venerdì, Settembre 11, 2026
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L’obesità incide sui conti in Sicilia, una rete per la cura

PALERMO (ITALPRESS) – L’obesità è una malattia cronica recidivante e colpisce oltre il 10% della popolazione nazionale con punte regionali che superano il 12-13%. Tra queste c’è anche la Sicilia tanto che gli interventi chirurgici in questo campo sono il secondo dato a pesare nel saldo negativo della mobilità sanitaria dell’Isola che nel 2023 ha raggiunto i 131 milioni di euro. I dati riferiti nel biennio 2022-2023 portano a stimare che 4 adulti su 10 sono in eccesso ponderale con dati che nell’Isola sono anche superiori alla media nazionale dove un adulto su due è affetto da una forma di obesità più o meno grave. L’obesità rappresenta la causa principale dell’insorgenza o aggravamento di numerose patologie (malattie cardiovascolari, broncopolmonari, metaboliche etc), riducendo la durata della vita, anche di 10 anni rispetto a quella di un coetaneo con peso normale, e peggiorandone la qualità. Secondo le ultime stime disponibili sarebbero attribuibili oltre 5 milioni di decessi in tutto il mondo (pari al 9% di tutti i decessi). In Italia si stima che sia responsabile di oltre 64.000 decessi (ovvero del 10% di tutti i decessi).
Una delle nuove frontiere per la cura dell’obesità è la chirurgia bariatrica e la Sicilia è una delle regioni all’avanguardia avendo creato, di concerto con l’assessorato regionale alla Sanità, un percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) per il trattamento dell’obesità dell’adulto. Un percorso deciso di concerto tra professionisti che operano nel pubblico e nel privato per creare una rete regionale con protocolli definiti. E che permette di incidere sul saldo negativo della mobilità sanitaria che caratterizza l’Isola. La chirurgia, infatti, è solo ultimo passo di una strategia complessiva contro l’obesità che deve partire da una necessaria valutazione nella quale il paziente sia seguito da un team di specialisti (psicologi, nutrizionisti, endocrinologi, tra gli altri) per determinare se l’operazione sia realmente indicata. Inoltre “l’efficacia di politiche socio-sanitarie di contrasto alla diffusione di malattie croniche non trasmissibili associate all’obesità e al sovrappeso, chiama in causa sia la responsabilità dei singoli nell’adozione di comportamenti e abitudini salutari, sia delle istituzioni preposte, in un impegno multisettoriale e multidisciplinare”, spiega il dottore Franco Pisello che coordina un apposito centro alla clinica Candela nato 13 anni fa per volontà di Giuseppe Mastrandrea, che ha fatto parte dei lavori per realizzare le linee guida del Pdta. Insieme al coordinatore il centro oggi è coadiuvato da Angelo Lo Iacono. Nel 2012 è stato riconosciuto Centro Affiliato dalla Società Italiana di Chirurgia dell’obesità ed oggi, a seguito dell’approvazione del Pdta Regionale per il trattamento integrato dell’obesità nell’adulto (2019), è un centro di II livello (ovvero uno spoke per la cura dell’obesità).
Nel corso del 2023 (ultimi dati finora disponibili) la Casa di Cura ha effettuato circa 300 interventi all’anno, diventando, di fatto, la seconda struttura del sistema sanitario regionale come volume di prestazioni erogate alla popolazione affetta da obesità grave. Una sessantina, invece, gli interventi nei primi due mesi del 2025. “Tutti gli interventi chirurgici si svolgono in laparoscopia che unita a una gestione del periodo perioperatorio moderna ed efficace, consente al paziente di beneficiare di una ripresa più veloce, una breve degenza in ospedale e una riduzione del dolore post-operatorio”, aggiunge il coordinatore.
Ma è importante anche la squadra che deve seguire il paziente: “A seguito di un intervento di chirurgia bariatrica il paziente deve seguire un lungo percorso di follow-up, per garantire il buon esito dell’intervento attraverso il mantenimento del peso e la riduzione dei possibili effetti collaterali delle procedure bariatriche. Nello svolgimento della nostra pratica clinica ci troviamo ad affrontare nuove sfide, prima fra tutte quella dell’obesità recidivante, e la Casa di Cura Candela è all’avanguardia grazie al team multidisciplinare (Endocrinologi, nutrizionisti, endoscopisti e chirurghi) che prenderà in cura la persona con questa problematica, grazie a dei percorsi terapeutici adeguati”. Ma sono diverse le collaborazioni interdisciplinari con il centro “un esempio fra tutte è la stretta collaborazione tra il gruppo bariatrico ed il gruppo dei ginecologi che si occupa di fertilità”, aggiunge Pisello, “nota infatti la correlazione tra obesità ed infertilità nel giovane adulto. Infatti, molte giovani donne con problemi di fertilità sono affette da sindrome dell’ovaio policistico e sono obese. I dati della letteratura internazionale hanno dimostrato che la perdita del peso in eccesso consente a queste giovani donne di riacquistare la condizione di fertilità”.
Senza dimenticare, infine, anche la collaborazione con il servizio di chirurgia plastica post bariatrica: spesso, dopo un dimagrimento importante conseguente ad un intervento di chirurgia dell’obesità o bariatrica (sleeve gastrectomy, by-pass gastrico, bendaggio gastrico), pur essendo risolto il problema del peso bisogna affrontarne un altro, ovvero l’eccesso di pelle e le problematiche ad esso connesse. Per questo presso la Casa di Cura Candela, in linea con il pdta regionale, è stato attivato il Servizio di Chirurgia plastica. “Questo servizio eroga prestazioni ambulatoriali e di ricovero, per valutare e correggere gli esiti dell’imponente dimagramento conseguente agli interventi di chirurgia bariatrica. La chirurgia plastica post-bariatrica si prefigge di correggere le deformità post-bariatriche mediante tecniche chirurgiche sicure e innovative, pianificate per ovviare alle limitazioni funzionali ed estetiche, restituendo al paziente il benessere psicologico”, conclude Pisello.
– fonte foto Aiop –
(ITALPRESS).

