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Veronafiere, debutta Vinitaly Tourism con 64 cantine e 16 buyer

VERONA (ITALPRESS) – L’enoturismo entra nel raggio di azione del 57° Salone internazionale del vino e dei distillati con il numero zero di Vinitaly Tourism, il nuovo progetto di Veronafiere per la promozione delle experience nelle cantine del Belpaese.

In programma mercoledì 9 aprile, Vinitaly Tourism debutta con 64 cantine, 16 buyer tra tour operator, agenzie di viaggio, online travel agency selezionati da Veronafiere provenienti da Stati Uniti, Germania, Spagna e Italia e 174 matching b2b in formato speed date già calendarizzati, conferenze e una nuova ricerca redatta da Roberta Garibaldi, presidente di Associazione italiana Turismo Enogastronomico, frutto di una serie di indagini svolte su un campione rappresentativo di 1.500 turisti italiani.

“La crescita dell’enoturismo registrata negli ultimi anni in Italia ci restituisce la fotografia di un patrimonio ancora inespresso nelle sue complessive potenzialità – spiega il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini -. Vinitaly Tourism intende essere la leva fieristica per lo sviluppo del turismo dei territori del vino e, quindi, delle aziende del nostro Paese. Vinitaly è da sempre il baricentro delle tendenze”. 

“L’inserimento di questa nuova area nel palinsesto della manifestazione accelera un piano di programma che, nei prossimi anni, potrà approdare anche nei nostri eventi internazionali”, conclude.

Secondo il Report sull’Enoturismo realizzato da Roberta Garibaldi, la transizione in atto è evidente: dal semplice “drinking wine”, il consumatore si sta orientando sempre più verso il “living wine” ovvero il vino non come prodotto di consumo quotidiano, bensì come esperienza da degustare a 360 gradi all’interno di un programma enoturistico che vede la cantina come esperienza più memorabile del viaggio e il prodotto-vino come icona dell’enogastronomia italiana.

I risultati indicano che l’attenzione verso la visita alle cantine ed ai territori di produzione continua a crescere. In particolare, il numero di turisti italiani che ha visitato i luoghi del vino è passato dal 60% del 2021 al 77% del 2025.

E le cantine si confermano negli anni come le “mete” preferite tra i luoghi di produzione: il 40% dei turisti italiani dichiara di aver visitato almeno una cantina nel corso dei viaggi più recenti, contro il 32% del 2024 e il 29% del 2021. Inoltre, tra le icone enogastronomiche italiane, il vino primeggia con il 38,1% delle preferenze davanti all’olio extra vergine di oliva (24%), alla pizza (22%), alla pasta (15%) e ai formaggi (11%).

E la visita alle cantine con degustazione vini è considerata dai viaggiatori italiani come l’esperienza enogastronomica più memorabile vissuta nel corso dei propri viaggi (26% delle preferenze). Il potenziale del turismo enogastronomico è alto, ma il business rischia di essere penalizzato per la presenza di alcune criticità, evidenziate nel Report.

Gli intervistati sottolineano la mancanza di informazioni chiare sull’esperienza, che è stata rimarcata dal 58% dei visitatori italiani, e dalle limitazioni di orario e di giornate della visita (54%), principalmente dovuta al fatto che molte cantine restano chiuse nei giorni festivi, che sono quelli in cui il pubblico dei winelover avrebbe più tempo disponibile da impiegare nella fruizione delle esperienze.

Il testo fattore critico è particolarmente attuale ed è legato al timore dei controlli stradali dopo l’esperienza di visita e degustazione, con il rischio di una sospensione della patente. A indicarlo è più della metà degli intervistati (53%), anche alla luce delle recenti normative più restrittive. Interessante il punto sul prezzo atteso.

Il 63% dei turisti italiani dichiara che il prezzo ha limitato la decisione di visitare un’azienda di produzione (fra cui le cantine), e se il 31% è disposto a impegnare una somma compresa tra i 21 e 40 euro per visita, c’è un 36% che non intende pagare oltre i 20 euro. Ma anche un terzo disposto che si dichiara disponibile ad un esborso superiore. Per quanto riguarda le mete del vino più apprezzate dai winelover italiani e internazionali, secondo l’analisi delle tracce digitali condotta in collaborazione con Data Appeal, Langhe/Barolo, Chianti e Montalcino hanno ottenuto il più alto gradimento.

