sabato, Ottobre 24, 2026
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Carceri, Barbaro (Asi): “”Duecentomila euro per recupero spazi sportivi dentro Rebibbia”

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Alla conferenza stampa di presentazione dei lavori per la riqualificazione degli spazi sportivi all’interno del braccio G8 dell’istituto penitenziario di Rebibbia, ha partecipato anche il presidente dell’ASI, Claudio Barbaro. Il sottosegretario ha rimarcato l’importanza dell’investimento che il suo ente, assieme ad altri attivi a livello nazionale, è riuscito a recuperare per i lavori di messa in sicurezza delle aree utilizzate dai detenuti.

Carceri, a Rebibbia 200mila euro per riqualificare palestra e campo sportivo del braccio G8

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Il lavori di riqualificazione degli spazi sportivi del braccio G8 dell’Istituto penitenziario di Rebibbia sono iniziati. Al Nuovo Complesso, diretto dalla dottoressa Teresa Mascolo, verrà restituita piena funzionalità e adeguate condizioni di sicurezza alla palestra interna e al campo sportivo. Circa 200mila euro di lavori che sono stati resi possibili grazie alla raccolta fondi a cui hanno partecipato il Ministero per lo Sport e i Giovani, la Federazione Italiana Giuoco Calcio, l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e quattro enti di promozione sportiva tra cui ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane).

Recupero aree sportive Rebibbia, Abodi: “”Garantire sport a tutti come scritto in Costituzione””

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Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha partecipato alla conferenza stampa tenutasi dentro l’istituto penitenziario di Rebibbia. Un appuntamento utile per illustrare il piano di lavoro che riporterà al braccio G8 del Nuovo Complesso capitolino una nuova palestra e un campo da calcio che potranno utilizzare i detenuti. Un’iniziativa che segue la via tracciata dal governo e che mira a far sì che lo sport possa essere praticato da tutti.

Trasporti, Asstra: “Investire significa agire su energia, ambiente, economia e società”

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(Adnkronos) – Si è concluso al Parco dei Principi Grand Hotel di Roma la 20ª edizione del Convegno Nazionale ASSTRA, “Mobilità di valore, valore alla mobilità”, due giornate di confronto sul presente e sul futuro del trasporto pubblico locale. Alla plenaria conclusiva il Presidente dell’Associazione, Andrea Gibelli, ha indicato la direzione per il prossimo ciclo di investimenti nel settore. 

“Il PSNMS e il PNRR ci hanno permesso, in questi anni, di rinnovare i servizi di trasporto pubblico all’insegna della programmazione, sperimentando un metodo per trasferire valore ai territori basato su finanziamenti certi, scadenze stringenti, milestone e rendicontazione. È stata un’esperienza da non disperdere, perché ha dato molti frutti”, ha dichiarato il presidente di ASSTRA, Andrea Gibelli. “Nell’attuale contesto socioeconomico nazionale e geopolitico mondiale, garantire continuità a quanto fatto e continuare ad investire sul trasporto pubblico locale significa agire al tempo stesso sulla politica energetica, ambientale, economica e sociale del Paese. È il momento di definire, per il Paese, un piano ambizioso per lo sviluppo del trasporto pubblico. Un piano che richiede risorse certe per programmare nuove infrastrutture, nuovi veicoli e nuovi servizi e per assorbire i potenziali shock inflattivi; regole chiare e omogenee rispetto al quadro regolatorio europeo, per favorire la concorrenza; contratti di servizio adeguati a valorizzare la natura industriale e commerciale della gestione del servizio”. 

Un settore che pesa sul Paese – Nella sua Relazione, Gibelli ha richiamato le dimensioni del comparto: circa 12 miliardi di euro di fatturato, 113 mila dipendenti, 15 milioni di passeggeri al giorno e circa 40 miliardi di euro di investimenti nel periodo 2015-2033. Un settore che, secondo le elaborazioni ASSTRA, ha un effetto moltiplicatore sul PIL: 1 euro generato dal trasporto pubblico locale ne attiva altri 4 nell’economia. 

