lunedì, Novembre 2, 2026
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Colite ulcerosa, nuovi dati dallo studio Verdict su vedolizumab

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(Adnkronos) – Takeda ha annunciato nuovi risultati dello studio di fase 4 Verdict, il primo trial prospettico e randomizzato per valutare, nella colite ulcerosa, un approccio treat-to-target finalizzato al raggiungimento della disease clearance, un obiettivo terapeutico che integra la remissione sintomatica, endoscopica e istologica in assenza di corticosteroidi.  

Lo studio, condotto in adulti con colite ulcerosa da moderata a severa – informa una nota del gruppo – ha mostrato che, nei pazienti che hanno raggiunto il target assegnato, il raggiungimento della disease clearance ha prolungato significativamente il tempo alla prima complicanza correlata alla malattia rispetto alla sola remissione sintomatica, con una riduzione del rischio di circa il 70%. Il 52,1% dei pazienti assegnati al target più stringente ha raggiunto la disease clearance entro 48 settimane, dimostrando la concreta raggiungibilità di questo obiettivo terapeutico nella colite ulcerosa. Lo studio Verdict ha inoltre fornito evidenze macroscopiche e microscopiche di riparazione del tessuto intestinale associata al raggiungimento della disease clearance, nella maggior parte dei casi in pazienti naïve ai biologici. Il profilo di sicurezza osservato nelle 96 settimane dello studio si è confermato complessivamente coerente con quello già noto di vedolizumab, senza evidenziare nuovi segnali di sicurezza.  

I risultati sono stati presentati alla United European Gastroenterology Week 2026 e pubblicati sullo ‘United European Gastroenterology Journal’. 

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cronaca

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“Cose troppo personali per essere condivise”, Svitolina e il nuovo comunicato sul divorzio con Monfils

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(Adnkronos) – “Non tutti, soprattutto il mio pubblico internazionale, hanno compreso ciò che stavo cercando di dire. In quel post ho condiviso solo uno dei motivi che hanno influenzato la mia decisione e mi hanno fatto riflettere sulla mia vita e sul mio futuro. Ma la verità è che c’è molto di più e non si è mai trattato di un unico aspetto”. Inizia così il nuovo comunicato affidato ai social da Elina Svitolina, per tornare sulla discussa separazione con il marito Gael Monfils.  

La tennista ucraina è tornata sul tema dopo le tante critiche all’ex compagno: “Quando vivi la realtà della guerra da più di quattro anni e mezzo, affrontando tante situazioni diverse, emozioni e momenti difficili, inizi naturalmente a vedere la vita in modo diverso. La tua prospettiva cambia, i tuoi valori e le tue priorità mutano e inizi a capire che cosa vuoi veramente dalla vita”. La numero 6 del ranking Wta è stata chiara: “A un certo punto – ha spiegato – mi sono semplicemente resa conto che non volevo continuare a vivere una vita in cui non ero veramente felice. E credetemi, arrivare a questa decisione è stato tutt’altro che facile. Amo e rispetto moltissimo mio marito e lo amerò e lo apprezzerò sempre per la persona che è, ed è proprio per questo che per me era così importante essere onesta, sia con lui sia con me stessa”.  

La tennista ucraina ha precisato, dopo la pubblicazione del primo post: “Non è sempre possibile spiegare tutto ciò che sta dietro a decisioni così personali e difficili in un unico post. E, onestamente, alcune cose sono semplicemente troppo personali per essere condivise pubblicamente. Questa era ed è la mia posizione riguardo all’annuncio della fine del nostro matrimonio, ma come alcuni di voi avranno visto, la carriera di Gael si è interrotta bruscamente dopo che lui ha deciso di smettere a causa della nostra situazione. Purtroppo gli sono state rivolte molte accuse che non meritava. Per questo motivo, abbiamo deciso di rilasciare un comunicato congiunto. Spero che questo vi aiuti a capire un po’ meglio ciò che stavo cercando di dire, ma vi prego di essere gentili e comprensivi. In questo momento è incredibilmente difficile per entrambi“. 

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sport

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Furfari (Plastics Recyclers Europe): “Investire in qualità per obiettivi Ue al 2030”

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(Adnkronos) – “Nonostante le difficoltà attuali del settore, le prospettive di crescita del mercato europeo del riciclo della plastica al 2030 restano importanti.” È quanto sottolinea Antonino Furfari, direttore generale di Plastics Recyclers Europe, intervenuto a Modena in occasione dell’inaugurazione di R3GID, il nuovo impianto di Aliplast per il riciclo delle plastiche rigide. “Le prospettive di crescita del mercato al 2030 sono importanti e per questo vediamo questo investimento di Aliplast come un importante traguardo”, ha dichiarato, definendolo una buona notizia per investire in qualità e innovazione e contribuire agli obiettivi europei. La crescita della domanda di materiali riciclati richiede un rafforzamento della capacità produttiva e standard elevati di qualità e tracciabilità. Per Furfari sarà inoltre necessario un intervento coordinato delle istituzioni per garantire condizioni di concorrenza equilibrate rispetto ai produttori extra Ue. 

