lunedì, Settembre 21, 2026
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Sinner “L’obiettivo è tornare numero 1 nel 2026. Coppa Davis? La decisione è presa”

ROMA (ITALPRESS) – “Bello vedere tutti questi cambiamenti. Dopo Cincinnati è il secondo torneo così ristrutturato ed è bello per questo sport: c’è un Centrale più grande e anche gli altri campi sono molto grandi”. Jannik Sinner protagonista nel media-day alla vigilia del suo esordio nel Rolex Masters di Parigi, ospitato quest’anno dai campi de La Defense. Il numero 2 del mondo, reduce dal trionfo di Vienna, dove ha conquistato il suo 22° titolo in carriera battendo in finale in tre set Alexander Zverev, parla della sua condizione fisica prima di cominciare l’avventura in questo ultimo Masters1000 della stagione. Non è al top, ma del resto lo considera “Normale. Dopo aver giocato cinque giorni consecutivi e una finale molto fisica, può succedere. Il fisico però sta bene, un po’ stanco perché non ho avuto il tempo per recuperare a pieno ma sono felice e sto recuperando giorno dopo giorno. Sono molto concentrato e speriamo adesso di riuscire a giocare un gran tennis”, le sue dichiarazioni riportate da Supertennis.

La stagione, che difficilmente si concluderà per lui con il titolo di numero uno di fine stagione, la considera già di per molto positiva, ma se deve scegliere uno dei tanti momenti felici che l’hanno caratterizzata Sinner non ha dubbi indicando in “Wimbledon, il torneo dove volevamo spingerci il più in fondo possibile e dove non potevo sperare di ottenere un risultato migliore. Ma la stagione è stata incredibile – ha ancora aggiunto Sinner – ho giocato quattro finali Slam, tantissime belle partite e non è ancora finita. C’è un torneo a cui ancora guardo ed è quello di Torino: l’anno scorso feci un’ottima corsa e quest’anno ci stiamo preparando nel miglior modo possibile. Ma prima c’è questo torneo qui, che l’anno scorso non ho giocato e dove non sono mai riuscito a fare bene. Speriamo di riuscire a cambiare un paio di cose e vediamo come andrà”.

A Torino, anche se minime, potrebbero esserci per lui ancora delle chance di chiudere il 2025 da numero 1 del mondo, ma è una eventualità a cui Sinner non vuole pensare: “E’ impossibile e a dire il vero è una cosa a cui non sto pensando, sarà l’obiettivo della prossima stagione. Ora voglio solo chiudere al meglio questa”.

“Dicembre, come già accaduto l’anno scorso, sarà un mese molto importante per me perché so che potrò sfruttarlo per lavorare molto e apportare alcuni cambiamenti. So bene quanto sarà cruciale in molte aree del mio gioco, ma sono al tempo stesso sereno e felice per quello che sono riuscito a fare quest’anno”, ha aggiunto Sinner. Chiusura sulla sua scelta di non partecipare alle Finals di Coppa Davis a Bologna. “La decisione è presa. E su quest’argomento ho già detto tutto qualche giorno fa”, ha concluso il numero 2 del mondo.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Cina-Italia: Xìan-Roma a piedi, viaggio di un uomo sulla nuova Via della seta

ROMA (ITALPRESS/XINHUA) – Sotto il dolce sole autunnale, il trentaquattrenne Cheng Long stava in piedi davanti al Colosseo di Roma, con accanto uno zaino logoro. Vestito con una semplice maglietta blu, la sua pelle scurita da due anni di viaggio, sembrava in tutto e per tutto un viandante. Era il punto finale di un viaggio iniziato a Xìan, in Cina, ripercorrendo gli echi moderni dell’antica Via della seta attraverso l’Eurasia.

“Ho provato a cercare le parole giuste, ma nessuna sembrava adatta”, ha detto Cheng al suo pubblico durante una diretta streaming. Ha pianto per due ore, sopraffatto dalla stanchezza, dall’orgoglio e dall’incredulità di aver concluso in Italia il suo cammino durato due anni.

