martedì, Settembre 15, 2026
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Mattarella “L’Ue si impegni per governare i movimenti migratori”

ROMA (ITALPRESS) – “Dieci anni or sono nel Canale di Sicilia si consumò un’immane tragedia del mare, tra le più terribili che si ricordano nel Mediterraneo. I migranti morti e dispersi raggiunsero numeri spaventosi. Fra le vittime anche decine di bambini. Erano persone che disperatamente cercavano una vita migliore, fuggendo da guerre, persecuzioni, miseria. Persone finite nelle mani di organizzazioni criminali, che li hanno crudelmente abbandonati nel pericolo. La Repubblica italiana ricorda quelle tante donne e tanti uomini, molti destinati a restare senza nome”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “E’ la nostra civiltà a impedirci di voltare le spalle, di restare indifferenti, di smarrire quel sentimento di umanità che è radice dei nostri valori. Nel fare memoria rinnoviamo l’apprezzamento per l’opera di soccorso da parte delle navi italiane che sono riuscite, in condizioni estreme, a salvare vite, rispettando quanto impone la legge del mare”, aggiunge.
Per il capo dello Stato “i movimenti migratori vanno governati e l’Unione Europea deve esprimere il massimo impegno in questo senso. Il necessario contrasto all’illegalità, la lotta alla criminalità, si nutrono della predisposizione di canali e modalità di immigrazione legali che, con coerenza, esprimano rispetto nei confronti della vita umana”.
(ITALPRESS).
-Foto: Quirinale-

A Caltanissetta truffa e riciclaggio ai danni dell’Ue, sequestri per 700 mila euro

CALTANISSETTA (ITALPRESS) – Beni per un valore complessivo di circa 700mila euro sono stati sequestrati a Caltanissetta a persone accusate, a vario titolo, di frode in danno a fondi dell’Ue, riciclaggio e autoriciclaggio. Il decreto è stato emesso dal Gip di Caltanissetta su richiesta della Procura europea ufficio di Palermo.

L’indagine ha avuto origine da una serie di accertamenti e di attività info-investigative eseguite, in co-delega, dal Centro Operativo DIA e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza del capoluogo nisseno. L’attività di polizia giudiziaria, sotto il coordinamento di EPPO, è stata condotta “mediante riscontri incrociati corroborati da mirate interrogazioni alle varie banche dati, acquisizioni documentali nonché dall’analisi dei flussi finanziari che hanno consentito di ricostruire un articolato reticolo societario adoperato per movimentare i corposi finanziamenti comunitari e, dopo averli illecitamente conseguiti, “ripulirli””, spiegano gli inquirenti.

E’ emersa, in particolare, la figura di 4 indagati, tra i quali 2 coniugi che, sebbene formalmente impiegati statali, risultavano gestire alcune attività economiche, tutte legate al settore agricolo ed alcune delle quali percettrici di contributi AG.E.A. (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura).

Accanto a queste due figure “leader” è stata individuata anche una terza persona che, sebbene non percettrice di redditi in determinate annualità, ha assunto formalmente la carica di titolare di ditta individuale nonché amministratore di altre due società, tutte operanti nel settore agricolo, senza tuttavia apparente esperienza in materia e peraltro residente in luoghi distanti geograficamente dalle sedi delle attività economiche. Infine una quarta persona che, “non concorrendo nel reato presupposto e nella qualità di amministratore di una società a responsabilità limitata operante nel settore agricolo”, si è adoperato “per effettuare molteplici operazioni di trasferimento di denaro in modo da ostacolare l’individuazione della illecita provenienza del denaro, realizzando quindi la fattispecie illecita del riciclaggio”.

A conclusione delle attività di indagine delegate da EPPO è stato possibile riscontrare “la commissione di truffe ai danni dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) e della stessa AGEA, che si inseriscono nell’ambito di un unico disegno criminoso a partire dal trasferimento, con le agevolazioni per l’insediamento di giovani in agricoltura, di un rilevante fondo con annessi fabbricati rivenduto con relativa plusvalenza all’ISMEA. Detto trasferimento si è rivelato essere fittizio in quanto il bene è rimasto nella disponibilità degli indagati riconducendo il tutto ad una operazione di autofinanziamento attingendo da fondi pubblici”, si legge. Inoltre, è stato riscontrato che i contributi percepiti dall’AGEA “sono stati reimpiegati a beneficio personale di uno degli indagati nonché in cespiti aziendali e nell’acquisto di una macchina agricola nonché di un altro fondo”. 

