mercoledì, Settembre 16, 2026
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Giulia Amore oro nel fioretto agli Europei Under 23, bronzo per Fusetti e Spica

TALLINN (ESTONIA) (ITALPRESS) – Giulia Amore è campionessa d’Europa Under 23 di fioretto femminile nel giorno in cui l’Italia festeggia anche due medaglie di bronzo, firmate dalle sciabolatrici Benedetta Fusetti e Manuela Spica.

Suona subito l’Inno di Mameli, dunque, nella giornata inaugurale dei Campionati Europei Under 23 di Tallinn. E la Capitale estone si conferma ancora d’oro per la fiorettista romana delle Fiamme Oro, che nella stessa città conquistò due anni fa il titolo continentale della categoria Giovani.

Hanno chiuso inoltre ad un passo dal podio Carlotta Ferrari nel fioretto, Michela Landi e Carlotta Fusetti nella sciabola mentre Enrico Piatti è stato il miglior azzurro nella spada maschile concludendo al 12° posto. Decisa a migliorare il bronzo degli Europei Under 23 dello scorso anno ad Antalya, Giulia Amore, dopo un girone da cinque vittorie e una sconfitta, ha debuttato nel tabellone da 32 con il successo sull’ungherese Marosi per 15-12, mentre negli ottavi di finale ha superato 15-9 l’ucraina Petrova.

L’azzurra ha poi centrato la certezza medaglia grazie al successo con il punteggio di 15-9 nei quarti sulla polacca Nowakowska. La romana classe 2003 ha proseguito la sua marcia trionfale con un netto 15-7 in semifinale sulla svedese Schreiber, staccando così il pass per la finale. La giornata perfetta di Giulia Amore si è poi conclusa con la vittoria per 15-10 sull’ucraina Olga Sopit e la conquista del suo primo titolo continentale tra le Under 23.

Si è fermata ad un passo dal podio Carlotta Ferrari. La portacolori del Centro Sportivo Aeronautica Militare è stata battuta nei quarti dalla francese Nayl concludendo in 5^ posizione una prova importante. Decima posizione invece per Aurora Grandis e 19^ di Irene Bertini. Doppia medaglia per l’Italia della sciabola femminile. Benedetta Fusetti e Manuela Spica hanno superato nel turno delle 32 – rispettivamente – l’ucraina Morenets-Kubanska (15-8) e la bulgara Neikova (15-12).

La prova delle due italiane è proseguita con le vittorie negli ottavi di finale di Benetta su un’altra bulgara, Ivanova (15-12), e di Manuela sulla polacca Cieslar (15-11). Le due sciabolatrici del Gruppo Scherma Fiamme Gialle hanno conquistato il podio grazie al 15-12 di Benedetta Fusetti sull’ucraina Bondar e al 15-7 di Manuela Spica nel derby tricolore contro l’altra Fusetti, Carlotta (sorella di Benedetta).

In semifinale lo stop per entrambe contro due francesi: Benedetta Fusetti, che bissa il podio di Antalya 2024 dove era giunta seconda, è stata battuta 15-14 dalla Mouroux (poi vincitrice) mentre Manuela Spica ha ceduto 15-13 alla Tori. Due bronzi, comunque, di grande prestigio e che rafforzano una prova maiuscola delle sciabolatrici azzurre, tutte e quattro tra le “top 8” dell’Europeo. Stop nei quarti di finale sia per Michela Landi che per la già citata Carlotta Fusetti, che hanno chiuso ai piedi del podio. La campana del Centro Sportivo Esercito ha chiuso 7^ mentre la padovana del Gruppo Scherma Fiamme Gialle 8^.

Nella spada maschile è stato Enrico Piatti il migliore degli azzurri, fermatosi agli ottavi di finale. L’atleta dell’Aeronautica Militare ha conquistato i successi prima contro il ceco Frank 15-11 e poi, nel tabellone da 32, in uno sfortunato derby azzurro con Simone Mencarelli per 15-13. L’aviere piemontese ha poi perso contro lo svedese Kelly con il punteggio di 15-14, chiudendo 12°. A seguire, 19° Simone Mencarelli, 34° il campione uscente Filippo Armaleo e 68° Nicolò Del Contrasto. Domani la seconda giornata di gare agli Europei Under 23 di Tallinn con le ultime tre prove individuali. Spazio per la spada femminile con Gaia Caforio, Carola Maccagno, Lucrezia Paulis e Vera Perini. Nel fioretto maschile in pedana Mattia De Cristofaro, Damiano Di Veroli, Giulio Lombardi e Tommaso Martini. Infine la sciabola maschile con Cosimo Bertini, Edoardo Cantini, Marco Mastrullo e Antonio Tallarico.

