venerdì, Settembre 18, 2026
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Appalti pilotati, 18 indagati: la Procura di Palermo chiede gli arresti di Cuffaro e Romano

PALERMO (ITALPRESS) – Gli arresti domiciliari per l’ex Presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, il deputato di Noi moderati, Saverio Romano, e altre 16 persone sono stati chiesti dalla Procura di Palermo, nell’ambito di un’inchiesta su appalti pilotati.

Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione. I carabinieri del Ros hanno notificato a tutti l’invito a comparire davanti al gip per l’interrogatorio preventivo. Coinvolti anche diversi funzionari pubblici. Disposte perquisizioni.

LA LISTA DEI 18 INDAGATI

Oltre all’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, ed al deputato Saverio Romano, tra gli indagati figurano Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Paolo Bordonaro, Alessandro Mario Caltagirone, Roberto Colletti, ex manager di Villa Sofia, Marco Dammone, Giuseppa Di Mauro, Vito Fazzino, Antonio Iacono, Mauro Marchese, Sergio Mazzola, Carmelo Pace, deputato regionale della Dc, Vito Raso, storico segretario di Cuffaro, Paolo Emilio Russo, Giovanni Giuseppe Tomasino e Alessandro Vetro. “Le perquisizioni sono state disposte al fine di evitare la dispersione delle prove a seguito della discovery delle indagini imposta dalla notifica dell’invito a rendere interrogatorio cosiddetto preventivo a seguito della richiesta di applicazione di misura cautelare avanzata nei confronti degli indagati”, si legge nella nota firmata dal procuratore Maurizio de Lucia.

SCHIFANI “FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA”

“Esprimo la mia piena fiducia nell’operato della magistratura, che svolge con rigore e senso dello Stato il proprio compito di accertare la verità dei fatti. Gli indagati potranno dimostrare, nelle sedi opportune, la loro estraneità alle contestazioni mosse dalla Procura”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in merito all’inchiesta della Procura di Palermo per associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione.

CUFFARO “MASSIMA COLLABORAZIONE E FIDUCIA IN ORGANI INQUIRENTI”

“Stamani mi hanno notificato un avviso di garanzia e hanno effettuato perquisizioni nella mia abitazione e in ufficio. Ho fornito ai carabinieri la massima collaborazione e sono sereno, rispetto ai fatti che mi sono stati contestati, per alcuni dei quali non conosco né le vicende né le persone. Sono fiducioso nel lavoro degli organi inquirenti e pronto a chiarire la mia posizione”. Lo dichiara Totò Cuffaro segretario nazionale della DC.