“Oggi è una situazione molto difficile perché ci stiamo confrontando con tantissime importazioni che vengono dal Far East”. Tra i principali fattori di svantaggio per gli operatori europei, Furfari ha indicato i costi energetici e ambientali e gli aiuti pubblici disponibili in altri mercati. “Se si produce al di fuori dell’Europa, i costi dell’energia sono all’80% meno cari”, ha affermato. Per sostenere la filiera europea, ha aggiunto, “bisogna avere una comunicazione tra la politica industriale e la politica economica per poter proteggere il mercato europeo e avere un level playing field con gli altri Paesi non europei”. 

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cronaca

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Millico (Inail): “”Prevenzione e innovazione a tutela lavoratori””

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“Siamo nella Settimana europea della salute e della sicurezza sul lavoro e oggi vogliamo ricordare con forza l’intento del nostro Istituto per portare avanti le tematiche quotidianamente dibattute in termini di infortuni sul lavoro. L’Istituto si occupa di prevenzione, ma anche di innovazione, al fine di garantire nuove modalità di assistenza e protezione ai nostri lavoratori e nello stesso tempo la tutela, portando avanti l’operazione di assistenza che l’Inail è chiamata a svolgere”. Lo ha detto Maurizio Giuseppe Millico, Componente del Consiglio di Amministrazione dell’Inail, nel corso della prima giornata di lavori della Settimana europea della salute e della sicurezza sul lavoro, in svolgimento il 20, 21 e 26 ottobre a L’Aquila e promossa da Inail con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e il Comune dell’Aquila, Capitale italiana della cultura 2026. Tre giornate di incontri, approfondimenti e formazione dedicate alla diffusione della cultura della prevenzione, tra aggiornamenti normativi, innovazione tecnologica, sicurezza nelle scuole e prevenzione degli incidenti stradali.

Iacono (Hera): “160mila tonnellate di riciclato all’anno entro il 2029”

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(Adnkronos) – Il Gruppo Hera punta a raggiungere 160mila tonnellate di plastica riciclata prodotta entro il 2029, rispetto alle 120mila attuali. Lo ha dichiarato Orazio Iacono, amministratore delegato del gruppo, in occasione dell’inaugurazione a Modena di R3GID, il nuovo impianto di Aliplast per il riciclo delle plastiche rigide. “Questo non è un investimento, ma è guardare al futuro”, ha spiegato Iacono, sottolineando che “il mercato europeo del riciclo soffre di mancanza di materiali riciclati di qualità e la nostra risposta è investire sulla qualità”. L’impianto potrà trattare fino a 30mila tonnellate di polimeri all’anno. “Questo ci permette di consolidare il nostro primato in Italia e la seconda posizione in Europa”, ha aggiunto l’ad, indicando nella qualità dei materiali e nella capacità di anticipare le nuove esigenze del mercato le direttrici di sviluppo del gruppo. 

Concorrenza dei Paesi extra Ue e calo della domanda di materiali riciclati di qualità inferiore sono tra i fattori che stanno mettendo in difficoltà il settore del riciclo della plastica. “Manca materiale, materia prima seconda di qualità”, ha spiegato, indicando tra le criticità “la concorrenza dei Paesi extra Ue che non rispettano le regole europee” in materia di tracciabilità e qualità. A pesare, secondo Iacono, è anche “il calo della domanda di materie prime seconde di bassa qualità”. La risposta del gruppo è investire in tecnologie capaci di produrre materiali riciclati con prestazioni elevate. “Con questo impianto andiamo a produrre materiali riciclati di qualità equivalente al polimero vergine, questa è la nostra risposta industriale”, ha concluso l’ad. 

