martedì, Ottobre 6, 2026
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America Week – Episodio 37

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – È da New York che potrebbe partire la reazione uguale e contraria al trumpismo. Nel primo dibattito per le elezioni a sindaco, Zohran Mamdani ha dominato senza strappi: tono calmo, sorriso, messaggi chiari su affitti, bus e asili gratis. L’indipendente Andrew Cuomo ha recitato il curriculum, il repubblicano Curtis Sliwa non ha chance. Politico l’ha riassunto così: ha vinto Mamdani “restando sul messaggio” e senza errori.
L’ampia intervista al New York Times racconta un candidato che prova a trasformare l’opposizione a Trump in progetto di governo. “Il socialismo democratico è l’idea che lo Stato debba garantire a ciascuno una vita di dignità,” dice il potenziale primo sindaco musulmano della storia di NYC. La parola chiave è “dignità”: non i desideri, ma i bisogni – casa, trasporti, cura dell’infanzia – da finanziare “in modo equo”, ma con pragmatismo sui mezzi. È un linguaggio che ribalta l’ossessione di Trump per deportazioni e repressione: qui il centro della politica è invece la vita quotidiana.

Lecce, maxi sequestro di droga al carcere “Borgo San Nicola”

LECCE (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Lecce, in collaborazione con personale della Polizia Penitenziaria hanno eseguito un’operazione congiunta, nel settore del contrasto al commercio ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, all’interno della Casa Circondariale “Borgo San Nicola”.

tvi/mca1

(Fonte video: Guardia di Finanza)

Fiasconaro a New York, inaugurato il primo flagship store a SoHo

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Da Castelbuono a Manhattan: la storica casa di pasticceria siciliana Fiasconaro ha inaugurato il suo primo flagship store americano al 422 West Broadway, nel cuore di SoHo. Alla cerimonia del taglio del nastro, guidata dal Console Generale d’Italia Fabrizio Di Michele, erano presenti Nicola e Fausto Fiasconaro con la terza generazione della famiglia, insieme a ospiti d’eccezione come Whoopi Goldberg e l’astronauta Luca Parmitano dell’Agenzia Spaziale Europea. Nicola Fiasconaro e Parmitano hanno ricordato come il panettone Fiasconaro sia stato l’unico dolce artigianale italiano a viaggiare nello spazio con la NASA. “Essere oggi a New York è come chiudere un cerchio – ha detto Nicola Fiasconaro – Portiamo nel cuore di SoHo la nostra Sicilia, i suoi colori, profumi e valori di eccellenza”.

La serata, coincisa con la Columbus Week, ha celebrato i 70 anni di storia del marchio con una degustazione di panettoni e creme artigianali, accompagnata da vini Donnafugata e dalle sonorità dei Beach Fossils, band indie di Brooklyn già protagonista dello Ypsigrock Festival di Castelbuono, organizzato dai fondatori del festival Vincenzo Barreca e Gianfranco Raimondo, anche loro presenti all’inaugurazione di New York. Fiasconaro, fondata nel 1953, oggi esporta in 65 Paesi, unendo tradizione, innovazione e visione internazionale. Dalle Madonie alla Casa Bianca – e persino allo Space Shuttle – il suo panettone è diventato ambasciatore della dolcezza e della creatività italiana nel mondo.

– foto ufficio stampa Fiasconaro –

(ITALPRESS).

Jasmine Paolini vola in semifinale al Wta 500 di Ningbo

ROMA (ITALPRESS) – Jasmine Paolini è approdata alle semifinali dell’”Aux-Ningbo Open”, torneo Wta 500 dotato di un montepremi totale pari a 1.064.510 dollari che si sta disputando sui campi in cemento della metropoli nella provincia dello Zhejiang, in Cina.

La 29enne di Bagni di Lucca, numero 8 del ranking e seconda favorita del seeding, reduce dalla semifinale di Wuhan e a caccia del pass per le Wta Finals di Riad, ha sconfitto, in rimonta, nei quarti di finale, l’elvetica Belinda Bencic, 14 del ranking internazionale e sesta forza del tabellone. L’azzurra ha perso la prima frazione per 7-5. Poi si è imposta negli altri due set con lo score di 7-5 6-3. Per la svizzera problemi alla coscia destra nel corso del terzo parziale. In semifinale Paolini, sempre più vicina a ottenere il pass per le Finals sfiderà la vincente del match fra Ajla Tomljanovic ed Elena Rybakina. In caso di ko ai quarti di quest’ultima l’azzurra sarebbe matematicamente ammessa al “Master” di Riad.

