venerdì, Settembre 18, 2026
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Zoppas “Per il settore della moda scenario a due velocità, servono risposte mirate”

ROMA (ITALPRESS) – “La moda italiana richiede oggi una attenzione particolare. I dati sono significativi: nel 2024 abbiamo registrato un calo delle esportazioni del 4% con un -3% nei primi sette mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Numeri che confermano una criticità e che ci spingono a continuare un importante lavoro sul settore. Quello che emerge dall’analisi dei dati è uno scenario a due velocità: accanto ad aziende in forte difficoltà ve ne sono altre che riescono a tenere e, in alcuni casi, a crescere. Come si vede, il quadro è complesso e richiede risposte mirate e differenziate”. Lo ha detto Matteo Zoppas, Presidente di ICE, in occasione della conferenza stampa di presentazione di Pitti Uomo. “Il Governo ha dimostrato piena consapevolezza di questa urgenza con l’apertura di due tavoli sulla moda promossi dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. Come Sistema Paese – ICE, SACE, SIMEST e Cassa Depositi e Prestiti – rispondiamo alla sfida con un impegno coordinato e determinato – prosegue -. In un contesto di mercati in rapida trasformazione stiamo restano centrali le attività di incoming portando in Italia buyer e operatori strategici selezionati assieme alle associazioni di categoria. Ma anche le attività con le quali assistiamo i momenti strategici della Moda in italia come la settimana della moda e le attività con le quali portiamo le imprese all’estero”.

“Solo nel 2025, grazie al supporto ICE, Pitti Uomo ha ospitato 580 operatori tra buyer e giornalisti nelle due edizioni e sono oltre 4.000 gli operatori coinvolti nei diversi Saloni Pitti della filiera moda. Parallelamente, accompagniamo le nostre imprese all’estero con particolare attenzione alle PMI che necessitano di maggiore supporto nel percorso di internazionalizzazione – sottolinea Zoppas -. Nel biennio 2024-2025 abbiamo organizzato 19 partecipazioni collettive a fiere internazionali coinvolgendo 675 aziende italiane. Anche in questo lavoro il dialogo costante con le associazioni di categoria è fondamentale per intercettare le reali esigenze del comparto. Il nostro obiettivo è duplice: sostenere le aziende in difficoltà e valorizzare quelle che hanno potenzialità di crescita sui mercati globali. Il made in Italy nella moda resta un patrimonio strategico del Paese e merita ogni sforzo per superare le difficoltà del momento”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Mattarella consegna le decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia 2025

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolta, nel pomeriggio al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cerimonia di consegna delle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia, conferite nell’anno 2025, in occasione della ricorrenza della ‘Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate’. Dopo l’intervento del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il Presidente Mattarella ha pronunciato un discorso. Il Capo dello Stato, coadiuvato dal Ministro Crosetto, ha consegnato le decorazioni agli insigniti: Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Generale di Squadra Aerea Gianni Candotti, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Camporeale, Generale di Divisione Pietro Monteduro, Generale di Divisione Giuseppe Faraglia, Generale di Divisione Stefano Messina, Generale di Brigata Beniamino Vergori, Primo Maresciallo Alessandro Podestà, Ammiraglio di Divisione Giacinto Sciandra, Contrammiraglio Alberto Tarabotto, Tenente Colonnello Luca Sordi, Generale di Divisione Antonio Jannece, Generale di Brigata Gianluca Feroce. Erano presenti il Presidente del Senato della Repubblica Ignazio La Russa, il Presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, il Primo Presidente della Corte di Cassazione, Pasquale D’Ascola, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Antonio Portolano, i componenti il Consiglio dell’Ordine Militare d’Italia e autorità civili e militari. Prima della cerimonia il Presidente Mattarella ha incontrato una rappresentanza di Allievi degli Istituti di Formazione Militare.

