“La crisi sta mordendo famiglie, ma anche produttori, allevatori, agricoltori. Noi abbiamo delle idee, abbiamo proposto non solo la tassa sugli extraprofitti per tassare le multinazionali che appunto stanno speculando e hanno accumulato 76 miliardi di euro soltanto nel 2026 di extraprofitti sul petrolio”. Lo ha dichiarato il capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, Pasquale Tridico, intervenendo a Strasburgo. Tridico ha spiegato la proposta di ridistribuire questo gettito “attraverso un programma europeo di sgravio fiscale per gli autotrasportatori, gli agricoltori, come credito d’imposta sul carburante”.
Longevità attiva, arriva la ‘Nutraddizione’: il segreto è aggiungere ciò che serve
(Adnkronos) – E se la regola per invecchiare bene non fosse togliere ma aggiungere? E se, invece di concentrarci su quello che bisogna evitare, imparassimo a riconoscere ciò di cui il corpo ha bisogno per affrontare il cambiamento nelle diverse fasi della vita? Da questa inversione di prospettiva nasce il concetto di ‘Nutraddizione’ (da nutrire e addizione), un nuovo modo di concepire l’alimentazione sana non come una sequenza di divieti e sottrazioni, ma come l’arte di aggiungere quello che serve al corpo per mantenersi in salute nel tempo. Tra i nutrienti al centro di questo cambio di paradigma – informa una nota – ci sono le proteine, fondamentali non solo per mantenere la massa muscolare ma anche per garantire il corretto funzionamento dell’intero organismo. In questo cambio di prospettiva, il muscolo assume un ruolo centrale: oltre a sostenere il sistema muscolo-scheletrico, contribuisce alla funzionalità dell’organismo e, con il passare degli anni, diventa una risorsa essenziale per preservare indipendenza e qualità della vita.
È uno dei temi approfonditi dal 1° Rapporto ‘Vivi l’età’ sulla longevità attiva, curato da Ennio Tasciotti, direttore dello Human longevity program dell’Irccs San Raffaele di Roma e promosso da Meritene, che analizza le più recenti evidenze scientifiche su nutrizione, movimento e integrazione al fine di identificare i principali fattori che contribuiscono ad un invecchiamento in salute. Il principio – si legge – non è “mangiare di più” o aggiungere indiscriminatamente. È capire cosa serve e quando. L’invito è a spostare l’attenzione verso una maggiore consapevolezza: riconoscere i bisogni del corpo nelle diverse fasi della vita e intervenire, quando necessario, per sostenerli. “Se non riesci a sopperire a quello che ti serve con le buone pratiche, cioè con l’alimentazione, oggi la scienza e la medicina offrono delle alternative – spiega Tasciotti -. Ma quello che serve non lo decide l’individuo: va sempre valutato da un professionista sanitario in grado di formulare per ogni paziente il giusto percorso nutrizionale e integrativo”.
La supplementazione non va intesa, quindi, come una scorciatoia da utilizzare indistintamente – riferisce la nota – quanto piuttosto come un valido supporto quando l’alimentazione abituale non riesce a coprire i fabbisogni, per esempio in presenza di scarso appetito, difficoltà digestive o altre condizioni che rendano più difficile raggiungere un adeguato apporto nutrizionale. Il cambio di paradigma riguarda anche il modo in cui comunichiamo la salute. Non una nuova lista di divieti, ma una maggiore consapevolezza di quello che serve al corpo nelle diverse fasi della vita. “Bisogna agire in maniera diametralmente opposta rispetto al terrorismo alimentare – sottolinea Tasciotti -.Dobbiamo aggiungere le cose che fanno bene, non solo togliere quelle che fanno male”. Una prospettiva particolarmente rilevante dopo i 65 anni, quando il mantenimento della massa muscolare diventa uno degli elementi chiave per l’autonomia e la qualità della vita.
