domenica, Ottobre 25, 2026
Home Blog Pagina 46

Montelibretti, esplosione al Comune durante la manutenzione dei condizionatori: due feriti

0

(Adnkronos) – Un’esplosione si è verificata negli uffici comunali di Montelibretti oggi, giovedì 22 ottobre, intorno a mezzogiorno, durante i lavori di manutenzione degli impianti di condizionamento.  

Secondo quanto apprende l’Adnkronos, danni sono stati registrati nei locali, mentre un dipendente comunale e una studentessa sono stati trasportati dai sanitari del 118 in codice verde all’ospedale Sant’Andrea di Roma. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari della Asl Roma 5 e i carabinieri. Indagini in corso per ricostruire la dinamica.  

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Lavoro, Cum (Elis): “Valorizzare gli over 55 e favorire il dialogo tra generazioni”

0

(Adnkronos) – Valorizzare i lavoratori over 55 e favorire il passaggio di competenze tra generazioni sono gli obiettivi del progetto “GenerAzione Talento”, promosso da Poste Italiane nell’ambito del Consorzio Elis. I risultati dell’iniziativa sono stati presentati al Ceo Meeting del Consorzio, a Villa Fassini, a Roma. 

“Abbiamo acceso un riflettore sui senior che hanno costruito la storia di un’organizzazione e che a volte si ritrovano messi un po’ da parte”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Elis, Pietro Cum. 

“Li abbiamo ascoltati e ci hanno raccontato che vorrebbero ancora uno sguardo di fiducia su di loro, per non lasciare l’organizzazione in punta di piedi, ma tornare a essere coinvolti”, ha spiegato Cum. Il progetto punta anche a rafforzare l’intergenerazionalità, creando un passaggio di testimone tra chi lascia il lavoro e chi entra: “Oggi i giovani che entrano in azienda sono sempre di meno e hanno bisogno di una guida, di chi ha esperienza professionale e umana per accompagnarli nel loro sviluppo”. 

—

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Logistica, a Piacenza le fiere T3 Expo e Agv Exp: autotrasporto chiede risposte

0

(Adnkronos) – Si aprono oggi a Piacenza Expo T3 Expo, la mostra-convegno dedicata all’allestimento dei veicoli industriali e commerciali, e Agv Expo, la nuova manifestazione europea dedicata ai veicoli a guida automatica e ai robot mobili autonomi. Due appuntamenti complementari firmati Mediapoint & exhibitions, in programma fino a sabato 24 ottobre, che mettono in relazione il trasporto su strada e l’automazione della logistica, offrendo a imprese, costruttori e operatori un’occasione di confronto sulle trasformazioni tecnologiche e sulle sfide del mercato. 

La seconda edizione di T3 Expo riunisce la filiera degli allestimenti, dei veicoli industriali e commerciali specializzati, mentre Agv Expo porta per la prima volta a Piacenza le tecnologie per la movimentazione automatizzata delle merci. La contemporaneità delle due manifestazioni consente di affrontare in una prospettiva integrata l’efficienza dei flussi logistici, dalla strada al magazzino, in una fase segnata dalla transizione energetica, dall’evoluzione tecnologica e dalle difficoltà operative delle imprese. 

Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & exhibitions, ha dichiarato: “La soddisfazione per il debutto di Agv Expo è enorme. La manifestazione nasce per rispondere all’esigenza di un appuntamento dedicato ai veicoli a guida automatica, strettamente legati all’automotive e alla logistica. La concomitanza con T3 Expo valorizza questa connessione, anche per il ruolo centrale delle batterie. La prima edizione conta una ventina di espositori e ha già superato quota mille visitatori preregistrati. Guardiamo già alla prossima edizione, prevista a ottobre 2027 alle Fiere di Parma, in un padiglione dedicato accanto al Gis”. 

