venerdì, Ottobre 30, 2026
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Continua la protesta di autotrasportatori e agricoltori, tir e trattori in corteo a Campobasso

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Continua la protesta di trasportatori e agricoltori, che questa mattina 21 ottobre sono arrivati con i loro mezzi in centro a Campobasso: il corteo è composto da mezzi pesanti e veicoli agricoli. L’iniziativa, promossa con lo slogan ‘Insieme per il nostro futuro’, punta a richiamare l’attenzione su caro vita, difficoltà del comparto agricolo e l’aumento dei costi che gravano sul settore dei trasporti.

Turismo, quando il viaggio prosegue nell’interior design che racconta il sapere artigianale e fa vivere un’esperienza

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(Adnkronos) – Arredi e materiali esclusivamente made in Italy per raccontare un territorio attraverso il design degli interni di una struttura ricettiva, offrendo a chi vi soggiorna l’esperienza autentica del sapere artigiano. Un viaggio che prosegue negli spazi che parlano di tradizione e identità, reinterpretata attraverso un linguaggio contemporaneo. E’ così che un luogo di ospitalità può valorizzare il patrimonio artigianale e il turismo luxury generare valore per il territorio. Da queste premesse nasce il progetto di Villa U Mari, struttura situata nella Sicilia sud-orientale dal design minimalista, disponibile in affitto per un massimo di 8 ospiti, che si definisce ‘rifugio scultoreo’. 

A parlarne, in un’intervista ad Adnkronos/Labitalia, è Rachel Schilirò, interior architect con una lunga esperienza nella progettazione d’interni, che ha sviluppato l’interior design e il concept cromatico e materico delle ville di Flowcube Tourism in Sicilia. Il suo approccio parte dall’identità del luogo e dal dialogo con l’architettura per sviluppare ambienti contemporanei attraverso materiali, colori, arredi, vegetazione e atmosfera. Al centro del suo lavoro la convinzione che l’interior design non debba limitarsi alla dimensione estetica, ma contribuire a definire il modo in cui uno spazio viene percepito, vissuto e ricordato. 

 

Il Made in Italy non è soltanto un prodotto, ma un insieme di cultura, territorio e saper fare. In che modo un progetto architettonico può diventare un’espressione contemporanea dell’identità italiana e, in particolare, siciliana?
 

“Per me, essere contemporanei non significa cancellare l’identità di un luogo, ma trovare un linguaggio nuovo per raccontarla. La Sicilia ha un’identità fortissima: nella luce, nei colori, nei materiali, nella vegetazione e nel rapporto con il paesaggio. Il concept architettonico sviluppato da Cottone + Indelicato con Villa U Mari parte proprio da questo rapporto con il territorio. Il mio lavoro sull’interior design è nato dal dialogo con l’architettura, sviluppandone la dimensione interna attraverso il concept cromatico e materico, gli arredi e l’atmosfera degli spazi. Non volevo creare interni che dichiarassero continuamente ‘siamo in Sicilia’. Mi interessava qualcosa di più sottile: fare in modo che la Sicilia si percepisse. Credo che anche questa capacità di reinterpretare un’identità senza trasformarla in folklore sia una delle qualità più interessanti del Made in Italy contemporaneo”. 

Materiali, superfici, colori e dettagli hanno un ruolo centrale nell’esperienza di chi soggiorna in una struttura. Quanto è importante oggi il dialogo con l’artigianato locale per trasformare un luogo di ospitalità in un’esperienza autenticamente italiana?
 

“È fondamentale, perché uno spazio non si percepisce soltanto con gli occhi. Lo viviamo attraverso la materia, le superfici, la luce, i colori e gli oggetti che tocchiamo. Nel progetto abbiamo lavorato proprio su questa dimensione sensoriale. Il concept cromatico e materico nasce dall’osservazione del territorio e dalla volontà di creare un legame naturale tra ciò che si percepisce all’esterno e l’atmosfera degli interni. L’artigianato può aggiungere a questo racconto qualcosa di molto prezioso: l’unicità. Ma trovo importante utilizzarlo in chiave contemporanea, non come elemento folkloristico. Il vero valore del saper fare italiano sta nella possibilità di mettere una competenza antica al servizio di idee nuove”. 

