domenica, Novembre 1, 2026
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Arera, a marzo prezzo del gas -9.9% nel servizio di maggior tutela

MILANO (ITALPRESS) – Per il mese di marzo 2025, il prezzo di riferimento del gas per il nuovo cliente tipo è pari a 117,46 centesimi di euro per metro cubo (-9,9% su febbraio). Lo rende noto Arera. Il prezzo è così suddiviso: 48,41 centesimi di euro (pari al 41,22% del totale della bolletta) per l’approvvigionamento del gas naturale e per le attività connesse; 6,15 centesimi di euro (5,23% del totale della bolletta) per la vendita al dettaglio; 26,80 centesimi di euro (22,82% del totale della bolletta) per i servizi di distribuzione, misura, trasporto, perequazione della distribuzione, qualità; 2,94 centesimi di euro (2,5% del totale della bolletta) per gli oneri generali di sistema; 33,15 centesimi di euro (28,23% del totale della bolletta) per le imposte.

La componente del prezzo del gas a copertura dei costi di approvvigionamento, applicata ai clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità, viene aggiornata da Arera come media mensile del prezzo sul mercato all’ingrosso italiano (il PSV day ahead) e pubblicata entro i primi 2 giorni lavorativi del mese successivo a quello di riferimento. Per il mese di marzo, che ha visto le quotazioni all’ingrosso in deciso calo rispetto a quelle registrate a febbraio, il prezzo della sola materia prima gas (CMEM,m), per i clienti nel servizio di tutela della vulnerabilità, è pari a 42,52 euro/MWh.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Edison, 270 milioni per nuova capacità rinnovabile in Sicilia

MILANO (ITALPRESS) – Edison annuncia di avere in corso cantieri in Sicilia per la realizzazione di 230 MW di nuova capacità rinnovabile, in linea con il Piano Strategico del Gruppo che prevede 5 GW di potenza green in Italia, coprendo almeno il 40% del mix di generazione elettrica al 2030.

Si tratta di nuovi impianti fotovoltaici in costruzione nelle province di Palermo e Trapani, per un investimento complessivo di oltre 270 milioni. I lavori, coordinati dalla Divisione Ingegneria di Edison, impiegano complessivamente oltre 500 maestranze e 100 imprese fornitrici. La messa in esercizio dei nuovi impianti è prevista tra il 2026 e il 2027.

“La Sicilia svolge un ruolo cardine nella transizione energetica, strategico per il Mezzogiorno e per il Paese. E qui stiamo lavorando a un importante consolidamento e crescita nelle energie rinnovabili, con le responsabilità di un operatore che è presente da oltre 20 anni nella regione e che si impegna ogni giorno a collaborare con le comunità locali nel rispetto delle peculiarità e delle esigenze del territorio”, commenta Marco Stangalino, Executive Vice President Power Asset Edison. “Attraverso gli investimenti in atto diamo un contributo fondamentale agli obiettivi di decarbonizzazione del Paese e allo stesso tempo offriamo uno stimolo importante al tessuto socio-economico locale, per costruire una transizione sostenibile e di valore per tutti“, aggiunge.

Edison rende inoltre noto che sono in corso gli iter autorizzativi per circa 600 MW, tra progetti fotovoltaici (265 MW) ed eolici (330 MW). Di questi, 5 impianti fotovoltaici per 88 MW hanno recentemente ottenuto tutte le autorizzazioni e andranno ad aggiungersi ai cantieri già aperti. Nell’ambito del piano di sviluppo di Edison, la Sicilia è un territorio altamente strategico.

Al momento, il Gruppo detiene e gestisce nella regione 4 impianti eolici da 104 MW situati nelle province di Trapani, Enna e Messina, e due impianti fotovoltaici per complessivi 46 MW. Inoltre, Edison ha in sviluppo, attraverso la JV Wind Energy Pozzallo, un progetto di eolico offshore al largo di Pozzallo, a oltre 25 km dalla costa, per una potenza installata pari a 975 MW, per cui prevede di avviare la domanda di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Mase entro l’estate.

