mercoledì, Ottobre 28, 2026
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Usa, Waltz “Stiamo discutendo con l’Ucraina data e luogo dei colloqui per la fine della guerra”

WASHINGTON (USA) (ITALPRESS) – “L’Ucraina e gli Stati Uniti stanno discutendo sulla data e sul luogo dei colloqui “per porre fine alla guerra”. Lo ha reso noto il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti, Mike Waltz, in un’intervista al programma “Fox & Friends”.

“Prima di venire qui ho parlato al telefono con il mio collega, il consigliere per la sicurezza nazionale dell’Ucraina. Abbiamo avuto una buona discussione sulla sede per il prossimo round di negoziati, la delegazione, le questioni sostanziali”, ha detto Waltz.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, potrebbe prendere in considerazione la possibilità di “ripristinare gli aiuti” all’Ucraina se verranno avviati dei colloqui di pace e adottate misure per “rafforzare la fiducia”, ha aggiunto Waltz, che poi ha sottolineato come la “lettera del presidente ucraino Volodymyr Zelensky” sia stata “un primo passo positivo” in questa direzione. Nella giornata di ieri il presidente Trump aveva menzionato “una lettera” in cui Zelensky esprimeva la volontà di sedersi al tavolo delle trattative. Sempre nella giornata di ieri Trump aveva annunciato la sospensione degli aiuti militari a Kiev. Il portavoce di Zelensky, Serhii Nykyforov, ha successivamente precisato al sito LIGA.net che il presidente ucraino non ha inviato una “lettera” e che Trump si riferiva ad un messaggio pubblicato da Zelensky su X.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Malattie Rare: garantire equità nell’accesso a diagnosi e terapie

ROMA (ITALPRESS) – Si è tenuto oggi a Roma l’evento dedicato alla Giornata Mondiale delle Malattie Rare, un’occasione di confronto che pone al centro del dibattito pubblico le sfide legate alla diagnosi precoce, all’accesso alle terapie e al miglioramento della qualità di vita dei pazienti. L’incontro, organizzato con il contributo non condizionante di Incyte Biosciences Italy e Chiesi Italia, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni, clinici e associazioni di pazienti. In Italia si stima che siano circa 2 milioni le persone affette malattie rare ad oggi conosciute, con il 70% dei casi in età pediatrica. Il ritardo diagnostico e l’accesso disomogeneo alle cure continuano a rappresentare importanti barriere per i pazienti e le loro famiglie, rendendo cruciale un impegno sinergico tra Istituzioni, comunità scientifica e rete territoriale. Alla luce di ciò Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati, è intervenuto sull’importanza di un impegno trasversale nella gestione delle malattie rare: “La nostra priorità deve essere quella di ridurre le disuguaglianze regionali. Per troppi pazienti il percorso diagnostico resta un’odissea e dobbiamo garantire che ogni cittadino, indipendentemente dalla sua Regione di residenza, possa ricevere risposte tempestive. Le malattie rare devono diventare una priorità strutturale del Servizio Sanitario Nazionale, attraverso investimenti in ricerca, per la diagnosi precoce e il rafforzamento delle reti di assistenza”. Rafforzando il messaggio, Patrizia Marrocco, Vicepresidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della Salute e della Sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, sottolinea l’importanza del ruolo delle Istituzioni nell’includere i bambini affetti da malattie rare e le loro famiglie: “la coesione tra il Servizio Sanitario Nazionale e la scuola è essenziale per garantire adeguati livelli di assistenza per migliorare la qualità della vita dei pazienti, identificando hub e centri di riferimento adeguati. E’ importante, inoltre, garantire l’accesso a cure innovative, promuovendo la ricerca scientifica e favorendo la collaborazione pubblico-privato, mediante