L’obiettivo, dunque, non è inseguire una dieta perfetta né trasformare la longevità in una nuova forma di privazione. È adattare le proprie abitudini alimentari e motorie ad un corpo che cambia, partendo da informazioni scientifiche e affidandosi al supporto di professionisti qualificati. Perché invecchiare bene non significa necessariamente fare più rinunce ma imparare, piuttosto, a scegliere quello di cui il corpo ha bisogno. A partire dai 65 anni, mantenere un adeguato apporto proteico diventa particolarmente importante. Con l’invecchiamento, infatti, il muscolo risponde meno efficacemente allo stimolo rappresentato dall’assunzione di proteine e dall’esercizio fisico: è il fenomeno noto come “resistenza anabolica”. Non significa che il corpo smetta di rispondere ma che ha bisogno di uno stimolo maggiore per ottenere una risposta simile a quella che si osservava in età più giovane. “Con l’invecchiamento nel corpo si riduce la capacità di rispondere agli stimoli e ne servono di più per ottenere lo stesso risultato – fa notare Tasciotti -. Questo vale anche per la nutrizione. Il metabolismo cambia anche a causa della diminuita capacità del nostro organismo di assimilare le sostanze”.
La conseguenza è che il riferimento nutrizionale non rimane necessariamente lo stesso per tutte le età. “Secondo una recente revisione della letteratura basata sulla tecnica dell’ossidazione degli aminoacidi indicatori – dettaglia la nota – negli anziani con sarcopenia (la perdita progressiva di muscolo e forza che può accompagnare l’invecchiamento) il fabbisogno medio stimato di proteine è pari a 1,2 g/kg di peso corporeo al giorno, mentre l’assunzione raccomandata arriva sino a 1,5 g/kg al giorno. Un dato che si discosta dalla Rda generale di 0,8 g/kg al giorno e che contribuisce a spiegare perché, soprattutto in presenza di perdita di massa e forza muscolare, l’alimentazione debba essere valutata in relazione all’età e alle condizioni individuali. Come suggerisce la ricerca, inoltre, non è importante soltanto raggiungere un determinato apporto proteico nell’arco della giornata, ma anche che le proteine vengano distribuite nei diversi pasti”.
“Gli studi che valutano il fabbisogno muscolare di aminoacidi negli over 65 – prosegue la nota – suggeriscono infatti di distribuire equamente l’assunzione di proteine nei tre pasti principali. Per un individuo di 60 kg questa raccomandazione si traduce in circa 25–30 grammi di proteine per pasto, necessarie per stimolare efficacemente la risposta anabolica. È un cambio di prospettiva che porta a guardare alla proteina non più soltanto come al nutriente associato all’aumento della performance atletica”. “Le proteine non servono solo ai muscoli – osserva Tasciotti -. Il corpo funziona perché le proteine svolgono moltissime funzioni: sono coinvolte nei meccanismi di difesa del sistema immunitario, nel trasporto dei metaboliti nel corpo, nella comunicazione tra le cellule. Senza proteine non si blocca solo il sistema muscolo-scheletrico, ma smette di funzionare l’intera fisiologia dell’organismo”.
Le evidenze raccolte nel Rapporto ‘Vivi l’età’ di Meritene sulla longevità attiva – prosegue la nota – indicano, inoltre, che “la strategia nutrizionale acquista maggiore rilevanza quando viene inserita in un approccio più ampio, che comprende anche l’attività fisica, in particolare l’esercizio di forza. Gli ultimi studi scientifici e le recenti evidenze cliniche mostrano infatti che la supplementazione proteica utilizzata da sola può aiutare a preservare la massa muscolare, ma non produce necessariamente miglioramenti altrettanto significativi sulla forza e sulla performance fisica. I risultati più consistenti emergono quando nutrizione ed esercizio di resistenza vengono combinati”. “Se c’è un organo della longevità, questo è il muscolo: è il nostro miglior alleato, la nostra migliore assicurazione per un invecchiamento sano e di successo – afferma Tasciotti -.Per questo nutrizione e movimento dovrebbero essere sempre considerati insieme”.
Il 1° Rapporto ‘Vivi l’età’ sulla longevità attiva, curato da Tasciotti e promosso da Meritene – conclude la nota – “nasce con l’obiettivo di raccogliere e tradurre in indicazioni comprensibili le più recenti evidenze scientifiche sull’invecchiamento in salute. Prende in esame tre dimensioni strettamente interconnesse – nutrizione, movimento e cognizione – e propone una lettura della longevità non come semplice aumento degli anni di vita ma come capacità di mantenere nel tempo salute psicofisica, autonomia funzionale e relazioni di qualità”.