Di seguito le motivazioni delle decorazioni:

Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone – Croce di ‘Grande Ufficiale’ dell’Ordine Militare d’Italia – Capo di Stato Maggiore della Difesa, ha condotto le Forze Armate lungo un complesso processo di trasformazione, con lungimirante visione strategico-militare ed energico impulso interforze. In qualità di ‘Comandante Operativo’, ha guidato uomini e donne in operazioni in diversi teatri internazionali, fra i quali l’Afghanistan, il Libano, l’Iraq, la Libia, la Somalia, il Niger, il Kosovo, la Bosnia, nel Mediterraneo ed al largo del Corno d’Africa, tutte caratterizzate da complessità operativa e logistica. La straordinaria capacità, l’esemplare professionalità e l’altissimo impegno profuso sono stati determinanti per il conseguimento degli obiettivi prefissati. Esemplare figura di Comandante, il suo operato, improntato ad ammirevole perizia e senso di responsabilità, riceveva l’ammirazione delle autorità politiche e militari nazionali ed estere, contribuendo a innalzare il prestigio delle Forze Armate italiane e del Paese in ambito internazionale. Fulgido esempio di abnegazione al dovere e servizio alla Patria. Roma, 6 novembre 2021 – 4 ottobre 2024

Generale di Squadra Aerea Gianni Candotti – Croce di ‘Ufficiale’ dell’Ordine Militare d’Italia – Ufficiale Generale di eccezionali doti umane e militari, impiegato in delicate operazioni in patria e in teatri operativi fuori area, ha, con intelligenza, lodevole iniziativa, perizia, senso di responsabilità guidato le unità alle sue dipendenze con illuminata leadership e competenza. In veste di Director Air Plans, Projects and Partnering presso l’ISAF Headquarters di Kabul, oltre alla pianificazione delle attività aeree operative, dirigeva la Elections Task Force assicurando la protezione e il regolare svolgimento delle elezioni presidenziali e collaborava con il Ministero dei Trasporti afghano per lo sviluppo dell’aviazione civile e la gestione congiunta civile-militare di alcuni importanti aeroporti in Afghanistan. Inoltre, a capo del Comando Operazioni Aeree, contribuiva all’implementazione del Deployable Air Command and Control Centre e dirigeva le complesse attività aeree di protezione nel corso di grandi eventi nazionali. Infine, in emergenza sanitaria COVID-19, in qualità di Comandante della Squadra Aerea contribuiva all’operazione ‘Aquila Omnia’ che, con un ponte aereo umanitario, ha permesso l’evacuazione di personale civile afghano. Con la sua brillante azione di comando il suo straordinario operato, contribuiva ad accrescere il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Territorio nazionale ed estero, 2009-2022

Generale di Corpo d’Armata Salvatore Camporeale – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Ufficiale Generale animato da ferma determinazione, spirito d’iniziativa e spiccata vivacità intellettuale che, impiegato in attività di altissimo profilo, esprimeva innate doti di ideatore, coordinatore e Comandante. Autorevole e carismatico esempio per i propri uomini, affrontava con magistrale perizia e consapevole coraggio anche le situazioni più complesse e critiche, emergendo per spiccata leadership. Nell’ambito della ‘Resolute Support Mission’, poneva in essere un’efficace, intelligente ed incisiva azione di pianificazione e controllo delle numerose attività operative, addestrative e diplomatiche finalizzate all’assolvimento della missione. Chiaro esempio di alte virtù militari che, nell’arco dell’intera ed intensa carriera, ha contribuito ad elevare il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Afghanistan, 2009, 2018/19

Generale di Divisione Pietro Monteduro – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Ufficiale Generale, più volte impiegato in molteplici e complessi scenari operativi internazionali, si prodigava con perizia e altissimo senso del dovere all’approntamento e all’impiego del personale dipendente, operando in contesti caratterizzati da elevata instabilità e frequenti minacce terroristiche. Esprimeva non comuni doti di comando e di leadership, lungimirante visione degli obiettivi da perseguire ed indubbie abilità relazionali e diplomatiche, affrontando ogni situazione con risolutezza e capacità decisionale. In tali contesti, agiva con autonomia, lucidità e coraggio, confermandosi protagonista nel pianificare, coordinare e condurre in prima persona attività operative e di cooperazione civile e militare, anche a rischio della propria vita. Comandante di pregiatissime qualità morali, con il suo operato innovativo e costruttivo maturato nel corso di una carriera impeccabile, ha riscosso unanimi consensi e la piena ammirazione da parte delle massime Autorità Locali dei Teatri operativi di impiego, contribuendo ad accrescere il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in ambito internazionale. Teatri Operativi esteri- Bosnia-Erzegovina, ‘Kosovo, Iraq e Afghanistan- gennaio 1996 – maggio 2007