ROMANO “VICENDA SURREALE DA PROCESSO MEDIATICO

“Il giudice per le indagini preliminari di Palermo mi ha invitato a comparire per il 14 novembre alle 9.30 per rendere interrogatorio così come prevede la legge”. Così in un videomessaggio il coordinatore politico di Noi Moderati. “Al sottoscritto – dice – viene contestato di avere ricevuto una promessa e quindi di avere accettato una promessa di assunzioni, contratti, subappalti e altri vantaggi patrimoniali da parte di un’azienda che doveva partecipare e aggiudicarsi una gara all’ASP di Siracusa, quindi tutto parte da questa vicenda. Io ho preso sommarie informazioni e so che questa gara che era stata giudicata a questa azienda è subiudice. Perché c’è stato un giudizio recente del Tribunale amministrativo in quanto c’è un contenzioso tra chi stava svolgendo in quel momento quel tipo di lavori e chi dovrebbe subentrare, per cui l’ASP non ha ancora assegnato né agli uni né agli altri questa gara e però si dice che questi avrebbero nel corso del tempo elargito queste promesse anche in mio favore”. “Ci sono altri coinvolti, delle persone che sono citate in questa vicenda – aggiunge -, certamente conosco l’amministratore dell’Asp di Caltanissetta, Caltagirone, una gran persona per bene che tutto farebbe tranne che truccare una gara, anche perché non si capisce come potrebbe fare, posto che lui non è né il Presidente della commissione aggiudicatrice né tantomeno il RUP, cioè colui che svolge il procedimento, avrebbe dovuto in questo caso condizionare un processo abbastanza lungo. Io vi assicuro e assicuro tutti che in questa vicenda il sottoscritto non ha mai ricevuto alcuna promessa né di assunzioni né di altro per la semplice ragione che non ho mai chiesto nulla a nessuno e perché non mi sono mai occupato di questa vicenda. Dire che alcuni di loro non li conosco sarebbe sbagliato, anzi li conosco e come…”. “Mi dispiace – sottolinea Saverio Romano – che alcuni di loro siano coinvolti in questa vicenda, sapranno come spiegare ciò che è accaduto. Ci sono altre persone che sono citate che non conosco proprio, non ne conosco l’esistenza. Poi questa indagine ovviamente riguarda tante altre cose dove io non sono coinvolto, non saprei dirvi. Sto parlando dell’unica contestazione che mi viene fatta e a un parlamentare si chiede di essere arrestato, sebbene arresti domiciliari, per una vicenda che così come vi ho spiegato, o quale carta in mano, riguarda questa mezza paginetta perché non troverete mai, non troveranno mai nessuna carta, nessuna intercettazione che mi riguarda direttamente sulla quale sono intervenuto, dove c’è una richiesta di condizionamento, richiesta di promesse, richiesta di alcunché. Vi sto anticipando queste cose che dirò al gip giorno 14 perché purtroppo, così come hanno inteso fare un processo mediatico su una cosa che io considero una bolla di sapone, risponderò mediaticamente. Perché è veramente triste sapere che chi sta svolgendo una funzione nel nostro paese, nobile e importante come quella parlamentare e al di più un dirigente di un partito importante della maggioranza venga messo, come è stato fatto oggi, alla gogna attraverso la fuga di notizie prima ancora della notifica per un fatto assolutamente circoscrivibile a una vicenda che giustamente, se il pubblico ministero voleva chiarire meglio, lo poteva fare iscrivendo al registro degli indagati e sentendo tutti gli interlocutori. Invece è stato richiesto questa procedura, gli arresti domiciliari”. “Mi scappa il sorriso perché voglio tranquillizzare tutte le persone che hanno fiducia in me, che mi vogliono bene, per dire loro che sono non tranquillo, molto di più, e io so che il giudice saprà apprezzare queste considerazioni perché veramente è una vicenda enorme, surreale, alla quale però non solo non mi sottraggo, ma dall’altro lato rispondo colpo per colpo”, conclude Saverio Romano.

IL VIDEO DELLE PAROLE DI ROMANO

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

4 novembre, Mattarella: “Nuovi conflitti impongono la creazione di una comune difesa europea” / Video

ROMA (ITALPRESS) – “Il 4 novembre segna la data in cui l’armistizio di Villa Giusti pose termine alla Guerra mondiale che aveva insanguinato l’Europa, con il coronamento del sogno risorgimentale dell’unità d’Italia. La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che oggi celebriamo è momento di ricordo e di espressione della riconoscenza del Paese per quanto i cittadini in uniforme fecero, combattendo per fare dell’Italia una Nazione indipendente e libera, ispirata a valori democratici e di pace. Il contributo delle Forze Armate in oltre un secolo e mezzo è stato prezioso per l’affermazione del ruolo internazionale del nostro Paese. Con grande professionalità e umanità, negli ultimi decenni, sono intervenute, su mandato della comunità internazionale, in soccorso a popolazioni e in contesti dove è stato urgente operare per la pace”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Ministro della Difesa, Guido Crosetto.

“Oggi nuovi conflitti si sono affacciati in Europa e nel Mediterraneo, interpellando la cornice di sicurezza costruita nel dopoguerra e le istituzioni poste a suo presidio. Il pericolo di allargamento del sanguinoso conflitto scatenato dalla aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa impone grande attenzione e un impegnativo sforzo di adattamento dello strumento militare, per la creazione di una comune forza di difesa europea che, in stretta cooperazione con l’Alleanza Atlantica, sia strumento di sicurezza per l’Italia e l’Europa. L’instancabile operato delle Forze Armate lungo tutto l’arco di crisi del Mediterraneo allargato, dove permangono situazioni di contrasto e fragili tregue, rimane fondamentale. In questa giornata, un commosso pensiero va a coloro che sono caduti, sacrificando le loro vite per l’Italia. È un sentimento che richiama soprattutto le giovani generazioni, affinché siano consapevoli della necessità di impegno a difesa dei valori della nostra Costituzione. Con questi sentimenti, rivolgo l’augurio più intenso e partecipato di tutti gli italiani ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai carabinieri, ai finanzieri e al personale civile della Difesa che con professionalità e dedizione lavorano ogni giorno per il più alto bene della Repubblica. Viva le Forze Armate, viva l’Italia” conclude il Presidente Mattarella.

