mercoledì, Settembre 16, 2026
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Ex Ilva, i sindacati proclamano 24 ore di sciopero dopo l’incontro col Governo

ROMA (ITALPRESS) – I sindacati hanno proclamato 24 ore di sciopero all’ex Ilva a partire da domani, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi tra governo, organizzazioni dei lavoratori e commissari di Acciaierie d’Italia.

“Pieno sostegno della Cgil allo sciopero proclamato da Fiom, Fim e Uilm, per contrastare la chiusura della ex Ilva”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Il Governo – aggiunge il leader della Cgil – deve ritirare il piano proposto e la presidente del Consiglio – deve intervenire direttamente. Basta chiacchiere, servono investimenti e fatti concreti per dare un futuro al nostro sistema industriale ed occupazionale“, conclude Landini.

LA NOTA DI PALAZZO CHIGI

Nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi fra Governo e organizzazioni sindacali sull’ex Ilva, l’Esecutivo ha chiarito che non ci sarà un’estensione ulteriore della Cassa integrazione, accogliendo così la principale richiesta avanzata dagli stessi sindacati nel corso del precedente tavolo. In alternativa, saranno individuati adeguati percorsi di formazione in favore dei lavoratori, anche per coloro già in Cassa integrazione. La formazione servirà a far acquisire ai lavoratori le competenze necessarie alla lavorazione dell’acciaio prodotto con le nuove tecnologie green. Il Governo ha confermato, inoltre, piena volontà di concentrare le risorse sulla manutenzione degli impianti per mettere in sicurezza i lavoratori e in prospettiva aumentare la capacità produttiva. L’Esecutivo – fa sapere la nota di Palazzo Chigi – ha fatto poi il punto sullo stato delle trattative per la vendita del Gruppo e ha manifestato la propria disponibilità a tenere aperto il confronto.

La riunione è stata presieduta dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e per il Governo hanno partecipato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Marina Calderone, il Ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e per il PNRR, Tommaso Foti, e il Consigliere per i rapporti con le parti sociali, Stefano Caldoro. Da remoto hanno preso parte anche rappresentanti delle Regioni Puglia, Liguria e Piemonte. Per i sindacati, erano presenti i rappresentanti di Fiom Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl metalmeccanici, Usb e Federmanager. Hanno partecipato all’incontro, inoltre, i rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e i commissari straordinari del Gruppo Ilva.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Unipol apre una nuova sede a Bruxelles e organizza un convegno al Parlamento Europeo

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Un doppio evento di rilevanza strategica per il Gruppo Unipol si è tenuto oggi a Bruxelles: l’apertura di una nuova sede di rappresentanza istituzionale, in Avenue Marnix n.23, e l’organizzazione di un convegno, presso il Parlamento Europeo, dal titolo “Il contributo delle assicurazioni alla competitività europea”, ospitato dalle Vicepresidenti del Parlamento, Pina Picierno e Antonella Sberna.

Due momenti complementari che segnano un passo importante nel percorso di crescita della società e nel suo ulteriore impegno nell’ambito dei public affairs, volto a favorire anche a livello europeo il dialogo tra Istituzioni, rappresentanti del settore assicurativo ed esponenti del mondo economico. Il convegno, in particolare, è stato un’occasione di confronto sul ruolo delle compagnie assicurative a supporto della nuova agenda per la competitività europea.

All’evento hanno preso parte Pina Picierno e Antonella Sberna, Vicepresidenti del Parlamento europeo, Federica Favi, Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio, Raffaele Fitto, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la Coesione e le Riforme, Vincenzo Celeste, Rappresentante Permanente d’Italia presso l’Unione europea, Carlo Cimbri, Presidente di Unipol, Matteo Laterza, Amministratore Delegato di Unipol, Ugo Bassi, Director of Banking, Insurance and Financial Crime presso la DG FISMA, Lauro Panella, membro del Gabinetto della Commissaria per i Servizi Finanziari, Luca Ferrais, Head of Unit – European & International Affairs, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Stefano Genovese, Head of Institutional & Public Affairs di Unipol. e ha visto anche un’ampia partecipazione di membri del Parlamento europeo della delegazione italiana che hanno preso parte ai lavori.

