mercoledì, Novembre 4, 2026
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Verona, locazioni turistiche: tredici imprenditori annunciano ricorso contro la Variante 70

Le locazioni turistiche a Verona aprono un nuovo fronte di confronto sulla residenzialità. Tredici imprenditori annunciano un ricorso al Tar contro la Variante 70: contestano i limiti alle nuove attività nel centro storico e chiedono incentivi agli affitti lunghi, controlli e regole differenziate.

Il deposito è previsto nei prossimi giorni, secondo l’annuncio del gruppo del 20 ottobre riportato da Verona News sul ricorso annunciato dagli operatori. L’iniziativa sarà promossa dai singoli imprenditori, senza una rappresentanza formale delle associazioni di categoria. La notizia riguarda quindi l’intenzione di impugnare il provvedimento, non una decisione dei giudici.

Locazioni turistiche a Verona: le contestazioni degli operatori

La Variante 70 al Piano degli Interventi interviene sulle destinazioni d’uso nel centro storico. Il gruppo dichiara di condividere la tutela degli abitanti e del patrimonio cittadino, ma giudica sproporzionate le misure individuate. Maurizio Galli, fra i rappresentanti, teme che i limiti penalizzino le imprese senza rendere automaticamente disponibili più case per i residenti.

Giuliano Occhipinti contesta invece l’assimilazione delle locazioni turistiche alle strutture ricettive. Nella lettura degli imprenditori, concedere un appartamento senza servizi alberghieri richiede una disciplina distinta. Gli operatori segnalano anche una disparità fra attività esistenti e nuovi ingressi nel mercato.

Un ulteriore timore riguarda gli effetti territoriali: restringere l’intervento al centro potrebbe trasferire la pressione turistica in altri quartieri. Secondo il gruppo, inoltre, un immobile sottratto agli affitti brevi potrebbe restare vuoto anziché passare alla locazione di lunga durata.

Controlli e incentivi fra le alternative proposte

Le richieste comprendono verifiche più efficaci sulle norme vigenti, eliminazione delle key box, criteri diversi fra zone e incentivi per affittare a lavoratori e studenti. Gli imprenditori chiedono al Comune di riesaminare le scelte e si dichiarano disponibili al dialogo.

La discussione si intreccia con le politiche comunali per recuperare alloggi sfitti e sostenere i giovani lavoratori illustrate dall’assessora Luisa Ceni. L’aumento delle abitazioni accessibili resta il punto comune del confronto; sulle modalità per ottenerlo emergono posizioni differenti.

McEnroe incorona Alcaraz: “È la cosa migliore successa al tennis negli ultimi 10 anni”

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(Adnkronos) –
John McEnroe torna a parlare di Carlos Alcaraz e ribadisce tutta la sua ammirazione per il campione spagnolo. L’ex numero uno del mondo, recentemente in Spagna, è stato protagonista di un’intervista a ‘La Revuelta’, durante la quale ha rinnovato la sua preferenza per il talento di Murcia, sottolineando quanto sia mancato al tennis negli oltre quattro mesi di assenza a causa dell’infortunio al polso. “Alcaraz è il migliore, è il mio giocatore preferito. È la cosa migliore che sia successa al tennis negli ultimi dieci anni. E non lo dico solo perché mi trovo a Madrid. È incredibile, siamo davvero fortunati ad averlo. Sono felice che sia tornato perché, quando era fuori, il tennis era più noioso”. 

Parole che confermano una stima già manifestata in diverse occasioni. L’ex campione statunitense apprezza soprattutto la varietà del gioco di Alcaraz, una caratteristica che, a suo giudizio, lo rende particolarmente spettacolare anche nel confronto con Jannik Sinner. Nel corso dell’intervista, McEnroe non si è limitato a celebrare Alcaraz, ma ha allargato il discorso al movimento tennistico spagnolo, soffermandosi in particolare su Rafael Nadal, il campione che ha contribuito a trasformare la storia di questo sport. 

Secondo McEnroe, l’arrivo di Nadal ha rappresentato un punto di svolta per il tennis spagnolo, aprendo una stagione di successi che oggi trova continuità con Alcaraz e con l’emergere di nuovi talenti come Rafa Jodar. “Rafa ha cambiato tutto. È spuntato dal nulla e ha trasformato il tennis spagnolo. Lo guardavo e pensavo: “Come fa a fare queste cose? Negli Stati Uniti è da tanto tempo che non vinciamo uno Slam, mentre Nadal, da solo, ne ha già conquistati 22. E’ straordinario”. 

