martedì, Settembre 8, 2026
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Verona, blitz della polizia locale contro il “gioco delle tre campanelle”

Nella serata di sabato 28 febbraio, la polizia locale di Verona ha condotto un’operazione mirata in via Mazzini, una delle arterie più frequentate del centro storico. L’intervento ha portato al fermo di due cittadini di nazionalità romena, accusati di esercizio di gioco d’azzardo attraverso il noto “gioco delle tre campanelle”.

Gli agenti del Comando di via del Pontiere hanno bloccato i due uomini, ritenuti gli organizzatori di un’attività illecita che negli ultimi tempi aveva preso di mira passanti e turisti. L’operazione si inserisce in un contesto di controlli intensificati nel centro città, dopo numerose segnalazioni e precedenti denunce registrate nei mesi scorsi.

Il meccanismo della truffa

Il “gioco delle tre campanelle” è una truffa collaudata e insidiosa che sfrutta l’ingenuità delle vittime. Il meccanismo è semplice: una pallina viene nascosta sotto una di tre campanelle, spostate rapidamente sul tappetino. I passanti vengono invitati a scommettere denaro, con la promessa di vincite immediate che, inevitabilmente, non si concretizzano mai.

La zona scelta dai truffatori non era casuale. Via Mazzini, frequentata quotidianamente da residenti e turisti, offre un flusso continuo di potenziali vittime, spesso distratte dall’atmosfera del centro storico e più inclini a fermarsi per curiosità.

Sequestri e denunce

Durante il blitz, la polizia locale ha proceduto al sequestro di tutta l’attrezzatura utilizzata: il tappetino, le tre campanelle e le palline impiegate nel gioco. Sono stati inoltre confiscati 250 euro in contante, ritenuti il provento dell’attività illegale svolta nelle ore precedenti.

I due romeni sono stati formalmente denunciati per esercizio di gioco d’azzardo, un reato che comporta sanzioni amministrative e penali a seconda della gravità e della recidiva.

Le conseguenze oltre la truffa

Al di là delle perdite economiche immediate subite dalle vittime, episodi come quello di Verona hanno ripercussioni più ampie e sottili sulla percezione pubblica del gioco. Queste truffe alimentano infatti uno stigma che finisce per coinvolgere l’intero settore ludico, anche nelle sue forme legittime e regolamentate.

La confusione tra attività illegali e gioco responsabile e informato danneggia chi si impegna quotidianamente per promuovere un’esperienza sicura e trasparente. Realtà come Assopoker, portale di informazione specializzato, lavorano per educare il pubblico e distinguere nettamente la legalità dalla criminalità, ma operazioni come quella dei “campanellari” rendono questo compito più difficile.

L’intervento della polizia locale evidenzia l’importanza di presidi costanti nelle aree più sensibili del centro storico. Solo attraverso controlli mirati e una collaborazione attiva tra istituzioni e cittadini è possibile tutelare sia i potenziali truffati sia la reputazione delle attività di gioco legali e regolamentate.

Danza in Rete Festival, nel weekend a Vicenza Palermo, Tagliavini e Naturalis Labor

Tre appuntamenti di danza contemporanea nel primo giorno di primavera a Danza in Rete Festival, l’evento diffuso sul territorio promosso dalla Fondazione Teatro Comunale di Vicenza in collaborazione con una rete di soggetti istituzionali e importanti operatori culturali, giunto quest’anno alla 9a edizione.

Sabato 21 marzo sono due le performance previste nella programmazione di Danza in Rete Off 2026, la sezione del Festival più vocata alla sperimentazione e allo scouting di talenti emergenti, per dare voce e presentare le molteplici espressioni del contemporaneo; entrambe sono in programma al Teatro Astra di Vicenza, a partire dalle ore 21.00, organizzate in collaborazione e con il contributo di La Piccionaia-Centro di Produzione Teatrale. La prima è That’s all, un assolo di e con Davide Tagliavini, in prima regionale, la seconda è Insomnie, creazione presentata in prima nazionale dalla Compagnia Naturalis Labor; i due lavori presentati in teatro saranno preceduti da un episodio di Danza Urbana di Gaetano Palermo – dal titolo Swan – in programma alle ore 18.00 in Piazza dei Signori a Vicenza (in caso di pioggia al Teatro Comunale).

Davide Tagliavini presenterà al Teatro Astra in prima regionale That’s all, la sua prima creazione (2025) di cui cura coreografia, ideazione e interpretazione, un assolo che è una riflessione sull’approccio alla vita e alle perdite che l’esistenza infligge, oltre che sulla scelta di essere danzatore. In pantaloncini da boxeur e calze al ginocchio, Tagliavini presenta l’incontro-scontro di un giovane uomo con la danza e la vita: le faticose lezioni di balletto, a loro modo scuola di vita, tappa di un percorso di crescita non immune dal dolore. Tra frasi di senso compiuto ed elenco di parole non-sense per gli spettatori, si sviluppa una danza incessante, nutrita di gesti ripetuti e incalzanti. Il performer finisce rassegnato a braccia alzate su uno struggente assolo di tromba di Ennio Morricone, poi cade a terra ko ma si riconcilia con la malinconia che lo attanaglia accompagnato da Fausto Leali. That’s all significa “è finito tutto” ma anche “eccoci, si ricomincia”. L’assolo diventa un flusso di gesti, danze e suoni in continua metamorfosi: un combattimento con un avversario invisibile, probabilmente interiore.

