domenica, Novembre 1, 2026
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Mara Venier festeggia il compleanno, la foto amarcord: “Mi chiamavano Maretta”

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(Adnkronos) –
Mara Venier spegne oggi 76 candeline. La signora della domenica festeggia il suo compleanno con una foto amarcord che la ritrae da bambina mentre stringe tra le braccia una bambola di porcellana: “Mi chiamavano Maretta. Ero bruttina, magra, timida… Buon compleanno Maretta mia e mi raccomando ‘avanti tutta’”, ha scritto la conduttrice.  

 

 

Tra i tanti messaggi di auguri, il commento più bello arriva dal marito Nicola Carraro: “Sei unica! Auguri mio amor”, ha scritto il produttore cinematografico, a corredo di un cuore rosso.  

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Pichetto Fratin: “L’impianto Aliplast di Modena modello da replicare in Italia”

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(Adnkronos) – “È da replicare nel Paese, dobbiamo farne tante di queste”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’inaugurazione a Modena di R3GID, il nuovo impianto di Aliplast, società controllata dal Gruppo Hera, dedicato al riciclo delle plastiche rigide. “È un modello – ha spiegato – sia per quanto riguarda la termovalorizzazione, l’utilizzo del calore del termovalorizzatore, l’utilizzo delle acque depurate e che quindi vanno in riciclo”. Per il ministro si tratta di un investimento da circa 50 milioni di euro, sostenuto anche da un contributo pubblico di quasi 8 milioni attraverso i fondi del Pnrr. L’impianto può trattare fino a 30mila tonnellate di polimeri riciclati all’anno. 

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Festa Cinema di Roma, ‘Aspettando Mr Hyde’ svela volto dell’angioedema ereditario

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(Adnkronos) – E’ stato presentato ieri alla Festa del Cinema di Roma “Aspettando Mr Hyde”, il documentario di Donatella Romani e Roberto Amato realizzato con il contributo non condizionante di Otsuka Pharmaceutical e prodotto d Telomero Produzioni. L’angioedema ereditario è una patologia rara che colpisce improvvisamente, trasformando il corpo e la quotidianità di chi ne soffre. Condotto dall’attore Gianmarco Tognazzi, il documentario offre uno sguardo intimo e potente su una realtà complessa, dando voce a chi ogni giorno combatte contro un ‘compagno di vita’ invisibile e spaventoso e sottolineando il valore dell’innovazione che oggi permette ai pazienti di ridurre il carico di malattia con terapie di ultima generazione sia per la profilassi che per la gestione dell’attacco acuto.  

Il titolo dell’opera – informa una nota – evoca la celebre metafora letteraria dello sdoppiamento: per un bambino o un ragazzo, l’angioedema ereditario è proprio come un “Mr Hyde” che arriva senza preavviso. La patologia si manifesta con gonfiori improvvisi e deformanti agli occhi, alla bocca, agli arti, a volte accompagnati anche da lancinanti dolori addominali e dal rischio di soffocamento in caso di attacchi alla glottide. Il documentario esplora il difficile cammino per trovare un equilibrio con la malattia, dando voce a chi nonostante l’angioedema ereditario ha trovato la sua strada, ha raggiunto gli obiettivi, ha visto rinunce trasformarsi in opportunità. Strutturato come uno storyboard emotivo e clinico, il documentario si articola in cinque capitoli che ripercorrono l’evoluzione dei protagonisti, dall’incontro con la malattia, alle rinunce, al nuovo equilibrio, al valore della ricerca, a ciò che la malattia ha insegnato. “Aspettando Mr Hyde” – si legge – non è solo un documentario sulle malattie rare, ma un manifesto universale sulla voglia di non arrendersi, sul viaggio interiore per trovare un nuovo equilibrio e sulle grandi conquiste quotidiane. Un’opera necessaria che unisce il linguaggio del grande cinema all’impegno sociale e alla divulgazione scientifica. 

“L’angioedema ereditario è una patologia complessa e imprevedibile, dove la tempestività d’azione è tutto – spiega Mauro Cancian, direttore dell’Uosd di Allergologia dell’Azienda ospedale-università Padova -. Conoscere e riconoscere le manifestazioni cliniche quando i pazienti arrivano in Pronto soccorso è essenziale, ma la medicina oggi non si ferma alla gestione dell’attacco acuto. La vera sfida, che questo documentario evidenzia perfettamente, risiede nel poter restituire una quotidianità serena al paziente e al contempo assicurare il controllo della propria vita, grazie all’avvento delle terapie di profilassi. La Società scientifica Itaca ha anche come scopo quello di formare e informare medici di medicina generale e medici del pronto soccorso per far sì che ogni paziente possa avere risposte tempestive e percorsi di cura uniformi su tutto il territorio nazionale”. 