Parallelamente ai reati fraudolenti, prosegue la nota, “sono state individuate anche condotte di autoriciclaggio e riciclaggio mediante articolate e complesse transazioni bancarie con reiterati trasferimenti di risorse finanziarie tra varie attività economiche facenti capo, di fatto e/o di diritto, agli indagati e sempre secondo un unico disegno criminoso, in modo da ostacolare la riconducibilità delle predette risorse finanziare al reato presupposto in frode all’AGEA ed all’ISMEA”.

-Foto screenshot video Guardia di Finanza-
(ITALPRESS).

Meloni nella tana del lupo mentre Trump sfiga giudici, Fed e Harvard

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Giorgia Meloni ha lasciato la Casa Bianca dopo il suo primo incontro ufficiale con Donald Trump. “Un confronto leale e costruttivo”, ha scritto in un post social da Washington. Ma quell’incontro è avvenuto mentre, intorno, la democrazia americana mostrava le sue crepe più profonde. Meloni è venuta a trattare su dazi e NATO. Ma si è trovata nel mezzo di un vero assedio istituzionale: la Casa Bianca è sotto attacco giudiziario, sfida apertamente la Federal Reserve, minaccia Harvard, simbolo dell’accademia mondiale, e viene pure denunciata dallo Stato economicamente più potente d’America: la California.

Due giudici federali, a Washington e in Maryland, hanno accusato Trump e i suoi consiglieri di aver ignorato ordini vincolanti sulla deportazione illegale di migranti. Uno di loro, Kilmar Abrego Garcia, è stato espulso in El Salvador nonostante un ordine diretto della Corte. Abrego Garcia è detenuto da oltre un mese in un carcere di massima sicurezza senza una sola prova, né accuse formali né accesso legale. Il senatore democratico del Maryland, Chris Van Hollen, è andato fin lì per vederlo. Ma a meno di due chilometri dal carcere era stato fermato da un checkpoint militare e costretto a tornare indietro. Poi dopo diverse ore e’ riuscito a vederlo ma non nella prigione ma in un albergo, e ha postato una foto con lui nei social.

Il giudice James Boasberg ha aperto un’indagine formale per contempt of court – oltraggio alla corte – contro funzionari dell’amministrazione, affermando che ci sono “motivi fondati per un’azione penale”. E il giudice J. Harvie Wilkinson III, nominato da Reagan, ha scritto: “I rami del governo rischiano di entrare in collisione irreversibile. È una perdita per tutti.” Nel frattempo, Trump ha lanciato un attacco frontale contro Jerome Powell, presidente della Federal Reserve. Lo accusa di sabotare la crescita per danneggiarlo politicamente. Powell, nominato da Trump nel primo mandato, difende l’indipendenza della banca centrale. Ma ora il presidente vuole rimuoverlo. È uno scontro pericoloso, perché mina la credibilità della Fed e mette a rischio la stabilità finanziaria americana. Wall Street osserva con il fiato sospeso.

Poi c’è la guerra alle università. In particolare, Harvard. La Casa Bianca ha minacciato di revocarne lo status fiscale e bloccare i visti per gli studenti stranieri, se l’ateneo non consegna i dati sugli studenti coinvolti in “attività sospette”. Ma Harvard ha risposto con fermezza. Il presidente dell’università Alan Garner ha dichiarato: “Harvard non si piegherà a pressioni politiche. Non rinunceremo mai alla nostra indipendenza né ai nostri diritti costituzionali”. E ha aggiunto: “Questo è un attacco alla libertà accademica. Ma Harvard resisterà”. Nel frattempo, migliaia di studenti stranieri temono di vedere i loro visti revocati, mentre l’ICE ha già arrestato manifestanti pro-Palestina in vari campus americani. Intanto, la Corte Suprema ha deciso di discutere l’ordine esecutivo con cui Trump vuole abolire la cittadinanza automatica per i figli di migranti nati negli USA. Un’idea finora ritenuta fuori da ogni base costituzionale, ma che i supremi giudici hanno deciso di dibattere a maggio.