Invece, tra le destinazioni turistiche più desiderate e caratterizzate dalla presenza di produzioni vitivinicole, emerge che i turisti italiani vorrebbero visitare le Cinque Terre (20,1% di preferenze) ed il Salento (19,9%), i tedeschi sono più orientati verso il Chianti (38%) e il territorio di Montepulciano (27%), gli inglesi verso l’Etna (33%) e il Chianti (30%) così come gli americani che però sono più orientati verso il Chianti (41%) e a seguire l’Etna (32%). Vinitaly tourism ospiterà un calendario di appuntamenti tematici sul futuro dell’enoturismo, tra sfide e opportunità, organizzato con il coordinamento scientifico di Roberta Garibaldi e il supporto tecnico di Winedering.

-Foto Veronafiere-
(ITALPRESS).

La parodontologia e la ricetta per “salvare” i nostri denti

MILANO (ITALPRESS) – La parodontologia è una branca fondamentale dell’odontoiatria che si occupa della salute delle gengive e dei tessuti di supporto dei denti. Trascurare la salute parodontale può portare a malattie come la gengivite e la parodontite, che possono causare la perdita dei denti e aumentare il rischio di problemi sistemici come malattie cardiovascolari e diabete. Una corretta igiene orale, visite periodiche dal dentista e trattamenti specifici permettono di preservare i denti naturali e migliorare il benessere generale. L’approccio odontoiatrico conservativo “vuol dire fare il possibile per salvare i denti quando possono essere salvati da un punto di vista sia del restauro del dente, ma anche quando ci sono le malattie ai tessuti di supporto. Fare il possibile non vuol dire esagerare anche con le terapie: quando il dente è da togliere, è da togliere. Però molto spesso vengono oggi tolti dei denti che sono facilmente recuperabili. E quando è possibile, in medicina salvare un organo è sempre la prima scelta”. Lo ha detto Giulio Rasperini, professore di paradontologia all’Università degli Studi di Milano e presso l’Università del Michigan e Harvard, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
fsc/gsl

Trenord, torna il treno storico con undici corse verso i laghi della Lombardia

MILANO (ITALPRESS) – Undici corse dal centro di Milano ai laghi, Novara e verso le montagne della Valassina. Questo il programma di Trenord per il treno storico nel 2025, che dopo i sold out nel 2024 in occasione dei suoi cent’anni, torna con due nuove mete: oltre i Laghi Maggiore e di Como, quest’anno il convoglio raggiungerà anche Novara e Asso. Sarà domenica 6 aprile la prima corsa del treno storico, che tornerà sui binari per riproporre ai passeggeri nuovi viaggi da trascorrere nell’atmosfera degli anni Venti, sui sedili di velluto rosso cardinale delle carrozze di prima classe, con gli interni in legno.

I viaggi con destinazione Como Lago, Novara Nord e Asso saranno saranno animati da personaggi in costume d’epoca che si esibiranno in diverse performance artistiche, teatrali e musicali, basate sulla ricostruzione storica di luoghi e personaggi del tempo. Quelli con destinazione Laveno Mombello Lago, invece, saranno arricchiti da formazioni di musicisti jazz che renderanno omaggio alla musica degli anni Venti e Trenta.

– foto ufficio stampa Trenord –

(ITALPRESS).

Schlein “Il Governo è diviso e gli italiani non arrivano a fine mese”

GENOVA (ITALPRESS) – “Purtroppo il governo è diviso, si vede quotidianamente nel battibecco tra Salvini e Tajani e in quelle divisioni ciò che perdono di vista sono le esigenze del Paese”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a margine di un incontro a Genova con sindacati e categorie insieme alla candidata sindaca del centrosinistra Silvia Salis.

