati dal vivo ad Agv Expo 2026, non puntino alla sostituzione del personale, ma a massimizzarne la produttività e la sicurezza, colmando un vuoto occupazionale non più sostenibile.  

Agv Expo 2026 nasce proprio per presentare l’intero ecosistema tecnologico in grado di colmare questo gap e rendere le supply chain flessibili e resilienti. Le stime per il comparto AGV/AMR prevedono un incremento del mercato europeo da 1,87 miliardi di dollari nel 2026 a oltre 3,12 miliardi di dollari entro il 2031, con un tasso di crescita annuo del 10,8%. Spinti dai progressi dell’intelligenza artificiale, della navigazione LiDAR e degli algoritmi SLAM, i veicoli autonomi stanno uscendo dai confini delle fabbriche tradizionali per automatizzare la logistica pesante e complessa, come la movimentazione dei container nei porti e la gestione dei bagagli e dei pacchi negli aeroporti. 

Oltre alle dimostrazioni dal vivo all’interno dei padiglioni, Agv Expo ospiterà un ricco programma di conferenze tecniche organizzate con il supporto delle principali associazioni di categoria e di importanti aziende nazionali e internazionali. Il debutto di Agv Expo 2026 si svolgerà in contemporanea con la seconda edizione di T3 Expo 2026 (Truck, Tyre & Trailer), la mostra-convegno dedicata ai veicoli industriali ed espositore d’eccellenza per il trasporto su strada.  

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