Il turista contemporaneo sembra cercare sempre più esperienze legate al territorio, alla sua storia e alle sue competenze. Può il turismo diventare uno strumento concreto per valorizzare e mantenere vivo il patrimonio dell’artigianato italiano?
 

“Sì, perché credo che oggi il vero lusso sia sempre più legato all’unicità dell’esperienza. Chi viaggia non cerca soltanto un luogo bello, ma qualcosa che non potrebbe vivere esattamente nello stesso modo altrove. Una struttura ricettiva può diventare una porta d’ingresso alla cultura di un territorio. Materiali, lavorazioni, arredi, oggetti e persino la vegetazione possono raccontarlo in maniera molto immediata. Anche la vegetazione scelta per i patii, per esempio, è stata considerata come parte dell’interior design. In questo caso, non abbiamo cercato di riprodurre la vegetazione del paesaggio circostante: le piante sono state scelte per il carattere che conferiscono a questi spazi, per le forme, le proporzioni e per il modo in cui dialogano con materiali e luce. Il patio diventa così quasi una stanza a cielo aperto, con una propria atmosfera. Il turismo può quindi aiutare l’artigianato e le competenze locali non soltanto conservandole, ma dando loro nuove occasioni di espressione. Per mantenere viva una tradizione, bisogna permetterle anche di evolvere”. 

Questa villa mette in relazione architettura, paesaggio e tradizione siciliana, reinterpretandoli attraverso un linguaggio contemporaneo. È questa, secondo voi, una delle chiavi per rendere il Made in Italy competitivo nel turismo internazionale senza trasformarlo in un semplice esercizio di nostalgia?
 

“Assolutamente sì. Il rischio, quando si lavora in un territorio con un’identità così forte, è trasformarlo in una cartolina. A me interessava esattamente il contrario. Non abbiamo cercato di ‘sicilianizzare’ gli interni aggiungendo simboli riconoscibili, ma di lavorare sulle sensazioni: colori, materia, luce, arredi, vegetazione. Sono elementi che possono creare un legame con il luogo in maniera molto più sofisticata. Credo che questo sia importante anche per un pubblico internazionale. Le persone vogliono riconoscere il luogo nel quale si trovano, ma non necessariamente attraverso una rappresentazione letterale della tradizione. Il Made in Italy può essere estremamente contemporaneo proprio perché ha radici molto profonde. La sfida è non limitarsi a mostrarle, ma utilizzarle per creare qualcosa di nuovo”. 

Se immaginiamo il soggiorno come un viaggio che continua anche dentro gli spazi della struttura ricettiva, quale ruolo possono avere artigiani, designer, architetti e produttori locali nel costruire un’esperienza turistica capace di raccontare davvero l’Italia e generare valore per il territorio?
 

“Credo che un buon progetto nasca quando architettura e interior design non competono per essere riconoscibili, ma dialogano per costruire un’unica esperienza. Ognuno porta una competenza diversa. L’architettura costruisce lo spazio e la sua relazione con il contesto; l’interior design lavora sul modo in cui quello spazio viene percepito e vissuto attraverso materiali, colori, arredi, luce, dettagli e atmosfera. Artigiani e produttori aggiungono poi competenze, materia e unicità. Per chi soggiorna nella villa, però, queste distinzioni professionali devono scomparire. L’ospite deve semplicemente sentire che tutto appartiene allo stesso racconto. È questa la parte del mio lavoro che trovo più affascinante: trasformare elementi molto diversi in un’identità coerente e creare spazi che non siano soltanto belli da vedere, ma che lascino una sensazione e un ricordo”. 

(di Alessia Trivelli) 

 

 

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lavoro/made-in-italy

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Brooklyn Beckham prepara spaghetti all’arrabbiata, ma i social lo ‘bocciano’

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(Adnkronos) –
Brooklyn Beckham disastroso in cucina. Il figlio di David e Victoria Beckham è diventato virale sui social per un video in cui si cimenta con la preparazione di un piatto di spaghetti all’assassina, ma ‘rivisitando’ la ricetta e devastandola, secondo gli utenti che hanno commentato il post. 

Beckham ha infatti utilizzato un sugo di pomodoro già pronto e lo ha versato nel brodo di pollo, usando poi un olio di semi invece di quello extravergine.  