-Foto ufficio stampa Federscherma-
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Tornano i Giochi della Gioventù, 110 appuntamenti per oltre 100 mila studenti

ROMA (ITALPRESS) – Centodieci eventi di sport, in tutta Italia, per festeggiare il ritorno dei Giochi della Gioventù. In concomitanza con l’approvazione della legge, saranno oltre centomila gli studenti delle classi quarte e quinte della scuole primarie e secondarie di I grado che, per quest’anno, parteciperanno alle fasi provinciali e regionali dell’iniziativa promossa in sinergia dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, insieme al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, dal Ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, dal Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin e dal Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, con il sostegno della 7° Commissione del Senato, presieduta dal Senatore Roberto Marti e della VII Commissione della Camera dei Deputati, presieduta dall’onorevole Federico Mollicone, in prosecuzione della sperimentazione avviata lo scorso anno.

L’obiettivo dei “Giochi della Gioventù” è quello di promuovere la formazione sportiva come parte integrante del percorso scolastico, a partire dalla scuola primaria, e il riconoscimento dell’educazione motoria e della pratica sportiva quali valori fondamentali per l’espressione della personalità, come componenti fondamentali del curriculum formativo e scolastico.

I centodieci appuntamenti che si svolgeranno a partire da martedì 29 aprile sono organizzati dagli Uffici Scolastici Regionali, Sport e Salute, Coni e Cip, e vedranno gli studenti coinvolti in feste di sport inclusive con protagoniste, in questa fase sperimentale, cinque discipline: pallavolo, pallacanestro, atletica leggera, ginnastica, e l’emergente pickleball. Di grande importanza l’inserimento nel programma anche della dimensione paralimpica con il baskin. Il 26 e 27 maggio è prevista in programma, presso lo Stadio Olimpico di Roma, la grande festa finale nazionale.

-Foto di repertorio www.sportegiovani.governo.it.
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La tomba di Papa Francesco, una croce e la scritta “Franciscus”

CITTÀ DEL VATICANO (ITALPRESS) – La Sala Stampa Vaticana ha diffuso una nota sulla tomba dove sarà sepolto Papa Francesco, nella Basilica di Santa Maria Maggiore.

La tomba è stata realizzata in marmo di provenienza ligure con la sola iscrizione “Franciscus” e la riproduzione della sua croce pettorale. È stata preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della Basilica di Santa Maria Maggiore. È situata nei pressi dell’Altare di San Francesco.

-Foto Sala Stampa Vaticana-
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Veglia e funerali Papa Francesco, ecco il piano di sicurezza della Questura di Roma

ROMA (ITALPRESS) – Sì è aperto con una riflessione che il Questore di Roma ha rivolto alla memoria del Sommo Pontefice, ricordando l’esemplare impegno pastorale di Papa Francesco, con le parole che lui stesso ha dedicato lo scorso 9 marzo al mondo del volontariato in occasione del Giubileo, celebrando “chi serve il prossimo senza servirsi del prossimo”.

Una missione, ha sottolineato il Questore, cara agli appartenenti delle Forze di Polizia ed a tutti i rappresentanti delle altre istituzioni che dedicano le proprie energie quotidiane per il benessere altrui. L’attuazione del piano per tutelare i confini dello Stato Città del Vaticano ed i numerosi fedeli che si stanno raccogliendo in piazza S. Pietro e piazza Pio XII per rendere omaggio al Pontefice, è scattata a vista in seguito all’annuncio della sua scomparsa.

Il tavolo tecnico, convocato questa mattina in via Genova, ha visto la partecipazione dei vertici delle Forze e Corpi di Polizia della Capitale, dell’Ispettorato di P.S. Vaticano, il Commissario straordinario per il Giubileo, oltre ai rappresentanti della Protezione civile, dei Vigili del Fuoco e dell’Ares 118, senza trascurare le aziende partecipate degli enti locali. Nel corso della riunione è stato sviscerato il dispositivo di sicurezza pianificato per la gestione di “un evento non catalogabile nella grammatica dell’ordine pubblico”.