 

Chiusa la spinta del PNRR e con il Piano strategico per la mobilità sostenibile destinato a esaurirsi nel 2033, la relazione del presidente segnala la necessità di nuove risorse per investimenti e spesa corrente. Per rispettare la normativa europea sulla transizione energetica servono, secondo il modello ASSTRA, circa 740 milioni di euro l’anno di investimenti e 300 milioni di costi operativi aggiuntivi. Restano aperti i temi della perdita di potere d’acquisto del Fondo nazionale trasporti (circa 800 milioni di euro rispetto all’inflazione), del passaggio dal 2027 alla compartecipazione IRPEF regionale e dei 1,25 miliardi di euro di risorse già stanziate e in attesa di erogazione alle aziende. Pesano inoltre i rincari di gasolio (+52%), metano (+48%) ed energia elettrica (+40%), il rinnovo del CCNL 2024-2026 coperto dal 2027 solo al 54% e l’aumento dei premi assicurativi, fino al +150%. 

Asstra chiede un quadro regolatorio più semplice, stabile e allineato al Regolamento (CE) 1370/2007 e ai principi europei, che affermi la specialità della disciplina di settore, riduca le stratificazioni normative e i vincoli a carico delle imprese pubbliche, in particolare quando operano in concorrenza. Tra le richieste anche contratti adeguati. Contratti di servizio di durata compatibile con gli investimenti, adeguati alle dinamiche esterne e capaci di garantire l’equilibrio economico-finanziario, in vista della prossima stagione degli affidamenti dei contratti in scadenza. 

L’intervento del presidente Gibelli ha sottolineato come “la formula innovativa di convegno interattivo ha fatto emergere un’Asstra molto pragmatica. Il messaggio che vogliamo lasciare è che le aziende di trasporto hanno cambiato pelle: sono più tecnologiche e molto più energivore; quindi, meritano uno status giuridico che riconosca questo ruolo”. 

 

Gibelli ha poi posto enfasi sul tema dell’aumento dei costi energetici e delle risorse destinate al TPL, indicando la necessità di collegare l’andamento dei prezzi dei carburanti alle tariffe: “Abbiamo avanzato delle proposte, tra cui quella di legare in maniera coerente il costo dei carburanti alle tariffe perché consente di continuare a fornire un servizio come quello previsto dai contratti. Noi offriamo posti di lavoro in settori che vengono ancora molto identificati soltanto con gli autisti. Oggi essere dipendente di una società di trasporto vuol dire avere competenze nel settore energetico e in quello digitale. E questo, perché no, significa anche un modo di viaggiare per l’autista molto diverso rispetto al passato”, ha concluso Gibelli. 

Dopo le sessioni tematiche parallele del 21 ottobre su economia, lavoro, regolazione e innovazione, i cui contributi alimentano il documento di sintesi strategica, il 22 ottobre la plenaria ha ospitato i saluti istituzionali del Presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, Nicola Zaccheo, e del Direttore di ANSFISA, Domenico Capomolla, e due tavole rotonde, “Economia e Regolazione” e “Lavoro e Tecnologie”, con rappresentanti di istituzioni nazionali ed europee, Regioni, Comuni e operatori del settore. “Il trasporto pubblico locale è uno dei settori più importanti e cruciali per il nostro Paese: è proprio con i mezzi del trasporto pubblico che si muovono quotidianamente milioni di persone. In questo momento abbiamo bisogno di investimenti nel settore per far sì che la sostenibilità ambientale si concretizzi effettivamente. Proprio il trasporto pubblico locale, se riuscisse a conquistare sempre più utenti e quote modali, contribuirebbe sicuramente alla sostenibilità ambientale”. Così Nicola Zaccheo, presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti. In chiusura di convegno, Domenico Capomolla (ANSFISA) ha sottolineato il ruolo della prevenzione, della manutenzione e della vigilanza basata sul rischio per garantire la sicurezza delle infrastrutture, indicando nell’autonomia dell’Agenzia e nel dialogo tra istituzioni e operatori due leve per rafforzare il sistema dei trasporti. 