“E’ stata una delle partite più dure che abbia mai giocato. Lei è una giocatrice straordinaria e forse oggi meritava di vincere. Sono contenta di esser riuscita a restare in partita e a combattere ogni punto, dopo un brutto avvio. Ho cambiato qualche cosa ed è andata bene. Mi sono sentita sempre meglio, via via, nel corso del match”, così a caldo.

COBOLLI KO AD ALMATY

Flavio Cobolli è uscito di scena ai quarti di finale dell’”Almaty Open”, torneo Atp 250 dotato di un montepremi totale pari a 1.055.255 dollari che si sta disputando sul veloce indoor del Kazakistan. Il 23enne romano d’adozione, 22 del mondo e terzo favorito del seeding, si è arreso di fronte all’australiano James Duckworth, 138 del mondo, passato attraverso le qualificazioni, col punteggio di 6-3 6-2. Nel corso del match Cobolli ha accusato problemi alla parte bassa della schiena e ha chiesto l’intervento del fisioterapista dell’Atp.

Nel pomeriggio in campo Lorenzo Musetti a Bruxelles e Lorenzo Sonego a Stoccolma, sempre nei quarti di finale dei rispettivi tornei indoor sul cemento.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Nell’ultima settimana su Radio e Tv la parola “pace” pronunciata ogni 3 minuti

ROMA (ITALPRESS) – Dal 9 ottobre, data in cui Donald Trump ha annunciato che Israele e Hamas avevano sottoscritto la prima fase dell’accordo di pace da lui proposto, sulle radio e tv italiane la parola “pace” è stata pronunciata 2.841 volte, circa una volta ogni 3 minuti. E’ quanto emerge dal monitoraggio svolto da Mediamonitor.it, piattaforma che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da 40 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato; Mediamonitor.it ha raccolto le citazioni relative ai termini più utilizzati dalle principali emittenti televisive e radiofoniche nell’ambito del conflitto fra Israele e Palestina, nel periodo compreso dalla mezzanotte di giovedì 9 a mezzogiorno di mercoledì 15 ottobre.

“Pace” supera di poco le parole “ostaggi” (2.506 menzioni) e “guerra” (2.473); in quarta posizione, con circa un migliaio di citazioni in meno, troviamo la locuzione “cessate il fuoco” (1.601 menzioni), seguito dal termine “tregua” (1.593), che per 372 volte Mediamonitor.it rileva associata all’aggettivo “fragile”. Al sesto posto si colloca “liberazione”, con 1.431 citazioni che vedono questo termine sempre abbinato alla parola “ostaggi”, mentre “ricostruzione” è stata pronunciata 1.380 volte.

La voce “aiuti umanitari” è all’ottavo posto, con 902 menzioni, mentre nelle ultime posizioni troviamo “macerie” (793) e “Croce Rossa” (566), il cui Comitato Internazionale ha svolto un ruolo rilevante nel rimpatrio delle spoglie degli ostaggi deceduti e nel coordinamento dei soccorsi. Sui media adesso, per evidenti ragioni, le parole della pace hanno surclassato quelle della guerra.

– foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Maxi sequestro di droga all’interno del carcere di Lecce

LECCE (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Lecce, in collaborazione con personale della Polizia Penitenziaria, hanno eseguito un’operazione congiunta, nel settore del contrasto al commercio ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, all’interno della Casa Circondariale “Borgo San Nicola”.

I controlli, eseguiti dai militari del Gruppo della Guardia di finanza di Lecce, con l’ausilio delle dipendenti unità cinofile ed in collaborazione con gli agenti della Polizia Penitenziaria, si sono concentrati all’interno delle aree di smistamento della struttura detentiva ove vengono depositate e filtrate le spedizioni indirizzate ai detenuti. Le attività, che hanno visto il determinante apporto del cane antidroga “Goran”, hanno permesso di individuare alcuni pacchi destinati a due detenuti, contenenti buste della spesa con vari generi alimentari, alle cui basi erano stati creati dei “doppi fondi” ed all’interno dei quali sono stati rinvenuti 14 panetti di hashish, per un totale di 1,3 Kg.