“Attraverso la campagna sociale Vivi l’ètà e il 1° Rapporto sulla longevità attiva, Meritene si propone l’obiettivo di contribuire alla diffusione di una cultura del benessere più consapevole, accessibile e orientata alla qualità della vita” commenta Giulio Gandolfi, BEO di Nestlé Health Science.
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Assegnati i Food&Wine Italia Awards 2026, 12 riconoscimenti ai talenti dell’enogastronomia
(Adnkronos) – Nuove generazioni di chef, pizzaioli, pasticceri, bartender e professionisti della sala, ma anche grandi interpreti della cucina italiana, aziende e progetti che investono nell’innovazione e nella sostenibilità. È un panorama gastronomico sfaccettato quello raccontato alla settima edizione dei Food&Wine Italia Awards, i riconoscimenti promossi da Food&Wine Italia e consegnati lunedì 19 ottobre, a Roma, nella Sala Bernini di Palazzo Ripetta, hotel cinque stelle affiliato a Relais & Châteaux, a pochi passi da piazza del Popolo. Dodici categorie per valorizzare altrettante espressioni dell’eccellenza enogastronomica italiana, con un’attenzione particolare ai talenti under 35, da sempre al centro dell’iniziativa. Accanto alle nuove leve, trovano spazio i percorsi professionali più autorevoli e le realtà capaci di coniugare qualità, visione imprenditoriale e impegno sociale. A selezionare i vincitori dell’edizione 2026 è stata una giuria di esperti e giornalisti di settore, coordinata dalla redazione di Food&Wine Italia.
Ed ecco chi sono i talenti Under 35, tra cucina, sala e cantina. Il riconoscimento di Best Chef Under 35, sostenuto da Monograno Felicetti, porta quest’anno a Portofino, dove Mattia Pecis guida la cucina del Ristorante Cracco Portofino. A conquistare il titolo di Best Pastry Chef Under 35 è invece Giulia Mizzoni, pastry chef del ristorante Piazza Duomo di Alba, premiata in collaborazione con Marlene. La pizza parla al plurale, con il riconoscimento assegnato a Giammarco Ambrifi e Antonio Visentin, protagonisti della Pizzeria della Passeggiata a Priverno e vincitori della categoria Best Pizza Chef Under 35, affiancata da Sorì Italia. Dalla cucina alla sala, il premio Best Maître e Sommelier Under 35, in collaborazione con Berlucchi Franciacorta, va a Stefano Zandarin di Casa Perbellini 12 Apostoli, a Verona. Sul fronte della miscelazione si distingue Stefano Giummarra del Morgana Lounge Bar di Taormina, nuovo Best Bartender Under 35, riconoscimento sostenuto da Bonaventura Maschio. A chiudere il sestetto dei giovani talenti è Chiara De Iulis Pepe, della storica azienda abruzzese Emidio Pepe, che riceve il premio Best Winemaker Under 35 in collaborazione con Italesse. Sei percorsi differenti, che attraversano altrettanti ambiti del settore e restituiscono un’immagine della nuova generazione di professionisti italiani, tra competenze tecniche, sensibilità personale e capacità di interpretare il proprio mestiere.
Dai talenti emergenti a chi ha già lasciato un segno distintivo nella ristorazione italiana. Il titolo di Maestro di Cucina 2026 è stato conferito ad Anthony Genovese, chef e patron del ristorante Il Pagliaccio di Roma, due stelle Michelin. Il riconoscimento, assegnato in collaborazione con Parmigiano Reggiano, celebra un percorso gastronomico che ha fatto dell’incontro tra culture, tecniche e suggestioni internazionali uno dei propri tratti distintivi, mantenendo una forte identità autoriale.
La geografia dei premi attraversa anche l’ospitalità italiana. È sulla Costiera Amalfitana, infatti, che si trova Borgo Santandrea, vincitore del riconoscimento per la Miglior Colazione in Hotel, sostenuto da Coda Nera. Un’esperienza che porta l’attenzione su un momento sempre più centrale nell’offerta gastronomica delle strutture alberghiere, dove qualità delle materie prime, servizio e identità del territorio concorrono a definire l’accoglienza. Non soltanto ristoranti e professionisti. I Food&Wine Italia Awards continuano a guardare anche a chi contribuisce a trasformare il settore attraverso nuovi modelli produttivi, ricerca e attenzione alle persone. Nel mondo del cibo, Foreverland Food conquista il premio per l’Innovazione, mentre Panacea Social Farm si distingue nella categoria Responsabilità Sociale. Entrambi i premi sono assegnati in collaborazione con Cantina Tollo.