Enac in Libia, a giugno ripresa dei collegamenti diretti Roma-Bengasi

ROMA (ITALPRESS) – Da giugno ripresa dei collegamenti aerei diretti tra Roma e l’aeroporto internazionale BengasiBenina operati da ITA Airways: i preparativi per la riattivazione di questa tratta sono stati al centro dell’incontro a Bengasi, tra la delegazione italiana, guidata dal Presidente Enac Pierluigi Di Palma, e il Presidente del Fondo per la Ricostruzione della Libia Belkasem Haftar con i suoi collaboratori.

L’incontro, spiega una nota di Enac, fa seguito alla visita del Presidente Haftar in Enac lo scorso dicembre e “consolida il percorso di cooperazione avviato da mesi che evidenzia la ferma volontà politica, istituzionale e imprenditoriale di riattivare i collegamenti aerei diretti tra i due Paesi, anche da e per l’aeroporto internazionale di Bengasi, dopo quello di Tripoli”.

La delegazione italiana che ha partecipato all’incontro era composta dall’Ambasciatore d’Italia a Tripoli Gianluca Alberini, dal Responsabile dell’Ufficio Economico Commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Tripoli Fabio Giudice, dal Console Generale d’Italia a Bengasi Francesco Saverio De Luigi, dal Presidente della Camera di commercio Italo-Libica Nicola Colicchi, dal Direttore Centrale Programmazione Economica e Sviluppo Infrastrutture Claudio Eminente, dal team security (Antonino Caruso, Direttore Territoriale Sicilia Orientale, Lorena Cruciani della Direzione Emilia Romagna, Rocco Luciani Dirigente Polizia di Stato di Milano Malpensa), dal Direttore Commercial Services ENAV Cristiana Cafiero, dal Manager di ITA Airways Francesco Presicce, da Alessandro Giulivi di Elitaliana, e dal Presidente del Consorzio AENEAS Elio Franci. Un ringraziamento particolare a CAI e AISE che hanno efficacemente supportato la missione.