In Italia “ci sono le bollette più care d’Europa. Pesano sulle imprese, che ci stanno raccontando la difficoltà di competere con tutte le altre imprese dei Paesi europei, e pesano sulle famiglie italiane – ha aggiunto Schlein -. Su questo noi continuiamo a insistere, per fare un prezzo dell’energia che non sia determinato dal prezzo del gas, che è la fonte più cara in questo momento. L’hanno fatto in altri paesi europei, non si capisce perché Giorgia Meloni non voglia intaccare su questo gli extra profitti che fanno poche società energetiche a scapito di tutte le altre”.

“Sono giorni in cui si discute solamente delle divisioni tra Tajani, Salvini e Meloni”, “però quello che sfugge in questo momento è la condizione drammatica di tante famiglie italiane che non riescono ad arrivare alla fine del mese”, ha concluso Schlein.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Bmw R 12 G/S, l’enduro per la guida su strada e fuoristrada

MILANO (ITALPRESS) – Con la nuova BMW R 12 G/S, la casa tedesca offre una classica enduro per un autentico divertimento fuoristrada. Riprende lo spirito dell’enduro off-road con motore boxer nello stile della R 80 G/S, proiettandolo nel presente grazie a tecnologie moderne.

Con sospensioni a lunga escursione, ruote a raggi incrociati e una carenatura del cockpit compatta ed essenziale. Tre configurazioni di sella, pedane enduro ad alta aderenza e riser manubrio per gli appassionati della guida off-road.

La nuova BMW R 12 G/S è equipaggiata di serie con una sella monoposto piatta, ideale per la guida enduro anche in piedi. L’opzionale Pillion Package include una sella biposto. Il manubrio tubolare in alluminio a doppio spessore consente una regolazione ergonomica ottimale.

Il pacchetto Enduro opzionale include un riser da 20 mm. Il motore boxer raffreddato ad aria/olio, con alesaggio di 101 mm, corsa di 73 mm e cilindrata di 1.170 cc, già adottato in numerosi modelli di motociclette BMW, eroga 80 kW (109 CV) a 7.000 giri/min e una coppia massima di 115 Nm a 6.500 giri/min. Il sistema di scarico posizionato sul lato sinistro, con silenziatore posteriore montato in alto, risponde perfettamente ai requisiti di una classica enduro. E’ già equipaggiata di serie con le modalità di guida “Rain”, “Road” ed “Enduro”. Dispone inoltre del controllo dinamico della trazione (DTC) che assicura un elevato livello di sicurezza alla guida durante le fasi di accelerazione.

Per l’utilizzo in fuoristrada, il DTC può essere completamente disattivato. E’ inoltre dotata di serie del sistema di regolazione della coppia del motore in fase di rilascio (MSR). Lo Shift Assistant Pro, disponibile come optional ex fabbrica per la nuova BMW R 12 G/S, consente di cambiare marcia senza l’uso della frizione in quasi tutte le condizioni di carico e di velocità. Offre prestazioni dinamiche superiori e maggiore comfort rispetto al cambio manuale, grazie a tempi di cambiata estremamente rapidi che permettono accelerazioni fluide e continue, con minime interruzioni della potenza di trazione.

Il telaio a ponte in acciaio tubolare monoblocco della famiglia R 12 costituisce il cuore della nuova BMW R 12 G/S. Il telaio posteriore, anch’esso realizzato in acciaio tubolare, è imbullonato alla struttura principale. E’ dotata di serie di una ruota anteriore da 21 pollici. Nella parte posteriore è montata una ruota da 17 pollici, anch’essa di serie. Per una maggiore capacità fuoristrada, è disponibile una ruota posteriore da 18 pollici, inclusa nell’Enduro Package Pro.

La ruota anteriore è gestita da una forcella telescopica rovesciata completamente regolabile con un diametro di 45 mm e una generosa escursione di 210 mm. Come per gli altri modelli della famiglia BMW R 12, la ruota posteriore è guidata da un forcellone Paralever. Sospensioni e smorzamento sono affidati ad un ammortizzatore angolato con escursione di 200 mm, dotato di smorzamento dipendente dalla corsa e regolabile in ogni parametro.

La ruota anteriore è dotata di un doppio disco freno, con due pinze flottanti a 2 pistoncini montate assialmente e dischi da 310 mm di diametro. Al posteriore è presente un freno a disco singolo con pinza flottante a 2 pistoncini e disco da 265 mm.

