sabato, Settembre 12, 2026
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In Arabia Saudita cresce la partecipazione delle donne al mercato del lavoro

ROMA (ITALPRESS) – Nel secondo trimestre del 2024, la partecipazione femminile al mercato del lavoro ha raggiunto il 35,4%, superando con largo anticipo l’obiettivo del 30% fissato per il 2030. Parallelamente, il 40,6% delle imprese nel Regno è oggi guidato da donne, mentre la rappresentanza femminile nel Consiglio della Shura ha raggiunto il 20%. Anche nel mondo della formazione, con il 49,4% della popolazione studentesca rappresentato da ragazze e il 54,5% del corpo docenti composto da donne. Nel programma saudita anche l’obiettivo di aumentare la partecipazione nel settore digitale, con un aumento del numero di donne nel settore delle telecomunicazioni del 24,9%.

E’ quanto è emerso nel corso dell’evento “Women: from Italy to Middle East. Focus on women’s empowerment and female employment. A dialogue between Italy and Saudi Arabia”, organizzato oggi a Roma dall’Ambasciata dell’Arabia Saudita in Italia, in collaborazione con l’Associazione Le Contemporanee, per rafforzare il dialogo tra Italia e Arabia Saudita sulle strategie per l’empowerment femminile e l’occupazione, condividendo esperienze e best practices per favorire l’inclusione e la crescita delle donne nel mondo del lavoro.

L’Arabia Saudita ha infatti introdotto misure innovative per sostenere l’occupazione femminile, tra cui programmi come Qarra, a supporto delle madri lavoratrici, e Wusool, per facilitare gli spostamenti casa-lavoro. Sono state inoltre avviate iniziative per il lavoro freelance, part-time e da remoto, fondamentali per ampliare le opportunità anche nelle aree meno servite. Sul fronte della formazione, il programma Women’s Leadership Training Initiative, realizzato in collaborazione con INSEAD, ha già formato 958 donne per ricoprire ruoli decisionali nel settore pubblico e privato.

Una delle tematiche centrali nel corso del dibattito è stata la necessità di attuare politiche mirate e una revisione normativa per agevolare l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro e anche la loro ascesa in ruoli di leadership. All’evento hanno partecipato esponenti del mondo istituzionale, accademico e imprenditoriale, tra cui Mohammed Mubarak, Responsabile dell’Ufficio Culturale della Reale Ambasciata dell’Arabia Saudita in Italia, Valeria Manieri, Co-fondatrice di Le Contemporanee, Afaf Al Aqil, Coordinatore della sezione culturale della Reale Ambasciata dell’Arabia Saudita in Italia; Cristina Mazzamauro, Avvocato e Partner di Tonucci & Partners e anche l’ex Ministro della Famiglia e delle Pari Opportunità, Elena Bonetti.

– foto ufficio stampa Comin & Partners –

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Fondi Ue, Schifani “Vincolare risorse coesione al loro scopo originario”

PALERMO (ITALPRESS) – La politica di coesione europea rappresenta un pilastro fondamentale per la crescita delle regioni europee. Si tratta di risorse strategiche che devono rimanere vincolate al loro scopo originario, senza essere dirottate verso altre politiche, garantendo così la continuità degli interventi nei territori che più necessitano di investimenti mirati. È questa la posizione espressa con forza dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, durante l’incontro “Crescere in Europa: (Ri)lancio del Pr Fesr Sicilia 2021-2027”, svoltosi oggi a Villa Igiea a Palermo alla presenza del vicepresidente esecutivo della Commissione Ue e Commissario europeo per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto.

