domenica, Ottobre 18, 2026
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Primo soccorso a San Giovanni Lupatoto, lezioni e attività pratiche per 23 classi

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Il primo soccorso a scuola torna a San Giovanni Lupatoto nell’anno 2026/2027: partecipano 23 classi dei due istituti comprensivi. Professionisti sanitari porteranno nelle aule spiegazioni e attività pratiche, con percorsi adattati all’età per riconoscere le emergenze e imparare a chiedere aiuto.

Come riferisce Telenuovo sui progetti promossi dall’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, saranno coinvolte undici quinte della primaria e dodici seconde della secondaria di primo grado. Gli incontri si terranno durante l’orario scolastico, con il sostegno dell’amministrazione comunale.

Primo soccorso a scuola, dalla teoria alla pratica

I percorsi si chiamano “Un battito di mani” e “Tieni il tempo: la vita tra le mani”. Affrontano il funzionamento del cuore, il riconoscimento dell’arresto cardiaco, la richiesta di soccorso e le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Le attività sono affidate a personale sanitario specializzato.

L’assessora all’Istruzione Debora Lerin sottolinea il collegamento fra le conoscenze studiate in classe e le situazioni quotidiane. Il sindaco Attilio Gastaldello richiama invece l’importanza di attivare tempestivamente i soccorsi. L’iniziativa prosegue un’esperienza che, nell’edizione presentata nel 2024, aveva raggiunto circa seicento alunni in ventiquattro classi.

La formazione coinvolge anche chi lavora negli istituti

L’educazione alle emergenze riguarda anche gli adulti che accompagnano gli studenti. Il protocollo fra Regione Veneto e Ministero dell’Istruzione per il primo soccorso prevede infatti corsi gratuiti rivolti a docenti e personale ATA delle scuole di ogni ordine e grado. L’accordo copre gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027.

Il programma regionale comprende tecniche di primo intervento, disostruzione pediatrica e rianimazione con defibrillatore. Alla realizzazione collaborano Ufficio scolastico regionale, istituzioni scolastiche, strutture sanitarie e operatori dell’emergenza. Una cabina di regia, con due rappresentanti per ciascuna parte, coordina le azioni previste.

Il modello indicato è quello della formazione a cascata, pensata per raggiungere progressivamente personale e studenti. Sono così due i destinatari dell’impegno educativo: i ragazzi, con linguaggi adeguati all’età, e gli adulti responsabili della vita scolastica, attraverso una preparazione specifica alle situazioni critiche.

Esercitazione a Magenta, foto di repertorio dalla libreria immagini di VeronaOnline.

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