Cheng è cresciuto nella provincia nord-occidentale cinese di Shaanxi, terra di antiche storie di carovane e dell’antica capitale Xìan. Da bambino era affascinato dalla leggenda dell’inviato Zhang Qian, mandato a occidente oltre 2.100 anni fa per aprire quella che sarebbe diventata la Via della seta. Quella storia ha piantato in lui un sogno che decenni dopo lo avrebbe portato attraverso i continenti.

Si è allenato duramente, correndo mezze maratone e scalando i monti Qinling. A 23 anni ha camminato da Sichuan a Xizang, oltre 2.000 chilometri, e sapeva che un giorno sarebbe andato ancora più lontano. Dopo anni di lavoretti e di assistenza alla madre malata, nel 2023 Cheng ha deciso che il valore della vita si misura nel significato, non nel comfort. Quando la madre è guarita, ha venduto la sua macchina, ha fatto un bagaglio leggero, ha portato con sè una bandiera nazionale e ha iniziato a camminare verso ovest.

Si è fatto chiamare “Dragon Walker”. Dai soli 8.000 follower sui social media all’inizio, il suo pubblico è cresciuto fino a quasi 300.000 quando è arrivato a Roma.

Il percorso di Cheng lo ha portato attraverso Horgos, nello Xinjiang, poi in Kazakistan, sul Caucaso, in Turchia, in Grecia e, infine, in Italia – più di 10.000 chilometri a piedi. Ha sopportato il caldo sopra i 50 gradi Celsius, valichi di montagna coperti di neve e notti senza un riparo. Ha consumato diciannove paia di scarpe, si è infortunato a un ginocchio e spesso ha sofferto la fame. In Kazakistan, un colpo di calore lo ha quasi ucciso, prima che degli stranieri lo portassero in una piccola clinica.

I soldi erano scarsi. Mentre i suoi risparmi stavano diminuendo in Europa, ha cominciato a trasmettere in diretta streaming, accettando piccole donazioni dagli spettatori per poter proseguire. “All’inizio rifiutavo – ha detto – ma senza quell’aiuto non sarei riuscito a finire”.

L’Italia gli ha lasciato una profonda impressione. Quando è arrivato a Benevento, nel sud del Paese, senza un posto dove dormire, un macellaio locale gli ha permesso di dormire nel cortile e la mattina gli ha portato caffè e cibo – un gesto che, ha detto Cheng, “ha catturato il calore dell’Italia”.

Per Cheng, la strada non era solo un test fisico ma un riflesso vivente della nuova Via della seta. Ha visto autostrade costruite dai cinesi in Asia centrale, auto familiari in città straniere e le reti digitali che connettono regioni un tempo isolate. “La Via della seta oggi è fatta di acciaio e fibra, non di cammelli e sabbia”, ha detto. “Ma lo spirito della connessione rimane”.

Ciò che lo ha colpito di più è stata la gentilezza umana. Sconosciuti gli hanno offerto cibo, passaggi e amicizia senza badare a nazionalità o fede. “La gentilezza è la lingua che tutti parlano”, ha detto.

Cheng intende tornare in Cina per un breve riposo, per poi viaggiare di nuovo per rivedere le persone che lo hanno aiutato. Il suo viaggio, terminato nella Città Eterna italiana, ha dimostrato che anche nel ventunesimo secolo la Via della seta continua a collegare le persone attraverso strade, lavoro e compassione condivisi.

“La cosa importante è non aspettare il momento perfetto, ma fare il primo passo”, ha detto Cheng ai suoi follower.
Fonte foto: Xinhua
(ITALPRESS).

Cina-Italia: Xi’an-Roma a piedi, viaggio di un uomo sulla nuova Via della seta

ROMA (ITALPRESS/XINHUA) – Sotto il dolce sole autunnale, il trentaquattrenne Cheng Long stava in piedi davanti al Colosseo di Roma, con accanto uno zaino logoro. Vestito con una semplice maglietta blu, la sua pelle scurita da due anni di viaggio, sembrava in tutto e per tutto un viandante – e il punto finale di un viaggio iniziato a Xi’an, in Cina, ripercorrendo gli echi moderni dell’antica Via della seta attraverso l’Eurasia.