Come se non bastasse, ora anche la California ha dichiarato guerra a Trump. Il governatore Gavin Newsom ha portato la Casa Bianca in tribunale, accusando il presidente di violare la Costituzione imponendo dazi senza l’autorizzazione del Congresso. Newsom ha ricordato un fatto che pesa come un macigno: “La California è la quinta economia del mondo. Non resteremo a guardare mentre la legge viene calpestata”. Dietro questa causa c’è il tentativo di bloccare l’arma dei dazi, che Trump ha usato contro alleati e rivali senza distinzione. Se i giudici daranno ragione alla California, il potere presidenziale sul commercio potrebbe essere riscritto. In mezzo a questo caos, Giorgia Meloni è entrata alla Casa Bianca. Ha mantenuto il sangue freddo, si è concentrata su dossier concreti, ha difeso l’industria italiana. Ma anche lei, lì nell’Ufficio Ovale, sembrava percepire l’aria pesante, quella che precede uno scontro epocale.

Trump ha promesso un accordo “al cento per cento” con l’Europa entro 90 giorni. Ma oggi non c’era nulla da firmare. Solo dichiarazioni, strette di mano, e un invito accettato: Trump andrà presto in visita a Roma. Ma fuori dalle stanze del potere, le parole più emblematiche e forti le ha dette Lisa Murkowski, senatrice repubblicana dell’Alaska. Durante un incontro con i suoi elettori, alla domanda se avesse paura, ha risposto: “Siamo tutti spaventati. E anch’io, a volte, ho paura di usare la mia voce. Perché la ritorsione è reale”. Già, che tipo di potere “terrorizzante” sta crescendo negli Stati Uniti? Intanto, la sinistra democratica si prepara. La deputata del Bronx e Queens Alexandria Ocasio-Cortez vola nei sondaggi, raccoglie fondi record accanto al senatore Bernie Sanders nei suoi comizi anti-oligarchia e oggi è vista come probabile candidata alla presidenza nel 2028. AOC è giovane, spavalda e soprattutto con la sua agilità sui social potrebbe imporsi come l’alternativa radicale a Trump.

Meloni si è ritrovata nella tana del lupo, ma se l’è cavata. Proprio quando la giustizia americana, la Fed, Harvard, la Corte Suprema e la California sembrano tutti pronti alla resa dei conti con l’uomo più potente del mondo.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Italpress €conomy – Puntata del 18 aprile 2025

ROMA (ITALPRESS) – L’economia e la finanza a portata di tutti. Nella centoventiquattresima puntata di Italpress Economy, Claudio Brachino intervista Andrea Delfini, founder e CEO di Blastness, e con Giuliano Zoppis affronta i principali temi economici del momento.

mrv/sat

Schlein “Il problema non è dialogare con Trump, ma farlo a testa alta”

ROMA (ITALPRESS) – “È evidente che i dazi di Trump rischiano di colpire soprattutto imprese e lavoratori italiani. Occorre sventare a tutti i costi una guerra commerciale che avrebbe esiti catastrofici sia a livello mondiale sia per un Paese come il nostro e ricostruire fiducia”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, in un’intervista a Il Sole 24 Ore. Quanto alla visita della premier Meloni in Usa in missione dal presidente Trump, la segretaria dem osserva: “La premier si è impegnata ad aumentare la spesa militare e a far investire 10 miliardi alle imprese italiane negli Usa quando non ne ha trovato ancora uno per tutelare quelle colpite dai dazi ed evitare delocalizzazioni. In cambio pare abbia ottenuto una visita di Trump in Italia. Per ora non mi pare un gran bilancio. In generale il problema non è dialogare con Trump, ma farlo a testa alta”. 

 “La questione fondamentale è non dare a Trump l’idea che possa trattare in bilaterale con ciascun Paese, che è quello che vorrebbe per indebolire l’Unione europea. L’Europa deve essere unita e compatta in questo negoziato e deve essere pronta a colpire dove fa più male, ossia le big tech americane che sostengono Trump. L’attuale presidente è un nostro avversario politico ma questo non significa rinunciare al fondamentale rapporto con gli Stati Uniti. Bisogna dunque negoziare fino all’ultimo minuto utile, e farlo con la consapevolezza di essere un mercato di 500 milioni di persone, la seconda potenza commerciale al mondo e la terza in termini di Pil”.

