venerdì, Settembre 11, 2026
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“Il Cantico delle Creature” a Milano tra musica, natura e spiritualità

MILANO (ITALPRESS) – Mentre Milano si accende di luci e colori in vista delle festività natalizie, lo Spazio Teatro No’hma rinnova uno dei suoi appuntamenti più amati. Stasera (18 dicembre) l’Auditorium dell’Università IULM (edificio 6, via Carlo Bo, 7) sarà il palcoscenico de Il Cantico delle Creature: la natura e il divino. Un viaggio tra musica, parola e spiritualità alla scoperta del legame profondo tra uomo e natura, accompagnati dalle lodi del Cantico delle Creature di San Francesco, giunto quest’anno al suo 800º anniversario. Come ogni spettacolo dello Spazio Teatro No’hma anche Il Cantico delle Creature: la natura e il divino sarà a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite. Eccezionalmente, l’evento inizierà alle 20.30 e non alle 21, come tradizionalmente previsto per gli spettacoli del No’hma.

Per la prima volta, durante Il Cantico delle Creature: la natura e il divino sarà proposta al pubblico una ricostruzione musicale del Cantico, basata su una nuova interpretazione delle sue fonti più antiche, partendo dalle liturgie che risuonavano nei monasteri del XIII secolo, all’epoca di Francesco e dei suoi seguaci. Ensemble Micrologus si esibirà insieme all’attore e doppiatore Claudio Moneta in uno spettacolo che restituisce il senso di sacralità gioiosa del Cantico. Un inno alla natura e alla bellezza del Creato. A quella di San Francesco si aggiungono le voci di Ildegarda di Bingen, mistica benedettina e antesignana delle scienze naturali, e di Raimondo di Sabunde, teologo che nel suo Liber Creaturarum riconobbe nella natura stessa una rivelazione divina. Un rapporto, quello tra uomo e natura, caro anche a Papa Francesco che ha evidenziato, nella sua enciclica del 2015 Laudato sì, la necessità di prendersi cura del nostro pianeta, la nostra casa comune, riportando al centro del dibattito mondiale un tema allo stesso tempo attuale e antico.

A unire tutti questi elementi sarà la regia firmata da Marco Rampoldi, che restituisce al pubblico un’esperienza poetica e immersiva, dove musica e parola diventano dialogo fra l’uomo e il mistero della creazione.

– Foto ufficio stampa Spazio Teatro No’hma –

(ITALPRESS).

Sequestrati due stabilimenti clandestini per la produzione di sigarette tra Milano e Pavia, 17 arresti

MILANO (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale di Milano, unitamente ai militari del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, hanno condotto una estesa e articolata operazione congiunta nel settore del contrasto al contrabbando dei tabacchi lavorati e della contraffazione che ha portato all’individuazione, nelle aree rurali ai confini delle province di Milano e Pavia, di 2 opifici occulti dediti alla lavorazione, al confezionamento e al deposito di sigarette. In tale contesto sono stati identificati 17 lavoratori di nazionalità ucraina e moldava, tutti tratti in arresto in flagranza dei reati di contrabbando di tabacchi lavorati e contraffazione. La capacità produttiva degli stabilimenti clandestini è rilevabile dagli ingenti quantitativi di materiali di contrabbando rinvenuti e sottoposti a sequestro: nel complesso, oltre 30 tonnellate di tabacco grezzo e lavorato e circa 3 tonnellate di sigarette, in gran parte già confezionate in pacchetti riportanti i marchi contraffatti di noti brand del settore, per un valore complessivamente stimato di oltre 8 milioni di euro.

