ROMA (ITALPRESS) – “Oggi il governo ha stanziato 3 miliardi per fronteggiare il caro bollette. Parliamo di circa 1,6 miliardi per le famiglie e di 1,4 miliardi per le imprese”. Così la premier Giorgia Meloni in un videomessaggio, spiegando i contenuti del Dl bollette approvato dal Cdm.
mca2/mgg (Fonte video: Palazzo Chigi)
Meloni “Dal governo 3 miliardi per fronteggiare il caro bollette”
Mundys, con Abertis acquisisce il 51,2% dell’autostrada A-63 in Francia
ROMA (ITALPRESS) – Abertis, i cui azionisti sono Mundys e ACS Group, ha raggiunto, attraverso la sua controllata francese HIT, un accordo con le società Crèdit Agricole Assurances e AXA IM Alts per l’acquisizione del 51,2% che, entrambe, detengono nell’A-63.
L’A-63 è un’autostrada a pedaggio di 105 chilometri, con doppia carreggiata a tre corsie, che collega Salles a Saint-Geours-de-Marenne, nel sud-ovest della Francia. Questa strada è un asse fondamentale tra l’Europa e la penisola iberica per il trasporto di merci tra la Spagna e l’Europa settentrionale, e funge da collegamento tra Bordeaux, con oltre un milione di abitanti e sede di importanti strutture scientifiche e ingegneristiche, e le città di Bayonne, Biarritz, Anglet e Saint-Jean-de-Luz.
Si tratta di un’infrastruttura in buono stato di manutenzione, la cui costruzione è stata completata nel 2013 e che non richiede ulteriori grandi investimenti.
Nel 2024, la A-63 ha generato 170 milioni di euro di ricavi e 134 milioni di euro di EBITDA, grazie a un andamento positivo del traffico. La concessione scade nel 2051.
Con questa nuova acquisizione, Abertis si appresta ad ampliare la propria posizione in uno dei suoi mercati chiave, contribuendo alla strategia di crescita e di sostituzione dei flussi di cassa dell’azienda e prolungando la durata delle concessioni del Gruppo.
La chiusura dell’acquisizione è soggetta alle consuete approvazioni normative e le parti stanno lavorando per concludere l’operazione il prima possibile.
A seguito della chiusura di questa operazione, gli azionisti di Abertis – ACS e Mundys – effettueranno un aumento di capitale pari a 400 milioni di euro per sostenere la crescita di Abertis e rafforzarne il bilancio.
Josè Aljaro, CEO di Abertis, ha evidenziato l’importanza dell’acquisizione di questo nuovo asset, affermando che “siamo molto lieti di ampliare la nostra presenza in un mercato chiave come quello francese, cosa che ci permette di consolidare la nostra posizione di operatore di riferimento, non solo nel Paese, ma anche in Europa, dove abbiamo anni di esperienza nella gestione delle infrastrutture”.
“L’investimento nella A63, effettuato attraverso Abertis insieme ai nostri partner di ACS – ha dichiarato Andrea Mangoni, Ceo di Mundys – è un risultato importante, che consolida ulteriormente la nostra presenza in Francia. L’approccio di Mundys è quello di gestire e sviluppare in modo sostenibile le infrastrutture in portafoglio, attraverso un costante dialogo con le istituzioni e le comunità locali. Nella nostra strategia di crescita internazionale la Francia, dove siamo presenti dal 2016, si conferma come un Paese strategico, per l’assoluta qualità e solidità del suo sistema economico-produttivo. Siamo dunque intenzionati a portare avanti concretamente la nostra strategia di investimento, iniettando risorse finalizzate alla crescita e dando il nostro contributo alla crescita del Paese”.