Presenti numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui delegati dell’Unione europea, esponenti sindacali, sindaci e autorità locali, tutti riuniti per discutere le strategie di sviluppo regionale. “Nell’ambito della Conferenza delle Regioni, la Sicilia guida la Commissione Affari europei e internazionali ed è pertanto in prima linea nella revisione dell’assetto della politica di coesione rispetto al nuovo quadro finanziario pluriennale. In tale prospettiva – ha detto Schifani – una visione lungimirante richiede che il nuovo bilancio dell’Unione europea non solo mantenga, ma ne rafforzi il ruolo, affinché continui a rappresentare un pilastro di crescita, equità e sviluppo, soprattutto in aree ancora in ritardo come il nostro Mezzogiorno”.

L’impatto concreto di questi fondi sulla vita dei cittadini è stato al centro dell’intervento del presidente: “Questi interventi incidono direttamente sulla crescita economica, sull’occupazione, sull’inclusione sociale. Le Regioni devono avere la certezza che le risorse destinate alla coesione rimarranno vincolate a tale scopo, senza che possano essere dirottate verso altre politiche”.

Il presidente ha poi posto particolare enfasi sulla questione della regolamentazione, in vista dei prossimi negoziati per il periodo 2028-2035: “È fondamentale preservare il modello di gestione concorrente della coesione, rispettando il principio di sussidiarietà attraverso programmi regionali e una governance multilivello che permetta di rispondere in modo mirato alle specifiche esigenze territoriali”.

“Condividiamo l’approccio della Commissione basato sulla performance e sui risultati, ma – ha sottolineato – riteniamo essenziale affiancarlo ad una reale semplificazione delle procedure e a una governance condivisa con i territori. È fondamentale garantire maggiore raccordo tra i diversi fondi e strumenti finanziari, evitando rigidità che ne compromettano l’efficacia”.

Particolarmente significativo è l’approccio che la Regione sta adottando nella gestione dei fondi europei: invece di parcellizzare le risorse in numerosi piccoli progetti, il governo siciliano – ha ricordato Schifani – ha scelto di concentrarsi su interventi meno numerosi, ma strategicamente rilevanti, in grado di generare un impatto significativo sul territorio. Questa strategia rappresenta un cambio di paradigma fondamentale, finalizzato a massimizzare l’efficacia degli investimenti e a garantire un reale sviluppo economico e sociale.

E, infine, un appello alla responsabilità condivisa: “La politica di coesione non è solo una questione di bilanci e fondi, ma il simbolo di un’Europa che crede nell’inclusione, nella crescita equa e nello sviluppo sostenibile. Continuiamo a difenderla e a valorizzarla per il bene dei nostri cittadini e dei nostri territori”.

-Foto ufficio stampa Regione Siciliana-

Il Consiglio UE proroga il mandato dell’operazione IRINI fino a marzo 2027

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dell’UE ha prorogato il mandato dell’operazione EUNAVFOR MED IRINI di due anni, fino al 31 marzo 2027. La decisione è stata presa sulla base dell’esito positivo della revisione strategica condotta dal Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) e dal Comitato politico e di sicurezza (CPS). EUNAVFOR MED IRINI, lanciata nel 2020 in attuazione delle risultanze della Conferenza per la Libia tenutasi a Berlino a gennaio dello stesso anno dell’avvio, nasce come contributo concreto dell’Unione europea a sostegno del processo di pace e stabilità in Libia: è un’operazione militare di sicurezza marittima dispiegata nel Mediterraneo nell’ambito della Politica di sicurezza e difesa comune (Psdc) come parte dell’approccio integrato dell’Ue alla gestione delle crisi.

Il compito principale dell’operazione rimane l’attuazione dell’embargo sulle armi imposto alla Libia dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con le risoluzioni 1970 (2011), 2292 (2016) e successive. EUNAVFOR MED IRINI continuerà a sostenere il processo di pace in Libia attraverso il Counter Illegal Arms Trafficking (CIAT), condotto attraverso l’ispezione di imbarcazioni sospette, il monitoraggio di comportamenti illegali e la raccolta e lo sfruttamento di informazioni, mantenendo un significativo effetto deterrente nell’area di operazione. Come compiti secondari, l’Operazione IRINI continuerà a condurre il monitoraggio e la raccolta di informazioni sul contrabbando di petrolio (GIOS), a contribuire all’interruzione del modello di business del contrabbando di esseri umani (HSBM) e a fornire iniziative di Capacity Building and Training (CB&T) alle istituzioni libiche competenti responsabili dell’applicazione della legge e della ricerca e salvataggio (SAR) in mare.