Generale di Divisione Giuseppe Faraglia – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Ufficiale Generale autorevole e carismatico, quale Comandante del Joint Evacuation Task Force operava nell’ambito delle Operazioni ‘Aquila’, ‘Aquila Omnia’ e ‘Aquila Omnia bis’ in Afghanistan e delle attività discendenti per l’evacuazione di connazionali dal Sudan. In tale contesto, con determinazione e capacità organizzativa, riusciva a trarre in salvo migliaia di persone, dimostrando coraggio, audacia e elevatissimo valore. Con la sua brillante azione di comando e il suo eccezionale operato, contribuiva ad accrescere il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Afghanistan e Sudan, 2021- 2024 e 2023

Generale di Divisione Stefano Messina – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Ufficiale Generale di straordinarie qualità umane e professionali, al comando della Joint Task Force Lebanon – Sector West nell’ambito dell’Operazione Leonte, affrontava con perizia e fermezza un contesto operativo di estrema complessità, caratterizzato dall’intensificarsi del conflitto tra le Forze di Difesa Israeliane e le milizie di Hezbollah. Con ferrea determinazione e visione lungimirante, gestiva le continue minacce alla sicurezza del Contingente UNIFIL e della popolazione civile, garantendo il pieno svolgimento del mandato della missione, nonostante i diversi attacchi diretti alle basi ONU. In particolare, con lucidità e tempestività, guidava la risposta operativa a incursioni terrestri e attacchi aerei, preservando l’incolumità del personale sotto il suo comando e assicurando la tenuta delle infrastrutture strategiche. Con la sua brillante leadership e il suo straordinario operato, contribuiva ad accrescere il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in ambito internazionale. Libano, giugno 2024 – febbraio 2025

Generale di Brigata Beniamino Vergori – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Comandante del Contingente Italiano, all’avvio della delicatissima Missione ‘Retrograde to Zero’ volta al rientro delle Forze NATO e nazionali dall’Afghanistan, guidava i propri uomini con valore, coraggio e illuminata azione di comando. In tale contesto, poneva in essere con rara perizia un magistrale e imponente sforzo logistico-operativo al fine di condurre il ripiegamento del contingente nazionale in massima sicurezza e in linea alle tempistiche dettate dalle autorità politiche e militari della coalizione. Ufficiale Generale di elevato spessore, nell’ambito dei numerosi incarichi internazionali svolti nell’arco dell’intera carriera, contribuiva ad accrescere il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in ambito internazionale. Herat (Afghanistan), gennaio – giugno 2021

Primo Maresciallo Alessandro Podestà – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Sottufficiale incursore di primissimo piano operava con esemplare fermezza, evidenziando elevata professionalità e costante dedizione al servizio. Impiegato in rischiosi e complessi contesti, si distingueva per coraggio e autorevole capacità decisionale, guidando con tenace risolutezza il proprio distaccamento in attività di massima rilevanza. L’eccezionale perizia e l’abilità nel gestire situazioni ad alto rischio consentivano la formazione delle forze locali e la perfetta riuscita di importanti operazioni. Con il suo valoroso agire, nel corso dell’intera carriera, contribuiva ad accrescere il prestigio e il lustro dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Afghanistan, 2009, 2010, 2012, 2013/14, 2015; Iraq, 2018/19, 2024