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cronaca

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Fiori (Inail): “”Prevenzione e sicurezza hanno valore da condividere””

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“Abbiamo scelto L’Aquila, per ospitare la Settimana europea della salute e della sicurezza sul lavoro, per il suo enorme, ma anche doloroso valore simbolico. Si tratta, infatti, di una città che ha sofferto, ferita proprio a causa della mancata prevenzione nel settore sismico. Vogliamo collegare il tema della cultura in generale alla cultura della prevenzione e a quella della sicurezza del lavoro. L’Aquila è un simbolo straordinario anche di rinascita e di come possono essere realizzati cantieri, in un settore strategico come quello dell’edilizia, in sicurezza. Siamo qui per riaffermare questi valori, che vanno condivisi con le istituzioni, l’organizzazione, i sindacati, i datori di lavoro, le imprese. E’ importante che tutta la comunità riconosca alla prevenzione e alla sicurezza il valore sociale che merita”. Così Marcello Fiori, Direttore generale Inail, partecipando alla Settimana europea della salute e della sicurezza sul lavoro, in svolgimento il 20, 21 e 26 ottobre a L’Aquila e promossa da Inail con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e il Comune dell’Aquila, Capitale italiana della cultura 2026. Tre giornate di incontri, approfondimenti e formazione dedicate alla diffusione della cultura della prevenzione, tra aggiornamenti normativi, innovazione tecnologica, sicurezza nelle scuole e prevenzione degli incidenti stradali.

Panella (Inail Abruzzo): “”Sicurezza sul lavoro è valore per salvaguardare vita umana””

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“La Settimana europea della salute e della sicurezza sul lavoro è un evento molto importante per la città e per tutta la regione, con cui Inail dialoga con tutto il mondo sociale: imprese, lavoratori, scuola e professionisti per promuovere quel salto culturale secondo cui la sicurezza non è un costo o un obbligo normativo, ma valore per salvaguardare la vita umana e la persona. È un onore ospitare queste tre giornate, che vedranno anche una chiusura con l’inaugurazione del punto di assistenza protesica dell’Aquila e con l’apertura del punto di assistenza, dove è l’istituto che si avvicina agli assistiti”. Sono le parole di Katia Panella, Direttore regionale Inail Abruzzo, in occasione della Settimana europea della salute e della sicurezza sul lavoro, in svolgimento il 20, 21 e 26 ottobre a L’Aquila e promossa da Inail con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e il Comune dell’Aquila, Capitale italiana della cultura 2026. Tre giornate di incontri, approfondimenti e formazione dedicate alla diffusione della cultura della prevenzione, tra aggiornamenti normativi, innovazione tecnologica, sicurezza nelle scuole e prevenzione degli incidenti stradali.

Mara Venier festeggia il compleanno, la foto amarcord: “Mi chiamavano Maretta”

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(Adnkronos) –
Mara Venier spegne oggi 76 candeline. La signora della domenica festeggia il suo compleanno con una foto amarcord che la ritrae da bambina mentre stringe tra le braccia una bambola di porcellana: “Mi chiamavano Maretta. Ero bruttina, magra, timida… Buon compleanno Maretta mia e mi raccomando ‘avanti tutta’”, ha scritto la conduttrice.  

 

 

Tra i tanti messaggi di auguri, il commento più bello arriva dal marito Nicola Carraro: “Sei unica! Auguri mio amor”, ha scritto il produttore cinematografico, a corredo di un cuore rosso.  

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Pichetto Fratin: “L’impianto Aliplast di Modena modello da replicare in Italia”

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(Adnkronos) – “È da replicare nel Paese, dobbiamo farne tante di queste”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine dell’inaugurazione a Modena di R3GID, il nuovo impianto di Aliplast, società controllata dal Gruppo Hera, dedicato al riciclo delle plastiche rigide. “È un modello – ha spiegato – sia per quanto riguarda la termovalorizzazione, l’utilizzo del calore del termovalorizzatore, l’utilizzo delle acque depurate e che quindi vanno in riciclo”. Per il ministro si tratta di un investimento da circa 50 milioni di euro, sostenuto anche da un contributo pubblico di quasi 8 milioni attraverso i fondi del Pnrr. L’impianto può trattare fino a 30mila tonnellate di polimeri riciclati all’anno. 

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cronaca

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Festa Cinema di Roma, ‘Aspettando Mr Hyde’ svela volto dell’angioedema ereditario

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(Adnkronos) – E’ stato presentato ieri alla Festa del Cinema di Roma “Aspettando Mr Hyde”, il documentario di Donatella Romani e Roberto Amato realizzato con il contributo non condizionante di Otsuka Pharmaceutical e prodotto d Telomero Produzioni. L’angioedema ereditario è una patologia rara che colpisce improvvisamente, trasformando il corpo e la quotidianità di chi ne soffre. Condotto dall’attore Gianmarco Tognazzi, il documentario offre uno sguardo intimo e potente su una realtà complessa, dando voce a chi ogni giorno combatte contro un ‘compagno di vita’ invisibile e spaventoso e sottolineando il valore dell’innovazione che oggi permette ai pazienti di ridurre il carico di malattia con terapie di ultima generazione sia per la profilassi che per la gestione dell’attacco acuto.  