Così il Questore di Roma ha quindi sensibilizzato tutti i Dirigenti della Questura al massimo impegno, sottolineando come la estemporaneità della scomparsa del Sommo Pontefice abbia tracciato uno scenario assolutamente singolare sotto il profilo securitario.

Arrivi da Paesi terzi, partecipazione di personalità istituzionali estere, sovrapposizione di giurisdizioni tra Stato italiano e Stato Città del Vaticano, sono solo alcuni dei profili del DNA dell’impegno che la Questura, con tutti gli attori coinvolti, sarà chiamata a gestire nelle prossime ore. I riti che condurranno all’estremo saluto rivolto dal Mondo al Santo Padre, infatti, sì caratterizzano per la capacità di attrarre un numero straordinario di pubblico, nella cui cornice si inseriscono poi gli approdi a Roma di delegazioni internazionali di massimo profilo, tra cui quella statunitense con la partecipazione del Presidente Donald Trump.

Grandi eventi calati in un Grande Evento, dunque, che a loro volta, con la loro complessità, si collocano in un recinto, sempre rilevante sotto il profilo dell’ordine pubblico, che vede il giorno delle esequie preceduto dalla ricorrenza dell’anniversario della liberazione del Paese, il 25 aprile, quest’anno all’80^ edizione, con tutte le criticità connesse alla contesa lettura di frange di opposto orientamento ideologico che, anche quest’ anno, saranno impegnate in una concomitante presenza nonché rivendicazione di piazza di Porta San Paolo, a tacere delle ulteriori e numerose manifestazioni infette per la stessa giornata.

Quindi, il 27 aprile seguirà il Giubileo degli Adolescenti, che, sebbene spogliato del rito della Canonizzazione, vedrà comunque la partecipazione di centinaia di migliaia di giovani che già dalle prossime ore raggiungeranno la Capitale. Garantire la intimità della preghiera, contemperandola con la tutela dalle possibili minacce che siti affollati possono attrarre è il leit motiv dell’ordinanza di servizio firmata dal Questore di Roma e sviscerata nel corso del tavolo tecnico odierno.

Una proiezione a tre dimensioni della sicurezza è quella che andrà in campo per la sicurezza dell’evento, con la sorveglianza aerea assicurata dagli elicotteri delle Forze dell’ordine, quella terrestre a cura delle pattuglie “di superficie” e del sottosuolo, deputate al controllo delle stazioni della metropolitana, senza tralasciare l’elemento acqueo, con la Polizia fluviale impegnata nel pattugliamento e nella bonifica del tratto del fiume Tevere che lambisce la zona del Vaticano.

Massime sono le misure di sicurezza, con il dispiegamento di contingenti della forza pubblica che, sotto la guida di Funzionari della Polizia di Stato, si sovrappongono, conferendo ancora maggior efficacia ai piani securitari già in atto e concepiti nella cornice giubilare. Assetti speciali antidrone a cura dell’Aeronautica militare completano la traccia della sicurezza, unitamente alla interdizione del sorvolo che sarà attivata sull’area sovrastante lo Stato Città del Vaticano ed i suoi confini, così come il cono che coprirà, con un raggio ampio, le zone interessate dalla traslazione della salma. Le misure di sicurezza scatteranno già a partire dalla notte tra il 25 ed il 26 aprile, con la perimetrazione ed il presidio delle strade e l’attivazione dei check point utili al filtraggio e controllo dei fedeli. L’intera area urbana che insiste in territorio italiano a ridosso della Basilica di S. Pietro, con una geografia ampliata, sarà suddivisa in cinque diverse zone.

Il secondo round del dispositivo di sicurezza riguarderà l’ultimo step dell’ultimo viaggio di Papa Francesco per raggiungere la Basilica di S. Maria Maggiore. Anche in questo caso, il tracciato pianificato, che incrocerà le principali vie del centro storico, sarà affidato al presidio di agenti che tuteleranno il transito del feretro, pur garantendo a quanti vogliano rivolgergli l’estremo saluto di farlo con compostezza e serenità. L’anello di sicurezza centrale, a ridosso dell’area di massima sicurezza di piazza S. Pietro, sarà interessato da attività di pattugliamento a medio ed ampio raggio con l’impiego dinamico di equipaggi delle Forze di polizia.

