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Mafia, 4 atenei in collegamento nel giorno della memoria in ricordo delle vittime

ALERMO (ITALPRESS) – Per la prima volta le quattro città italiane colpite dallo stragismo mafioso del 1992-1993 saranno collegate in simultanea per il 21 marzo, Giorno della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di tutte le mafie.

L’iniziativa è organizzata dalle Università di Palermo, di Milano (Statale e Cattolica), di Roma Tre e di Firenze. L’evento “Le Università contro le mafie, la memoria delle stragi del 92/93 per costruire il futuro“, avrà inizio alle 9.30 di domani, venerdì 21 marzo nelle sedi degli Atenei coinvolti.

Sarà proiettato simultaneamente il docufilm di Ambrogio Crespi “Falcone e Borsellino. Il fuoco della memoria”, realizzato dal Dipartimento di Scienze Politiche e delle relazioni internazionali dell’Università di Palermo nell’ambito del progetto “Officina per la legalità e la memoria” finanziato dal MUR.

Alle 11.15 interverrà in videocollegamento nazionale da Palermo Fiammetta Borsellino, figlia di Paolo, il magistrato assassinato a Palermo nella strage di via D’Amelio, il 19 luglio del 1992. I fratelli Manfredi e Lucia Borsellino risponderanno, invece, alle domande degli studenti rispettivamente a Firenze e a Roma.

Saranno letti i messaggi del Ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, della Presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, Chiara Colosimo, del Presidente della Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia, Antonello Cracolici. Nelle varie sedi avrà luogo poi il dibattito con la partecipazione degli studenti universitari e la presenza dei Rettori delle Università e di vari docenti, magistrati ed esperti.

All’Università degli Studi di Palermo, all’ex Cinema Edison (piazza Napoleone Colajanni, 3), con Fiammetta Borsellino, interverranno, tra gli altri, il compositore Marco Betta, l’artista Beatrice Quinta e la giornalista Elvira Terranova. All’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ci saranno anche l’ex magistrato del pool antimafia Giuseppe Di Lello (tra i protagonisti del docufilm), Maria Gabriella Ricotta coautrice del docufilm e Gabrio Forti, direttore dell’Alta Scuola “Federico Stella” sulla Giustizia Penale.

All’Università Statale di Milano, interverranno, tra gli altri, la coordinatrice della Dda di Milano, Alessandra Dolci e la giornalista Liana Milella. Al Dipartimento di Giurisprudenza di Roma Tre, in via Ostiense 161, con la docente di Legislazione antimafia Ilaria Merenda e con Lucia Borsellino ci saranno Marco Bisogni, magistrato componente del Csm, la Vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, lo storico Enzo Ciconte e il giornalista Enrico Bellavia.

A Firenze, nel Polo delle Scienze Sociali, in via delle Pandette 35, sarà presente Manfredi Borsellino e interverranno l’ex magistrato Ignazio De Francisci (componente del pool antimafia insieme a Falcone e Borsellino), con il Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Palermo, Costantino Visconti, e Daniele Gabbrielli, Vicepresidente dell’associazione dei familiari delle vittime di via dei Georgofili.

“L’Università di Palermo è fiera di unirsi con quelle di Milano, Firenze e Roma nel ricordo di Falcone e Borsellino e di tutte le vittime della violenza mafiosa – afferma il Rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri – Il docufilm che abbiamo realizzato e messo a disposizione degli altri Atenei non è solo un omaggio alla memoria di Falcone e Borsellino, ma anche un ponte verso il futuro, uno strumento cioè di formazione-informazione e di sollecitazione critica per l’intera cittadinanza volto a far crescere il dibattito pubblico e la consapevolezza di tutti sul cruciale tema della lotta alle mafie, strumento che incarna al meglio la Terza missione universitaria”.

-Foto Locandina Università di Palermo-
(ITALPRESS).

Difesa aerea e nuove tecnologie, un 2024 di crescita per MBDA

MILANO (ITALPRESS) – Accelerazione industriale e consegne anticipate, sviluppo di nuovi sistemi per continuare a garantire all’Italia un posto in prima fila nell’integrazione della difesa europea. Il 2024 di MBDA in Italia si è caratterizzato come anno di forte sviluppo per offrire ai clienti le più avanzate tecnologie per garantire capacità operativa.

Oggi, in occasione della conferenza stampa italiana dell’azienda, è stato il Managing Director di MBDA Italia e Group Director Sales and Business Development MBDA, Giovanni Soccodato, a presentare i risultati del 2024 di MBDA in Italia e le prospettive industriali dell’azienda per il 2025. Tutte le attività realizzate e tutti sistemi in via di sviluppo sono indirizzati al sostegno dell’operatività della Difesa italiana e dei Paesi partner, realizzati attraverso le capacità che l’azienda esprime grazie alla cooperazione europea, alla base del modello industriale di MBDA.

Nel corso della conferenza stampa l’Amministratore Delegato di MBDA Italia ha sottolineato più volte come il 2024 abbia segnato importanti successi che confermano le competenze aziendali e i risultati nei diversi settori di cui l’azienda italiana è protagonista; è stato infatti l’anno dei lanci di successo per i sistemi di difesa aerea: dopo la qualifica del sistema MAADS per l’Aeronautica Militare, è stato qualificato il Grifo per l’Esercito Italiano che integra il CAMM-ER, missile di difesa aerea a corto raggio realizzato in cooperazione con il Regno Unito. Grazie a un lancio di successo dell’Aster 30 dalla PPA Giovanni Delle Bande Nere, a fine anno è stato qualificato in modalità “stand-alone” il sistema per la difesa aerea navale e di punto SAAM ESD per le unità navali multi missione della Marina Militare, seguito all’inizio del 2025 dalla qualifica del sistema in modalità integrata sulla stessa nave.

Questi successi daranno la possibilità all’unità navale di partecipare all’esercitazione NATO Formidable Shield del prossimo Maggio, contribuendo ad una capacità missilistica integrata a livello alleato. Prime prove di successo anche per l’Aster B1NT, alla base del sistema SAMPT/T NG di nuova generazione. Non a caso si tratta di programmi di cooperazione che forniranno capacità avanzate di protezione aerea non solo all’Italia ma all’Europa nel suo insieme. E’ stato anche l’anno dei sistemi antinave con il primo lancio del TESEO MK2/E per la Marina Militare italiana, che apre la strada al percorso di qualifica del sistema e alla produzione del missile. Il Marte ER, l’antinave leggero, è stato peraltro scelto ancora una volta all’estero: verrà integrato nell’elicottero H215 di Airbus in Romania. Il 2024 si è caratterizzato anche per sviluppi fondamentali volti ad assicurare alle forze armate italiane e alleate una operatività sempre più all’avanguardia da una parte, e rispondente alle mutate esigenze dall’altra.

Dal V-SHORAD MANPADS, missile a cortissimo raggio – nato da un requisito dell’Esercito Italiano, che integrerà la capacità di difesa aerea multi-strato del nostro Paese, e di cui sono state definite le caratteristiche che consentiranno di procedere rapidamente alla finalizzazione dello sviluppo – ad una ulteriore configurazione del Marte ER per rispondere ad un requisito della Marina Militare. Senza dimenticare i programmi in cooperazione a cui MBDA in Italia sta fattivamente contribuendo. Lo sviluppo del nuovo seeker per il TESEO MK/2 ha consentito all’azienda di sviluppare una soluzione innovativa e proporsi per il ruolo di Design Authority nell’ambito del programma FC/ASW. Va peraltro citato il progresso nell’ambito del GCAP per il quale MBDA sta portando avanti sviluppi tecnologici per definire “effectors” evoluti, adatti all’impiego in sistemi di combattimento aereo di sesta generazione.

Durante l’incontro, Soccodato ha sottolineato come l’anno trascorso abbia segnato una svolta nell’operatività di MBDA in Italia: “Siamo passati da un’azienda che operava a valle di contratti siglati, ad una realtà che lavora in totale partnership con i suoi clienti, anticipando le loro necessità attraverso l’esperienza e le capacità di cui l’azienda dispone grazie all’essere parte di un gruppo europeo che ha ancora una volta espresso numeri record a cui anche l’Italia ha contribuito in modo significativo”.