MATTARELLA RENDE OMAGGIO AL MILITE IGNOTO

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha reso omaggio al Milite Ignoto, deponendo una corona d’alloro all’Altare della Patria. Erano presenti tra le autorità il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Senato Ignazio La Russa, della Camera Lorenzo Fontana e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

IL VIDEO

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

4 novembre, Mattarella: “Nuovi conflitti impongono la creazione di una comune difesa europea”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 4 novembre segna la data in cui l’armistizio di Villa Giusti pose termine alla Guerra mondiale che aveva insanguinato l’Europa, con il coronamento del sogno risorgimentale dell’unità d’Italia. La Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate che oggi celebriamo è momento di ricordo e di espressione della riconoscenza del Paese per quanto i cittadini in uniforme fecero, combattendo per fare dell’Italia una Nazione indipendente e libera, ispirata a valori democratici e di pace. Il contributo delle Forze Armate in oltre un secolo e mezzo è stato prezioso per l’affermazione del ruolo internazionale del nostro Paese. Con grande professionalità e umanità, negli ultimi decenni, sono intervenute, su mandato della comunità internazionale, in soccorso a popolazioni e in contesti dove è stato urgente operare per la pace”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Ministro della Difesa, Guido Crosetto.

“Oggi nuovi conflitti si sono affacciati in Europa e nel Mediterraneo, interpellando la cornice di sicurezza costruita nel dopoguerra e le istituzioni poste a suo presidio. Il pericolo di allargamento del sanguinoso conflitto scatenato dalla aggressione all’Ucraina da parte della Federazione Russa impone grande attenzione e un impegnativo sforzo di adattamento dello strumento militare, per la creazione di una comune forza di difesa europea che, in stretta cooperazione con l’Alleanza Atlantica, sia strumento di sicurezza per l’Italia e l’Europa. L’instancabile operato delle Forze Armate lungo tutto l’arco di crisi del Mediterraneo allargato, dove permangono situazioni di contrasto e fragili tregue, rimane fondamentale. In questa giornata, un commosso pensiero va a coloro che sono caduti, sacrificando le loro vite per l’Italia. È un sentimento che richiama soprattutto le giovani generazioni, affinché siano consapevoli della necessità di impegno a difesa dei valori della nostra Costituzione. Con questi sentimenti, rivolgo l’augurio più intenso e partecipato di tutti gli italiani ai soldati, ai marinai, agli avieri, ai carabinieri, ai finanzieri e al personale civile della Difesa che con professionalità e dedizione lavorano ogni giorno per il più alto bene della Repubblica. Viva le Forze Armate, viva l’Italia” conclude il Presidente Mattarella.

MATTARELLA RENDE OMAGGIO AL MILITE IGNOTO

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha reso omaggio al Milite Ignoto, deponendo una corona d’alloro all’Altare della Patria. Erano presenti tra le autorità il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del Senato Ignazio La Russa, della Camera Lorenzo Fontana e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

-Foto ufficio stampa Quirinale-
(ITALPRESS).

Come si invia una PEC

La PEC – posta elettronica certificata – è uno strumento che permette di inviare messaggi email con valore legale equiparabile a una raccomandata con ricevuta di ritorno. È utilizzata da imprese, professionisti, PA e cittadini per notifiche, comunicazioni contrattuali, diffide e adempimenti formali. Capire come inviarla nel modo corretto evita errori che possono compromettere la validità della comunicazione o rallentare le pratiche. Qui trovi una guida pratica, con i passaggi essenziali e i consigli per gestire allegati, ricevute e conservazione.

Che cos’è la PEC e perché ha valore legale

La PEC certifica tre elementi: identità del gestore, integrità del contenuto e tracciabilità della consegna. Il gestore PEC, soggetto accreditato, applica firme e marcature sui log di trasmissione e rilascia due ricevute: accettazione e consegna. Se entrambe sono positive, l’invio è opponibile a terzi. Il valore legale è pieno solo se il messaggio viaggia tra caselle PEC: inviare da PEC a email ordinaria non produce la stessa evidenza. Per comunicare con uffici pubblici si possono reperire gli indirizzi su IPA – Indice PA, mentre per professionisti e cittadini è utile l’INAD – Indice Nazionale dei Domicili Digitali.