That’s all è creazione vincitrice di Danza Urbana XL 2025, selezionata per la Vetrina della giovane danza d’autore eXtra 2025 – Network Anticorpi XL; ha vinto inoltre il bando THIS MUST BE THE SPACE 2025 promosso da FDE Festival Danza Estate e Festival MILANoLTRE e il bando WAM! Festival 2025.

Davide Tagliavini, coreografo, danzatore e performer, debutta al Festival Visavì di Gorizia con That’s All selezionato nel 2025 per DANZA URBANA XL e Vetrina della Giovane Danza d’autore promosse dal Network Anticorpi XL e This Must Be The Space promosso da Festival Danza Estate e MilanOltre. Coreografa le opere L’elisir d’amore, per il Teatro Regio di Parma, e Tristano e Isotta per il Teatro Massimo di Palermo. Lavora con Marina Abramović, Artemis Danza, Luna Cenere, Gruppo Nanou, Davide Valrosso, Fabio Cherstich. Danza nelle pièce di Luna Cenere, Vanishing Place selezionata per la Biennale Danza di Venezia e Shoes On selezionato per la Nid Platform di Cagliari. È docente del corso OVER Limited in collaborazione con CCN/Aterballetto. Dal 2021 è cofondatore di Gruppo Ibrido e interprete di spettacoli di danza per le giovani generazioni.

A seguire, sempre sul palco del Teatro Astra di Vicenza andrà in scena, in prima nazionale, Insomnie, creazione presentata dalla Compagnia Naturalis Labor con la coreografia di VidavèNoemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali. La musica di Debussy, su cui la coreografia si fonda, è la drammaturgia della scena: volumi, tonalità e durate guidano i corpi dei cinque danzatori (Sara Ariotti, Michele Hu Li De, Rosanna Spolsino, Giulia Pironi, Silvia Brazzale) in una composizione fatta di apparizioni e scomparse. L’intenso lavoro racconta la ricerca di un equilibrio tra intuizione e sensazione, in cui ogni gesto e postura diventano frammenti del paesaggio interiore che si compone e si dissolve di fronte agli occhi dello spettatore. Una soglia sottile tra ciò che l’occhio crede di vedere e ciò che l’udito sente: un territorio di apparizioni momentanee e dissolvenze profonde, dove ogni movimento è un’impressione che sfugge proprio mentre prende forma.

NATURALIS LABOR 

Creata nel 1988 da Luciano Padovani e Francesca Mosele la compagnia con lo spettacolo Taigà (1989) vince il primo premio al Concorso Internazionale di Coreografia Città di Cagliari. La sede organizzativa e operativa è a Vicenza (Italia). Naturalis Labor svolge un continuativo lavoro di ricerca sulla danza contemporanea, sul tango e sui nuovi linguaggi dell’arte. Progetta e realizza spettacoli ed eventi unici avvalendosi di collaborazioni con realtà nazionali quali Teatro Olimpico di Vicenza, Festival Oriente Occidente, Operaestate Festival, AbanoDanza, Pergine Spettacolo Aperto, Festival d’Autunno, Segni Barocchi, Concerti in Villa. Realizza tournèes in Italia e in Europa. È riconosciuta e sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Comune di Vicenza, Arco Danza. Promuove rassegne e festival tra cui Visioni di danza festival, Danza x4 e Danza D’Autunno. I suoi spettacoli sono prodotti e presentati in teatri, festival o rassegne di importanza nazionale ed europea (Francia, Scozia, Austria, Germania, Svizzera, Romania, Belgio…). Dal 2007 è sostenuta dal Ministero della Cultura.

VIDAVÈ è il duo formato dai coreografi e danzatori Noemi Dalla Vecchia, nasce nel 2020. Debuttano con il duetto Another With You, premiato e presentato in numerosi festival italiani ed europei per poi nel 2021 creare lavori per più interpreti come Hansel & Gretel Alteration, vincitore di riconoscimenti internazionali e ampiamente circuitato. Parallelamente svolgono intensa attività formativa e didattica in Italia ed Europa. Nel 2023 avviano il progetto di ricerca coreografica Spoken Dance che ne definisce la cifra stilistica, mentre nel 2024 vincono il Premio Coreografico Biennale Danza, producendo Folklore Dynamics. Nel 2025 avviano il nuovo duetto Coraggio. La sfortuna non esiste.

Al termine delle due performance si svolgerà al Teatro Astra l’Incontro con gli Artisti condotto da Vanessa Gibin, organizzatrice teatrale, alla presenza dei coreografi e dei danzatori delle due compagnie.