MBDA Gruppo quest’anno ha infatti registrato ricavi totali pari a 4,9 miliardi di euro, un nuovo record nell’acquisizione di ordini per totale di 13,8 miliardi di euro e un portafoglio ordini che ha raggiunto i 37 miliardi di euro, con un incremento di produzione pari al 33% rispetto all’anno precedente.

Le attività 2024 sono dunque state propedeutiche alle milestone che vedranno l’azienda coinvolta nell’anno in corso, alcune delle quali già superate, come il secondo lancio di Aster dall’Unità navale Giovanni Delle Bande Nere per la qualifica del SAAM ESD in modalità integrata (menzionato sopra), o l’acquisizione di ulteriori missili Aster da parte di Italia, Regno Unito e Francia, recentemente annunciata da OCCAR, assieme all’anticipazione della consegna di munizioni già contrattualizzate.

“Abbiamo obiettivi sfidanti, ma contiamo sull’efficacia dell’impegno profuso nell’anno scorso che ci porterà ad avviare la produzione del CAMM-ER, così come alla consegna del primo sistema MAADS per l’Aeronautica italiana” ha dichiarato Soccodato. E’ per supportare tutte queste attività che il 2024 ha visto l’azienda impegnata a realizzare investimenti su tutti e tre i siti. In particolare va ricordato l’acquisto di terreni per la realizzazione di ulteriori spazi e l’allestimento del laboratorio di microelettronica nel sito del Fusaro di Bacoli (NA), nonché l’adeguamento dell’ex Camera di Commercio di La Spezia e i primi spostamenti nella nuova palazzina acquisita per il sito di Roma.

Tutte attività necessarie a supportare il ramp up produttivo perseguito e che continuerà nel 2025 quando anche a Roma verranno allestiti dei nuovi laboratori (elettroottico, verifica e validazione missile; testa di guerra insensitive munition), così come a La Spezia per rispondere alla necessità di sviluppare, produrre e testare nuove tecnologie e sistemi.

Per rispondere a questa enorme spinta in avanti MBDA in Italia, in linea con in Gruppo ha continuato ad assumere a ritmi sostenuti arrivando a chiudere il 2024 con oltre 2000 persone – asset fondamentale per l’azienda – avendo reclutato solo nel corso dell’ultimo anno circa 400 persone, in pratica il 25% in più rispetto al 2023. Un trend destinato a mantenersi per il 2025 quando sono previsti entrare in azienda ulteriori 300 addetti. “Nulla potremmo senza le nostre persone, appassionate, preparate e in grado di mostrare tutta la flessibilità necessaria richiesta dal momento storico che stiamo vivendo, così come senza la nostra filiera nazionale che abbiamo reso più forte e resiliente e su cui continuiamo a contare per la crescita dei volumi di MBDA e del paese”, ha concluso Soccodato.

-Foto ufficio stampa MBDA-
(ITALPRESS).

Regno Unito, politologo Campi “Italia è stato laboratorio politico”

(REGNO UNITO) (ITALPRESS) – “L’Italia è stata indubbiamente un laboratorio politico dell’Occidente: da noi si sono verificati negli ultimi cento anni tanti fenomeni politici che hanno aperto la strada a innovazioni enormi in Europa e nel mondo: dal fascismo al populismo del Movimento Cinque Stelle”. Lo ha detto il politologo Alessandro Campi aprendo all’Istituto italiano di cultura di Londra “Italia. Pensiero, futuro”, un ciclo di incontri in lingua inglese curato dal direttore dell’Istituto italiano di cultura di Londra Francesco Bongarrà e dal giornalista Massimo Sebastiani.

Ripercorrendo le fasi salienti della politica italiana, dalla fine della Prima Repubblica al governo Meloni, Campi ha aperto una collana di conferenze che vedranno come protagonisti a Londra scienziati, economisti e filosofi da qui alla fine dell’anno. Il politologo ha affrontato una lunga ed articolata riflessione sul tema del populismo in Italia e nel resto del mondo.

“Macron è un populista o no? In questo momento – ha spiegato – la tradizionale definizione di populismo è complicata da applicare perché tutta la politica vuole a tutti i costi parlare a tutti. E questo è o no populismo?”, ha chiesto. Quindi, un accenno al modo in cui Silvio Berlusconi “ha dato vita ad una creatura che non esisteva prima: il cosiddetto centrodestra. Non semplicemente una coalizione – ha chiarito – ma un vero e proprio blocco sociale rappresentato politicamente”.

-Foto Istituto italiano di cultura a Londra-
(ITALPRESS)

Dazi, Urso “Ue sia cauta ed eviti escalation guerra commerciale”

BOLOGNA (ITALPRESS) – “L’Italia è un grande Paese esportatore, che l’anno scorso ha superato Giappone e Corea del Sud, e che ha un interscambio molto positivo con gli Stati Uniti. Noi auspichiamo che non si inneschi un’escalation e quindi una guerra commerciale che danneggerebbe tutti”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’apertura di Cosmoprof, a Bologna, rispondendo a una domanda sui dazi.

“Riteniamo che la Commissione Europea nella politica commerciale debba essere cauta e responsabile per evitare che si inneschi un’escalation, quindi una guerra commerciale che danneggerebbe tutti – ha aggiunto Urso -. Nel contempo chiediamo che predisponga misure compensative per quei settori che potrebbero essere maggiormente colpiti da eventuali azioni daziarie americane e che predisponga subito una politica industriale e commerciale che renda competitive le nostre imprese, le tuteli dalla concorrenza sleale nel mercato interno e le supporti nei loro investimenti per recuperare la competitività che abbiamo perso. Noi chiediamo all’Europa di non limitarsi a reagire e, ove lo facesse, ad essere cauta e responsabile per non innescare una escalation di misure, contromisure e ritorsioni che di fatto poi danneggerebbe tutti, ma anche e soprattutto ad agire attraverso una politica industriale, energetica e commerciale che restituisca competitività alle imprese europee e tuteli il lavoro degli europei”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Vinitaly, la preview a Bruxelles unisce istituzioni e aziende

BRUXELLES (BELGIO) – “In questo momento complicato dobbiamo tutelare il prodotto italiano e le esportazioni dei vini nazionali. Per questo incontrerò il commissario europeo per il Commercio Sefcovic e insisterò affinchè possa essere tutelata la produzione italiana e quindi l’esportazione dei nostri prodotti di qualità anche sul mercato americano. Venerdì a Roma presenteremo il piano d’azione per l’export, a dimostrazione che il Governo segue con grande attenzione ogni nostra impresa che si internazionalizza e che esporta. Combatteremo anche – e lo voglio ribadire a tutti i produttori di vino – anche a New York presso l’Organizzazione mondiale della Sanità per cercare di vincere la stessa battaglia che abbiamo vinto qui a Bruxelles. Perchè noi siamo convinti assolutamente che il vino non faccia male, anzi, il vino fa bene se consumato con moderazione”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo all’evento politico-istituzionale a Bruxelles, nell’ambito di Vinitaly Preview, organizzato da Veronafiere presso l’Ambasciata d’Italia in Belgio, in vista del 57° Salone internazionale dei vini e distillati a Verona dal 6 al 9 aprile.

All’iniziativa ha partecipato anche il presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana che ha dichiarato: “E’ una grande emozione parlare di Verona qui a Bruxelles. Vinitaly è una manifestazione straordinaria. Essere a Bruxelles è una nuova occasione per esprimere, anche in questa sede, i complimenti a Veronafiere, e al suo presidente Federico Bricolo, che stanno portando sempre più a livelli di eccellenza mondiale questo appuntamento. Complimenti per quanto fatto in questi anni. Ringrazio, inoltre, chi è fortemente impegnato a promuovere e valorizzare i prodotti italiani e i funzionari che fanno un lavoro silenzioso ma prezioso, a supporto degli italiani all’estero”.