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economia

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Juventus, infortunio per Celik: come sta e quando torna in campo

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(Adnkronos) –
Infortunio per Zeki Celik. Il difensore della Juventus ha rimediato un problema muscolare durante la partita contro il Rennes, valida per la terza giornata di Europa League e pareggiata 2-2 all’Allianz Stadium, uscendo anzitempo dal campo. Schierato titolare sulla fascia destra, Celik è stato sostituito da Kalulu e si sottoporrà nelle prossime ore agli esami per valutare l’entità dell’infortunio. 

Celik ha lamentato un dolore alla coscia destra e salterà la trasferta di campionato contro il Lecce, in programma domenica 25 ottobre. La sua presenza è da considerare in dubbio anche per la sfida infrasettimanale contro il Genoa a Marassi, mentre Spalletti spera di recuperarlo per il big match contro il Napoli di domenica 1 novembre. 

 

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sport

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Papa Leone non andrà ad Assisi il 27 ottobre per favorire ripresa dopo intervento: invierà un messaggio di pace

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(Adnkronos) – Il Papa, “per favorire la ripresa a seguito dell’intervento di chirurgia toracica di martedì della scorsa settimana, seguendo il consiglio dei medici, non potrà essere presente ad Assisi il 27 ottobre, come previsto, per l’incontro ‘Pace disarmata e disarmante’, nel 40° anniversario della Giornata di preghiera mondiale per la pace, convocata da San Giovanni Paolo II”. Lo fa sapere il Vaticano.  

Il Pontefice, spiega il Vaticano, “farà pervenire un suo messaggio di vicinanza agli organizzatori, ai capi e ai rappresentanti delle confessioni cristiane e delle religioni, come agli ospiti che saranno presenti, nella convinzione che lo “spirito di Assisi”, il dialogo e la ricerca di parole e gesti di pace siano risorse preziose in un’epoca di conflitti”. 

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cronaca

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Italia economia n° 42 del 21 ottobre 2026

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Cida compie 80 anni: giovani, merito e futuro al centro per dare una direzione al cambiamento; Assolombarda, l’industria è coraggiosa ma chiede più dialogo; Omc Med Energy 2027, Ravenna al centro delle strategie energetiche del Mediterraneo; Difesa e AI, al via la collaborazione fra Rheinmetall Italia e ConnectED Mind; Global Welfare Summit 2026: tutele diseguali tra piccole e grandi imprese, la proposta di un patto nazionale; Dal Piano casa ai costi dell’energia, gli obiettivi della FenealUil; Finanza, a Milano il primo Investor Day di Cdp: 150 investitori a confronto su prospettive di crescita; Engineering presenta la piattaforma per la cybersicurezza nell’era Ai; Tech, Armundia Group: ‘complessità si governa con conoscenza profonda’; Pmi in Europa: numeri, investimenti e la sfida delle direttive Ue;  Inaugurata a Milano la mostra ‘Prototipi di futuro’, tra macchine, brevetti e tecnologia

Milano, Sala: “Sì ai militari, ma serve un piano nazionale per l’adolescenza”

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(Adnkronos) – “L’ho detto fin dal primo momento, nello scorso weekend il numero degli agenti in campo non era a mio giudizio sufficiente. Per questo non sono contrario alla presenza di un contingente di militari a Milano”. Lo afferma il sindaco di Milano Giuseppe Sala in una intervista al Corriere della Sera alla vigilia delle nuove manifestazioni previste per domani. “Non si può fare diversamente – aggiunge – Bisogna rispondere ai cittadini, ed è un bisogno assolutamente normale. È chiaro che è una misura davvero temporanea: tra l’altro mi risulta che il decreto parli di tre mesi. Ma è anche vero che o il problema lo risolvi subito o non lo risolvi”.  

