sabato, Settembre 12, 2026
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Lilt, nasce il Manifesto per l’umanizzazione delle cure per il paziente oncologico

LECCE (ITALPRESS) – Un modello di cura oncologica che “rimetta al centro la persona nella sua interezza”. Dalla necessità di ascoltare le storie dei pazienti alla costruzione di percorsi personalizzati, dal valore della prevenzione alla collaborazione con il terzo settore, fino alla tutela del benessere degli operatori. Un appello lanciato dal palco del Teatro Paisiello di Lecce, dove è stato presentato il Manifesto per l’umanizzazione delle cure per il paziente oncologico. L’occasione è il secondo congresso nazionale della Lilt, inserito negli Stati generali itineranti per l’umanizzazione delle cure e il benessere organizzativo. Dalla necessità di ascoltare le storie dei pazienti alla costruzione di percorsi personalizzati, dal valore della prevenzione alla collaborazione con il terzo settore, fino alla tutela del benessere degli operatori, il documento delinea una visione etica, organizzativa e culturale dell’oncologia in cui la tecnologia sostiene – senza sostituire – la relazione, e in cui equità, continuità assistenziale e sostenibilità diventano pilastri irrinunciabili. E’ su queste basi che si apre la riflessione presentata a Lecce, con una premessa netta: umanizzare la cura oncologica è un atto di civiltà. La malattia non è mai solo clinica; entra nella vita emotiva, sociale e lavorativa della persona e ne ridefinisce significati e priorità. Per questo il Manifesto invita a un approccio globale, biopsicosociale, in cui il paziente viene accompagnato non solo nelle decisioni terapeutiche, ma anche nel recupero di dignità, identità e senso, diventando parte attiva del proprio percorso. Nel documento presentato ampio spazio è dedicato al valore dell’ascolto. Accogliere la narrazione della malattia, le paure e le speranze, è riconosciuto come elemento terapeutico a tutti gli effetti: “le storie aiutano a costruire fiducia e ad alleare pazienti, famiglie e professionisti in un percorso comune”.
Allo stesso tempo, il Manifesto ribadisce il ruolo decisivo della prevenzione e della diagnosi precoce, sottolineando come scelte salutari e adesione ai programmi di sorveglianza migliorino la qualità della vita e rafforzino il rapporto tra cittadini e sistema sanitario. Il documento valorizza inoltre la rete del terzo settore, considerata fondamentale per offrire supporto psicologico, orientamento ai servizi e tutela dei diritti. E, se da un lato invita a utilizzare le tecnologie come strumenti agili per migliorare l’accessibilità, dall’altro ricorda che nessuna innovazione può sostituire lo sguardo, il tocco e la presenza empatica di chi cura.
“Dobbiamo cercare di deburocratizzare questa sanità e di renderla, sotto questo aspetto, più umana – ha commentato Francesco Schittulli, presidente nazionale della Lilt -. Invece di perdere tanto tempo per gestire il paziente, dobbiamo saperlo gestire dal punto di vista umano, oltre che scientifico. Il manifesto si muove proprio in questa direzione”.
“L’umanizzazione è l’aspetto fondamentale – ha spiegato Giovanni Leonardi, Capo Dipartimento One Health del ministero della Salute – il paziente deve essere al centro e ascoltato in tutto. E’ un lavoro che parte dal locale e si estende a tutta la nazione, da qui nasce la collaborazione tra Ministero e Lilt che si è fatta sempre più forte”.
Tra i punti chiave emergono anche il benessere degli operatori, la semplificazione dell’accesso ai servizi, la sicurezza dei dati sanitari e la sostenibilità ambientale ed economica, vista come responsabilità intergenerazionale. Infine, il Manifesto pone attenzione sulla medicina di genere, ritenuta essenziale per garantire equità e appropriatezza nelle cure.

– foto f06/Italpress –
(ITALPRESS).