Scelta del gestore e attivazione dell’indirizzo

Per inviare una PEC serve una casella attiva presso un gestore certificato. Durante l’attivazione vengono richiesti documenti d’identità e, per le imprese, dati societari. È buona prassi scegliere un piano con spazio sufficiente e opzioni di archiviazione o conservazione a norma, così da non dover cancellare messaggi importanti. Dopo l’attivazione, si può accedere via webmail o configurare la casella su un client (es. Outlook, Thunderbird) usando i parametri IMAP/POP3 e SMTP forniti dal gestore.

Invio da webmail o client: la procedura passo per passo

Per spedire correttamente una PEC è utile seguire un percorso ordinato:

  1. Accedi alla webmail PEC o al client configurato con le credenziali della casella.

  2. Crea un nuovo messaggio e inserisci nel campo A l’indirizzo PEC del destinatario. Se necessario, usa Cc o Ccn per ulteriori caselle PEC.

  3. Compila l’oggetto in modo chiaro e identificativo, ad esempio: “Disdetta contratto n. 123 – società XYZ”.

  4. Scrivi il corpo con struttura formale: riferimenti a pratica/contratto, data, oggetto della richiesta, eventuali termini. Mantieni un tono professionale.

  5. Allega i documenti necessari, preferendo PDF non modificabili. Se richiesto, applica firma digitale e, per atti che lo prevedono, marca temporale.

  6. Controlla dimensioni e formati degli allegati secondo i limiti del gestore. Se superi il limite, valuta la suddivisione in più invii numerati.

  7. Invia il messaggio e attendi le ricevute automatiche: prima l’accettazione dal tuo gestore, poi la consegna dal gestore del destinatario.

  8. Verifica l’esito: in caso di mancata consegna, leggi il motivo indicato nella ricevuta negativa e valuta un secondo invio o un canale alternativo.

  9. Archivia messaggio, allegati e ricevute in una cartella dedicata, con una nomenclatura coerente che includa data e oggetto.

Allegati, firma e riferimenti: come evitare errori

Per ridurre i problemi più comuni, è utile tenere a mente alcune buone pratiche:

  • Coerenza dei file: nomi chiari, niente caratteri speciali, preferenza per PDF/A e scansioni leggibili. Evita formati proprietari non necessari.

  • Firma digitale consapevole: se alleghi documenti firmati, specifica nel corpo che gli allegati sono firmati digitalmente e indica tipo di firma (PAdES o CAdES).

  • Prova di invio: conserva messaggio originale e ricevute in un’unica cartella per ogni pratica. Valuta la conservazione a norma offerta dal gestore.

  • Destinatario corretto: verifica che l’indirizzo sia effettivamente PEC e pertinente. Per PA e professionisti usa IPA o INAD.

  • Oggetto e riferimenti: inserisci sempre riferimenti contrattuali o di pratica, estremi temporali e recapiti per eventuali risposte.

  • Privacy: se il contenuto include dati personali o riservati, indica la base giuridica o il riferimento normativo necessario e limita i destinatari al minimo.

  • Tempi: per comunicazioni con scadenze, invia con adeguato anticipo e verifica subito le ricevute per poter agire in caso di mancata consegna.

Ricevute e conservazione: cosa succede dopo l’invio

Subito dopo l’invio riceverai la ricevuta di accettazione, che certifica che il tuo gestore ha preso in carico la PEC. A seguire, arriva la ricevuta di avvenuta consegna o un avviso di mancata consegna. Le ricevute sono email con allegati XML o EML firmati dal gestore, che contengono gli elementi probatori dell’invio. È buona regola salvarle insieme al messaggio e agli allegati, preferibilmente con una nomenclatura uniforme. Molti gestori offrono archivi di sicurezza o servizi di conservazione sostitutiva: sono utili per garantire integrità e reperibilità nel tempo. In caso di contenzioso, l’esibizione congiunta di messaggio PEC, allegati e ricevute costituisce una prova completa dell’avvenuta comunicazione.