I siti produttivi in questione erano ben mimetizzati attraverso l’adozione di mirati accorgimenti per svolgere nel massimo riserbo l’illecita produzione di sigarette che avveniva al loro interno. Gli impianti venivano alimentati con gruppi elettrogeni, allo scopo di non rendere rilevabile, dai picchi di consumo dell’energia elettrica, la presenza di macchinari funzionanti a pieno ritmo e negli ambienti più interni, illuminati solo artificialmente, erano stati allestiti alloggiamenti precari per il personale addetto alle apparecchiature, proveniente da Paesi dell’Est europeo. Effettuato l’accesso, con il supporto dei Finanzieri del Comando Provinciale di Pavia, gli operanti hanno rilevato la presenza di sofisticate linee produttive, perfettamente funzionanti, con processi automatizzati ad alta velocità per l’assemblaggio delle sigarette e il confezionamento finale dei pacchetti, partendo dal tabacco trinciato e dal materiale accessorio necessario (filtri, cartine, cartoncini per il packaging, etc.), anch’esso riportante il marchio contraffatto di noti produttori internazionali autorizzati e presente in grandissime quantità presso tali siti (sono state infatti rinvenute migliaia di componenti per la realizzazione e il confezionamento delle sigarette).

– Foto Guardia di Finanza –

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Scoperti due stabilimenti per la produzione illegale di sigarette a Pomezia e Ferentino / Video

ROMA (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale Palermo, con il supporto operativo dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Roma e di Frosinone, hanno condotto una vasta operazione a contrasto dell’illecita produzione di tabacchi lavorati di contrabbando. Nel dettaglio, nel quadro di un intervento coordinato dalla Procura Europea (E.P.P.O.) – sede di Palermo, le Fiamme Gialle hanno individuato, in due siti ubicati a Pomezia (RM) e a Ferentino (FR), un imponente opificio industriale per la fabbricazione di sigarette, dotato di tutte le attrezzature e i macchinari necessari per la realizzazione di due linee di produzione su larga scala, nonché uno stabilimento destinato allo stoccaggio di materiale precursore e di prodotto finito. Oltre 2 milioni di euro il valore degli impianti, in grado di produrre, ogni giorno, circa 4 milioni di sigarette.

All’interno degli stabilimenti, su un’area totale di circa 4.000 m2, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro 27 tonnellate di sigarette, 19 tonnellate di tabacco, 134 bancali di precursori, tra cui materiali per il confezionamento dei pacchetti di sigarette con i loghi di rinomate case di produzione (Marlboro, Rothmans, Camel e Winston) e 4 autoarticolati utilizzati per i trasporti. E’ stata rilevata inoltre la presenza di 7 personetti di nazionalità bulgara e ucraina, tutti deferiti all’Autorità Giudiziaria delegante per i reati di detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando e di contraffazione marchi. Particolarmente complessa si è rivelata l’esatta localizzazione degli stabilimenti, a causa delle rigorose precauzioni messe in atto dai trasportatori per celare i luoghi di produzione e stoccaggio. Gli autori delle condotte illecite utilizzavano anche mezzi di bonifica per tutelare la merce destinata agli stabilimenti illegali, in particolare dispositivi jammer e rilevatori di frequenze, utilizzati, rispettivamente, per inibire le comunicazioni radio (bloccando segnali come GSM e GPS) e per individuare eventuali apparecchiature di localizzazione satellitare installate dalle forze di Polizia.

In tal senso, si è reso necessario sviluppare un’intensa e meticolosa attività di monitoraggio, che si è avvalsa dell’ausilio di sistemi di videosorveglianza e di prolungati servizi di appostamento e di pedinamento, nonché dell’impiego di droni. Le sigarette sottoposte a sequestro, se immesse sul mercato, avrebbero comportato un mancato introito per le casse dello Stato e dell’Unione Europea (in termini di accise e di IVA evasa) pari a 7,4 milioni di euro. Ammonta, invece, a 700 mila euro al giorno il profitto illecito che l’impianto era in grado di assicurare; in un anno oltre 240 milioni di euro, per un danno alle finanze pubbliche di circa 160 milioni di euro.