Il convegno ha voluto sottolineare come la Savings and Investments Union (SIU), il progetto di rilancio e sviluppo della struttura finanziaria dell’Unione lanciato dalla Commissione europea, possa diventare uno strumento decisivo per orientare gli investimenti privati e come il settore assicurativo possa essere un partner attivo della nuova agenda europea per sostenere la crescita, la stabilità finanziaria e la protezione sociale.

Attraverso strumenti di risparmio e previdenza, le compagnie assicurative possono orientare risorse verso infrastrutture, innovazione e sostenibilità, contribuendo alla stabilità dei mercati e alla resilienza economica. La loro capacità di effettuare investimenti di lungo periodo in settori strategici, consentendo di finanziare infrastrutture ed innovazione attenuando la pro-ciclicità dei mercati, di mobilitare il risparmio delle famiglie verso l’economia reale, evitando a cittadini e imprese di accantonare risparmio precauzionale, e di gestire i grandi rischi, dalle catastrofi naturali alla salute, accelerando il rimbalzo post-shock e riducendo gli oneri sui bilanci pubblici, rappresenta un elemento essenziale per la competitività europea.

A livello globale le catastrofi naturali, ad esempio, hanno generato nel 2024 perdite economiche stimate in 318 miliardi di dollari, di molto superiori a quelle del 2023 pari a circa 280 miliardi. Di tale importo, solo 137 miliardi risultano coperti da polizze assicurative (108 nel 2023).

In Italia, l’alluvione che ha colpito il Nord del Paese nel maggio del 2023 è stato l’evento meteorologico più costoso degli ultimi cinquant’anni, con danni complessivi stimati in circa 8,5 miliardi di euro. In questo contesto, le assicurazioni private forniscono supporto concreto per ristorare i danni subiti e garantire la continuità delle attività lavorative e imprenditoriali; ricerche EIOPA e BCE dimostrano come una maggiore penetrazione assicurativa possa ridurre il costo sociale complessivo di un evento catastrofale grazie ad una ripresa economica più rapida rispetto a quella generata dalle sole misure di assistenza pubblica post-calamità.

Nel corso del convegno è stato tuttavia evidenziato come, per consentire al settore assicurativo di contribuire al rilancio della competitività europea tanto come investitore istruzionale quanto nel proprio ruolo sociale di protezione dal rischio per famiglie e imprese, sia necessario un quadro normativo coerente e competitivo, in grado di garantire pari condizioni operative ed eliminare asimmetrie regolamentari che creano condizioni di svantaggio competitivo, con effetti distorsivi sulla concorrenza e sul buon funzionamento del mercato unico. Sebbene il settore assicurativo europeo gestisca, infatti, oltre 9,6 trilioni di euro e abbia un modello di business naturalmente allineato agli investimenti a lungo termine, la capacità di dispiegare il suo “capitale paziente” nell’economia reale risulta frenata da ostacoli normativi e istituzionali.

Tra questi, un ostacolo normativo è rappresentato dalla asimmetria competitiva tra banche e assicurazioni che, con il cosiddetto Danish Compromise, attribuisce ai gruppi bancari il beneficio di un trattamento prudenziale di favore sulle loro partecipazioni assicurative, mentre tale trattamento di favore non è concesso alle compagnie assicurative che detengono partecipazioni bancarie. Inoltre, è stato evidenziato come l’eccesso di regolamentazione generi costi ed incertezza. Il settore finanziario europeo è uno dei più regolamentati al mondo: il solo “Single Rulebook” finanziario ha superato le 15.000 pagine. È stato quindi auspicato un approccio regolamentare improntato ai concetti di equità e proporzionalità, a sostegno delle partnership pubblico-privato e della parità di condizioni (level playing field) tra assicurazioni e banche, e a beneficio di tutti i cittadini italiani ed europei.