Inoltre, il Consiglio dell’UE ha deciso di aggiungere un nuovo compito al mandato di EUNAVFOR MED IRINI per migliorare la Maritime Situational Awareness (MSA) nell’area di operazione, contrastando ulteriori attività potenzialmente illegali e raccogliendo informazioni utili per la protezione delle infrastrutture marittime critiche e la pianificazione di emergenza. Il nuovo compito MSA, in linea con la Bussola strategica dell’UE, mira a migliorare la capacità dell’operazione IRINI di raccogliere e condividere informazioni, promuovere la cooperazione e contribuire alla salvaguardia degli interessi dell’UE nel Mar Mediterraneo. Il rinnovo del mandato sottolinea l’importanza dei risultati raggiunti dall’Operazione IRINI e la forte volontà e coesione degli Stati membri di assicurare una presenza e un controllo efficaci in un’area di importanza strategica per gli interessi europei come il Mediterraneo. Attualmente il comando delle operazioni è detenuto dall’Italia, con il contrammiraglio Valentino Rinaldi, mentre le forze sono sotto la guida greca del commodoro Prokopios Charitos.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Difesa, un rapporto evidenzia un anno record per gli investimenti in Europa

ROMA (ITALPRESS) – Dealroom.co e il NATO Innovation Fund – un fondo di VC (Venture Capital o capitale di rischio) da 1 miliardo di euro sostenuto da 24 paesi della NATO – hanno pubblicato lo scorso febbraio il loro primo rapporto sullo stato di Difesa, Sicurezza e Resilienza in Europa, rivelando un anno record per gli investimenti in questo segmento. Ciò evidenzia il ruolo fondamentale che il settore sta svolgendo nel mantenere il vantaggio tecnologico e la sovranità del Continente in un contesto di più ampia contrazione del mercato. Dal rapporto emerge che i finanziamenti del capitale di rischio nel settore hanno raggiunto i massimi storici, con 5,2 miliardi di dollari nel 2024. Nel complesso, gli investimenti sono aumentati di quasi 5 volte negli ultimi sei anni.

“L’interesse per gli investimenti in startup nel settore della difesa, della sicurezza e della resilienza è totalmente cambiato in Europa rispetto a pochi anni fa”, ha dichiarato Yoram Wijngaarde, fondatore e CEO di Dealroom. I dati emersi dal rapporto “sono in linea con la tendenza in atto di investire capitale e innovazione al servizio delle esigenze strategiche fondamentali dell’Europa, attraverso le tecnologie di base. Nonostante la recente crescita, le tecnologie per i settori di difesa, sicurezza e resilienza continuano a rappresentare un settore relativamente nuovo, ma i dati indicano una pipeline attiva di aziende in fase iniziale che desiderano cambiare tale situazione”.

In pratica gli investimenti in DSR sono aumentati del 30% negli ultimi due anni, registrando la crescita più elevata tra tutti i segmenti “VC deep tech” (capitale di rischio di organizzazioni o aziende, di solito startup, che utilizzano tecnologie basate su concrete innovazioni ingegneristiche o progressi e scoperte scientifiche). Dai chip fotonici alla crittografica quantistica, passando per la bonifica bellica: le startup del settore della difesa hanno guidato la crescita del segmento. Le aziende che sviluppano tecnologie per gli ambiti di consapevolezza, comprensione e processo decisionale, tra cui le tecnologie che aiutano a tenere traccia dei rischi e delle minacce per consentire di prendere decisioni più rapide e migliori, hanno osservato un’impennata dei finanziamenti di VC fino a raggiungere una cifra record di 1 miliardo di dollari nel 2024, con un aumento di 4 volte rispetto al 2020 e di quasi 2 volte rispetto all’anno scorso.

