ROMA (ITALPRESS) – Questa mattina, poco prima delle 11:00, nelle sale dietro l’Aula Paolo VI, Papa Francesco ha incontrato i vertici e il personale della Fondazione Policlinico “A. Gemelli”, dell’Università Cattolica e della Direzione Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano, in totale circa 70 persone, che lo hanno assistito durante i giorni del ricovero il mese scorso.
Secondo quanto rende noto la Santa Sede, dopo alcune parole di saluto del presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Gemelli, Daniele Franco, e gli auguri per la Pasqua e il recupero della sua salute, il Papa ha rivolto un ringraziamento a tutti, assicurando la sua preghiera per ciascuno, e chiedendola per sé: “Grazie per il servizio in ospedale, molto buono, continuate così!”, ha concluso.
Papa Francesco ha poi salutato e ringraziato individualmente i presenti, a cominciare dalla rettrice dell’Ateneo, Elena Beccalli. L’incontro è durato circa 20 minuti.
MILANO (ITALPRESS) – “Il governatore di una regione colpita da un evento avverso dichiara lo stato di calamità naturale e chiede rimborsi. Ma chi controlla il reale ammontare dei danni? Ne va dell’utilizzo dei fondi pubblici. Se abbiamo una piattaforma come Amelia sul livello di attività economica del territorio, diventa molto più semplice controllare”. A dirlo Vincenzo Atella, professore dell’Università Tor Vergata di Roma e Vice Presidente fondazione Grins, ospite di Focus ESG, format tv dell’Italpress.
MILANO (ITALPRESS) – La rinoplastica è un intervento chirurgico finalizzato a modificare la forma e la struttura del naso. Può essere eseguita per migliorare l’armonia del volto, correggere difetti congeniti o conseguenze di traumi, risolvendo anche problemi respiratori. Nella stessa seduta operatoria è infatti possibile ridurre la dimensione del naso e modificare la forma del dorso, della punta e delle narici, ma anche correggere la deviazione del setto nasale, la valvola e l’ipertrofia dei turbinati. Il risultato è un naso più armonioso e una respirazione migliore, fondamentale per la qualità del sonno e in generale la salute.
“Il tempo ci modifica il naso nella forma perché avvengono delle modifiche strutturali dovute all’invecchiamento dei tessuti e queste modifiche strutturali inevitabilmente portano non solo all’alterazione della forma, tendenzialmente si ingrandisce e tende a cadere verso il basso, ma provoca anche dei problemi di tipo funzionale”, ha detto Francesco Klinger, professore associato di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica all’Università degli Studi di Milano, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
“Con il tempo che passa, i nostri tessuti tendono ad assottigliarsi, c’è meno collagene nella cute” e questo “ovviamente porta a una serie di modifiche che si ripercuotono nella forma e potenzialmente anche nella funzione del naso”. È importante correggere la forma di un naso? “È importante in termini morfologici, perché se vogliamo correggere un viso che è invecchiato, inevitabilmente dobbiamo prendere in considerazione anche le alterazioni strutturali e morfologiche del naso per migliorare globalmente l’aspetto di un viso. E poi è importante anche l’aspetto funzionale perché queste alterazioni morfologiche – basti pensare alla punta del naso che tende a scendere in avanti – si ripercuotono anche a livello funzionale. Il nostro naso nasce non solo per essere bello in mezzo al viso, ma fondamentalmente per farci respirare bene durante la nostra vita quotidiana, quindi un’alterazione della respirazione nasale ha comunque una valenza importante”.
La correzione deve avvenire per forza in un modo chirurgico o ci può essere qualche altra soluzione? “Ci sono altre possibilità che sono legate principalmente all’utilizzo dei filler a base di acido ialuronico, c’è la possibilità di utilizzare degli impianti iniettivi che possono migliorare in qualche modo soprattutto l’apertura tra naso e labbro, quindi sollevare in qualche modo la punta del naso o ispessire i tessuti che si sono eccezionalmente assottigliati con l’invecchiamento. Non è una manovra scevra da problemi e da potenziali complicanze, sicuramente va lasciata a mani esperte e ha un’indicazione estremamente limitata per certe tipologie di problemi, non per tutti”, ha aggiunto. “Nel 90% dei casi, quando si fa una rinoplastica, cioè si corregge la morfologia del naso, intendiamo dire che correggiamo non solo qualitativamente, ma anche quantitativamente le dimensioni delle strutture nasali”. Invece “col rinofiller aggiungiamo del volume e quindi in qualche modo ci discostiamo da quello che è la morfologia armonica di un naso nell’ambito di un viso”.