Il titolo dell’opera – informa una nota – evoca la celebre metafora letteraria dello sdoppiamento: per un bambino o un ragazzo, l’angioedema ereditario è proprio come un “Mr Hyde” che arriva senza preavviso. La patologia si manifesta con gonfiori improvvisi e deformanti agli occhi, alla bocca, agli arti, a volte accompagnati anche da lancinanti dolori addominali e dal rischio di soffocamento in caso di attacchi alla glottide. Il documentario esplora il difficile cammino per trovare un equilibrio con la malattia, dando voce a chi nonostante l’angioedema ereditario ha trovato la sua strada, ha raggiunto gli obiettivi, ha visto rinunce trasformarsi in opportunità. Strutturato come uno storyboard emotivo e clinico, il documentario si articola in cinque capitoli che ripercorrono l’evoluzione dei protagonisti, dall’incontro con la malattia, alle rinunce, al nuovo equilibrio, al valore della ricerca, a ciò che la malattia ha insegnato. “Aspettando Mr Hyde” – si legge – non è solo un documentario sulle malattie rare, ma un manifesto universale sulla voglia di non arrendersi, sul viaggio interiore per trovare un nuovo equilibrio e sulle grandi conquiste quotidiane. Un’opera necessaria che unisce il linguaggio del grande cinema all’impegno sociale e alla divulgazione scientifica. 

“L’angioedema ereditario è una patologia complessa e imprevedibile, dove la tempestività d’azione è tutto – spiega Mauro Cancian, direttore dell’Uosd di Allergologia dell’Azienda ospedale-università Padova -. Conoscere e riconoscere le manifestazioni cliniche quando i pazienti arrivano in Pronto soccorso è essenziale, ma la medicina oggi non si ferma alla gestione dell’attacco acuto. La vera sfida, che questo documentario evidenzia perfettamente, risiede nel poter restituire una quotidianità serena al paziente e al contempo assicurare il controllo della propria vita, grazie all’avvento delle terapie di profilassi. La Società scientifica Itaca ha anche come scopo quello di formare e informare medici di medicina generale e medici del pronto soccorso per far sì che ogni paziente possa avere risposte tempestive e percorsi di cura uniformi su tutto il territorio nazionale”. 

 

“La paura della deformazione fisica agisce spesso come un muro invisibile – aggiunge Alessandra Gorini, psicologa e psicoterapeuta dell’università degli studi di Milano e Irccs Maugeri -. Il nostro compito è aiutare i pazienti e il loro familiari a disinnescare la vergogna e il senso di colpa legato all’ereditarietà. Lavorare sull’accettazione e sul superamento dell’autostigma è il primo, fondamentale passo, verso una reale rinascita psicologica e sociale”. “Per anni, molti di noi si sono sentiti soli, nascosti dietro a una diagnosi che non arrivava o all’imbarazzo di mostrarsi gonfi – sostiene Pietro Mantovano, presidente Aaee – Associazione angioedema ereditario -. Questo documentario dimostra che quando si trova il coraggio di uscire allo scoperto e fare rete tra pazienti, medici e famiglie, la paura si dimezza. L’associazione nasce per questo: per trasformare l’isolamento in un’alleanza concret”.  

“Con ‘Aspettando Mr Hyde’ volevamo superare il freddo dato clinico per esplorare l’impatto emotivo di una metamorfosi improvvisa – dichiarano Donatella Romani e Roberto Amato, autori del documentario -. La struttura del racconto è stata pensata proprio come un percorso di riscatto: non mostriamo solo la sofferenza, ma il momento esatto in cui la vulnerabilità si trasforma in una straordinaria forza collettiva. Portare queste storie alla Festa del Cinema di Roma significa dare a una malattia invisibile il palcoscenico che merita, per essere finalmente compresa”.  

“Dietro ogni diagnosi c’è una persona, una famiglia, una storia. Per questo abbiamo scelto di sostenere questo progetto cinematografico: perché crediamo che prendersi cura significhi non solo offrire innovazione terapeutica, ma anche contribuire a costruire comprensione, empatia e speranza – conclude Alessandro Lattuada, Managing Director di Otsuka Pharmaceutical Italy S.r.l. -. Oggi la scienza mette a disposizione strumenti sempre più efficaci per prevenire e controllare gli attacchi di angioedema ereditario. Ma il percorso verso una vita piena passa anche dalla consapevolezza sociale. Il cinema ha la straordinaria capacità di rendere visibile ciò che spesso resta invisibile e di avvicinare le persone a realtà poco conosciute. Con questo progetto vogliamo affermare un messaggio semplice ma potente: la malattia non deve definire una persona né limitarne il futuro. Ogni paziente merita la libertà di vivere, sognare e costruire la propria felicità”. 

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