Prima delle due creazioni presentate al Teatro Astra, sabato 21 marzo ore 18.00 in Piazza dei Signori avrà luogo la performance di Danza Urbana site-specific SWAN di Gaetano Palermo interpretata da Rita Di Leo, sound design a cura di Luca Gallio, assistenza artistica di Michele Petrosino, una produzione La Biennale di Venezia. In caso di pioggia la performance avrà luogo al Teatro Comunale.

Il lavoro si ispira all’assolo La morte del cigno che Michel Fokine coreografò per Anna Pavlova, prima ballerina del Balletto Mariinskij, nel 1901. Da questa suggestione prende le mosse una creazione che oltrepassa le tradizionali definizioni di danza e di teatro, utilizzando la pratica sportiva: una ragazza sui pattini si allena riprendendo live la propria performance, ma qualcosa accade e dei rumori di spari invadono la scena, il corpo cade, si ferisce In Swan realtà e finzione si mescolano operando nella dimensione urbana uno spostamento perturbante del quotidiano. Gli spettatori, pubblico volontario e passanti casuali, sono invitati a inciampare nella visione di un’umanità debordante, che mette in discussione nello spazio pubblico il loro ruolo di soggetti agenti e di osservatori del reale. La piazza diventa teatro di un dramma impersonale, di una crisi tanto solitaria quanto universale.

Swan è creazione vincitrice di Biennale College Teatro – Performance Site-Specific; Danza Urbana XL 2024; Vetrina della Giovane Danza D’autore Extra 2024 ed è stata selezionata per NID Platform 2025.

Gaetano Palermo (Catania 1998) è artista e coreografo con base a Bologna. La sua ricerca indaga l’ontologia della performance al confine tra realtà e finzione, attraverso la lente del movimento e della stasi. Ha studiato filosofia a Bologna e arti performative all’Università Iuav di Venezia. Dal 2023 collabora con l’artista e performer Michele Petrosino. Il suo lavoro è stato sostenuto e presentato da enti come La Biennale di Venezia, Triennale Milano, MAMbo Bologna, Teatro Regio di Parma, Fondazione I Teatri di Reggio-Emilia, Santarcangelo Festival, Gender Bender Festival, Kilowatt Festival, Danza Urbana, Ammutinamenti Festival. Gaetano Palermo è artista associato di KLm – Kinkaleri, Le Supplici, mk – ente nazionale di produzione della danza.

Sito del festival

Máirtín O’Connor, unica data in Italia il 21 marzo al Teatro Olimpico di Vicenza

Al Teatro Olimpico di Vicenza arriva il leggendario Máirtín O’Connor. Il pluripremiato musicista e compositore irlandese torna in Italia per un unico live in occasione del trentennale del festival Vo’ on the Folks. Sabato 21 marzo si esibirà in trio, nella serata conclusiva della XXX edizione del festival della world music diretto da Paolo Sgevano, promossa dall’assessorato alla cultura, al turismo e all’attrattività della città di Vicenza.

Dopo i concerti dell’ensemble TengerTon dalla Mongolia, della songwriter indiana Namritha Nori, della cantante e attrice italo-argentina Sarita Schena, dello storico gruppo vicentino Folk Studio A e del duo Vincenzo Zitello e Fulvio Renzi, il viaggio musicale di Vo’ on the Folks 2026 si conclude con l’Irish music della Martin O’ Connor Band al Teatro Olimpico di Vicenza. Nel magnifico scenario del più antico teatro stabile dell’epoca moderna, ideato nel 1580 da Andrea Palladio, va in scena l’esclusiva esibizione del fisarmonicista e compositore originario della Contea di Galway, accompagnato da Cathal Hayden al violino e al banjo e da Kevin Doherty alla chitarra e voce. Un trio dall’incredibile maestria musicale, che ritorna sul palco del festival vicentino a distanza di 14 anni dalla loro prima esibizione, con la stessa alchimia che unisce la tradizione più pura a uno stile fortemente innovativo.

Figura di spicco del folk anglosassone, Mairtin O’ Connor è un artista che ha lasciato un segno tangibile nella storia musicale dell’Isola di smeraldo. Eclettismo, improvvisazione, contaminazione e un notevole senso d’indipendenza sono le sue principali doti artistiche. Dall’esordio discografico “The Connachtman’s Rambles” del 1978, prodotto da Donal Lunny, ai lavori più recenti come “Road West” o “Rain of Light”. Dalle session in studio e dal vivo con star come Rod StewartElvis Costello e Mark Knopfler alle collaborazioni con ChieftainsDe DannanTanita Tikaram e Waterboys, fino alla partecipazione all’acclamato progetto Riverdance e alla sonorizzazione dello spettacolo pirotecnico al St. Patrick Festival di Dublino. Una carriera prestigiosa, ricca di successi e riconoscimenti non solo in patria.