Milano-Cortina 2026, Zaia “Dal Presidente Mattarella un messaggio prezioso”

VENEZIA (ITALPRESS) – Con la partenza della fiaccola olimpica dal Quirinale prende avvio il viaggio che ci conduce al momento più atteso: l’apertura dei Giochi. L’accensione del braciere di Milano-Cortina 2026 è un gesto che va oltre la ritualità, l’inizio di un percorso che attraversa l’Italia e coinvolge l’intero Paese” dichiara il presidente uscente della Regione del Veneto Luca Zaia. “Il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ancora una volta, ha saputo restituire l’essenza profonda di questo appuntamento, una tappa che segna la storia del nostro Paese. Ha parlato al cuore della nazione, ricordando la responsabilità che l’Italia assume davanti al mondo”.

Zaia richiama il punto centrale della riflessione del Capo dello Stato: “Il Presidente ha ribadito con grande forza il ruolo dello sport come strumento di pace. L’Olimpiade nasce per fermare i conflitti, sospendere le barbarie, aprire spazi di dialogo. Il suo auspicio è chiarissimo: tra due mesi avremo le Olimpiadi e ci auguriamo che non siano un semplice armistizio temporaneo, come nell’antica Grecia, ma un momento capace di accompagnare verso un mondo più stabile, con i conflitti recenti risolti e un futuro più sicuro”.

Il presidente del Veneto sottolinea poi il valore simbolico del territorio che ospiterà i Giochi: “Le Dolomiti saranno ancora protagoniste. Queste cime meravigliose, oggi Patrimonio dell’Umanità, sono state nel Novecento uno dei teatri più duri della Grande Guerra e poi del secondo conflitto mondiale: luoghi che hanno conosciuto sofferenza e distruzione. Eppure, già nel 1956, quando Cortina ospitò la sua prima Olimpiade, quelle stesse montagne offrirono al mondo un messaggio diverso: pace, incontro, ricostruzione. Oggi le Dolomiti rappresentano più che mai ciò di cui l’Europa ha assoluto bisogno: un memoriale vivo di pace, cooperazione e convivenza. Un’eredità da custodire e rilanciare”.

Zaia richiama anche la portata globale dell’evento: “Dal bianco e nero del 1956 al digitale di oggi, Cortina continua a parlare al mondo. Oltre tre miliardi di persone guarderanno le nostre vallate, le nostre cime e l’Arena di Verona, altro simbolo dell’Italia nel mondo. I Giochi restano una sfida imponente: dietro la fiaccola che oggi parte dal Quirinale c’è un lavoro enorme su infrastrutture, mobilità, sicurezza, sostenibilità, ospitalità. Milano-Cortina è una grande vetrina globale, ma è anche un investimento sul futuro dei territori, soprattutto quelli di montagna, che da questi Giochi trarranno nuove opportunità e nuovi servizi”.

“Il Veneto è pronto” conclude Zaia. “Accoglieremo il mondo con serietà, concretezza e orgoglio. E con un impegno chiaro: fare in modo che Milano-Cortina 2026 sia davvero un’occasione di pace, un messaggio che dalle Dolomiti sappia parlare all’Europa e al mondo”.

– Foto Regione Veneto –

(ITALPRESS).

Al via le vendite della nuova Mercedes-Benz CLA Shooting Brake elettrica

ROMA (ITALPRESS) – La nuova CLA Shooting Brake è la prima Mercedes-Benz elettrica disponibile in versione station wagon. Unisce l’eleganza, la sportività e l’intelligenza della CLA a un’ampia capacità di carico e a una spiccata versatilità degli interni. Con prezzi a partire da 58.068 euro per la CLA 250+ e da 63.668 euro per la CLA 350 4Matic, e grazie alle quattro versioni di allestimento disponibili, la nuova Shooting Brake offre versatilità non solo nell’utilizzo quotidiano, ma anche nella scelta al momento dell’acquisto. La nuova gamma si articola in quattro allestimenti, pensati per soddisfare esigenze e stili differenti: Advanced, Advanced Plus, Premium e Premium Plus. Ogni versione offre un livello differente di comfort, tecnologia e dotazioni, permettendo a ciascun cliente di configurare la propria CLA Shooting Brake in modo davvero personale.

Foto: ufficio stampa Mercedes-Benz Italia

(ITALPRESS).