Il vino vede protagoniste due realtà che, con approcci differenti, interpretano le sfide e le opportunità del comparto vitivinicolo contemporaneo. A Pasqua va il riconoscimento per l’Innovazione nel Vino, mentre Feudi di San Gregorio riceve quello per la Responsabilità Sociale nel Vino. Entrambe le categorie hanno avuto come partner Treccani Accademia. Nel loro insieme, questi quattro riconoscimenti ampliano lo sguardo oltre il prodotto finito, mettendo al centro anche processi, idee e progettualità che contribuiscono all’evoluzione del sistema enogastronomico.
“I Food&Wine Italia Awards rappresentano ormai un appuntamento consolidato nel panorama enogastronomico italiano, ma la sfida, ogni anno, è continuare a scoprire e valorizzare nuovi talenti, storie e progetti che meritano attenzione. È questo il senso del nostro lavoro di scouting, che portiamo avanti con curiosità, rigore e piena indipendenza editoriale. I riconoscimenti raccontano un settore in continua evoluzione, in cui convivono nuove generazioni di professionisti, figure di riferimento e realtà capaci di innovare e creare valore. Siamo felici di aver condiviso anche questa settima edizione con i nostri partner, che ringrazio per il sostegno, e con Palazzo Ripetta, che ci ha accolti ancora una volta con grande cura e attenzione”, dichiara Federico De Cesare Viola, direttore responsabile di Food&Wine Italia.
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Caro vita: Antoci (M5S), “Politiche scellerate mortificano agricoltori, servono fatti concreti”
“Come al solito le politiche scellerate dell’Europa vanno a finire nelle famiglie e soprattutto nei contesti che portano avanti con dignità e sacrificio il PIL dei paesi: gli agricoltori”. Lo ha dichiarato l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Antoci, parlando a margine della plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo in merito alle proteste nel Sud Italia per il caro carburante. Antoci ha criticato duramente la gestione europea e l’operato della Presidente von der Leyen sull’accordo Mercosur, accusata di aver attivato la procedura di applicazione provvisoria nonostante la mancata approvazione del Parlamento.
Lattuada (Otsuka Pharmaceutical): “Il cinema trasforma la conoscenza in consapevolezza ed empatia”
“Il cinema trasforma la conoscenza in consapevolezza ed empatia”. Lo ha detto Alessandro Lattuada, managing director di Otsuka Pharmaceutical Italy, in occasione della presentazione di “Aspettando Mr Hyde”, il documentario di Donatella Romani e Roberto Amato, prodotto da Telomero Produzioni con il contributo non condizionante di Otsuka Pharmaceutical e presentato il 19 ottobre alla Festa del Cinema di Roma. L’obiettivo è raccontare l’angioedema ereditario attraverso un linguaggio capace di rendere più comprensibile l’impatto della malattia e accrescere la sensibilità sociale.
Romani e Roberto Amato (autori): “Raccontare la malattia per spezzare l’isolamento dei pazienti”
“Raccontare la malattia per spezzare l’isolamento dei pazienti”. È il messaggio di Donatella Romani e Roberto Amato, autori di “Aspettando Mr Hyde”, il documentario prodotto da Telomero Produzioni con il contributo non condizionante di Otsuka Pharmaceutical e presentato il 19 ottobre alla Festa del Cinema di Roma. Attraverso le testimonianze di quattro famiglie, l’opera racconta l’impatto fisico ed emotivo dell’angioedema ereditario e mostra come ricerca scientifica, condivisione e volontà di non arrendersi possano aiutare a convivere con la patologia.