– Foto Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

 

Il Mimit lancia l’IPCEI su intelligenza artificiale e semiconduttori, Urso “Due pilastri indispensabili per la nostra competitività”

ROMA (ITALPRESS) – Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha avviato le manifestazioni di interesse per l’IPCEI (Importanti Progetti di Comune Interesse Europeo) su intelligenza artificiale e semiconduttori. Due settori chiave per cui si intende perseguire la strategia europea di una autonomia tecnologica dell’Unione Europea e sostenere soluzioni di IA avanzate, sicure e competitive e una maggiore autonomia e competitività nei chips. “Si tratta di due strumenti preziosi per raggiungere l’obiettivo di una sovranità tecnologica europea, pilastri indispensabili anche per la competitività del nostro Made in Italy, che da sempre si contraddistingue per l’alto tasso di innovazione”, ha dichiarato il ministro Adolfo Urso.

Nel dettaglio, l’IPCEI AI intende creare un ecosistema europeo di intelligenza artificiale sovrana, a copertura dell’intera catena del valore: sviluppo e addestramento di modelli base aperti, implementazione efficiente e soluzioni personalizzate. L’iniziativa vuole promuove nuovi modelli, basati su infrastrutture open source e in grado di far dialogare imprese e pubblica amministrazione, per settori chiave come energia, telecomunicazioni, difesa, finanza e aerospazio. L’IPCEI AST (Advanced Semiconductor Technologies) si pone, invece, l’obiettivo di creare un ecosistema di applicazioni innovative nei semiconduttori avanzati, per rispondere alle esigenze dell’industria europea, in uno scenario che vede la microelettronica determinante in settori come intelligenza artificiale, automazione, sicurezza e sostenibilità.

– Foto IPA Agency –

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Davide Ancelotti lascia il Botafogo, divergenze con la società

RIO DE JANEIRO (BRASILE) (ITALPRESS) – Davide Ancelotti non è più l’allenatore del Botafogo. Il club brasiliano ha annunciato che il tecnico italiano, figlio del ct della Seleçao verdeoro Carlo, non continuerà a guidare la squadra. “Il Botafogo rende noto che Davide Ancelotti non è più il tecnico della prima squadra. Anche il preparatore atletico Luca Guerra e gli assistenti Luis Tevenet e Andrew Mangan lasciano il club. La decisione è stata presa al termine di una riunione, la società ringrazia Ancelotti per la professionalità e l’impegno nel periodo in cui ha guidato la squadra e fatto parte della famiglia ‘alvinegra’ e gli augura il meglio per il futuro. Il nuovo staff tecnico sarà annunciato a breve”. Si chiude con questo comunicato l’avventura di Davide Ancelotti sulla panchina del club di Rio de Janeiro.

Un’esperienza di cinque mesi con il campionato concluso al 6° posto. Secondo la stampa brasiliana, il tecnico italiano ha deciso di non proseguire la sua avventura per le divergenze con i dirigenti, in particolare, secondo O Globo, per la decisione del club di licenziare il preparatore atletico Luca Guerra. Ancelotti jr avrebbe continuato la sua avventura, solo con la conferma dell’intero staff tecnico.

– Foto IPA Agency –

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Si riunisce il Consiglio europeo, von der Leyen “L’obiettivo è la pace in Ucraina, scegliere tra asset o debito”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Abbiamo un obiettivo finale in questo Consiglio europeo, ed è la pace per l’Ucraina. Per questo l’Ucraina ha bisogno di un finanziamento sicuro per i prossimi due anni, il 2026 e il 2027. Stiamo parlando di 137 miliardi, stimati come necessari, e ci siamo impegnati a coprirne due terzi, 92 miliardi. Ho presentato due proposte, due opzioni sul tavolo per questo finanziamento: una è il finanziamento attraverso il bilancio dell’UE, prendendo a prestito a valere sul bilancio, la seconda possibilità è il prestito di riparazione. Quindi oggi discuteremo su quale delle due utilizzare. Saranno discussioni intense. Per me, la parte più importante è che, alla fine, abbiamo garantito il finanziamento per l’Ucraina per i prossimi due anni”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al suo arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles.