servizi psicologici e sociali per l’inclusione”. Questo principio trova applicazione concreta nel lavoro del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, istituito nel 2008 per supportare la rete nazionale attraverso il Registro Nazionale Malattie Rare e il coordinamento sugli screening neonatali. Sul valore strategico della diagnosi precoce si è soffermato Marco Silano, Direttore del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, sottolineando come essa rappresenti la chiave per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti: “Molte di queste condizioni si manifestano nei primi anni di vita, ma la diagnosi può tardare anni, compromettendo le possibilità di intervento. Servono programmi uniformi di screening neonatale e un impegno congiunto per superare gli ostacoli burocratici e territoriali che ancora persistono”. Un argomento ripreso da Liliana La Sala, Direttore dell’Ufficio 9 – Tutela salute della donna, soggetti vulnerabili e contrasto diseguaglianze del Ministero della Salute, che ha rilevato come le disparità nell’accesso alle cure colpiscano in modo particolare le donne: “Le diseguaglianze territoriali e di genere continuano a rappresentare un ostacolo per i pazienti rari. Le donne ricevono una diagnosi ancora più tardiva rispetto agli uomini, con conseguenze rilevanti sul decorso della malattia e sull’accesso ai trattamenti”. La necessità di percorsi diagnostico-terapeutici uniformi emerge con forza per le patologie considerate rare, ma la cui reale diffusione appare sempre più ampia grazie ai progressi nella diagnosi, come l’amiloidosi cardiaca e il carcinoma a cellule squamose del canale anale (SCAAC). Si è espresso sul tema Giuseppe Limongelli, Direttore del Centro di Coordinamento Malattie Rare della Regione Campania, illustrando come “la reale incidenza dell’amiloidosi è ben più elevata di quanto indicano le stime ufficiali. Servono percorsi diagnostici standardizzati, una formazione mirata dei Medici di Medicina Generale e criteri uniformi per la rimborsabilità delle cure, così da assicurare ai pazienti un accesso equo ai trattamenti su tutto il territorio”. Il carcinoma a cellule squamose del canale anale è un ulteriore esempio di come la diagnosi tempestiva cambi radicalmente il decorso della malattia. Per Federica Morano, Dirigente Medico del Dipartimento di Oncologia Medica 1 della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, “i tumori dell’ano sono relativamente rari anche se il loro tasso di incidenza ha subito nel corso degli ultimi anni un incremento. Uno dei principali fattori di rischio è l’infezione da Papilloma virus umano (HPV). Come per altri tipi di tumore, anche per il carcinoma dell’ano esistono condizioni pre-cancerose che potrebbero essere precocemente individuate, con le adeguate procedure di screening, o prevenute, con la riduzione dell’esposizione ai fattori di rischio. La scelta del trattamento dipende da numerosi fattori come lo stadio, la sede iniziale e le condizioni di salute generali del paziente ma nuove strategie terapeutiche sono in arrivo”. L’evento, realizzato con il patrocinio di UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare e della FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri, ha costituito un’importante occasione di confronto tra Istituzioni, comunità scientifica e pazienti. Marcello Bettuzzi, Consigliere di UNIAMO, e Antonio D’Avino, Presidente della FIMP, hanno richiamato l’attenzione sull’urgenza di percorsi diagnostici uniformi e accessibili in ogni regione. Il dibattito si è concluso con un consenso unanime: rafforzare la rete di assistenza, superare le disuguaglianze territoriali e trasformare l’impegno condiviso in interventi concreti, per garantire a ogni paziente il diritto a una diagnosi tempestiva ed a cure adeguate.
-foto ufficio stampa Esperia Advocacy –
(ITALPRESS).