Organizzato e promosso dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e Frame Evolution, con il sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Brendola e della Banca delle Terre Venete e il patrocinio della Provincia di Vicenza, “Vo’ on the Folks” rappresenta uno spazio privilegiato per la riscoperta e la tutela di preziose tradizioni da conservare e tramandare, rilette in chiave contemporanea. Come testimoniano gli artisti che si sono esibiti in questi trent’anni: Enzo Avitabile, Hevia, Joana Amendoeira, Kocani Orkestar, Dervisci Rotanti, Antonella Ruggiero, Jim Hurst, Carmen Souza, Mick O’Brien, Riccardo Tesi & Banditaliana, Mercedes Peon, Hamid Ajbar, Tannahill Weavers, John McSherry, Pierre Bensusan, Söndörgő, Goitse, Green Clouds, solo per citarne alcuni.

Per informazioni:

Sala della Comunità – via Carbonara, 28 – Brendola (Vicenza) – tel. 0444 401132.

www.saladellacomunita.com – info@saladellacomunita.com.

“L’imperdibile” di Eleonora Marangoni: presentazione lunedì 16 marzo a Palazzo Cordellina

La Biblioteca civica Bertoliana, in collaborazione con Baldilibri, ospita lunedì 16 marzo alle 18 a Palazzo Cordellina (contra’ Riale 12), la presentazione del libro “L’imperdibile”, il nuovo romanzo di Eleonora Marangoni (Feltrinelli Editore, 2026). L’autrice sarà presente per dialogare con il pubblico con la moderazione di Daniela Caracciolo.

“L’imperdibile” racconta la storia di Walter Hunt, inventore dell’Ottocento che creò oggetti ancora oggi utilizzati: la penna stilografica, il clacson, la spilla da balia e la macchina da cucire, brevettata nel 1833 con 15 anni di anticipo rispetto al resto del mondo.

Tuttavia Walter Hunt non seppe cogliere il valore delle sue invenzioni, occupato dalle incombenze della vita quotidiana e dalla necessità di mantenere la famiglia. Quando la macchina da cucire avrebbe potuto cambiargli la fortuna, il destino prese una direzione diversa.

Eleonora Marangoni ritrae un antieroe americano attraverso i suoi fallimenti, mentre ripercorre i viaggi di Hunt lungo le strade d’America e dando vita ad un romanzo che affronta il tema della riuscita personale e del significato del successo.

Eleonora Marangoni è nata a Roma nel 1983. Ha pubblicato il saggio “Proust et la peinture italienne” (Michel de Maule, 2011). Ha pubblicato il romanzo illustrato Une demoiselle” (Michel de Maule, 2013) e il saggio “Proust. I colori del tempo” (Mondadori Electa, 2014).
Il suo romanzo “Lux”, Premio Neri Pozza 2017, è entrato nella dozzina del Premio Strega, ha vinto il Premio Megamark e il Premio Opera Prima. Nel 2020 ha pubblicato il saggio “Viceversa. Il mondo visto di spalle” (Johan & Levi).

L’ingresso è libero.

Per informazioni: consulenza.bertoliana@comune.vicenza.it, 0444 578211.

Magia e risate al Teatro Spazio Bixio Vicenza: commedia “Il metodo Houdini”

Doppio appuntamento al Teatro Spazio Bixio di Vicenza: sabato 14 e domenica 15 marzo ore 21 sarà in scena “ll metodo Houdini”, nuovo spettacolo di e per la regia di Piergiorgio Piccoli con protagonista la compagnia For.The. Una commedia brillante e intelligente in parti uguali che promette la suggestione di una magia… senza trucchi!

Si tratta di un evento imperdibile per chi crede che l’amore sia anche un gioco d’illusioni, per chi vuole ridere di sé e degli altri e per chi, almeno una volta, ha pensato: “Se potessi leggere il pensiero tutto sarebbe più facile!”.“Il metodo Houdini” è un turbine di risate, inganni e mentalismo; in questa commedia, ispirata al celebre Georges Feydeau, è presentata una lettura brillante, ironica e sorprendentemente attuale del vaudeville francese. 

La vicenda? Eugenio Garibaldi, illusionista domestico di rara astuzia, ha escogitato una tecnica infallibile per godersi le sue scappatelle extraconiugali ipnotizzando la moglie Serena come un mago da salotto, per sgattaiolare fuori e rincorrere l’amore (o qualcosa che gli somiglia). Ma come ogni buon trucco di prestigio, basta un piccolo errore – una confessione imprudente, una finestra di troppo, un marito geloso – per mandare tutto all’aria e trasformare una perfetta messinscena in un cataclisma comico. Lo spettacolo è fondato sul sottile equilibrio tra verità, finzione e sonnambulismo sentimentale, con il massimo della manipolazione che un maschio possa mettere in pratica sulla donna che (forse) lo ama. Dietro ogni risata si nasconde un piccolo specchio: il bisogno, tutto umano, di essere più amati, più temuti, più liberi e magari anche un po’ più furbi. Come il leggendario escapologo Houdini, Eugenio tenta con ogni mezzo di fuggire alle catene del matrimonio, tra ipnosi, bugie, arrampicate notturne e piani a dir poco improbabili. Ma questa volta, più che Houdini, sembra un prestigiatore da strapazzo alle prese con una moglie più sveglia di quanto pensasse… anche da addormentata. 