TUSK “LA SCELTA È SEMPLICE, SOLDI OGGI O SANGUE DOMANI”

“Ora abbiamo una scelta semplice: o soldi oggi, o sangue domani. Non parlo solo dell’Ucraina, parlo dell’Europa. Questa è una decisione che spetta a noi. E solo a noi. Tutti i leader europei devono finalmente essere all’altezza della sfida”. Così il premier polacco, Donald Tusk, al suo arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

Cleveland ko a Chicago nella notte Nba, Memphis batte Minnesota 116-110

ROMA (ITALPRESS) – Dopo il trionfo in Nba Cup dei New York Knicks (124-113 sui San Antonio Spurs), nella notte italiana disputate solo due partite valide per la regular season del campionato. Cleveland cade a Chicago con il punteggio di 127-111. Tre giocatori oltre i 20 punti per i Bulls: Coby White guida con 25, lo segue Josh Giddey con una tripla doppia da 23+11+11 e Nikola Vucevic con 20 punti e 9 rimbalzi. Donovan Mitchell chiude con 32 punti, ma i Cavs perdono la seconda in fila e l’ottava delle ultime dieci.

Memphis, invece, passa sul parquet di Minnesota: 116-110 per i Grizzlies, aggrappati ai 28 punti+12 rimbalzi di Jaren Jackson Jr. Contributo decisivo dalla panchina di Jock Landale (20 punti+10 rimbalzi). Assenti Anthony Edwards e Mike Conley, per i Timberwolves buona prova Julius Randle (21 punti). Per l’italo-statunitense Donte DiVincenzo 19 punti, 11 rimbalzi e 4 assist in 37 minuti sul parquet. Doppia doppia anche per Rudy Gobert, alla sirena con 16 punti e 16 rimbalzi.

– Foto IPA Agency –

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Schifani “La Sicilia cresce più della media nazionale. Forza Italia? Leadership Tajani non è in discussione”

PALERMO (ITALPRESS) – “I dati raccontano una Sicilia diversa dagli stereotipi: un’Isola in movimento, che cresce più della media nazionale. Il Pil ha registrato aumenti a doppia cifra e l’occupazione è salita del 12,6%, con oltre 170mila nuovi posti di lavoro”. Lo dice, in un’intervista a Il Giornale, il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.Sono nate – aggiunge – più di 60mila nuove imprese e gli investimenti aumentati grazie alla semplificazione delle procedure autorizzative che abbiamo introdotto. Anche l’export segna risultati record come dice la Cgia di Mestre. Una dinamica positiva confermata anche da Bankitalia, Istat, Svimez e Confartigianato”.

A proposito del risanamento finanziario afferma: “Al nostro insediamento c’era un disavanzo di 4 miliardi, oggi quel buco è stato azzerato e c’è un avanzo di oltre 2 miliardi. Siamo così passati da politiche di emergenza a politiche espansive. Le entrate tributarie sono cresciute del 30%, dai 12 miliardi del 2022 a 15,7 miliardi dello scorso anno, risorse utilizzate anche per sostenere i consumi delle famiglie e rafforzare la crescita”. “La Sicilia – aggiunge – è tornata affidabile, credibile e capace di programmare. Un segnale forte per investitori e governo nazionale. Oggi la Sicilia non è più vista come un problema, ma come una risorsa per la ripresa del Paese”.

“La manovra finanziaria è fortemente espansiva, costruita proprio grazie al risanamento dei conti. Prevede oltre 200 milioni destinati a favorire nuova occupazione, in particolare attraverso la decontribuzione per chi assume. È una scelta politica chiara: usare le risorse per creare lavoro stabile e di qualità”, dice a proposito della finanziaria in discussione nell’aula dell’Assemblea regionale. La manovra contiene anche “Sicily working”, “una misura innovativa – spiega Schifani – a cui tengo molto. Nasce da un’idea semplice ma ambiziosa: consentire ai nostri giovani di lavorare per grandi aziende, anche nazionali e internazionali, restando in Sicilia. Incentiviamo il lavoro da remoto e le imprese che scelgono di assumere qui, contrastando la fuga dei talenti e valorizzando le competenze siciliane”.