Il Presidente Enac Pierluigi Di Palma ha espresso soddisfazione per la proficua collaborazione che si è instaurata tra Italia e Libia in materia di aviazione civile: “Ringrazio il Presidente del Fondo per la Ricostruzione della Libia Belkasem Haftar per l’importante e proficuo confronto di ieri che dà compimento agli impegni assunti lo scorso dicembre in Enac, consentendo di attivare, dal prossimo giugno, il primo volo tra Roma Fiumicino e Bengasi-Benina, in aggiunta ai collegamenti diretti già operati da Ita Airways e da Medsky Airways. Ulteriore conferma del ruolo chiave del trasporto aereo, quale strumento per connettere i popoli e favorire reciproche opportunità di crescita economica e commerciale, ma soprattutto di rafforzare un legame di amicizia tra i due Paesi e mio personale”.

 

(ITALPRESS).

Roma torna al Mipim di Cannes, Gualtieri “Città rivolta al futuro”

ROMA (ITALPRESS) – Con una visione tutta proiettata verso il futuro, anche quest’anno Roma Capitale sarà presente al Mipim di Cannes. Il Marché international des professionnels de l’immobilier, che parte oggi e va avanti fino al 14 marzo, è l’appuntamento immancabile per tutti i principali decision makers del comparto: tra sviluppatori, investitori, territori, agenzie di sviluppo, amministrazioni locali, fondi di investimento, società di costruzioni e di servizi parliamo di una kermesse da oltre 2.400 espositori provenienti da più di 80 Paesi che offre un ecosistema privilegiato in cui gli operatori possono incontrarsi, sviluppare progetti di investimento, raccogliere finanziamenti e avviare collaborazioni.

“L’anno scorso eravamo tornati a Cannes dopo una lunga assenza per presentare una città in piena trasformazione, oggi molti di quei progetti sono diventati realtà o lo stanno diventando: piazze, strade, parchi, infrastrutture riqualificate e rinnovati. Roma è tornata al centro dell’interesse internazionale e vogliamo dunque dare continuità ad una nuova stagione di rigenerazione urbana raccontando agli investitori le tante opportunità che si stanno aprendo per ricucire i territori e costruire una città sempre più inclusiva, moderna e sostenibile”, ha spiegato il Sindaco Roberto Gualtieri.

Il claim che caratterizzerà la presenza di Roma, in linea con quanto spiegato dallo stesso Sindaco durante il suo terzo Rapporto alla Città a novembre, sarà “Roma, open to the future” e ha l’obiettivo di dare continuità alla narrazione iniziata con “Trasforming Rome“.

Al Mipim 2024 Roma aveva raccontato l’imponente piano di riqualificazione, rigenerazione e sviluppo messo in campo dall’Amministrazione Gualtieri per trasformare, appunto, la Capitale d’Italia in una città più accogliente, più sostenibile, più efficiente in cui è più semplice e conveniente investire.

Con “Roma, open to the future” la Capitale vuole raccontare la nuova fase di apertura al futuro che vive la città, sia dal punto di vista degli interventi e delle opere concluse e inaugurate (o che lo saranno nei prossimi mesi) e sia come metodo di dialogo, collaborazione e cooperazione con gli investitori. Roma è oggi una città che sta crescendo sul fronte degli investimenti immobiliari, sia nel settore abitativo che in quello dell’ospitalità.

Secondo alcune stime Roma ha rappresentato il 17% di tutti gli investimenti immobiliari professionali in Italia lo scorso anno, rispetto a una media dell’11% nel periodo 2020-2024 e gli investitori professionali hanno investito 1,7 miliardi di euro nel 2024, il doppio rispetto al 2023. Questi dati confermano la credibilità della nuova visione strategica messa in campo dall’Amministrazione capitolina, soprattutto sul fronte della rigenerazione urbana per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e una nuova concezione di prodotto immobiliare che deve possedere un mix di funzioni e consentire modularità ed adattabilità in funzione delle esigenze del mercato.

Lo stand “Roma, open to the future“, realizzato con il supporto organizzativo di Risorse per Roma Spa e in partnership con Camera di Commercio di Roma e provincia e diverse realtà imprenditoriali nazionali e internazionali, sarà uno spazio moderno e innovativo, concepito per rappresentare proprio questa fase di “apertura” di Roma: all’ingresso dei suoi 200 mq (il doppio rispetto al 2024) sarà posizionato un portale luminoso da cui si accederà allo spazio espositivo allestito con un ledwall a parete di 9×2,5mt che fungerà da sfondo e offrirà una esperienza semi-immersiva.