Obiettivo dell’iniziativa realizzata in collaborazione con Agenzia ICE e il sostegno di Italia del vino Consorzio: rappresentare la centralità socioeconomica e culturale del vino quale prodotto identitario dell’Europa e dell’Italia in particolare e sostenere il pressing politico e delle associazioni di settore impegnate a preservarlo dalle nuove spinte protezionistiche dalle massicce campagne salutistiche.

La criminalizzazione del vino va evitata all’interno dell’Unione europea ed è una battaglia su cui anche le forze politiche nazionali dovrebbero trovare un punto di incontro – ha commentato in Ambasciata il ministro dell’Agricoltura e sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida -. Non si tratta di una questione sanitaria o scientifica, ma di riconoscere il valore della nostra cultura alimentare, in cui il vino è protagonista e contribuisce alla longevità. Lavoriamo affinchè il vino non venga penalizzato, ma riconosciuto per il suo valore culturale, sociale ed economico. Vinitaly sarà un’occasione per rafforzare questa visione e tutelare un comparto strategico per l’Italia. Quest’anno il Vinitaly ospiterà due Commissari europei: Christophe Hansen, Commissario all’Agricoltura, e Olivèr Vàrhelyi, Commissario alla Salute. La loro presenza testimonia un cambio di approccio da parte dell’Europa, con un dialogo più equilibrato sul settore vitivinicolo”.

Un auspicio ripreso anche dalla vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna che ha dichiarato: “Tutto il sistema che ruota attorno a Vinitaly, in realtà non è solo economico ma promuove un ambasciatore – come il vino – della nostra identità, della nostra cultura e delle nostre radici a livello europeo ma anche internazionale. Vinitaly non è soltanto la fiera del vino ma promuovere un sistema-Italia che in un momento complesso come quello di oggi ha bisogno di tutela e di impegno da parte del Parlamento. Credo che nel nostro ruolo istituzionale dobbiamo essere difensori del nostro territorio. Dobbiamo farlo capire anche agli altri Paesi europei che devono comprendere il buono che c’è intorno alle nostre produzioni, di cui il vino è un’eccellenza”.

Ad affermare la portata socioeconomica del settore del vino e il suo valore per l’export agroalimentare italiano, è stato il presidente di Agenzia ICE, Matteo Zoppas: “Il vino nell’ambito del nostro export agroalimentare è cresciuto di cinque punti percentuali e ha raggiunto 8,1 miliardi di euro. Gli imprenditori sono stati i principali protagonisti di questo percorso: in un contesto generale di recessione, noi siamo riusciti ad avere un comparto agroalimentare che cresce e, tra le sue composizioni, è stato determinante il contributo del vino (+5,5%). Gli Usa, che ci preoccupano molto, hanno fatto un più 9% e sono arrivati a 1,7 miliardi di euro. Di nuovo il merito è sicuramente delle imprese, però c’è anche un’infrastruttura che le aiuta, c’è un Governo che le sta supportando anche con il Sistema Paese formato da Ice, Sace, Simest e Cdp che sono veri e propri amplificatori di risultato. Ice si occupa di portare gli operatori esteri in Italia, i buyer: un terzo di tutti quelli presenti a Vinitaly. Al contempo organizza collettive di imprenditori italiani all’estero, alle fiere, ad incontrare clienti, e sono almeno 7 le iniziative fieristiche con Vinitaly International nel mondo. 57 edizioni del Vinitaly non sono poche. E’ un marchio che si è creato e si è costruito nel tempo, portando costantemente allo stesso tavolo produttori e buyer, alimentando i veri momenti in cui si sviluppa il business. ICE, insieme a Veronafiere, seleziona e recluta gli operatori realmente interessati. Ed è solo questo business matching che permette di far crescere le esportazioni del vino all’estero”.

A fare gli onori di casa, l’Ambasciatore d’Italia in Belgio, Federica Favi: “La Preview di Vinitaly, ospitata per il secondo anno consecutivo in Ambasciata, ci ha riempito di orgoglio dinanzi alla comunità belga, europea ed internazionale a Bruxelles. L’eccellenza delle nostre produzioni, la ricchezza e la diversità di tutti i nostri territori, la tecnologia italiana applicata all’agricoltura, il naturale rispetto per l’ambiente. Il nostro stile di vita, legato alla convivialità, alla longevità, all’ospitalità: Italia meravigliosa”.

“Siamo tornati nuovamente a Bruxelles a fianco dei rappresentanti e decisori politici per una preview che ha evidenziato il ruolo aggregatore di Vinitaly – ha detto il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –, una agorà del vino italiano e una piazza commerciale globale di un prodotto bandiera in grado di generare un contributo economico complessivo di oltre 45 miliardi di euro l’anno e un valore aggiunto di 17,4 miliardi di euro, pari all’1,1% del nostro Pil”.

A questi risultati contribuisce anche l’unico brand fieristico di promozione del vino italiano nel mondo che, con il proprio ecosistema di iniziative, raggiunge ogni anno oltre 10 mercati internazionali, dagli Stati Uniti alla Cina, dal Brasile all’Asia fino all’India, all’Eurasia e all’Europa per ampliare la portata commerciale della piattaforma Vinitaly e potenziare al contempo la campagna di incoming sulla manifestazione.

Per il general manager di Veronafiere, Adolfo Rebughini, “la viticoltura e l’enologia rappresentano un pilastro strategico per la bilancia agroalimentare italiana ed europea, contribuendo in modo determinante all’export e alla promozione del turismo, della cultura e della sostenibilità ambientale. Dal 1967, Vinitaly è la piattaforma globale di riferimento per il business e la cultura del vino italiano, un hub internazionale che connette produttori, buyer e professionisti, favorendo il networking, la formazione e l’accesso ai mercati mondiali. Un vero e proprio incubatore di tendenze e un acceleratore dell’internazionalizzazione del settore, capace di intercettare i cambiamenti del mercato e l’evoluzione dei consumi. In quest’ottica si inseriscono le novità dell’edizione 2025, dal debutto del Salone dei vini NoLo e Vinitaly Tourism, dedicato all’enoturismo, fino all’area Raw Wine, spazio riservato ai vini artigianali, naturali e a minimo intervento, confermando Vinitaly come la vetrina più completa dell’eccellenza enologica italiana e il punto di riferimento globale per il settore”.

Presenti alla preview di Vinitaly Bruxelles anche l’amministratore delegato di Veronafiere, Maurizio Danese, il Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione Europea, Vincenzo Celeste, insieme alle organizzazioni del settore europeo e italiano: Ignacio Sànchez, segretario generale del Comitè Europèen des entreprises de vins (Ceev), Marzia Varvaglione, presidente Agivi (Associazione dei giovani imprenditori vinicoli italiani), Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini, Marco Montanaro, direttore generale Federvini, Tommaso Battista, presidente nazionale Copagri, Rita Babini, presidente Fivi, Luca Rigotti, presidente gruppo lavoro vino Copa Cogeca e un parterre di operatori selezionati.

“Senza il commercio, le nostre aziende non saranno in grado di sopravvivere nel lungo termine – ha detto Ignacio Sanchez, segretario generale Ceev (Comitato europeo delle aziende vitivinicole) –. Dobbiamo essere in grado di esportare. Se i dazi annunciati da Trump venissero applicati al settore vinicolo, potremmo dimenticarci del mercato statunitense che rappresenta il 27% delle nostre esportazioni. Un volume che non sapremmo collocare altrove. Abbiamo quindi assolutamente bisogno del sostegno politico dei membri del Parlamento europeo, della Commissione e delle autorità nazionali per superare questa crisi e negoziare una soluzione. Perchè se chiudiamo il mercato degli Stati Uniti, il nostro settore è finito. Inoltre, dobbiamo difendere il vino da coloro che non rispettano la sua cultura, considerandolo un prodotto pericoloso. Abbiamo bisogno di Paesi capaci di proteggere il valore del vino, perchè il vino è moderazione, il vino è cultura. L’Italia è un esempio in questo senso: eventi come Vinitaly possono davvero mostrare tutto ciò che il vino ha da offrire alla società. Per ultimo il vino è anche business. Ed è per questo che l’Europa e gli Stati membri devono continuare a difenderlo. Solo nell’Unione Europea, il settore vinicolo dà lavoro a 3 milioni di persone e genera un giro d’affari di 150 miliardi di euro. Ci sono molti territori in cui non esistono alternative economiche. E senza eventi come Vinitaly, le nostre imprese non potrebbero raggiungere il mondo, trasmettere il valore del vino nè proteggere il proprio business”.

