mercoledì, Settembre 23, 2026
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Netanyahu ordina nuovi raid a Gaza, almeno 63 morti. Israele ripristina il cessate il fuoco, Trump “La tregua non è a rischio”

ROMA (ITALPRESS) – Almeno 63 persone sono state uccise in seguito ai nuovi raid israeliani sulla Striscia di Gaza dopo la violazione del cessate il fuoco da parte di Hamas. Lo riferisce l’emittente del Qatar Al-Jazeera citando fonti negli ospedali di Gaza, secondo cui tra le vittime ci sono anche 24 bambini. Nella notte, l’Aeronautica israeliana ha colpito Rafah e Khan Younis, nel sud di Gaza, e l’area di Gaza City.

Israele afferma di aver lanciato gli attacchi a causa delle ripetute violazioni di Hamas, tra cui un attacco che ha ucciso un soldato a Rafah ieri, e della mancata restituzione da parte del gruppo terroristico dei 13 corpi rimanenti degli ostaggi, come concordato nell’accordo di cessate il fuoco. I funzionari israeliani sono fermamente convinti che Hamas conosca l’ubicazione della maggior parte dei corpi e che stia falsamente affermando il contrario per ritardarne la restituzione.

Due giorni fa Hamas ha consegnato resti di un corpo e in seguito Israele ha scoperto appartenere a un ostaggio recuperato dalle truppe israeliane nel dicembre 2023. Inoltre, l’esercito ha diffuso un filmato che mostra Hamas inscenare il falso recupero di quei resti, portandoli fuori da un edificio e posizionandoli in una grande buca scavata nel terreno dai miliziani nel quartiere di Shejaiya a Gaza City. I miliziani hanno poi ricoperto il sacco bianco per cadaveri di terra e hanno finto di scoprirlo per la prima volta davanti alla Croce rossa.

L’esercito israeliano ha poi dichiarato di aver ripristinato il cessate il fuoco a Gaza. “In conformità con le direttive del livello politico e dopo una serie di attacchi significativi in cui sono stati colpiti decine di obiettivi terroristici e terroristici, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno iniziato a rafforzare l’accordo dopo la sua violazione da parte dell’organizzazione terroristica Hamas”. E’ quanto si legge in una nota delle Idf. “Nell’ambito degli attacchi, le Idf e lo Shin Bet, guidati dal Comando meridionale, hanno attaccato più di 30 terroristi ai livelli di comando delle organizzazioni terroristiche operanti nella Striscia di Gaza. Le Idf continueranno a far rispettare l’accordo e a rispondere con forza a qualsiasi violazione”, conclude l’esercito.

TRUMP “HAMAS SI COMPORTI BENE”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto sulle violazioni di Hamas e sui raid israeliani sulla Striscia di Gaza affermando che “Hamas è solo una piccola parte dell’accordo in Medio Oriente. Se non si comporta correttamente, verrà eliminato”. “Israele ha il diritto di rispondere” se viene attaccato, ha aggiunto Trump parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, come riportano i media. Trump ha dichiarato che “nulla metterà a repentaglio” il cessate il fuoco a Gaza, dopo uno scontro a fuoco tra Israele e Hamas, con Tel Aviv e il gruppo terroristico che si accusano a vicenda di aver violato l’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre scorso. “Hanno ucciso un soldato israeliano. Quindi gli israeliani hanno reagito. E devono reagire”, ha detto Trump.

KATZ “ELIMINATI DECINE DI COMANDANTI DI HAMAS”

“Decine di comandanti di Hamas sono stati eliminati in potenti operazioni delle Forze di difesa israeliane (Idf) da ieri, in risposta all’attacco ai soldati delle Idf e alla palese violazione dell’accordo. Non c’è e non ci sarà alcuna immunità per nessuno dei leader dell’organizzazione terroristica, né per coloro che indossano tute o si nascondono nei tunnel”. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha aggiunto: “Chiunque alzi una mano contro i soldati delle Idf, gli verrà mozzata. Le Idf hanno ricevuto l’ordine di agire con la forza contro qualsiasi obiettivo di Hamas e continueranno a farlo in futuro. Chiunque attacchi i soldati delle Idf e violi gli accordi ne pagherà il prezzo”.

