ROMA (ITALPRESS) – Come difendere l’Europa e da cosa difenderla? Putin rappresenta realmente una minaccia per il vecchio continente e per la Nato nel breve periodo? E come si concilia questa eventuale minaccia con i bilanci già sofferenti degli Stati? Nella nuova puntata della rubrica dell’Italpress Realpolitik l’ambasciatore Giampiero Massolo ci aiuta a comprendere quali sono le nuove sfide dell’Unione Europea nel futuro prevedibile.
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Realpolitik – Come difendere l’Europa?
Trump “I dazi porteranno trilioni, gli Usa faranno il boom”
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Abbiamo sei o sette trilioni di dollari di investimenti in arrivo nel nostro Paese e non abbiamo mai visto niente del genere. I mercati stanno per fare il boom. Il paese sta per fare il boom”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando dei dazi varati il 2 aprile.
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Subito McLaren davanti a tutti nelle libere di Suzuka
SUZUKA (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Il weekend di Suzuka inizia subito nel segno delle McLaren: Lando Norris al mattino e Oscar Piastri al pomeriggio dettano il ritmo nelle libere. Nella prima sessione il pilota britannico gira in 1’28″549, mettendosi alle spalle per 163 millesimi George Russell su Mercedes e le due Ferrari di Charles Leclerc (+0″416) e Lewis Hamilton (+0″502) appena davanti a Max Verstappen (Red Bull), quinto a 0″516.
Piastri, dopo una mattinata che lo aveva visto lontano dai migliori (appena 15esimo a oltre un secondo dal compagno di squadra), si riscatta nella seconda sessione dove stampa un 1’28″114 che gli vale il miglior tempo di giornata, di appena 49 millesimi più veloce rispetto a Norris. I due piloti McLaren sono gli unici a scendere sotto il tempo della pole position dello scorso anno in una sessione fortemente condizionata dalle bandiere rosse (ben tre).
La Ferrari mette Lewis Hamilton in quarta posizione (+0″430) e Charles Leclerc in settima (+0″472) davanti a Max Verstappen (+0″556). Racing Bulls bene nel giro secco: terzo Isack Hadjar (+0″404) e quinto Liam Lawson (+0″445), alla prima uscita dopo la “retrocessione” dalla Red Bull dove invece Yuki Tsunoda, sesto al mattino, chiude le FP2 col 18esimo tempo. Impatto violentissimo con le barriere per Jack Doohan (Alpine), apparso piuttosto stordito dopo l’incidente in curva 1 che ha causato la prima bandiera rossa della sessione. Nella ghiaia, senza conseguenze, Fernando Alonso (Aston Martin). Da segnalare anche un principio di incendio in prossimità di curva 7 che ha infine forzato la terza interruzione in meno di 45 minuti durante le seconde libere.
– foto IPA Agency –
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Mattarella “Grati alla Protezione Civile, attua solidarietà e coesione”
ROMA (ITALPRESS) – “L’esperienza esemplare sviluppata nei decenni dal sistema della Protezione Civile italiana merita di essere sottolineata in occasione di questa edizione degli Stati Generali della Protezione civile. Negli anni, le diverse componenti del Servizio Nazionale, le strutture operative, gli enti e Istituzioni che, con le preziose esperienze di volontariato della società civile vi concorrono, hanno sostenuto le comunità territoriali nella gestione e nel superamento di delicate emergenze, affinando gli strumenti di previsione e prevenzione. Professionalità e spirito di servizio connotano l’intervento delle diverse componenti, concorrendo ad attuare i principi costituzionali di solidarietà e di coesione sociale, garantendo un’essenziale cornice di sicurezza rispetto alle sfide correlate alla vulnerabilità dei territori, alle implicazioni del cambiamento climatico, alle esigenze di tutela del patrimonio ambientale”.
Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci.
“Nell’auspicare ogni migliore successo per l’incontro, rinnovo a tutti i partecipanti i sentimenti di gratitudine della Repubblica per l’opera prestata a servizio del bene comune, insieme all’augurio di buon lavoro”, aggiunge.
– Foto IPA Agency –
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Truffa sui bonus edilizi nel reggino, sequestro per 1,6 milioni
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito un’ordinanza – emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di un uomo originario di Taurianova (RC), indagato per truffa aggravata, sostituzione di persona, nonchè di fabbricazione e possesso di documenti falsi, essendo stato ritenuto l’autore di un articolato sistema di frode realizzato attraverso i cosidetti “bonus edilizi”.
Lo stesso cedeva il credito maturato all’impresa esecutrice dei lavori, al fine di scontare l’importo dovuto per i lavori commissionati. La società appaltatrice, a sua volta, trasferiva i crediti ulteriormente ad altri soggetti, per la contestuale “monetizzazione”.
Le indagini hanno rilevato come l’indagato abbia ricevuto numerose commesse per l’esecuzione di lavori edili, non portati a termine o neanche avviati, a fronte dei quali avrebbe acquisito crediti d’imposta (in realtà, indebitamente sorti e mai maturati) per un valore complessivo di oltre 1 milione e 600 mila euro che, attraverso lo strumento della cessione del credito, i numerosi committenti avrebbero trasferito nel cassetto fiscale dell’impresa di cui egli è risultato titolare.