“Non siamo abituati a dire che le cose sono difficili, tendiamo a dire che tutto è bello e positivo – ha spiegato Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini -. Ma la realtà è diversa. E’ vero che abbiamo esportato molto vino, soprattutto in Nord America, ma i consumi stanno calando dal terzo trimestre del 2023. Negli Stati Uniti il consumo è sceso del 7%, in Europa del 4,5%. Quindi no, non va tutto bene. Il nostro vino viene prodotto con uva coltivata nei vigneti. E i vigneti non si fermano. Non possiamo semplicemente interrompere la produzione. Può esserci una guerra in Ucraina, può esserci Trump che decide di bloccare la produzione, possono accadere molte cose, ma i vigneti continueranno a produrre. Per questo oggi più che mai dobbiamo unirci sotto questa bandiera. Dobbiamo eliminare i dazi. Un dazio del 200% è inaccettabile, ma nemmeno il 25% è accettabile perchè significherebbe perdere 1 miliardo di euro su 8 miliardi di esportazioni. Sarebbe una perdita enorme, soprattutto per le piccole e medie imprese, che dipendono dal mercato statunitense. Dobbiamo lavorare con determinazione e chiediamo alla Commissione Europea di eliminare tutti i dazi imposti sui prodotti americani. Gli Stati Uniti esportano in Europa per 1,3 miliardi di euro, mentre noi esportiamo negli Stati Uniti per 8 miliardi. Quindi pensiamo davvero che tassandoli riusciremo a bilanciare la situazione? No, finiremmo solo per essere i perdenti. Oggi non siamo solo italiani, siamo anche francesi, spagnoli, tedeschi, austriaci e greci. Ogni paese d’Europa esporta il proprio meraviglioso vino che non è solo una bevanda, ma un’opera d’arte e un simbolo dell’identità dei nostri paesi”.

“La Federazione Italiana che rappresenta il settore del vino, dei distillati e degli aceti, con sede a Roma, è stata fondata nel 1917. Oggi conta quasi 120 aziende associate – ha sottolineato Marco Montanaro, direttore generale Federvini -. Il fatturato totale di queste imprese è impressionante, arrivando a circa 22 miliardi di euro, di cui 10 miliardi derivano dalle esportazioni in tutto il mondo. Inoltre, il numero di dipendenti coinvolti nel settore ha raggiunto gli 82.000. Si tratta quindi di una realtà di grande rilievo all’interno della filiera agroalimentare. Siamo molto felici di essere qui stasera per celebrare questo evento in Italia, che rappresenta un punto di riferimento per il nostro settore. Credo che tutto sia già stato detto, poichè il Ministro Tajani e il Ministro Lollobrigida hanno evidenziato alcune delle principali sfide che dobbiamo affrontare. Ma ci sono anche molte opportunità da cogliere: nuovi mercati, nuove tendenze di consumo, digitalizzazione. C’è un grande fermento in questo settore e dobbiamo sfruttarlo per garantire la crescita del comparto, sia oggi che in futuro”.

“E’ un onore essere qui anche quest’anno per sostenere l’Italia – ha detto Enrico Drei Donà, vicepresidente Italia del Vino Consorzio -. Il vino è uno degli elementi chiave dello stile di vita italiano e siamo molto orgogliosi di rappresentarle, Allo stesso tempo, dobbiamo riflettere sulle grandi sfide che ci attendono nel prossimo futuro. Oggi più che mai è fondamentale essere uniti e lavorare insieme per rafforzare il nostro settore, come fa anche Vinitaly nel promuovere il vino e lo stile di vita italiano nel mondo”.

– Foto ufficio stampa Veronafiere –

(ITALPRESS).

Vinitaly, la preview a Bruxelles unisce istituzioni e aziende

BRUXELLES (BELGIO) – “In questo momento complicato dobbiamo tutelare il prodotto italiano e le esportazioni dei vini nazionali. Per questo incontrerò il commissario europeo per il Commercio Sefcovic e insisterò affinchè possa essere tutelata la produzione italiana e quindi l’esportazione dei nostri prodotti di qualità anche sul mercato americano. Venerdì a Roma presenteremo il piano d’azione per l’export, a dimostrazione che il Governo segue con grande attenzione ogni nostra impresa che si internazionalizza e che esporta. Combatteremo anche – e lo voglio ribadire a tutti i produttori di vino – anche a New York presso l’Organizzazione mondiale della Sanità per cercare di vincere la stessa battaglia che abbiamo vinto qui a Bruxelles. Perchè noi siamo convinti assolutamente che il vino non faccia male, anzi, il vino fa bene se consumato con moderazione”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo all’evento politico-istituzionale a Bruxelles, nell’ambito di Vinitaly Preview, organizzato da Veronafiere presso l’Ambasciata d’Italia in Belgio, in vista del 57° Salone internazionale dei vini e distillati a Verona dal 6 al 9 aprile.

All’iniziativa ha partecipato anche il presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana che ha dichiarato: “E’ una grande emozione parlare di Verona qui a Bruxelles. Vinitaly è una manifestazione straordinaria. Essere a Bruxelles è una nuova occasione per esprimere, anche in questa sede, i complimenti a Veronafiere, e al suo presidente Federico Bricolo, che stanno portando sempre più a livelli di eccellenza mondiale questo appuntamento. Complimenti per quanto fatto in questi anni. Ringrazio, inoltre, chi è fortemente impegnato a promuovere e valorizzare i prodotti italiani e i funzionari che fanno un lavoro silenzioso ma prezioso, a supporto degli italiani all’estero”.

Obiettivo dell’iniziativa realizzata in collaborazione con Agenzia ICE e il sostegno di Italia del vino Consorzio: rappresentare la centralità socioeconomica e culturale del vino quale prodotto identitario dell’Europa e dell’Italia in particolare e sostenere il pressing politico e delle associazioni di settore impegnate a preservarlo dalle nuove spinte protezionistiche dalle massicce campagne salutistiche.

La criminalizzazione del vino va evitata all’interno dell’Unione europea ed è una battaglia su cui anche le forze politiche nazionali dovrebbero trovare un punto di incontro – ha commentato in Ambasciata il ministro dell’Agricoltura e sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida -. Non si tratta di una questione sanitaria o scientifica, ma di riconoscere il valore della nostra cultura alimentare, in cui il vino è protagonista e contribuisce alla longevità. Lavoriamo affinchè il vino non venga penalizzato, ma riconosciuto per il suo valore culturale, sociale ed economico. Vinitaly sarà un’occasione per rafforzare questa visione e tutelare un comparto strategico per l’Italia. Quest’anno il Vinitaly ospiterà due Commissari europei: Christophe Hansen, Commissario all’Agricoltura, e Olivèr Vàrhelyi, Commissario alla Salute. La loro presenza testimonia un cambio di approccio da parte dell’Europa, con un dialogo più equilibrato sul settore vitivinicolo”.

Un auspicio ripreso anche dalla vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna che ha dichiarato: “Tutto il sistema che ruota attorno a Vinitaly, in realtà non è solo economico ma promuove un ambasciatore – come il vino – della nostra identità, della nostra cultura e delle nostre radici a livello europeo ma anche internazionale. Vinitaly non è soltanto la fiera del vino ma promuovere un sistema-Italia che in un momento complesso come quello di oggi ha bisogno di tutela e di impegno da parte del Parlamento. Credo che nel nostro ruolo istituzionale dobbiamo essere difensori del nostro territorio. Dobbiamo farlo capire anche agli altri Paesi europei che devono comprendere il buono che c’è intorno alle nostre produzioni, di cui il vino è un’eccellenza”.