Lo spazio ospiterà un ricco calendario di incontri, talk e workshop durante i quali si alterneranno, oltre al Sindaco Gualtieri, all’assessore Veloccia e all’assessore Zevi, i rappresentanti delle associazioni, aziende e investitori, nazionali e internazionali, leader nel settore del real estate.

Per presentare i progetti di riqualificazione edilizia, approvati o in corso di approvazione, sarà inoltre presentato anche il prototipo di un vero e proprio Digital Twin della città, a cui sta lavorando l’Assessorato all’Urbanistica in collaborazione con Esri Italia e ACCA Software. Nel prototipo saranno rappresentati i Bim (Building Information Modeling) dei principali programmi urbanistici, integrati con il Piano regolatore vigente e con tutti i servizi afferenti alle diverse aree di riqualificazione.

Il programma degli incontri che si terranno presso lo stand si aprirà oggi alle ore 16.30 con il workshop Roma è ripartita a cui parteciperà l’assessore all’Urbanistica e alla città dei 15 minuti, Maurizio Veloccia; domani, mercoledì 12 marzo, alle ore 10 ci sarà l’incontro Strategia e visione di sviluppo della città che vedrà la partecipazione del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e, alle 14.30 il workshop Affordable housing con l’assessore al Patrimonio e alle politiche abitative, Tobia Zevi. Il calendario dettagliato con tutti i relatori sarà disponibile sul portale di Roma Capitale, nella sezione dedicata al Mipim.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS)

Von der Leyen “La difesa comune nostro compito, Putin vicino ostile”

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Inizia con una citazione di Alcide de Gasperi l’intervento della presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen alla plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo. “70 anni fa, Alcide de Gasperi disse: “Non abbiamo bisogno soltanto di pace tra di noi, ma dobbiamo costruire anche una difesa comune. Non per minacciare o conquistare, ma per fungere da deterrente ad ogni attacco esterno guidato dall’odio contro l’Europa Unita. Questo è il compito della nostra generazione”.
Da qui segue il passaggio cruciale: “Sono passati 70 anni, ma la nostra generazione si trova di fronte lo stesso compito perchè la pace nell’Unione Europea non può più essere data per scontata. Siamo di fronte ad una crisi della sicurezza europea, ma sappiamo che è nelle crisi che l’Europa è stata costruita. Quindi è il momento per raggiungere la pace attraverso la forza. E’ il momento per lavorare ad una difesa comune e su questo ho visto un consenso al Consiglio Europeo senza precedenti e inimmaginabile solo poche settimane fa”.
“L’ordine della sicurezza europeo è stato sconvolto e sono cadute molte illusioni – ha proseguito – Dalla fine della guerra fredda, si credeva che la Russia potesse essere integrata nell’architettura economica e di sicurezza europea e altri speravano di poter contare in modo indefinito sulla protezione americana. E così abbiamo abbassato la guardia, tagliato le spese per la difesa dal 3,5% a meno della metà pensando di poter godere di questo dividendo della pace”.
Per Von der Leyen, questo atteggiamento ha soltanto creato un “deficit di sicurezza”.
“E’ finito il tempo delle illusioni: l’Europa è chiamata a farsi carico della propria difesa. Non in un lontano futuro, ma già oggi. Non con passi graduali, ma con il coraggio che richiede la situazione”, ha chiosato la presidente della Commissione Europea ribadendo la necessità alla luce degli sviluppi della guerra in Ucraina e per la quale occorre “colmare la lacuna nei rifornimenti militari e fornirle garanzie di sicurezza solide”.
Per Von der Leyen “questo momento non riguarda solo l’Ucraina, ma tutta la sicurezza del continente. Putin ha dimostrato di essere un vicino ostile. Non è affidabile”.
E qui un avvertimento all’Europarlamento: “Il sistema militare russo supera il nostro: il Cremlino spende più di tutta l’Europa messa insieme. La produzione europea è ancora troppo limitata”.
Von der Leyen ha poi parlato del piano di difesa “ReArm Europe” presentato gli scorsi giorni. “La sua logica è semplice: vogliamo usare tutte le leve finanziarie a nostra disposizione per rafforzare e accelerare la nostra produzione nella difesa – ha spiegato – Con il piano ReArm Europe possiamo mobilitare fino a 800 miliardi di euro. Oggi spendiamo in media il 2% del Pil per la difesa e ogni analisi oggi concorda che dobbiamo superare il 3%, ma nel bilancio europeo raggiunge solo l’1% del Pil. Quindi è ovvio che il grosso degli investimenti non può che venire dagli stati membri. E per questo vogliamo attivare la clausola di salvaguardia nazionale prevista dalle nuove regole di bilancio in modo controllato e coordinato per tutti gli stati membri”.
“Il Consiglio Europeo ha poi dato luce verde al nuovo strumento finanziario denominato SAFE, Security Action For Europe. Offriamo agli stati membri fino a 150 miliardi di euro in prestiti per investire conformemente ad alcuni principi fondamentali: possono concentrarsi su poche scelte strategiche (difesa aerea, droni, munizioni, missili, cyber, IA…) – ha proseguito Von der Leyen – Per massimizzare l’impatto dei nostri investimenti, questi prestiti dovranno finanziare acquisti da produttori europei per rafforzare la nostra industria di difesa con contratti pluriennali”.
Passaggio atteso del suo intervento ha riguardato l’uso dei fondi di coesione per le spese della difesa, possibilità di impiego che aveva visto l’opposizione di tutto il governo italiano.
Von der Leyen l’ha definita come “una possibilità che offriamo agli Stati membri. Questi avranno la possibilità di ridirigere alcuni dei fondi non utilizzati verso progetti di difesa: infrastrutture, ricerca e sviluppo… Il tutto su base volontaria”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Von der Leyen “La difesa comune nostro compito, Putin vicino ostile”