Società del Quartetto ospita l’Accademia Bizantina al Teatro Comunale di Vicenza

Nell’ambito della stagione di concerti della Società del Quartetto, presso il Teatro Comunale di Vicenza, oggi lunedì 9 marzo alle 20 e 45, è prevista l’esibizione dell’ensemble barocco Accademia Bizantina guidato da Ottavio Dantone.

Fondata nel 1984 da alcuni intraprendenti e talentuosi studenti del Conservatorio di Ravenna, in oltre 40 anni di attività l’Accademia Bizantina si è costruita una solida fama e oggi viene considerata fra i più quotati ensemble barocchi del panorama internazionale.

Fondamentale fu l’incontro, nel 1989, con Ottavio Dantone che iniziò a collaborare con il gruppo prima come clavicembalista e concertatore e dal 1996 come Direttore Musicale. Profondo conoscitore dei codici espressivi dell’epoca barocca, sotto la sua guida l’Accademia ha iniziato a leggere le antiche partiture come un contemporaneo dell’epoca. Il risultato è un suono ricco di sfumature che restituisce al pubblico tutta l’originale forza espressiva e l’autentico intento dei vari compositori. Le qualità che dal quartier generale di Bagnacavallo, nel ravennate, hanno consentito al gruppo di emergere a livello internazionale sono un calibrato mix tra tecnica, abilità, rigore, cultura interpretativa, intuito e accuratezza stilistica.

L’Accademia ha suonato e viene regolarmente invitata nei più prestigiosi teatri e festival di tutto il mondo: dalla Carnegie Hall di New York alla Wigmore Hall di Londra, dalla Staatsoper di Berlino alla Shanghai Concert Hall, dal Concertgebouw di Amsterdam alla Walt Disney Hall di Los Angeles. Dal 2024 ha una residenza artistica all’Innsbrucker Festwochen der Alten Musik, dove prosegue e approfondisce la sua esplorazione del repertorio barocco.

Miglior orchestra europea e seconda a livello mondiale nel 2021, secondo i Gramophone Awards, l’Accademia Bizantina ha pubblicato una cinquantina di album per Decca, Harmonia Mundi, Deutsche Grammophon, Naïve, Alpha, Onyx e HDB Sonus che sono stati segnalati e premiati con i vari Diapason d’Or, Midem, Choc de Le Monde de la Musique, Opus Klassik, Grammy Awards e Premio Abbiati della critica musicale italiana.

Il concerto di lunedì per il pubblico della Società del Quartetto è la versione dal vivo dell’ultima uscita discografica dell’Accademia, dal titolo Baroque Anatomy #5 – The Eye. L’idea – spiega Dantone – è di mettere in luce singolarmente ciascuno dei sei Concerti Brandeburghesi di Bach associandolo ogni volta a lavori bachiani o a brani di altri autori che con il brandeburghese di turno hanno una sorta di collegamento: musiche affini per geografia, genesi, storia personale dei compositori o destinazione d’uso Ad ognuna delle varie uscite viene poi accostato un organo del corpo umano – si spiega così il titolo della collana, Baroque Anatomy – e per il disco d’esordio che vede al centro il Concerto n. 5 in Re maggiore è stato scelto l’occhio (The Eye). L’idea dell’Accademia Bizantina è dunque quella di creare attorno a ciascun brandeburghese una sorta di racconto, che nel caso del Concerto n. 5 in Re maggiore proposto a Vicenza assume i contorni di una storia familiare.

Partendo dal Quinto brandeburghese, l’impaginato propone infatti il Concerto per flauto traverso, violino e archi in Mi minore di Telemann, che era legato alla famiglia Bach da profonda amicizia, l’originale Quartetto in La minore del figlio di Bach Carl Philipp Emanuel e torna a Bach padre con il Concerto in La minore per flauto, violino, clavicembalo e orchestra BWV 1044.

Le parti solistiche sono affidate al violinista e concertmaster Alessandro Tampieri e al flautista Marcello Gatti.

La tempesta, William Shakespeare al Teatro Comunale di Vicenza

Teatro Comunale di Vicenza propone un grande titolo shakespeariano, La tempesta, opera tra le più dense di simbolismi e suggestioni del repertorio del grande bardo.

Mercoledi 11 e giovedì 12 marzo alle 20.45 sarà in scena infatti in Sala Maggiore la nuova rivisitazione firmata dal maestro argentino, naturalizzato francese Alfredo Arias, uno dei registi teatrali più influenti e innovativi del panorama internazionale; Arias è autore dell’adattamento e della regia, mentre la traduzione del testo è di Agostino Lombardo; interpreti principali sono Graziano Piazza e Guia Jelo, affiancati da un validissimo cast composto da, in ordine alfabetico: Federico Fiorenza, Fabrizio Indagati, Franco Mirabella, Marcello Montalto, Luigi Nicotra, Lorenzo Parrotto, Alessandro Romano, Rita Fuoco Salonia, Rosaria Salvatico.

