sabato, Settembre 12, 2026
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Terzo mandato, Zaia “In alcune norme c’è ipocrisia”

VENEZIA (ITALPRESS) – “Siamo di fronte a un Paese che, in alcune delle proprie norme, vive nell’ipocrisia. La sentenza, di natura tecnica, riguarda la Regione Campania. Letta la nota sintetica della Corte Costituzionale, in attesa del testo completo, non posso esimermi da alcune prime considerazioni. Senza entrare nel merito dei tecnicismi della legge campana, la Corte chiarisce che chi ha già ricoperto due mandati consecutivi non può candidarsi per un terzo. Si tratta, appunto, di un rilievo tecnico. C’è però un ulteriore elemento da approfondire. La Corte afferma nella nota che questo principio si applica a tutte le Regioni che si sono dotate di una legge elettorale. A questo punto, la domanda che sorge è: cosa accade nelle Regioni che non l’hanno adottata? Un altro passaggio rilevante è il richiamo della stessa Corte alla distinzione tra Regioni ordinarie e a statuto speciale. Queste ultime, come viene sottolineato, non sono vincolate al limite dei mandati. È emblematico che proprio oggi la Provincia autonoma di Trento abbia giustamente approvato una norma che consente il terzo mandato. Questo apre una riflessione più ampia, di natura politica: siamo di fronte a un sistema che presenta evidenti contraddizioni e disparità”. Lo dichiara il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, dopo la nota che anticipa la decisione odierna della Corte Costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale la recente legge elettorale della Regione Campania.

“Il blocco dei mandati, infatti, vale solo per alcune Regioni e solo per alcuni sindaci – aggiunge -. Tutte le altre cariche istituzionali nel nostro Paese non sono soggette ad alcun limite di mandato, e vige la totale libertà. Trovo quindi fuori luogo che oggi, nella propria difesa, si sia nuovamente sentito dire — questa volta dall’Avvocatura dello Stato — che ‘il vincolo dei mandati è necessario per porre fine a posizioni di potere’. Mi chiedo se questa affermazione rifletta davvero la realtà, considerando che quasi tutte le altre figure pubbliche possono ricandidarsi liberamente, e che il limite sia posto alle poche cariche legate a un voto diretto, su una fiducia molto chiara da parte degli elettori. Prendiamo atto della sentenza, che approfondiremo nei prossimi giorni. Tuttavia, è evidente che dietro certe posizioni, e dietro la normativa in vigore, si celano motivazioni politiche. Appare come l’unico strumento per impedire ad alcuni candidati di ripresentarsi. Dichiarazioni di questo tipo, inoltre, sono offensive nei confronti dei cittadini, considerati così ‘ingenui’ da votare automaticamente chi è già in carica. Ma la realtà dimostra il contrario: in molte occasioni, sia a livello regionale che comunale, i presidenti uscenti non sono stati confermati. Gli esempi recenti dell’Umbria e della Sardegna lo dimostrano, e potremmo citarne decine di altri nella storia del Paese. È la prova che il tema del potere non ha nulla a che vedere con il limite dei mandati. Utilizzarlo come giustificazione è strumentale e, francamente, inaccettabile. La verità è che siamo davanti a un sistema ipocrita che caratterizza questo Paese”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Tacchini e Casadei in coro “Mondiali Milano? Vogliamo la medaglia che ci manca”

ROMA (ITALPRESS) – A guardarli da fuori, sembrano l’opposto l’uno dell’altro: Gabriele Casadei con un sorriso da ragazzino, Carlo Tacchini silenzioso e riflessivo. Ma appena iniziano a parlare, i ruoli si invertono. Casadei è il più timido, mentre Tacchini prende il comando della conversazione con la sicurezza di chi ha esperienza da vendere.

In acqua, però, tutto cambia. Le differenze si annullano: diventano un solo corpo, un unico equipaggio. E vincono.

Il 2024 è stato un anno storico per la canoa sprint italiana. A Parigi, nel C2 500 metri, Tacchini e Casadei hanno conquistato un argento che mancava da 64 anni, riportando l’Italia sul podio olimpico della specialità.

“Abbiamo più responsabilità ora. Dobbiamo essere la continuità della canoa italiana, portare avanti questa eredità”, ha spiegato Tacchini. “C’è anche un po’ più di visibilità, ma in fondo siamo sempre noi, con la voglia di migliorarci ogni giorno”.

L’attenzione ora è tutta rivolta a Milano 2025, sede dei Campionati Mondiali di Canoa Sprint della ICF, in programma ad agosto. E se la medaglia olimpica è già al collo, c’è ancora un obiettivo che manca all’appello: quella iridata. “È quella che ci è sempre sfuggita”, ammette Tacchini. “Sappiamo quanto sarà difficile, ma proprio per questo vogliamo affrontare i migliori e dare il massimo in casa nostra. Sarebbe bellissimo conquistarla davanti al nostro pubblico”.