Seguendo questi passaggi si ottiene un invio formalmente corretto, con documenti leggibili e riferimenti chiari, riducendo al minimo i rischi di rifiuto o di mancata consegna. Per comunicazioni sensibili o complesse, come diffide, recesso da contratti, istanze alla PA, conviene predisporre un modello di testo aziendale e una checklist interna sugli allegati: si guadagna coerenza, si risparmia tempo e si migliora la tracciabilità documentale.

Maxi sequestro di droga a Roma, padre e figlio arrestati con 36kg di cocaina

ROMA (ITALPRESS) – È partita dalle piazze di Tor Bella Monaca l’indagine della Polizia di Stato conclusasi con un maxi sequestro di droga tra la periferia romana e la stazione Tiburtina. In poche ore, sono stati sequestrati oltre 36 chili di cocaina in un laboratorio di spaccio “a conduzione familiare e 50 grammi di shaboo, la potente metanfetamina nota come “droga dei filippini”, che produce effetti devastanti già con un decimo di grammo di sostanza.

Sono stati i Falchi della VI Sezione della Squadra Mobile capitolina ad intercettare per le vie di Tor Vergata uno scooter sospetto guidato da un ragazzo. Gli investigatori hanno seguito il mezzo fino ad un magazzino, dove si è ricongiunto con il padre. Insieme hanno varcato la porta di entrata e, solo dopo pochi minuti, il più giovane è uscito con uno zaino sulle spalle. A quel punto i poliziotti si sono palesati bloccando entrambi. All’interno dello zaino, gli agenti hanno trovato più di 10 chili di cocaina, confezionati sottovuoto in nove pacchi, mentre, nelle tasche del padre, sono stati rinvenuti 1.300 euro in contanti.

La perquisizione è poi proseguita all’interno del magazzino, dove è stata scoperta una cassaforte contenente altri 26 chili di cocaina, sempre conservati sottovuoto. Come in un vero laboratorio “fai da te”, sul tavolo, era poi cosparso tutto l’occorrente per il confezionamento e lo spaccio della droga.

Spostatisi nell’abitazione di famiglia, gli agenti hanno rinvenuto ancora altri 1.700 euro in contanti, ritenuti, come i primi, presumibile provento della loro attività illecita. Per i titolari della base “a conduzione familiare” è scattato l’arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Su richiesta della Procura della Repubblica, il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto nei loro confronti.

Nelle stesse ore, sempre i “Falchi” della Squadra Mobile hanno arrestato, nei pressi della stazione Tiburtina, un cittadino filippino di 42 anni trovato in possesso di 50 grammi di shaboo, la potente metanfetamina nota come “droga dei filippini”, un cui decimo della stessa è sufficiente per produrre effetti devastanti nell’assuntore.

Per l’uomo sono scattate immediatamente le manette. Dopo la convalida dell’arresto nelle aule di Piazzale Clodio, è ora gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il gip ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Roma. Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, gli indagati devono ritenersi innocenti fino ad accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna

-Foto ufficio stampa Polizia di Stato-
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4 novembre, Meloni: “Onore a chi ha servito e continua a servire l’Italia con valore e impegno”

ROMA (ITALPRESS) – “Nel Giorno dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate onoriamo il sacrificio di chi, con coraggio e dedizione, ha difeso la libertà e l’unità della nostra Patria. Il loro esempio vive nei valori che ancora oggi ispirano le donne e gli uomini in uniforme, al servizio della Nazione. Onore a chi ha servito e a chi continua a servire l’Italia con valore, impegno e spirito di sacrificio”. Lo scrive su X il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Nepal, morti due alpinisti italiani: erano dispersi da venerdì

ROMA (ITALPRESS) – Da venerdì 31 ottobre si sono persi i contatti con due alpinisti italiani, Alessandro Caputo e Stefano Farronato, impegnati in Nepal nella scalata del picco Panbari. Il loro decesso è stato confermato questa mattina dalle autorità locali. Lo rende noto la Farnesina.

I connazionali erano stati sorpresi da forti nevicate al Campo 1 (5.000 metri). Altri connazionali risultano dispersi e le ricerche sono in corso. Il Consolato Generale a Calcutta, anche per il tramite del Consolato Generale Onorario a Kathmandu, e in stretto raccordo con la Farnesina, sta seguendo direttamente l’evoluzione della situazione in contatto con le autorità locali e con i familiari dei connazionali.