La Guardia di finanza ha già provveduto a sequestrare i crediti fiscali indebitamente accumulati e ancora presenti nel cassetto fiscale dell’indagato (pari a quasi 1 milione e 200 mila euro), nonchè il valore della somma ricevuta a seguito della cessione di una parte del credito d’imposta fraudolentemente acquisito e “monetizzato” (440 mila euro).
Le indagini hanno anche consentito di accertare che il titolare dell’impresa appaltatrice dei lavori avrebbe creato una falsa identità, avvalendosi di un documento d’identità contraffatto, che gli avrebbe consentito di ottenere anche l’assegnazione di un codice fiscale, di costituire la predetta ditta individuale, di aprire conti correnti nonchè di intestarsi polizze assicurative e automezzi, tutti elementi necessari per l’esercizio dell’attività d’impresa.
– Foto Ufficio stampa Guardia di Finanza –
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Trump e la guerra dei dazi: segno di testardagine o strategia?
di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il 2 aprile, dal Giardino delle Rose della Casa Bianca, Donald Trump ha annunciato una nuova raffica di dazi sulle importazioni da una lunghissima lista di paesi, come Cina, Corea del Sud, Viet-Nam, Canada e soprattutto l’Unione Europea. Li ha chiamati “dazi di liberazione”, proclamando ufficialmente il Liberation Day. Ma la reazione dei mercati è stata immediata e devastante: Wall Street ha perso oltre 1.300 miliardi di dollari in due giorni.
Gli indici hanno chiuso con cali record, in quella che molti analisti hanno definito una delle peggiori risposte di mercato a un annuncio presidenziale nella storia moderna. CNBC ha commentato: “Peggio del peggior scenario previsto”. Nonostante il crollo, Trump ha confermato di voler andare avanti, rilanciando sui social il concetto che “i dazi sono giustizia economica” e promettendo ulteriori misure.
Per molti osservatori, siamo davanti a una testardaggine ideologica che ignora i segnali dell’economia reale. Secondo la maggior parte degli economisti, le convinzioni su cui si basa questa politica sono errate e pericolose. Il premio Nobel Paul Krugman ha commentato: “Trump non distingue tra una bilancia commerciale in deficit e un furto. E i dazi non risolvono questo problema: lo peggiorano”.
Anche Jeffrey Sachs, della Columbia University, ha criticato duramente la mossa in un articolo su Common Dreams: “Trump sta distruggendo il sistema commerciale globale per una fallacia economica. Il deficit commerciale non è causato da truffe esterne, ma dal fatto che l’America spende più di quanto produce”. Nel 2024, gli Stati Uniti hanno registrato un deficit di 1.100 miliardi di dollari. Come sottolinea Sachs: “È il risultato di decenni di tagli alle tasse per i ricchi, guerre infinite e spesa pubblica sbilanciata. Non è colpa della Cina, del Messico o dell’Europa”.
Le nuove tariffe si basano su una formula dichiaratamente semplificata: più alto è il deficit commerciale con un Paese, più alta sarà la tariffa. Secondo gli esperti, si tratta di un approccio arbitrario, privo di fondamento economico. “Le cifre sono inventate, ma le barriere saranno reali”, ha scritto Andrew Egger su The Bulwark. Le conseguenze sono già visibili e le famiglie americane potrebbero affrontare aumenti annui fino a 5.000 dollari. Trump ha dichiarato che “la Grande Depressione non sarebbe mai avvenuta se avessero mantenuto la politica dei dazi”.
Ma gli storici economici replicano che è falso. Nel 1930, la legge Smoot-Hawley alzò i dazi su 20.000 prodotti. Il risultato fu una guerra commerciale globale che aggravò la crisi economica. Come ricorda lo storico Douglas Irwin: “I dazi possono funzionare solo in contesti ben pianificati e per obiettivi mirati. Applicarli su larga scala è storicamente un boomerang”.
Anche nel Partito Repubblicano emergono dissensi. Il Senato ha votato 51 a 48 per respingere la dichiarazione di emergenza nazionale usata da Trump per giustificare i dazi del 25% su beni canadesi. A votare contro anche i repubblicani Collins, Murkowski, McConnell e Rand Paul. “I dazi non puniscono i governi stranieri. Puniscono le famiglie americane”, ha dichiarato Rand Paul. Una condanna inaspettata è arrivata anche dal Wall Street Journal, quotidiano vicino al mondo imprenditoriale conservatore. In un editoriale durissimo, ha definito le nuove misure: “La guerra commerciale più stupida della storia”. Un giudizio pesante, soprattutto considerando che molti lettori del WSJ hanno sostenuto Trump nelle ultime due elezioni.