Ad affermare la portata socioeconomica del settore del vino e il suo valore per l’export agroalimentare italiano, è stato il presidente di Agenzia ICE, Matteo Zoppas: “Il vino nell’ambito del nostro export agroalimentare è cresciuto di cinque punti percentuali e ha raggiunto 8,1 miliardi di euro. Gli imprenditori sono stati i principali protagonisti di questo percorso: in un contesto generale di recessione, noi siamo riusciti ad avere un comparto agroalimentare che cresce e, tra le sue composizioni, è stato determinante il contributo del vino (+5,5%). Gli Usa, che ci preoccupano molto, hanno fatto un più 9% e sono arrivati a 1,7 miliardi di euro. Di nuovo il merito è sicuramente delle imprese, però c’è anche un’infrastruttura che le aiuta, c’è un Governo che le sta supportando anche con il Sistema Paese formato da Ice, Sace, Simest e Cdp che sono veri e propri amplificatori di risultato. Ice si occupa di portare gli operatori esteri in Italia, i buyer: un terzo di tutti quelli presenti a Vinitaly. Al contempo organizza collettive di imprenditori italiani all’estero, alle fiere, ad incontrare clienti, e sono almeno 7 le iniziative fieristiche con Vinitaly International nel mondo. 57 edizioni del Vinitaly non sono poche. E’ un marchio che si è creato e si è costruito nel tempo, portando costantemente allo stesso tavolo produttori e buyer, alimentando i veri momenti in cui si sviluppa il business. ICE, insieme a Veronafiere, seleziona e recluta gli operatori realmente interessati. Ed è solo questo business matching che permette di far crescere le esportazioni del vino all’estero”.

A fare gli onori di casa, l’Ambasciatore d’Italia in Belgio, Federica Favi: “La Preview di Vinitaly, ospitata per il secondo anno consecutivo in Ambasciata, ci ha riempito di orgoglio dinanzi alla comunità belga, europea ed internazionale a Bruxelles. L’eccellenza delle nostre produzioni, la ricchezza e la diversità di tutti i nostri territori, la tecnologia italiana applicata all’agricoltura, il naturale rispetto per l’ambiente. Il nostro stile di vita, legato alla convivialità, alla longevità, all’ospitalità: Italia meravigliosa”.

“Siamo tornati nuovamente a Bruxelles a fianco dei rappresentanti e decisori politici per una preview che ha evidenziato il ruolo aggregatore di Vinitaly – ha detto il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –, una agorà del vino italiano e una piazza commerciale globale di un prodotto bandiera in grado di generare un contributo economico complessivo di oltre 45 miliardi di euro l’anno e un valore aggiunto di 17,4 miliardi di euro, pari all’1,1% del nostro Pil”.

A questi risultati contribuisce anche l’unico brand fieristico di promozione del vino italiano nel mondo che, con il proprio ecosistema di iniziative, raggiunge ogni anno oltre 10 mercati internazionali, dagli Stati Uniti alla Cina, dal Brasile all’Asia fino all’India, all’Eurasia e all’Europa per ampliare la portata commerciale della piattaforma Vinitaly e potenziare al contempo la campagna di incoming sulla manifestazione.

Per il general manager di Veronafiere, Adolfo Rebughini, “la viticoltura e l’enologia rappresentano un pilastro strategico per la bilancia agroalimentare italiana ed europea, contribuendo in modo determinante all’export e alla promozione del turismo, della cultura e della sostenibilità ambientale. Dal 1967, Vinitaly è la piattaforma globale di riferimento per il business e la cultura del vino italiano, un hub internazionale che connette produttori, buyer e professionisti, favorendo il networking, la formazione e l’accesso ai mercati mondiali. Un vero e proprio incubatore di tendenze e un acceleratore dell’internazionalizzazione del settore, capace di intercettare i cambiamenti del mercato e l’evoluzione dei consumi. In quest’ottica si inseriscono le novità dell’edizione 2025, dal debutto del Salone dei vini NoLo e Vinitaly Tourism, dedicato all’enoturismo, fino all’area Raw Wine, spazio riservato ai vini artigianali, naturali e a minimo intervento, confermando Vinitaly come la vetrina più completa dell’eccellenza enologica italiana e il punto di riferimento globale per il settore”.

Presenti alla preview di Vinitaly Bruxelles anche l’amministratore delegato di Veronafiere, Maurizio Danese, il Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione Europea, Vincenzo Celeste, insieme alle organizzazioni del settore europeo e italiano: Ignacio Sànchez, segretario generale del Comitè Europèen des entreprises de vins (Ceev), Marzia Varvaglione, presidente Agivi (Associazione dei giovani imprenditori vinicoli italiani), Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini, Marco Montanaro, direttore generale Federvini, Tommaso Battista, presidente nazionale Copagri, Rita Babini, presidente Fivi, Luca Rigotti, presidente gruppo lavoro vino Copa Cogeca e un parterre di operatori selezionati.

“Senza il commercio, le nostre aziende non saranno in grado di sopravvivere nel lungo termine – ha detto Ignacio Sanchez, segretario generale Ceev (Comitato europeo delle aziende vitivinicole) –. Dobbiamo essere in grado di esportare. Se i dazi annunciati da Trump venissero applicati al settore vinicolo, potremmo dimenticarci del mercato statunitense che rappresenta il 27% delle nostre esportazioni. Un volume che non sapremmo collocare altrove. Abbiamo quindi assolutamente bisogno del sostegno politico dei membri del Parlamento europeo, della Commissione e delle autorità nazionali per superare questa crisi e negoziare una soluzione. Perchè se chiudiamo il mercato degli Stati Uniti, il nostro settore è finito. Inoltre, dobbiamo difendere il vino da coloro che non rispettano la sua cultura, considerandolo un prodotto pericoloso. Abbiamo bisogno di Paesi capaci di proteggere il valore del vino, perchè il vino è moderazione, il vino è cultura. L’Italia è un esempio in questo senso: eventi come Vinitaly possono davvero mostrare tutto ciò che il vino ha da offrire alla società. Per ultimo il vino è anche business. Ed è per questo che l’Europa e gli Stati membri devono continuare a difenderlo. Solo nell’Unione Europea, il settore vinicolo dà lavoro a 3 milioni di persone e genera un giro d’affari di 150 miliardi di euro. Ci sono molti territori in cui non esistono alternative economiche. E senza eventi come Vinitaly, le nostre imprese non potrebbero raggiungere il mondo, trasmettere il valore del vino nè proteggere il proprio business”.

“Non siamo abituati a dire che le cose sono difficili, tendiamo a dire che tutto è bello e positivo – ha spiegato Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini -. Ma la realtà è diversa. E’ vero che abbiamo esportato molto vino, soprattutto in Nord America, ma i consumi stanno calando dal terzo trimestre del 2023. Negli Stati Uniti il consumo è sceso del 7%, in Europa del 4,5%. Quindi no, non va tutto bene. Il nostro vino viene prodotto con uva coltivata nei vigneti. E i vigneti non si fermano. Non possiamo semplicemente interrompere la produzione. Può esserci una guerra in Ucraina, può esserci Trump che decide di bloccare la produzione, possono accadere molte cose, ma i vigneti continueranno a produrre. Per questo oggi più che mai dobbiamo unirci sotto questa bandiera. Dobbiamo eliminare i dazi. Un dazio del 200% è inaccettabile, ma nemmeno il 25% è accettabile perchè significherebbe perdere 1 miliardo di euro su 8 miliardi di esportazioni. Sarebbe una perdita enorme, soprattutto per le piccole e medie imprese, che dipendono dal mercato statunitense. Dobbiamo lavorare con determinazione e chiediamo alla Commissione Europea di eliminare tutti i dazi imposti sui prodotti americani. Gli Stati Uniti esportano in Europa per 1,3 miliardi di euro, mentre noi esportiamo negli Stati Uniti per 8 miliardi. Quindi pensiamo davvero che tassandoli riusciremo a bilanciare la situazione? No, finiremmo solo per essere i perdenti. Oggi non siamo solo italiani, siamo anche francesi, spagnoli, tedeschi, austriaci e greci. Ogni paese d’Europa esporta il proprio meraviglioso vino che non è solo una bevanda, ma un’opera d’arte e un simbolo dell’identità dei nostri paesi”.