Malattie Rare: garantire equità nell’accesso a diagnosi e terapie

ROMA (ITALPRESS) – Si è tenuto oggi a Roma l’evento dedicato alla Giornata Mondiale delle Malattie Rare, un’occasione di confronto che pone al centro del dibattito pubblico le sfide legate alla diagnosi precoce, all’accesso alle terapie e al miglioramento della qualità di vita dei pazienti. L’incontro, organizzato con il contributo non condizionante di Incyte Biosciences Italy e Chiesi Italia, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle Istituzioni, clinici e associazioni di pazienti. In Italia si stima che siano circa 2 milioni le persone affette malattie rare ad oggi conosciute, con il 70% dei casi in età pediatrica. Il ritardo diagnostico e l’accesso disomogeneo alle cure continuano a rappresentare importanti barriere per i pazienti e le loro famiglie, rendendo cruciale un impegno sinergico tra Istituzioni, comunità scientifica e rete territoriale. Alla luce di ciò Giorgio Mulè, Vicepresidente della Camera dei Deputati, è intervenuto sull’importanza di un impegno trasversale nella gestione delle malattie rare: “La nostra priorità deve essere quella di ridurre le disuguaglianze regionali. Per troppi pazienti il percorso diagnostico resta un’odissea e dobbiamo garantire che ogni cittadino, indipendentemente dalla sua Regione di residenza, possa ricevere risposte tempestive. Le malattie rare devono diventare una priorità strutturale del Servizio Sanitario Nazionale, attraverso investimenti in ricerca, per la diagnosi precoce e il rafforzamento delle reti di assistenza”. Rafforzando il messaggio, Patrizia Marrocco, Vicepresidente della Commissione Parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della Salute e della Sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, sottolinea l’importanza del ruolo delle Istituzioni nell’includere i bambini affetti da malattie rare e le loro famiglie: “la coesione tra il Servizio Sanitario Nazionale e la scuola è essenziale per garantire adeguati livelli di assistenza per migliorare la qualità della vita dei pazienti, identificando hub e centri di riferimento adeguati. E’ importante, inoltre, garantire l’accesso a cure innovative, promuovendo la ricerca scientifica e favorendo la collaborazione pubblico-privato, mediante servizi psicologici e sociali per l’inclusione”. Questo principio trova applicazione concreta nel lavoro del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, istituito nel 2008 per supportare la rete nazionale attraverso il Registro Nazionale Malattie Rare e il coordinamento sugli screening neonatali. Sul valore strategico della diagnosi precoce si è soffermato Marco Silano, Direttore del Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità, sottolineando come essa rappresenti la chiave per migliorare la prognosi e la qualità di vita dei pazienti: “Molte di queste condizioni si manifestano nei primi anni di vita, ma la diagnosi può tardare anni, compromettendo le possibilità di intervento. Servono programmi uniformi di screening neonatale e un impegno congiunto per superare gli ostacoli burocratici e territoriali che ancora persistono”. Un argomento ripreso da Liliana La Sala, Direttore dell’Ufficio 9 – Tutela salute della donna, soggetti vulnerabili e contrasto diseguaglianze del Ministero della Salute, che ha rilevato come le disparità nell’accesso alle cure colpiscano in modo particolare le donne: “Le diseguaglianze territoriali e di genere continuano a rappresentare un ostacolo per i pazienti rari. Le donne ricevono una diagnosi ancora più tardiva rispetto agli uomini, con conseguenze rilevanti sul decorso della malattia e sull’accesso ai trattamenti”. La necessità di percorsi diagnostico-terapeutici uniformi emerge con forza per le patologie considerate rare, ma la cui reale diffusione appare sempre più ampia grazie ai progressi nella diagnosi, come l’amiloidosi cardiaca e il carcinoma a cellule squamose del canale anale (SCAAC). Si è espresso sul tema Giuseppe Limongelli, Direttore del Centro di Coordinamento Malattie Rare della Regione Campania, illustrando come “la reale incidenza dell’amiloidosi è ben più elevata di quanto indicano le stime ufficiali. Servono percorsi diagnostici standardizzati, una formazione mirata dei Medici di Medicina Generale e criteri uniformi per la rimborsabilità delle cure, così da assicurare ai pazienti un accesso equo ai trattamenti su tutto il territorio”. Il carcinoma a cellule squamose del canale anale è un ulteriore esempio di come la diagnosi tempestiva cambi radicalmente il decorso della malattia. Per Federica Morano, Dirigente Medico del Dipartimento di Oncologia Medica 1 della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, “i tumori dell’ano sono relativamente rari anche se il loro tasso di incidenza ha subito nel corso degli ultimi anni un incremento. Uno dei principali fattori di rischio è l’infezione da Papilloma virus umano (HPV). Come per altri tipi di tumore, anche per il carcinoma dell’ano esistono condizioni pre-cancerose che potrebbero essere precocemente individuate, con le adeguate procedure di screening, o prevenute, con la riduzione dell’esposizione ai fattori di rischio. La scelta del trattamento dipende da numerosi fattori come lo stadio, la sede iniziale e le condizioni di salute generali del paziente ma nuove strategie terapeutiche sono in arrivo”. L’evento, realizzato con il patrocinio di UNIAMO – Federazione Italiana Malattie Rare e della FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri, ha costituito un’importante occasione di confronto tra Istituzioni, comunità scientifica e pazienti. Marcello Bettuzzi, Consigliere di UNIAMO, e Antonio D’Avino, Presidente della FIMP, hanno richiamato l’attenzione sull’urgenza di percorsi diagnostici uniformi e accessibili in ogni regione. Il dibattito si è concluso con un consenso unanime: rafforzare la rete di assistenza, superare le disuguaglianze territoriali e trasformare l’impegno condiviso in interventi concreti, per garantire a ogni paziente il diritto a una diagnosi tempestiva ed a cure adeguate.
-foto ufficio stampa Esperia Advocacy –
(ITALPRESS).

Volo NY-Bari, Lorenzelli “Puglia terra da scoprire per gli americani”

Volo NY-Bari, Lorenzelli

NEW YORK (ITALPRESS) – “La Puglia è importante da scoprire per gli americani, è una terra autentica che unisce innovazione e tradizione”. Lo ha detto Gino Lorenzelli, Corporate Communications Educational & Promotion di Pugliapromozione, in occasione dell’evento promosso dall’Enit all’Istituto Italiano di Cultura di New York per lanciare il nuovo volo diretto della Neos da NY a Bari.

xo9/fsc/gsl

Volo NY-Bari, Mammana “Riconnettiamo italo-americani alla loro storia”

Volo NY-Bari, Mammana

NEW YORK (ITALPRESS) – “La Puglia e la Basilicata sono due regioni fantastiche: qui i turisti americani possono capire la bellezza della dolce vita e il ritmo lento delle regioni del Sud”. Lo ha detto Marta Mammana, Vice Console d’Italia a New York, in occasione dell’evento promosso dall’Enit all’Istituto Italiano di Cultura per lanciare il nuovo volo diretto Neos da NY a Bari.