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – Inizia con una citazione di Alcide de Gasperi l’intervento della presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen alla plenaria dell’Europarlamento di Strasburgo. “70 anni fa, Alcide de Gasperi disse: “Non abbiamo bisogno soltanto di pace tra di noi, ma dobbiamo costruire anche una difesa comune. Non per minacciare o conquistare, ma per fungere da deterrente ad ogni attacco esterno guidato dall’odio contro l’Europa Unita. Questo è il compito della nostra generazione”.
Da qui segue il passaggio cruciale: “Sono passati 70 anni, ma la nostra generazione si trova di fronte lo stesso compito perchè la pace nell’Unione Europea non può più essere data per scontata. Siamo di fronte ad una crisi della sicurezza europea, ma sappiamo che è nelle crisi che l’Europa è stata costruita. Quindi è il momento per raggiungere la pace attraverso la forza. E’ il momento per lavorare ad una difesa comune e su questo ho visto un consenso al Consiglio Europeo senza precedenti e inimmaginabile solo poche settimane fa”.
“L’ordine della sicurezza europeo è stato sconvolto e sono cadute molte illusioni – ha proseguito – Dalla fine della guerra fredda, si credeva che la Russia potesse essere integrata nell’architettura economica e di sicurezza europea e altri speravano di poter contare in modo indefinito sulla protezione americana. E così abbiamo abbassato la guardia, tagliato le spese per la difesa dal 3,5% a meno della metà pensando di poter godere di questo dividendo della pace”.
Per Von der Leyen, questo atteggiamento ha soltanto creato un “deficit di sicurezza”.
“E’ finito il tempo delle illusioni: l’Europa è chiamata a farsi carico della propria difesa. Non in un lontano futuro, ma già oggi. Non con passi graduali, ma con il coraggio che richiede la situazione”, ha chiosato la presidente della Commissione Europea ribadendo la necessità alla luce degli sviluppi della guerra in Ucraina e per la quale occorre “colmare la lacuna nei rifornimenti militari e fornirle garanzie di sicurezza solide”.
Per Von der Leyen “questo momento non riguarda solo l’Ucraina, ma tutta la sicurezza del continente. Putin ha dimostrato di essere un vicino ostile. Non è affidabile”.
E qui un avvertimento all’Europarlamento: “Il sistema militare russo supera il nostro: il Cremlino spende più di tutta l’Europa messa insieme. La produzione europea è ancora troppo limitata”.
Von der Leyen ha poi parlato del piano di difesa “ReArm Europe” presentato gli scorsi giorni. “La sua logica è semplice: vogliamo usare tutte le leve finanziarie a nostra disposizione per rafforzare e accelerare la nostra produzione nella difesa – ha spiegato – Con il piano ReArm Europe possiamo mobilitare fino a 800 miliardi di euro. Oggi spendiamo in media il 2% del Pil per la difesa e ogni analisi oggi concorda che dobbiamo superare il 3%, ma nel bilancio europeo raggiunge solo l’1% del Pil. Quindi è ovvio che il grosso degli investimenti non può che venire dagli stati membri. E per questo vogliamo attivare la clausola di salvaguardia nazionale prevista dalle nuove regole di bilancio in modo controllato e coordinato per tutti gli stati membri”.
“Il Consiglio Europeo ha poi dato luce verde al nuovo strumento finanziario denominato SAFE, Security Action For Europe. Offriamo agli stati membri fino a 150 miliardi di euro in prestiti per investire conformemente ad alcuni principi fondamentali: possono concentrarsi su poche scelte strategiche (difesa aerea, droni, munizioni, missili, cyber, IA…) – ha proseguito Von der Leyen – Per massimizzare l’impatto dei nostri investimenti, questi prestiti dovranno finanziare acquisti da produttori europei per rafforzare la nostra industria di difesa con contratti pluriennali”.
Passaggio atteso del suo intervento ha riguardato l’uso dei fondi di coesione per le spese della difesa, possibilità di impiego che aveva visto l’opposizione di tutto il governo italiano.
Von der Leyen l’ha definita come “una possibilità che offriamo agli Stati membri. Questi avranno la possibilità di ridirigere alcuni dei fondi non utilizzati verso progetti di difesa: infrastrutture, ricerca e sviluppo… Il tutto su base volontaria”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Revisione della direttiva pacchetti, il turismo organizzato si oppone