 

 

“La contemporanea presenza di Agv Expo e T3 Expo conferma la capacità di Piacenza di essere riferimento per l’innovazione, la logistica e il trasporto. Due manifestazioni che valorizzano comparti strategici per la competitività del sistema produttivo, favorendo l’incontro tra imprese, ricerca e nuove tecnologie. Piacenza, forte della sua posizione strategica e della sua vocazione logistica, è il luogo ideale per promuovere il dialogo tra innovazione e industria, sostenendo opportunità di crescita, sviluppo sostenibile e nuove prospettive per il territorio”, dichiara la sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi. 

A fare da sfondo all’apertura delle manifestazioni è la difficile situazione dell’autotrasporto, alle prese con l’aumento dei costi operativi e con il fermo che interessa una parte degli operatori nel Sud Italia. Le misure economiche annunciate dal Governo non hanno placato le contestazioni di tutte le rappresentanze del settore: al centro del confronto ci sono la distribuzione dei sostegni, la tutela dei margini delle imprese e la necessità di intervenire sulle regole che disciplinano i rapporti con la committenza. 

Per Trasportounito FIAP, il punto non è soltanto l’entità delle risorse stanziate, ma la capacità delle misure di incidere sulle condizioni economiche in cui operano le aziende. L’associazione evidenzia inoltre che i benefici annunciati coprirebbero soltanto una parte dei maggiori costi e che l’esclusione di alcuni mezzi, tra cui quelli Euro 4 e delle categorie ambientali inferiori, contribuisce al malcontento degli operatori. Tra le richieste di Trasportounito FIAP figura l’introduzione per legge di una clausola obbligatoria sul costo del gasolio, con l’indicazione in fattura del carburante effettivamente sostenuto dall’impresa, l’obbligo per il committente di riconoscerne il costo e un sistema di vigilanza e sanzioni. L’obiettivo è affiancare agli interventi emergenziali strumenti normativi in grado di tutelare concretamente la sostenibilità economica del trasporto. 

—

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

La deputata Matone trova anello prezioso a Montecitorio e lo mette in cassaforte: ecco chi è il proprietario

0

(Adnkronos) – “Un anello spettacolare”, così lo ha descritto Simonetta Matone. La deputata della Lega l’ha trovato a Montecitorio, non nei pressi dell’aula, cui hanno accesso solo i deputati, ma in una zona del palazzo di Montecitorio con accesso un po’ più libero. “Mi trovavo vicino la galleria dei presidenti, a poca distanza dalla banca, un’area in cui è possibile passino anche i clienti della banca -spiega Matone all’Adnkronos-. In bagno, su una mensola, vedo questo anello spettacolare: due brillanti, bellissimo. Mi è sembrato verissimo”.  

L’esponente del Carroccio si è subito attivata: “Ho pensato alla disperazione della proprietaria e così sono andata in aula e l’ho subito affidato agli assistenti parlamentari che l’hanno messo in cassaforte”. La Matone, che è un magistrato, si è però subito preoccupata della fase di recupero dell’oggetto smarrito: “Ho preteso un verbale ed ho fatto una foto all’anello. E’ un oggetto di valore: chi vorrà rivendicarlo, il proprietario e la proprietaria, dovrà dimostrare di esserlo”.  

Ma il giallo è durato poco. L’anello è stato infatti restituito dopo poco alla proprietaria. A quanto apprende l’AdnKronos, infatti una donna si è recata negli uffici di Montecitorio, dimostrandone la proprietà. La signora non è una deputata. 

—

politica

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Morgan: “”Sanremo è un grande evento, ma manca la musica. De Martino? Ottimo ballerino””

0

“Qual è l’unica cosa che manca a Sanremo? La musica. Mi piange il cuore e sono stanco di vedere umiliato l’unico spazio nazionale a disposizione per fare la canzone. Il prossimo conduttore del festival Stefano De Martino? È un ottimo ballerino”. A parlare è Marco Castoldi, in arte Morgan, in occasione della presentazione del documentario a lui dedicato ‘Non importa dove’ di Francesco Fei e Consuelo Moschella, in anteprima alla Festa del Cinema di Roma. (di Lucrezia Leombruni)