L’impianto contribuirà significativamente ai target nazionali di crescita di nuova capacità rinnovabile installata e alla decarbonizzazione della produzione elettrica (si stima che consentirà di evitare l’emissione di oltre 780.000 ton/anno di CO2).

La sua realizzazione, inoltre, potrà generare un significativo indotto in fase di costruzione (prevista in 3 anni) sia nella fase operativa e di manutenzione pari ad almeno un trentennio. Il piano di crescita di Edison nelle rinnovabili prevede anche lo sviluppo dei necessari strumenti di flessibilità, come i pompaggi idroelettrici, al fine di garantire la sicurezza e l’adeguatezza del sistema elettrico italiano.

L’obiettivo strategico del Gruppo è di costruire almeno 500 MW di strumenti di accumulo in Italia. A Villarosa, in provincia di Enna, Edison prevede di sviluppare un impianto di pompaggio con una potenza di circa 300 MW. Ad oggi, il Gruppo ha ottenuto giudizio positivo di compatibilità ambientale ed è in attesa della conclusione dell’iter concessorio presso la Regione Siciliana e dell’iter di Autorizzazione Unica presso il MASE. Per lo sviluppo di questo progetto, Edison ha sottoscritto nel 2024 un accordo programmatico con WeBuild, che coinvolge anche il progetto di pompaggio idroelettrico di Pescopagano (PZ).

-Foto ufficio stampa Edison-
(ITALPRESS).

Dalla salute al clima, Generali Partner del Paese sulle grandi sfide

ROMA (ITALPRESS) – E’ stato presentato oggi a Roma l’evento “Generali Partner del Paese sulle grandi sfide contemporanee: Salute&Welfare e CatNat&Climate Change”, alla presenza di Istituzioni, Partner, media e Rete distributiva, oltre al top management della Country Italia. Un impegno, quello della prima Compagnia assicurativa in Italia che ha registrato una raccolta premi record al 2024 pari a 32,1 miliardi di euro, per dare risposte concrete alle principali sfide contemporanee, contribuire alla crescita economica del Paese in ottica di partnership virtuosa pubblico-privato ed essere al fianco di famiglie, imprese, Reti e comunità. All’evento sono state presentate le linee di sviluppo del piano triennale di Generali Countrty Italia in coerenza con la strategia di Gruppo “Lifetime Partner 27: Driving Excellence”.

“I risultati ottenuti nell’ultimo triennio rafforzano la nostra leadership a livello nazionale e confermano la solidità di Generali in Italia, con una raccolta record nel 2024 a 32,1 miliardi di euro – ha affermato Giancarlo Fancel, Country Manager e Ceo di Generali Italia -. Abbiamo oltre 190 anni di Storia all’insegna della protezione di famiglie, imprese e territori e vogliamo mettere questo patrimonio di esperienze, competenze e valori a disposizione di tutto il Sistema. La questione demografica e il cambiamento climatico sono sfide che mettono in evidenza il ruolo sociale del nostro essere assicuratori e noi intendiamo confermarci come solido Partner del Paese per contribuire alla crescita economica, sociale e ambientale. Nei prossimi tre anni continueremo a investire anche in innovazione con oltre 325 milioni di euro su Dati e Intelligenza Artificiale”.

Generali sostiene lo sviluppo economico e sociale, protegge il risparmio, promuove il patrimonio storico e artistico e crea valore per clienti, azionisti, agenti e per l’intero Sistema Paese. La Compagnia è il riferimento di oltre 11 milioni di clienti, 1 famiglia su 3 e 1 impresa su 4 assicurate, ed è una delle principali casseforti con più di 150 miliardi di euro di masse in gestione tra risparmi, investimenti e fondi pensione, garantendo un costante supporto all’economia reale con oltre 50 miliardi investiti in emittenti ed asset italiani, a livello di Gruppo.