ROMA (ITALPRESS) – Le associazioni di categoria AIAV, Aidit Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Astoi Confindustria Viaggi, Fiavet Confcommercio, FTO e Maavi hanno scritto una nota congiunta a tutti gli eurodeputati italiani, al Presidente Ue, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana, al Ministero del Turismo ed a ECTAA in merito al Draft Report dello scorso 25 febbraio dell’eurodeputato Alex Agius Saliba, relatore in Parlamento della proposta di modifica della Direttiva Pacchetti.

Nei mesi scorsi la proposta di revisione della Commissione pubblicata lo scorso novembre è approdata a soluzioni di compromesso a seguito delle interlocuzioni delle Associazioni di categoria con il Governo italiano, tramite il Ministero del Turismo, e a seguito del negoziato avvenuto tra la Commissione Europea e il Consiglio dell’Unione, votata poi dal COREPER a dicembre 2024.

In questa occasione – si legge nella nota – erano stati eliminati dal testo gli elementi più discutibili, che rendevano la proposta inattuabile per il mercato, mantenendo un equilibrio tra gli interessi dell’industria turistica e quelli dei consumatori. Tra gli emendamenti proposti nella relazione del Deputato Saliba, che sono contestati dalle Associazioni, vi è principalmente l’articolo 5 bis della direttiva che vorrebbe reintrodurre, rispetto alle bozze del precedente negoziato, il limite del 25% per gli acconti dei pacchetti turistici e la richiesta del saldo non prima di 28 giorni dall’inizio del pacchetto stesso, nonché la facoltà per ogni Paese membro dell’Unione europea di imporre la costituzione di un conto vincolato per gli acconti dei consumatori.

Questo uniformerebbe a livello europeo i termini economici di vendita dei pacchetti, violando, di fatto, la libera concorrenza di mercato. Ma l’aspetto più preoccupante è quello economico: molti operatori non sarebbero in grado di gestire l‘advanced booking, divenuta una leva essenziale al mercato turistico odierno, e quasi tutti avrebbero difficoltà finanziarie nello sviluppo del proprio business potendo incassare il saldo di ciò che hanno venduto solo a 28 giorni dalla partenza, anticipando di propria tasca le spese che sono a tutti gli effetti del consumatore.

Preoccupante – proseguono le associazioni – anche l‘ipotesi dell’apertura di un conto vincolato, un ulteriore onere, che si somma a quello cui già sono tenuti gli operatori del turismo organizzato che prestano garanzia per insolvenza e fallimento con un fondo che già copre il rischio dei consumatori.