Al mondo del volontariato sarà affidato il compito di integrare le liste di sicurezza con il presidio dei varchi e l’assistenza ai pellegrini. Polizia di frontiera aerea, Polizia Stradale, Polizia Ferroviaria, con il concorso dei militari dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e della Polizia penitenziaria, operativi presso gli scali ferroviari e aeroportuali della Capitale, assicureranno il monitoraggio dei flussi di fedeli in arrivo per l’ultimo saluto al Pontefice.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Il comandante del Covi Iannucci in Kuwait e Iraq

BAGHDAD (IRAQ) (ITALPRESS) – Il Comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci, conclude oggi una visita in Medio Oriente, dove ha incontrato autorità diplomatiche italiane, i vertici della Difesa in Iraq e nella Regione autonoma del Kurdistan iracheno, nonché il personale dell’operazione Inherent Resolve e della Missione NATO in Iraq. “Ciò che fate è importante”, ha detto il Comandante Operativo rivolgendosi ai militari italiani, “lontani dall’Italia e dagli affetti più cari, anche durante queste festività pasquali, dimostrate quotidianamente, con impegno e disciplina, quanto la presenza delle Forze Armate italiane in Medio Oriente sia cruciale per la tutela degli interessi nazionali, ancor più in un’area percorsa da profonda instabilità”.

La visita è iniziata nel lunedì dell’Angelo, quando la delegazione del COVI è giunta nella base aerea “Castra Praetoria” di Ali al-Salem, in Kuwait, accolta dal Comandante dell’Italian National Contingent Command Air/Task Force Air-Kuwait, Colonnello Fabio Bergamini. Prima del consueto aggiornamento sulla situazione operativa, il Comandante del COVI ha salutato il personale in forza ai Task Group e alle diverse articolazioni del contingente, per poi incontrare, in serata, l’Ambasciatore d’Italia in Kuwait, Lorenzo Morini, giunto per l’occasione al compound italiano.

La visita è proseguita il giorno seguente con il trasferimento presso il Baghdad Diplomatic Support Center, che accoglie gli operatori delle Forze Speciali inquadrati nella Task Force 44, la componente logistica della Joint Multimodal Operations Unit e gli istruttori dei Mobile Training Team (MTT) dell’Arma dei Carabinieri. Ad accogliere il Generale Iannucci, l’Ambasciatore d’Italia a Baghdad, Niccolò Fontana, accompagnato dall’Addetto per la Difesa Colonnello Domenico Sermon.

In mattinata, il Comandante del COVI ha partecipato, nella base aerea di Balad, a un’importante attività addestrativa congiunta di velivoli dell’Aeronautica Militare italiana e dell’Iraqi Air Force. Presenti all’evento, il Primo Ministro iracheno Mohammed Shia’ Al Sudani, il Ministro della Difesa Thabit al-Abasi, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Abdul Amir Rashid Yarallah, il Vice Comandante del Joint Operation Command Generale Qais Khalaf Al Muhammadawi e il Comandante dell’Iraqi Air Force, Tenente Generale Shiab Jahid Ali. L’esercitazione – come ha precisato lo stesso Generale Iannucci nel corso del suo intervento – significa molto per l’Italia, che è fortemente impegnata nel lavorare insieme alla Difesa irachena per contribuire a costruire un ambiente più sicuro per il Paese e per l’intera regione, anche mediante specifiche attività addestrative che consentano di incrementare l’interoperabilità nel dominio aereo tra le Forze Armate dei due Paesi.

“Lavorare insieme, accrescere la conoscenza e la fiducia reciproche, utilizzando le stesse procedure è esattamente ciò che intendevamo realizzare oggi”, ha detto il Comandante del COVI parlando della “UR2” – questo il nome dell’esercitazione – che ha visto gli F-16 iracheni operare con tre Eurofighter F2000 italiani, due C27J, un C-130 e due elicotteri NH90 dell’Esercito Italiano e un team delle Forze Speciali.

Al termine dell’esercitazione, il Generale Iannucci e l’Ambasciatore Fontana hanno avuto proficui colloqui con il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Yarallah, con il Comandante dell’operazione Inherent Resolve Maggior Generale americano Kevin C. Leahy, con il Comandante della NATO Mission Iraq Tenente Generale olandese Lucas Schreurs e con il National Security Advisor iracheno Qasim Mohammad Jalal Al-Araji.