Sul Ponte sullo Stretto: “Tutta la maggioranza è compatta sul Ponte, un’idea che risale a Berlusconi, un’infrastruttura strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno, alla quale la mia Regione, come la Calabria, sta offrendo il proprio contributo: abbiamo infatti stanziato 1,3 miliardi del Fsc”.

Parlando di Forza Italia Schifani afferma: “In Fi non esistono correnti e la leadership di Tajani non è in discussione. Ha guidato il partito in un momento difficile, dopo la scomparsa di Berlusconi, riuscendo a rafforzarlo grazie al lavoro dei territori. Occhiuto, di cui ho avuto modo di apprezzarne le qualità di amministratore serio ed efficace, offre un contributo di idee al nostro progetto di stampo liberale e berlusconiano”. Lo stato di salute di Forza Italia in Sicilia è “ottimo. I risultati delle Europee 2024 e delle Provinciali 2025 lo dimostrano. Fi in Sicilia cresce e si radica sempre di più: il 23% alle Europee e il primato in diverse province confermano un consenso storico. È il frutto di un partito unito, del lavoro sui territori e di un’azione di governo credibile”.

– Foto IPA Agency –

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Schifani “La Sicilia cresce più della media nazionale, aumentano Pil e occupazione”

PALERMO (ITALPRESS) – “I dati raccontano una Sicilia diversa dagli stereotipi: un’Isola in movimento, che cresce più della media nazionale. Il Pil ha registrato aumenti a doppia cifra e l’occupazione è salita del 12,6%, con oltre 170mila nuovi posti di lavoro”. Lo dice, in un’intervista a Il Giornale, il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.Sono nate – aggiunge – più di 60mila nuove imprese e gli investimenti aumentati grazie alla semplificazione delle procedure autorizzative che abbiamo introdotto. Anche l’export segna risultati record come dice la Cgia di Mestre. Una dinamica positiva confermata anche da Bankitalia, Istat, Svimez e Confartigianato”.

A proposito del risanamento finanziario afferma: “Al nostro insediamento c’era un disavanzo di 4 miliardi, oggi quel buco è stato azzerato e c’è un avanzo di oltre 2 miliardi. Siamo così passati da politiche di emergenza a politiche espansive. Le entrate tributarie sono cresciute del 30%, dai 12 miliardi del 2022 a 15,7 miliardi dello scorso anno, risorse utilizzate anche per sostenere i consumi delle famiglie e rafforzare la crescita”. “La Sicilia – aggiunge – è tornata affidabile, credibile e capace di programmare. Un segnale forte per investitori e governo nazionale. Oggi la Sicilia non è più vista come un problema, ma come una risorsa per la ripresa del Paese”.

“La manovra finanziaria è fortemente espansiva, costruita proprio grazie al risanamento dei conti. Prevede oltre 200 milioni destinati a favorire nuova occupazione, in particolare attraverso la decontribuzione per chi assume. È una scelta politica chiara: usare le risorse per creare lavoro stabile e di qualità”, dice a proposito della finanziaria in discussione nell’aula dell’Assemblea regionale. La manovra contiene anche “Sicily working”, “una misura innovativa – spiega Schifani – a cui tengo molto. Nasce da un’idea semplice ma ambiziosa: consentire ai nostri giovani di lavorare per grandi aziende, anche nazionali e internazionali, restando in Sicilia. Incentiviamo il lavoro da remoto e le imprese che scelgono di assumere qui, contrastando la fuga dei talenti e valorizzando le competenze siciliane”.