 

“La paura della deformazione fisica agisce spesso come un muro invisibile – aggiunge Alessandra Gorini, psicologa e psicoterapeuta dell’università degli studi di Milano e Irccs Maugeri -. Il nostro compito è aiutare i pazienti e il loro familiari a disinnescare la vergogna e il senso di colpa legato all’ereditarietà. Lavorare sull’accettazione e sul superamento dell’autostigma è il primo, fondamentale passo, verso una reale rinascita psicologica e sociale”. “Per anni, molti di noi si sono sentiti soli, nascosti dietro a una diagnosi che non arrivava o all’imbarazzo di mostrarsi gonfi – sostiene Pietro Mantovano, presidente Aaee – Associazione angioedema ereditario -. Questo documentario dimostra che quando si trova il coraggio di uscire allo scoperto e fare rete tra pazienti, medici e famiglie, la paura si dimezza. L’associazione nasce per questo: per trasformare l’isolamento in un’alleanza concret”.  

“Con ‘Aspettando Mr Hyde’ volevamo superare il freddo dato clinico per esplorare l’impatto emotivo di una metamorfosi improvvisa – dichiarano Donatella Romani e Roberto Amato, autori del documentario -. La struttura del racconto è stata pensata proprio come un percorso di riscatto: non mostriamo solo la sofferenza, ma il momento esatto in cui la vulnerabilità si trasforma in una straordinaria forza collettiva. Portare queste storie alla Festa del Cinema di Roma significa dare a una malattia invisibile il palcoscenico che merita, per essere finalmente compresa”.  

“Dietro ogni diagnosi c’è una persona, una famiglia, una storia. Per questo abbiamo scelto di sostenere questo progetto cinematografico: perché crediamo che prendersi cura significhi non solo offrire innovazione terapeutica, ma anche contribuire a costruire comprensione, empatia e speranza – conclude Alessandro Lattuada, Managing Director di Otsuka Pharmaceutical Italy S.r.l. -. Oggi la scienza mette a disposizione strumenti sempre più efficaci per prevenire e controllare gli attacchi di angioedema ereditario. Ma il percorso verso una vita piena passa anche dalla consapevolezza sociale. Il cinema ha la straordinaria capacità di rendere visibile ciò che spesso resta invisibile e di avvicinare le persone a realtà poco conosciute. Con questo progetto vogliamo affermare un messaggio semplice ma potente: la malattia non deve definire una persona né limitarne il futuro. Ogni paziente merita la libertà di vivere, sognare e costruire la propria felicità”. 

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Christina Applegate: “Non ho la sclerosi multipla, hanno sbagliato diagnosi”

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(Adnkronos) – “Hanno sbagliato la mia diagnosi. Non ho la sclerosi multipla”. Christina Applegate, 54 anni, nel suo podcast MeSsY fa il punto sulle proprie condizioni di salute dopo la sorprendente comunicazione ricevuta dai medici. Nel 2021, l’attrice ha rivelato di essera affetta da sclerosi multipla. Ora, a distanza da 5 anni, la diagnosi torna in discussione. “E’ difficile spiegare che la mia dottoressa è entrata in stanza e ha detto ‘congratulazioni, non hai la sclerosi multipla’, dice l’attrice. “Potrebbe essere una grande notizia, ma per me significa tornare al punto di partenza”, spiega Applegate, “per niente felice” dopo aver ricevuto la comunicazione. “Una diagnosi sbagliata non significa che, all’improvviso, io stia meglio. Le mie condizioni non sono migliorate. Se possibile, in un certo senso va anche peggio: sono tornata al punto di partenza, non so cosa mi succeda”, sintetizza. 