“L’Europa ha il talento e le risorse per diventare un leader mondiale nelle tecnologie per la difesa, la sicurezza e la resilienza”, ha dichiarato Kelly Chen, partner del NATO Innovation Fund. “Siamo entusiasti di vedere questo settore alla base dello slancio di quest’anno della deep tech e ci impegniamo a investire nelle tecnologie che possono garantire il futuro della regione”.

Germania e Regno Unito emergono come leader regionali: Monaco di Baviera è emersa come il principale hub europeo per gli investimenti in DSR, seguita da Oxford nel Regno Unito e da Parigi in Francia. Il Regno Unito ha attratto il maggior numero di finanziamenti VC in ambito DSR dal 2019. Tuttavia, la Germania ha conquistato il primo posto nel 2024, seguita da Regno Unito e Francia. Dal 2019, la Svizzera e i Paesi Bassi hanno investito il 7% dei loro finanziamenti VC nazionali totali in società del settore di DSR. Si tratta della maggiore quota di finanziamenti nazionali investiti in questo segmento. Il Regno Unito vanta cinque dei dieci principali hub di DSR (Oxford, Londra, Cambridge, Bristol e Reading), davanti alla Germania che ne possiede due (Monaco e Berlino).

“La regione metropolitana di Monaco di Baviera sta diventando un hub per le aziende di nuova generazione nel settore della difesa, offrendo strutture industriali e di test, talenti di alto livello, una catena di fornitura industriale regionale e collegamenti con i clienti tedeschi della difesa e con i referenti principali tradizionali”, ha dichiarato Marc Wietfeld, cofondatore e CEO, ARX. “Con ARX intendiamo colmare il divario tra gli attori emergenti, i nuovi referenti principali della difesa e gli appaltatori affermati”.

L’obiettivo adesso è gettare le basi per l’adozione delle tecnologie in Europa, soprattutto alla luce degli sviluppi geopolitici, del recente piano di ReArm della UE e della crescente domanda di tecnologie emergenti in grado di garantire il futuro. L’Italia, con Fincantieri, Leonardo, aziende come Alenia e Avio e altre startup “dual use” (che lavorano su prodotti progettati per il civile ma che trovano applicazione anche nell’ambiente militare), sta facendo la sua partele fine di sostenere l´Europa nel mantenimento della sovranità tecnologica e di nuova generazione nel settore.

Si spazia dallo sviluppo di nuove soluzioni nell´area dedicata alla sicurezza delle telecomunicazioni che sono costantemente sotto attacco da parte di vari attori minacciosi, all’esplorazione di applicazioni di microturbine eoliche per contribuire all´autonomia energetica in situazioni di emergenza; dal supporto di progetti in ambito aerospaziale, della difesa, della sicurezza informatica, alle soluzioni innovative che consentono la bonifica bellica in poco tempo riducendo il rischio umano, minimizzando la necessità di intervento diretto degli operatori e aumenta la precisione e garantendo un´analisi più dettagliata dei terreni; dalla progettazione e realizzazione di robot in grado di operare in condizioni estreme, ad esempio sotto radiazioni, nel vuoto, ad alte temperature, sott´acqua o in aree considerate troppo pericolose per gli operatori umani, al monitoraggio e comunicazione subacquei wireless per chi opera in tutti i settori della Blue Economy, finanche lo sviluppo di tecnologie per lo stoccaggio dell´energia che oltre a migliorare le perfomance degli attuali sistemi elettrici può abilitare la transizione energetica di settori ancora dipendenti dai combustibili fossili come l´industria aeronautica, navale ed il trasporto pesante terrestre.