Il dibattito si inserisce nel solco tracciato dai Rapporti Draghi e Letta, che hanno evidenziato la necessità di colmare il divario in termini di produttività e innovazione rispetto ai principali concorrenti globali e tra gli stessi Paesi europei. Un’urgenza raccolta dalla nuova Commissione europea che, con la Bussola per la competitività, ha delineato una strategia per coniugare decarbonizzazione e competitività, ridurre le dipendenze esterne e semplificare il quadro regolatorio.

-Foto ufficio stampa Unipol-
(ITALPRESS).

Aran e le organizzazioni sindacali sottoscrivono l’ipotesi di CCNL dell’area sanità 2022-2024

ROMA (ITALPRESS) – L’Aran e le organizzazioni sindacali dell’area dalla sanità hanno sottoscritto l’ipotesi di contratto relativo al triennio 2022-2024. Il contratto si rivolge ad oltre 137.000 dirigenti, di cui 120.000 medici e 17.000 sanitari non medici (profili di biologo, chimico, fisico, psicologo, farmacista e dirigenti delle professioni sanitarie). L’ipotesi ci caratterizza principalmente per i sensibili incrementi economici medi mensili a regime di 490 euro/mese per 13 mensilità, parte dei quali destinati all’incremento dello stipendio tabellare. Ulteriori incrementi sono poi stati previsti per la retribuzione di posizione di parte fissa che, per quanto attiene i dirigenti neoassunti, esso rappresenta un incremento del 55% finalizzato a valorizzare l’ingresso dei giovani e di rendere maggiormente competitivo ed attrattivo il Servizio Sanitario nazionale. E’ stata inoltre incrementata l’indennità di direzione di struttura complessa e le indennità di specificità per i profili medico veterinari e per i profili sanitari.

LE REAZIONI

“La firma di oggi è arrivata a poco più di un mese dall’avvio della trattativa. Si garantiscono incrementi economici significativi, compresi 6.500 euro medi di arretrati. Con il via libera di oggi si apre la strada all’avvio in tempi rapidi del negoziato per il triennio 2025-2027. Ringrazio le organizzazioni sindacali per il contributo e il confronto costruttivo”. Così il presidente Aran, Antonio Naddeo.

“La Cisl esprime grande soddisfazione per la sottoscrizione, avvenuta presso l’Aran, insieme alla Cisl Medici, dell’ipotesi di accordo del Ccnl dell’Area Sanità per il triennio 2022-2024. Si tratta di un risultato significativo che riguarda un settore cruciale per la vita del Paese”. Così la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola. “Parliamo di professionisti che, negli ultimi anni, anche a causa della pandemia e della riduzione degli organici, hanno garantito con impegno, sacrificio e senso di responsabilità cure e assistenza ai cittadini. A loro va il nostro riconoscimento e la nostra gratitudine. Ora è necessario proseguire con determinazione nel percorso avviato. Per questo chiediamo che, nell’immediato, venga emanato l’atto di indirizzo per il triennio 2025-2027, così da avviare senza ritardi il nuovo negoziato e assicurare continuità ai rinnovi contrattuali. Auspichiamo che la sanità pubblica e i professionisti che vi operano tornino al centro dell’agenda politica del Paese. Il Ssn rappresenta una conquista di civiltà che va difesa e rafforzata, senza arretramenti”, conclude.

La firma di oggi all’Aran del contratto anche per la dirigenza medica e sanitaria, è un altro obiettivo concreto raggiunto da questo Governo. È un traguardo che si inserisce in un percorso virtuoso, reso possibile grazie all’impegno e alle risorse stanziate in due leggi di Bilancio, al lavoro dell’Agenzia della rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni e al dialogo costruttivo con quelle organizzazioni sindacali capaci di ascoltare le reali istanze dei lavoratori”. Queste le parole del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. “Il rinnovo prevede aumenti decisi, nella linea già tracciata dall’Esecutivo, con la volontà di incrementare il potere d’acquisto delle retribuzioni. Il rinnovo del contratto 2022/2024 anche per i dirigenti sanitari assicura, grazie alle risorse complessive disponibili pari a 1,2 miliardi, un incremento del 7,27%, con aumenti medi di circa 491 euro al mese per 13 mensilità e in arretrati medi stimati in 6.500 euro”, aggiunge.