Dopo l’annuncio del 2021, l’attrice ha chiuso la carriera alla fine della serie Dead to me. Da allora, anche con il podcast MeSsY, ha dedicato le proprie energie ad attività a favore di persone affette dalla malattia. “Ora ho tutti i sintomi associabili alla sclerosi multipla, tutti quanti. Sappiamo che ci sono molti elementi che richiamano la sclerosi. Le diagnosi errate non sono rare, è chiaro che ora hanno trovato qualcosa di diverso. C’è qualcos’altro. Sono sotto choc, ho la testa in tilt. E’ una sensazione strana perché sono diventata un simbolo per la lotta alla sclerosi multipla, avevo un motivo: c’era una fottuta ragione per cui ogni giorno facesse schifo. Ora non ho più questo motivo, è una situazione che mi destabilizza e mi confonde”. 

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Tridico (M5S), “Tassare extraprofitti petrolio per creare credito d’imposta su carburante”

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“La crisi sta mordendo famiglie, ma anche produttori, allevatori, agricoltori. Noi abbiamo delle idee, abbiamo proposto non solo la tassa sugli extraprofitti per tassare le multinazionali che appunto stanno speculando e hanno accumulato 76 miliardi di euro soltanto nel 2026 di extraprofitti sul petrolio”. Lo ha dichiarato il capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, Pasquale Tridico, intervenendo a Strasburgo. Tridico ha spiegato la proposta di ridistribuire questo gettito “attraverso un programma europeo di sgravio fiscale per gli autotrasportatori, gli agricoltori, come credito d’imposta sul carburante”.

Longevità attiva, arriva la ‘Nutraddizione’: il segreto è aggiungere ciò che serve

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(Adnkronos) – E se la regola per invecchiare bene non fosse togliere ma aggiungere? E se, invece di concentrarci su quello che bisogna evitare, imparassimo a riconoscere ciò di cui il corpo ha bisogno per affrontare il cambiamento nelle diverse fasi della vita? Da questa inversione di prospettiva nasce il concetto di ‘Nutraddizione’ (da nutrire e addizione), un nuovo modo di concepire l’alimentazione sana non come una sequenza di divieti e sottrazioni, ma come l’arte di aggiungere quello che serve al corpo per mantenersi in salute nel tempo. Tra i nutrienti al centro di questo cambio di paradigma – informa una nota – ci sono le proteine, fondamentali non solo per mantenere la massa muscolare ma anche per garantire il corretto funzionamento dell’intero organismo. In questo cambio di prospettiva, il muscolo assume un ruolo centrale: oltre a sostenere il sistema muscolo-scheletrico, contribuisce alla funzionalità dell’organismo e, con il passare degli anni, diventa una risorsa essenziale per preservare indipendenza e qualità della vita. 

È uno dei temi approfonditi dal 1° Rapporto ‘Vivi l’età’ sulla longevità attiva, curato da Ennio Tasciotti, direttore dello Human longevity program dell’Irccs San Raffaele di Roma e promosso da Meritene, che analizza le più recenti evidenze scientifiche su nutrizione, movimento e integrazione al fine di identificare i principali fattori che contribuiscono ad un invecchiamento in salute. Il principio – si legge – non è “mangiare di più” o aggiungere indiscriminatamente. È capire cosa serve e quando. L’invito è a spostare l’attenzione verso una maggiore consapevolezza: riconoscere i bisogni del corpo nelle diverse fasi della vita e intervenire, quando necessario, per sostenerli. “Se non riesci a sopperire a quello che ti serve con le buone pratiche, cioè con l’alimentazione, oggi la scienza e la medicina offrono delle alternative – spiega Tasciotti -. Ma quello che serve non lo decide l’individuo: va sempre valutato da un professionista sanitario in grado di formulare per ogni paziente il giusto percorso nutrizionale e integrativo”. 

La supplementazione non va intesa, quindi, come una scorciatoia da utilizzare indistintamente – riferisce la nota – quanto piuttosto come un valido supporto quando l’alimentazione abituale non riesce a coprire i fabbisogni, per esempio in presenza di scarso appetito, difficoltà digestive o altre condizioni che rendano più difficile raggiungere un adeguato apporto nutrizionale. Il cambio di paradigma riguarda anche il modo in cui comunichiamo la salute. Non una nuova lista di divieti, ma una maggiore consapevolezza di quello che serve al corpo nelle diverse fasi della vita. “Bisogna agire in maniera diametralmente opposta rispetto al terrorismo alimentare – sottolinea Tasciotti -.Dobbiamo aggiungere le cose che fanno bene, non solo togliere quelle che fanno male”. Una prospettiva particolarmente rilevante dopo i 65 anni, quando il mantenimento della massa muscolare diventa uno degli elementi chiave per l’autonomia e la qualità della vita. 