“In questi giorni ho sentito parlare con toni allarmati di ‘proteste degli studenti’ – afferma – Le proteste degli studenti ci sono sempre state, magari con toni accesi, ma senza violenza. Non perdiamo la capacità di distinguere, per favore”. E aggiunge: “Milano, con le sue vetrine sfavillanti è una calamita, tanto è vero che tra i ragazzi che sono stati fermati nel weekend solo il 20% sono di Milano. Ma non credo che una città meno sfavillante, più cupa, sia l’alternativa”. Per Sala “non è questione semplicemente di banlieue, ma di interiorizzazione del ghetto. Le periferie sono più virtuali che fisiche. Ragazzi che ritengono che il patto sociale si sia rotto e si rifugiano in un altro mondo”.  

Per il sindaco di Milano “i social media stanno rovinando una generazione” e per affrontare il problema del disagio giovanile bisogna “lavorare sugli spazi e sui luoghi di aggregazione giovanile è molto importante. E non solo spazi. Più educatori, negli spazi frequentati dai ragazzi. Inoltre, senza retorica, bisogna rafforzare l’inclusione e il senso di appartenenza dei ragazzi di origine straniera”. “Bisogna andare sempre più anche verso le povertà educative – afferma – verso chi non va a scuola, chi rifiuta un certo tipo di modelli. È molto più difficile”.  

Parlando del ruolo del governo, dice: “Ho certamente vissuto momenti di maggior vicinanza ai sindaci da parte di chi governa. Ho visto che in Francia i sindaci delle città con manifestazioni violente come Parigi, Marsiglia e Lione, sono stati ricevuti dal primo ministro francese. Evidentemente noi sindaci italiani siamo meno stimati”. E aggiunge: “Servono investimenti. Ma se il governo non volesse dare più risorse direttamente alle città, perché non lancia almeno un piano nazionale per l’adolescenza, che venga costruito insieme alle città?”. Infine, un richiamo al centrosinistra: “Se la sinistra nei convegni afferma che il tema sicurezza non va lasciato alla destra e poi non ha il coraggio di affrontare le situazioni di insicurezza, commette un errore. Un errore che può avere conseguenze al momento del voto”.  

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politica

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Ucraina, anche Meloni tra i potenziali negoziatori: i candidati per parlare con Putin

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(Adnkronos) – I leader europei stanno esaminando potenziali negoziatori per confrontarsi con Vladimir Putin nei colloqui volti a porre fine alla guerra in Ucraina. Fonti diplomatiche hanno riferito al Telegraph che sono stati presi contatti con possibili candidati per il ruolo. La premier italiana Giorgia Meloni, il presidente finlandese Alexander Stubb, e il presidente ceco Petr Pavel, sono stati tutti proposti per la posizione, così come Mette Frederiksen, la premier danese, e Jonas Gahr Støre, il premier norvegese. Nelle ultime settimane, in tutta Europa è cresciuto il senso di urgenza nel trovare rappresentanti che si uniscano ai colloqui di pace, a causa dei timori che Donald Trump non rappresenti più i migliori interessi del Continente.  

“Ciò che l’Europa ha imparato è che deve esserci innanzitutto un consenso sul fatto che dobbiamo negoziare con i russi”, ha detto al Telegraph una fonte a conoscenza delle discussioni. “In secondo luogo, deve esserci un consenso su quale sia tale posizione”. La spinta dell’Europa ad assumere un ruolo più importante nei negoziati tra Kiev e Mosca è stata innescata da oltre un anno di mediazione statunitense infruttuosa. I tentativi di Trump di mediare un accordo di pace si sono in gran parte arenati a causa del rifiuto di Putin di abbandonare le sue richieste territoriali massimaliste in Ucraina. 