“Ho provato a cercare le parole giuste, ma nessuna sembrava adatta”, ha detto Cheng al suo pubblico durante una diretta streaming. Ha pianto per due ore, sopraffatto dalla stanchezza, dall’orgoglio e dall’incredulità di aver concluso in Italia il suo cammino durato due anni.

Cheng è cresciuto nella provincia nord-occidentale cinese di Shaanxi, terra di antiche storie di carovane e dell’antica capitale Xi’an. Da bambino era affascinato dalla leggenda dell’inviato Zhang Qian, mandato a occidente oltre 2.100 anni fa per aprire quella che sarebbe diventata la Via della seta. Quella storia ha piantato in lui un sogno che decenni dopo lo avrebbe portato attraverso i continenti.

Si è allenato duramente, correndo mezze maratone e scalando i monti Qinling. A 23 anni ha camminato da Sichuan a Xizang, oltre 2.000 chilometri, e sapeva che un giorno sarebbe andato ancora più lontano. Dopo anni di lavoretti e di assistenza alla madre malata, nel 2023 Cheng ha deciso che il valore della vita si misura nel significato, non nel comfort. Quando la madre è guarita, ha venduto la sua macchina, ha fatto un bagaglio leggero, ha portato con sé una bandiera nazionale e ha iniziato a camminare verso ovest.

Si è fatto chiamare “Dragon Walker”. Dai soli 8.000 follower sui social media all’inizio, il suo pubblico è cresciuto fino a quasi 300.000 quando è arrivato a Roma.

Il percorso di Cheng lo ha portato attraverso Horgos, nello Xinjiang, poi in Kazakistan, sul Caucaso, in Turchia, in Grecia e, infine, in Italia – più di 10.000 chilometri a piedi. Ha sopportato il caldo sopra i 50 gradi Celsius, valichi di montagna coperti di neve e notti senza un riparo. Ha consumato diciannove paia di scarpe, si è infortunato a un ginocchio e spesso ha sofferto la fame. In Kazakistan, un colpo di calore lo ha quasi ucciso, prima che degli stranieri lo portassero in una piccola clinica.

I soldi erano scarsi. Mentre i suoi risparmi stavano diminuendo in Europa, ha cominciato a trasmettere in diretta streaming, accettando piccole donazioni dagli spettatori per poter proseguire. “All’inizio rifiutavo – ha detto – ma senza quell’aiuto non sarei riuscito a finire”.

L’Italia gli ha lasciato una profonda impressione. Quando è arrivato a Benevento, nel sud del Paese, senza un posto dove dormire, un macellaio locale gli ha permesso di dormire nel cortile e la mattina gli ha portato caffè e cibo – un gesto che, ha detto Cheng, “ha catturato il calore dell’Italia”.

Per Cheng, la strada non era solo un test fisico ma un riflesso vivente della nuova Via della seta. Ha visto autostrade costruite dai cinesi in Asia centrale, auto familiari in città straniere e le reti digitali che connettono regioni un tempo isolate. “La Via della seta oggi è fatta di acciaio e fibra, non di cammelli e sabbia”, ha detto. “Ma lo spirito della connessione rimane”.

Ciò che lo ha colpito di più è stata la gentilezza umana. Sconosciuti gli hanno offerto cibo, passaggi e amicizia senza badare a nazionalità o fede. “La gentilezza è la lingua che tutti parlano”, ha detto.

Cheng intende tornare in Cina per un breve riposo, per poi viaggiare di nuovo per rivedere le persone che lo hanno aiutato. Il suo viaggio, terminato nella Città Eterna italiana, ha dimostrato che anche nel ventunesimo secolo la Via della seta continua a collegare le persone attraverso strade, lavoro e compassione condivisi.

“La cosa importante è non aspettare il momento perfetto, ma fare il primo passo”, ha detto Cheng ai suoi follower.

(ITALPRESS).