– foto IPA Agency –

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Al via le iscrizioni per il Suzuki Bike Day

ROMA (ITALPRESS) – Si aprono le iscrizioni alla quinta edizione del Suzuki Bike Day, l’evento dedicato alla mobilità condivisa, fluida e sostenibile con protagonista la bicicletta che si terrà sabato 14 giugno con partenza dalla leggendaria pista di F1 di Monza.

Dopo il successo delle precedenti edizioni tra Imola e Carpegna, dove hanno pedalato oltre 8.000 ciclisti, il percorso esplora ora un’altra zona iconica del ciclismo italiano: le strade della Brianza e della celebre Coppa Agostoni, con partenza e arrivo nella più esclusiva e prestigiosa delle location, l’Autodromo Nazionale di Monza, sede abituale del Gran Premio di Formula 1.

Il Suzuki Bike Day non è una gara, non è una granfondo tradizionale pur conservando gli aspetti positivi dello spirito competitivo. È una giornata all’insegna del divertimento e della condivisione, nel rispetto dei valori di sostenibilità, passione e determinazione che da sempre guidano Suzuki. Ciclisti di tutti i livelli avranno l’opportunità di vivere un’esperienza unica, pedalando sulle leggendarie strade della Brianza, percorrendo un percorso ispirato alla corsa in linea maschile “Coppa Agostoni” nata nel 1946. Il tracciato, di circa 60 km e con un dislivello di 650 metri, attraverserà il cuore della Brianza tra salite impegnative, discese sfidanti il tutto condito da paesaggi straordinari. Un tracciato impegnativo ma alla portata di tutti gli sportivi, che partirà e si concluderà all’interno dello storico circuito monzese, vivendo un’esperienza indimenticabile.

Gli iscritti potranno partecipare con qualsiasi tipologia di bicicletta e pedalare al proprio ritmo in compagnia di Suzuki e degli azzurri delle Nazionali Fisg (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) e FiTri (Federazione Italiana Triathlon) e degli atleti del Torino. Ambassador dell’evento sarà Davide Cassani dirigente sportivo ed ex ct della Nazionale di ciclismo. Tra gli invitati illustri Elisa Longo Borghini, campionessa del Giro d’Italia Women 2024; Filippo Baroncini, che nel 2021 si è laureato campione del mondo nella gara in linea Under-23 disputata a Lovanio; Matteo Rizzo, bronzo agli Europei di pattinaggio di figura 2019 e medaglia d’oro all’Universiade Invernale 2019; Gabriele Lanza, atleta para hockey su ghiaccio, Orietta Bertò e Paolo Ioriatti, atleti di wheelchair curling.

E ancora: i campioni italiani ai mondiali di Winter Triathlon 2025 Franco Pesavento e Sandra Mairhofer, Marta Menditto, campionessa europea di triathlon cross, Michele Bonacina, campione del mondo di cross triathlon e duathlon, e Samuele Angelini, atleta triathlon e duathlon. A partire dal 20 marzo e fino all’11 giugno sarà possibile iscriversi online al Suzuki Bike Day #05 attraverso la pagina dedicata all’evento e seguire una semplice procedura guidata. In alternativa sarà possibile iscriversi direttamente in loco il giorno precedente all’evento (13 giugno) dalle 17 alle 19 oppure direttamente il giorno dell’evento (14 giugno), dalle 7 alle 8.30.

La maglia celebrativa verrà svelata nel prossimo mese di aprile in occasione della conferenza stampa di presentazione del Suzuki Bike Day #05 e sarà consegnata presso l’Autodromo Nazionale di Monza, a chi avrà sottoscritto la quota premium assieme al materiale pre gara. Come nelle edizioni precedenti, il Suzuki Bike Day conferma il suo impegno sociale. L’intero ricavato delle iscrizioni sarà devoluto alla Fondazione Dynamo Camp ETS, realtà che offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa Dynamo a bambini e ragazzi con gravi patologie e alle loro famiglie. Partecipare significa quindi non solo vivere una giornata di sport e divertimento, ma anche sostenere un progetto di grande valore sociale.