In coerenza con il Piano Strategico di Gruppo “Lifetime Partner 27: Driving Excellence”, Generali Country Italia ha tracciato le priorità del Piano Industriale 2025-2027che si fonda su: Protezione per accompagnare le famiglie nella gestione quotidiana, nella pianificazione del futuro e nella tutela dei beni; Salute e Welfare per garantire a sempre più persone, soluzioni di prevenzione, protezione, assistenza e accesso alle migliori cure, ampliando l’offerta di servizi health&welfare per clienti e imprese; Eccellenza Rete per garantire consulenza di valore ai clienti con la spinta su adozione di strumenti digitali e un modello di servizio omnichannel degli Agenti, attraverso un approccio “human tech” per un’esperienza sempre più distintiva e personalizzata; Scale Up Innovazione per portare a scala l’utilizzo di tecnologia, Dati, intelligenza artificiale generativa e Automazione, per la crescita della Compagnia con investimenti per oltre 325 milioni di euro.

In questi anni la Compagnia ha sviluppato modelli di business distintivi per offrire soluzioni concrete, capaci di garantire risposte tempestive e capillari attraverso il coinvolgimento della Rete diffusa su tutto il territorio.

In ambito Salute e Welfare, la Compagnia ha lanciato la business unit Health&Welfare, un esempio sul mercato italiano in linea con le best practice internazionali che unisce in un unico polo i segmenti di business Malattia e Infortuni per i clienti Retail, Imprese e Employee Benefits (Collettive), con un’offerta integrata per la prevenzione e la protezione della salute di famiglie, lavoratori e imprese. Il network Welion di strutture sanitarie d’eccellenza oggi conta più di 13mila centri diffusi in ogni provincia per garantire elevati livelli di servizio, a supporto del sistema sanitario nazionale.

Sul fronte del climate change, invece, Generali in Italia ha varato un modello che coniuga conoscenza, innovazione, responsabilità sociale e di business, con un focus su prevenzione, capillarità e tempestività della risposta, anche grazie ad un Climate Change Lab dedicato e al protocollo di emergenza “Qui per Voi”. Da quasi un anno la Compagnia ha lanciato, per prima sul mercato, una nuova soluzione assicurativa per la protezione dai rischi cat/nat e complementare alle offerte dedicate ai diversi comparti di business (commercio, artigiani, Pmi, turismo, professionisti), integrando componenti di prevenzione, protezione, servizi e tecnologia, per anticipare i bisogni delle imprese. Con questa soluzione assicurativa Generali ha messo a disposizione del motore produttivo dell’Italia una risposta concreta su una sfida decisiva per la sostenibilità di tutto il Sistema Paese.

Nel pomeriggio, l’evento continua con “Generali Partner del Paese – Protection Day”, un dialogo sulla protezione con autorevoli esperti sulla longevità, la salute e le prospettive di una società che vive più a lungo. L’iniziativa, in diretta su YouTube sul canale di Generali Italia, rappresenta anche un evento diffuso su tutto il territorio grazie alle 700 agenzie che accoglieranno oltre 5.000 clienti per seguire l’evento in diretta da Roma e proseguire col dibattito sulle piazze locali.

– foto ufficio stampa Generali –

(ITALPRESS).