Sul Ponte sullo Stretto: “Tutta la maggioranza è compatta sul Ponte, un’idea che risale a Berlusconi, un’infrastruttura strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno, alla quale la mia Regione, come la Calabria, sta offrendo il proprio contributo: abbiamo infatti stanziato 1,3 miliardi del Fsc”.

– Foto IPA Agency –

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Il Trump rabbioso che parla all’America con l’ansia di non essere più creduto

di Stefano Vaccara

NEW YORK (ITALPRESS) – Doveva essere un discorso “sull’economia”. È sembrato invece uno sfogo in diretta nazionale, un rant nel senso più pieno del termine: rapido, nervoso, ripetitivo, quasi certamente scritto o dettato dallo stesso Trump, tanto era sgraziato nella forma e ossessivo nei contenuti. Dal Diplomatic Reception Room della Casa Bianca, con le luci natalizie sullo sfondo, Donald Trump è entrato nelle case degli americani con un tono che strideva con l’atmosfera: monotono e allo stesso tempo rabbioso, un rantolo stridente e disturbante. Ha esordito con un secco: “Buonasera America. Undici mesi fa ho ereditato un disastro e lo sto sistemando”. Da lì in poi, una raffica di frasi autocelebrative, promesse e accuse, lette a tutta velocità, con foga crescente e una voce che saliva di irritazione. Il punto d’arrivo del discorso è stato il suo riassunto trionfalistico: “Stasera, dopo undici mesi, il confine è sicuro, l’inflazione si è fermata, i salari sono in aumento, i prezzi sono scesi, la nostra nazione è forte… l’America è rispettata ed è tornata, più forte che mai”.

Peccato che gran parte di queste affermazioni non corrisponda alla realtà: l’inflazione non è “fermata”, i prezzi non sono affatto scesi in modo generalizzato, e sono ancora famiglie e consumatori a pagare il costo dei dazi, non certo a beneficiarne. Ma nel discorso di Trump i dati servono più come slogan che come descrizione del reale. Il problema – politico prima ancora che economico – è che l’America del dicembre 2025 non è più quella della campagna elettorale del 2024. Allora Trump appariva sicuro, dominante, persino magnetico per i suoi sostenitori. Stavolta, invece, la sensazione è stata opposta: difensiva, ansiosa. Non il leader che convince, ma il capo che pretende consenso alzando la voce. Quando un presidente chiede la prima serata alle reti nazionali, di solito annuncia qualcosa di importante. Qui la notizia non era il contenuto, ma il tono. La linea del discorso è stata chiara: se qualcosa non funziona, la colpa non è sua. Lo ha detto esplicitamente: “Non è colpa dei repubblicani. È colpa dei democratici”. Ha insistito più volte sul fatto di aver “ereditato un disastro”, sostenendo che l’economia starebbe andando benissimo e che gli americani dovrebbero solo aspettare ancora un po’ per accorgersene.

Poi l’annuncio di un assegno ai militari, presentato come gesto patriottico: “Stiamo mandando a ogni soldato 1.776 dollari”, ha detto, parlando di un “dividendo del guerriero”. E ha aggiunto, con enfasi: “Gli assegni sono già in arrivo”. A pagare, secondo lui, sarebbero i dazi, descritti come una macchina miracolosa capace di rendere l’America più ricca, finanziare bonus e rilanciare l’industria. Ma ascoltandolo snocciolare numeri e superlativi, con quello sguardo teso e il dito puntato idealmente contro il pubblico, è emersa un’altra realtà: Trump non parla più a un Paese ipnotizzato, ma a cittadini che confrontano slogan e carrello della spesa, promesse e bollette. Ed è proprio lì che il discorso ha tradito qualcosa di più profondo: la fine di quel momento “magico” in cui bastava affermare per essere creduti. Mercoledì sera, più che forza, dal presidente è trapelata inquietudine. E quando un leader deve gridare, significa che sente di non essere più ascoltato da chi prima credeva, ubbidiva e magari sarebbe stato anche pronto a combattere per lui.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).