Elementi che hanno portato diversi utenti italiani, soprattutto pugliesi, a indignarsi commentando il video pubblicato su Instagram: “Dov’è la VERA salsa di pomodoro?”, “Un tubo di pasta, un barattolo di salsa, preparato con aglio… Questa non è vera cucina e gli spaghetti sembrano mezzo cotti. No grazie”. 

 

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sport

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Grimaldi (Anmco): “Scompenso un’epidemia, serve continuità ospedale-territorio”

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(Adnkronos) – “I problemi cardiovascolari sono la prima causa di morte, ma anche la prima causa di invalidità, dato che l’ictus cerebrale è a esse collegato. Nel caso dello scompenso cardiaco parliamo di epidemia perché interessa circa l’1,5 % della popolazione. In Italia ci sono circa 800-900 mila casi, ma considerando che l’incidenza aumenta all’aumentare dell’età, con l’invecchiamento della popolazione, i numeri sono destinati ad aumentare sempre di più. La longevità aumenta, ma non siamo stati ancora in grado di spostare le malattie cardiovascolari più avanti negli anni e quindi abbiamo più persone che si ammalano di cuore e che poi tendono allo scompenso”. Lo ha detto Massimo Grimaldi, presidente Anmco-l’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri, sottolineando che, come società scientifica, “da sempre, cerchiamo di ottimizzare i percorsi ospedalieri per i pazienti con scompenso e di sensibilizzare sulla patologia che, purtroppo, non è meno grave di un tumore”. 

Ultimamente “stiamo puntando molto sulla continuità assistenziale anche dopo la fase acuta, per garantire la continuità delle cure tra ospedale e cardiologia territoriale – chiarisce Grimaldi – Facciamo inoltre una continua analisi della qualità delle cure in Italia. In uno studio che abbiamo recentemente condotto – Bring-up Scompenso – con la Fondazione Anmco per il Tuo cuore Ets abbiamo visto che i pazienti seguiti dai reparti ospedalieri cardiologici italiani, in un’altissima percentuale di casi, hanno a disposizione tutti e quattro i farmaci fondamentali per lo scompenso e alle dosi adeguate. Rispetto alle altre medie europee, la percentuale di pazienti con terapie adeguate e a target di dosaggi è davvero molto buona nella nostra realtà ospedaliera. Il problema è poi continuare a seguire questi pazienti sul territorio”.  

Si tratta di pazienti “spesso complessi – precisa l’esperto – che hanno bisogno di una vera presa in carico, di una continuità fra i centri ospedalieri, la cardiologia ambulatoriale e i medici di medicina generale. In alcuni casi anche le riabilitazioni possono giocare un ruolo molto importante. Tutte le strutture che presidiano il territorio sono importanti, a partire dai medici di medicina generale e gli specialisti ambulatoriali, ancora meglio se sono uniti in un’unica sede fisica, che è quella della Casa della comunità”. 

 

Il concetto di presa in carico “funziona se il paziente viene seguito nel tempo – rimarca Grimaldi – Le terapie infatti evolvono, ma vanno anche adeguate al soggetto e nel tempo i dosaggi possono anche cambiare in ordine a variazioni pressorie, perdita di peso, insorgenza di nuovi problemi come il diabete o l’insufficienza renale. Lo scompenso si caratterizza per il fatto che il soggetto inizia ad avere un’incapacità a svolgere le normali funzioni della sua vita perché insorge affanno – illustra il presidente Anmco – In base al livello di sforzo in cui insorge la dispnea, si classifica lo scompenso in quattro categorie, secondo quella che si chiama classe New York Heart Association. La prima classe è assenza di dispnea, la seconda è per sforzi moderati-intensi, come salire le scale o camminare a passo molto svelto, la terza è dispnea per sforzi lievi, quindi camminare a passo normale, e la quarta è dispnea a riposo”. 

È importante “sensibilizzare la popolazione. Molti hanno il terrore del tumore, ma ancora oggi si muore di più e si diventa più invalidi per le malattie di cuore: purtroppo non è una malattia meno grave. Iniziative come ‘Fism for People’ hanno un grande valore”, afferma Grimaldi riferendosi alla tappa di Cagliari dell’iniziativa promossa dalla Federazione delle società medico-scientifiche italiane per portare la prevenzione sempre più vicino ai cittadini attraverso un modello di sanità di prossimità. 