 

L’obiettivo, dunque, non è inseguire una dieta perfetta né trasformare la longevità in una nuova forma di privazione. È adattare le proprie abitudini alimentari e motorie ad un corpo che cambia, partendo da informazioni scientifiche e affidandosi al supporto di professionisti qualificati. Perché invecchiare bene non significa necessariamente fare più rinunce ma imparare, piuttosto, a scegliere quello di cui il corpo ha bisogno. A partire dai 65 anni, mantenere un adeguato apporto proteico diventa particolarmente importante. Con l’invecchiamento, infatti, il muscolo risponde meno efficacemente allo stimolo rappresentato dall’assunzione di proteine e dall’esercizio fisico: è il fenomeno noto come “resistenza anabolica”. Non significa che il corpo smetta di rispondere ma che ha bisogno di uno stimolo maggiore per ottenere una risposta simile a quella che si osservava in età più giovane. “Con l’invecchiamento nel corpo si riduce la capacità di rispondere agli stimoli e ne servono di più per ottenere lo stesso risultato – fa notare Tasciotti -. Questo vale anche per la nutrizione. Il metabolismo cambia anche a causa della diminuita capacità del nostro organismo di assimilare le sostanze”. 

La conseguenza è che il riferimento nutrizionale non rimane necessariamente lo stesso per tutte le età. “Secondo una recente revisione della letteratura basata sulla tecnica dell’ossidazione degli aminoacidi indicatori – dettaglia la nota – negli anziani con sarcopenia (la perdita progressiva di muscolo e forza che può accompagnare l’invecchiamento) il fabbisogno medio stimato di proteine è pari a 1,2 g/kg di peso corporeo al giorno, mentre l’assunzione raccomandata arriva sino a 1,5 g/kg al giorno. Un dato che si discosta dalla Rda generale di 0,8 g/kg al giorno e che contribuisce a spiegare perché, soprattutto in presenza di perdita di massa e forza muscolare, l’alimentazione debba essere valutata in relazione all’età e alle condizioni individuali. Come suggerisce la ricerca, inoltre, non è importante soltanto raggiungere un determinato apporto proteico nell’arco della giornata, ma anche che le proteine vengano distribuite nei diversi pasti”. 

“Gli studi che valutano il fabbisogno muscolare di aminoacidi negli over 65 – prosegue la nota – suggeriscono infatti di distribuire equamente l’assunzione di proteine nei tre pasti principali. Per un individuo di 60 kg questa raccomandazione si traduce in circa 25–30 grammi di proteine per pasto, necessarie per stimolare efficacemente la risposta anabolica. È un cambio di prospettiva che porta a guardare alla proteina non più soltanto come al nutriente associato all’aumento della performance atletica”. “Le proteine non servono solo ai muscoli – osserva Tasciotti -. Il corpo funziona perché le proteine svolgono moltissime funzioni: sono coinvolte nei meccanismi di difesa del sistema immunitario, nel trasporto dei metaboliti nel corpo, nella comunicazione tra le cellule. Senza proteine non si blocca solo il sistema muscolo-scheletrico, ma smette di funzionare l’intera fisiologia dell’organismo”. 

 

Le evidenze raccolte nel Rapporto ‘Vivi l’età’ di Meritene sulla longevità attiva – prosegue la nota – indicano, inoltre, che “la strategia nutrizionale acquista maggiore rilevanza quando viene inserita in un approccio più ampio, che comprende anche l’attività fisica, in particolare l’esercizio di forza. Gli ultimi studi scientifici e le recenti evidenze cliniche mostrano infatti che la supplementazione proteica utilizzata da sola può aiutare a preservare la massa muscolare, ma non produce necessariamente miglioramenti altrettanto significativi sulla forza e sulla performance fisica. I risultati più consistenti emergono quando nutrizione ed esercizio di resistenza vengono combinati”. “Se c’è un organo della longevità, questo è il muscolo: è il nostro miglior alleato, la nostra migliore assicurazione per un invecchiamento sano e di successo – afferma Tasciotti -.Per questo nutrizione e movimento dovrebbero essere sempre considerati insieme”. 