“La Federazione Italiana che rappresenta il settore del vino, dei distillati e degli aceti, con sede a Roma, è stata fondata nel 1917. Oggi conta quasi 120 aziende associate – ha sottolineato Marco Montanaro, direttore generale Federvini -. Il fatturato totale di queste imprese è impressionante, arrivando a circa 22 miliardi di euro, di cui 10 miliardi derivano dalle esportazioni in tutto il mondo. Inoltre, il numero di dipendenti coinvolti nel settore ha raggiunto gli 82.000. Si tratta quindi di una realtà di grande rilievo all’interno della filiera agroalimentare. Siamo molto felici di essere qui stasera per celebrare questo evento in Italia, che rappresenta un punto di riferimento per il nostro settore. Credo che tutto sia già stato detto, poichè il Ministro Tajani e il Ministro Lollobrigida hanno evidenziato alcune delle principali sfide che dobbiamo affrontare. Ma ci sono anche molte opportunità da cogliere: nuovi mercati, nuove tendenze di consumo, digitalizzazione. C’è un grande fermento in questo settore e dobbiamo sfruttarlo per garantire la crescita del comparto, sia oggi che in futuro”.

“E’ un onore essere qui anche quest’anno per sostenere l’Italia – ha detto Enrico Drei Donà, vicepresidente Italia del Vino Consorzio -. Il vino è uno degli elementi chiave dello stile di vita italiano e siamo molto orgogliosi di rappresentarle, Allo stesso tempo, dobbiamo riflettere sulle grandi sfide che ci attendono nel prossimo futuro. Oggi più che mai è fondamentale essere uniti e lavorare insieme per rafforzare il nostro settore, come fa anche Vinitaly nel promuovere il vino e lo stile di vita italiano nel mondo”.

– Foto ufficio stampa Veronafiere –

(ITALPRESS).