BEN GVIR A NETANYAHU “SMANTELLA HAMAS”

Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano e leader del partito di estrema destra Otzama Yehudit, Itamar Ben Gvir, torna a minacciare il primo ministro Benjamin Netanyahu di lasciare il governo se non eliminerà il gruppo terroristico palestinese Hamas. Se Netanyahu “decide di rinunciare all’obiettivo di smantellare Hamas”, il suo governo “non avrà più il diritto di esistere”, ha detto in seguito alle violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Hamas a Gaza e del ripristino del cessate il fuoco dopo circa 12 ore di tensione. “Ancora una volta Hamas uccide un soldato durante il ‘cessate il fuoco’ e ancora una volta il primo ministro sceglie di porre fine all’incidente con il concetto di una ‘risposta misurata’ e un immediato ritorno al cessate il fuoco, continuando a fornire aiuti ‘umanitari’, invece di tornare alla guerra su vasta scala e impegnarsi a raggiungere rapidamente il suo obiettivo principale: la distruzione di Hamas”, ha affermato il ministro di estrema destra in una dichiarazione.

Ben Gvir ha concluso: “Ricordo al primo ministro il suo impegno a raggiungere tutti gli obiettivi della guerra. Se decide di rinunciare all’obiettivo di smantellare Hamas e si accontenta di una dichiarazione di ‘vittoria’ e di uno smantellamento solo di nome, continuando a preservare la politica pre-7 ottobre e a mantenere Hamas in pratica, il governo non avrà il diritto di esistere”.

UCCISO UN SOLDATO IDF

Un riservista delle Forze di difesa israeliane (Idf) è stato ucciso ieri pomeriggio in un attacco condotto da miliziani palestinesi contro le truppe di stanza nell’area di Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale. Lo ha annunciato l’esercito. Il soldato ucciso è il sergente maggiore Yona Efraim Feldbaum, 37 anni, operatore di macchinari pesanti nella Divisione di Gaza. Secondo un’indagine iniziale delle Idf, i terroristi hanno aperto il fuoco contro un escavatore militare in funzione nel quartiere Jenina di Rafah, uccidendo Feldbaum. Poco dopo, i miliziani hanno sparato con lanciarazzi contro i militari, colpendo un veicolo blindato, senza causare ulteriori feriti. L’area si trova sul lato orientale della linea gialla, un’area sotto il controllo israeliano in base al cessate il fuoco. Nonostante l’area sia sotto il controllo israeliano, le Idf hanno individuato la presenza di terroristi asserragliati in una “sacca” nella zona.

Mentre le truppe lavorano per liberare il quartiere dalle infrastrutture di Hamas, i miliziani sono usciti dai tunnel e compiono attacchi, afferma l’esercito. La scorsa settimana, due soldati sono stati uccisi in un attacco simile nello stesso quartiere.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Netanyahu ordina nuovi raid a Gaza, almeno 63 morti. Trump “Hamas si comporti bene. La tregua non è a rischio”

ROMA (ITALPRESS) – Almeno 63 persone sono state uccise in seguito ai nuovi raid israeliani sulla Striscia di Gaza dopo la violazione del cessate il fuoco da parte di Hamas. Lo riferisce l’emittente del Qatar Al-Jazeera citando fonti negli ospedali di Gaza, secondo cui tra le vittime ci sono anche 24 bambini. Nella notte, l’Aeronautica israeliana ha colpito Rafah e Khan Younis, nel sud di Gaza, e l’area di Gaza City.

Israele afferma di aver lanciato gli attacchi a causa delle ripetute violazioni di Hamas, tra cui un attacco che ha ucciso un soldato a Rafah ieri, e della mancata restituzione da parte del gruppo terroristico dei 13 corpi rimanenti degli ostaggi, come concordato nell’accordo di cessate il fuoco. I funzionari israeliani sono fermamente convinti che Hamas conosca l’ubicazione della maggior parte dei corpi e che stia falsamente affermando il contrario per ritardarne la restituzione.