Il 1° Rapporto ‘Vivi l’età’ sulla longevità attiva, curato da Tasciotti e promosso da Meritene – conclude la nota – “nasce con l’obiettivo di raccogliere e tradurre in indicazioni comprensibili le più recenti evidenze scientifiche sull’invecchiamento in salute. Prende in esame tre dimensioni strettamente interconnesse – nutrizione, movimento e cognizione – e propone una lettura della longevità non come semplice aumento degli anni di vita ma come capacità di mantenere nel tempo salute psicofisica, autonomia funzionale e relazioni di qualità”.  

“Attraverso la campagna sociale Vivi l’ètà e il 1° Rapporto sulla longevità attiva, Meritene si propone l’obiettivo di contribuire alla diffusione di una cultura del benessere più consapevole, accessibile e orientata alla qualità della vita” commenta Giulio Gandolfi, BEO di Nestlé Health Science. 

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Assegnati i Food&Wine Italia Awards 2026, 12 riconoscimenti ai talenti dell’enogastronomia

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(Adnkronos) – Nuove generazioni di chef, pizzaioli, pasticceri, bartender e professionisti della sala, ma anche grandi interpreti della cucina italiana, aziende e progetti che investono nell’innovazione e nella sostenibilità. È un panorama gastronomico sfaccettato quello raccontato alla settima edizione dei Food&Wine Italia Awards, i riconoscimenti promossi da Food&Wine Italia e consegnati lunedì 19 ottobre, a Roma, nella Sala Bernini di Palazzo Ripetta, hotel cinque stelle affiliato a Relais & Châteaux, a pochi passi da piazza del Popolo. Dodici categorie per valorizzare altrettante espressioni dell’eccellenza enogastronomica italiana, con un’attenzione particolare ai talenti under 35, da sempre al centro dell’iniziativa. Accanto alle nuove leve, trovano spazio i percorsi professionali più autorevoli e le realtà capaci di coniugare qualità, visione imprenditoriale e impegno sociale. A selezionare i vincitori dell’edizione 2026 è stata una giuria di esperti e giornalisti di settore, coordinata dalla redazione di Food&Wine Italia.  

  

Ed ecco chi sono i talenti Under 35, tra cucina, sala e cantina. Il riconoscimento di Best Chef Under 35, sostenuto da Monograno Felicetti, porta quest’anno a Portofino, dove Mattia Pecis guida la cucina del Ristorante Cracco Portofino. A conquistare il titolo di Best Pastry Chef Under 35 è invece Giulia Mizzoni, pastry chef del ristorante Piazza Duomo di Alba, premiata in collaborazione con Marlene. La pizza parla al plurale, con il riconoscimento assegnato a Giammarco Ambrifi e Antonio Visentin, protagonisti della Pizzeria della Passeggiata a Priverno e vincitori della categoria Best Pizza Chef Under 35, affiancata da Sorì Italia. Dalla cucina alla sala, il premio Best Maître e Sommelier Under 35, in collaborazione con Berlucchi Franciacorta, va a Stefano Zandarin di Casa Perbellini 12 Apostoli, a Verona. Sul fronte della miscelazione si distingue Stefano Giummarra del Morgana Lounge Bar di Taormina, nuovo Best Bartender Under 35, riconoscimento sostenuto da Bonaventura Maschio. A chiudere il sestetto dei giovani talenti è Chiara De Iulis Pepe, della storica azienda abruzzese Emidio Pepe, che riceve il premio Best Winemaker Under 35 in collaborazione con Italesse. Sei percorsi differenti, che attraversano altrettanti ambiti del settore e restituiscono un’immagine della nuova generazione di professionisti italiani, tra competenze tecniche, sensibilità personale e capacità di interpretare il proprio mestiere. 

  

Dai talenti emergenti a chi ha già lasciato un segno distintivo nella ristorazione italiana. Il titolo di Maestro di Cucina 2026 è stato conferito ad Anthony Genovese, chef e patron del ristorante Il Pagliaccio di Roma, due stelle Michelin. Il riconoscimento, assegnato in collaborazione con Parmigiano Reggiano, celebra un percorso gastronomico che ha fatto dell’incontro tra culture, tecniche e suggestioni internazionali uno dei propri tratti distintivi, mantenendo una forte identità autoriale. 