Ammiraglio di Divisione Giacinto Sciandra – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Comandante della Seconda Divisione Navale dirigeva in mare il dispositivo aeronavale dell’Operazione ‘MEDITERRANEO SICURO’, realizzando un’efficace azione di vigilanza degli spazi marittimi nazionali e delle linee di comunicazione marittime strategiche, per la salvaguardia della sicurezza e della libertà di navigazione. Inoltre, quale Comandante di Gruppo Navale durante le NATO Enhanced Vigilance Activities denominate Neptune Strike, volte a rafforzare il livello di deterrenza dell’Alleanza in risposta alla presenza di numerose forze della Federazione Russa nel bacino mediterraneo, dimostrava prontezza ed efficacia nella proiezione di capacità con sortite dei velivoli di quinta generazione imbarcati su Nave Cavour verso il fianco Est, dalla regione baltica al Mar Nero. Col suo costante impegno ha rafforzato la credibilità dell’Alleanza nel condurre operazioni di sicurezza marittima e di proiezione ad ampio raggio, contribuendo, nel contempo, ad accrescere il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Mar Mediterraneo, 29 dicembre 2023 – 19 febbraio 2024

Contrammiraglio Alberto Tarabotto – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Comandante della Quarta Divisione Navale dirigeva in mare, con straordinaria perizia e determinazione, il dispositivo aeronavale dell’Operazione ‘MEDITERRANEO SICURO’, per la salvaguardia della libertà di navigazione negli spazi marittimi internazionali, operando a protezione della flotta mercantile nazionale e monitorando le unità militari di nazioni straniere e non alleate presenti nel Mediterraneo. In particolare, in relazione al perdurare della crisi israelo-palestinese e in coordinamento con gli altri attori internazionali operanti nel Mediterraneo orientale, garantiva la massima prontezza di intervento in caso di evacuazione di connazionali dalle aree di rischio. Esemplare figura di Comandante e dirigente militare, con la sua brillante azione di comando contribuiva a elevare il lustro e il prestigio dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Mar Mediterraneo, settembre – novembre 2024

Tenente Colonnello Luca Sordi Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Comandante di velivolo C130J e Capo Sezione Operazioni del 50° gruppo Volo della 46° Brigata Aerea, affrontava con preclara perizia e straordinario senso di responsabilità il rischieramento di personale e assetti durante l’evacuazione di connazionali dal Sudan. In particolare, sotto la reale minaccia di fuoco imminente, dopo aver sbarcato un team delle Special OPS, decideva di non rientrare a Djibouti come previsto per attendere i connazionali che cercavano di scappare dall’aeroporto di Wadi Seidna (Sudan), permettendo così il salvataggio di 75 connazionali in una fase di repentino degrado della cornice di sicurezza. Inoltre, completata l’evacuazione del personale italiano, supportava i referenti di altre nazioni fornendo utili informazioni strategiche per l’evacuazione di personale dei paesi alleati. Con il suo straordinario operato, contribuiva ad accrescere il prestigio e il lustro dell’Italia e delle sue Forze Armate in campo internazionale. Territorio nazionale 2023 – Sudan, aprile 2023

Generale di Divisione Antonio Jannece – Croce di ‘Cavaliere’ dell’Ordine Militare d’Italia – Ufficiale Generale di eccezionali doti umane e militari, impiegato in delicate operazioni speciali, spendeva ogni personale risorsa per il conseguimento della sicurezza nazionale e internazionale. Comandante di Sezione del Gruppo di Intervento Speciale e poi Comandante del medesimo Gruppo, pianificava e dirigeva, partecipandovi personalmente, due articolati interventi ad alto rischio, uno di quali comportava un conflitto a fuoco, che consentivano la cattura di pericolosi latitanti, esponenti di spicco della criminalità organizzata. Lo straordinario coraggio, le indiscusse capacità professionali e il suo prezioso contributo all’affinamento delle procedure militari applicate alle attività di polizia in Patria e all’estero, riscuotevano l’incondizionato plauso delle Autorità nazionali e internazionali, dando lustro e prestigio all’Italia e alle sue Forze Armate nel mondo. Territorio nazionale ed estero, febbraio 1992 – marzo 2025

– foto Quirinale –

(ITALPRESS).