Due giorni fa Hamas ha consegnato resti di un corpo e in seguito Israele ha scoperto appartenere a un ostaggio recuperato dalle truppe israeliane nel dicembre 2023. Inoltre, l’esercito ha diffuso un filmato che mostra Hamas inscenare il falso recupero di quei resti, portandoli fuori da un edificio e posizionandoli in una grande buca scavata nel terreno dai miliziani nel quartiere di Shejaiya a Gaza City. I miliziani hanno poi ricoperto il sacco bianco per cadaveri di terra e hanno finto di scoprirlo per la prima volta davanti alla Croce rossa.

TRUMP ATTACCA “HAMAS SI COMPORTI BENE”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto sulle violazioni di Hamas e sui raid israeliani sulla Striscia di Gaza affermando che “Hamas è solo una piccola parte dell’accordo in Medio Oriente. Se non si comporta correttamente, verrà eliminato”. “Israele ha il diritto di rispondere” se viene attaccato, ha aggiunto Trump parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, come riportano i media. Trump ha dichiarato che “nulla metterà a repentaglio” il cessate il fuoco a Gaza, dopo uno scontro a fuoco tra Israele e Hamas, con Tel Aviv e il gruppo terroristico che si accusano a vicenda di aver violato l’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre scorso. “Hanno ucciso un soldato israeliano. Quindi gli israeliani hanno reagito. E devono reagire”, ha detto Trump.

UCCISO UN SOLDATO IDF

Un riservista delle Forze di difesa israeliane (Idf) è stato ucciso ieri pomeriggio in un attacco condotto da miliziani palestinesi contro le truppe di stanza nell’area di Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale. Lo ha annunciato l’esercito. Il soldato ucciso è il sergente maggiore Yona Efraim Feldbaum, 37 anni, operatore di macchinari pesanti nella Divisione di Gaza. Secondo un’indagine iniziale delle Idf, i terroristi hanno aperto il fuoco contro un escavatore militare in funzione nel quartiere Jenina di Rafah, uccidendo Feldbaum. Poco dopo, i miliziani hanno sparato con lanciarazzi contro i militari, colpendo un veicolo blindato, senza causare ulteriori feriti. L’area si trova sul lato orientale della linea gialla, un’area sotto il controllo israeliano in base al cessate il fuoco. Nonostante l’area sia sotto il controllo israeliano, le Idf hanno individuato la presenza di terroristi asserragliati in una “sacca” nella zona.

Mentre le truppe lavorano per liberare il quartiere dalle infrastrutture di Hamas, i miliziani sono usciti dai tunnel e compiono attacchi, afferma l’esercito. La scorsa settimana, due soldati sono stati uccisi in un attacco simile nello stesso quartiere.

Addio a James Senese, il musicista napoletano è morto a 80 anni

NAPOLI (ITALPRESS) – Lutto nel mondo della musica. E’ morto a 80 anni James Senese, era ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Cardarelli di Napoli da più di un mese per un’infezione polmonare. Pseudonimo di Gaetano Senese, nato a Napoli il 6 gennaio del 1945, è stato tra i sassofonisti italiani più noti a livello mondiale, tanto che nel 1990, all’Apollo Theater di New York, fu definito dagli statunitensi “Brother in soul”, appellativo riservato ai grandi artisti. Negli anni sessanta e settanta Senese è stato uno dei fondatori del movimento musicale Neapolitan power, periodo in cui fondò diversi gruppi musicali tra cui Napoli Centrale.

Durante la sua lunga carriera ha collaborato con prestigiosi artisti come Bob Marley e Gil Evans, fino a Pino Daniele, di cui è stato lo storico sassofonista, Tullio De Piscopo ed Enzo Avitabile. “Non bastano parole per un dolore così grande ma solo un GRAZIE! – ha scritto lo stesso Avitabile su Facebook -. Grazie per il tuo talento, la dedizione, la passione, la ricerca. Sei stato un esempio di musica e di vita. Un amico per fratello, un fratello per amico. Per sempre”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Duello all’Onu tra Francesca Albanese e l’Italia che la accusa di “parzialità”