Questi ultimi erano stati opportunamente pressati al fine di ridurre lo spazio di ingombro ed inoltre cosparsi di polvere di caffè con la finalità di trarre in inganno il fiuto dei cani antidroga e così impedire l’individuazione della sostanza stupefacente. Il tempestivo intervento dei finanzieri ha impedito l’introduzione all’interno del carcere dell’ingente quantitativo di hashish che, se commercializzato, avrebbe potuto produrre oltre 1.000 dosi e generare notevoli guadagni. I due destinatari delle spedizioni, entrambi detenuti, sono stati denunciati alla locale Procura della Repubblica, per le ipotesi di reato di Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope.

– foto: ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

New York con Mamdani guida la riscossa anti-Trump al grido di “No Kings”

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – È da New York che potrebbe partire la reazione uguale e contraria al trumpismo. Nel primo dibattito per le elezioni a sindaco, Zohran Mamdani ha dominato senza strappi: tono calmo, sorriso, messaggi chiari su affitti, bus e asili gratis. L’indipendente Andrew Cuomo ha recitato il curriculum, il repubblicano Curtis Sliwa non ha chance. Politico l’ha riassunto così: ha vinto Mamdani “restando sul messaggio” e senza errori. L’ampia intervista al New York Times racconta un candidato che prova a trasformare l’opposizione a Trump in progetto di governo. “Il socialismo democratico è l’idea che lo Stato debba garantire a ciascuno una vita di dignità”, dice il potenziale primo sindaco musulmano della storia di NYC. La parola chiave è “dignità”: non i desideri, ma i bisogni – casa, trasporti, cura dell’infanzia – da finanziare “in modo equo”, ma con pragmatismo sui mezzi. È un linguaggio che ribalta l’ossessione di Trump per deportazioni e repressione: qui il centro della politica è invece la vita quotidiana.

Anche sui nodi più sensibili Mamdani non gioca di rimessa. Sulla polizia riconosce che in passato ha usato “un linguaggio” sbagliato, ma tiene il punto su “sicurezza e giustizia”. E sulle accuse di “massimalismo” fiscale risponde da amministratore: sì ad aumenti mirati su top 1% e grandi aziende, ma se si trovano entrate alternative, l’obiettivo resta finanziare asili, bus e congelamento degli affitti. Sul piano politico, Mamdani usa Cuomo come specchio di un certo establishment democratico che ha “creato l’altra parte” e spesso promesso progressi che poi ha rallentato. È la diagnosi che mancava: il trumpismo non nasce nel vuoto, cresce nelle delusioni del centrosinistra. E Trump? C’entra eccome. L’ex presidente ha già definito Mamdani “il comunista che distruggerà la mia città”. Ma quell’attacco qui funziona da vaccino: nessuno vuole un sindaco percepito come “l’uomo di Trump”.

Mamdani ha già avvertito: “Incontrerò Trump, ma non lavorerò con lui a spese della città.” Traduzione: servono schiena dritta e tribunali, come in California e Illinois sul blocco alla Guardia Nazionale. Intanto per sabato la protesta “No Kings Day” si annuncia in oltre mille città. Sarà – secondo i media – la più grande manifestazione della storia americana. Lo slogan dei coloni della rivoluzione americana contro ogni sovrano torna nelle strade mentre il Paese vive nello shutdown e con un potere sempre più concentrato nella Casa Bianca. Lo Speaker del Congresso Mike Johnson ha bollato la protesta come “antiamericana”. Un paradosso: chiamare “antiamericano” chi invoca l’ideale fondatore della nazione. Il governatore della California Gavin Newsom ha risposto su X con un messaggio diventato virale: “Invito la nostra nazione a usare le marce di No Kings Day di questo fine settimana come una dichiarazione d’indipendenza contro la tirannia e l’illegalità che oggi dominano il Paese. Usate la vostra voce. Agite in modo pacifico. Proteggete voi stessi e la vostra comunità. Negli Stati Uniti non ci sono re”.