Con questo spettacolo, una nuova coproduzione Teatro Stabile di Catania, Marche Teatro, Tieffe Teatro, TPE – Teatro Piemonte Europa, in collaborazione con Estate Teatrale Veronese (dove lo spettacolo ha debuttato nel luglio scorso), Alfredo Arias è tornato sul grande capolavoro dopo la rappresentazione, nei primi decenni della sua carriera, al Festival di Avignone del 1986, proponendo un nuovo allestimento poetico e sorprendente. Nella nuova versione il dramma è in forma ridotta e ridimensionata rispetto al testo originale (i cinque atti originali vengono proposti in un’unica messinscena di un’ora e mezza), ma il fascino, la magia e la grandiosità della vicenda rimangono immutati.

Nelle due date dello spettacolo – mercoledi 11 e giovedì 12 marzo alle 20.00, al Ridotto – si svolgerà l’incontro a teatro condotto da Antonio Stefani, giornalista, scrittore e critico teatrale del Giornale di Vicenza, che presenterà al pubblico l’intensità di questo caposaldo della drammaturgia shakespeariana e l’importante lavoro fatto dal regista per far emergere i molteplici simbolismi dell’opera. 

In questa nuova edizione de La tempesta, Arias punta a far emergere l’opera come specchio dell’anima, in cui dominano temi come esilio, colpa, perdono, potere, redenzione, coinvolgendo lo spettatore e introducendolo in una dimensione magica, in un mondo costruito con un linguaggio universalmente riconoscibile. Sullo spazio scenico di una misteriosa ed intrigante isola – un labirinto creato da Giovanni Licheri e Alida Cappellini, con i costumi di Daniele Gelsi ed il gioco luci di Gaetano La Mela – lo spettacolo, vede tutti i protagonisti in trasformazione. Nei panni del re-mago Prospero è in scena un solenne Graziano Piazza, supportato, nei vari ruoli, da Guia Jelo, lo spiritello Ariel, e dai bravissimi attori che non smettono mai di catalizzare l’attenzione.

Lo spettatore si trova catapultato sull’isola della strega Sicorace e del figlio Calibano dove è approdato, con la figlia Miranda, Prospero duca di Milano, spodestato dal fratello Antonio con l’aiuto di Alonso, re di Napoli. Dopo dodici lunghi anni di esilio su un’isola, con l’aiuto di Ariel – lo spiritello che lo ha liberato dal dominio della strega e che ora è al suo servizio – Prospero scatenerà una Tempesta. Una nave su cui viaggiano i suoi antichi nemici naufragherà sulle coste dell’isola ed avrà così inizio la rappresentazione in cui Prospero, al pari di un abile regista, orchestrerà vari episodi che porteranno i suoi avversari a vivere intrighi e tradimenti. Sarà la saggezza e la magia di Prospero a svelare la vera natura dei traditori e alla luce delle sue stesse bassezze, il duca deposto concederà loro il suo perdono. 

Sull’isola-palcoscenico Arias costruisce uno spettacolo fortemente poetico e originale, con Graziano Piazza nel ruolo di Prospero, mago e demiurgo, incarnazione della forza magica di questo testo immortale. “Saranno la saggezza e la magia di Prospero – scrive il regista nelle sue note – a svelare la vera natura dei traditori. L’isola diventa così il teatro incantato in cui Prospero ci mostra i meandri da percorrere per giungere al perdono”.

Mutazioni 06: al Teatro Spazio Bixio di Vicenza omaggio a Clarice Lispector

Nell’ambito della ventesima edizione di “Mutazioni 06”, stagione di spettacolo del Teatro Spazio Bixio, promossa dal Comune di Vicenza e curata da Theama Teatro, in collaborazione con l’associazione For.The., Sabato 7 marzo ore 21 sarà in scena “La passione”, monologo scritto, diretto e interpretato da Stefania Pimazzoni e tratto dal breve romanzo di Clarice LispectorPassione secondo GH”, considerato da molti il suo capolavoro.

La scrittrice nasce in Ucraina nel 1925 per poi trasferirsi a Rio De Janeiro.  La sua sarà una fama enorme, eppure postuma. Nella sua prosa il massimo della visionarietà coincide con il massimo del realismo, trattandosi di uno stile che riesce nel tentativo di dire ciò di cui non si può dire nulla. 

La Pimazzoni – accompagnata dal musicista Andrea Coltro –  intende restituire la potenza visionaria del linguaggio lispectoriano, ramificando lo spettacolo sui ragionamenti di un’intelligenza che si interroga senza lasciare tregua, sempre in bilico, nell’emozione che sa trasmettere, tra la rivelazione e la follia. “Nel romanzo da cui ho tratto il monologo – spiega l’attrice – la protagonista è una donna intelligente, soddisfatta, benestante, un’artista che fa quello che gli piace fare ma che si trova catapultata in un infimo avvenimento all’apparenza molto piccolo, eppure per lei mostruoso.