 

  

La geografia dei premi attraversa anche l’ospitalità italiana. È sulla Costiera Amalfitana, infatti, che si trova Borgo Santandrea, vincitore del riconoscimento per la Miglior Colazione in Hotel, sostenuto da Coda Nera. Un’esperienza che porta l’attenzione su un momento sempre più centrale nell’offerta gastronomica delle strutture alberghiere, dove qualità delle materie prime, servizio e identità del territorio concorrono a definire l’accoglienza. Non soltanto ristoranti e professionisti. I Food&Wine Italia Awards continuano a guardare anche a chi contribuisce a trasformare il settore attraverso nuovi modelli produttivi, ricerca e attenzione alle persone. Nel mondo del cibo, Foreverland Food conquista il premio per l’Innovazione, mentre Panacea Social Farm si distingue nella categoria Responsabilità Sociale. Entrambi i premi sono assegnati in collaborazione con Cantina Tollo.  

  

Il vino vede protagoniste due realtà che, con approcci differenti, interpretano le sfide e le opportunità del comparto vitivinicolo contemporaneo. A Pasqua va il riconoscimento per l’Innovazione nel Vino, mentre Feudi di San Gregorio riceve quello per la Responsabilità Sociale nel Vino. Entrambe le categorie hanno avuto come partner Treccani Accademia. Nel loro insieme, questi quattro riconoscimenti ampliano lo sguardo oltre il prodotto finito, mettendo al centro anche processi, idee e progettualità che contribuiscono all’evoluzione del sistema enogastronomico.  

“I Food&Wine Italia Awards rappresentano ormai un appuntamento consolidato nel panorama enogastronomico italiano, ma la sfida, ogni anno, è continuare a scoprire e valorizzare nuovi talenti, storie e progetti che meritano attenzione. È questo il senso del nostro lavoro di scouting, che portiamo avanti con curiosità, rigore e piena indipendenza editoriale. I riconoscimenti raccontano un settore in continua evoluzione, in cui convivono nuove generazioni di professionisti, figure di riferimento e realtà capaci di innovare e creare valore. Siamo felici di aver condiviso anche questa settima edizione con i nostri partner, che ringrazio per il sostegno, e con Palazzo Ripetta, che ci ha accolti ancora una volta con grande cura e attenzione”, dichiara Federico De Cesare Viola, direttore responsabile di Food&Wine Italia.  

  

 

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Caro vita: Antoci (M5S), “Politiche scellerate mortificano agricoltori, servono fatti concreti”

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“Come al solito le politiche scellerate dell’Europa vanno a finire nelle famiglie e soprattutto nei contesti che portano avanti con dignità e sacrificio il PIL dei paesi: gli agricoltori”. Lo ha dichiarato l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Antoci, parlando a margine della plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo in merito alle proteste nel Sud Italia per il caro carburante. Antoci ha criticato duramente la gestione europea e l’operato della Presidente von der Leyen sull’accordo Mercosur, accusata di aver attivato la procedura di applicazione provvisoria nonostante la mancata approvazione del Parlamento.

Lattuada (Otsuka Pharmaceutical): “Il cinema trasforma la conoscenza in consapevolezza ed empatia”

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“Il cinema trasforma la conoscenza in consapevolezza ed empatia”. Lo ha detto Alessandro Lattuada, managing director di Otsuka Pharmaceutical Italy, in occasione della presentazione di “Aspettando Mr Hyde”, il documentario di Donatella Romani e Roberto Amato, prodotto da Telomero Produzioni con il contributo non condizionante di Otsuka Pharmaceutical e presentato il 19 ottobre alla Festa del Cinema di Roma. L’obiettivo è raccontare l’angioedema ereditario attraverso un linguaggio capace di rendere più comprensibile l’impatto della malattia e accrescere la sensibilità sociale.

Romani e Roberto Amato (autori): “Raccontare la malattia per spezzare l’isolamento dei pazienti”

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“Raccontare la malattia per spezzare l’isolamento dei pazienti”. È il messaggio di Donatella Romani e Roberto Amato, autori di “Aspettando Mr Hyde”, il documentario prodotto da Telomero Produzioni con il contributo non condizionante di Otsuka Pharmaceutical e presentato il 19 ottobre alla Festa del Cinema di Roma. Attraverso le testimonianze di quattro famiglie, l’opera racconta l’impatto fisico ed emotivo dell’angioedema ereditario e mostra come ricerca scientifica, condivisione e volontà di non arrendersi possano aiutare a convivere con la patologia.