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sport

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Lease 2026, il 28 e 29 ottobre torna a Milano il Salone del Leasing organizzato da Assilea

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(Adnkronos) – Scenari internazionali e sfide del leasing, politiche europee, mercati e investimenti, A.I. e fattori di cambiamento, transizione energetica e capitale umano, banche e intermediari creditizi, imprese e pubbliche amministrazioni, normativa e semplificazione, sono i principali temi di confronto delle 12 tra tavole rotonde e interventi, organizzati in 3 sessioni tematiche: 28 ottobre Sessione I – La nuova geoeconomia: mercato, credito e investimenti; Sessione II – Le frontiere del leasing tra regolamentazione e innovazione. Il 29 ottobre Sessione III – Il leasing che abilita il cambiamento: Immobiliare, Strumentale, Auto. Tra gli altri, in calendario i contributi e gli interventi di Angelo Camilli, vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco, Gregorio De Felice, chief economist Intesa Sanpaolo, Alessandro Fontana, direttore Centro Studi Confindustria, Marco Fortis, vicepresidente e direttore Fondazione Edison, Paolo Gerardini, vicepresidente Assolombarda con delega al Credito e alla Finanza Renato Loiero, consigliere del Presidente del Consiglio per le politiche di bilancio, Antonio Patuelli, presidente Abi, Almorò Rubin de Cervin, capo del dipartimento Regolamentazione e vigilanza bancaria della Dg Stabilità finanziaria, servizi finanziari e Unione dei mercati dei capitali della Commissione europea. 

Nel periodo gennaio-settembre 2026 lo stipulato leasing è cresciuto del +3,2%, segnando un picco nel 2° trimestre e una sostanziale stabilità nel 3°, con un volume di 27 mld di euro e un incremento particolarmente solido del comparto Immobiliare. I Beni strumentali mostrano una stabilizzazione, cresce il settore Auto, con un’elevata incidenza delle alimentazioni green. In Europa il leasing si conferma una delle forme di finanziamento più rilevanti per le PMI e primeggia insieme alle linee di credito/scoperto di conto corrente, posizionandosi ben davanti ai finanziamenti bancari, ai crediti bancari agevolati e al credito per il commercio. Il nostro Paese si assesta al 4° posto per stipulato e l’industria del leasing italiana, guardando a economie paragonabili come quelle di Francia e Germania, presenta ancora margini di espansione. “Il leasing è un ecosistema al servizio della crescita, dello sviluppo e dell’ammodernamento delle imprese e il Salone è il momento in cui suoi principali attori si incontrano, dialogano con le istituzioni italiane ed europee e le associazioni di categoria e si interrogano sul futuro – spiega Paolo Guzzetti, presidente di Assilea – Nonostante il perdurare di un contesto di elevata incertezza per le imprese, causato dalle tensioni geoeconomiche e dalla ridefinizione dei rapporti commerciali in atto a livello globale, anche nel 2026 cresce il sostegno del credito leasing alle PMI italiane e lo stipulato chiude i primi nove mesi dell’anno in positivo. Dalla lettura dei dati e, soprattutto, dagli autorevoli interventi che saranno ospitati a Lease 2026, potranno emergere riflessioni e indicazioni per la politica industriale del Paese e della Ue”.  