In serata, il Comandante del COVI ha portato i saluti del Ministro della Difesa Guido Crosetto e del Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Luciano Portolano al personale dell’Ambasciata d’Italia a Baghdad e ai militari italiani inquadrati nella NATO Mission Iraq, nell’operazione Inherent Resolve-Prima Parthica e nella European Union Advisory Mission-Iraq.

Il giorno seguente, a Baghdad, il Generale Iannucci ha avuto ulteriori incontri istituzionali con altre importanti autorità militari locali. Tra queste, il Vice Comandante del Joint Operation Command, Generale Al Muhammadawi e il Comandante della Polizia Federale, Tenente Generale Salih Nasr Hussain Muhsin al-Amiri.

La visita nella capitale irachena si è poi conclusa presso il Training Center specialistico ove gli operatori della Polizia Federale irachena vengono addestrati dai Carabinieri italiani.

L’ultima tappa del viaggio del Comandante Operativo è stata a Erbil, sede del comando del contingente italiano inquadrato nell’operazione “Prima Parthica”, guidato dal Colonnello Antonello Adreottola e dove, insieme all’Ambasciatore Fontana, ha incontrato il Console Generale Tommaso Sansone.

Nel corso del briefing di aggiornamento operativo e in occasione del saluto ai militari del contingente, il Generale Iannucci ha posto particolare attenzione alle attività addestrative e di assistenza militare che l’Italia conduce in favore delle Forze di Sicurezza irachene e della Regione Autonoma del Kurdistan, con l’obiettivo finale di renderle autosufficienti sotto l’aspetto addestrativo e dotarle delle capacità necessarie per sconfiggere definitivamente DAESH ed evitare la sua riorganizzazione.

Questa mattina, il Generale Iannucci è stato accolto presso il Ministry of Peshmerga Affairs (MoPA) dal Capo di Stato Maggiore del MoPA, il Tenente Generale Issa Ozeir, che ha elogiato i soldati italiani per il loro lavoro e per la disciplina e ha ringraziato il Comandante del COVI per la visita, segno tangibile della solida amicizia che lega l’Italia al popolo curdo.

La delegazione italiana ha poi raggiunto il Training Center di Benaslawa, una delle strutture presso le quali vengono addestrati le forze di sicurezza Zeravani e i soldati Peshmerga. Questi ultimi, con l’occasione, hanno condotto un’esercitazione finale comprensiva delle tecniche e delle procedure apprese durante gli ultimi corsi addestrativi erogati dagli istruttori italiani (tra i quali, quello di combattimento nei centri abitati e tiro con i mortai).

Prima del rientro in Italia, il Comandante del COVI è stato ricevuto anche dal Ministro dell’Interno curdo Rebar Ahmed Khalid. Al centro dei colloqui, la situazione di sicurezza interna nella Regione autonoma e l’intenso lavoro svolto dai militari italiani per l’addestramento degli Zeravani.

La visita del Generale Iannucci in Medio Oriente rientra nell’azione di coordinamento e di direzione che il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) esercita sulle attività svolte dal personale militare italiano in operazione all’estero. Il COVI è infatti l’alto Comando della Difesa deputato alla pianificazione, coordinazione e direzione delle operazioni militari, delle esercitazioni interforze nazionali e multinazionali e delle attività a loro connesse.

-Foto ufficio stampa Covi-
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Scomparso a 95 anni l’ex sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini

TREVISO (ITALPRESS) – E’ morto, all’età di 95 anni, l’ex sindaco leghista di Treviso, Giancarlo Gentilini. Eletto sindaco del capoluogo provinciale della Marca nel 1994, Gentilini, soprannominato “lo sceriffo” ha guidato la città per due mandati fino al 2003, proseguendo poi il suo impegno come vicesindaco e consigliere comunale fino al 2023.

“È passato alla storia con il soprannome di ‘sceriffo’ ma, nel suo caso, il termine era molto riduttivo. È stato un uomo delle istituzioni prima ancora che un politico, un grande amministratore pubblico che negli anni della fine della prima repubblica ha saputo cogliere e intercettare i sentimenti della gente, di quello che chiamava ‘il mio popolo’, e grazie a questa dote come pochi altri ha saputo dare una risposta di buon governo a una città e diventare un modello per generazioni di sindaci in tante parti d’Italia. Tra i primi sindaci eletti direttamente, ha dato un’interpretazione di questo ruolo il più possibile vicino ai cittadini. Ha fatto la storia di Treviso e il Veneto ha avuto in lui una bandiera. Uomo di carattere, ha cambiato il corso della storia, non solo perché ha dimostrato che la Lega era un partito che poteva amministrare e farlo bene ma anche perché ha mutato l’approccio della pubblica amministrazione”. Questi i pensieri del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, nel ricordo di Giancarlo Gentilini, storico primo cittadino di Treviso, scomparso oggi a 96 anni.