-foto ufficio stampa Mundys –
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In servizio sei nuovi treni regionali, Zaia “Prosegue potenziamento”
VENEZIA (ITALPRESS) – “Sei nuovi treni, dei quali due ibridi, tre Pop e un Rock, che vanno a potenziare ulteriormente la flotta del servizio di trasporto pubblico ferroviario regionale con mezzi sostenibili, innovativi e in grado di garantire un servizio sempre più confortevole e intermodale. Con la consegna odierna a Trenitalia da parte di Infrastrutture Venete, società interamente partecipata dalla Regione, di cinque convogli (due ibridi e tre Pop) che serviranno prioritariamente le linee Adria-Venezia Mestre, Chioggia-Rovigo e Rovigo-Verona e le altre linee regionali, e l’acquisto da parte di Trenitalia di un ulteriore mezzo (Rock), saranno 75 i nuovi treni che circoleranno lungo i binari del Veneto sugli 86 previsti dal contratto di servizio. Se a questi aggiungiamo i 7 treni (Rock) che entreranno in funzione nel 2026, saranno 93 i nuovi convogli che viaggeranno sulle linee regionali per un investimento complessivo di 844 milioni di euro in un territorio, il Veneto, con la flotta ferroviaria più giovane d’Italia e un’età media dei treni inferiore ai cinque anni. Un’operazione fortemente voluta dalla Regione, con risorse nella propria disponibilità, in sinergia con Trenitalia e Infrastrutture Venete per garantire collegamenti sempre più capillari, frequenti, puntuali oltre che integrati con il trasporto su gomma e migliorare l’esperienza di viaggio sia di coloro che vivono e lavorano in Veneto, sia di quanti vengono a scoprire le bellezze del nostro territorio a bordo di mezzi sempre più sicuri, rispettosi dell’ambiente e affidabili”. Lo ha detto il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, oggi a Marghera (Venezia) in occasione della presentazione di sei nuovi treni in servizio nel Veneto. Erano presenti anche il Direttore del Regionale Veneto di Trenitalia, Ivan Aggazio, e il Direttore Generale di Infrastrutture Venete, Alessandra Grosso.
“Per quanto riguarda, in particolare, la linea Adria Mestre, ammontano a 74,3 milioni di euro gli investimenti a cura di Infrastrutture Venete – ha aggiunto il Presidente Zaia -. Si tratta soprattutto di lavori di manutenzione e ammodernamento con la chiusura di passaggi a livello e la riqualificazione di stazioni ferroviarie, di sistemi di sicurezza e ponti. A giugno 2026 è prevista, inoltre, l’attivazione dell’elettrificazione della linea. Sulla Rovigo-Chioggia, invece, Infrastrutture Venete sta eseguendo i lavori sul ponte ferroviario di Rosolina mentre Rfi la realizzazione dell’ERTMS (European Rail Traffic Management System), un sistema europeo di gestione e controllo del traffico ferroviario progettato per migliorare la sicurezza, l’efficienza e l’integrazione delle reti ferroviarie a livello internazionale. La riapertura della tratta è prevista a luglio 2025, con l’avvio del Treno del Mare che collegherà Verona e Rovigo alle spiagge di Rosolina e Chioggia. Entro qualche anno anche i pendolari tra il Polesine e il Delta del Po usufruiranno di un servizio ferroviario moderno, efficiente e di qualità”.
foto: ufficio stampa Regione Veneto
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Iraq, inaugurato pronto soccorso del Gruppo San Donato a Najaf
MILANO (ITALPRESS) – E’ stato inaugurato il pronto soccorso del GSD Al Najaf teaching Hospital, uno dei due ospedali gestiti dal Gruppo San Donato in Iraq. Alla presenza dell’ambasciatore d’Italia Niccolò Fontana e di esponenti di primo piano delle istituzioni irachene, Kamel Ghribi, Vicepresidente del Gruppo San Donato e Presidente di GKSD Investment Holding, ha guidato una delegazione del Gruppo che ha concluso la missione in Iraq: obiettivo, assicurare cure di eccellenza e un’accoglienza di livello alto in modo da offrire un’esperienza sanitaria che metta sempre il paziente al centro.