Schlein chiosa: “Le nostre proposte sono pronte e sono a disposizione delle parti politiche. Siamo sempre disponibili a collaborare su queste grandi questioni nell’interesse del Paese, ma a differenza di quanto avvenuto altrove in Europa il governo Meloni non ci ha ancora convocato per discutere”.

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Vance a Palazzo Chigi, Meloni “Con Usa rapporto privilegiato” / VIDEO

ROMA (ITALPRESS) – Il vicepresidente degli Stati Uniti, Jd Vance, è arrivato a Roma. L’aereo con a bordo il numero due della Casa Bianca, accompagnato dalla moglie e dai suoi tre figli, è atterrato poco prima delle 8 a Ciampino.

Nel corso della giornata Vance è arrivato a Palazzo Chigi. Ad accoglierlo la premier Giorgia Meloni. All’interno del cortile di Chigi sono stati eseguiti gli inni nazionali, con Vance che ha seguito con la mano sul cuore. A seguire è previsto un incontro bilaterale e dopo il colloquio Vance pranzerà insieme alla presidente del Consiglio e ai due vice Antoni Tajani e Matteo Salvini.

LE PAROLE DI GIORGIA MELONI

La presenza del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance a Roma “è un’altra grande occasione per rafforzare la nostra cooperazione bilaterale: molti i temi dei quali abbiamo discusso nella giornata di ieri, molti i temi dei quali discuteremo anche nella giornata di oggi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accogliendo il vicepresidente degli Stati Uniti a Palazzo Chigi. “Sicuramente Italia e Stati Uniti sono determinati a rafforzare la loro cooperazione. Crediamo che l’Italia possa essere un partner estremamente importante nell’Europa e nel Mediterraneo per gli Stati Uniti d’America e sicuramente c’è un rapporto privilegiato tra noi, del quale io vado molto orgogliosa“, ha aggiunto.

LE PAROLE DI JD VANCE

Voglio discutere con la premier anche di alcune delle relazioni economiche molto importanti tra Italia e Stati Uniti: stiamo avendo importanti negoziati commerciali non solo tra Italia e Stati Uniti ma con tutta l’Unione Europea, ne abbiamo parlato a lungo ieri con il presidente e daremo seguito a quelle conversazioni oggi”. Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, incontrando la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Palazzo Chigi. “Abbiamo un paio di questioni importanti da discutere oggi: voglio aggiornare la premier su alcuni dei negoziati tra Russia e Ucraina e anche su alcune cose che sono successe nelle ultime 24 ore. Siamo ottimisti sul fatto che si possa sperare di poter porre fine a questa guerra così brutale”. 

IL VIDEO DELLE PAROLE DI GIORGIA MELONI

IL VIDEO DELL’ARRIVO DI VANCE

IL VIDEO DELLE PAROLE DI VANCE

VANCE LASCIA PALAZZO CHIGI, IL VIDEO

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Vance a Roma, Meloni lo riceve a Palazzo Chigi

ROMA (ITALPRESS) – Il vicepresidente degli Stati Uniti, Jd Vance, è arrivato a Roma. L’aereo con a bordo il numero due della Casa Bianca, accompagnato dalla moglie e dai suoi tre figli, è atterrato poco prima delle 8 a Ciampino.

Nel corso della giornata Vance è arrivato a Palazzo Chigi. Ad accoglierlo la premier Giorgia Meloni. All’interno del cortile di Chigi sono stati eseguiti gli inni nazionali, con Vance che ha seguito con la mano sul cuore. A seguire è previsto un incontro bilaterale e dopo il colloquio Vance pranzerà insieme alla presidente del Consiglio e ai due vice Antoni Tajani e Matteo Salvini.

Dovrebbe avere anche un incontro con il segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, e partecipare alle celebrazioni legate alla Pasqua.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Vance arrivato a Roma, oggi l’incontro con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi

ROMA (ITALPRESS) – Il vicepresidente degli Stati Uniti, Jd Vance, è arrivato a Roma. L’aereo con a bordo il numero due della Casa Bianca, accompagnato dalla moglie e dai suoi tre figli, è atterrato poco prima delle 8 a Ciampino.