Dalla salute al clima, Generali Partner del Paese sulle grandi sfide

ROMA (ITALPRESS) – E’ stato presentato oggi a Roma l’evento “Generali Partner del Paese sulle grandi sfide contemporanee: Salute&Welfare e CatNat&Climate Change”, alla presenza di Istituzioni, Partner, media e Rete distributiva, oltre al top management della Country Italia. Un impegno, quello della prima Compagnia assicurativa in Italia che ha registrato una raccolta premi record al 2024 pari a 32,1 miliardi di euro, per dare risposte concrete alle principali sfide contemporanee, contribuire alla crescita economica del Paese in ottica di partnership virtuosa pubblico-privato ed essere al fianco di famiglie, imprese, Reti e comunità. All’evento sono state presentate le linee di sviluppo del piano triennale di Generali Countrty Italia in coerenza con la strategia di Gruppo “Lifetime Partner 27: Driving Excellence”.
“I risultati ottenuti nell’ultimo triennio rafforzano la nostra leadership a livello nazionale e confermano la solidità di Generali in Italia, con una raccolta record nel 2024 a 32,1 miliardi di euro – ha affermato Giancarlo Fancel, Country Manager e Ceo di Generali Italia -. Abbiamo oltre 190 anni di Storia all’insegna della protezione di famiglie, imprese e territori e vogliamo mettere questo patrimonio di esperienze, competenze e valori a disposizione di tutto il Sistema. La questione demografica e il cambiamento climatico sono sfide che mettono in evidenza il ruolo sociale del nostro essere assicuratori e noi intendiamo confermarci come solido Partner del Paese per contribuire alla crescita economica, sociale e ambientale. Nei prossimi tre anni continueremo a investire anche in innovazione con oltre 325 milioni di euro su Dati e Intelligenza Artificiale”.
Generali sostiene lo sviluppo economico e sociale, protegge il risparmio, promuove il patrimonio storico e artistico e crea valore per clienti, azionisti, agenti e per l’intero Sistema Paese. La Compagnia è il riferimento di oltre 11 milioni di clienti, 1 famiglia su 3 e 1 impresa su 4 assicurate, ed è una delle principali casseforti con più di 150 miliardi di euro di masse in gestione tra risparmi, investimenti e fondi pensione, garantendo un costante supporto all’economia reale con oltre 50 miliardi investiti in emittenti ed asset italiani, a livello di Gruppo.
In coerenza con il Piano Strategico di Gruppo “Lifetime Partner 27: Driving Excellence”, Generali Country Italia ha tracciato le priorità del Piano Industriale 2025-2027che si fonda su: Protezione per accompagnare le famiglie nella gestione quotidiana, nella pianificazione del futuro e nella tutela dei beni; Salute e Welfare per garantire a sempre più persone, soluzioni di prevenzione, protezione, assistenza e accesso alle migliori cure, ampliando l’offerta di servizi health&welfare per clienti e imprese; Eccellenza Rete per garantire consulenza di valore ai clienti con la spinta su adozione di strumenti digitali e un modello di servizio omnichannel degli Agenti, attraverso un approccio “human tech” per un’esperienza sempre più distintiva e personalizzata; Scale Up Innovazione per portare a scala l’utilizzo di tecnologia, Dati, intelligenza artificiale generativa e Automazione, per la crescita della Compagnia con investimenti per oltre 325 milioni di euro.
In questi anni la Compagnia ha sviluppato modelli di business distintivi per offrire soluzioni concrete, capaci di garantire risposte tempestive e capillari attraverso il coinvolgimento della Rete diffusa su tutto il territorio.
In ambito Salute e Welfare, la Compagnia ha lanciato la business unit Health&Welfare, un esempio sul mercato italiano in linea con le best practice internazionali che unisce in un unico polo i segmenti di business Malattia e Infortuni per i clienti Retail, Imprese e Employee Benefits (Collettive), con un’offerta integrata per la prevenzione e la protezione della salute di famiglie, lavoratori e imprese. Il network Welion di strutture sanitarie d’eccellenza oggi conta più di 13mila centri diffusi in ogni provincia per garantire elevati livelli di servizio, a supporto del sistema sanitario nazionale.
Sul fronte del climate change, invece, Generali in Italia ha varato un modello che coniuga conoscenza, innovazione, responsabilità sociale e di business, con un focus su prevenzione, capillarità e tempestività della risposta, anche grazie ad un Climate Change Lab dedicato e al protocollo di emergenza “Qui per Voi”. Da quasi un anno la Compagnia ha lanciato, per prima sul mercato, una nuova soluzione assicurativa per la protezione dai rischi cat/nat e complementare alle offerte dedicate ai diversi comparti di business (commercio, artigiani, Pmi, turismo, professionisti), integrando componenti di prevenzione, protezione, servizi e tecnologia, per anticipare i bisogni delle imprese. Con questa soluzione assicurativa Generali ha messo a disposizione del motore produttivo dell’Italia una risposta concreta su una sfida decisiva per la sostenibilità di tutto il Sistema Paese.
Nel pomeriggio, l’evento continua con “Generali Partner del Paese – Protection Day”, un dialogo sulla protezione con autorevoli esperti sulla longevità, la salute e le prospettive di una società che vive più a lungo. L’iniziativa, in diretta su YouTube sul canale di Generali Italia, rappresenta anche un evento diffuso su tutto il territorio grazie alle 700 agenzie che accoglieranno oltre 5.000 clienti per seguire l’evento in diretta da Roma e proseguire col dibattito sulle piazze locali.