fsc/gtr
Conte “Fieri della nostra classifica, godiamocela”
CASTEL VOLTURNO (ITALPRESS) – “Al di là della classifica dopo 7 mesi mi sarei aspettato un Napoli che iniziasse a prendere forma. Trovarci in questa posizione ci deve riempire di orgoglio ma non deve metterci tanta pressione addosso. Perchè può essere positiva ma anche negativa. Perciò dico ai ragazzi gustiamoci questo momento perchè la classifica ce la siamo meritata”. Così il tecnico del Napoli, Antonio Conte, alla vigilia dello scontro diretto contro l’Inter, in programma domani alle 18 al Maradona. “Sfida scudetto? Sarà una partita influente sulla classifica. Ci sono tre punti e vicino ci sono tantissime squadre. Dopo la sconfitta abbiamo imparato molto di più della vittoria. Abbiamo analizzato il perchè abbiamo avuto quel secondo tempo contro il Como. I ragazzi sanno che mi sono molto arrabbiato ma lo erano anche loro. Quella ripresa non è stata ai nostri livelli. Abbiamo cercato di capire che bisogna stare sempre sul pezzo fino al 95′ ricordando che tutti i punti che abbiamo fatto sono stati sudati”, ha detto ancora Conte che non vuole scaricare tutte le pressioni sull’Inter. “I miei calciatori non devono ragionare su questo. Noi cerchiamo di crescere anche nel porci l’obiettivo di dare il massimo in ogni partita. Come dico sempre l’importante è uscire dal campo sapendo di aver dato tutto. Se siamo stati battuti è perchè gli altri sono stati più bravi. Il calcio è uno sport dove si può vincere o si può perdere. Col Como abbiamo da recriminare qualcosa e i ragazzi sanno che non ho filtri. Ora ci aspetta questa bellissima partita. Arriviamo a giocare un top match. Ce lo dobbiamo godere mettendo tutto quello che abbiamo”. Non ci sarà Anguissa, un’assenza pesante per l’allenatore salentino. “Ho ancora 24 ore per decidere come sostituirlo, cercherò la migliore soluzione, la vedrete domani in campo”, ha spiegato Conte che prosegue parlando di rientri e indisponibilità. “Spinazzola e Olivera hanno recuperato. Leonardo ha giocato tutta la partita contro il Como. Lo abbiamo gestito. Mathias ha avuto un problema più serio essendo recidivo. Sta lavorando per entrare in condizione. Sono entrambi a disposizione e poi vedremo quali saranno le scelte più opportune. Devo guardare anche alle altre partite cercando di non fare danni fisici”. Non ci saranno Neres e Anguissa: “Sono forti ma noi puntiamo sul collettivo. La cosa curiosa è che entrambi hanno finito la partita e non avevano niente e poi il giorno dopo hanno accusato il problema muscolare. Difficile capire il perchè di questo cumulo di infortuni. E’ tutto opinabile. Siamo stati bravi e fortunati a non averne prima, ma non si può pensare che non si abbiano in un anno. Può capitare il periodo dove sei più sfortunato, dove si fermano tutti quelli dello stesso reparto. Bisogna essere bravi a trovare delle soluzioni. Come Raspadori, che non veniva utilizzato e ora è al centro della squadra”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Conte “Fieri della nostra classifica, godiamocela”
CASTEL VOLTURNO (ITALPRESS) – “Al di là della classifica dopo 7 mesi mi sarei aspettato un Napoli che iniziasse a prendere forma. Trovarci in questa posizione ci deve riempire di orgoglio ma non deve metterci tanta pressione addosso. Perchè può essere positiva ma anche negativa. Perciò dico ai ragazzi gustiamoci questo momento perchè la classifica ce la siamo meritata”. Così il tecnico del Napoli, Antonio Conte, alla vigilia dello scontro diretto contro l’Inter, in programma domani alle 18 al Maradona. “Sfida scudetto? Sarà una partita influente sulla classifica. Ci sono tre punti e vicino ci sono tantissime squadre. Dopo la sconfitta abbiamo imparato molto di più della vittoria. Abbiamo analizzato il perchè abbiamo avuto quel secondo tempo contro il Como. I ragazzi sanno che mi sono molto arrabbiato ma lo erano anche loro. Quella ripresa non è stata ai nostri livelli. Abbiamo cercato di capire che bisogna stare sempre sul pezzo fino al 95′ ricordando che tutti i punti che abbiamo fatto sono stati sudati”, ha detto ancora Conte che non vuole scaricare tutte le pressioni sull’Inter. “I miei calciatori non devono ragionare su questo. Noi cerchiamo di crescere anche nel porci l’obiettivo di dare il massimo in ogni partita. Come dico sempre l’importante è uscire dal campo sapendo di aver dato tutto. Se siamo stati battuti è perchè gli altri sono stati più bravi. Il calcio è uno sport dove si può vincere o si può perdere. Col Como abbiamo da recriminare qualcosa e i ragazzi sanno che non ho filtri. Ora ci aspetta questa bellissima partita. Arriviamo a giocare un top match. Ce lo dobbiamo godere mettendo tutto quello che abbiamo”. Non ci sarà Anguissa, un’assenza pesante per l’allenatore salentino. “Ho ancora 24 ore per decidere come sostituirlo, cercherò la migliore soluzione, la vedrete domani in campo”, ha spiegato Conte che prosegue parlando di rientri e indisponibilità. “Spinazzola e Olivera hanno recuperato. Leonardo ha giocato tutta la partita contro il Como. Lo abbiamo gestito. Mathias ha avuto un problema più serio essendo recidivo. Sta lavorando per entrare in condizione. Sono entrambi a disposizione e poi vedremo quali saranno le scelte più opportune. Devo guardare anche alle altre partite cercando di non fare danni fisici”. Non ci saranno Neres e Anguissa: “Sono forti ma noi puntiamo sul collettivo. La cosa curiosa è che entrambi hanno finito la partita e non avevano niente e poi il giorno dopo hanno accusato il problema muscolare. Difficile capire il perchè di questo cumulo di infortuni. E’ tutto opinabile. Siamo stati bravi e fortunati a non averne prima, ma non si può pensare che non si abbiano in un anno. Può capitare il periodo dove sei più sfortunato, dove si fermano tutti quelli dello stesso reparto. Bisogna essere bravi a trovare delle soluzioni. Come Raspadori, che non veniva utilizzato e ora è al centro della squadra”.