La rinoplastica “è un intervento praticamente indolore nel periodo post-operatorio, fatto salvo per qualche piccolo periodo nel post-operatorio in cui però il paziente è sotto l’effetto analgesico dei farmaci che gli somministra l’anestesista. I tempi di recupero sono realmente molto molto brevi: al di là di qualche piccola ecchimosi sulle palpebre inferiori per i primi giorni, con qualche giorno di tutore rigido e qualche giorno di cerotti di carta compressivi si ha una pronta riabilitazione di tipo sociale e lavorativo”, ha concluso.
MILANO (ITALPRESS) – La sostenibilità richiede conoscenza approfondita perché pianifica sul lungo periodo. Oggi più che mai c’è convinzione che il sapere si possa acquisire in breve tempo, semplicemente interagendo con una tastiera o a voce con un computer evoluto. Complice anche l’AI che per molti viene percepita come una bacchetta magica per avere conoscenza. Ma quanta certezza c’è che le informazioni trasmesse portino alla vera conoscenza? Nel mondo in cui viviamo c’è indubbiamente infodemia e gran parte dei dati viene estratta in modo indiscriminato dal web, il cui controllo è concentrato nelle mani di pochi che potrebbero arrivare anche a limitare l’accesso ai dati per interessi parziali. Attenzione anche all’ulteriore rischio, tutt’altro che remoto, che un eccesso di informazioni equivalga a non avere informazione per ottenere conoscenza. Il tema tocca tutti: cittadini, imprese, decisori pubblici, media… e c’è necessità di maggiore consapevolezza. Nella puntata 51 di Focus ESG dedicata all’importanza della conoscenza per una sostenibilità duratura, il professore Vincenzo Atella dell’Università Tor Vergata di Roma e Vice Presidente fondazione Grins ne parla con il giornalista Marco Marelli, entrando anche nel merito dell’ecosistema tutto italiano Amelia che poggia su dati di qualità.
BELGRADO (SERBIA) (ITALPRESS) – In occasione della Giornata del Made in Italy, l’ambasciatore d’Italia in Serbia Luca Gori ha ospitato oggi in Residenza un incontro tra gli attori del “Sistema Italia” e gli imprenditori operanti nel Paese.
Secondo quanto riferisce un comunicato diramato dall’ambasciata, la riunione è stata l’occasione per fare il punto sul quadro politico-economico della Serbia; per valorizzare il Piano d’Azione per l’Export italiano lanciato di recente dal vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani; e per aggiornare la comunità imprenditoriale sulla programmazione di attività curate dalle varie articolazioni del Sistema Italia in Serbia.
Nel corso dell’evento l’ambasciatore Gori ha anche consegnato l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia a Darko Popovic, amministratore delegato di Banca Intesa Beograd, e a Nikola Vuletic, amministratore delegato di Unicredit Bank Serbia, per il loro significativo contributo allo sviluppo delle relazioni tra Italia e Serbia e il generoso sostegno alle attività nel campo economico, culturale e della solidarietà dell’Ambasciata (a partire dall’iniziativa “Bircaninova@100” varata in occasione del centenario della costruzione della Rappresentanza diplomatica).
-Foto ambasciata d’Italia a Belgrado-
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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Senato Ignazio La Russa alla cerimonia di commemorazione nel 52º anniversario della strage di Primavalle, nella quale persero la vita Virgilio e Stefano Mattei, rispettivamente di 22 e 10 anni, figli di Mario Mattei, segretario locale del Movimento Sociale Italiano.
CHISINAU (MOLDAVIA) (ITALPRESS) – La Moldavia ha espresso il suo sostegno al piano di autonomia presentato dal Marocco per risolvere definitivamente la controversia regionale sul suo Sahara, considerandolo “la base più seria e credibile” per la risoluzione di tale controversia.
Tale sostegno è stato espresso ieri in una dichiarazione congiunta adottata in seguito ai colloqui tra il ministro degli Affari esteri della Repubblica di Moldova, Mihai Popsoi, e il ministro degli Affari esteri, della Cooperazione africana e dei marocchini all’estero, Nasser Bourita, in visita di lavoro a Chisinau.