Confagricoltura, a Ecomondo le sfide per il futuro della filiera

RIMINI (ITALPRESS) – La sfida di allineare sostenibilità e competitività del settore agroalimentare è stata al centro dei lavori di Confagricoltura a Ecomondo. “Oggi più che mai – afferma all’Italpress Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura – abbiamo bisogno di un’agricoltura capace di guardare alla tutela dell’ambiente e di preservarlo, ma soprattutto in grado di garantire un giusto reddito a chi lavora la terra”.
La proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC) continua a sollevare forti critiche nel mondo agricolo.
“Lo abbiamo detto in tutti i modi: questa proposta non ci piace”, aggiunge Giansanti. “La PAC, nata sessant’anni fa, è stata uno dei pilastri fondanti dell’integrazione europea. Oggi, però, il suo ruolo e la sua efficacia vengono messi in discussione. Gli agricoltori temono che la nuova impostazione finisca per indebolire il settore, anzichè rilanciarlo”.
“Non stiamo protestando solo per difendere il reddito degli agricoltori – spiega – ma per salvaguardare il futuro stesso dell’agricoltura. Servono strumenti che ci permettano di produrre di più, utilizzando in modo sostenibile le risorse naturali, e di offrire cibo di qualità ai consumatori al prezzo più accessibile possibile. Questo è il vero spirito della Politica Agricola Comune”.
In questa prospettiva, le associazioni di settore stanno già pianificando una manifestazione a Bruxelles nel mese di dicembre. L’obiettivo è far sentire la propria voce alle istituzioni europee.
“Sarà un messaggio chiaro anche ai governi nazionali e al Consiglio – sottolinea Giansanti – perchè i primi ministri devono sapere che gli agricoltori europei vogliono una proposta diversa. E’ necessario inviare alla Commissione un segnale forte di cambiamento”.
-foto Italpress-
(ITALPRESS).

Confagricoltura, a Ecomondo le sfide per il futuro della filiera

RIMINI (ITALPRESS) – La sfida di allineare sostenibilità e competitività del settore agroalimentare è stata al centro dei lavori di Confagricoltura a Ecomondo. “Oggi più che mai – afferma all’Italpress Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura – abbiamo bisogno di un’agricoltura capace di guardare alla tutela dell’ambiente e di preservarlo, ma soprattutto in grado di garantire un giusto reddito a chi lavora la terra”.
La proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC) continua a sollevare forti critiche nel mondo agricolo.
“Lo abbiamo detto in tutti i modi: questa proposta non ci piace”, aggiunge Giansanti. “La PAC, nata sessant’anni fa, è stata uno dei pilastri fondanti dell’integrazione europea. Oggi, però, il suo ruolo e la sua efficacia vengono messi in discussione. Gli agricoltori temono che la nuova impostazione finisca per indebolire il settore, anzichè rilanciarlo”.
“Non stiamo protestando solo per difendere il reddito degli agricoltori – spiega – ma per salvaguardare il futuro stesso dell’agricoltura. Servono strumenti che ci permettano di produrre di più, utilizzando in modo sostenibile le risorse naturali, e di offrire cibo di qualità ai consumatori al prezzo più accessibile possibile. Questo è il vero spirito della Politica Agricola Comune”.
In questa prospettiva, le associazioni di settore stanno già pianificando una manifestazione a Bruxelles nel mese di dicembre. L’obiettivo è far sentire la propria voce alle istituzioni europee.
“Sarà un messaggio chiaro anche ai governi nazionali e al Consiglio – sottolinea Giansanti – perchè i primi ministri devono sapere che gli agricoltori europei vogliono una proposta diversa. E’ necessario inviare alla Commissione un segnale forte di cambiamento”.
-foto Italpress-
(ITALPRESS).

Ecomondo, Confagricoltura punta su agroalimentare sostenibile e competitivo

RIMINI (ITALPRESS) – Allineare sostenibilità e competitività del settore agroalimentare. La transizione verde non deve trasformarsi in un costo, ma diventare un fattore di crescita per l’intera filiera. Questo il messaggio lanciato da Confagricoltura nell’ambito di Ecomondo, fiera del green e dell’economia circolare a Rimini.
f45/mgg/gtr

Ponte sullo Stretto, informativa di Salvini in Cdm “Voglio far partire al più presto i lavori”