Fibra ultraveloce per Milano-Cortina, da Open Fiber rete da 900 km

MILANO (ITALPRESS) – Un ambizioso progetto, già avviato, per garantire una connessione di rete ad alta velocità nei principali presidi di pronto intervento in vista dei giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026.
E’ questa la base dell’accordo operativo presentato oggi tra la Città metropolitana di Milano e Open Fiber.
Come illustrato da Stefano Mazzitelli, direttore commerciale di Open Fiber, “in totale sono circa 900 km di rete nuova per i tre anelli previsti. Dal punto di vista economico parliamo di un ordine di grandezza di circa 3 milioni di euro. Le tempistiche del progetto sono molto strette: le Olimpiadi sono alle porte e quindi dobbiamo completarlo fra novembre e gennaio. Mi piace annunciare il fatto che c’è stata una richiesta specifica di accelerare un progetto per l’ospedale Niguarda e la linea Milano-Livigno è già operativa. La nostra rete FTTH, grazie a caratteristiche di resilienza, affidabilità e altissima velocità, si conferma il mezzo ideale per sostenere servizi di pubblica utilità e sicurezza, garantendo comunicazioni real-time e mission critical fondamentali per la protezione del territorio e la gestione di informazioni delicate”.
I tre anelli in fibra ottica ad altissima velocità saranno in grado di garantire una connessione sicura e protetta fino a 10 Gigabit al secondo. Nello specifico, il primo anello riguarderà la Polizia di Stato e raggiungerà la Centrale Operativa Interforze Semogo a Valdidentro (SO), l’Ufficio Polizia di Frontiera a Tirano, la Questura di Sondrio e il Commissariato di Sesto S. Giovanni (MI).
Il secondo anello interesserà diversi enti del territorio di Sondrio: la Questura, la Polizia stradale, il Comune, la Prefettura e il Comando Provinciale dei Carabinieri.
Il terzo anello invece collegherà i presidi di Livigno, Bormio e Sondalo con l’ospedale Niguarda di Milano.
“La sinergia sviluppata con Città Metropolitana di Milano ci consentirà di completare rapidamente un progetto fondamentale, collegando enti pubblici strategici che devono scambiarsi informazioni sensibili in tempo reale con la massima sicurezza, un’esigenza cruciale soprattutto in occasione di un evento globale come i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026”, ha aggiunto Mazzitelli.
Francesco Vassallo, Vicesindaco della Città metropolitana di Milano, ha definito il progetto “il risultato di oltre vent’anni di lavoro silenzioso ma determinato, frutto di una visione chiara e condivisa: dotare il territorio metropolitano di un’infrastruttura digitale robusta e pubblica”. Il riferimento è ai circa 8000 km di fibra ottica posti dal 2005 che circondano la città metropolitana di Milano. Un’infrastruttura che collega circa 100 comuni metropolitani, 156 istituti scolastici, ospedali, la questura di Milano e la Polizia Postale e delle Comunicazioni della Lombardia.
“Oggi mettiamo a disposizione la nostra esperienza consolidata in 25 anni: fornire connettività di qualità agli organi istituzionali che ne fanno richiesta – ha aggiunto Vassallo – vogliamo offrire una connettività che al termine delle olimpiadi rimarrà a disposizione delle comunità stesse. La nostra rete non è solo un insieme di cavi, ma il cuore pulsante di una nuova amministrazione intelligente, capace di integrare scuola, sanità, sicurezza e immobilità sostenibile in un sistema digitale realmente connesso e al servizio dei cittadini”.
Sull’importanza che questo progetto avrà non soltanto per la durata delle Olimpiadi, ma anche per il futuro del territorio si è soffermato anche Alberto Zoli, Direttore generale dell’ospedale Niguarda di Milano e Medical Care manager per la Lombardia per i giochi olimpici Milano-Cortina 2026.
“Sarà un sostanziale miglioramento perchè riusciremo a garantire in una sorta di ospedale diffuso le trasmissioni di immagini, dati e quant’altro occorre per il trattamento dei pazienti. I nostri pazienti avranno come punti di riferimento non solo le Medical Station e i policlinici nelle venue, ma soprattutto nei villaggi olimpici peraltro diffusi in Alto Valtellina – ha affermato – Saranno erogate delle prestazioni sanitarie anche di tipo diagnostico, dove immagini e dati saranno sostanzialmente quelle che faranno la differenza tra esserci o non esserci. E la telemedicina sarà quella che farà da padrone da questo punto di vista”.
Alla fine “rimarrà – aggiunge – un ospedale diffuso che terrà in collegamento diretto e concreto l’ospedale di Sondalo con l’ospedale Niguarda di Milano. Molti operatori dell’ospedale di Milano sono già impegnati in Alta Valtellina e quindi stanno lavorando”.
Per il Questore di Milano Bruno Megale “questo progetto ha consentito di portare la fibra ottica in tutti gli uffici della Questura di Milano e nei commissariati distaccati. Un collegamento che ha accelerato la trasmissione dei dati e le attività di sicurezza, soprattutto per quanto riguarda la trasmissione dei video, delle immagini, ma anche i servizi per il cittadino”.
“Con questi collegamenti siamo riusciti anche a implementare servizi tipo i passaporti, l’ufficio immigrazione… servizi che interessano direttamente tutta la cittadinanza di Milano. Quindi un collegamento attivo all’avanguardia tra la questura centrale e tutti gli uffici distaccati sul territorio”, ha aggiunto Megale ricordando la centrale operativa comune in via Drago “che permetterà di seguire tutti gli eventi in tempo reale”.
-foto f14/Italpress –
(ITALPRESS).