Anche la Repubblica di Moldavia ha espresso il suo “pieno sostegno agli sforzi sinceri” compiuti dal Marocco per risolvere la questione del Sahara marocchino. In questa occasione, il capo della diplomazia moldava ha ribadito il sostegno del suo Paese al processo guidato dalle Nazioni Unite, al fine di trovare una soluzione politica giusta, pragmatica, duratura e reciprocamente accettabile per le parti.
I due ministri hanno inoltre concordato sull’esclusività dell’Onu nel processo politico e hanno ribadito il loro sostegno alla risoluzione 2756 (2024) del Consiglio di sicurezza, che sottolinea il ruolo e la responsabilità delle parti nel ricercare un accordo realistico, pragmatico e duraturo e una soluzione politica basata sul compromesso.
Anche il Regno del Marocco e la Repubblica di Moldavia hanno affermato il loro sostegno all’inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite e ai suoi sforzi per far progredire il processo politico sulla base delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e dei principi e degli obiettivi della Carta delle Nazioni Unite. Hanno inoltre ribadito il loro sostegno alla Minurso, si legge nella Dichiarazione congiunta.
(Articolo di Federica Zanini da L’AltraVicenza allegato a Vicenza PiùViva n. 296, sul web per gli abbonati, acquistabile in edicola in versione cartacea).
Un polo culturale (e sociale) di spessore e un riferimento non solo per Arzignano, ma per tutta la Valle del Chiampo e per… la Vicenza che si lamenta della vitalità del capoluogo.
Nel nostro favoloso territorio, brulicante di dimore storiche di rara bellezza e scarsa notorietà nascoste all’ombra dei capolavori palladiani – di firma e di stile – inseriti a dovere nei grandi circuiti turistici e tutelati dai Beni Culturali e dall’Unesco, può succedere di tutto. Anche il teatro in villa. No, non inteso come rassegne culturali ospitate eccezionalmente in cornici architettoniche nobiliari, ma nel senso stretto della parola.
Capita per esempio ad Arzignano, dove quel gioiellino del Teatro Mattarello è ospitato nell’omonima, antica villa. In pieno centro storico.
Al Teatro Mattarello
A rimirarlo dall’altra parte della strada, prima di varcare la ricercata cancellata in ferro battuto, sembra di vedere ancora le carrozze fermarsi per far scendere, in un fruscio di sottogonne, dame eleganti pronte a una serata mondana…
E invece no. Proprio la realizzazione della sala al suo interno ha strappato l’elegante dimora al destino di oblio e decadenza che ha inevitabilmente inghiottito tante altre residenze, qui come altrove. Ancora una volta, la cultura è vita.
Ma prima di parlare del presente e del futuro, ripassiamo un po’ la storia. La settecentesca Villa Martello, affacciata sul centralissimo corso Mazzini, prende il nome dal suo committente (facoltoso esattore della Repubblica di Venezia), che ne affidò il progetto presumibilmente all’architetto Francesco Muttoni. Se gli interni hanno subito nei secoli diversi rifacimenti fino alla trasformazione appunto in sala teatrale nel 1908 (a sua volta ristrutturata l’ultima volta nel 1994), gli esterni si sono sostanzialmente conservati nelle fattezze originarie. A partire dalla elegante facciata, oggetto di un recente restauro appunto conservativo, che si presenta con una base composta da colonne in stile dorico toscano su cui poggiano l’ampia loggia e il timpano, sovrastato dalle statue di Giunone, Giove e Venere, attribuite a Orazio Marinali, e con al centro lo stemma di Francesco Mattarello. Sulle chiavi di volta si notano dei mascheroni di particolare bellezza.
Il Teatro, di proprietà della Parrocchia di Ognissanti e concesso in comodato d’uso al Comune, con i suoi 400 posti in comode poltrone offre non solo un’ambientazione elegante e ricca di storia, ma anche, sotto la preziosa direzione artistica di Alessandro Anderloni, puntuali stagioni ricche di spunti e di volti noti del teatro italiano. Come testimonia con
grande efficacia l’attuale allestimento a effetto del foyer, dove dominano i vividi ritratti fotografici – a firma di Tommaso Le Pera, noto come il fotografo del teatro italiano – dei grandi interpreti della scena nazionale che hanno calcato il palco di Arzignano.