-Foto www.pexels.com-
(ITALPRESS).

Crollo a Roma, Meloni “Profondo dolore per tragica scomparsa operaio”

ROMA (ITALPRESS) – “Esprimo profondo dolore e cordoglio, a nome mio e del Governo, per la tragica scomparsa di Octay Stroici, l’operaio rimasto vittima del crollo della Torre dei Conti a Roma. Siamo vicini alla sua famiglia e ai suoi colleghi in questo momento di indicibile sofferenza”. Così su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Ringrazio nuovamente i soccorritori e tutti coloro che si sono prodigati, senza sosta e con coraggio, nel tentativo di salvargli la vita”, aggiunge.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).

Roma, crolla una parte della Torre dei Conti: morto l’operaio estratto dalle macerie. La Procura indaga per omicidio e disastro colposi / Video

ROMA (ITALPRESS) – E’ morto l’operaio rimasto sotto le macerie per oltre dieci ore dopo il crollo della Torre dei Conti, a Roma. Octay Stroici, 66 anni, di origini rumene, è deceduto all’ospedale Umberto I a seguito di un arresto cardiaco sopraggiunto dopo essere stato soccorso e caricato in ambulanza. Lo rendono noto fonti dell’ospedale romano.

Dopo lunghissime ore era stato estratto vivo tra le macerie sotto la Torre dei Conti. Un lungo applauso aveva accompagnato il soccorso dell’operaio nel momento in cui l’uomo è uscito dalla finestra della torre, accompagnato dai vigili del fuoco. Sul luogo la moglie dell’operaio visibilmente commossa, il ministro Giuli e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. L’uomo è stato caricato su un’ambulanza del Pronto Soccorso regionale e scortato dagli uomini della Polizia Locale al Policlinico Umberto I di Roma. Ma purtroppo non ce l’ha fatta. Le sue condizioni erano molto gravi.

L’area in cui si trovava l’uomo era stata in precedenza messa in sicurezza tramite la realizzazione di una sorta di camera d’aria ed è sostenuta da bombole di ossigeno.

Un secondo operaio era rimasto ferito nel crollo. L’uomo era stato estratto dalle macerie dai Vigili del fuoco e affidato al personale del 118. Si tratta di un 64enne, che ha riportato un trauma cranico. Altri tre operai, che erano al lavoro sulle impalcature di sostegno alla Torre ed erano rimasti bloccati, sono stati recuperati dai vigili del fuoco con un’autoscala. La Procura di Roma ha aperto un’indagine. Si procede al momento per l’ipotesi di lesioni colpose. Indagano i carabinieri.

LE PAROLE SHOCK DI ZAKHAROVA “L’ITALIA CROLLERA’ COMPLETAMENTE SE CONTINUERA’ A SPRECARE I SOLDI PER L’UCRAINA”

LA PROCURA INDAGA PER OMICIDIO E DISASTRO COLPOSI

La Procura di Roma indaga per omicidio e disastro colposi, alla luce della morte dell’operaio rumeno di 66 anni rimasto vittima del crollo parziale della Torre dei Conti, nella zona dei Fori Imperiali. L’area è stata posta sotto sequestro e nelle prossime ore gli inquirenti disporranno l’autopsia sul corpo della vittima. Sarà necessaria una consulenza per accertare la causa del crollo.

MELONI “DOLORE PER TRAGICA SCOMPARSA OPERAIO”

“Esprimo profondo dolore e cordoglio, a nome mio e del Governo, per la tragica scomparsa di Octay Stroici, l’operaio rimasto vittima del crollo della Torre dei Conti a Roma. Siamo vicini alla sua famiglia e ai suoi colleghi in questo momento di indicibile sofferenza”. Così su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Ringrazio nuovamente i soccorritori e tutti coloro che si sono prodigati, senza sosta e con coraggio, nel tentativo di salvargli la vita”, aggiunge. Così su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

DOMANI LUTTO CITTADINO A ROMA

Il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha deciso di proclamare il lutto cittadino per domani, 5 novembre, in segno di cordoglio per la morte di Octay Stroici, operaio impegnato nel restauro della Torre dei Conti deceduto nella notte. La città di Roma si stringe attorno alla sua famiglia, ai colleghi e a quanti gli hanno voluto bene, condividendo il dolore per questa tragica perdita. Le bandiere saranno esposte a mezz’asta in tutti gli edifici comunali in segno di lutto. Lo fa sapere il Campidoglio in una nota.