– foto ufficio stampa Generali –
(ITALPRESS).

Campi Flegrei, De Luca “Calo turismo inevitabile, ma non drammatizziamo”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Era inevitabile che ci fosse qualche ricaduta anche dal punto di vista delle presenze: non drammatizziamo, facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità per garantire servizi e attività di prevenzione”. Lo dice il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che a Napoli, a margine della conferenza stampa di presentazione del progetto definitivo del nuovo ospedale Santobono, risponde così a chi gli chiede un commento sull’allarme lanciato da Federalberghi Campi Flegrei in relazione al -20% di prenotazioni rispetto all’anno scorso nelle strutture ricettive per i giorni di Pasqua.

“Per quello che ci riguarda come Regione – spiega il governatore – ho fatto una richiesta di aiuto per i residenti per le rate dei mutui che stanno pagando nella zona a rischio, ma anche per la dilazione dei contributi per le imprese commerciali e artigianali. Mi ha risposto il ministro Musumeci confermandomi che il tema sarà all’attenzione del Governo e potremo avere un aiuto”.

 “La Regione auspica che questo aiuto venga quanto prima, comunque abbiamo lanciato l’idea e mi pare sia stata accolta. Poi – prosegue De Luca – abbiamo realizzato un’area di attesa, una seconda area che ci è stata sollecitata dai comuni interessati dove però l’attività interna viene svolta dai comuni stessi e stiamo garantendo particolare attenzione con le nostre strutture sanitarie, Napoli 1 e 2 in particolare, per dare un’assistenza psicologica. Per il resto – chiosa il presidente della Campania – dobbiamo augurarci che vada tutto bene, non siamo in grado di prevedere altro”.

SUI DAZI “DANNO DA MEZZO MILIARDO DI EURO”

“Noi valutiamo che per quanto riguarda i principali flussi di esportazione della Campania negli Stati Uniti avremo un danno di mezzo miliardo di euro – aggiunge De Luca parlando anche dei dazi nel giorno in cui si attende l’annuncio ufficiale sulla loro introduzione da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump – “Dobbiamo sapere che ci sarà un problema, in modo particolare per l’agroalimentare e per il settore farmaceutico – sostiene il governatore -. Dobbiamo sapere – prosegue – che possiamo subire dei colpi anche rilevanti. Dobbiamo aprire in ogni caso una trattativa con gli Usa” dice De Luca anche se “i personaggi non sono particolarmente affidabili”.

“Guardo al modo di presentarsi di Trump e di un altro squinternato come Musk, non molto equilibrato: sappiamo che sono interlocutori difficili ma dobbiamo aprire una trattativa, se le cose trovano un punto di equilibrio andiamo avanti”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Dazi, Meloni “Se serve, ci saranno risposte adeguate”