xo9/fsc/gsl

Bruni (APT Basilicata) “Gli americani si innamoreranno di Matera”

Bruni (APT Basilicata)

NEW YORK (ITALPRESS) – “Bari è la porta d’accesso per la Basilicata, Matera è distante appena 45 km e a Matera si può vivere un’esperienza davvero unica”. Lo ha detto Stefania Bruni, Marketing Manager APT Basilicata, in occasione dell’evento promosso dall’Enit all’Istituto Italiano di Cultura di New York per lanciare il nuovo volo diretto Neos da NY a Bari.

xo9/fsc/gsl

Malagò: “Brignone portabandiera a Milano-Cortina? Ora è prematuro”

Malagò:

MILANO (ITALPRESS) – “Brignone portabandiera? Bisogna vedere esattamente chi dovrà assumersi la responsabilità di valutare chi farà il portabandiera. È sbagliato esprimersi ora. È indubbio che ciò che sta facendo Brignone è straordinario sotto tutti i punti di vista, siamo orgogliosi di lei”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni Giovanni Malagò a margine della conferenza stampa per il ‘One year to go’ per le Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026.

pia/glb/mca2

Paralimpiadi, Pancalli “Ultimo miglio verso Milano-Cortina”

Paralampiadi, Pancalli

MILANO (ITALPRESS) – “Siamo nell’ultimo miglio del viaggio, lo definirei, utilizzando una terminologia forse appropriata, in una lunga discesa libera che ormai ci divide dal 6 di marzo quando inizieranno i giochi paralimpici di Milano-Cortina”. Lo ha dichiarato il presidente del Cip Luca Pancalli a margine dell’evento “One year to go Paralympic Winter games Milano Cortina 2026”. Pancalli ha poi parlato della grande sfida da vincere: “Sul campo sportivo è quello di dimostrare ancora una volta che il movimento paralimpico italiano, anche sotto il profilo e la dimensione degli sport invernali, sa raccontare e scrivere pagine di sport azzurro importanti perché dopo Parigi naturalmente le aspettative si sono alzate terribilmente. Faccio un appello agli italiani: venite. I nostri atleti per la prima volta coroneranno il sogno nella loro carriera sportiva, che è quello di vivere una Paralimpiade in casa”.
pia/gm/mca2

Ucraina, Tajani “Ingresso nella Nato non all’ordine del giorno”

Ucraina, Tajani

MILANO (ITALPRESS) – “Mi pare che in questo momento l’ingresso dell’Ucraina nella Nato non sia all’ordine del giorno. È più all’ordine del giorno l’ingresso nell’Unione Europea. Mi auguro che si possa arrivare a una pace giusta che metta fine a una guerra che dura da troppo tempo. La pace non può essere la resa dell’Ucraina, ma deve essere una pace costruita attorno a un tavolo con Usa, Russia, Ucraina ed Europa”, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine di un evento a Palazzo Lombardia.
xp2/ads/mca2

Turismo balneare, Mancuso “In Calabria 500 operatori e 800 km di costa”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ decisamente apprezzabile l’impegno del ministro Matteo Salvini a rendere possibile una norma che, come ha sollecitato il presidente del Sib Antonio Capacchione, riordini organicamente la materia, visto che la legislazione attuale non corrisponde alla esigenze dell’imprenditoria balneare e dell’economia nazionale”. L’ha detto il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso, intervenendo agli “Stati generali del turismo balneare” organizzati a Roma nella sede della Confcommercio. Dopo aver rivolto i saluti del presidente della Regione Roberto Occhiuto, Mancuso ha detto: “E’ tempo di fare chiarezza, dopo l’enorme confusione che finora ha caratterizzato una materia che riguarda, in Italia, 30mila imprese e 100mila addetti diretti che con l’indotto supera il milione e in Calabria si avvale di 500 operatori che coinvolgono 3mila famiglie”.

“L’auspicio è che il nuovo decreto contempli indennizzi adeguati al valore attuale dei beni e il diritto di prelazione per chi è titolare di una concessione che rappresenta l’unico suo sostentamento economico. La Calabria ha 800 chilometri di costa di cui solo 200 sono valorizzati dal punto di vista turistico. Ho sempre pensato, ed in tal senso abbiamo approvato una mozione del Consiglio regionale, che vanno bene pure le gare pubbliche, ma alla condizione che si debba partire dagli spazi già occupati, che sono tanti. Per le aree già occupate, invece, non mi sembra irragionevole dare continuità a chi ha investito e creato posti di lavoro per anni se non per decenni”, conclude Mancuso.

– foto ufficio stampa Regione Calabria –

(ITALPRESS).