GUALTIERI “CORDOGLIO PER LA VITTIMA DEL TRAGICO CROLLO”

“Esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Octay Stroici, l’operaio vittima del tragico crollo avvenuto alla Torre dei Conti. A nome di Roma Capitale e mio personale, rivolgo un pensiero commosso alla sua famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che gli erano vicini. Voglio ringraziare i vigili del fuoco, le forze dell’ordine e i soccorritori che sono intervenuti con grande professionalità e dedizione in una situazione cosi complessa e drammatica”. Così in una nota il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.

ANNULLATO IL SORVOLO DELLE FRECCE TRICOLORI

In occasione della cerimonia di deposizione della corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, presso l’Altare della Patria, da parte delle massime autorità costituzionali, il tradizionale sorvolo delle Frecce Tricolori non avrà luogo. La decisione è stata assunta per evitare anche la minima interferenza a quanti sono e saranno impegnati nelle attivita’ di messa in sicurezza nell’area di via dei Fori Imperiali – Torre dei Conti. La cerimonia si terrà regolarmente secondo il programma previsto, nel segno del raccoglimento e dell’omaggio ai Caduti. La Difesa esprime il proprio cordoglio per la morte dell’operaio, Signor Octay Stroici, rimasto vittima del crollo della Torre dei Conti avvenuto nella giornata di ieri. Alla famiglia ed ai colleghi la più sentita vicinanza.

SOVRINTENDENZA “TORRE ERA CHIUSA DAL 2007

Il crollo di questa mattina della Torre dei Conti a Largo Corrado Ricci ha interessato il contrafforte centrale del lato meridionale e ha provocato a sua volta il collasso di parte del sottostante basamento a scarpa. Un secondo crollo ha interessato parte del vano scala e del solaio di copertura. La Torre era chiusa dal 2007 e per il suo recupero è stato stanziato uno dei finanziamenti più consistenti del Pnrr “Caput Mundi”. Lo rende noto la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L’intervento in corso, denominato “ID 26 – Tor de’ Conti – Restauro e allestimento dell’edificio”, ha un importo complessivo di 6.900.000 euro e prevede opere di consolidamento statico, restauro conservativo, installazione di impianti elettrici, illuminotecnici, di sollevamento e idrici, abbattimento delle barriere architettoniche, allestimento museale dedicato alle fasi più recenti dei Fori Imperiali, realizzazione di un Centro Servizi per l’Area Archeologica Centrale, di una sala conferenze e di spazi espositivi, oltre a un percorso di visita alla Torre e alla parte ipogea.

Attualmente è in corso il primo stralcio dei lavori, avviato a giugno 2025 e sostanzialmente concluso, per un importo di circa 400.000 euro, comprendente la bonifica dall’amianto e lavorazioni preliminari. Prima dell’avvio delle opere sono state effettuate indagini strutturali, prove di carico e carotaggi per verificare l’idoneità statica della struttura, che avevano attestato le condizioni di sicurezza necessarie per procedere agli interventi sui solai.

IL VIDEO

– Foto Vigili del Fuoco –

(ITALPRESS).

Roma, crolla una parte della Torre dei Conti: morto l’operaio estratto dalle macerie. Annullato il sorvolo delle Frecce Tricolori / Video

ROMA (ITALPRESS) – E’ morto l’operaio rimasto sotto le macerie per oltre dieci ore dopo il crollo della Torre dei Conti, a Roma. Octay Stroici, 66 anni, di origini rumene, è deceduto all’ospedale Umberto I a seguito di un arresto cardiaco sopraggiunto dopo essere stato soccorso e caricato in ambulanza. Lo rendono noto fonti dell’ospedale romano.

Dopo lunghissime ore era stato estratto vivo tra le macerie sotto la Torre dei Conti. Un lungo applauso aveva accompagnato il soccorso dell’operaio nel momento in cui l’uomo è uscito dalla finestra della torre, accompagnato dai vigili del fuoco. Sul luogo la moglie dell’operaio visibilmente commossa, il ministro Giuli e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. L’uomo è stato caricato su un’ambulanza del Pronto Soccorso regionale e scortato dagli uomini della Polizia Locale al Policlinico Umberto I di Roma. Ma purtroppo non ce l’ha fatta. Le sue condizioni erano molto gravi.