Manovra, Patuelli “Rispettoso di Governo e Parlamento”

ROMA (ITALPRESS) – “Sulla manovra non parlo, sono sempre molto rispettoso di tutte le istituzioni della Repubblica a cominciare dal governo e dal Parlamento”. Così il presidente di Abi, Antonio Patuelli, in occasione della celebrazione della 101ª Giornata Mondiale del Risparmio organizzata da Acri.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Amazon taglia 14 mila posti di lavoro e annuncia investimenti nell’IA

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Amazon ha annunciato il taglio di 14 mila posti di lavoro. Il colosso dell’e-commerce ha precisato che la decisione è il risultato dell’impegno verso l’obiettivo aziendale di contenere i costi e verso quello di rendere l’attività lavorativa più agile e con meno burocrazia.

Amazon ha annunciato il contemporaneo investimento nell’intelligenza artificiale. I licenziamenti avverranno fra il personale impiegatizio, mentre l’azienda prevede di assumere, in futuro, in aree considerate strategiche.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Dacia Bigster offre ampia gamma equipaggiamenti

ROMA (ITALPRESS) – Dacia Bigster risponde alle principali esigenze dei clienti del segmento C-SUV in termini di equipaggiamenti, ponendo l’accento sul comfort e sulla facilità d’uso quotidiano, offrendo un’ampia gamma disponibile in opzione o di serie a seconda degli allestimenti. L’accesso a Bigster è facilitato dalla chiave Keyless Entry e dal portellone posteriore ad azionamento elettrico. Quest’ultimo, di serie su Bigster Journey e in opzione su Extreme, può essere azionato in tre modi: premendo il pulsante sul portellone situato accanto alla luce della targa, il pulsante posizionato in plancia oppure il comando presente sulla chiave.Tutte le versioni di Bigster sono dotate di serie di touchscreen centrale da 10,1″, che garantisce ergonomia di utilizzo e una chiara visibilità dei menu da utilizzare.

Bigster Essential ed Expression dispongono del sistema multimediale Media Display con 4 altoparlanti e connettività wireless Apple CarPlay/Android Auto. Le versioni Extreme e Journey dispongono del sistema multimediale Media Nav Live che, in più, offre la navigazione connessa con informazioni in tempo reale sulle condizioni del traffico e mappe aggiornate per 8 anni. Media Nav Live è abbinato al sistema audio Arkamys 3D dotato di 6 altoparlanti. Per il massimo piacere di guida, Bigster è dotato di serie di quadro strumenti digitale da 7” (versioni Essential ed Expression) o 10″ (Extreme e Journey). Lo schermo a colori è personalizzabile e consente al conducente di visualizzare in modo ideale le informazioni che ritiene più utili.