La nuova R 12 G/S è già equipaggiata di serie con il sistema BMW Motorrad Abs Pro (parzialmente integrale), che garantisce maggiore sicurezza anche nelle frenate in curva, grazie all’attivazione dell’Abs durante le fasi di inclinazione. Infine, faro anteriore e indicatori di direzione a led e tre le colorazioni proposte.
(ITALPRESS).
-Foto: ufficio stampa Bmw Motorrad-

Milano, Max Mariola raddoppia e apre un bistrot

Milano, Max Mariola raddoppia e apre un bistrot

MILANO (ITALPRESS) – Dopo il successo del suo ristorante in via San Marco a Milano, lo chef e noto personaggio televisivo romano Max Mariola ha inaugurato un bistrot in zona Moscova.
eb/mgg/gsl

Space Factory Sitael a Mola, Emiliano “Lo spazio italiano parla pugliese”

BARI (ITALPRESS) – “Lo spazio italiano parla in dialetto pugliese, una lingua che è stata costruita in anni di sacrifici. La Regione Puglia è qui in rappresentanza del popolo pugliese, che è il principale socio di questa holding che si occupa dell’aereospazio. Sono tre gli accordi di programma con finanziamenti quasi pari a 20 milioni di euro stipulati nel tempo a sostegno delle politiche dell’aerospazio, in particolare a favore della Sitael”. Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano al termine della cerimonia di inaugurazione del completamento della Space Factory 4.0 nello stabilimento Sitael a Mola di Bari.

Emiliano, accompagnato dall’assessore regionale alle attività produttive Alessandro Delli Noci e dalla responsabile Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia Gianna Elisa Berlingerio, ha tagliato il nastro alla presenza, tra gli altri, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, del Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, il CEO di SITAEL, Chiara Pertosa e il Presidente della Angel Holding, Vito Pertosa.

Si tratta di un hub ultramoderno e sostenibile per la produzione e test a km zero di satelliti, a pochi chilometri da Bari, realizzato grazie ad un investimento della Holding Angel che negli anni supera i 40milioni di euro, una parte dei quali co-finanziati dal PNRR,dal MIMIT e dalla Regione Puglia.

“Tutto ciò ci riempie di orgoglio – ha aggiunto il presidente Emiliano – perché abbiamo messo nelle condizioni un’impresa totalmente pugliese di realizzare una delle quattro space factory previste dal Pnrr, fortemente voluta dal presidente Draghi che me ne parlò in maniera intensa. Gli dissi che non solo eravamo pronti con lo Spazioporto di Taranto-Grottaglie, in corso di realizzazione, ma eravamo pronti anche dal punto di vista industriale”.

Per l’assessore Delli Noci “Sitael rappresenta un’eccellenza della nostra regione e per questo occorre ringraziare l’impegno costante e la visione di futuro della famiglia Pertosa e di Chiara Pertosa nel caso specifico. Scommettere sul settore spaziale era inimmaginabile solo pochi anni fa, un settore emergente che, invece, proprio grazie alla visione di alcune imprese, delle Università, dei distretti tecnologici, del mondo della ricerca e della stessa Regione Puglia, è diventato settore strategico in cui la Puglia ha un posto da protagonista sul mercato nazionale e su quello internazionale. La progettazione e la produzione di satelliti – ha concluso Delli Noci – è fondamentale perché i dati spaziali hanno una ricaduta sulla vita quotidiana, permettono di migliorare la produttività e l’efficacia in tanti settori dall’agricoltura di precisione alla tutela dell’ambiente, dalla sicurezza ai settori farmaceutico e alimentare”.

Nella Space Factory Sitael è fase di completamento il satellite PLATiNO-1, sviluppato per ASI da SITAEL insieme a Leonardo, TAS Italia e AirbusItalia. PLATiNO è la prima piattaforma satellitare a propulsione elettrica, progettata per missioni di Osservazione della Terra e Telecomunicazioni. Sarà lanciato nello spazio con il lanciatore VEGA-C. Dopo PLATiNO-1, sono sette satelliti sono in costruzione nella “Space Factory” per applicazioni di monitoraggio per la sostenibilità ambientale, economica, sociale, comunicazioni quantistiche e sicure.