“L’edizione di Lease 2026 si arricchisce ulteriormente nell’offerta, sia in termini qualitativi, sia quantitativi – aggiunge Giuseppe Schlitzer, direttore generale di Assilea – partendo da un’analisi geopolitica ed economica, passando per la frontiera tecnologica, fino alle verticali sui tre mercati di riferimento. Il leasing rappresenta un formidabile strumento di sviluppo e, a maggior ragione nel contesto attuale, la riflessione del Salone è incentra su come svilupparlo per sostenere la propensione agli investimenti, sulla ricerca dell’equilibrio tra regolamentazione e accesso al credito, sul ruolo dell’Intelligenza artificiale e della transizione energetica e su quello delle politiche e degli incentivi”. Il settore Auto (autoveicoli, veicoli commerciali e veicoli industriali) si conferma il principale segmento del mercato leasing, con oltre il 62,1% dei volumi finanziati; seguono lo Strumentale (26,3%) e l’Immobiliare (8,9%). Il comparto Auto è in leggero aumento in valore (+2,0%), grazie alla spinta degli autoveicoli e dei veicoli industriali, mentre arretrano i veicoli commerciali dopo la forte crescita registrata nel 2025. Un’autovettura elettrica su quattro è finanziata in leasing o noleggio a lungo termine. Il leasing Strumentale segna un assestamento (-0,9%) da leggersi dopo il +15,2% del 2025, in particolare dovuto alla flessione del segmento “finanziario” sopra i 2,5 milioni di euro, e si conferma lo strumento di finanziamento preferito dalle PMI, scelto per il 67,3% degli investimenti con Nuova Sabatini, Industria 4.0 e Sabatini Green. Il leasing Immobiliare (+21,9%) cresce in tutti i comparti, con il picco del +35% del segmento ‘costruito’ (+77,5% per il taglio sopra i 2,5 milioni di euro), e, per tipologia, degli alberghi e dei centri ricreativi (+51,9%) e degli immobili ad uso ufficio (+45,0%). 

 

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economia

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Non solo Marracash, da Ghali a Kid Yugi: la voce dei rapper contro gli scontri a Milano

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(Adnkronos) – Da Marracash a Kid Yugi, passando per Ghali. Nelle ultime ore anche il mondo del rap ha rotto il silenzio sugli scontri e sugli episodi di violenza che si sono consumati nel weekend nelle principali città d’Italia. Attraverso i social, gli artisti hanno voluto dare voce alle vittime del sistema, a tutto ciò che spesso denunciano attraverso i testi delle loro canzoni. A creare ampio dibattito è stato, in particolare, Fabio Bartolo Rizzo, in arte Marracash, finito al centro delle polemiche per aver scritto: “Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio. Con le buone non cambi le cose”. Parole che gli utenti hanno decifrato come una sorta di incitamento alla violenza, dando vita a un acceso confronti nei commenti.  

Il rapper della Barona ha chiarito la sua posizione respingendo le accuse di chi lo ha criticato: “A tutti gli indignati sotto questo post, io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni”, scrive denunciando la violenza che “va condannata ma anche quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale. Per una generazione senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci messa ai margini davanti a una vetrina di status symbol che non avrà mai e il mantra che sei quello che hai e cioè niente”, conclude il rapper, “esistono molte forme di violenza”.  

Anche Ghali ha scelto i social per esprimere la propria vicinanza a chi scende in piazza: “A quelli che hanno il coraggio di affrontare discorsi scomodi e a chi, nel silenzio, cerca la pace con sé stesso. Continuate a lottare per ciò in cui credete, anche a costo di sembrare pesanti. La libertà di pensiero e d’animo è l’unica libertà di cui possiamo disporre in questa vita”.  

“Puntano il dito contro la violenza delle manifestazioni per delegittimarle, per togliere il diritto alle persone di ribellarsi a un sistema che non funziona”, scrive Sayf che critica chi si attacca solo agli episodi del weekend. “La violenza delle manifestazioni non è e non sarà mai paragonabile alla violenza con cui si permettono di togliere dignità alle vite delle persone”, aggiunge. Poi aggiunge: “Non c’è destra o sinistra, c’è un sotto e un sopra. E noi siamo tutti sotto”. Sayf entra poi nel merito delle proteste al Sud puntando il dito contro il silenzio dei media: “Vorrei che vi indignaste per il fatto che nessuno di noi ha più un futuro, per il fatto che l’1% della popolazione ha in mano il 99% delle ricchezze del mondo, o per il fatto che c’è un genocidio in atto nel nostro stesso condiviso mar mediterraneo, come vi indignate per delle vetrine rotte”. A condividere la sua rabbia anche Kid Yugi, che appena rientrato a Massafra, in Puglia ha raccontato le conseguenze delle proteste di autotrasportatori, che manifestano contro il caro carburante. Strade bloccate, supermercati vuoti e distributori senza carburante, “file interminabili di camionisti e agricoltori che chiedevano in ginocchio tutele che gli son state negate e la dignità di cui sono stati privati”. 