“Gentilini ha sdoganato l’immagine della Lega nella pubblica amministrazione in anni in cui era tutt’altro che facile; da quando, nel 1994, con la sua candidatura è stato espugnato il comune di Treviso è stato l’inizio di una galoppata – aggiunge Zaia -. Lo ho conosciuto proprio in quei giorni, nel 1993, ed è nata un’esperienza comune. Negli anni che hanno visto lui primo cittadino di Treviso e me al vertice della provincia fino al 2005, si è cementata una fortissima intesa. Abbiamo condiviso una grande passione civile, l’impegno e l’ansia del cambiamento, la visione di un Veneto portato fuori dalle secche in cui lo aveva relegato la vecchia politica dei palazzi. Ha reso quegli anni indimenticabili; mi mancherà e, sono certo, mancherà a tanti”.

“Credeva nei trevigiani e nei veneti – conclude il Governatore – e anche ora che era lontano dalle stanze della politica, all’occasione non faceva mai mancare i suoi interventi e i suoi richiami, sempre attento e puntuale. Non posso dimenticare una delle sue ultime uscite, l’invito a rimanere e combattere che mi ha rivolto dalla stampa, insistendo che votare il presidente della Regione anche per un terzo mandato era una forma di rispetto dovuta ai cittadini. Ci sentivamo spesso e immancabilmente il 3 agosto per il suo compleanno. Ad ogni telefonata la voce è rimasta squillante e stentorea ed i suoi pensieri indirizzati al bene della città. Ora che è mancato non sarà più la stessa cosa”.

“Oggi piango, purtroppo, un altro amico, un altro compagno di viaggio e un altro pezzo di storia della nostra Lega, dei primi tempi, che non c’è più. Se ne è andato Giancarlo Gentilini, un’altra figura storica del nostro movimento, storico amatissimo sindaco di Treviso, la sua città, che ha servito per tanti anni con competenza, impegno e passione. Sono addolorato per la scomparsa di un uomo che ha dato tanto alla Lega e al suo territorio”. Lo dichiara il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli. 

-Foto IPA Agency-
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Tavolo Tlc al Mimit, presentato il primo pacchetto di misure per 629 milioni

ROMA (ITALPRESS) – Un confronto con il settore per ribadire la centralità delle telecomunicazioni nello sviluppo tecnologico e competitivo del Paese e presentare un primo pacchetto di misure a sostegno del comparto. Con questi obiettivi si è svolto a Palazzo Piacentini il Tavolo Tlc, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, dei rappresentanti delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali.

“Le nuove tecnologie impongono un settore delle telecomunicazioni solido, competitivo e inclusivo. In questa prima parte della legislatura abbiamo risolto problemi annosi: ora serve un piano di sviluppo per rilanciare un comparto strategico per il Paese”, ha dichiarato Urso. Tra i risultati conseguiti dal Governo dall’inizio della legislatura, Urso ha ricordato la questione TIM e la nascita di FiberCop, lo sblocco di Open Fiber e i progressi nella gestione dei call center, come il caso Abramo, oggi modello anche per la vertenza Callmat. “Sono esempi concreti di una riconversione sostenuta da risorse pubbliche, che deve ora trovare impulso nella capacità dei privati di conquistare nuove quote di mercato”, ha aggiunto. Un ulteriore passo avanti è stato l’innalzamento dei limiti elettromagnetici che, “dopo vent’anni, avvicina l’Italia agli standard europei, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo della tecnologia 5G sul territorio”.

“L’attenzione da parte del governo nei confronti del settore TLC è sempre stata massima. Lo dimostrano gli interventi di formazione e sostegno al reddito specifici per le imprese TLC. Nella giornata di ieri ho firmato il primo dei decreti attuativi necessari per avere risorse dedicate, attraverso il trasferimento delle risorse FIS (Fondo di integrazione salariale dell’INPS) al nuovo Fondo di solidarietà per le imprese del settore, così da rispondere più velocemente alle esigenze di lavoratori e imprese”, ha dichiarato Calderone.