“La prevenzione dovrebbe essere una prevenzione a tutto tondo. Invece, abbiamo degli screening gratuiti nei Lea per il tumore della mammella, il carcinoma del colon-retto, ma non abbiamo nessuno screening gratuito di patologia cardiovascolare, che è molto più frequente e, in molti casi, anche più letale. Dovremmo fare innanzitutto gli screening per i fattori di rischio noti e poi un elettrocardiogramma che può fornire tante informazioni utili a individuare precocemente alcune patologie. Oggi c’è anche l’intelligenza artificiale, che ha potenziato molto il potere di diagnosi dell’Ecg”. Le iniziative “di sensibilizzazione sul territorio – conclude – invitano la popolazione a prendersi cura del proprio cuore, prima che si manifesti la malattia perché, quanto più precocemente adottiamo corretti stili di vita, corretta alimentazione e quanto prima trattiamo i fattori di rischio, tanto maggiore è la nostra possibilità di incidere sulla salute. Ogni cittadino dovrebbe prestare attenzione alla propria salute, informarsi e prendere le dovute precauzioni”. 

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cronaca

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Ballando, Anna Safroncik chiede scusa: “Mi hanno scritto cose orribili, non sono abituata a sbagliare”

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(Adnkronos) –
Anna Safroncik ritorna sui suoi passi e chiede scusa dopo aver accusato in diretta a Ballando con le stelle il maestro di ballo, Leonardo Lini, di non averla supportata come lei avrebbe voluto. In lacrime, la conduttrice del dance show nel salotto di ‘Ballando segreto’ prova a raccontare cosa le sia accaduto in puntata, quando ha vissuto come un blackout non ricordando più i passi della coreografia.  

A influenzare, oltre allo stress accumulato in settimana, anche la presenza della mamma tra il pubblico: “Come i bambini al saggio di fine anno, l’ho vista e mi sono bloccata per un secondo, perdendo poi tutta la coreografia”. Poi si corregge, “tutta no, grazie a Leonardo l’abbiamo ripresa però quel secondo di passi mi ha fatto saltare la performance e da quel momento non ho capito più nulla”. Un momento che ancora oggi la mette in difficoltà: ”
È stato terribile. Io non sbaglio mai e non posso permettermi di sbagliare
. Poi me la sono presa con lui”, dice l’attrice indicando il suo maestro di ballo. “Ma io volevo morire piuttosto che bloccarmi così, giuro io non ho mai sbagliato, ho mai avuto un commento negativo in 30 anni di carriera. Ho sbagliato una volta e mi hanno massacrato”, racconta Safroncik, con la voce rotta dal pianto. “Mi hanno scritto delle cose orribili”, aggiunge per essere poi fermata di Milly Carlucci. La padrona di casa l’ha consolata, aiutandola a razionalizzare quanto accaduto: “Non sei un robot, sei una donna di carne e ossa”. L’attrice ribadisce la sua posizione: “Ho fatto dirette su dirette, ma non mi era mai successo”. “Mi sono sentita di aver tradito lui, perché ho sbagliato un ballo meraviglioso e me la sono presa con lui. Io sono spaventata dall’errore ma è un percorso che voglio fare e che voglio affrontare”, afferma Safroncik.  

Al suo fianco, Leonardo Lini: “Le prove generali erano andate molto bene. Tra di noi ci sono stati parecchi battibecchi, ma anche con la giuria”, dice il maestro di ballo, ammettendo di essere dispiaciuto, “ma andiamo avanti, le cose si risolveranno”. Il ballerino è fiducioso: “Ha vissuto un’emozione particolare e non ricapiterà”.  

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spettacoli

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Ieg è tra i primi 20 organizzatori fieristici al mondo

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(Adnkronos) – Italian Exhibition Group (Ieg) è l’unica società italiana nella classifica Grant Thornton Stax che individua e analizza i 20 top player mondiali del settore fieristico. Questa nota e ambitissima classifica è basata sul fatturato esclusivamente prodotto dalle manifestazioni organizzate direttamente dai player. Grant Thornton Stax, ha sede a Boston ed è una prestigiosa realtà di consulenza strategica globale specializzata in società di private equity, società sostenute da Pe, hedge fund e banche di investimento. 