Vinitaly, la preview a Bruxelles unisce istituzioni e aziende

BRUXELLES (BELGIO) – “In questo momento complicato dobbiamo tutelare il prodotto italiano e le esportazioni dei vini nazionali. Per questo incontrerò il commissario europeo per il Commercio Sefcovic e insisterò affinchè possa essere tutelata la produzione italiana e quindi l’esportazione dei nostri prodotti di qualità anche sul mercato americano. Venerdì a Roma presenteremo il piano d’azione per l’export, a dimostrazione che il Governo segue con grande attenzione ogni nostra impresa che si internazionalizza e che esporta. Combatteremo anche – e lo voglio ribadire a tutti i produttori di vino – anche a New York presso l’Organizzazione mondiale della Sanità per cercare di vincere la stessa battaglia che abbiamo vinto qui a Bruxelles. Perchè noi siamo convinti assolutamente che il vino non faccia male, anzi, il vino fa bene se consumato con moderazione”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo all’evento politico-istituzionale a Bruxelles, nell’ambito di Vinitaly Preview, organizzato da Veronafiere presso l’Ambasciata d’Italia in Belgio, in vista del 57° Salone internazionale dei vini e distillati a Verona dal 6 al 9 aprile.
All’iniziativa ha partecipato anche il presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana che ha dichiarato: “E’ una grande emozione parlare di Verona qui a Bruxelles. Vinitaly è una manifestazione straordinaria. Essere a Bruxelles è una nuova occasione per esprimere, anche in questa sede, i complimenti a Veronafiere, e al suo presidente Federico Bricolo, che stanno portando sempre più a livelli di eccellenza mondiale questo appuntamento. Complimenti per quanto fatto in questi anni. Ringrazio, inoltre, chi è fortemente impegnato a promuovere e valorizzare i prodotti italiani e i funzionari che fanno un lavoro silenzioso ma prezioso, a supporto degli italiani all’estero”.
Obiettivo dell’iniziativa realizzata in collaborazione con Agenzia ICE e il sostegno di Italia del vino Consorzio: rappresentare la centralità socioeconomica e culturale del vino quale prodotto identitario dell’Europa e dell’Italia in particolare e sostenere il pressing politico e delle associazioni di settore impegnate a preservarlo dalle nuove spinte protezionistiche dalle massicce campagne salutistiche.
“La criminalizzazione del vino va evitata all’interno dell’Unione europea ed è una battaglia su cui anche le forze politiche nazionali dovrebbero trovare un punto di incontro – ha commentato in Ambasciata il ministro dell’Agricoltura e sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida -. Non si tratta di una questione sanitaria o scientifica, ma di riconoscere il valore della nostra cultura alimentare, in cui il vino è protagonista e contribuisce alla longevità. Lavoriamo affinchè il vino non venga penalizzato, ma riconosciuto per il suo valore culturale, sociale ed economico. Vinitaly sarà un’occasione per rafforzare questa visione e tutelare un comparto strategico per l’Italia. Quest’anno il Vinitaly ospiterà due Commissari europei: Christophe Hansen, Commissario all’Agricoltura, e Olivèr Vàrhelyi, Commissario alla Salute. La loro presenza testimonia un cambio di approccio da parte dell’Europa, con un dialogo più equilibrato sul settore vitivinicolo”.
Un auspicio ripreso anche dalla vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna che ha dichiarato: “Tutto il sistema che ruota attorno a Vinitaly, in realtà non è solo economico ma promuove un ambasciatore – come il vino – della nostra identità, della nostra cultura e delle nostre radici a livello europeo ma anche internazionale. Vinitaly non è soltanto la fiera del vino ma promuovere un sistema-Italia che in un momento complesso come quello di oggi ha bisogno di tutela e di impegno da parte del Parlamento. Credo che nel nostro ruolo istituzionale dobbiamo essere difensori del nostro territorio. Dobbiamo farlo capire anche agli altri Paesi europei che devono comprendere il buono che c’è intorno alle nostre produzioni, di cui il vino è un’eccellenza”.
Ad affermare la portata socioeconomica del settore del vino e il suo valore per l’export agroalimentare italiano, è stato il presidente di Agenzia ICE, Matteo Zoppas: “Il vino nell’ambito del nostro export agroalimentare è cresciuto di cinque punti percentuali e ha raggiunto 8,1 miliardi di euro. Gli imprenditori sono stati i principali protagonisti di questo percorso: in un contesto generale di recessione, noi siamo riusciti ad avere un comparto agroalimentare che cresce e, tra le sue composizioni, è stato determinante il contributo del vino (+5,5%). Gli Usa, che ci preoccupano molto, hanno fatto un più 9% e sono arrivati a 1,7 miliardi di euro. Di nuovo il merito è sicuramente delle imprese, però c’è anche un’infrastruttura che le aiuta, c’è un Governo che le sta supportando anche con il Sistema Paese formato da Ice, Sace, Simest e Cdp che sono veri e propri amplificatori di risultato. Ice si occupa di portare gli operatori esteri in Italia, i buyer: un terzo di tutti quelli presenti a Vinitaly. Al contempo organizza collettive di imprenditori italiani all’estero, alle fiere, ad incontrare clienti, e sono almeno 7 le iniziative fieristiche con Vinitaly International nel mondo. 57 edizioni del Vinitaly non sono poche. E’ un marchio che si è creato e si è costruito nel tempo, portando costantemente allo stesso tavolo produttori e buyer, alimentando i veri momenti in cui si sviluppa il business. ICE, insieme a Veronafiere, seleziona e recluta gli operatori realmente interessati. Ed è solo questo business matching che permette di far crescere le esportazioni del vino all’estero”.
A fare gli onori di casa, l’Ambasciatore d’Italia in Belgio, Federica Favi: “La Preview di Vinitaly, ospitata per il secondo anno consecutivo in Ambasciata, ci ha riempito di orgoglio dinanzi alla comunità belga, europea ed internazionale a Bruxelles. L’eccellenza delle nostre produzioni, la ricchezza e la diversità di tutti i nostri territori, la tecnologia italiana applicata all’agricoltura, il naturale rispetto per l’ambiente. Il nostro stile di vita, legato alla convivialità, alla longevità, all’ospitalità: Italia meravigliosa”.
“Siamo tornati nuovamente a Bruxelles a fianco dei rappresentanti e decisori politici per una preview che ha evidenziato il ruolo aggregatore di Vinitaly – ha detto il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo -, una agorà del vino italiano e una piazza commerciale globale di un prodotto bandiera in grado di generare un contributo economico complessivo di oltre 45 miliardi di euro l’anno e un valore aggiunto di 17,4 miliardi di euro, pari all’1,1% del nostro Pil”.
A questi risultati contribuisce anche l’unico brand fieristico di promozione del vino italiano nel mondo che, con il proprio ecosistema di iniziative, raggiunge ogni anno oltre 10 mercati internazionali, dagli Stati Uniti alla Cina, dal Brasile all’Asia fino all’India, all’Eurasia e all’Europa per ampliare la portata commerciale della piattaforma Vinitaly e potenziare al contempo la campagna di incoming sulla manifestazione.
Per il general manager di Veronafiere, Adolfo Rebughini, “la viticoltura e l’enologia rappresentano un pilastro strategico per la bilancia agroalimentare italiana ed europea, contribuendo in modo determinante all’export e alla promozione del turismo, della cultura e della sostenibilità ambientale. Dal 1967, Vinitaly è la piattaforma globale di riferimento per il business e la cultura del vino italiano, un hub internazionale che connette produttori, buyer e professionisti, favorendo il networking, la formazione e l’accesso ai mercati mondiali. Un vero e proprio incubatore di tendenze e un acceleratore dell’internazionalizzazione del settore, capace di intercettare i cambiamenti del mercato e l’evoluzione dei consumi. In quest’ottica si inseriscono le novità dell’edizione 2025, dal debutto del Salone dei vini NoLo e Vinitaly Tourism, dedicato all’enoturismo, fino all’area Raw Wine, spazio riservato ai vini artigianali, naturali e a minimo intervento, confermando Vinitaly come la vetrina più completa dell’eccellenza enologica italiana e il punto di riferimento globale per il settore”.
Presenti alla preview di Vinitaly Bruxelles anche l’amministratore delegato di Veronafiere, Maurizio Danese, il Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione Europea, Vincenzo Celeste, insieme alle organizzazioni del settore europeo e italiano: Ignacio Sànchez, segretario generale del Comitè Europèen des entreprises de vins (Ceev), Marzia Varvaglione, presidente Agivi (Associazione dei giovani imprenditori vinicoli italiani), Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini, Marco Montanaro, direttore generale Federvini, Tommaso Battista, presidente nazionale Copagri, Rita Babini, presidente Fivi, Luca Rigotti, presidente gruppo lavoro vino Copa Cogeca e un parterre di operatori selezionati.
“Senza il commercio, le nostre aziende non saranno in grado di sopravvivere nel lungo termine – ha detto Ignacio Sanchez, segretario generale Ceev (Comitato europeo delle aziende vitivinicole) -. Dobbiamo essere in grado di esportare. Se i dazi annunciati da Trump venissero applicati al settore vinicolo, potremmo dimenticarci del mercato statunitense che rappresenta il 27% delle nostre esportazioni. Un volume che non sapremmo collocare altrove. Abbiamo quindi assolutamente bisogno del sostegno politico dei membri del Parlamento europeo, della Commissione e delle autorità nazionali per superare questa crisi e negoziare una soluzione. Perchè se chiudiamo il mercato degli Stati Uniti, il nostro settore è finito. Inoltre, dobbiamo difendere il vino da coloro che non rispettano la sua cultura, considerandolo un prodotto pericoloso. Abbiamo bisogno di Paesi capaci di proteggere il valore del vino, perchè il vino è moderazione, il vino è cultura. L’Italia è un esempio in questo senso: eventi come Vinitaly possono davvero mostrare tutto ciò che il vino ha da offrire alla società. Per ultimo il vino è anche business. Ed è per questo che l’Europa e gli Stati membri devono continuare a difenderlo. Solo nell’Unione Europea, il settore vinicolo dà lavoro a 3 milioni di persone e genera un giro d’affari di 150 miliardi di euro. Ci sono molti territori in cui non esistono alternative economiche. E senza eventi come Vinitaly, le nostre imprese non potrebbero raggiungere il mondo, trasmettere il valore del vino nè proteggere il proprio business”.
“Non siamo abituati a dire che le cose sono difficili, tendiamo a dire che tutto è bello e positivo – ha spiegato Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini -. Ma la realtà è diversa. E’ vero che abbiamo esportato molto vino, soprattutto in Nord America, ma i consumi stanno calando dal terzo trimestre del 2023. Negli Stati Uniti il consumo è sceso del 7%, in Europa del 4,5%. Quindi no, non va tutto bene. Il nostro vino viene prodotto con uva coltivata nei vigneti. E i vigneti non si fermano. Non possiamo semplicemente interrompere la produzione. Può esserci una guerra in Ucraina, può esserci Trump che decide di bloccare la produzione, possono accadere molte cose, ma i vigneti continueranno a produrre. Per questo oggi più che mai dobbiamo unirci sotto questa bandiera. Dobbiamo eliminare i dazi. Un dazio del 200% è inaccettabile, ma nemmeno il 25% è accettabile perchè significherebbe perdere 1 miliardo di euro su 8 miliardi di esportazioni. Sarebbe una perdita enorme, soprattutto per le piccole e medie imprese, che dipendono dal mercato statunitense. Dobbiamo lavorare con determinazione e chiediamo alla Commissione Europea di eliminare tutti i dazi imposti sui prodotti americani. Gli Stati Uniti esportano in Europa per 1,3 miliardi di euro, mentre noi esportiamo negli Stati Uniti per 8 miliardi. Quindi pensiamo davvero che tassandoli riusciremo a bilanciare la situazione? No, finiremmo solo per essere i perdenti. Oggi non siamo solo italiani, siamo anche francesi, spagnoli, tedeschi, austriaci e greci. Ogni paese d’Europa esporta il proprio meraviglioso vino che non è solo una bevanda, ma un’opera d’arte e un simbolo dell’identità dei nostri paesi”.
“La Federazione Italiana che rappresenta il settore del vino, dei distillati e degli aceti, con sede a Roma, è stata fondata nel 1917. Oggi conta quasi 120 aziende associate – ha sottolineato
Marco Montanaro, direttore generale Federvini -. Il fatturato totale di queste imprese è impressionante, arrivando a circa 22 miliardi di euro, di cui 10 miliardi derivano dalle esportazioni in tutto il mondo. Inoltre, il numero di dipendenti coinvolti nel settore ha raggiunto gli 82.000. Si tratta quindi di una realtà di grande rilievo all’interno della filiera agroalimentare. Siamo molto felici di essere qui stasera per celebrare questo evento in Italia, che rappresenta un punto di riferimento per il nostro settore. Credo che tutto sia già stato detto, poichè il Ministro Tajani e il Ministro Lollobrigida hanno evidenziato alcune delle principali sfide che dobbiamo affrontare. Ma ci sono anche molte opportunità da cogliere: nuovi mercati, nuove tendenze di consumo, digitalizzazione. C’è un grande fermento in questo settore e dobbiamo sfruttarlo per garantire la crescita del comparto, sia oggi che in futuro”.
“E’ un onore essere qui anche quest’anno per sostenere l’Italia – ha detto Enrico Drei Donà, vicepresidente Italia del Vino Consorzio -. Il vino è uno degli elementi chiave dello stile di vita italiano e siamo molto orgogliosi di rappresentarle, Allo stesso tempo, dobbiamo riflettere sulle grandi sfide che ci attendono nel prossimo futuro. Oggi più che mai è fondamentale essere uniti e lavorare insieme per rafforzare il nostro settore, come fa anche Vinitaly nel promuovere il vino e lo stile di vita italiano nel mondo”.

– Foto ufficio stampa Veronafiere –

(ITALPRESS).