– Foto Ipa Agency –
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Giulio Zanoni, “per chi suona la campana”… Il maestro campanaro cornedese: “anche la vallata dell’Agno avrebbe bisogno di una squadra campanara”
E’ maestro campanaro, ha 36 anni, fa l’operaio, abita a Cornedo e si chiama Giulio Zanoni. Un giovane che ha un hobby particolare: far suonare le campane. Le suona lui stesso nel campanile di Cornedo per annunciare morti e funerali o per i concerti solenni. “Mentre i suoni quotidiani delle campane funzionano coi motori elettrici” spiega Giulio.
Giulio fa parte della squadra di campanari di Tezze di Arzignano. “Anche nella valle del Chiampo ci sono varie squadre campanarie, mentre qui nella vallata dell’Agno sarebbe importante costruire almeno una squadra” afferma Giulio, che è anche organista e maestro del coro parrocchiale di Cornedo.
Appassionato di montagna, coltiva invece la passione per le campane da quando aveva 19 anni. Ha iniziato a suonare le campane a Trissino nel 2008, poi nel 2011 si è iscritto alla squadra di Tezze. Giulio ha fatto un corso per diventare maestro campanaro e lui stesso nel 2022 ha tenuto un corso come docente all’Istituto Diocesano Museo di Arte Sacra a Vicenza.

Giulio, che differenza c’è tra essere maestro campanaro e suonare le campane?
Il maestro campanaro è la figura che dà i numeri per comporre il brano: ogni numero corrisponde a una nota musicale. I numeri si danno con anticipo ai campanari, i quali tirano le corda della nota corrispondente. Dopo aver dato i numeri, cioè le note…si sente suonare il brano.
Il metodo che viene utilizzato nelle nostre zone è quello delle campane “a sistema veronese”.
Il suono alla veronese è nato nel XVIII secolo ed è il più recente a campane “giranti”. Esso permette di eseguire veri e propri brani musicali, in cui ogni suonatore controlla una campana guidato da un sapiente maestro.
La prima operazione consiste nella messa in piedi delle campane, agendo a strappi successivi sulla fune di manovra e facendo descrivere al bronzo oscillazioni sempre più ampie, finché esso raggiunge la posizione di equilibrio con la bocca verso l’alto, posizione che viene poi mantenuta grazie all’abilità del suonatore.
Ad ogni giro completo la campana esegue un solo rintocco. La quasi totalità dei concerti alla veronese è in scala diatonica, il che permette al maestro di indicare ai suonatori la successione di note che produce il brano finale.
Schifani “Maggiore dialogo tra lo Stato e la Corte dei Conti per evitare allarmi sociali”
PALERMO (ITALPRESS) – “Oggi era un appuntamento al quale non potevo fare a meno, sono venuto con un grande senso di responsabilità e con un grande piacere. Ho ascoltato le due relazioni significative. Io sono un uomo delle istituzioni e lungi da me l’idea di non rispettare l’alto ruolo che svolge la Corte dei Conti. Sono state due relazioni esemplari che abbiamo ascoltato e dalle quali trarremo naturalmente gli spunti di riflessione. In un passaggio il Procuratore Generale auspica per esempio l’aumento della funzione consultiva da parte della Corte dei Conti, perché credo fortemente nella leale cooperazione tra l’organo e lo Stato. Magari una funzione, diciamo, di maggiore coordinamento che forse è mancata in ordine agli ultimi fatti dei quali si è parlato (posti letto terapia intensiva, ndr)”. Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario della Corte dei Conti che si è svolta allo Steri di Palermo. “Io non ho avuto remore nel manifestare la mia amarezza in ordine alla mancata dialettica, al mancato confronto sulle valutazioni della sezione di controllo sul tema PNRR. Sarebbe bastato un maggiore coordinamento per evitare pronunciamenti che avrebbero determinato allarmi sociali”.