Anche Kid Yugi si è unito alla denuncia sul silenzio dei telegiornali e delle istituzioni su quello che accade al Sud. “La mia gente non merita questo, la Puglia non merita questo, il meridione non merita questo. Però so che prima o poi scoprirete cosa meritate voi, e sarà troppo tardi per fare ammenda”.  

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cronaca

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‘Comunicare l’Abitare’, a Roma il confronto su qualità della casa e accessibilità

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Si è svolta alla Casa dell’Architettura “Comunicare l’Abitare”, il think tank promosso da Casa Radio. Al centro del dibattito costi, rigenerazione urbana, innovazione tecnologica e qualità degli immobili. Rendere le abitazioni più salubri, sicure ed efficienti, mantenendole economicamente accessibili: è questa la sfida al centro della quarta edizione, che ha riunito professionisti, istituzioni, associazioni e imprese.

Inaugurata a Milano la mostra ‘Prototipi di futuro’, tra macchine, brevetti e tecnologia

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Inaugurata al Palazzo di Assolombarda la mostra ‘Prototipi di futuro. Macchine, brevetti, invenzioni, tecnologia e desideri alla Fiera di Milano’. Ideata e realizzata da Fondazione Fiera Milano in collaborazione con Assolombarda, in occasione dell’evento CES Unveiled Milan, l’esposizione mette in dialogo passato e presente, trasformando lo spazio in un piccolo campionario del futuro, tra intuizioni, scoperte e nuove possibilità e sarà visitabile dal 20 ottobre al 29 gennaio 2027.

Fabrizio Corona contro Mediaset: “Non ho paura, mi prendo responsabilità di quello che ho detto”

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(Adnkronos) – “Mi prendo la responsabilità di tutto quello che ho detto. Hanno sbagliato persona perché io non ho paura, ho fatto otto volte avanti e indietro dalla galera, per essere fermato mi devono sparare. Se pensano di avere ragione perché hanno voluto censurarmi?”. Così Fabrizio Corona al termine dell’udienza davanti alla giudice Stefania Novelli del Tribunale civile di Milano.  

A intentare la causa il gruppo Mediaset, Marina e Pier Silvio Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui per la puntata di ‘Falsissimo’ del 26 gennaio scorso con cui Corona avrebbe infangato i personaggi televisivi causando danni reputazionali e patrimoniali quantificati complessivamente in 160 milioni di euro.  

Nell’udienza tecnica le parti hanno avanzato la propria richiesta di ammissione delle prove, tema su cui la giudice si è riservata: potrà decidere se e quali prove ammettere oppure decidere.  

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cronaca

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Totti e la prima visita alla prostata: “Dottore, cosa vorrebbe fare con questo arnese…?”

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(Adnkronos) – Risate e applausi al Teatro Brancaccio di Roma per la presentazione di ‘Oltre’, il libro di Francesco Totti con il giornalista Alessandro Alciato. Ieri, lunedì 19 ottobre, nel corso della serata l’ex capitano giallorosso si è raccontato senza filtri, snocciolando aneddoti a pioggia per far sorridere i tanti appassionati presenti. Come nel racconto della prima visita alla prostata: “Vado a trovare il figlio di Vito Scala e siccome Vito per me è un fratello maggiore, è stato tutto per me e lo è ancora, mi dice qualunque cosa davanti a tutti e non si vergogna. Fa tremila battute e (a un certo punto) dice: ‘Controlla Francesco che ha 50 anni e deve fare un controllo alla prostata’. Lui sa che per questo cose impazzisco, tra controlli e punture devi stare almeno a due metri di distanza. ‘Allora chiamo l’altro dottore’, dice. Io me ne vado ma lui mi viene a prendere. Arriva questo, due metri, con un pollice enorme. Gli ho detto: ‘Che cosa vuoi fare con questo arnese…?’.  

L’ex capitano della Roma ha fatto divertire il pubblico del Brancaccio con il suo racconto, scandito da tempi comici non banali: “Non ti azzardare – ha continuato – che ti uccido. Non lo conoscevo ma già lo odiavo, solo il pensiero che lui arrivava da giù, avevo la pelle d’oca… Qui tutti avete fatto la visita alla prostata, no? Vabbè, andate a farla che è bellissima…”.  