Casadei rilancia con determinazione: “È una sfida che ci motiva tantissimo. E ci stiamo preparando al meglio, anche grazie alla collaborazione con l’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport di Roma. Stiamo lavorando su dati, feedback, ogni dettaglio può fare la differenza”.

Nonostante abbiano iniziato a pagaiare insieme da appena due anni, la loro sintonia è già evidente. Tacchini, 30 anni, è il punto di riferimento; Casadei, 22, il talento in piena crescita. “La parte più complicata è stata trovare un equilibrio tra due modi diversi di lavorare”, racconta Tacchini. “Ma è stato anche il bello del percorso. Abbiamo costruito un’intesa e ottenuto un grande risultato. Ora dobbiamo continuare a crescere come squadra”.

Il legame tra i due è fatto anche di leggerezza e ironia. Tra una battuta sull’essere “il più famoso” (Casadei, ovviamente) e una frecciatina musicale, emerge la vera forza di questa coppia: la complicità.

Infine, il loro sguardo va oltre i risultati. Tacchini e Casadei sperano che il loro successo possa contribuire a un cambiamento più ampio all’interno dello sport, soprattutto sul piano della parità di genere. “Vogliamo che la nostra medaglia serva a qualcosa di più”, conclude Tacchini. “La canoa non è uno sport solo per uomini. Serve maggiore attenzione e sostegno anche per le donne. I club stanno crescendo e qualcosa si muove. Speriamo di poter dare una mano, anche in questo”.

-Foto ufficio stampa Federazione italiana canoa kayak-
(ITALPRESS).

Sequestrate al porto di Venezia 900.000 dosi di medicinali illeciti

VENEZIA (ITALPRESS) – Sono oltre 900.000 le dosi di medicinali provenienti da paesi extracomunitari che i Finanzieri del II Gruppo Venezia e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno sequestrato al Porto di Fusina. In fondo ad un semirimorchio sbarcato da una motonave dalla Grecia, abilmente occultati da un carico di copertura costituito da merci destinate a varie imprese di logistica italiane, sono stati rinvenuti 4 bancali dal packaging approssimativo.

La merce imballata con cellophane nero per impedirne l’immediata individuazione è stata dapprima sottoposta al controllo con l’utilizzo di uno scanner mobile e successivamente ad un’approfondita verifica fisica, che ha permesso di scoprire le sostanze farmaceutiche di origine asiatica, sprovviste della documentazione certificativa obbligatoria e delle autorizzazioni delle competenti autorità sanitarie. Le successive analisi hanno accertato che il prodotto, qualificato come medicinale ad uso urologico, se immesso nel mercato illecito avrebbe assunto un valore commerciale di circa 2,3 milioni di euro.

– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –

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Donazione organi in Veneto, Zaia “Verona e Padova ai primi posti in Italia”

VENEZIA (ITALPRESS) – “La generosità dei veneti nella donazione degli organi è un esempio luminoso di solidarietà e civiltà. Un ulteriore attestazione del cuore grande di migliaia di cittadini della nostra regione, che, ancora una volta, dimostrano un impegno straordinario verso la vita. Il report del Centro nazionale trapianti, relativo al 2024, evidenzia infatti il notevole impegno della popolazione veneta: Verona si posiziona al terzo posto tra le città italiane con oltre 100.000 abitanti, con una percentuale di consensi alla donazione pari al 76,2%, mentre Padova occupa il sesto posto con il 73,9%. Ma non solo le grandi città: anche i piccoli comuni veneti si distinguono per la loro straordinaria sensibilità”. Così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, esprime la sua gratitudine ai numerosissimi cittadini del Veneto che, in occasione del rinnovo del proprio documento d’identità, hanno dichiarato la volontà alla donazione di organi e tessuti.

“In testa alla classifica regionale troviamo Chies d’Alpago, un piccolo comune del bellunese, con un impressionante 90% di consensi alla donazione, segno tangibile di una comunità che sa riconoscere l’importanza di un gesto che salva vite. A seguire, Lorenzago di Cadore e Vallada Agordina completano il podio, dimostrando che anche nelle realtà più piccole cresce una cultura della donazione”, aggiunge. Gli indicatori presi in considerazione sono la percentuale dei consensi, quella delle astensioni e il numero dei documenti emessi. Complessivamente il Veneto lo scorso anno ha raccolto tra i propri cittadini circa 310mila dichiarazioni di volontà alla donazione degli organi: 70,5% sì, 29,5% no, 40,5% astenuti, al quarto posto in Italia per percentuale di consensi. La media nazionale nel 2024 si è attestata a quota 63,7% sì, 36,3% no, 42,2% astenuti.

“Questi risultati – ha aggiunto Zaia – non sono frutto del caso, ma di una lunga e attenta sensibilizzazione verso l’importanza della donazione degli organi, che non solo può cambiare una vita, ma rappresenta anche un atto di amore e di speranza verso gli altri. La regione Veneto si conferma, dunque, un faro di generosità e un esempio da seguire”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).