Vance sarà ricevuto oggi dalla premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Dovrebbe avere anche un incontro con il segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin, e partecipare alle celebrazioni legate alla Pasqua.

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Cade una cabina dalla funivia del Monte Faito, quattro i morti

NAPOLI (ITALPRESS) – La funivia gestita da Eav che collega Castellammare di Stabia con il Monte Faito, nel pomeriggio si è fermata a causa di un guasto con diversi passeggeri a bordo.
Almeno 16 le persone rimaste bloccate a ridosso della stazione della Circumvesuviana di Castellammare sono state imbragate e fatte scendere una alla volta dai Vigili del Fuoco. Sono in corso verifiche su un altro vagone, rimasto bloccato nei pressi della stazione a monte, dove non è chiaro se siano presenti o meno dei passeggeri. Secondo quanto si apprende dalle fonti dei soccorritori, la cabina rimasta bloccata dalle ore 15:00 di questo pomeriggio a causa di un guasto sarebbe poi caduta, con il bilancio della che è di quattro morti. Dalla cabina stati estratti 4 cadaveri e un ferito in condizioni molto gravi, mentre la persona che risultava inizialmente dispersa è stata ritrovata

trl/mca3/Italpress
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Hegseth “Taglieremo 5 miliardi di dollari per servizi non essenziali”

ROMA (ITALPRESS) – Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha firmato un memorandum che annuncia il taglio di 5,1 miliardi di dollari di contratti, definiti “sprecati”, del Dipartimento. Si tratta di “cose accessorie come consulenze e altri servizi non essenziali” ha spiegato Hegseth in un video messaggio.

La nota elenca alcuni dei tagli, tra cui 1,8 miliardi di dollari in contratti di consulenza che l’Agenzia sanitaria della Difesa ha assegnato a varie aziende del settore privato, un contratto di servizi IT cloud aziendali da 1,4 miliardi di dollari assegnato a un rivenditore di software e un contratto da 500 milioni di dollari della Marina per la consulenza sui processi aziendali.

“Abbiamo bisogno di questi soldi per migliorare l’assistenza sanitaria dei nostri combattenti e delle loro famiglie, invece di 500 dollari all’ora per consulenze sui processi aziendali” ha dichiarato il Segretario. Hegseth ha anche menzionato il taglio di un contratto da 500 milioni di dollari assegnato alla Defense Advanced Research Projects Agency per servizi di help desk IT che sono “completamente duplicativi” dei servizi che la stessa azienda già fornisce.

Inoltre, Hegseth ha detto che il Dipartimento ha in previsione di tagliare 11 contratti relativi alla diversità, all’equità e all’inclusione, al cambiamento climatico, alla risposta del dipartimento alla pandemia COVID-19 e alle relative attività non essenziali in tutto il Dipartimento della Difesa.

“Siamo impegnati a sradicare la DEI – alla radice – in tutto il dipartimento. E continuerò a cercare”, ha detto Hegseth che ha anche annunciato tagli sul fronte accademico, affermando che il Dipartimento della Difesa sospenderà oltre 500 milioni di dollari di finanziamenti a un paio di università che “tollerano l’antisemitismo e sostengono programmi DEI divisivi”.

Questo si aggiunge ai 70 milioni di dollari già tagliati nelle scorse settimane ad altre tre università. L’annuncio segue quello iniziale di Hegseth, del 20 marzo 2025, secondo cui il Dipartimento avrebbe tagliato 580 milioni di dollari in programmi, contratti e sovvenzioni.

“Se state tenendo il conto, i tagli di oggi portano il totale a quasi 6 miliardi di dollari di sprechi nelle prime sei settimane di attività del Dipartimento per l’Efficienza del Governo qui al Dipartimento della Difesa”, ha detto Hegseth, aggiungendo che il compito del DOGE è quello di trovare gli sprechi nel Dipartimento della Difesa in modo che i fondi possano essere reintegrati nelle capacità belliche del Dipartimento. “Siamo entusiasti di effettuare questi tagli per conto vostro, dei contribuenti e dei combattenti del Dipartimento”, ha concluso.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)