Corrado Peraboni, ad di Italian Exhibition Group ha sottolineato che ”Un risultato che conferma la costante crescita del gruppo ed il suo radicamento internazionale. Non è un caso che il nostro è il gruppo italiano con la maggiore quota di fatturato estero consolidato e l’elemento che considero più importante è la costanza. Essendo da diversi anni in questo ranking, il significato è la costante presenza di Ieg ai vertici internazionali.” Giova sottolineare che la crescita non sta mortificando la redditività: il focus non è solo sulla crescita ma guarda alla creazione di valore per i territori, gli azionisti e le aziende che serviamo con le nostre fiere.” 

Tra gli altri top player della classifica appaiono anche partner industriali o commerciali di Ieg. A partire da Informa Markets, leader globale del settore, che si piazza al primo posto ed è partner di Ieg con Jgt Dubai per la filiera dell’oro e del gioiello che in Italia e in Europa ha la sua massima espressione in Vicenzaoro. Inoltre, Informa Markets organizzerà nel quartiere fieristico di Rimini, in contemporanea a Macfrut, Growtech Europe 2027 sulle tecnologie pre-raccolta in agricoltura. Nella classifica di Grant Thornton Stax anche Nürnberg Messe, ospite nel quartiere fieristico di Vicenza di Ieg per Focus on Pcb. E ancora, Deutsche Messe, partner di Ieg per Ecomondo Mexico e la collaborazione per Electricity Transformation Canada. 

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economia

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Miastenia gravis, il documentario ‘Despite Everything’ finalista al Paladino d’Oro

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(Adnkronos) – La miastenia gravis sarà una delle protagoniste della 46esima edizione del Paladino d’Oro, il più antico festival nel mondo del cinema sportivo. Il documentario ‘Despite Everything’ (Nonostante Tutto) è stato selezionato tra i finalisti del Festival che si terrà a Palermo dal 1 al 7 dicembre. La pellicola – che vuole dare voce all’esperienza di una persona che vive con la malattia neuromuscolare – è nata da un’idea di ‘Dare to Move’, una campagna internazionale di sensibilizzazione e attivazione sulla disabilita motoria. La paziente si chiama Ilaria e offre la sua testimonianza sulla ‘disabilità invisibile’ indotta dalla patologia rara. Al centro del documentario vi sono l’impatto della miastenia gravis sulla quotidianità e le sfide che i pazienti affrontano per preservare la propria autonomia. Tra queste vi sono la libertà di muoversi, di partecipare alla vita familiare e sociale, di coltivare relazioni e interessi ma anche le rinunce che la malattia impone. La libertà di movimento va oltre la dimensione fisica e rappresenta un presupposto fondamentale per l’indipendenza della persona, l’inclusione sociale e la qualità della vita.  

La storia di Ilaria – informa una nota – racconta proprio il valore della mobilità come strumento di autonomia e partecipazione. La protagonista ha trovato proprio nello sport una straordinaria opportunità di realizzazione personale. Ha dimostrato quanto la possibilità di continuare a vivere attivamente le proprie relazioni e passioni sia importante, anche per chi convive con una malattia cronica. Il Paladino d’Oro è stato presentato nei giorni scorsi alla Camera alla presenza di rappresentanti istituzionali nazionali (tra cui il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi), personalità del cinema ed esponenti del mondo dello sport. 

La miastenia gravis – dettaglia la nota – è una patologia rara autoimmune di cui non si conoscono ancora bene la cause. Si calcola colpisca più di 15mila uomini e donne solo nel nostro Paese. Si caratterizza da una forte debolezza muscolare e quindi affaticabilità che possono può rendere molto difficile svolgere le normali attività quotidiane. “E’ una malattia di cui si parla ancora poco e soprattutto non vengono mai messe al centro dell’attenzione le numerose difficoltà dei pazienti – sottolinea Fabrizio Celia, General manager Argenx Italia che ha reso possibile il documentario Despite Everything -. Il cinema può essere un mezzo di comunicazione molto efficace per far luce su esperienze che spesso rimangono invisibili. Inoltre aiuta a stimolare l’intera società ad una riflessione più ampia su certi temi. Preservare la mobilità significa soltanto migliorare la vita del paziente e anche ridurre la dipendenza dai familiari. La persona può così mantenere il proprio ruolo nella famiglia e nella società. Per questo abbiamo deciso di sostenere la realizzazione del documentario ‘Despite Everything’. La presentazione in una sede istituzionale ci fa sperare che stia crescendo la consapevolezza di un messaggio fondamentale: per le persone con miastenia gravis, mobilità significa indipendenza, qualità della vita e piena partecipazione alla società”. 