-Foto regione Puglia-
(ITALPRESS).

Vicenza Classic Car Show, il passato e il futuro dell’automobile esibiti in Fiera

Un evento che ha attirato appassionati e curiosi, con una grande affluenza. Il Vicenza Classic Car Show, giunto alla seconda edizione, si è svolto il fine settimana appena passato e non è passato inosservato. Fra auto classiche e sportive, moto d’epoca, si potevano ammirare anche auto di brand automobilistici che hanno fatto la storia, come Ferrari e Lamborghini. Erano presenti auto iconiche e di nuovissima generazione, come ad esempio una nuova Tesla, dalla visione “spaziale”.

Sono stati moltissimi i visitatori, provenienti dall’Italia e dall’estero, giunti a osservare pezzi unici del motorismo storico e sportivo, oltre che testare la nuova Tesla Model Y e Model 3. Si è trattato di un vero e proprio viaggio dalle auto d’epoca al futuro della mobilità.

Vicenza Classic Car Show
Vicenza Classic Car Show. Foto: m.c.

Un viaggio tra passato e futuro

La manifestazione ha saputo coniugare la celebrazione della storia dell’automobilismo con uno sguardo attento alle nuove tendenze. L’esposizione di modelli iconici degli anni ’60, a partire dalle tre regine della manifestazione (la Ferrari 275 GTB del 1966 disegnata da Pininfarina e realizzata da Scaglietti, la Lamborghini Miura P400 S del 1969 nata dalla matita di Marcello Gandini della carrozzeria Bertone e la Maserati Mistral del 1966, disegnata da Pietro Frua nonché la prima Maserati della storia battezzata con il nome di un vento) ha incantato il pubblico.
In assoluta anteprima italiana, la Chevrolet Corvette E-Ray e-AWD (electrified All-wheel drive), la prima Corvette a trazione integrale elettrificata ad essere lanciata sul mercato, ha debuttato suscitando grande interesse.
I Musei Ferrari (Museo Ferrari di Maranello e Museo Enzo Ferrari di Modena) hanno proposto un percorso immersivo a cavallo tra la storia e l’innovazione. Da un lato, il fascino catalizzante della Ferrari F40 LM, oggetto di culto per gli appassionati, una delle “SUPERCARS” (come il titolo della mostra in corso al Museo Enzo Ferrari di Modena) che incarnano i più elevati standard di ricerca tecnologica di Ferrari e dall’altro i simulatori di Formula 1 di ultima generazione, capaci di trasmettere con un realismo sorprendente le sensazioni estreme di guida, solitamente riservate ai veri piloti, per la gioia del pubblico di ogni età.

Vicenza Classic Car Show
Vicenza Classic Car Show. Foto: m.c.

E a proposito di passato prossimo e futuro il Museo Nicolis di Villafranca di Verona ha celebrato in fiera due epoche iconiche: “Back to the ’70” con una ricercata Rolls-Royce Camargue, del 1975, prima Rolls disegnata da Pininfarina e una Matra-Simca Bagheera (1973-1980) il cui nome deriva dalla pantera del Libro della Giungla di Rudyard Kipling e “Back to the Future” con una delle auto più fotografate della manifestazione, la DeLorean DMC-12 del 1981, progettata da Giorgetto Giugiaro e simbolo di cultura pop e di un sogno che continua anche a 40 anni dall’uscita della famosa pellicola “Back to the future”.