ROMA (ITALPRESS) – Informativa di Matteo Salvini, durante il Consiglio dei Ministri, sul Ponte sullo Stretto. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aggiornato i colleghi sulla situazione, alla luce dell’intervento della Corte dei Conti. L’obiettivo, ha ribadito Salvini, è far partire i lavori al più presto. Dal punto di vista tecnico, il vicepremier ha ribadito di attendere le motivazioni della Corte per preparare risposte puntuali.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Sinner “Alle Finals darò tutto, nel 2025 giusto non giocare la Davis”. Per Jannik primo allenamento a Torino

ROMA (ITALPRESS) – “Credo di essere una persona che sta molto sul presente: ovviamente so quello che ho fatto fino a ora, nella mia molto giovane carriera, e sono molto contento. Però, il problema che abbiamo noi nel nostro sport è che giochiamo quasi tutte le settimane, quindi non ci rendiamo conto di quello che facciamo sul momento. Capita poi tutto dopo la stagione, quando sei in vacanza, quando fai altre cose: lì inizi a pensare e a riflettere su quello che hai fatto. Quello che ho fatto io a Wimbledon è stato molto speciale”. Così Jannik Sinner, numero uno della classifica mondiale del tennis, nell’intervista rilasciata a Sky Sport per il quarto capitolo di “Jannik, oltre il tennis”. “Alzare il trofeo a Londra a me ha cambiato un po’ di cose, perché Wimbledon è sempre stato e rimarrà sempre il torneo più bello del tennis, secondo me. Mi ha fatto piacere portare questo trofeo per la prima volta in Italia, perché l’Italia è un Paese che a me dà veramente tanto, così come è stata importante anche la Coppa Davis, che abbiamo vinto due volte di fila”, ha aggiunto il tennista altoatesino.

“Ho patito il ko in finale al Roland Garros, perché ho pensato ai tre match point e al fatto che ero 5-4 avenati e servizio. Poi anche al quinto set, nel tie break, forse potevo giocare meglio. Carlos Alcaraz ha giocato ‘da Dio’ e quindi è molto difficile dire se potevo fare di più alla fine. Però ci ho pensato tanto. Per questo ho deciso di andare ad Halle e di giocare il torneo per vedere come stessi. E mentalmente non stavo benissimo. Poi è arrivato Wimbledon: la settimana prima, soprattutto durante gli allenamenti, ho capito quanto volessi preparare al meglio il torneo. Lì è iniziato tutto un processo importante: siamo stati in campo tante ore, tre o quattro al giorno, per capire in pieno come si gioca sull’erba”, ha detto ancora Sinner. “Le Finals? È tutto imprevedibile. Sarà un’edizione molto speciale, a prescindere da quello che succederà”, ha poi precisato l’azzurro.

“La prepariamo nel migliore dei modi: darò tutte le mie energie fisiche e mentali. È probabilmente arrivato il momento di dire che sarà il torneo più importante di quest’anno, anche se ho fatto già tante cose. Mi voglio divertire e giocare davanti al pubblico italiano, che anche a Roma mi ha sempre dato molto affetto. A Torino è comunque diverso: ci sono gli otto giocatori migliori al mondo, inizi quindi subito forte. Lo spettacolo sarà molto alto. Speriamo di vedere due singolaristi italiani in gara, sarebbe un bello spettacolo”, ha proseguito Sinner. Chiusura sul forfait per le finali di Coppa Davis: “L’anno scorso non sono stato al torneo di Parigi indoor perché volevo essere pronto per Torino e per la Davis. Soprattutto a fine stagione, una settimana fa molto: veniamo da tante pressioni e da emozioni, perché non è facile nemmeno recuperare da quelle, sia che si vinca, sia che si perda. Per quest’anno non c’è stato il minimo di dubbio che questa fosse la scelta giusta. L’anno scorso invece volevo giocare la Davis, anche perchè lo avevo promesso a Berrettini”. A dar ragione a Sinner i fatti: grazie alla presenza e alla vittoria a Parigi della scorsa settimana l’azzurro è tornato numero 1 del mondo, anche se conserverà la vetta Atp per pochi giorni.