Dazi, Meloni

ROMA (ITALPRESS) – “Il compito della politica è valorizzare i prodotti agroalimentari che raccontano la millenaria vocazione dell’Italia e sono richiesti in tutto il mondo, a partire dall’Europa; gli Stati Uniti sono il secondo mercato di destinazione dei nostri prodotti, con un export che nel 2024 è salito del 17%”. Lo afferma il presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la prima edizione del Premio Maestro dell’Arte della Cucina italiana.
“Quello americano per noi è un mercato fondamentale ed è evidente che l’introduzione di nuovi dazi avrebbe risvolti pesanti per i produttori italiani – continua Meloni -. Personalmente ritengo che sarebbe un’ingiustizia anche per molti americani, perché limiterebbe la possibilità di acquistare e consumare le nostre eccellenze solo a chi ha la capacità economica di spendere di più. Bisogna lavorare per scongiurare in tutti i modi possibili una guerra commerciale, che non avvantaggerebbe né gli Stati Uniti né l’Europa: non escludo che, se necessario, vadano immaginate risposte adeguate a difendere le nostre produzioni”.

xd8/sat/mca2
(fonte video: Palazzo Chigi)

Made in Italy, Urso incontra i rappresentanti dell’industria agroalimentare italiana

PARMA (ITALPRESS) – In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy (#giornatamadeinitaly2025), che si terrà il 15 aprile, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha incontrato presso la sede dell’Unione Parmense degli Industriali (U.P.I.) a Parma, i rappresentanti dell’industria agroalimentare italiana. In cima alle preoccupazioni dell’industria agroalimentare italiana l’introduzione dei dazi americani e il loro impatto sul commercio mondiale, lo sviluppo dell’export, la promozione del Made in Italy, la competitività dell’industria e la crescente rilevanza del Green & Tech, ovvero l’importanza della transizione tecnologica dell’agroalimentare per un’industria più sostenibile e innovativa.

“L’incontro di oggi è particolarmente significativo in vista della Giornata Nazionale del Made in Italy, che abbiamo istituito per celebrare il genio italiano – ha osservato Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy -. Identità e innovazione sono i due asset strategici a cui aggiungo internazionalizzazione. Alle tradizionali caratteristiche del nostro prodotto, bello, buono e ben fatto, va aggiunta anche la sostenibilità per affrontare al meglio le numerose sfide sul piano globale. L’agroalimentare è un settore trainante, che ci ha fatto diventare grandi nel mondo. Oggi siamo il quarto Paese esportatore proprio grazie all’alimentazione e anche alla farmaceutica. Siamo un grande attore e possiamo esserlo sempre più nel futuro. Nel 2024 i nostri lavoratori hanno recuperato il potere d’acquisto sia perché l’inflazione è diminuita, sia perché si sono firmati numerosi contratti collettivi nazionali”.

“È stato un anno di svolta in cui è cresciuta anche la produttività e gli investimenti esteri nel nostro Paese. Inoltre, abbiamo insediato il tavolo sull’agroindustria nell’ottica di favorire una visione di sistema indispensabile per il rilancio e la tutela del comparto – ha proseguito Urso -. Il Governo è in prima fila per contrastare il Nutriscore, uno strumento che danneggia le eccellenze Made in Italy. Dobbiamo capire che dopo la guerra fredda e la piena globalizzazione siamo in una nuova fase. Oggi occorre affrontare la realtà in considerazione anche dei dazi. Si tratta di una materia che rientra nella competenza europea, pertanto, chiederemo cautela nel reagire ai dazi con altri dazi per evitare un impatto negativo che colpirebbe fortemente un Paese come il nostro. Ragioniamo con responsabilità per utilizzare misure più efficaci nel convincere gli Stati Uniti a cambiare o ridurre le minacce daziarie. È opportuno accelerare la stipulazione di accordi bilaterali di libero scambio per accompagnare le nostre imprese in nuovi mercati in crescita nell’area indopacifica, puntando anche all’Africa e all’America Latina. Vanno, infine, previste misure compensative per i settori più esposti, e, soprattutto, bisogna puntare su una nuova politica industriale che tuteli il mercato interno”.