Terzo valico, Webuild: piena solidità consorzio Cociv

0

(Adnkronos) – In relazione alle notizie di stampa sul terzo valico e sulla situazione occupazionale nei cantieri, Webuild precisa che “la situazione non dipende da mancanze del consorzio Cociv, ma da crediti scaduti e da varianti non istruite dalla committenza: da parte di Rfi restano dunque da pagare lavori già eseguiti e fatture scadute. Il ministro Salvini ha recentemente indicato una carenza di stanziamenti di oltre 20 miliardi per completare le opere pubbliche avviate e di circa 8 urgenti per non fermare i lavori. È in questo quadro che si colloca la situazione del terzo valico, così come altri cantieri in Italia”, si legge in una nota di Webuild. 

Webuild, continua il comunicato, “conferma l’attenzione per lavoratori, imprese della filiera e territori coinvolti, e prosegue il confronto con sindacati e istituzioni, auspicando una rapida definizione delle partite aperte per consentire la ripresa delle attività e il celere completamento dell’infrastruttura. Il settore privato ha risposto alla straordinaria crescita dei progetti, spinta dal Pnrr, formando persone e investendo in produttività: è importante che il sistema nel suo insieme, rafforzi pianificazione, stanziamenti e competenze per gestire la complessità delle opere e il loro completamento, in un quadro che comprenda anche le opere future, per assicurare continuità alle imprese, occupazione e competitività al sistema industriale e migliori infrastrutture ai cittadini”. 

—

economia

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

MotoGp, domani libere e pre-qualifiche Gp Australia: orario e dove vederle

0

(Adnkronos) – Torna in pista la MotoGp. A due settimane dal weekend del Gp d’Indonesia, il Motomondiale si sposta a Phillip Island per il Gp d’Australia, in programma da domani, venerdì 23 ottobre, a domenica 25 ottobre. Si comincia all’1.40 di mattina con le prove libere, per continuare alle 6 con le pre-qualifiche. Si riparte dal trionfo di Marco Bezzecchi e dell’Aprilia a Mandalika, dove ha preceduto altre tre moto di Noale, quelle di Raul Fernandez, Jorge Martin e Ai Ogura. Ecco orari, programma di giornata e dove vedere tutti gli appuntamenti di domani in tv e streaming. 

Ecco gli appuntamenti di venerdì 23 ottobre, del Gp d’Australia: 

Ore 1.40: MotoGp – Prove Libere 

Ore 6.00: MotoGp – Pre-Qualifiche. 

Le prime prove libere e le pre-qualifiche del Gp d’Australia saranno visibili in diretta sui canali Sky Sport e in streaming su Sky Go e Now. 

—

sport

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Ora solare, l’effetto che non ti aspetti: “Quando l’orologio torna indietro la prostata si accende”

0

(Adnkronos) –
Mancano 48 ore al ritorno dell’ora solare che scatterà nella notte fra sabato 24 e domenica 25 ottobre. Nell’attesa dello switch, “l’attenzione generale si concentra quasi sempre su quel quadrante d’orologio spostato indietro di 60 minuti, sull’ora di sonno apparentemente guadagnata la domenica mattina e sulle giornate che si accorciano di colpo. Eppure, sotto la superficie del semplice cambio d’orario si muove una fitta trama biologica che spesso ignoriamo: il nostro corpo non misura il tempo con le lancette convenzionali, ma attraverso precisi orologi biologici interni profondamente legati ai cambi di luce, alla temperatura e ai ritmi del sistema nervoso”. E “in questo passaggio stagionale, un organo che registra con prontezza e vulnerabilità il cambio di passo è la prostata”. Lo spiega all’Adnkronos Salute l’immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all’università Lum ‘Giuseppe Degennaro’. “Se l’inizio della primavera, con l’ora legale, è il momento dell’iperreattività e della congestione – favorito dall’aumento repentino della luce e dal risveglio ormonale – il ritorno all’ora solare segna una fase del tutto opposta. L’autunno non ‘accende’ la ghiandola per eccesso di stimoli: la irrigidisce, esasperando le tensioni muscolari, il ristagno circolatorio e i classici disturbi urinari”. L’effetto che non ti aspetti, un risvolto a sorpresa oltre al solito ‘mini-jet lag’ su cui due volte all’anno si accendono puntualmente i riflettori delle cronache.  