I clienti di Bigster apprezzeranno anche il climatizzatore bi-zona con bocchette dell’aria per i passeggeri dei sedili posteriori, il tetto panoramico apribile, il caricabatterie wireless per lo smartphone, equipaggiamenti disponibili in opzione o di serie, a seconda degli allestimenti, per personalizzare al meglio ciò che il guidatore ritiene indispensabile per le proprie esigenze di mobilità, dal viaggio con la famiglia, agli spostamenti quotidiani in città, fino alle lunghe percorrenze coperte per esigenze lavorative.

L’ergonomia del posto guida è di fondamentale importanza per la sicurezza. Nella versione Journey, Dacia Bigster è dotato di serie di un sedile con altezza della seduta e inclinazione dello schienale regolabili elettricamente e dotato di supporti lombari regolabili manualmente. Bigster Journey ed Extreme sono dotati di serie anche di Adaptive Cruise Control (ACC) nelle versioni hybrid, che risponde alle aspettative dei clienti privati o business per i lunghi viaggi.

foto: ufficio stampa Renault Group Italia

(ITALPRESS).

Unrae, il mercato autovetture europeo a settembre recupera il 10,7% rispetto al 2024

ROMA (ITALPRESS) – Il mercato autovetture europeo registra a settembre una crescita significativa con 1.236.876 immatricolazioni, corrispondente a un incremento del 10,7% rispetto alle 1.116.975 unità dello stesso mese del 2024, che però a sua volta aveva perso il 4,2% rispetto a settembre 2023. Il cumulato dei primi nove mesi dell’anno si attesta a 9.928.527 unità, in aumento dell’1,5% rispetto alle 9.777.143 immatricolazioni di gennaio-settembre 2024. Nonostante il recupero, i volumi rimangono ancora inferiori ai livelli pre-pandemia: -3,8% nel mese di settembre e – 18,1% in gennaio-settembre. Tutti e cinque i principali mercati europei chiudono il mese di settembre in crescita, con entità differenti. La Spagna guida l’espansione con un +16,4% nel mese e +14,8% nel cumulato gennaio-settembre, il Regno Unito avanza del 13,7% nel mese e del 4,2% nei nove mesi, la Germania cresce del 12,8% a settembre ma flette dello 0,3% nel cumulato, l’Italia aumenta del 4,2% nel mese ma cala del 2,9% nel progressivo, mentre la Francia registra un modesto +1,0% a settembre ma perde il 6,3% nei nove mesi. Questa dinamica consolida per l’Italia la quarta posizione tra i major market sia nel mese di settembre sia nei 9 mesi. Sul fronte delle vetture ricaricabili (ECV, somma di BEV e PHEV), l’Italia continua a mostrare un ritardo cronico rispetto agli altri grandi mercati europei.

Nel mese di settembre, il nostro Paese si conferma ultimo tra i cinque maggiori mercati, con una quota ECV pari al 14,1%: 5,7% auto elettriche pure (BEV) e 8,4% ibride plug-in (PHEV), mantenendo così un divario considerevole dalla Germania che raggiunge il 31,1% con il 19,3% di elettrici puri e l’11,8% di plug-in, dal Regno Unito al 35,5%, con il 23,3% e il 12,2% rispettivamente, dalla Francia al 28,9% con il 22,4% e il 6,5%, e dalla Spagna al 24,1% con l’11,9% e il 12,2%. Nel complesso del mercato europeo, le vetture ricaricabili a settembre coprono il 31,7% del totale: BEV al 21,0% (+1,9 punti percentuali) e PHEV al 10,7% (+3,4 punti percentuali). Il quadro non cambia guardando al cumulato gennaio-settembre. L’Italia resta ultima tra i major market con una quota ECV dell’11,1%, suddivisa tra il 5,2% di BEV e il 5,9% di PHEV e ben distante dal Regno Unito con ECV al 33,0% (BEV al 22,1% e PHEV al 10,9%), dalla Germania con ECV al 28,4% (BEV al 18,1% e PHEV al 10,3%), dalla Francia con ECV al 24,3%, (BEV al 18,2% e PHEV al 6,1%) e dalla Spagna con ECV al 18,5% (BEV all’8,4% e PHEV al 10,1%).