E ancora: “Lui prende la crema, se la mette su questo metro e mezzo di dito. ‘Non indurire’ mi diceva, ma come non indurisco. Alla fine piano piano entra e mi usciva dalla bocca… Sono morto, non mi sono mosso per dieci minuti. Poi mi ha messo un po’ di ghiaccio e me ne sono andato. Camminavo come i pinguini…”.  

Nel corso della serata, Totti è tornato a parlare del suo addio al calcio: “Il 28 maggio è stato come morire, sotto certi punti di vista. Un addio forzato, che non volevo. È stato doloroso, ma fa parte del calcio: quando servi, servi. Quando non servi, non lo sei più. Ho accettato a malincuore la decisione di quella dirigenza. Avevo paura di voltare pagina, non sapevo cosa avrei trovato. Mi sono sentito perso. Di cosa ho paura? Della morte. Spero di continuare con la voglia e la passione che ho dentro…”. 

E ancora: “In questi 50 anni ho dato e ricevuto tanto amore: dalla famiglia, dai figli, dal popolo. È stato un dare e avere semplice, trasparente. Ho fatto il lavoro che ho sempre voluto: questo per me è amore vero”. 

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sport

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Beppe Signori torna in azzurro come capodelegazione dell’Under 20: dal calcioscommesse all’assoluzione, la seconda vita del bomber

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(Adnkronos) – Ci sono ritorni che hanno il sapore della nostalgia e altri che raccontano qualcosa di più. Quello di Giuseppe Signori in azzurro appartiene alla seconda categoria. L’ex attaccante, uno dei bomber più prolifici e riconoscibili del calcio italiano degli anni Novanta, torna a vestire i colori della Nazionale in una veste nuova: sarà il capo delegazione dell’Under 20 guidata da Carmine Nunziata. Un incarico che lo riporta al centro del mondo federale, dopo una carriera straordinaria sul campo e una lunga vicenda giudiziaria che per anni ha condizionato la sua vita, la sua immagine pubblica e il suo rapporto con il calcio. 

Il ritorno in Figc riapre inevitabilmente il racconto di una storia complessa. Perché il nome di Beppe Signori non evoca soltanto il sinistro micidiale, i gol a raffica, le domeniche all’Olimpico e il secondo posto dell’Italia al Mondiale del 1994. Evoca anche il terremoto del calcioscommesse del 2011, l’arresto, la radiazione dalla giustizia sportiva e una battaglia durata quasi dieci anni per arrivare all’assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste” nei procedimenti di Piacenza e Modena relativi a specifiche ipotesi di combine. 

Nato ad Alzano Lombardo il 17 febbraio 1968, Giuseppe Signori si impone all’attenzione del grande calcio grazie al Foggia di Zdenek Zeman. In quella squadra spettacolare, capace di rivoluzionare il modo di interpretare il gioco, l’attaccante bergamasco trova l’ambiente ideale per esaltare le proprie qualità: rapidità, intelligenza negli inserimenti, freddezza sotto porta e un mancino che diventa presto il suo marchio di fabbrica. È però con la Lazio che Signori entra definitivamente nella storia del calcio italiano. Negli anni Novanta diventa il simbolo di una squadra che ritrova ambizione e identità, conquistando l’affetto dei tifosi e imponendosi come uno dei centravanti più temuti della Serie A. Il suo rapporto con il gol è quasi istintivo: sa attaccare gli spazi, anticipare i difensori e trovare la porta anche quando sembra non esserci una soluzione. 

Il dato che meglio racconta la sua grandezza è quello dei titoli di capocannoniere. Signori conquista per tre volte la classifica dei marcatori della Serie A: 26 reti nella stagione 1992-1993, 23 nel campionato 1993-1994 e 24 nel 1995-1996. Con la maglia biancoceleste realizza complessivamente 127 gol, diventando uno dei riferimenti assoluti della storia laziale. Il suo bilancio nella massima serie italiana si chiude con 188 reti in 344 presenze, numeri che lo collocano tra i migliori marcatori di sempre del campionato. Dopo la parentesi alla Sampdoria, è Bologna a offrirgli una nuova casa calcistica. In Emilia ritrova continuità, responsabilità e un legame forte con la piazza, mettendo a segno 84 gol in sei stagioni. 