Nel frattempo, in Senato il californiano Adam Schiff ha denunciato “nove mesi sulla strada verso l’autoritarismo”, elencando censure, intimidazioni e uso politico dell’esercito. E mentre lo shutdown paralizza Washington, il leader democratico Chuck Schumer parla di “una Casa Bianca ostaggio della vendetta”. Lo prova anche l’ incriminazione di John Bolton, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale di Trump che poi ha scritto un libro sull’incompetenza e la pericolosità del commander in chief. Ma il repubblicano Johnson ha un’altra emergenza: la bomba a orologeria dei file Epstein. Da settimane lo Speaker impedisce il voto per la loro declassificazione, ufficialmente per “non distrarre il Congresso dallo shutdown”. Ma fino a quando potrà tenere il coperchio chiuso?

A Washington cresce il sospetto che la verità sui legami del caso Epstein possa far crollare un intero establishment economico e politico. Sul fronte estero, Trump recita la parte dell’uomo di pace: tregua Israele-Hamas, telefonata con Putin e annuncio di un nuovo incontro a Budapest, proprio alla vigilia della visita di Zelensky alla Casa Bianca. Il contrasto resta stridente: pacificatore fuori, incendiario dentro. Ed è qui che la corsa elettorale a New York assume valore nazionale. Se la città-simbolo d’America sceglierà un sindaco musulmano, socialista e pragmatico, capace di parlare a business e lavoratori, poliziotti e attivisti, l’effetto emulazione potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione politica. Mamdani non offre un’identità tribale, ma un elenco di promesse verificabili. Vuole essere giudicato su quello, non su un nemico da demonizzare. È l’esatto contrario del trumpismo, che prospera alimentando lo scontro con l’”enemy within”. Il pendolo americano si muove di nuovo. Abbandona la rabbia per le idee semplici, concrete e misurabili. Se New York sceglierà Mamdani, non sarà solo la sconfitta di Cuomo – e di Trump – ma l’inizio di una nuova grammatica politica per l’America, riassunta in un valore che è anche una promessa: dignità. Con uno slogan antico, ma sempre attuale: No Kings.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Nell’ultima settimana su Radio e Tv si parla di pace ogni 3 minuti

ROMA (ITALPRESS) – Dal 9 ottobre, data in cui Donald Trump ha annunciato che Israele e Hamas avevano sottoscritto la prima fase dell’accordo di pace da lui proposto, sulle radio e tv italiane la parola “pace” è stata pronunciata 2.841 volte, circa una volta ogni 3 minuti. E’ quanto emerge dal monitoraggio svolto da Mediamonitor.it, piattaforma che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da 40 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato; Mediamonitor.it ha raccolto le citazioni relative ai termini più utilizzati dalle principali emittenti televisive e radiofoniche nell’ambito del conflitto fra Israele e Palestina, nel periodo compreso dalla mezzanotte di giovedì 9 a mezzogiorno di mercoledì 15 ottobre.
“Pace” supera di poco le parole “ostaggi” (2.506 menzioni) e “guerra” (2.473); in quarta posizione, con circa un migliaio di citazioni in meno, troviamo la locuzione “cessate il fuoco” (1.601 menzioni), seguito dal termine “tregua” (1.593), che per 372 volte Mediamonitor.it rileva associata all’aggettivo “fragile”. Al sesto posto si colloca “liberazione”, con 1.431 citazioni che vedono questo termine sempre abbinato alla parola “ostaggi”, mentre “ricostruzione” è stata pronunciata 1.380 volte.
La voce “aiuti umanitari” è all’ottavo posto, con 902 menzioni, mentre nelle ultime posizioni troviamo “macerie” (793) e “Croce Rossa” (566), il cui Comitato Internazionale ha svolto un ruolo rilevante nel rimpatrio delle spoglie degli ostaggi deceduti e nel coordinamento dei soccorsi. Sui media adesso, per evidenti ragioni, le parole della pace hanno surclassato quelle della guerra.

– foto Ipa Agency –
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Esplosione nel Veronese, Valditara “Un minuto di silenzio in tutte le scuole italiane”

ROMA (ITALPRESS) – “All’inizio delle lezioni si è tenuto oggi in tutte le scuole italiane un minuto di silenzio per commemorare Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello, carabinieri morti nell’adempimento del dovere. Il loro sacrificio, che onoriamo con commozione, ci ricorda che la nostra democrazia si fonda sul rispetto della legalità. L’Arma ne è ogni giorno un baluardo e un presidio”. Lo fa sapere il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).