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Scintille e saette al Palazzo di Vetro durante la presentazione del rapporto della Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, che ha denunciato un “sistema internazionale di complicità” nel genocidio di Gaza. La giurista italiana, collegata in video da Città del Capo a causa delle sanzioni statunitensi che le impediscono di viaggiare a New York, è stata attaccata non solo da Israele e dagli Stati Uniti, ma anche dall’Italia, in un confronto diretto che ha assunto toni politici oltre che diplomatici. Il Rappresentante Permanente d’Italia, Maurizio Massari, è intervenuto dichiarando che il rapporto è “del tutto privo di credibilità e imparzialità”. “Il contenuto del documento supera apertamente il mandato specifico della Relatrice”, ha aggiunto, richiamando il codice di condotta delle procedure speciali dell’ONU, che impone ai titolari dei mandati di “garantire che le proprie opinioni personali non pregiudichino l’esecuzione della missione e di mostrare moderazione e discrezione per non minare il riconoscimento della natura indipendente del mandato”.

Massari ha sostenuto che “ci sono ampie prove pubbliche che dimostrano come la signora Albanese non possa essere considerata imparziale”. E ha concluso con due domande rivolte direttamente alla Relatrice: “Crede davvero che questo rapporto e questo dibattito contribuiscano a raggiungere una pace duratura nella regione o ad alleviare le sofferenze dei civili? Non sarebbe un tragico paradosso se l’ONU venisse percepita come un ostacolo alla pace invece che un suo promotore?”. Da Città del Capo, Albanese durante la conferenza stampa con i giornalisti che le facevano le domande da New York, ha risposto contrattaccando. “L’Italia mostra un livello di immaturità politica che non ho riscontrato altrove”, ha detto, definendo “grottesco” l’intervento dell’ambasciatore Massari. Ha aggiunto che Roma “viola il diritto internazionale continuando a fornire armi a Israele, nonostante la Corte Internazionale di Giustizia abbia riconosciuto il rischio di genocidio”. E ha ricordato che “il governo deve rispondere ai cittadini che chiedono di non essere complici”. Nel suo intervento, Albanese ha ribadito che “il genocidio a Gaza fa parte di un sistema internazionale di complicità” e che “gli Stati devono sospendere immediatamente i legami militari, economici e diplomatici con Israele fino alla cessazione dei crimini”. Ha poi denunciato la “strumentalizzazione degli aiuti umanitari” e “il progressivo svuotamento del ruolo protettivo delle Nazioni Unite a Gaza”.

Alla domanda di Italpress se ritenesse che il Segretario Generale Antonio Guterres l’avesse difesa a sufficienza, la Relatrice ha risposto con un laconico: “No comment”. Durante la stessa sessione, l’ambasciatore israeliano Danny Danon ha definito Albanese “una strega che diffonde odio”, provocando reazioni indignate tra i presenti. Nonostante le critiche e l’isolamento politico crescente, Albanese ha chiuso il suo intervento ribadendo: “Non è un’opinione, è diritto internazionale. Gli Stati che continuano a sostenere Israele militarmente rischiano la complicità in crimini internazionali”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Egitto, a fuoco una nave da crociera sul Nilo. Evacuate 220 persone, i circa 60 italiani a bordo sono in buone condizioni

ROMA (ITALPRESS) – Le autorità del governatorato di Luxor hanno evacuato su un’altra imbarcazione circa 220 persone di varie nazionalità che si trovavano a bordo della nave da crociera Empress lungo il fiume Nilo e su cui è scoppiato un incendio. Lo riportano i media egiziani.

Fonti hanno dichiarato al sito Cairo 24 che l’incendio è scoppiato nella zona bar a causa di un cortocircuito, per poi propagarsi ad altre parti della nave. I vigili del fuoco sono intervenuti sul posto e sono riusciti a domare completamente le fiamme in breve tempo. Cairo 24 riporta che l’incendio ha provocato tre feriti, tra cui due membri dell’equipaggio, che sono stati trasportati in ospedale per le cure mediche. “La Farnesina e l’ambasciata d’Italia in Egitto monitorano la situazione a Luxor, dove ha preso fuoco la nave da crociera Empress, con a bordo circa 60 italiani, che sarebbero in buone condizioni”, ha fatto sapere su X il ministero degli Esteri.