Al via le vendite della nuova Mercedes-Benz CLA Shooting Brake elettrica

ROMA (ITALPRESS) – La nuova CLA Shooting Brake è la prima Mercedes-Benz elettrica disponibile in versione station wagon. Unisce l’eleganza, la sportività e l’intelligenza della CLA a un’ampia capacità di carico e a una spiccata versatilità degli interni. Con prezzi a partire da 58.068 euro per la CLA 250+ e da 63.668 euro per la CLA 350 4Matic, e grazie alle quattro versioni di allestimento disponibili, la nuova Shooting Brake offre versatilità non solo nell’utilizzo quotidiano, ma anche nella scelta al momento dell’acquisto. La nuova gamma si articola in quattro allestimenti, pensati per soddisfare esigenze e stili differenti: Advanced, Advanced Plus, Premium e Premium Plus. Ogni versione offre un livello differente di comfort, tecnologia e dotazioni, permettendo a ciascun cliente di configurare la propria CLA Shooting Brake in modo davvero personale.

Foto: ufficio stampa Mercedes-Benz Italia

(ITALPRESS).

Italpress €conomy – Puntata del 5 dicembre 2025

ROMA (ITALPRESS) – L’economia e la finanza a portata di tutti. Nella centocinquantaquattresima puntata di Italpress Economy, Claudio Brachino intervista Maurizio Pace, presidente Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Farmacisti, e con Giuliano Zoppis affronta i principali temi economici del momento.

sat/mrv

Italpress €conomy – Puntata del 5 dicembre 2025

ROMA (ITALPRESS) – L’economia e la finanza a portata di tutti. Nella centocinquantaquattresima puntata di Italpress Economy, Claudio Brachino intervista Maurizio Pace, presidente Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Farmacisti, e con Giuliano Zoppis affronta i principali temi economici del momento.

sat/mrv

350mila contratti programmati dalle imprese a dicembre, rallentamento della domanda di lavoro

ROMA (ITALPRESS) – Le imprese hanno in programma l’attivazione di circa 350mila contratti a dicembre, che diventano 1,3 milioni se si considera il trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, emerge un rallentamento della domanda di lavoro: il fabbisogno occupazionale delle imprese diminuisce del 5,9% nel mese (-22mila posizioni) e del 6,2% nel trimestre (-86mila). Ciononostante, le imprese continuano a segnalare forti difficoltà nel reperimento del personale, dichiarando di avere problemi a trovare il 46% dei profili richiesti1. E’ quanto emerge dai dati del bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nel complesso, l’industria prevede di attivare circa 79mila contratti a dicembre, con una flessione del 9,5% rispetto allo stesso mese del 2024; nel trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026 le attivazioni salgono a 357mila, con un calo de -6,3%. Negative le aspettative del comparto manifatturiero: le attivazioni previste sono circa 48mila a dicembre, in calo (-17,3%) rispetto all’anno precedente.

All’interno del manifatturiero, le principali opportunità occupazionali continuano a concentrarsi nelle industrie meccaniche ed elettroniche (oltre 12mila ingressi nel mese e 58mila nel trimestre), nelle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (9mila a dicembre e 36mila nel trimestre) e nelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (circa 8mila nel mese e oltre 43mila nel trimestre). In controtendenza, il settore delle costruzioni mostra un fabbisogno in aumento: per dicembre sono previste 31mila assunzioni (+5,7%) e nel trimestre si raggiungono 132mila attivazioni (+5,4%). Nel terziario, invece, le imprese stimano 256mila contratti a dicembre (-4,8%) e oltre 867mila tra dicembre e febbraio (-6,6%). A trainare la domanda di lavoro è il turismo (alloggio e ristorazione), con 80mila ingressi previsti nel mese (+5,4% sul 2024) e 221mila nel trimestre, seguito dal commercio (55mila nel mese e 180mila nel trimestre) e dai servizi alle persone (42mila e 159mila). Nel settore primario le imprese prevedono 15mila entrate nel mese di dicembre (-4,4% sul 2024) e quasi 77mila entro febbraio 2026 (-1.6%).