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cronaca

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Lavagno, intrusioni e piccoli roghi nella scuola media: il sindaco annuncia più telecamere

Il Comune segnala episodi di danneggiamento all’interno della scuola media e la collaborazione con le forze dell’ordine per ricostruire i fatti. Il sindaco Matteo Vanzan annuncia il potenziamento della videosorveglianza sul territorio e richiama la tutela degli spazi scolastici e dei beni comuni.

Intrusioni, danneggiamenti e piccoli roghi nella scuola media di Lavagno. A segnalarli è il sindaco Matteo Vanzan, in una nota diffusa dal Comune il 21 ottobre. Gli episodi si sarebbero verificati «negli ultimi tempi» all’interno dell’edificio scolastico: l’amministrazione riferisce di seguire la situazione in collaborazione con le forze dell’ordine.

Gli accertamenti, spiega il primo cittadino, servono a ricostruire quanto accaduto e a individuare i responsabili. La nota non attribuisce gli episodi a persone identificate e non comunica l’esito delle verifiche. Non vengono indicati un bilancio economico dei danni o le date dei singoli fatti.

«Entrare in una scuola chiusa per vandalizzare, danneggiare o appiccare fuochi è inaccettabile», afferma Vanzan. Il sindaco richiama il valore della scuola come luogo che deve rimanere sicuro per studenti, famiglie e personale, collegando la risposta agli episodi alla difesa degli spazi pubblici della comunità.

Lavagno, annunciato il potenziamento della videosorveglianza

La misura annunciata dall’amministrazione è il potenziamento dell’attuale sistema di videosorveglianza nel territorio comunale. Nel comunicato non sono specificati il numero delle nuove telecamere, le collocazioni, l’importo dell’intervento o un calendario di realizzazione. L’impegno si accompagna alla prosecuzione della collaborazione con le forze dell’ordine.

Vanzan indica nella fermezza e nella prevenzione i due aspetti della risposta comunale. Il richiamo al rispetto delle regole riguarda, nella sua dichiarazione, persone e beni comuni: chi danneggia gli spazi collettivi deve rispondere delle proprie azioni, una volta accertate le responsabilità.

Nella nota il sindaco esprime inoltre l’auspicio che gli strumenti di contrasto ai danneggiamenti e alle violenze di gruppo possano risultare efficaci anche per vicende locali. L’eventuale applicazione al caso di Lavagno viene però subordinata dallo stesso primo cittadino all’individuazione dei responsabili e alla sussistenza dei presupposti previsti dalla legge.

Per la scuola media il punto operativo resta dunque la ricostruzione dei fatti. Il Comune conferma l’attenzione sugli episodi e annuncia il rafforzamento dei controlli attraverso la videosorveglianza, mentre gli accertamenti devono chiarire dinamica e responsabilità delle intrusioni e dei danni segnalati.

In menopausa 17 mln donne, esperti: “Basta stigma, ora politiche di tutela salute femminile”

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(Adnkronos) – In Italia si stima che le donne in menopausa siano circa 17 milioni, eppure questo momento – della durata di circa un terzo della vita femminile – è ancora vittima di pregiudizi e stigma. Riconoscere il climaterio come uno snodo centrale dell’esistenza, che intreccia salute pubblica, parità di genere nei luoghi di lavoro, benessere psicologico e politiche di longevità, è l’obiettivo dell’incontro ‘Menopausa: salute, lavoro, diritti e futuro delle donne’, che si è svolto all’Università degli Studi di Milano. L’incontro, promosso da SalusHub, è stato l’occasione per avviare un dialogo tra clinici, comunità accademica e cittadini sulla necessità di uno sguardo più attento e di politiche sociosanitarie rivolte alle donne over 50. 