“La combinazione tra il buio che anticipa il suo arrivo e i primi cali di temperatura – descrive Minelli – mette subito in allarme il sistema nervoso autonomo. La sua componente di reazione rapida (il sistema simpatico), sollecitata dal clima più rigido, rilascia noradrenalina, una sostanza che invia un comando preciso ai recettori distribuiti nella muscolatura della prostata e nel collo della vescica: contrarsi. La conseguenza è immediata: la muscolatura si stringe, il canale urinario incontra più resistenza e il flusso perde la sua consueta fluidità. È proprio in queste giornate di fine ottobre”, dunque, che alla toilette “molti uomini avvertono la comparsa, o il brusco peggioramento, di esitazione alla ‘partenza’, getto debole e una fastidiosa sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica. Spesso si teme un improvviso ingrossamento della ghiandola, mentre nella maggior parte dei casi si tratta di una reazione muscolare involontaria guidata dal sistema nervoso e dal freddo”. 

Insomma, “spostare le lancette non è un passaggio neutro per la centrale operativa del nostro cervello – avverte lo specialista – La variazione improvvisa tra luce e buio disturba temporaneamente la produzione di ormoni chiave, a cominciare dall’ormone antidiuretico (la vasopressina), che ha il compito fisiologico di concentrare le urine durante la notte per permetterci un riposo continuo. Quando questo meccanismo perde sincronia e il ritmo del sonno si frammenta per via del cambio d’ora, la produzione di urina notturna cresce. Se a questo si aggiunge una vescica resa più suscettibile e nervosa dall’aria più fresca della camera da letto, il bisogno impellente di alzarsi una o più volte per andare in bagno può diventare un disturbo tutt’altro che infrequente”. 

Il cambio d’ora, inoltre, “porta con sé anche abitudini diverse: il freddo e il buio pomeridiano spingono alla pigrizia, si esce meno per camminare e si tende a bere meno acqua”. Accade quindi, illustra Minelli, che “meno movimento e più tempo trascorso seduti riducono il drenaggio del plesso venoso che circonda la prostata, favorendo un ristagno di liquidi a livello del bacino che fa fatica a riassorbirsi. Nello stesso tempo, la sedentarietà e i pasti più pesanti possono rallentare l’intestino e alterare l’equilibrio del microbiota, rendendo la barriera intestinale più permeabile. In queste condizioni, sostanze infiammatorie e frammenti batterici possono raggiungere più facilmente per contiguità i tessuti urogenitali: la prostata, già tesa e contratta per il freddo, diventa così il bersaglio debole in cui un’infiammazione silente si riaccende sotto forma di bruciore, senso di peso e fastidio pelvico”. 

“La medicina dei ritmi biologici – conclude l’immunologo – ci insegna che questi disturbi non esplodono a caso a fine ottobre. Proteggersi dai primi sbalzi termici, bere con regolarità nelle ore diurne evitando di caricarsi di liquidi a ridosso del sonno, camminare ogni giorno per riattivare la circolazione pelvica e mantenere regolare l’intestino sono scelte semplici, capaci di disinnescare la morsa dell’autunno prima che l’orologio interno finisca fuori tempo”. 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Diocesi di Verona, il primo bilancio di missione: conti, accoglienza e cinquemila volontari

Il bilancio della Diocesi di Verona fotografa attività, risorse e patrimonio del 2025. Il primo documento di missione pastorale registra oltre 10,5 milioni di entrate diocesane e circa cinquemila volontari impegnati anche nella gestione economica, con l’obiettivo di rendere più trasparente l’azione della Chiesa.