Cancian (Azienda Ospedale-Università di Padova): “Più conoscenza per ridurre i ritardi diagnostici”
“Più conoscenza per ridurre i ritardi diagnostici”. Lo ha sottolineato Mauro Cancian, direttore dell’Uosd di Allergologia dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, in occasione della presentazione di “Aspettando Mr Hyde”, il documentario di Donatella Romani e Roberto Amato, prodotto da Telomero Produzioni con il contributo non condizionante di Otsuka Pharmaceutical e presentato il 19 ottobre alla Festa del Cinema di Roma. Riconoscere l’angioedema ereditario e distinguerlo dalle forme allergiche tradizionali è fondamentale per favorire diagnosi tempestive e accesso alle terapie.
Banda della minicar a Roma, al Tribunale per i minorenni gli interrogatori dei due indagati
(Adnkronos) – Sono in corso al Tribunale per i minorenni di Roma gli interrogatori dei due minorenni di 16 e 17 anni indagati per le aggressioni compiute a bordo di una minicar nel quartiere Monteverde, a Roma, tra cui quella all’attore Davide Iacopini, finito in terapia intensiva a seguito della caduta dal monopattino. Le accuse ipotizzate per i due ragazzi sono di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso. Dopo gli interrogatori il pm valuterà quale misura cautelare chiedere al gip.
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Mantovano (Aaee): “Basta pazienti di serie A e B, i farmaci devono essere accessibili a tutti”
“Basta pazienti di serie A e B, i farmaci devono essere accessibili a tutti”. Lo ha detto Pietro Mantovano, presidente dell’Associazione Angioedema Ereditario (Aaee), in occasione della presentazione di “Aspettando Mr Hyde”, il documentario di Donatella Romani e Roberto Amato, prodotto da Telomero Produzioni con il contributo non condizionante di Otsuka Pharmaceutical, presentato il 19 ottobre alla Festa del Cinema di Roma. Tra le priorità indicate, l’accesso uniforme alle terapie e la distribuzione dei farmaci anche nelle farmacie di prossimità.
Bussolengo, rete idrica da rinnovare in via San Valentino: 100mila euro e modifiche al traffico
La rete idrica a Bussolengo viene rinnovata in via San Valentino: Acque Veronesi investe circa 100mila euro per sostituire 130 metri di tubazioni. Il cantiere comprende nuovi allacciamenti e comporta la chiusura di un tratto della strada, divieti di sosta e senso unico alternato in vicolo Bertacchina.
L’intervento, realizzato insieme al Comune, interessa condotte ormai vecchie e di dimensioni insufficienti. L’obiettivo è ridurre le perdite e migliorare il funzionamento del servizio, con benefici diretti indicati per una cinquantina di cittadini. Il punto sui lavori è stato fatto durante un sopralluogo nella mattinata del 20 ottobre.
Rete idrica a Bussolengo: cosa cambia sotto la strada
Secondo i dettagli dell’intervento riportati da Daily Verona, le vecchie tubazioni saranno sostituite da una condotta in ghisa sferoidale con diametro di 150 millimetri. Il lavoro comprende il trasferimento delle prese sulla nuova linea e il rifacimento dei singoli allacciamenti. Il rinnovo riguarda dunque anche i collegamenti alle utenze, oltre al tratto principale dell’acquedotto.
Al sopralluogo hanno partecipato il sindaco Roberto Brizzi, il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Massimo Girelli, il vicepresidente di Acque Veronesi Stefano De Pietri e il direttore generale Diego Macchiella. Brizzi ha richiamato il miglioramento di un servizio essenziale; De Pietri ha sottolineato la riduzione delle dispersioni e la sicurezza dell’approvvigionamento.
Chiusura fra il civico 37/A e corso Mazzini
Il tratto di via San Valentino compreso fra il numero 37/A e corso Mazzini sarà chiuso al traffico veicolare. Negli stalli davanti ai civici dal 37 al 31 è previsto il divieto di sosta con rimozione. In vicolo Bertacchina la circolazione sarà regolata a senso unico alternato.
Le limitazioni accompagneranno la durata dei lavori. Nell’aggiornamento del 20 ottobre non è indicata una data di conclusione. Girelli ha evidenziato il coordinamento con il gestore per contenere i disagi a residenti e attività.
La manutenzione delle reti sta interessando anche il capoluogo: i cantieri di Acque Veronesi in via Adua e vicolo San Silvestro prevedono calendari e modifiche alla circolazione distinti da quelli di Bussolengo.