Altro aspetto già segnalato in precedenza dalle Associazioni è l’ipotesi di recesso per circostanze straordinarie per il quale non è proposto alcun emendamento che specifichi che queste circostanze sono limitate alle sole catastrofi naturali, pandemie etc, con il rischio che potrebbe essere interpretato come ricomprendente qualsiasi ipotesi di impedimento personale del consumatore.

Inoltre, viene proposto l’inserimento di un nuovo comma nell’articolo 12 che prevede la possibilità di annullare il viaggio con il rimborso integrale dei pagamenti effettuati in virtù di un avviso di sicurezza dell’Autorità -‘”official travel warning‘ – emanato 28 giorni prima del viaggio. Si apre, infine, in questa revisione, anche una nuova ipotesi di gestione dei reclami con obbligo di risposta entro 21 giorni, con sanzioni pecuniare spropositate che arrivano fino al 4% del fatturato annuo dell’operatore turistico.

Secondo le Associazioni questa revisione è ispirata a esigenze sorte in occasione di eventi straordinari, come la pandemia Covid 19 o il fallimento di Thomas Cook, che non rappresentano un parametro equo e indicativo delle dinamiche ordinarie del mercato dei pacchetti turistici. Le misure proposte aggraverebbero l’intero settore, e in particolare le piccole e medie imprese che sono il tessuto economico del comparto in Italia e di altri Paesi, favorendo invece i big player con cospicue capacità finanziarie, spesso non europei, che finirebbero per minare l’industria del turismo organizzato nei Paesi membri.

Le scriventi Associazioni invocano quindi una immediata “levata di scudi” dei nostri Europarlamentari e dei vertici politici del nostro Governo e di quello dell’UE per la discussione in corso a Bruxelles, che si dovrebbe chiudere il voto finale del Parlamento il 26 giugno del 2025, confidenti dell’impegno trapelato da parte del Ministero del Turismo di lavorare nella direzione di una conclusione equa e sostenibile per imprese e consumatori.

– Foto Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

Beni per 3 milioni sequestrati a fiancheggiatore del boss Messina Denaro

PALERMO (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno sequestrato beni per oltre 3 milioni di euro riconducibili ad uno dei principali fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione. Il sequestro è stato disposto al termine di un procedimento di prevenzione avviato all’indomani della cattura del latitante, su delega della locale Procura – Dda.
Gli accertamenti, nello specifico, sono stati finalizzati a ricostruire il profilo patrimoniale del fiancheggiatore, già condannato in via definitiva alla pena di 9 anni e 2 mesi di reclusione, e del relativo nucleo familiare, nonchè a tracciare possibili flussi di denaro diretti a finanziare la latitanza del boss di Cosa nostra.
Gli investigatori, in tale contesto, hanno individuato numerosi bonifici e assegni emessi a favore di una delle persone più
vicine a Messina denaro, indice di una concreta attività di sostegno assicurata attraverso la messa a disposizione di ingenti somme di denaro. Pertanto, il Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione, in accordo con le ricostruzioni dei finanzieri e condividendo quanto prospettato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nel ravvisare una situazione
di evidente sperequazione tra fonti di reddito e impieghi, ha disposto il sequestro di due società operanti nel settore della coltivazione, lavorazione e conservazione di frutti oleosi, frutta e ortaggi, ubicate entrambe a Campobello di Mazara; sette immobili (appartamenti e terreni), localizzati a Campobello di Mazara e Castelvetrano; tre rapporti bancari; un autoveicolo. Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a oltre 3 milioni di euro.
– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).

Beni sequestrati per 3 milioni a fiancheggiatore di Messina Denaro

PALERMO (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo hanno sequestrato beni per oltre 3 milioni di euro riconducibili ad uno dei principali fiancheggiatori di Matteo Messina Denaro. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione. Il sequestro è stato disposto al termine di un procedimento di prevenzione avviato all’indomani della cattura del latitante, su delega della locale Procura – Dda.

Gli accertamenti, nello specifico, sono stati finalizzati a ricostruire il profilo patrimoniale del fiancheggiatore, già condannato in via definitiva alla pena di 9 anni e 2 mesi di reclusione, e del relativo nucleo familiare, nonché a tracciare possibili flussi di denaro diretti a finanziare la latitanza del boss di Cosa nostra. Gli investigatori, in tale contesto, hanno individuato numerosi bonifici e assegni emessi a favore di una delle persone più vicine a Messina denaro, indice di una concreta attività di sostegno assicurata attraverso la messa a disposizione di ingenti somme di denaro.