Presentato il 22 ottobre, il lavoro nasce nel percorso di riorganizzazione della Curia avviato nell’ottobre 2023. Come riferisce Daily Verona sui risultati della rendicontazione pastorale, lo scopo è far conoscere meglio la vita della comunità ecclesiale e rafforzare il confronto con le realtà del territorio.

Bilancio della Diocesi di Verona: i conti del 2025

Per la Diocesi le entrate ammontano a 10.586.822 euro, a fronte di uscite per 9.776.841 euro: la differenza positiva è di 809.981 euro. Separatamente, i dati delle parrocchie indicano 33.492.881 euro in entrata e 32.278.773 in uscita, con un saldo di 1.214.108 euro.

Sono due perimetri distinti, che permettono di leggere le risorse diocesane e quelle parrocchiali senza confonderle. Le cifre sono state illustrate da Roberto Marrella, delegato dell’Area dei servizi generali, che comprende risorse economiche e culturali, comunicazione e attività legali.

Il patrimonio descritto comprende 43 immobili diocesani destinati all’accoglienza, quasi settecento chiese, oltre trecento canoniche e più di tremila immobili parrocchiali. Alla gestione contribuiscono circa cinquemila volontari, che mettono a disposizione anche competenze economiche.

Ascolto, fragilità e formazione degli adulti

Il documento organizza le attività in tre ambiti: annuncio, prossimità e servizi generali. Il focus annuale riguarda il Giubileo. Nell’annuncio emerge una forte attenzione ai giovani, mentre la recente Assemblea diocesana ha indicato come prioritaria la formazione degli adulti. Sono quasi tremila i ministri della comunione.

La metodologia è stata sviluppata dal Dipartimento di Management dell’Università e dall’Associazione Diocesana Opere Assistenziali, con Giorgio Mion e Tomas Chiaramonte. Il percorso confluisce nella collaborazione fra Ateneo e Diocesi sulla valutazione dell’impatto sociale.

Per il vescovo Domenico Pompili la trasparenza riguarda anche la qualità dei rapporti e la responsabilità verso ciò che viene affidato alla Chiesa. La rendicontazione prova così ad affiancare ai numeri la cura delle fragilità, l’accoglienza e il lavoro quotidiano delle comunità.

Il dilemma: insalata e affettati freschi o in busta? Guida pratica per pasti express e i rischi da evitare

0

(Adnkronos) – Il dilemma si consuma quasi ogni giorno davanti al banco della gastronomia o tra le corsie del supermercato: cedere alla fragranza rassicurante del salume appena affettato o affidarsi alla comoda praticità della vaschetta preconfenzionata? Lo stesso vale per l’insalata: il richiamo del ‘pronto all’uso’ vincerà sulla possibilità di scegliere il cespo più fresco e croccante, sul quale sono però necessari lavaggi più accurati e operazioni di sfoltimento per eliminare le foglie esterne più maltrattate? Ogni opzione ha vantaggi e insidie da schivare, ma dagli esperti arriva una guida pratica per orientarsi tra gusto, sicurezza e chimica del frigo. Con consigli su conservazione e tempi massimi per il consumo e l’identikit dei nemici da cui stare in guardia. 

Affettati, quando scatta il conto alla rovescia?
 

“Da un lato c’è il rito sensoriale del taglio al momento, con il profumo che si sprigiona subito e una consistenza morbida che non ha subito alcuna compressione meccanica; dall’altro c’è la certezza della scorta domestica, sempre pronta all’uso e sigillata con rigore tecnologico. Dal punto di vista prettamente nutrizionale – illustra all’Adnkronos Salute l’immunologo Mauro Minelli, professore di Nutrizione clinica all’università Lum ‘Giuseppe Degennaro’ – la materia prima di partenza non differisce in maniera sostanziale: le proteine nobili, la quota lipidica e il profilo dei micronutrienti restano pressoché identici a parità di pezzatura e qualità dichiarata. Ciò che cambia in modo radicale è la dinamica di conservazione, l’interazione con l’ambiente circostante e, di conseguenza, il livello di rischio microbiologico a cui ci esponiamo una volta varcata la soglia di casa”. 