Le nuove assunzioni restano concentrate nel settore delle coltivazioni ad albero, con 5mila ingressi nel mese (-16,2%) e 28mila nel trimestre (-2,2%), e in quello delle coltivazioni di campo, che registra 4mila entrate nel mese (-1,4%) e 23mila nel trimestre (-4,7%). Crescono, invece le assunzioni nelle aziende di allevamento e in quelle impegnate nelle coltivazioni di serra. I contratti a tempo determinato si confermano la forma più utilizzata con 207mila unità (59,1% del totale), seguiti da quelli a tempo indeterminato (73mila pari al 21,0%). A dicembre, sono difficili da trovare 161mila figure sulle 350mila richieste, pari al 46%. Le criticità più marcate emergono nelle industrie metallurgiche e metallifere, dove quasi due profili su tre risultano introvabili (65,7%), seguite dalle costruzioni (62,8%) e dal legno-arredo (59,5%). Tra le professioni intellettuali e scientifiche, dove sono previste 18mila entrate e il 47,9% dei profili risulta difficile da reperire, i più difficili da trovare sono gli specialisti nelle scienze della vita (1.660 entrate con un tasso di difficoltà dell’89,4%), gli analisti e progettisti di applicazioni (1.910 posizioni, difficoltà 55,8%) e gli ingegneri (3.020 entrate, difficoltà 53,6%).

Anche tra le professioni tecniche, che contano 39.560 ingressi programmati di cui 53,2% segnalati di difficile reperimento, le maggiori difficoltà si segnalano tra i tecnici della gestione dei processi produttivi (3.220 posizioni) che presentano criticità nel 64,9% dei casi, seguiti dai tecnici in campo ingegneristico (3.770 entrate, 62,0%), dai tecnici della salute (7.620 posizioni, 59,5%) e dai tecnici informatici e delle telecomunicazioni (4.060 posizioni, 59,0%). Tra le professioni qualificate nei servizi (121.360 entrate totali programmate) le imprese segnalano difficoltà nel reperire operatori della cura estetica (4.940 posizioni, difficoltà 57,3%), figure dei servizi sanitari e sociali (5.810 posizioni, 54,6%), personale della ristorazione (64.920 contratti, 52,1%). Infine, tra gli operai specializzati (55.250 ingressi complessivi previsti), le difficoltà più elevate riguardano i fabbri e ferrai costruttori di utensili (1.740 posizioni, difficoltà 73,3%), i meccanici artigianali e manutentori (7.650 posizioni, 71,4%), gli addetti alle rifiniture edilizie (9.830 posizioni, 70,0%), i fonditori, saldatori e lattonieri (3.380 posizioni, 70,0%) e gli operai specializzati del tessile e abbigliamento (1.630 posizioni, 68,7%).

Tra le professioni maggiormente richieste nel settore primario emergono criticità nel reperimento sul mercato di allevatori e operai specializzati della zootecnia (680 entrate previste nel mese, di cui 65,1% con difficoltà) e di conduttori di macchine agricole (1.010 entrate, 51,5%). Le imprese prevedono inoltre di coprire una parte significativa delle assunzioni con personale immigrato: si tratta del 22,7% delle entrate complessive, pari a 79mila posizioni a dicembre. Sul piano territoriale, il Nord-Est, 85.420 contratti previsti, si conferma l’area con le maggiori difficoltà di reperimento, con il 51,9% dei profili considerati difficili da coprire e picchi del 56% in Trentino-Alto Adige. Seguono il Nord-Ovest (96.430 contratti e 47,2% la difficoltà), il Centro (rispettivamente 69.660 entrate e 43,7%) e infine il Sud e le Isole (98.320 entrate di cui 41,3% difficili da reperire).

 

(ITALPRESS).