Durante l’incontro, i ministri hanno presentato un pacchetto organico di misure da 629 milioni di euro, di cui 533 destinati agli operatori Tlc. Si tratta di una prima, significativa tranche di un più ampio piano di sviluppo a sostegno del comparto, con interventi che spaziano dal cablaggio verticale per i cittadini, alla ricerca e sviluppo per le grandi imprese, fino alla digitalizzazione delle infrastrutture comunali. Il bacino potenziale stimato è di circa un milione e mezzo di cittadini e 35 mila imprese.

I cittadini potranno usufruire di un voucher fino a 200 euro per il cablaggio verticale della fibra ottica, grazie a uno stanziamento di 140 milioni di euro. Per le PMI sono previsti voucher a copertura del 50% degli investimenti in servizi cloud e cybersecurity, con risorse pari a 150 milioni. Alle grandi imprese sono destinati 201 milioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo nei settori delle telecomunicazioni, dei cavi sottomarini, delle tecnologie quantistiche e della realtà aumentata e virtuale. Il settore del broadcasting potrà contare su risorse pari a 54 milioni.

Sul versante degli interventi indiretti, 35 milioni saranno destinati a 4.300 Comuni sotto i 50.000 abitanti per la digitalizzazione delle infrastrutture locali. Al potenziamento del sistema SINFI, finalizzato alla mappatura di cavi sottomarini, data center e aree industriali, andranno 2 milioni.

La desaturazione della fibra ottica, con nuove installazioni su reti pubbliche e il rinnovo dei diritti d’uso su reti private, sarà sostenuta con 42,7 milioni. Il catasto nazionale degli impianti, utile al monitoraggio delle sorgenti radio elettriche, riceverà 1,5 milioni. Infine, sono previsti 3 milioni di euro per la completa digitalizzazione del sistema nazionale di emergenza NUE 112.

Insieme al ministro Calderone sono state, inoltre, illustrate nuove misure sul fronte imprenditoriale e occupazionale, a supporto dei lavoratori del settore. “Ho avuto modo anche di pre-annunciare la risposta in data odierna del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali riguardo una richiesta di CGIL, CISL, UIL e UGL, che farà riferimento al contratto attualmente più applicato”, ha sottolineato Calderone.

I ministri hanno quindi ribadito la consapevolezza del Governo rispetto al ruolo strategico degli operatori Tlc e alla profonda trasformazione in atto, testimoniata anche dalle recenti operazioni di fusione tra grandi player del settore, sottolineando come margini ridotti e frammentazione ostacolino gli investimenti. Da qui l’urgenza di una strategia coordinata, anche a livello europeo. Il confronto proseguirà nelle prossime settimane con la convocazione, presso il Mimit, dei Tavoli Radio e TV, per approfondire le esigenze dei comparti e giungere a soluzioni condivise.

-Foto ufficio stampa Mimit-
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Suzuki in prima linea all’Expo di Osaka per la mobilità a zero emissioni

ROMA (ITALPRESS) – Suzuki Motor Corporation, insieme a ENEOS Corporation, Subaru Corporation, Daihatsu Motor Co., Ltd., Toyota Motor Corporation e Mazda Motor Corporation, sarà protagonista all’Expo 2025 di Osaka, Kansai, Giappone, con un progetto all’avanguardia per la mobilità sostenibile: l’impiego di veicoli alimentati con carburante sintetico a basse emissioni di carbonio.

Durante l’evento, spiega una nota, Suzuki fornirà veicoli dedicati al trasporto di ospiti e personale all’interno dell’area espositiva, contribuendo a dimostrare l’efficacia del carburante sintetico come alternativa concreta e pronta all’uso per i motori a combustione interna. Il carburante, sviluppato da ENEOS in un impianto dimostrativo inaugurato nel settembre 2024, viene prodotto utilizzando idrogeno proveniente da fonti rinnovabili e anidride carbonica riciclata.

Grazie al supporto del Green Innovation Fund della NEDO (New Energy and Industrial Technology Development Organization), sarà destinato all’alimentazione di una flotta di veicoli di Suzuki, Subaru, Daihatsu, Toyota e Mazda. “Suzuki – conclude la nota – ha già testato e confermato che questo carburante è pienamente compatibile con i propri veicoli, garantendo prestazioni equivalenti ai carburanti tradizionali”.

-Foto ufficio stampa Suzuki-
(ITALPRESS).