Ue, Meloni a Von der Leyen “Sulla difesa puntare sul modello Invest-Eu”

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

“Il colloquio – si legge in una nota di Palazzo Chigi – ha consentito di approfondire i temi all’ordine del giorno del Consiglio europeo, a partire dal rilancio della competitività e dal rafforzamento della difesa in tutti i suoi ambiti, concentrandosi in particolare sugli aspetti relativi al finanziamento degli investimenti. A questo riguardo, il presidente Meloni ha ribadito la necessità di porre l’accento sulla partecipazione del capitale privato, per esempio attraverso il modello Invest-EU, come proposto da parte italiana, e su strumenti europei davvero comuni che non pesino direttamente sul debito degli Stati”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Vertice al Mit, Salvini “Investimenti strategici per la Calabria”

ROMA (ITALPRESS) –  Incontro al MIT tra il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, l’amministratore delegato di Anas S.p.A, Andrea Gemme, e il nuovo commissario straordinario per la “Riqualificazione della Strada Statale 106 Jonica”, Francesco Caporaso.

Al centro del colloquio gli importanti investimenti e i progetti per il territorio calabrese, per modernizzare la viabilità e migliorare i collegamenti, anche con il progetto del Ponte sullo Stretto, per un importo totale di circa 3 miliardi e 800 mila euro. In particolare, nell’ambito del progetto di sviluppo e riqualificazione della Strada Statale 106 Jonica che collega Reggio Calabria a Taranto, uno snodo strategico per il Sud Italia, Anas procederà entro il 2 aprile alla pubblicazione del bando di gara per l’appalto integrato dei due lotti della tratta Sibari-Corigliano Rossano, mediante procedura aperta, per un importo di circa un miliardo e 300 milioni di euro.

L’intervento rientra nel più ampio progetto di sviluppo e riqualificazione della SS 106 per un totale di 82 km, in variante e a carreggiate separate, che comprende anche la tratta Catanzaro Crotone per un importo totale, come detto, di circa 3,8 mld di euro.

Per questa tratta, Catanzaro Crotone, un lotto risulta già appaltato (valore 346 milioni) e altri cinque lotti, per un investimento di circa due miliardi e 200 milioni di euro, saranno aggiudicati entro maggio prossimo. Il tratto Sibari Corigliano, inoltre, fa parte degli interventi oggetto di commissariamento governativo, affidati al Commissario Caporaso.

Nel dettaglio, riguarda la realizzazione di una variante in nuova sede alla SS106 con un tracciato di Categoria stradale B extraurbana principale, doppia carreggiata, per una estensione di circa 32 km, 9 svincoli, 28 viadotti per un totale di circa 4,5 chilometri e una galleria artificiale di circa 1,3 km. nel territorio di Corigliano Rossano (CS). Grande soddisfazione del ministro Salvini “per questi investimenti strategici che, dopo anni di attese, miglioreranno la viabilità della Calabria e i collegamenti con le altre regioni”.

-Foto ufficio stampa Mit-
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Campi Flegrei, nelle scuole primarie i kit didattici sul bradisismo

NAPOLI (ITALPRESS) – In tutte le scuole primarie della “zona Rossa” dei Campi Flegrei sono in distribuzione i kit didattici per approfondire, in classe, le tematiche relative al bradisismo e ai fenomeni vulcanici che caratterizzano la Caldera.

La Protezione Civile della Regione Campania, infatti, sta consegnando con il supporto delle associazioni di volontariato, per tutte le quarte e le quinte classi, 400 volumi di “Io Non rischio Scuola – speciale Campania” e 400 copie di “Noi e i Vulcani”.

Si tratta di due pubblicazioni realizzate dalla Regione Campania, in sinergia con il Dipartimento della Protezione Civile e la consulenza scientifica dell’INGV-Osservatorio Vesuviano nell’ambito del piano di comunicazione alla popolazione, finalizzate a diffondere e sviluppare una moderna cultura della prevenzione che può trovare terreno fertile proprio all’interno del mondo scuola, sul quale radicarsi e diventare patrimonio dell’individuo e della comunità.

Sulla base dell’esperienza nazionale di Io Non Rischio Scuola è stata perciò predisposta l’edizione “Speciale Campania”, centrata sul bradisismo, sul rischio vulcanico, ma anche su terremoti e alluvioni, con immagini degli eventi emergenziali realmente avvenuti sul nostro territorio. Al fine di promuovere le norme e i comportamenti da adottare per mitigare l’impatto sul territorio dei fenomeni naturali, è stato ideato un percorso di giochi e laboratori dedicato agli alunni delle scuole primarie.

I ragazzi, affiancati dai propri docenti, vengono così coinvolti attivamente nel processo di conoscenza dei rischi naturali e delle azioni che contribuiscono alla loro riduzione. Le attività in aula sono veicolate dall’insegnante che dispone di un kit didattico appositamente realizzato per il docente. Una guida per poter attuare, in classe, laboratori multirischio.

Il kit “IO NON RISCHIO SCUOLA”, è composto da una guida per l’insegnante, 11 “schede materiale” e un poster ed è accompagnato da un saluto istituzionale del Direttore generale della Protezione civile della Regione Campania, Italo Giulivo e del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Ettore Acerra. Il kit formativo, grazie ad una intesa con l’Ufficio Scolastico regionale, viene messo direttamente a disposizione dei docenti in modo che possano sviluppare con i ragazzi e in piena autonomia tutte le lezioni o quelle ritenute più opportune. A supporto della Guida per l’insegnante sono state realizzate videoclip esplicative (tutorial), disponibili anche online sul Portale della Regione Campania, all’indirizzo: https://regione.campania.it/regione/it/campi-flegrei/i-progetti-per -le-scuole-primarie.

Le scuole potranno inoltre richiedere alla Protezione Civile della Regione Campania il supporto di volontari appositamente formati, per coadiuvare gli insegnanti nel percorso didattico e laboratoriale. La richiesta va inoltrata alla pec della Sala Operativa regionale (SORU) soru@pec.regione.campania.it che provvederà all’attivazione. Informazioni possono essere chieste al numero Verde della protezione civile della Regione Campania: 800232525. (ITALPRESS).

Sempre alle scuole Primarie della “zona Rossa” dei Campi Flegrei è in consegna anche il volume “NOI e I VULCANI”, che rientra nell’ambito del più ampio progetto EDURISK dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e del Dipartimento nazionale della Protezione Civile. In questa edizione, realizzata insieme alla Regione Campania, viene affrontato il tema dei vulcani, visti da tutti i punti di vista, sempre con l’approccio scientifico e il supporto dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, con approfondimento dei vulcani campani e del fenomeno del bradisismo.

Oltre alle due pubblicazioni specifiche per gli istituti scolastici, al fine di diffondere quanto più possibile la conoscenza sui fenomeni naturali connessi alla caldera dei Campi Flegrei (Bradisismo, emissione di gas e possibili eruzioni vulcaniche) la Protezione civile della Regione Campania, ha consegnato anche l’opuscolo “Conoscere la Caldera”, che in occasione di Exe Flegrei, attraverso appositi InfoPoint è stata distribuita anche alla popolazione interessata.

A corredo dei tre volumetti, è stata inoltre fornita una mappa morfologica dei Campi Flegrei. Si ricorda che i progetti di comunicazione per le scuole Primarie si affiancano a quelli già attuati anche per le scuole Secondarie con la consegna del fumetto “L’attimo decisivo – La virgola”.

In questo numero (il secondo di una collana nazionale), i quattro protagonisti (Samira, Carlo, Katja e Paolo) sono coinvolti in un’avvincente avventura ai Campi Flegrei, che consente loro di scoprire la natura vulcanica dell’area, il fenomeno del bradisismo, le eruzioni del passato, il rischio presente, i piani di protezione civile e le misure di prevenzione da adottare.

Il fumetto è stato consegnato in formato cartaceo a tutti gli istituti secondari della zona rossa, in coerenza al numero di studenti frequentanti secondo i dati trasmessi dall’Ufficio Scolastico Regionale. Il fumetto, considerato un esempio virtuoso, è stato poi stampato dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile in 2milioni di copie ed è stato distribuito a tutti gli studenti e le studentesse delle scuole secondarie di primo grado d’Italia in occasione della giornata internazionale per la riduzione del rischio indetta dalle Nazioni Unite. Proseguono, intanto, i percorsi formativi dedicati anche ai dirigenti scolastici interessati ad approfondire le tematiche relative al bradisismo e al rischio vulcanico ai Campi Flegrei.

-Foto ufficio stampa Regione Campania-
(ITALPRESS).