Pertanto, il Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione, in accordo con le ricostruzioni dei finanzieri e condividendo quanto prospettato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, nel ravvisare una situazione di evidente sperequazione tra fonti di reddito e impieghi, ha disposto il sequestro di due società operanti nel settore della coltivazione, lavorazione e conservazione di frutti oleosi, frutta e ortaggi, ubicate entrambe a Campobello di Mazara; sette immobili (appartamenti e terreni), localizzati a Campobello di Mazara e Castelvetrano; tre rapporti bancari; un autoveicolo. Il valore complessivo dei beni sequestrati ammonta a oltre 3 milioni di euro.

– Foto ufficio stampa Gdf –

(ITALPRESS).

Al teatro Toniolo Giorgia Fumo in scena con ‘Vita bassa’

VENEZIA (ITALPRESS) – Giovedì 13 marzo alle ore 21 arriva per la prima volta sul palco del Teatro Toniolo Giorgia Fumo con il nuovo spettacolo “Vita bassa“, ospite del cartellone de “I Comici“, organizzato dal Settore Cultura del Comune di Venezia con Dalvivo Eventi.

Ingegnere, attrice romana e finalista del programma televisivo Italia’s Got Talent, Giorgia Fumo porta sul palco una fotografia disincantata della sua generazione: i millennial. Oggi i più anziani fra i millennials hanno compiuto 40 anni, non sono più giovani ma non vogliono essere gli adulti, e sono la prima generazione ad essere presa in giro dai vecchi e dai giovani.

Un viaggio nella generazione più nostalgica di sempre fra matrimoni, lavori effimeri, colleghi insostenibili, decluttering e miglioramento personale… Biglietti in vendita online su Vivaticket e in biglietteria del Teatro. Per informazioni: www.culturavenezia.it

– Foto ufficio stampa Comune di Venezia –

(ITALPRESS).

Rivincita di Denver a Oklahoma, Doncic non salva i Lakers

ROMA (ITALPRESS) – Non è detto che la ‘vendetta’ sia un piatto da consumare necessariamente freddo. Ne sa qualcosa Denver, che si prende nel giro di 48 ore una bella rivincita sul campo di Oklahoma City: stavolta a fare festa sono i Nuggets, che si impongono per 140-127 trascinati dai 45 punti di un immarcabile Jokic, ben coadiuvato da Murray, a referto a quota 34; 26 tra i padroni di casa di Dort.

Non basta ai Los Angeles Lakers l’ennesima tripla doppia di Doncic (22 punti, 12 rimbalzi e 12 assist) per avere la meglio su Brooklyn: i Nets la spuntano in volata per 111-108 nonostante l’altra grande prova, tra i californiani, di Vincent, top-scorer dell’incontro con un bottino di 24 punti. Affermazione casalinga per i Boston Celtics: i campioni in carica domano Utah Jazz per 114-108 sfruttando la vena realizzativa della coppia Hauser-Brown, capaci di contribuire alla causa con 59 punti complessivi.

Colpo esterno invece per i Dallas Mavericks, che violano l’impianto dei San Antonio Spurs per 133-129 sebbene tra i locali Barnes sigli 29 punti contro i 28 di Dinwiddie, il migliore tra i texani. I Golden State Warriors superano sul parquet amico i Portland Trail Blazers per 130-120 ma la vera notizia è che il ‘bomber’ della partita non è Curry (24 punti) ma l’israeliano Avdija, che ne realizza 34 contro i 32 di Simons.

New York Knicks in versione corsara: il quintetto della ‘Big Apple’ domina nell’impianto dei Sacramento Kings, regolati con un eloquente 133-104 frutto, in primis, dei 26 punti di Towns e dei 24 di Anunoby. Altri risultati: Atlanta Hawks-Philadelphia 76ers 132-123; Miami Heat-Charlotte Hornets 102-105; Toronto Raptors-Washington Wizard 119-104; Chicago Bulls-Indiana Pacers 121-103; Houston Rockets-Orlando Magic 97-84; Memphis Grizzlies-Phoenix Suns 120-118.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).