Mercoledì, Steve Witkoff, l’inviato del presidente degli Stati Uniti, ha annunciato che i colloqui trilaterali tra Stati Uniti, Ucraina e Russia riprenderanno il mese prossimo. Tuttavia, le discussioni si svolgeranno sullo sfondo della decisione della Casa Bianca di revocare le sanzioni a Mosca e di un accordo per l’importazione di diesel dalla Russia.  

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internazionale/esteri

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Protesta dei tir, stop ai blocchi in Campania: ripartono i rifornimenti. Il Garante invoca la precettazione

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(Adnkronos) – Rientra progressivamente l’emergenza legata alla protesta degli autotrasportatori, con la rimozione dei presidi in diverse regioni del Sud e la ripresa progressiva della circolazione e dei rifornimenti. In Campania sono stati rimossi nella notte tutti i presidi degli autotrasportatori e degli agricoltori sulla rete autostradale, nel Casertano e nel Salernitano. Sciolto anche il presidio di via Argine, a Napoli Est, nei pressi di una delle raffinerie cittadine: le forze dell’ordine hanno scortato i mezzi diretti ai distributori per favorire la ripresa dei rifornimenti. In precedenza, gli autotrasportatori avevano raggiunto la raffineria con una manifestazione pacifica, procedendo a passo d’uomo per protestare contro il caro carburante. 

La situazione resta comunque in evoluzione e il ritorno alla normalità richiederà tempo, soprattutto per recuperare i ritardi nella distribuzione dei carburanti e delle merci. Anche in Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia la mobilitazione si è progressivamente ridimensionata, con la sospensione di numerose iniziative e la rimozione di diversi blocchi. 

La rimozione dei presidi rappresenta un segnale importante verso il ritorno alla normalità, anche se resta aperta la vertenza economica della categoria, che contesta l’aumento dei costi del gasolio e chiede misure ritenute adeguate a sostenere le imprese. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato giovedì un pacchetto di aiuti da 175,2 milioni di euro per contrastare il caro carburante e sostenere i comparti maggiormente colpiti. La quota principale, pari a 105,2 milioni, è destinata all’autotrasporto; 60 milioni vanno all’agricoltura e 10 milioni alla pesca. 

Per i camionisti sono previsti ulteriori fondi per il credito d’imposta sul gasolio, oltre alla possibilità di sospendere fino al 31 marzo 2027 alcuni canoni di leasing dei veicoli. Il provvedimento punta ad alleggerire i costi delle imprese e a favorire la ripresa dell’attività. Una parte degli autotrasportatori, tuttavia, considera gli interventi insufficienti rispetto all’aumento delle spese di esercizio e chiede misure più incisive. 

Sulla vicenda è intervenuta anche la Commissione di garanzia sugli scioperi, che ha segnalato alle autorità competenti i rischi legati al protrarsi dei blocchi. Il Garante ha richiamato la necessità di tutelare la libertà di circolazione, la salute e la sicurezza dei cittadini, oltre a garantire la distribuzione dei beni di prima necessità e la continuità dei servizi essenziali. 

La Commissione ha quindi sollecitato l’adozione dei provvedimenti necessari, chiedendo di valutare anche la precettazione. Non si tratta, però, di un provvedimento già disposto: la richiesta punta a favorire la ripresa delle consegne e a impedire che eventuali blocchi residui continuino a compromettere servizi essenziali. 

La protesta è finita anche sotto la lente della magistratura. La Procura di Napoli ha avviato accertamenti sulle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nella mobilitazione degli autotrasportatori, per verificare eventuali condizionamenti, minacce o intimidazioni nei confronti di chi intendeva proseguire il lavoro. 

Si tratta di ipotesi investigative ancora da verificare, che non possono essere estese all’intera categoria. L’obiettivo è chiarire se, accanto alle rivendicazioni economiche legate al caro gasolio, vi siano stati tentativi di condizionamento criminale. 

 

 

 

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cronaca

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