“Come università pubblica sentiamo una responsabilità particolare rispetto a questi temi perché la Statale di Milano è da sempre in prima linea nel promuovere una cultura che valorizzi ogni fase della vita biologica e sociale delle persone – spiega Marina Marzia Brambilla, Rettrice dell’Università degli Studi di Milano –. La nostra missione non si esaurisce nella produzione e nella trasmissione della conoscenza: siamo chiamati a contribuire alla costruzione di una società più equa, inclusiva e capace di valorizzare la libera espressione di ogni persona in tutte le fasi della propria esistenza”.  

“La menopausa non deve essere considerata un sinonimo di malattia o di declino, ma una tappa naturale della vita che merita piena tutela e salute – dichiara Alessandra Kustermann, ginecologa e presidente dell’Associazione Svs Donna Aiuta Donna –. Il quadro endocrinologico rende necessaria una maggiore attenzione verso l’apparato cardiovascolare, la salute ossea e il metabolismo, ma oggi abbiamo a disposizione efficaci strumenti diagnostici e di prevenzione primaria. È importante garantire a ogni donna il diritto di vivere questa stagione in completo benessere, sia fisico che psicologico”.  

 

Ampio spazio è stato dedicato anche al costo sociale ed economico causato da una mancata attenzione verso la menopausa nei contesti professionali, all’impatto sulla leadership femminile e alle ripercussioni sulla salute mentale, tema al centro dell’attenzione nel mese dedicato alla prevenzione e al benessere psicologico. “Per troppo tempo la menopausa è stata considerata una questione privata, da affrontare in silenzio – aggiunge Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano –. Ma quando una fase naturale della vita diventa motivo di stigma, di difficoltà nell’accesso alle opportunità, siamo di fronte a una questione che riguarda tutta la società. Parlare di menopausa significa quindi parlare di salute, ma anche di diritti, lavoro e disuguaglianze. Significa riconoscere bisogni che troppo spesso sono rimasti invisibili e assumersi, come istituzioni, la responsabilità di dare risposte. Perché una città che vuole essere davvero inclusiva deve sapersi prendere cura delle persone in ogni fase della loro vita, senza lasciare che siano i pregiudizi o le condizioni sociali a determinare le possibilità di stare bene”.  

Per parlare di menopausa oggi è necessario utilizzare i vocaboli più corretti, in grado di scardinare le false credenze. Per favorire la diffusione di queste “buone pratiche” è stato recentemente pubblicato il volume M come Menopausa, con autrici Annamaria Colao e Raffaella Cesaroni ed edito da Cairo. 

“Per trasformare la percezione collettiva è indispensabile partire dalla consapevolezza culturale e dall’importanza di usare le parole giuste – conclude Raffaella Cesaroni, giornalista di SkyTG24 e co-autrice del libro –. Troppo spesso il linguaggio utilizzato ha alimentato pregiudizi e narrazioni errate, dando spazio a un immaginario femminile che non rende giustizia al grande valore insito in questa fase ricchissima della vita. Con il nostro libro abbiamo voluto costruire un vero e proprio dizionario per offrire una chiave di lettura chiara, accurata e priva di stereotipi, offrendo alle donne e alla società gli strumenti linguistici per raccontare la menopausa in modo aperto e consapevole”.  

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cronaca

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Roma-Slovan Bratislava, scontri tra polizia e tifosi nel settore ospiti

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(Adnkronos) –
Caos in Roma-Slovan Bratislava. Mentre i giallorossi conquistavano una vittoria fondamentale in campo, battendo 4-0 gli slovacchi nella terza giornata di Champions League, nel settore ospiti dell’Olimpico si sono consumati disordini e scontri tra i tifosi ospiti e la polizia. 

Succede tutto verso il 55esimo minuto. Dal settore ospiti inizia un lancio di oggetti verso la Curva Nord, occupata dai tifosi romanisti, con alcuni agenti di polizia che sono intervenuti per calmare gli animi e salvaguardare gli spettatori. I supporters dello Slovan però si sono riversati contro i poliziotti, caricandoli e ne sono nati degli scontri che sono continuati per circa dieci minuti. 

 

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sport

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