Incontri di spicco

L’Area Celebrazioni ha reso omaggio ai primi 50 anni della Ferrari 308, la splendida sportiva, indimenticabile protagonista della serie televisiva clou degli anni ’80” Magnum P.I”. Presentata al Salone di Parigi del 1975, la Ferrari 308 GTB conquistò immediatamente per la linea innovativa, disegnata per Pininfarina da Leonardo Fioravanti. Un successo commerciale con oltre 12 mila esemplari prodotti in 10 anni. I modelli in vetroresina prodotti fino ad inizio 1977, sono i più ambiti dai collezionisti, ma anche le versioni successive, di acciaio e alluminio, sono molto richieste. A fine 1977 la versione GTS di Magnum P.I., ovvero la “targa”, con tetto di vinile asportabile e nel 1982 la “Quattro valvole” che ha contribuito a rinforzarne il mito, sia in strada che nelle competizioni.
Le Federazioni di categoria, testimoni di un patrimonio culturale prezioso, da far conoscere e custodire, hanno presenziato in forze.
Allo stand di ACI Storico – AC Vicenza, accanto a modelli iconici (una Dallara Stradale di ultima generazione, interamente in fibra di carbonio, ed una splendida Ferrari F355) un ricco calendario di appuntamenti ha animato il fine settimana tra presentazione di libri e talk che hanno affrontato i temi di maggiore attualità per il motorismo storico e non solo. Per il pubblico di appassionati, inoltre, l’alternarsi sul palco di mitici campioni delle corse è stata un’ulteriore occasione di coinvolgimento. Tra gli appuntamenti più partecipati di sabato 29 marzo il confronto acceso e appassionante, “senza filtri” sulla passione per l’auto storica a tutto tondo, con un focus sul ruolo delle nuove generazioni, con protagonisti Davide Cironi (Drive Experience), Andrea
Farina (Motor1.com) e David Giudici (ACI Editore). Domenica 30 marzo Miki Biasion, il due volte campione del mondo Rallye, ha chiuso in bellezza il ciclo di incontri.

Vicenza Classic Car Show
Vicenza Classic Car Show. Foto: m.c.

ASI Automotoclub Storico Italiano ha partecipato con il grande spazio “ASI Village” e i suoi Club Federati in rappresentanza dell’ASI Club Nordest e una ricca e ricercata scelta di modelli a quattro e due ruote. Tra i modelli più apprezzati e più “antichi” in esposizione, la Locomotiva TYPE STYLE No.2 del 1900, a vapore ancora perfettamente funzionante, e la IF Isotta Fraschini FENC del 1908. Venerdì 28 marzo, il Circolo Veneto Automoto d’Epoca ha celebrato i 30 anni de “La Leggenda di Bassano”.

Anteprime esclusive

Vicenza Classic Car Show si è confermata palcoscenico ideale di anteprime esclusive e celebrazione della passione per i motori.
La casa d’aste Broad Arrow Auctions ha scelto la manifestazione per presentare in anteprima alcuni lotti dell’asta di Villa d’Este 2025, tra cui una Fiat Abarth 1300 OT, con cerimonia di unveil per il pubblico della manifestazione nella giornata inaugurale di venerdì 28 marzo, dopo 38 anni di “letargo” e una Fiat 570 Bertone Barchetta Special, classe 1936, la prima auto disegnata da Nuccio Bertone e una BMW Z8 Roadster, in perfetto stato. L’esposizione della 777 Collection di Andrea Levy ha catturato l’attenzione con modelli unici come la Ferrari 296 Challenge e la Radical RXC Spyder.
Lamborghini Club Italia ha esposto quattro esemplari iconici (Lamborghini Countach prodotta in versione quattrovalvole, unica al mondo dotata della particolare colorazione “azzurro puffo”; Lamborghini Diablo, dal nome legato alla leggenda di El Diablo, feroce toro allevato dal Duca di Veragua nel XIX secolo; Lamborghini Gallardo Performante, esposta in un allestimento speciale e Huracan Performante in suggestiva colorazione verde metallizzato) mentre Garage 961, l’unico centro riconosciuto e ufficiale per il restauro dei trattori Lamborghini, ha presentato un trattore Lamborghini del 1960, modello 2241R, il primo a vestire la famosa livrea azzurro-arancio interamente restaurato.

L’evento ha avuto un boom di presenze e qualità espositiva. Si chiude un’edizione da record. L’esperienza è stata unica, tra leggende, anteprime e celebrazioni indimenticabili.

Vicenza Classic Car Show
Vicenza Classic Car Show. Foto: m.c.