Inizia così un viaggio allucinato all’interno di una stanza. Solo attraverso la totale perdita dell’identità, nello spaesamento e nel disorientamento la protagonista comprende che vivere è cosa sovrannaturale, che essere ‘io’ non è una peculiarità umana perché proviene da una fonte anteriore e assai più grande, da una materia infinitamente più ricca e sconosciuta nel nostro piccolo e limitato io. È questa una estenuata interrogazione sul senso di vivere, è una ricerca continua della faccia nascosta della realtà”. 

L’evento rientra nella rassegna 8 marzo – Eventi per la “Giornata internazionale dei diritti della donna” 2026, con il patrocinio del Comune di Vicenza, in collaborazione con la Consulta per le Politiche di Genere.

I talenti dell’Accademia Teatro alla Scala a Danza in Rete Festival: l’eccellenza in scena a Vicenza

Per Danza in Rete Festival, sabato 7 marzo 2026, alle 20 e 45 in Sala Maggiore si esibiranno i giovani talenti della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, la prestigiosa istituzione meneghina diretta da Frédéric Olivieri. I numerosi allievi che saliranno in palcoscenico, giovanissimi (come età massima hanno 19 anni), presenteranno estratti del grande repertorio classico ma anche contemporaneo, coreografie che permetteranno loro di cimentarsi in stili tanto diversi quanto impegnativi, in un programma di alto livello tecnico, ricco di suggestioni ed entusiasmante freschezza.

La serata prevede una Suite dal Divertissement di Paquita, coreografie di Marius Petipa, musiche di Ludwig Minkus; Rossini Cards, coreografia di Mauro Bigonzetti, musiche di Gioachino Rossini e infine Bolero X, coreografie di Shahar Binyamini, musiche di Maurice Ravel. Questi giovani interpreti che, come ha affermato il direttore Olivieri in una recente intervista, “sono il futuro dell’Italia nella danza” si sono esibiti nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, il 6 febbraio scorso, a fianco dei due primi ballerini della Scala Claudio Coviello e Antonella Albano.

Danza in Rete Festival “Architetture del presente”, giunto nel 2026 alla sua nona edizione e riconosciuto dal Ministero della Cultura fin dall’esordio, è un evento diffuso diventato negli anni un riferimento per le nuove generazioni di danzatori e coreografi italiani e stranieri, un appuntamento di valore riconosciuto nel panorama di danza contemporanea nazionale. La visione progettuale del Festival favorisce un dialogo importante tra tradizione e contemporaneità, valorizzando organismi di riconosciuto standing nazionale e internazionale, riconoscendo loro il peso storico ed estetico. La direzione artistica di Danza in Rete è curata da Pier Giacomo Cirella, Loredana Bernardi e Alessandro Bevilacqua.

Il programma si aprirà con una Suite dal divertissement di Paquita di Marius Petipa, ripresa da Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov; ambientato in Spagna durante la dominazione napoleonica, Paquita debutta come balletto in due atti e tre scene a Parigi nel 1846, su coreografia di Joseph Mazilier, libretto di Mazilier e Paul Foucher, musiche di Édouard-Marie-Ernest Deldevez. L’anno successivo il balletto va in scena ai Teatri Imperiali di San Pietroburgo, dove Marius Petipa, da poco nominato Primo ballerino, non solo interpreta il ruolo maschile principale ma ne rivede alcune parti; nel 1881 realizza una nuova versione del balletto che da quel momento diventa la versione di riferimento.

La Suite dal Divertissement scelta per la serata prenderà inizio dal Pas de deux sull’Adagio che vedrà impegnati, oltre alla coppia principale (Paquita e Lucien), un corpo di ballo femminile composto da quattordici allieve degli ultimi anni. A seguire le variazioni solistiche di Paquita e Lucien, la chiusura spumeggiante della Coda. L’esperienza offrirà ai giovani talenti, in tour nei teatri italiani, la possibilità di esplorare la tecnica classica, arricchita da un distinto e aggraziato ‘sapore’ spagnolo.

Rossini Cards di Mauro Bigonzetti è una coreografia che conduce nel linguaggio contemporaneo, in una sequenza di istantanee di esistenze parallele: visioni, frammenti, simboli intensi e momenti di giocosa ironia. La vibrante energia dei giovani artisti si sposa perfettamente con la dinamicità che anima questo pezzo del 2004, ripreso da Paola Vismara e Walter Madau, che restituisce nei movimenti il ritmo incalzante ed insieme esatto e geometrico della musica di Rossini. 

Alle giovani forze dell’Accademia il compito di interpretare alcuni estratti della creazione, alternando sinuosità ammalianti a celebrazioni della purezza formale, intrecci di prese audaci a manifestazioni di profonda sintonia fino a un’esplosione di energia travolgente. 