Nel totale del mercato europeo le vetture ricaricabili raggiungono il 27,4% di quota nel cumulato gennaio-settembre, con le BEV al 18,1% (+3,4 punti percentuali) e le PHEV al 9,3% (+2,2 punti percentuali). A due mesi dalla chiusura del 2025, UNRAE sottolinea l’urgenza che, a beneficio di produttori e consumatori, dalla UE arrivino al più presto indicazioni normative chiare e definitive, evitando interpretazioni divergenti in una fase così delicata della transizione industriale e ambientale.

“Sul fronte italiano” – dichiara il Direttore Generale di UNRAE, Andrea Cardinali – “lo scorso 22 ottobre sono finalmente partiti gli incentivi MASE per l’acquisto di veicoli elettrici, anche se al momento in cui parlo non è ancora possibile procedere con la validazione dei voucher. In poco più di 24 ore, privati e microimprese hanno esaurito l’intero fondo da 597 milioni di euro. Ora vedremo se i circa 55.700 voucher generati si trasformeranno tutti in ordini: gli acquirenti hanno 30 giorni di tempo per sottoscrivere il contratto di acquisto, altrimenti la prenotazione decade e le risorse tornano disponibili. Questo meccanismo ‘a intermittenza’ è ormai un copione noto: lunghi mesi di attesa, poi una fiammata improvvisa che brucia i fondi in poche ore e, subito dopo, il rischio di una nuova fase di stallo del mercato. D’altra parte – conclude Cardinali – la rapidità con cui le risorse sono andate esaurite conferma che l’interesse verso la mobilità elettrica esiste. Per trasformare questo interesse in domanda stabile e prevedibile servono incentivi strutturali, una politica industriale di lungo periodo costruita insieme alle associazioni di settore e – tema per noi imprescindibile – una revisione urgente della fiscalità delle auto aziendali”.

Da diversi anni, infatti, UNRAE ribadisce che un elemento fondamentale per abilitare la mobilità a zero emissioni consiste nella revisione in chiave “green” del trattamento fiscale delle automobili aziendali attraverso interventi su detraibilità dell’IVA, deducibilità dei costi, e tempi di ammortamento: la Delega Fiscale – recentemente prorogata al 31 dicembre 2026 – rappresenta un’opportunità da non perdere per agire in questa direzione. La distanza dell’Italia dalla media degli altri Paesi per quanto riguarda la quota di auto elettriche pure è insostenibile: c’è un fattore 4,0 fra il nostro 5,7% e il 22,8% del resto d’Europa. Come ribadito ripetutamente dall’Associazione, le altre priorità sulle quali intervenire per accelerare la transizione energetica riguardano lo sviluppo capillare dell’infrastruttura di ricarica elettrica e la riduzione dei costi di ricarica per renderli più accessibili. Su quest’ultimo aspetto risultano particolarmente istruttivi i risultati dell’Osservatorio Adiconsum – TariffEV. Le rilevazioni di settembre evidenziano che in Italia i prezzi medi della ricarica pubblica – come riporta testualmente il bollettino – ” non mostrano segni di diminuzione, rimangono superiori rispetto a quelli di altri Paesi europei e sono totalmente scollegati rispetto al prezzo unico dell’energia all’ingrosso”, confermando che il problema non riguarda solo il costo dell’energia all’origine ma anche il mercato delle ricariche. L’Osservatorio sottolinea inoltre come sia molto ampio il divario tra i costi della ricarica domestica e quella in luoghi pubblici, discriminando gli automobilisti che non dispongono di una infrastruttura privata e ostacolando la diffusione della mobilità elettrica.

–  Foto screenshot UNRAE –

(ITALPRESS).