– foto di repertorio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Completato l’iter per la nomina di 8 presidenti delle Autorità di Sistema Portuale

ROMA (ITALPRESS) – Col via libera della Commissione Ambiente del Senato si completa l’iter istituzionale per la nomina degli otto presidenti delle Autorità di Sistema Portuale. L’ultimo passaggio sarà la firma del decreto da parte del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

Si tratta di Giovanni Gugliotti (Mar Ionio), Francesco Benevolo (Mar Adriatico Centro Settentrionale), Davide Gariglio (Mar Tirreno Settentrionale), Raffaele Latrofa (Mar Tirreno Centro Settentrionale), Eliseo Cuccaro (Mar Tirreno Centrale), Matteo Gasparato (Mar Adriatico Settentrionale), Paolo Piacenza (Mar Tirreno Meridionale e Ionio), Domenico Bagalà (Mar di Sardegna). Il ministro Salvini rivolge ai nuovi presidenti “gli auguri di buon lavoro, sottolineando l’importanza di una gestione efficiente, moderna e sostenibile dei porti, in stretta collaborazione con il mondo delle imprese e con i territori”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Digitale ed energia, a Innovation Village tavola rotonda di Optima Italia

NAPOLI (ITALPRESS) – L’accesso al digitale e all’energia è oggi un bene costituzionale: da esso dipendono benessere e pari dignità sociale. Questo il tema al centro della tavola rotonda “La città che pensa: energia, dati e comunità”, promossa da Optima Italia a Napoli nell’ambito di Innovation Village 2025.
f08/mgg/azn

Il Napoli vince a Lecce, Milinkovic-Savic e Anguissa decisivi

LECCE (ITALPRESS) – Il Napoli soffre e non convince totalmente sul piano della prestazione, ma esce comunque dal Via del Mare facendo risultato pieno. La squadra di Conte supera per 1-0 un buon Lecce, grazie al gol nella ripresa di Anguissa, alla seconda marcatura consecutiva. Altrettanto decisivo Milinkovic-Savic che, sul punteggio di parità, ha parato un rigore al giovane Camarda. Almeno per una notte, i partenopei possono così godersi la vetta solitaria della classifica in attesa della Roma (in campo domani contro il Parma). Sono diverse le novità di formazione in casa Napoli: accanto all’insostituibile Politano, Lucca e Lang completano un tridente inedito che, però, si rivelerà poco affiatato. In apertura di ripresa, inoltre, l’olandese ex Psv sarà costretto a dare forfait, a causa di un problema fisico. Rispetto all’avvio shock di Udine, il Lecce approccia il match con maggiore attenzione tattica, seppur agevolato da un Napoli sotto ritmo e prevedibile nella costruzione offensiva. Al 26′, i salentini si affacciano per la prima volta dalle parti di Milinkovic-Savic, quando Berisha non riesce a finalizzare una bella azione corale, calciando di poco a lato. Al 35′, invece, è il Napoli a rendersi pericoloso: Olivera va vicino al gol, ma la sua possibile esultanza viene spenta da un intervento prodigioso di Falcone. Nel secondo tempo il vento della partita rischia di soffiare a favore dei padroni di casa. Su azione da corner, infatti, Gaspar incorna di testa, trovando in opposizione il braccio di Juan Jesus; dopo revisione al Var, al 56′, Collu concede il penalty al Lecce. Dagli undici metri, però, Camarda calcia un rigore debole e poco angolato, facilitando così il compito allo specialista Milinkovic-Savic. Nonostante gli applausi dei propri tifosi, al momento della sostituzione, Camarda non riesce a trattenere le lacrime per l’occasione fallita. Lo spavento appena corso convince Conte ad accelerare i cambi: oltre a Neres, entrano in campo anche McTominay, Hojlund e Spinazzola. Dopo tanta fatica, alla fine il Napoli riesce ad abbattere il muro del Lecce al 69′. Neres batte una punizione dal limite e pesca Anguissa che svetta di testa e timbra l’1-0, anche se una leggera deviazione di Gaspar mette fuori causa Falcone. Passato qualche minuto di scoramento, i salentini tornano a spingere nel finale, ma senza produrre palle gol particolarmente importanti.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).