L’area in cui si trovava l’uomo era stata in precedenza messa in sicurezza tramite la realizzazione di una sorta di camera d’aria ed è sostenuta da bombole di ossigeno.

Un secondo operaio era rimasto ferito nel crollo. L’uomo era stato estratto dalle macerie dai Vigili del fuoco e affidato al personale del 118. Si tratta di un 64enne, che ha riportato un trauma cranico. Altri tre operai, che erano al lavoro sulle impalcature di sostegno alla Torre ed erano rimasti bloccati, sono stati recuperati dai vigili del fuoco con un’autoscala. La Procura di Roma ha aperto un’indagine. Si procede al momento per l’ipotesi di lesioni colpose. Indagano i carabinieri.

LE PAROLE SHOCK DI ZAKHAROVA “L’ITALIA CROLLERA’ COMPLETAMENTE SE CONTINUERA’ A SPRECARE I SOLDI PER L’UCRAINA”

MELONI “DOLORE PER TRAGICA SCOMPARSA OPERAIO”

“Esprimo profondo dolore e cordoglio, a nome mio e del Governo, per la tragica scomparsa di Octay Stroici, l’operaio rimasto vittima del crollo della Torre dei Conti a Roma. Siamo vicini alla sua famiglia e ai suoi colleghi in questo momento di indicibile sofferenza”. Così su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Ringrazio nuovamente i soccorritori e tutti coloro che si sono prodigati, senza sosta e con coraggio, nel tentativo di salvargli la vita”, aggiunge. Così su X il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

ANNULLATO IL SORVOLO DELLE FRECCE TRICOLORI

In occasione della cerimonia di deposizione della corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, presso l’Altare della Patria, da parte delle massime autorità costituzionali, il tradizionale sorvolo delle Frecce Tricolori non avrà luogo. La decisione è stata assunta per evitare anche la minima interferenza a quanti sono e saranno impegnati nelle attivita’ di messa in sicurezza nell’area di via dei Fori Imperiali – Torre dei Conti. La cerimonia si terrà regolarmente secondo il programma previsto, nel segno del raccoglimento e dell’omaggio ai Caduti. La Difesa esprime il proprio cordoglio per la morte dell’operaio, Signor Octay Stroici, rimasto vittima del crollo della Torre dei Conti avvenuto nella giornata di ieri. Alla famiglia ed ai colleghi la più sentita vicinanza.

SOVRINTENDENZA “TORRE ERA CHIUSA DAL 2007

Il crollo di questa mattina della Torre dei Conti a Largo Corrado Ricci ha interessato il contrafforte centrale del lato meridionale e ha provocato a sua volta il collasso di parte del sottostante basamento a scarpa. Un secondo crollo ha interessato parte del vano scala e del solaio di copertura. La Torre era chiusa dal 2007 e per il suo recupero è stato stanziato uno dei finanziamenti più consistenti del Pnrr “Caput Mundi”. Lo rende noto la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L’intervento in corso, denominato “ID 26 – Tor de’ Conti – Restauro e allestimento dell’edificio”, ha un importo complessivo di 6.900.000 euro e prevede opere di consolidamento statico, restauro conservativo, installazione di impianti elettrici, illuminotecnici, di sollevamento e idrici, abbattimento delle barriere architettoniche, allestimento museale dedicato alle fasi più recenti dei Fori Imperiali, realizzazione di un Centro Servizi per l’Area Archeologica Centrale, di una sala conferenze e di spazi espositivi, oltre a un percorso di visita alla Torre e alla parte ipogea.

Attualmente è in corso il primo stralcio dei lavori, avviato a giugno 2025 e sostanzialmente concluso, per un importo di circa 400.000 euro, comprendente la bonifica dall’amianto e lavorazioni preliminari. Prima dell’avvio delle opere sono state effettuate indagini strutturali, prove di carico e carotaggi per verificare l’idoneità statica della struttura, che avevano attestato le condizioni di sicurezza necessarie per procedere agli interventi sui solai.

IL VIDEO

– Foto Vigili del Fuoco –

(ITALPRESS).