Secondo Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare, “la giornata odierna riveste una importanza strategica per il mondo dell’industria agroalimentare e per le nostre filiere. La presenza del ministro Urso testimonia la vicinanza del Governo al mondo dell’industria agroalimentare e questo rappresenta un elemento di grande fiducia e di attenzione. Il Made in Italy identifica l’italianità nel mondo, è uno dei migliori ambasciatori all’estero per qualità, sicurezza e sostenibilità dei prodotti com’è dimostrato dai dati dell’export, che nell’ultimo anno è cresciuto dell’8,6% – ha aggiunto -. Tuttavia, le fibrillazioni che arrivano da Occidente e da Oriente ci spingono a riflettere su quali strategie dovremo adottare per restare competitivi e per continuare a incidere positivamente sul PIL nazionale. Come industria abbiamo bisogno di certezze per poter programmare gli investimenti, e di politiche nazionali e comunitarie che ci proteggano. In questo scenario, l’eventuale applicazione dei dazi americani al nostro export ci preoccupa. Ulteriore elemento che ci preoccupa è la Sugar Tax. Per noi è fondamentale che l’introduzione della tassa venga prorogata almeno di un anno ma auspichiamo che nel corso della legislatura, e nelle future Leggi di Bilancio, si possano trovare le coperture finanziarie strutturali per eliminarla definitivamente. Concludo confermando che Federalimentare è pronta a collaborare con il Governo per affrontare le sfide del presente e per continuare a costruire un futuro in cui l’industria alimentare italiana possa crescere, innovare e rappresentare con orgoglio il nostro Paese nel mondo”.

“Il settore agroalimentare rappresenta uno degli elementi portanti del Made in Italy ed è asset fondamentale della competitività dell’industria italiana nel mondo. Il commercio estero gioca un ruolo centrale – ha affermato il presidente di Confindustria Emilia-Romagna, Annalisa Sassi –: occorre una politica industriale che utilizzi in modo sinergico tutti gli strumenti per mettere le imprese nelle migliori condizioni di continuare a investire ed esportare, dagli accordi commerciali alla promozione sino alle infrastrutture strategiche. Il momento è complesso e richiede grande capacità di adattamento. Dobbiamo fare tutto il possibile per rilanciare l’eccellenza del settore a livello internazionale, anche individuando nuove opportunità e mercati grazie allo spirito di collaborazione e creatività che ci contraddistingue. Per questo guardiamo con attesa positiva alla definizione di una visione e di una strategia di sviluppo per l’industria italiana nel mondo”.

Per Gabriele Buia, presidente Unione Parmense degli Industriali. “con oltre mille imprese e 15mila dipendenti, un fatturato di 9,2 miliardi di euro e un valore delle esportazioni pari al 5% del totale nazionale, il comparto alimentare parmense rappresenta un unicum nel panorama italiano per qualità, diversificazione e apprezzamento dei suoi tanti prodotti sulle tavole di tutto il mondo. Un immenso patrimonio che contribuisce alla riconoscibilità internazionale del Made in Italy e che anche per questo va valorizzato”.

Tra gli altri, hanno preso parte all’incontro: Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna; Michele Guerra, Sindaco di Parma; Paolo Barilla, presidente Unione Italiana Food; Lorenzo Beretta, presidente Assica; Riccardo Cassetta; vicepresidente Federalimentare, past president Assitol; Francesco Mutti, presidente Centromarca, vicepresidente vicario Anicav e Paolo Zanetti, presidente Assolatte.

– foto Ital Communications –

(ITALPRESS).

A Melfi arriva la nuova DS n°8, Mariani “Grandissimo orgoglio”

A Melfi arriva la nuova DS n°8, Mariani

MELFI (ITALPRESS) – “Il DS numero 8 è la prima auto francese che viene prodotta qui a Melfi, per noi questo è un grandissimo orgoglio. Rappresenta la nuova era di DS, abbiamo 10 anni e proseguiamo. Numero 8 arriva nel 2025, avremo anche altri lanci nel futuro per far progredire il brand e consolidarlo”. Lo ha detto Alessandra Mariani, direttrice Marketing DS Italia, a margine della presentazione della nuova DS n°8, presentata a Melfi.