350mila contratti programmati dalle imprese a dicembre, rallentamento della domanda di lavoro

ROMA (ITALPRESS) – Le imprese hanno in programma l’attivazione di circa 350mila contratti a dicembre, che diventano 1,3 milioni se si considera il trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, emerge un rallentamento della domanda di lavoro: il fabbisogno occupazionale delle imprese diminuisce del 5,9% nel mese (-22mila posizioni) e del 6,2% nel trimestre (-86mila). Ciononostante, le imprese continuano a segnalare forti difficoltà nel reperimento del personale, dichiarando di avere problemi a trovare il 46% dei profili richiesti1. E’ quanto emerge dai dati del bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nel complesso, l’industria prevede di attivare circa 79mila contratti a dicembre, con una flessione del 9,5% rispetto allo stesso mese del 2024; nel trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026 le attivazioni salgono a 357mila, con un calo de -6,3%. Negative le aspettative del comparto manifatturiero: le attivazioni previste sono circa 48mila a dicembre, in calo (-17,3%) rispetto all’anno precedente.

All’interno del manifatturiero, le principali opportunità occupazionali continuano a concentrarsi nelle industrie meccaniche ed elettroniche (oltre 12mila ingressi nel mese e 58mila nel trimestre), nelle industrie alimentari, delle bevande e del tabacco (9mila a dicembre e 36mila nel trimestre) e nelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (circa 8mila nel mese e oltre 43mila nel trimestre). In controtendenza, il settore delle costruzioni mostra un fabbisogno in aumento: per dicembre sono previste 31mila assunzioni (+5,7%) e nel trimestre si raggiungono 132mila attivazioni (+5,4%). Nel terziario, invece, le imprese stimano 256mila contratti a dicembre (-4,8%) e oltre 867mila tra dicembre e febbraio (-6,6%). A trainare la domanda di lavoro è il turismo (alloggio e ristorazione), con 80mila ingressi previsti nel mese (+5,4% sul 2024) e 221mila nel trimestre, seguito dal commercio (55mila nel mese e 180mila nel trimestre) e dai servizi alle persone (42mila e 159mila). Nel settore primario le imprese prevedono 15mila entrate nel mese di dicembre (-4,4% sul 2024) e quasi 77mila entro febbraio 2026 (-1.6%).

Le nuove assunzioni restano concentrate nel settore delle coltivazioni ad albero, con 5mila ingressi nel mese (-16,2%) e 28mila nel trimestre (-2,2%), e in quello delle coltivazioni di campo, che registra 4mila entrate nel mese (-1,4%) e 23mila nel trimestre (-4,7%). Crescono, invece le assunzioni nelle aziende di allevamento e in quelle impegnate nelle coltivazioni di serra. I contratti a tempo determinato si confermano la forma più utilizzata con 207mila unità (59,1% del totale), seguiti da quelli a tempo indeterminato (73mila pari al 21,0%). A dicembre, sono difficili da trovare 161mila figure sulle 350mila richieste, pari al 46%. Le criticità più marcate emergono nelle industrie metallurgiche e metallifere, dove quasi due profili su tre risultano introvabili (65,7%), seguite dalle costruzioni (62,8%) e dal legno-arredo (59,5%). Tra le professioni intellettuali e scientifiche, dove sono previste 18mila entrate e il 47,9% dei profili risulta difficile da reperire, i più difficili da trovare sono gli specialisti nelle scienze della vita (1.660 entrate con un tasso di difficoltà dell’89,4%), gli analisti e progettisti di applicazioni (1.910 posizioni, difficoltà 55,8%) e gli ingegneri (3.020 entrate, difficoltà 53,6%).

Anche tra le professioni tecniche, che contano 39.560 ingressi programmati di cui 53,2% segnalati di difficile reperimento, le maggiori difficoltà si segnalano tra i tecnici della gestione dei processi produttivi (3.220 posizioni) che presentano criticità nel 64,9% dei casi, seguiti dai tecnici in campo ingegneristico (3.770 entrate, 62,0%), dai tecnici della salute (7.620 posizioni, 59,5%) e dai tecnici informatici e delle telecomunicazioni (4.060 posizioni, 59,0%). Tra le professioni qualificate nei servizi (121.360 entrate totali programmate) le imprese segnalano difficoltà nel reperire operatori della cura estetica (4.940 posizioni, difficoltà 57,3%), figure dei servizi sanitari e sociali (5.810 posizioni, 54,6%), personale della ristorazione (64.920 contratti, 52,1%). Infine, tra gli operai specializzati (55.250 ingressi complessivi previsti), le difficoltà più elevate riguardano i fabbri e ferrai costruttori di utensili (1.740 posizioni, difficoltà 73,3%), i meccanici artigianali e manutentori (7.650 posizioni, 71,4%), gli addetti alle rifiniture edilizie (9.830 posizioni, 70,0%), i fonditori, saldatori e lattonieri (3.380 posizioni, 70,0%) e gli operai specializzati del tessile e abbigliamento (1.630 posizioni, 68,7%).