Va ricordato che il protezionismo ha una lunga storia negli USA. Lincoln lo usò per difendere l’industria, Roosevelt per regolare mercati in crisi. Ma nel contesto attuale, interconnesso e digitale, l’uso dei dazi generalizzati rischia di isolare l’America, senza preparare alternative. Come scrive ancora Sachs: “I dazi non alzeranno i redditi reali. Solo sanità pubblica, sindacati forti e una fiscalità più equa possono farlo”.
Quindi queste decisioni della Casa Bianca sono un segno di testardaggine o strategia? Per ora, l’unico effetto visibile del Liberation Day è il caos nei mercati, l’inflazione attesa e l’incertezza tra consumatori e imprese. Trump insiste: “I dazi ci libereranno”. Ma il mondo economico, e parte crescente del mondo politico, teme che ci stia invece portando verso un isolamento costoso e inutile. Intanto in questa settimana carica di tensione, i Democratici hanno ottenuto una vittoria significativa in Wisconsin, mentre i Repubblicani hanno conquistato due seggi alla Camera in Florida con margini ridotti.
In Wisconsin,la giudice liberale Susan Crawford ha sconfitto il conservatore Brad Schimel, nonostante il sostegno finanziario senza precedenti di Elon Musk per Schimel – un investimento che si è ritorto contro, evidenziando l’influenza controversa di Musk. Nel frattempo, nei distretti tradizionalmente repubblicani della Florida, Jimmy Patronis e Randy Fine hanno vinto le loro corse, ma con margini significativamente ridotti rispetto alle elezioni precedenti, segnalando potenziali vulnerabilità del Gop.
Mentre il vicepresidente JD Vance va subito su Fox per difendere la politica dei Dazi di Trump, e Elon Musk è riapparso in pubblico per smentire voci su un suo ritiro dal team DOGE, la sostanza di questa settimana resta: la guerra dei dazi voluta da Trump è cominciata e gli Stati Uniti rischiano di uscirne più poveri e sempre più isolati.
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Banche, completare l’unione europea per competere a livello globale
MILANO (ITALPRESS) – Per competere a livello globale “andrebbe completata l’unione bancaria europea”. A dirlo il professore Matteo De Poli ordinario di diritto bancario dell’Università di Padova, ospite di Focus ESG, format tv dell’Agenzia Italpress.
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Italpress €conomy – Puntata del 4 aprile 2025
MILANO (ITALPRESS) – L’economia e la finanza a portata di tutti. Nella centoventiduesima puntata di Italpress Economy, Claudio Brachino intervista Stefania Asti, Data&AI Software Sales Director di IBM Italia, e con Giuliano Zoppis affronta i principali temi economici del momento.
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Banche, il mercato europeo è solido ma frammentato
MILANO (ITALPRESS) – “In Europa abbiamo banche solide ma si pone il problema di quanto il mercato sia competitivo”. A dirlo la Professoressa Loriana Pelizzon dell’Università Ca Foscari Venezia, ospite di Focus ESG, format tv dell’Agenzia Italpress.
fsc/gsl
Dazi, Tajani “Niente panico, evitare di reagire con ritorsioni a catena”
ROMA (ITALPRESS) – “Niente panico. I dazi sono stati un errore, ma gli italiani devono sapere che il governo lavora da tempo su questo tema, non siamo impreparati o colti di sorpresa, l’esecutivo si muove da mesi su varie direttrici: con l’Europa per concordare risposte che non inneschino ritorsioni a catena ma portino a una trattativa con gli Usa; con un piano d’azione per aprire nuovi mercati; con possibilità di specifici accordi bilaterali”. Lo dice in un’intervista al “Corriere della Sera” il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani.
“A breve termine un obiettivo possibile sarebbe dimezzare i dazi annunciati: dal 20% al 10%, come quelli che sono stati imposti alle merci della Gran Bretagna – aggiunge Tajani -. C’è da lavorarci, ma il commissario al Commercio Sefkovic è la persona più adatta per farlo. Io l’ho incontrato ieri, poi sono stato al consiglio Nato e lì ho richiamato l’articolo 2 del Trattato, che dice come i Paesi dell’alleanza debbano ‘eliminare ogni contrasto nelle loro politiche economiche internazionali’ e incoraggiare ‘la cooperazione economica tra ciascuna di loro o tra tutte’ “.
Una possibile trattativa “dobbiamo cercarla. Oggi Sefcovic sentirà la delegazione Usa per portare le nostre proposte e risposte, poi lunedì ci incontreremo come ministri del Commercio estero Ue e decideremo. Penso che venirsi incontro sia necessario per tutti. Il mio sogno – evidenzia Tajani – è che si possa arrivare a un mercato atlantico a dazi zero, che sarebbe un vero slancio per tutte le economie occidentali”.
Su questo tema la maggioranza sarà unita? “Noi, come tutti, lavoriamo sul campo. Certamente la linea è chiara, e sarà di tutti. Non fare falli di reazione inutili ma nemmeno accettare tutto – replica Tajani -. Non sottovalutiamo le mosse di Trump e non subiremo senza pensare a possibili reazioni. Ma, appunto, bisogna evitare una guerra che faccia male a tutti. E su questo la maggioranza deve essere e sarà unita”.
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(ITALPRESS).