“Altro elemento di grande soddisfazione è rappresentato dal fatto che la firma arrivi a poco più di un mese dall’avvio della trattativa. Unico rammarico è la mancata adesione, anche questa volta, della Cgil (seguita dalla Fassid) che continua in una logica, ora più che mai, dettata da obiettivi non sindacali, bensì politici”, osserva. Ora, chiusi i rinnovi 2022/2024 per tutti i settori, il ministro per la Pubblica amministrazione guarda avanti. “C’è già la data, quella del 3 dicembre, quel giorno inizierà la trattativa per la tornata 2025/2027 per il rinnovo delle Funzioni centrali. Si tratta di una tempistica mai vista prima nella storia repubblicana. Perché grazie alle risorse già messe a disposizione dal Governo è diventata realtà la possibilità di firmare i contratti del pubblico impiego nei termini previsti, creando così un percorso virtuoso nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini”, conclude Zangrillo.

“Siamo felici di aver dato una prima, importante risposta agli oltre 137 mila dirigenti medici e sanitari sulle cui spalle si regge il Servizio Sanitario Nazionale”. Questo il commento a caldo che arriva da Marco Alparone, presidente del Comitato di settore Regioni – Sanità. “Abbiamo lavorato per garantire il riconoscimento professionale e il giusto equilibrio tra valorizzazione economica e qualità del lavoro – ha aggiunto Alparone –, privilegiando la parte fissa della retribuzione rispetto alla parte accessoria nel quadro di risorse previste da legge di bilancio”.

Per le Regioni e Province autonome l’obiettivo è quello di disegnare un quadro contrattuale in grado sia di tutelare le competenze professionali presenti all’interno del sistema salute sia di richiamarne di nuove, rafforzando così la capacità attrattiva delle amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie pubbliche, in un’ottica di sostenibilità economica e organizzativa. “Abbiamo chiuso in meno di due mesi un contratto atteso condividendo con Aran, che ringraziamo, il percorso negoziale. Con la firma di oggi – chiosa Alparone – si conclude la tornata contrattuale 2022-2024 per tutti i contratti della sanità e delle funzioni locali. Intendiamo procedere con la stessa determinazione per rilasciare in tempi brevi l’atto di indirizzo necessario all’avvio della contrattazione per il triennio 2025-2027″.

– foto ufficio stampa Aran –

(ITALPRESS).

Cop30, Cotana “Rse a Belem per mostrare risultati ricerca in diversi settori”

BELEM (BRASILE) (ITALPRESS) – “Rse è qui alla Cop30 per mostrare i risultati della ricerca in vari settori. In particolare quelli molto significativi che stiamo ottenendo nella fusione nucleare e nella produzione, stoccaggio e tracciabilità dell’idrogeno”. Così Franco Cotana, Ceo di Rse, intervistato dalla Italpress a margine di un evento organizzato al Padiglione Italia della Cop30 di Belem, dedicato a importanti soluzioni tecnologiche per la decarbonizzazione del settore energetico.

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Dal 19 novembre la piattaforma “Carta del docente” sarà utilizzabile per i residui non spesi

ROMA (ITALPRESS) – Dalle ore 12 di domani la piattaforma “Carta del docente” sarà accessibile per gli insegnanti che dispongano di eventuali residui dell’anno scolastico 2024/2025 e per i beneficiari di sentenze a cui è stata data esecuzione. Pertanto, gli insegnanti potranno usufruire dell’importo dovuto, cioè dell’eventuale residuo sui 500 euro spettanti per l’anno scolastico 2024/2025 ovvero degli importi definiti dalle sentenze di cui è data esecuzione.

“Con la riapertura di domani confermiamo la nostra cura per la formazione e il costante aggiornamento dei docenti“, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).