PRIMO ALLENAMENTO A TORINO PER JANNIK

Tribune gremite e tanti applausi per Jannik Sinner, al Circolo della Stampa-Sporting di Torino, per la sua prima sessione di allenamento in vista delle Atp Finals di singolare. Il numero uno del mondo, fresco vincitore del Masters 1000 di Parigi indoor, “ha dato il via ai lavori” nel pieno della sessione che accanto stavano svolgendo Simone Bolelli e Andrea Vavassori, in gara invece nelle imminenti Atp Finals di doppio alla Inalpi Arena.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Sinner “Alle Finals darò tutto, per il 2025 giusto non giocare la Davis”

ROMA (ITALPRESS) – “Credo di essere una persona che sta molto sul presente: ovviamente so quello che ho fatto fino a ora, nella mia molto giovane carriera, e sono molto contento. Però, il problema che abbiamo noi nel nostro sport è che giochiamo quasi tutte le settimane, quindi non ci rendiamo conto di quello che facciamo sul momento. Capita poi tutto dopo la stagione, quando sei in vacanza, quando fai altre cose: lì inizi a pensare e a riflettere su quello che hai fatto. Quello che ho fatto io a Wimbledon è stato molto speciale”. Così Jannik Sinner, numero uno della classifica mondiale del tennis, nell’intervista rilasciata a Sky Sport per il quarto capitolo di “Jannik, oltre il tennis”. “Alzare il trofeo a Londra a me ha cambiato un po’ di cose, perché Wimbledon è sempre stato e rimarrà sempre il torneo più bello del tennis, secondo me. Mi ha fatto piacere portare questo trofeo per la prima volta in Italia, perché l’Italia è un Paese che a me dà veramente tanto, così come è stata importante anche la Coppa Davis, che abbiamo vinto due volte di fila”, ha aggiunto il tennista altoatesino.

“Ho patito il ko in finale al Roland Garros, perché ho pensato ai tre match point e al fatto che ero 5-4 avenati e servizio. Poi anche al quinto set, nel tie break, forse potevo giocare meglio. Carlos Alcaraz ha giocato ‘da Dio’ e quindi è molto difficile dire se potevo fare di più alla fine. Però ci ho pensato tanto. Per questo ho deciso di andare ad Halle e di giocare il torneo per vedere come stessi. E mentalmente non stavo benissimo. Poi è arrivato Wimbledon: la settimana prima, soprattutto durante gli allenamenti, ho capito quanto volessi preparare al meglio il torneo. Lì è iniziato tutto un processo importante: siamo stati in campo tante ore, tre o quattro al giorno, per capire in pieno come si gioca sull’erba”, ha detto ancora Sinner. “Le Finals? È tutto imprevedibile. Sarà un’edizione molto speciale, a prescindere da quello che succederà”, ha poi precisato l’azzurro.

“La prepariamo nel migliore dei modi: darò tutte le mie energie fisiche e mentali. È probabilmente arrivato il momento di dire che sarà il torneo più importante di quest’anno, anche se ho fatto già tante cose. Mi voglio divertire e giocare davanti al pubblico italiano, che anche a Roma mi ha sempre dato molto affetto. A Torino è comunque diverso: ci sono gli otto giocatori migliori al mondo, inizi quindi subito forte. Lo spettacolo sarà molto alto. Speriamo di vedere due singolaristi italiani in gara, sarebbe un bello spettacolo”, ha proseguito Sinner. Chiusura sul forfait per le finali di Coppa Davis: “L’anno scorso non sono stato al torneo di Parigi indoor perché volevo essere pronto per Torino e per la Davis. Soprattutto a fine stagione, una settimana fa molto: veniamo da tante pressioni e da emozioni, perché non è facile nemmeno recuperare da quelle, sia che si vinca, sia che si perda. Per quest’anno non c’è stato il minimo di dubbio che questa fosse la scelta giusta. L’anno scorso invece volevo giocare la Davis, anche perchè lo avevo promesso a Berrettini”. A dar ragione a Sinner i fatti: grazie alla presenza e alla vittoria a Parigi della scorsa settimana l’azzurro è tornato nuemro 1 del mondo, anche se conserverà la vetta Atp per pochi giorni.

– foto IPA Agency –

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