La vaschetta industriale, continua l’esperto, “non è un semplice involucro di plastica, ma un piccolo ecosistema sterile regolato dalla cosiddetta atmosfera modificata. Al suo interno, l’ossigeno atmosferico viene sostituito da una miscela calibrata di azoto e anidride carbonica, gas inerti e innocui che bloccano l’ossidazione dei grassi e impediscono la proliferazione dei microrganismi aerobi. Tale processo permette al prodotto di mantenere inalterate le proprie caratteristiche per settimane, a patto che la confezione rimanga integra e conservata a temperatura controllata”.  

L’affettato incartato dal salumiere, al contrario, “viene avvolto in un foglio di carta per alimenti che offre una barriera protettiva assai blanda, esponendo fin da subito la superficie al contatto con l’aria e all’azione lenta ma inesorabile dell’ossigeno – precisa Minelli – Tuttavia, l’illusione di sicurezza che molti associano alla vaschetta crolla nel preciso istante in cui la pellicola protettiva viene rimossa: una volta aperta, l’aria esterna irrompe nella confezione e il prodotto preconfezionato diventa a tutti gli effetti identico a quello fresco del banco. Da quel momento scatta un vero e proprio conto alla rovescia biologico. I salumi cotti ad alto contenuto di umidità, come il prosciutto cotto o il tacchino, sono matrici idratate e poco salate che offrono un terreno fertile per i batteri: andrebbero consumati tassativamente entro 48 ore dall’apertura o dall’acquisto. I crudi stagionati, come il prosciutto crudo, il salame o la bresaola, possiedono invece una percentuale di acqua libera molto più bassa e una concentrazione salina superiore, fattori che consentono una finestra di consumo leggermente più ampia, comunque non superiore a 3 o 4 giorni”. 

Un nemico temibile nei nostri frigoriferi
 

“Ma il vero nemico invisibile del nostro frigorifero – avverte Minelli – si chiama Listeria monocytogenes, un microrganismo insidioso capace di moltiplicarsi anche alle basse temperature di refrigerazione e particolarmente temibile per soggetti fragili o donne in gravidanza. Spesso i frigoriferi domestici sono tarati erroneamente sopra i 6 o 7 gradi, dimezzando di fatto i tempi di conservazione sicura e favorendo la crescita batterica senza che il cibo appaia visibilmente guasto”. 

Avanzi, la bussola sensoriale
 

Per orientarsi nella gestione degli avanzi, “i nostri sensi restano strumenti preziosi, purché si impari a decifrarne i segnali senza farsi ingannare – raccomanda Minelli – La vista, ad esempio, può trarre in inganno: quei riflessi cangianti e quasi metallici che a volte notiamo sulla bresaola o sul manzo affettato non sono indizio di putrefazione, ma un banale fenomeno ottico di diffrazione della luce sulle fibre muscolari tagliate in modo trasversale. L’ingrigimento superficiale, dal canto suo, segnala una semplice ossidazione della mioglobina che peggiora il sapore, ma non nuoce alla salute. Il vero campanello d’allarme sensoriale risiede altrove, a cominciare dal tatto. Se toccando una fetta di salume si percepisce una patina viscida, appiccicosa o scivolosa, ci si trova davanti a un biofilm batterico conclamato, segnale inequivocabile che il cibo deve finire direttamente nella spazzatura – avverte l’esperto – Allo stesso modo, qualsiasi sentore olfattivo acido, pungente o sulfureo deve indurre a evitare imprudenti assaggi di prova”. La gastronomia quotidiana, conclude, “premia senza dubbio il profumo del banco fresco, mentre i ritmi moderni beneficiano della tecnologia della vaschetta; in entrambi i casi, la regola d’oro non cambia: consumare in fretta, mantenere il freddo costante e non sfidare mai il giudizio del buon senso”. 