Il Suzuki Bike Day nasce con lo scopo di aumentare la consapevolezza dei benefici sociali ed ecologici derivanti dall’uso della bicicletta come mezzo di trasporto e per il tempo libero. Suzuki ha da sempre un profondo legame con il mondo delle due ruote. Dopo aver operato nei primi decenni di attività nel settore tessile, la Casa di Hamamatsu è entrata nel 1952 nel mondo dei trasporti lanciando proprio una bicicletta motorizzata, la Power Free. Da allora Suzuki promuove una mobilità che è espressione di libertà e divertimento, nel massimo rispetto dell’ambiente.

-Foto ufficio stampa Suzuki-
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Cybersicurezza, come la collaborazione uomo-IA sta cambiando il “gioco”

ROMA (ITALPRESS) – Nell’attuale campo di battaglia digitale, le minacce informatiche si evolvono a un ritmo senza precedenti, rendendo le misure di sicurezza tradizionali inadeguate contro i criminali informatici più sofisticati. Poiché i cyberattacchi diventano sempre più intricati, le organizzazioni hanno bisogno di una strategia di difesa proattiva e intelligente. Uno studio innovativo, “Human-AI Enhancement of Cyber Threat Intelligence”, pubblicato sull’International Journal of Information Security, rivela come la collaborazione tra uomo e IA stia trasformando l’intelligence sulle minacce informatiche (CTI).

Utilizzando un modello di Reciprocal Human-Machine Learning (RHML), l’IA e gli esperti di cybersecurity lavorano in tandem per migliorare il rilevamento e la risposta alle minacce. Questa ricerca evidenzia come l’intuizione umana, combinata con la potenza di elaborazione dell’apprendimento automatico, crei un sistema dinamico ed evolutivo in grado di stare davanti ai cyber-avversari.

Gli esperti di cybersicurezza e i modelli di classificazione testuale basati sull’intelligenza artificiale stanno collaborando per comprendere e anticipare il comportamento dei criminali informatici. I metodi di rilevamento tradizionali si basano spesso su sistemi statici basati su regole, che faticano a tenere il passo con le tattiche in rapida evoluzione utilizzate dagli hacker professionisti. Così con l’ausilio dell’intelligenza artificiale è possibile fare una valutazione delle minacce in tempo reale, grazie all’analisi di grandi quantità di dati provenienti dai forum di hacker e da altre reti clandestine. Il modello RHML enfatizza un processo di apprendimento bidirezionale, in cui gli esperti umani affinano i modelli di IA attraverso il feedback e l’IA, a sua volta, fornisce approfondimenti che migliorano il processo decisionale degli esperti.

Questo approccio reciproco consente un ciclo di miglioramento continuo, aumentando significativamente l’accuratezza del rilevamento delle minacce informatiche nel tempo. Lo studio ha analizzato oltre 6.651 messaggi provenienti da un forum di hacking clandestino, portando a una migliore identificazione degli attori informatici ad alto rischio in base alle loro intenzioni, “capacità e misure di sicurezza operativa” (OpSec). Il sistema di intelligenza artificiale ha classificato gli attori delle minacce in hacker professionisti e “script kiddies” dilettanti, fornendo ai team di sicurezza informazioni fondamentali per prevenire gli attacchi informatici prima che si verifichino.

Lo studio evidenzia tre fattori critici per l’individuazione delle minacce informatiche: le aree di competenza degli hacker, il loro comportamento OpSec e le loro motivazioni di fondo. Gli hacker professionisti impiegano competenze tecniche avanzate e tattiche furtive per non essere scoperti, spesso utilizzando canali di comunicazione criptati e malware sofisticato. Nel frattempo, gli hacker dilettanti, o “script kiddies”, utilizzano strumenti precostituiti con una scarsa conoscenza della tecnologia sottostante, il che li rende più facili da individuare. Analizzando le discussioni sui forum di hacker, il sistema di intelligenza artificiale potrebbe classificare gli attori maligni in base al loro livello di sofisticazione.