Tra le professioni maggiormente richieste nel settore primario emergono criticità nel reperimento sul mercato di allevatori e operai specializzati della zootecnia (680 entrate previste nel mese, di cui 65,1% con difficoltà) e di conduttori di macchine agricole (1.010 entrate, 51,5%). Le imprese prevedono inoltre di coprire una parte significativa delle assunzioni con personale immigrato: si tratta del 22,7% delle entrate complessive, pari a 79mila posizioni a dicembre. Sul piano territoriale, il Nord-Est, 85.420 contratti previsti, si conferma l’area con le maggiori difficoltà di reperimento, con il 51,9% dei profili considerati difficili da coprire e picchi del 56% in Trentino-Alto Adige. Seguono il Nord-Ovest (96.430 contratti e 47,2% la difficoltà), il Centro (rispettivamente 69.660 entrate e 43,7%) e infine il Sud e le Isole (98.320 entrate di cui 41,3% difficili da reperire).

 

(ITALPRESS).

Ufficio Postale agli Uffizi, un ponte tra storia, arte e innovazione

FIRENZE (ITALPRESS) – C’è un ufficio postale assolutamente unico nel suo genere, soprattutto per la sua posizione. Si trova all’interno delle Gallerie degli Uffizi ed è lì dal 1866, cioè un anno dopo da quando Firenze divenne capitale d’Italia. L’ufficio fino al 1917 ha continuato a operare sempre nello stesso luogo, la sala delle Reali Poste, successivamente è stato spostato: prima del Covid era situato all’ingresso del museo, mentre oggi si trova quasi all’uscita. In pratica, l’ultima immagine che i turisti e gli appassionati d’arte portano con sè prima di lasciare gli Uffizi è proprio quella dell’ufficio postale delle Reali Poste all’interno del celebre museo.
“L’orgoglio per avere un ufficio postale all’interno delle Gallerie degli Uffizi è enorme – racconta Marianeve Vitiello, responsabile di Poste Italiane della filiale Firenze 1 Città. – Questo ufficio è una vera perla rara nel contesto cittadino. La filiale di Firenze 1, infatti, è strutturata in modo capillare e dispone di 40 uffici postali aperti mattina e molti di questi anche il pomeriggio, che accolgono quotidianamente un numero significativo di persone. Solo quest’anno, abbiamo registrato circa 2000 presenze nei nostri uffici, che si impegnano a offrire servizi utili nella vita quotidiana. Qui, agli Uffizi, abbiamo una piccola perla che rappresenta tutto ciò che fa Poste Italiane: dall’attenzione al cliente risparmiatore, ai servizi di Cassa Depositi e Pprestiti”.
Per Poste Italiane il 2025 è un anno speciale: “Ricorrono i 100 anni dalla prima sottoscrizione del buono postale e i 150 anni dal primo libretto – prosegue Vitiello. – Qui i clienti possono trovare tutta la gamma di prodotti di investimento, oltre ai servizi di uso quotidiano: pagamenti di utenze, tariffe telefoniche convenienti, collegamenti internet, conto corrente o Postepay Evolution per transazioni online sicure e funzionali. Un altro punto importante è l’utilizzo della prenotazione digitale, che permette di recarsi negli uffici senza fare la fila. La nostra super app offre funzionalità avanzate per accedere facilmente ai servizi”.
Oltre alla sua collocazione unica, l’ufficio postale agli Uffizi ha anche caratteristiche particolari legate alla filatelia. “Siamo posizionati vicino all’uscita del museo e rappresentiamo una tappa importante per tutti i visitatori, italiani e stranieri. Siamo uno shop avanzato: qui si possono acquistare souvenir speciali e prodotti filatelici, affrancare lettere con cura e inviare cartoline che condividono l’esperienza nella città. La filatelia ha un grande valore collezionistico e di unicità: ogni francobollo o folder è una tiratura limitata che mantiene il suo valore nel tempo”.
Vitiello ricorda alcuni eventi significativi: “Abbiamo partecipato ai festeggiamenti per i 250 anni della Galleria degli Uffizi con l’emissione di un francobollo dedicato, e al quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci con francobolli e prodotti filatelici importanti. Questi oggetti diventano veri e propri ricordi per i visitatori, aggiungendo valore all’esperienza del museo e lasciando un simbolo tangibile di Poste Italiane, un’azienda che vuole essere al servizio della nazione”.
(ITALPRESS).