Il governatore siciliano si è soffermato anche sulla vicenda del PNRR e delle terapie intensive: “Sul PNRR l’ho detto pubblicamente, perché anche il Ministro della Sanità ha confermato l’errore della Corte dei Conti. L’ha fatto involontariamente, naturalmente nessuno scontro, ma parallelamente, mentre ci veniva così notificato un provvedimento sul quale non c’è stato mai, dico mai, un confronto che avrebbe potuto evitare certi errori, lo stesso giorno il Ministero della Salute, per altri versi, scriveva su altri temi affermando e ribadendo che il numero degli ospedali erano in terapia intensiva e subintensiva di gran lunga inferiore rispetto a quelli che la Corte dei Conti ci contestava – ha sottolineato – E’ evidente come il tema rapporto istituzioni ed esercizio dalla Corte dei Conti, che si trasforma anche in controllo concomitante rispetto all’azione di governo, merita una riflessione. Non lo dico io, ma lo dice lo scenario nazionale”.
“E’ un tema ampio. Io sono per questa forma di collaborazione che arricchisce il rapporto e il confronto. Se manca il confronto tra organi dello Stato, io credo che pagano i cittadini – ha spiegato Schifani – La funzione concomitante, che a me è stata notificata mesi fa, in piena emergenza idrica, la Corte dei Conti ha deciso di aprire un’indagine su quello che avveniva sulla gestione dell’emergenza idrica… Mentre noi cercavamo di scavare pozzi, cercavamo di risolvere la soluzione delle dighe ed altro, la Corte dei Conti, nel pieno della sua autonomia, ci ha notificato l’apertura di un’indagine su quello che stiamo facendo. Io credo che su questi aspetti occorrerebbe riflettere”, ha concluso auspicando una riflessione sul rapporto tra gli organi dello Stato e la Corte dei Conti.
– foto xd6 –
Aeroporto Catania, Schifani “Bene Sac verso la privatizzazione”
PALERMO (ITALPRESS) – “Grande apprezzamento per l’iniziativa della SAC che sta avviando la procedura di privatizzazione dell’aeroporto di Catania. Credo che Palermo e Catania siano gli unici aeroporti che siano rimasti ancora in mano a privati o paraprivati. Falcone Borsellino? C’è amarezza, grande amarezza per Palermo. Da quando ci siamo insediati abbiamo esercitato anche una moral suasion che non viene recepita. Mi spiace molto naturalmente anche perché noi su Palermo abbiamo previsto un investimento di 14 milioni di fondi sociali di cooperazione che verranno realizzati. Quindi noi saremo coerenti con i nostri impegni”.- Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario della Corte dei Conti che si è svolta allo Steri di Palermo. xd6/vbo/mca3
Todde a studenti Ozieri “Sanità e ambiente temi centrali”
CAGLIARI (ITALPRESS) – “Oggi ho avuto il piacere di confrontarmi con le studentesse e gli studenti del Liceo “Antonio Segni” di Ozieri, sesta tappa di un percorso che mi ha già portata nelle scuole di Oristano, Nuoro, Alghero, Macomer e Ghilarza. Molti i temi affrontati, a partire dall’ambiente, una delle preoccupazioni centrali di questa generazione, che cresce in un mondo dove le risorse sono sempre più limitate e il cambiamento climatico è una realtà concreta”. Così sui social la presidente della Regione, Alessandra Todde, dopo la visita di questa mattina a Ozieri dove ha partecipato a un incontro con gli studenti. “La sanità è stato un’altro tema centrale del dibattito, con l’obiettivo chiaro e non più rinviabile, quello di garantire un accesso equo ed efficiente alle cure, riducendo le attuali criticità e abbattendo i tempi di attesa – scrive ancora Todde – Grande attenzione anche al tema della scuola, delle infrastrutture e dei trasporti, diritti fondamentali per il lavoro, lo studio e la qualità della vita. L’accesso alla scuola non si esaurisce con l’orario delle lezioni. E’ un ecosistema fatto di attività extracurricolari, sport, cultura, teatro, musica e socialità. Se il sistema di trasporti non consente agli studenti di partecipare pienamente a questa dimensione, allora stiamo perdendo un tassello fondamentale della loro formazione. E poi la “fuga dei cervelli” e il lavoro, ancora una volta tra le principali preoccupazioni. La possibilità di fare ricerca e confrontarsi con il mondo è essenziale”.
E conclude: “Ecco perchè insisto sull’importanza di viaggiare, di aprirsi, di studiare le soluzioni adottate altrove per problemi simili ai nostri. Il nostro impegno è rivolto a costruire un modello economico che dia prospettive reali ai giovani e valorizzi i settori strategici del territorio”.
foto: IPA Agency
(ITALPRESS).