 

Dacia, Tocci “Con Bigster entriamo nel segmento C-Suv”

Dacia, Tocci

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Con Bigster Dacia pensa in grande. E’ il prodotto con il quale entriamo nel segmento C-Suv, con una proposta alla Dacia, “best value for money”, ricca di equipaggiamenti”. Lo dice Guido Tocci, Managing Director di Dacia Italia.

col/sat/gsl

Dacia Bigster, il suv ibrido dal grande spazio interno

ROMA (ITALPRESS) – Con il nuovo Bigster Dacia parte alla conquista del segmento C. Già leader nel segmento B in Europa, la casa rumena della galassia Renault ha presentato un modello essenziale, robusto, eco-smart e a prezzo contenuto.

Il frontale è massiccio, con griglia nero lucido. Le piastre inferiori dei paraurti sono resistenti ai graffi e le protezioni che avvolgono fiancate e passaruote costruite con polipropilene parzialmente riciclato.

I cerchi in lega sono da 17″ o 18″ e da 19″ nell’allestimento top, così come il tetto nero con un’offerta Bi-Tono per la carrozzeria. Nuova la tinta Indigo Blue metallizzata, elegante e sobria. Un C-Suv imponente da 4,57 metri di lunghezza, 22 cm dal suolo, alto 1,71 e largo 1,81 metri. All’interno quadro strumenti digitale da 7″ o 10″ e touchscreen centrale da 10,1″.

Elegante la linea verde che unisce i due schermi. Il bracciolo centrale con vano refrigerato, il caricabatterie a induzione, le prese usb, un ampio vano portaoggetti sono ben posizionati.
I tessuti dei sedili sono gradevoli, semplici e resistenti. I sedili anteriori sono regolabili elettricamente, per altezza della seduta e inclinazione dello schienale, con supporto lombare regolabile manualmente. L’interno risulta molto ampio, cinque persone con i rispettivi bagagli possono sedere comodamente.

Il climatizzatore bi-zona, con bocchette d’aria per i passeggeri dei sedili posteriori, rende confortevole anche i viaggi in situazioni limite. Gradevole il sistema multimediale a 6 altoparlanti con Akamys 3D sound system. Il tettuccio panoramico è apribile elettricamente.

Il bagagliaio, il cui portellone si apre e chiude elettricamente, ha una capienza di oltre 700 litri e la modularità 40/20/40 dei sedili posteriori facilita il trasporto di oggetti ingombranti. Bigster comprende di serie frenata automatica di emergenza, riconoscimento della segnaletica stradale con avviso di eccesso di velocità, assistenza al parcheggio con telecamera posteriore, stop d’emergenza, avviso di superamento della linea di carreggiata, assistenza al mantenimento della corsia, sistema di monitoraggio dell’attenzione del conducente e chiamata di emergenza.

Le motorizzazioni sono tutte elettrificate. Bigster hybrid 155, di nuova generazione, monta un motore a benzina 4 cilindri da 107 Cv e un motore elettrico da 50 Cv, cambio automatico elettrificato senza frizione a 6 rapporti. Questa motorizzazione offre più potenza, più coppia e maggiore capacità di traino.

I consumi sono stati ridotti del 6%. Bigster hybrid 155, che si avvia sempre in modalità elettrica, circola in città fino all’80% in modalità elettrica grazie alla frenata rigenerativa. Previsto anche il mild hybrid 140, anche Gpl con un’autonomia di 1.450 km, che abbina un motore benzina turbo 3 cilindri da 1,2 litri coadiuvato da un sistema mild-hybrid da 48 V e cambio manuale a 6 rapporti. E ancora Bigster 130 4 X4, mild hybrid 48V, 20% in meno di CO2 rispetto alla versione non elettrificata, capacità di traino di 1,5 tonnellate, sei modalità di guida, auto, neve, sabbia, off-road ed eco e sistema di controllo della velocità in discesa.

Sulle strade della Provenza la guidiamo con estrema facilità, malgrado le dimensioni importanti, colpiti dall’isolamento acustico rispetto al modello precedente. Buona la risposta del nuovo motore anche nei percorsi più impegnativi. Bigster hybrid 155, Extreme, costa 31.300 Euro.

(ITALPRESS).
-Foto: Italpress-