xc2/pc/mca2

Molea “Cultura e sport, momento non semplice in Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “In questo momento lo stato di salute dello sport italiano non è certamente dei migliori. Non lo è per tutte le note vicende che accompagnano la riforma dello sport, l’introduzione del lavoro sportivo e tutta una serie di incombenze nuove che gravano sulle spalle dei presidenti delle società sportive. Quindi è un momento di grande preoccupazione, di carichi di lavoro e di nuove responsabilità, è un momento in cui lo stato in generale di salute dello sport è aggravato da preoccupazioni non di poco conto”. A parlare del momento non semplice dello sport italiano è Bruno Molea, presidente di Aics, Associazione Italiana Cultura Sport, nonché membro di Giunta Coni, componente del Cnel e numero uno di Fictus, la Federazione degli enti culturali, di turismo sociale e sport di base.

mc/azn

Immobili storici a Vicenza, tra tutela e pericolo

(Articolo di Jonathan Gabrieletto sugli immobili di Vicenza da Vicenza In Centro n. 4-2025).

Vicenza, città d’arte e di storia, si trova a dover affrontare un dilemma sempre più pressante: come conciliare la tutela del patrimonio storico-artistico con la sicurezza dei cittadini? I casi balzati agli onori della cronaca nell’ultimo periodo (il muro nei pressi della chiesetta di S.Giorgio, il muro perimetrale della stradella Valmarana o l’edificio pericolante di via Baracca) ne sono un esempio lampante. Da un lato, la normativa vigente impone la tutela e la conservazione degli edifici storici, riconoscendone il valore inestimabile per l’identità culturale di una comunità. Dall’altro, la sicurezza pubblica non può essere trascurata, soprattutto quando un edificio rischia di crollare. È questo il paradosso che si vive in molte città italiane, e Vicenza non fa eccezione. L’edificio di via Baracca, ad esempio, una dimora rurale storica risalente all’Ottocento, ormai in stato di abbandono da decenni, rappresenta un pericolo concreto per chi abita nelle vicinanze. Nella notte tra il 26 e il 27 marzo di un anno fa il tetto e parte della muratura perimetrale sono crollati sotto le sferzate del maltempo, riversandosi sulla sede stradale.
Il tratto di carreggiata antistante l’edificio è a tutt’oggi, dopo un anno, transennato per metà, con conseguente disagio per il traffico veicolare nonché per i pedoni che vedono inibito anche il transito sul marciapiede. Senza contare che proprio di fronte c’è una scuola materna. La fatiscenza dell’edificio è lampante e andrebbe senz’altro demolito. Nonostante le segnalazioni dei residenti e le richieste di intervento, la situazione sembra impigliarsi tra le maglie della burocrazia e le difficoltà legate alla tutela del patrimonio. I vincoli posti sugli edifici storici, pur necessari per preservarne l’integrità, a volte possono diventare un ostacolo agli interventi di consolidamento e restauro. Le procedure autorizzative sono spesso lunghe e complesse, e i costi di intervento sono elevati. Di conseguenza, molti edifici finiscono per deteriorarsi ulteriormente, trasformandosi in un pericolo per la collettività. È urgente trovare una soluzione a questi problemi; un’iniziativa che coinvolga tutte le istituzioni competenti: amministrazioni locali, soprintendenze, tecnici specializzati e proprietari degli immobili. Occorre mettere a punto procedure più snelle e incentivare gli interventi di recupero, magari attraverso agevolazioni fiscali o finanziamenti pubblici. Inoltre, è fondamentale sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di preservare il patrimonio storico, ma anche sulla necessità di garantire la sicurezza delle persone. I casi qui citati non sono isolati e il recupero di queste costruzioni rappresenta una sfida che molte città italiane, non solo Vicenza, sono chiamate ad affrontare. La tutela del patrimonio culturale e la sicurezza pubblica non sono due obiettivi contrapposti, ma possono e devono coesistere. Trovare un equilibrio tra queste due esigenze è fondamentale per garantire un futuro ai nostri centri e per tutelare la qualità della vita dei cittadini.