La Nazionale rappresenta un altro capitolo fondamentale. L’esordio arriva il 31 maggio 1992, nello 0-0 contro il Portogallo. Due anni più tardi Signori fa parte del gruppo che vola negli Stati Uniti per il Mondiale del 1994, concluso dall’Italia con un amaro secondo posto dopo la sconfitta ai rigori contro il Brasile nella finale di Pasadena. In azzurro colleziona 28 presenze e sette gol. 

La parabola di Signori subisce una brusca interruzione il 1° giugno 2011, quando il suo nome emerge nell’inchiesta sul calcioscommesse coordinata dalla Procura di Cremona. L’indagine porta alla luce un sistema di scommesse illegali e presunte manipolazioni di incontri calcistici, con il coinvolgimento di diversi protagonisti del mondo del pallone. L’ex attaccante viene raggiunto da un provvedimento di custodia cautelare agli arresti domiciliari, che sconterà per circa due settimane. La notizia provoca un enorme clamore mediatico. Il suo nome, fino a quel momento associato soprattutto ai gol e alle imprese sportive, finisce sulle prime pagine per una vicenda lontanissima dall’immagine costruita in vent’anni di carriera. 

Signori viene indicato dagli inquirenti tra i protagonisti di un gruppo coinvolto nel sistema delle scommesse. Le contestazioni riguardano, tra gli altri aspetti, presunti accordi finalizzati ad alterare risultati calcistici e movimenti di denaro collegati a incontri di campionato. La giustizia sportiva interviene nel 2011 con una sanzione di cinque anni di squalifica accompagnata dall’esclusione definitiva da qualsiasi ruolo in ambito federale  

Il percorso giudiziario di Signori è complesso e si sviluppa attraverso filoni differenti. Nel filone principale dell’inchiesta di Cremona, relativo all’ipotesi associativa, il procedimento si chiude nel dicembre 2020 con una pronuncia di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Parallelamente Signori affronta altri procedimenti nei quali decide di arrivare a una decisione sul merito delle specifiche accuse che gli vengono contestate. È in questi processi che arrivano due pronunce destinate a cambiare il finale della sua storia. La prima arriva il 23 febbraio 2021, davanti al Tribunale di Piacenza. L’ex attaccante è accusato di aver cercato di alterare il risultato della partita di Serie B tra Piacenza e Padova, disputata il 2 ottobre 2010 e terminata 2-2. Il procedimento riguarda presunti accordi e movimenti di denaro che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati collegati alla manipolazione della gara. Nel corso del dibattimento vengono esaminati gli elementi raccolti dagli investigatori e le testimonianze relative ai rapporti tra i soggetti coinvolti. 

La decisione del tribunale è netta: Signori viene assolto perché il fatto non sussiste. All’uscita dal tribunale, l’ex calciatore non nasconde la soddisfazione, ma nemmeno il peso degli anni trascorsi. “Dopo dieci anni è finita”, afferma, sottolineando come il tempo perduto non possa essere restituito. Parla di una rivincita e di una giustizia soltanto parziale, proprio perché nessuna sentenza può cancellare automaticamente le conseguenze personali e professionali di un decennio vissuto sotto il peso della vicenda. 

Poco più di un mese dopo arriva un’altra decisione favorevole. Il 30 marzo 2021 il Tribunale di Modena assolve Signori, in primo grado, dalle accuse relative alle presunte combine delle partite Modena-Sassuolo e Modena-Siena, entrambe del 2011. Anche in questo caso la formula è “perché il fatto non sussiste”. Due verdetti ravvicinati che assumono un valore particolare per l’ex bomber, impegnato da anni a difendersi dalle contestazioni e a recuperare la propria credibilità. Fuori dal tribunale modenese, Signori ribadisce di aver sempre creduto nella propria innocenza e spiega perché abbia voluto affrontare i processi. La prescrizione, dice, avrebbe lasciato un’ombra di dubbio: il suo obiettivo era ottenere una decisione che affrontasse direttamente le accuse. “Sono passati dieci anni lunghi, che non mi restituirà nessuno”, dichiara.  