La profilazione degli attori pericolosi è essenziale per i team di cybersecurity, in quanto aiuta a determinare quali minacce richiedono un’attenzione immediata e quali sono meno gravi. Ad esempio, un hacker che vende exploit zero-day rappresenta un rischio molto maggiore rispetto a chi tenta di modificare script di malware esistenti. Mappando questi comportamenti in mappe concettuali strutturate, i team di sicurezza possono comprendere le relazioni tra le diverse minacce informatiche e progettare le contromisure di conseguenza. La sicurezza operativa è un’altra caratteristica che contraddistingue gli hacker professionisti. A differenza dei dilettanti che lasciano tracce digitali, i criminali informatici esperti danno priorità all’anonimato. Utilizzano app di messaggistica criptate, evitano le informazioni di identificazione personale e implementano tattiche avanzate per eludere il rilevamento da parte delle forze dell’ordine. Il modello di intelligenza artificiale di questo studio ha identificato con successo questi modelli, consentendo ai professionisti della sicurezza informatica di concentrare gli sforzi sulle minacce più sofisticate.

Sebbene l’integrazione dell’IA nella CTI rappresenti una svolta, le sfide rimangono. Uno dei maggiori ostacoli è la variabilità dei dati: le minacce informatiche si evolvono quotidianamente, richiedendo ai modelli di IA di adattarsi costantemente. Inoltre, gli hacker stanno sfruttando sempre più l’IA, rendendo la battaglia costante per rimanere in vantaggio. Un’altra preoccupazione è garantire che le informazioni sulle minacce generate dall’IA siano spiegabili e affidabili. I professionisti della sicurezza devono capire perché l’IA classifica determinati attori come minacce per prendere decisioni informate.

Il futuro dell’IA nella cybersecurity vedrà probabilmente miglioramenti nell’elaborazione dei dati in tempo reale e l’espansione di sistemi di IA multi-agente in grado di prevedere gli attacchi informatici prima che si verifichino. Modelli di gemelli digitali più sofisticati, che creano repliche virtuali di ambienti informatici, possono aiutare le organizzazioni a simulare potenziali minacce e a perfezionare le difese di conseguenza. Inoltre, i progressi nell’edge computing possono consentire un più rapido rilevamento delle minacce guidato dall’intelligenza artificiale senza fare affidamento su un’infrastruttura cloud centralizzata. In sintesi, il futuro della cybersecurity è tutto incentrato sulla sinergia tra intelligenza umana e intelligenza artificiale che collaborano per un domani più sicuro.

– foto IPA Agency –

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Cracolici “A Messina una mafia sommersa ma sempre più armata”

MESSINA (ITALPRESS) – Una mafia sommersa ma sempre più armata, che capitalizza i suoi guadagni attraverso lo spaccio di droga: è lo spaccato emerso dalle audizioni a Messina della commissione Antimafia dell’Ars, presieduta da Antonello Cracolici.

“Circolano tantissime armi che da evidenze investigative non mostrano una ripresa della violenza, segno di una mafia sempre più armata ma che sceglie di essere sommersa – ha detto il presidente Cracolici – le famiglie mafiose continuano a essere presenti sul territorio con tratti di continuità quasi dinastica, e con gli stessi cognomi che ricorrono di generazione in generazione. C’è un’attività estorsiva diffusa, ma paradossalmente si riducono le denunce, con una sorta di “messa a disposizione” da parte degli stessi imprenditori nei confronti dei mafiosi”.

Una strategia della sommersione che riguarda anche le truffe sui fondi Agea, “con fenomeni estorsivi sui terreni agricoli e la ricerca di insospettabili prestanome per superare i blocchi delle certificazioni antimafia pur di avere vantaggi sui contributi”.