Apre una sorprendente scena conviviale in cui i danzatori, seduti, intessono un vivace dialogo di movimenti di testa e braccia sulle note del sestetto “Questo è un nodo avviluppato” da La Cenerentola. Segue, sull’Allegro della Sonata per archi n.2, un terzetto giocato su nodi coreografici ed elevazioni al limite del rischio. Quindi, è il Prélude fugassé, brano tratto dai Péchés de vieillesse (Peccati di vecchiaia, raccolta di brevi composizioni per pianoforte solo, per voce e pianoforte, per ensemble vocali e cameristici), a scandire un altro assolo femminile incalzante nella vivacità ritmica e nella precisione del tratto sulle punte, a cui segue un momento ironico e divertente con una ballerina che legge una delle ricette gastronomiche di Rossini, noto per avere nella cucina un’altra musa ispiratrice. 

Si chiude con un tripudio di ritmo e allegria sull’Ouverture de La gazza ladra, dove il crescendo rossiniano si traduce in una contagiosa coreografia eseguita dagli interpreti tutti abbigliati in giacca, pantaloni e basco nero.

Lo spettacolo si concluderà con l’ultima preziosa acquisizione in repertorio per la Scuola scaligera, Bolero X, di Shahar Byniamini, ripresa da Walter Madau. Creata originariamente nel 2022 per la compagnia di danza coreana KART, è una creazione del talentuoso coreografo israeliano che ha all’attivo commissioni da Singapore, Corea, Canada, Germania, Svezia, ricerche sul rapporto tra danza e scienza, la direzione della House of Dance Company di Beer Sheva. Ospite l’estate scorsa al Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha alle spalle un fecondo passato da interprete nella Batsheva Dance Company con Ohad Naharin e Sharon Eyal. In questa nuova interpretazione dell’ipnotica musica di Maurice Ravel, Shahar Binyamini, che firma anche i costumi, continua a esplorare il potere della ripetizione e i nuovi significati che emergono dal legame tra la musica scritta nel 1928 e la coreografia eseguita oggi. Come sottolinea nelle sue note allo spettacolo “Bolero X è una pura celebrazione del potere della danza. Cinquanta interpreti in scena cercano di esprimere le grandi forze naturali di cui siamo fatti. La forza che ci separa come individui unici e, allo stesso tempo, ci unisce come insieme”.

Sabato 7 marzo alle 20.00 al Ridotto si svolgerà l’Incontro con la Danza per presentare al pubblico le tre creazioni del programma e i giovanissimi danzatori della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala; sarà condotto da Valentina Bonelli, giornalista, critica e storica della danza, contributor per Vogue Italia, Ballet2000, Dance Europe.

INFO

Teatrosei Vicenza: gran finale con “Finchè morte non ci separi” al San Giuseppe

Il nuovo anno teatrale promosso da FITA Vicenza prosegue all’insegna del buonumore e del teatro di qualità con Teatrosei – una delle manifestazioni annuali insieme a Teatro Popolare Veneto, Teatro in Giardino e Invito a Teatro, organizzate dal comitato provinciale di FITA: l’ultimo appuntamento di questa fortunata edizione 2026 sarà al Teatro San Giuseppe domenica 1 marzo ore 16:30 con lo spettacolo “Finchè morte non ci separi”, commedia tratta da Jusqu’à ce que la mort nous sépare” di Remi De Vos nell’allestimento della compagnia La Ringhiera e per la regia di Riccardo Perraro.

La vicenda? Il funerale della nonna è l’occasione per Simon di rivedere la madre ma, durante l’incontro con l’amica d’infanzia Anne, rompe accidentalmente l’urna in cui sono state riposte le ceneri della defunta. Tra situazioni comiche, raggiri e scompigli, la storia dei tre personaggi si svela, precipitando in una spirale di umorismo graffiante… con finale a sorpresa. 

La rassegna, realizzata con il patrocinio del Comune di Vicenza e in collaborazione con le parrocchie di San Giuseppe e San Lazzaro, si avvale della direzione artistica delle compagnie vicentine La Ringhiera e Lo Scrigno, le quali hanno ideato un calendario di sei eventi suddivisi tra il Teatro San Giuseppe in via Mercato Nuovo 41 e il Teatro San Lazzaro in via da Palestrina 82. 

“Desideriamo rivolgere un sincero ringraziamento all’amministrazione comunale, all’assessore Matteo Tosetto, alle compagnie organizzatrici La Ringhiera e Lo Scrigno e a tutto il nostro pubblico che, con la sua presenza e sostegno, ha contribuito a rendere possibile questa nuova edizione”, spiega Silvia Ada Filippi, consigliera FITA Vicenza e delegata al progetto. “Teatrosei si conferma appuntamento molto atteso per la qualità degli spettacoli in cartellone – evidenzia Renato Poli, presidente FITA Vicenza – e continua a riscuotere apprezzamenti da un pubblico eterogeneo, contribuendo ad arricchire l’offerta culturale della città grazie al contributo dell’amatoriale. A Vicenza la scena amatoriale dimostra da decenni come, per creatività, talento e coraggio nelle scelte artistiche, spesso non abbia nulla da invidiare a tante realtà professionali. In aggiunta, vantiamo dalla nostra quell’inestinguibile amore per il territorio, che vogliamo vivacizzare attraverso la nostra passione per il palcoscenico, una missione appagante che dona momenti lieti alle centinaia di persone che vengono a vederci”.