La vicenda non si chiude soltanto nelle aule dei tribunali. Dopo le pronunce favorevoli del 2021, resta da affrontare il capitolo della giustizia sportiva, che nel 2011 aveva disposto per Signori cinque anni di squalifica con preclusione definitiva. Il 1° giugno 2021 arriva la svolta. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, concede a Giuseppe Signori la grazia in relazione alla sanzione della preclusione. La Federazione comunica che il provvedimento viene adottato a conclusione dell’iter relativo alla giustizia ordinaria e sulla base del percorso federale compiuto. 

È il passaggio che consente all’ex attaccante di tornare a lavorare in ambito calcistico. Dopo dieci anni, la porta della Federazione si riapre. Per chi aveva vissuto il calcio come professione, passione e identità, si tratta di un momento carico di significato. La possibilità di tornare a occuparsi di pallone non coincide con il recupero del tempo perduto, ma apre una prospettiva nuova. L’ex bomber può rimettere a disposizione del movimento ciò che ha imparato in una carriera lunga e ricca di esperienze. 

Oggi, con la nomina a capo delegazione della Nazionale Under 20, Signori compie un ulteriore passo. La scelta assume un valore particolare proprio alla luce della sua storia. Signori conosce la pressione del grande calcio, l’esposizione mediatica, le aspettative di una piazza e il peso di rappresentare una maglia importante. Conosce anche, per esperienza personale, quanto possa essere difficile attraversare un periodo nel quale tutto sembra ruotare attorno a una vicenda che finisce per oscurare il resto. Il capo delegazione non è soltanto una figura di rappresentanza. È una presenza che affianca il gruppo, sostiene il lavoro dello staff tecnico e contribuisce a creare un ambiente nel quale i giocatori possano sentirsi parte di un progetto. Accanto a Carmine Nunziata, Signori potrà mettere a disposizione la propria conoscenza del calcio italiano e il bagaglio di una carriera vissuta ai massimi livelli. 

La nomina è stata decisa dal commissario della Figc, Giovanni Malagò, in accordo con Claudio Ranieri, direttore tecnico federale e presidente del Club Italia. Nel presentare il nuovo incarico, Malagò ha sottolineato il valore sportivo e umano dell’ex attaccante, indicando nella sua esperienza e nel suo entusiasmo una risorsa per la crescita dei giovani e per il rafforzamento del senso di appartenenza alla Nazionale. “Tornare in azzurro è un’emozione speciale e un grande motivo d’orgoglio”, ha dichiarato Signori, spiegando di voler mettere la propria esperienza a disposizione dei ragazzi e aiutarli a compiere l’ultimo passo verso il calcio di alto livello. 

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“Non andate in Italia, ci sono le rivolte”: il messaggio dell’Iran ai cittadini

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(Adnkronos) –
“Non andate in Italia, è pericoloso”. Firmato, l’Iran. La Repubblica islamica invita i suoi cittadini ad evitare viaggi “non essenziali” in Italia, Francia e Belgio dopo gli scontri, i disordini e i saccheggi che hanno caratterizzato gli ultimi giorni. In Italia, in particolare, Milano ha vissuto un weekend di fuoco con violenze nelle giornate di sabato e domenica. Da Teheran, quindi, parte l’avviso del ministero degli Esteri, rilanciato dai profili social di varie ambasciate.  

“Il Dipartimento delle Relazioni Pubbliche del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran, in considerazione dell’escalation delle sommosse e dei problemi di ordine pubblico in Francia, Belgio e Italia, consiglia ai cittadini iraniani di astenersi dall’effettuare viaggi non essenziali verso questi paesi o di trovarsi in aree interessate da sommosse”, si legge nel messaggio. “I cittadini iraniani attualmente presenti in Francia, Belgio e Italia sono invitati a evitare aree di tensione e siti di scontri, e ad astenersi da viaggi non necessari, in particolare nelle aree interessate da sommosse”, prosegue l’avviso. 

“In considerazione della possibilità di un’escalation delle sommosse, restrizioni di viaggio e interruzioni dei servizi di trasporto pubblico, si richiede ai cittadini iraniani di verificare l’ultima situazione di sicurezza e le condizioni di trasporto prima di effettuare qualsiasi spostamento, e di portare con sé le informazioni di contatto delle missioni diplomatiche della Repubblica Islamica dell’Iran in Francia, Belgio e Italia”, conclude l’alert del ministero. 

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