A due anni dalla precedente tappa nella città dello Stretto è drammatico il bilancio della commissione Antimafia sullo spaccio di stupefacenti: “Il traffico di droga è cresciuto, con un accumulo di capitali riciclati nel settore delle scommesse ma anche nel circuito economico tradizionale – ha aggiunto Cracolici – il prezzo del crack si è ridotto, facendo aumentare, di conseguenza, il consumo da parte dei minorenni; basti pensare che da un grammo di cocaina si possono ricavare 20 dosi di crack. Questo comporta un grave allarme sociale, nonostante una diffusa percezione da parte dell’opinione pubblica di una mafia ormai sconfitta e meno pericolosa, perché meno visibile. Dobbiamo essere tutti consapevoli, invece, che la lotta contro le mafie deve continuare, perché cosa nostra non è un fenomeno del passato, e se vogliamo sconfiggerla dobbiamo impegnarci tutti”.

Dopo l’incontro con la prefetta, Cosima Di Stani, con il comitato per l’ordine e la sicurezza, con il procuratore generale presso la corte di Appello di Messina, Carlo Caponcello e Antonio D’Amato, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Messina, si è tenuta l’audizione dei 108 sindaci del Messinese per discutere dei problemi relativi alla presenza della criminalità organizzata nel territorio.

-Foto ufficio stampa Presidenza Commissione Antimafia Ars-
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Interreg a Gorizia, Fedriga “La scelta della Commissione europea valorizza GO!2025”

TRIESTE (ITALPRESS) – “La scelta della Commissione europea di designare Gorizia, insieme a Nova Gorica, quale sede dell’evento annuale dell’Interreg rappresenta un riconoscimento basato su due elementi: il primo riguarda la capacità dell’Amministrazione regionale di spesa e di rendicontazione dei fondi europei; il secondo valorizza ulteriormente la centralità di Gorizia, che con GO!2025 e la sua valenza transfrontaliera assume un ruolo di assoluta rilevanza sul piano internazionale”. Questo è quanto ha affermato il governatore Massimiliano Fedriga in relazione alla tre giorni (26, 27 e 28 marzo) che si terrà a Gorizia e Nova Gorica, organizzata dall’Amministrazione regionale attraverso il Programma di cooperazione territoriale Interreg Italia-Slovenia e in collaborazione con la Commissione europea.

L’evento sarà dedicato all’annuale incontro dell’Interreg e comprenderà sessioni plenarie, incontri tematici, workshop, study visit e attività di networking, con la partecipazione di delegati ai più alti livelli istituzionali europei. Come ha spiegato Fedriga, la rilevanza storica del nostro confine con la Slovenia e quanto sinora concretamente realizzato per rafforzare la coesione europea ha catalizzato l’interesse della Commissione europea che ha deciso di scegliere il nostro Interreg Italia-Slovenia e la sua area per ospitare il proprio evento annuale del 2025 e sancire l’avvio delle riflessioni sul futuro della cooperazione post-2027.

Da parte sua, l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, ha ribadito come “il nostro territorio di frontiera sia un laboratorio naturale di collaborazione, in cui la cooperazione non è solo un’opportunità per affrontare le sfide comuni, dall’innovazione allo sviluppo sostenibile, ma una necessità quotidiana di integrazione socio-economica e di mobilità. Solo per citare l’Interreg che condividiamo con la Slovenia – ha detto Zilli -, dal 2000 a oggi abbiamo potuto toccare con mano i risultati conseguiti dalla realizzazione di oltre 700 progetti cross-border, grazie all’impegno di più di 2.600 beneficiari e con l’assorbimento di 305 milioni di euro di fondi Fesr. Attualmente, con il programma Interreg Italia-Slovenia, siamo i primi in Europa per utilizzo dei fondi, con una percentuale pari al 99 per cento”.

– foto IPA Agency –

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