Ufficio Postale agli Uffizi, un ponte tra storia, arte e innovazione

FIRENZE (ITALPRESS) – C’è un ufficio postale assolutamente unico nel suo genere, soprattutto per la sua posizione. Si trova all’interno delle Gallerie degli Uffizi ed è lì dal 1866, cioè un anno dopo da quando Firenze divenne capitale d’Italia. L’ufficio fino al 1917 ha continuato a operare sempre nello stesso luogo, la sala delle Reali Poste, successivamente è stato spostato: prima del Covid era situato all’ingresso del museo, mentre oggi si trova quasi all’uscita. In pratica, l’ultima immagine che i turisti e gli appassionati d’arte portano con sè prima di lasciare gli Uffizi è proprio quella dell’ufficio postale delle Reali Poste all’interno del celebre museo.
“L’orgoglio per avere un ufficio postale all’interno delle Gallerie degli Uffizi è enorme – racconta Marianeve Vitiello, responsabile di Poste Italiane della filiale Firenze 1 Città. – Questo ufficio è una vera perla rara nel contesto cittadino. La filiale di Firenze 1, infatti, è strutturata in modo capillare e dispone di 40 uffici postali aperti mattina e molti di questi anche il pomeriggio, che accolgono quotidianamente un numero significativo di persone. Solo quest’anno, abbiamo registrato circa 2000 presenze nei nostri uffici, che si impegnano a offrire servizi utili nella vita quotidiana. Qui, agli Uffizi, abbiamo una piccola perla che rappresenta tutto ciò che fa Poste Italiane: dall’attenzione al cliente risparmiatore, ai servizi di Cassa Depositi e Pprestiti”.
Per Poste Italiane il 2025 è un anno speciale: “Ricorrono i 100 anni dalla prima sottoscrizione del buono postale e i 150 anni dal primo libretto – prosegue Vitiello. – Qui i clienti possono trovare tutta la gamma di prodotti di investimento, oltre ai servizi di uso quotidiano: pagamenti di utenze, tariffe telefoniche convenienti, collegamenti internet, conto corrente o Postepay Evolution per transazioni online sicure e funzionali. Un altro punto importante è l’utilizzo della prenotazione digitale, che permette di recarsi negli uffici senza fare la fila. La nostra super app offre funzionalità avanzate per accedere facilmente ai servizi”.
Oltre alla sua collocazione unica, l’ufficio postale agli Uffizi ha anche caratteristiche particolari legate alla filatelia. “Siamo posizionati vicino all’uscita del museo e rappresentiamo una tappa importante per tutti i visitatori, italiani e stranieri. Siamo uno shop avanzato: qui si possono acquistare souvenir speciali e prodotti filatelici, affrancare lettere con cura e inviare cartoline che condividono l’esperienza nella città. La filatelia ha un grande valore collezionistico e di unicità: ogni francobollo o folder è una tiratura limitata che mantiene il suo valore nel tempo”.
Vitiello ricorda alcuni eventi significativi: “Abbiamo partecipato ai festeggiamenti per i 250 anni della Galleria degli Uffizi con l’emissione di un francobollo dedicato, e al quinto centenario della morte di Leonardo da Vinci con francobolli e prodotti filatelici importanti. Questi oggetti diventano veri e propri ricordi per i visitatori, aggiungendo valore all’esperienza del museo e lasciando un simbolo tangibile di Poste Italiane, un’azienda che vuole essere al servizio della nazione”.
(ITALPRESS).