Con un’ampia locandina di prosa tradizionale e dialettale, musica classica e danza contemporanea pensata per attrarre un pubblico di tutte le età -che viene completata da un’interessante collaborazione con le scuole, che non solo porta gli studenti sia in platea che sotto i riflettori, ma li coccola con sconti addirittura dell’80% sui biglietti- il Teatro Mattarello è un polo culturale (e sociale) di grande spessore e un riferimento non solo per Arzignano, ma per tutta la Valle del Chiampo.
Uno spettacolo al Mattarello
I vicentini, spesso lamentosi rispetto alla vitalità del capoluogo, non hanno che da mettersi in auto e andare a godere di un altro dei cosiddetti figli minori della scena teatrale berica e allargare i propri orizzonti. «Il Teatro Mattarello è un vero e proprio orgoglio per la nostra città – dichiarano congiuntamente il sindaco Alessia Bevilacqua e l’Assessore alla Cultura Giovanni Fracasso –, un luogo dove la passione per le arti si fonde con la storia e la comunità.
Abbiamo avuto l’onore di ospitare grandi nomi del panorama teatrale italiano, anche in questa stagione 2024/25 (ndr: Lucrezia Lante della Rovere, Alessandro Benvenuti, Paola Minaccioni, Gianluca Ramazzotti e Chiara Francini), e abbiamo assistito a performance indimenticabili come quella dei Kataklò. Il Mattarello non è solo un teatro, ma un luogo di incontro e di crescita per la nostra comunità, un punto di riferimento culturale che contribuisce a valorizzare il nostro territorio».
Ed è patrimonio di tutti, aggiungiamo noi, che segnaliamo la recente proposta, al momento non andata a buon fine, della candidatura del Mattarello a monumento nazionale, insieme – per quanto riguarda il Vicentino – addirittura al Teatro Olimpico, oltre che al Comunale di Thiene, a quello di Lonigo, al Civico di Schio e al Modernissimo di Noventa Vicentina.
Il consiglio allora è di affrettarsi a prenotare uno degli ultimi due spettacoli di stagione, per farsi un regalo, per stupirsi, per restare in trepida attesa della nuova locandina, che verrà svelata a giugno e che debutterà il prossimo autunno. L’appuntamento è mercoledì 2 aprile nientemeno che con la simpaticissima Chiara Francini, protagonista di “Forte e Chiara”, e poi il 17 aprile con la commedia brillante “Le prénom. Cena tra amici”.
NAPOLI (ITALPRESS) – Fino al 30 maggio le aziende hanno la possibilità di partecipare al fondo Isi Inail, che consente loro di migliorare all’interno delle proprie strutture l’igiene, la sanità e la sicurezza. L’analisi di Gianni Lepre.
ROMA (ITALPRESS) – “Ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi a mettere in ordine i conti del servizio sanitario del Lazio”. Così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca in una intervista pubblicata su Ciociaria Oggi e Latina Oggi. “La recente parifica del bilancio, da parte della Corte dei conti, non era scontata ed è un risultato di cui andiamo orgogliosi, così come l’impegno a non contrarre nuovo debito e a fare buona spesa. Ci siamo rimboccati le manichee ci siamo messi a mettere in ordine i conti del Servizio sanitario del Lazio. Abbiamo chiuso l’esercizio finanziario 2023 con 32 milioni di utile e il 2024 con 40 milioni di utile. Tutto questo ha consentito di creare le premesse per l’uscita della nostra Regione dal piano di rientro dal debito”, ha aggiunto Rocca.
“La prossima settimana, in anticipo rispetto alla scadenza prevista dalla legge (30 aprile), approveremo il rendiconto di gestione 2024. Vogliamo bruciare i tempi, nell’auspicio di mettere in ordine i conti prima della pausa estiva, in modo da completare il ciclo di bilancio con l’approvazione anche dell’assestamento nella medesima sessione. A settembre ci dedicheremo, così, esclusivamente alle attività di programmazione del prossimo triennio. Siamo sempre più vicini all’uscita dal piano di rientro della sanità, così da poter finalmente ridurre la pressione fiscale. Ho sempre dato l’orizzonte del 2027 per farlo, ma già siamo al lavoro per cominciare dal prossimo anno”, ha concluso Rocca.