E l’insalata?
 

C’è una parola che identifica il processo produttivo al quale vengono sottoposti i prodotti ortofrutticoli e il modo in cui vengono venduti: è la gamma e se ne distinguono 5, dalla I gamma che si riferisce a frutta, verdura e ortaggi freschi non sottoposti a trattamenti di conservazione, alla V gamma che fa riferimento ai prodotti pre-cotti o cotti. In mezzo c’è la II gamma (vegetali trattati e conservati in barattolo), la III gamma (surgelati) e la IV gamma, cioè insalata e ortaggi lavati, confezionati e pronti al consumo, tra i prodotti più acquistati. Questi ultimi vanno lavati nuovamente a casa? Alla domanda risponde un focus di ‘Dottore, ma è vero che…?’, la piattaforma anti-bufale curata dalla Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), in cui si precisa che non tutte le insalate confezionate sono uguali. Per sciogliere il dubbio va letta l’etichetta del prodotto, che indica se un prodotto è ‘ready to eat’ o se è consigliato il lavaggio. Quello che c’è da sapere è che i prodotti di IV gamma, spiegano gli esperti, sono sottoposti a lavaggio industriale e conservati a temperatura controllata prima della vendita. Dal punto di vista nutrizionale le differenze sono minime: fra l’insalata fresca o in busta cambia principalmente la modalità di vendita. Una ricerca condotta dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie nel 2015 ha evidenziato che la presenza di contaminazione da batteri patogeni nelle insalate già lavate è inferiore rispetto ai vegetali freschi e non trattati. Tornando all’aspetto nutrizionale, il lavaggio e il taglio industriale possono comportare la perdita di alcuni micronutrienti (alcuni studi segnalano una riduzione della vitamina C e di polifenoli). Ma, ribadiscono gli esperti, l’apporto di minerali e fibre è equiparabile al prodotto non imbustato. Se si opta per gli ortaggi freschi, il lavaggio casalingo più efficace prevede l’uso di disinfettanti a base di cloro (per uso alimentare), da diluire secondo indicazioni in acqua potabile e risciacquare.  

Quali rischi negli ortaggi freschi  

Frutta e verdura possono ospitare batteri, virus e altri microrganismi provenienti dal terreno o dall’acqua di irrigazione, si avverte nel focus degli esperti anti-bufale. Ma il rispetto delle norme igieniche e il lavaggio riducono molto il rischio, pur non eliminandolo completamente. I principali patogeni che possono essere associati a frutta e verdura sono Salmonella, Listeria, Escherichia coli, Norovirus, Yersinia. Altri rischi derivano dal virus dell’epatite A. Un discorso a parte riguarda le donne in gravidanza: secondo alcune ricerche, lavare anche le insalate in busta è un’accortezza in più contro, per esempio, la toxoplasmosi, infezione causata da un parassita e pericolosa per le donne incinte, segnalano i medici. La possibilità che tracce di toxoplasma siano presenti nei prodotti di IV gamma è bassa, ma non nulla, come conferma un’indagine su 10 Paesi europei coordinata dall’Istituto superiore di sanità, che ha esaminato oltre 3mila campioni di insalate lavate e pronte al consumo. Il dato italiano, tra tutti, è il più rassicurante. Ma anche i consumatori giocano un ruolo. Una volta a casa, i prodotti della IV gamma vanno conservati in frigo (a temperatura compresa tra 0°C e +4°C) e consumati entro la data di scadenza. Il loro aspetto deve essere intatto e la busta non deve presentare troppa condensa. E’ bene infine scegliere marchi affidabili e controllare che sulle confezioni sia indicata anche la data di raccolta e confezionamento. In genere, la durata dei prodotti, si legge nell’approfondimento, è di circa 7 giorni in inverno e 5 in estate, ma si consiglia di non consumare oltre i 4 giorni dal confezionamento. 

—

salute

webinfo@adnkronos.com (Web Info)